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venerdì 27 dicembre 2013

Atmosfera in ufficio

Nel post precedente vi ho parlato della Signora J, dei suoi figli e di come ora mi considerino quasi uno di famiglia. A proposito di famiglia e' proprio questo il termine che userei per descrivere l'atmosfera che si respira quotidianamente in ufficio. Il CEO e' stato bravo a creare un gruppo di persone cordiali, simpatici, amichevoli e con molto senso dell'umorismo. Si lavora molto ma si scherza anche molto e siamo tutti molto legati. Per fare alcuni esempi ogni volta che e' il compleanno di uno di noi, lo festeggiamo ordinando da qualche ristorante scelto dal festeggiato e a fine pranzo c'e' sempre la torta con su scritto Happy Birthday... Tutti cantano Happy Birthday to you dopodiche' il festeggiato soffia una candelina, e si fa qualche foto. Forse puo' sembrare una cosa banale me e' bello perche' crea un'atmosfera serena ed allegra e rafforza il gruppo. (Ovviamente e' tutto pagato dall'azienda).
Spesso alcuni di noi in pausa pranzo andiamo a mangiare fuori, una volta al ristorante cubano, un'altra al ristorante dominicano, una volta a quello italiano. E ci facciamo sempre un sacco di risate.
Nel periodo pre-natalizio poi molti colleghi mi hanno fatto dei regali. Non me lo aspettavo e ovviamente ho ricambiato. Regalini economici, niente di costoso ma fa sempre piacere arrivare in ufficio e trovare sulla scrivania un bel regalino con un biglietto di auguri da parte di un/una collega.
Poi anche per quanto riguarda la retribuzione, tra stipendio e 401K, devo dire che mi trattano bene. Ho iniziato da pochi mesi e non ho chiesto aumenti e non oserei farlo dopo cosi' poco tempo. Mi hanno accennato giorni fa che probabilmente da inizio anno mi daranno un piccolo aumento per il cost of living increase e poi se entro fine anno raggiungiamo un certo traguardo di vendite potrebbero darmi anche un bonus.
Pazzesco, non ho chiesto e non mi aspetto assolutamente niente e potrei ricevere aumento+bonus.
Non so se sarebbe mai capitato in Italia. E tornando all'atmosfera familiare non so se in Italia avrei mai trovato una compagnia in cui si lavora davvero cosi' serenamente con un gruppo di colleghi che sembrano quasi fratelli e sorelle. Ora spero che tra qualche anno non dovro rimangiarmi quello che ho scritto su questo post, ma credo che non accadra' mai. Comunque lo scopriremo solo vivendo.

Nuove amicizie

Ciao a tutti, eccomi qua, sono ancora vivo! La vita Americana procede frenetica soprattutto durante la settimana lavorativa che segue piu' o meno lo stesso schema: sveglia alle sei e mezza, colazione e doccia, salgo in macchina e vado al lavoro. Da casa mia in Connecticut all'ufficio a New York ci impiego quasi un'ora. Lavoro dalle nove alle sei e torno a casa. Arrivo alle sette, getto sul divano la borsa dell'ufficio, metto la tuta e vado in palestra. Ritorno a casa verso le nove, cucino, controllo le email, guardo un po' di TV e appena mi viene sonno vado a dormire.
Con me in macchina, sia all'andata che al ritorno, viaggia spesso anche la signora J, un'italo-americana tra i 50 e i 60 che ho conosciuto qualche mese fa quando ero qui in cerca di lavoro a fine 2012. Se vi ricordate bene ero ospite di Mr. M e il figlio F. Loro andavano spesso da questo signore italo-americano a comprare alberelli o piantine. Questo signore all'epoca vinse 5mila dollari a una lotteria e decise di spendere quei soldi organizzando una cena italo-americana e cosi' invito' Mr M, il figlio F e me. A questa festa non conoscevo quasi nessuno e prima di sederci ai tavoli stavamo tutti in piedi a spiluccare dal buffet. C'erano tanti italo-americani vecchio stile che facevano i soliti discorsi un po' superficiali e stereotipati ma tra tutti questi c'era invece una coppia, la signora J e soprattutto suo marito che facevano dei discorsi molto interessanti sull'origine di alcuni cibi italiani, le tradizioni locali, l'etimologia, e quindi mi avvicinai a loro e da li' iniziammo a chiacchierare e poi ci sedemmo allo stesso tavolo e passammo una piacevole serata. Ci scambiammo I numeri di telefono e dopo quella festa mi invitarono spesso a cena a casa loro (dove conobbi anche i loro figli, un ragazzo e una ragazza tra i venti e i trenta anni).
La signora J fu in un certo senso determinante per il mio futuro negli Usa perche'...vi ricordate quando a un certo punto avevo ricevuto due offerte di lavoro e non sapevo cosa fare? Da un lato l'offerta sicura dell'azienda di articoli sportivi e dall'altra l'offerta piu' alta da parte dell'azienda di gioielli. L'azienda di gioielli mi avrebbe pero' assunto solo dopo avermi messo in prova per un mese. Ero indeciso ma la signora J, che scoprii essere una vera "fan" dell'azienda di gioielli mi disse cose del tipo: Ma stai scherzando? L'azienda e' la crema della crema nel suo settore, e' molto prestigiosa, il top del top. E' talmente prestigiosa che se anche ci lavori per pochi mesi il tuo Resume diventera' molto piu' appetibile per le aziende. Queste sono occasioni che capitano poche volte nella vita.
Una vera fan sfegatata...ma insomma anche grazie a lei capii l'importanza di quel'opportunita' e decisi di rischiare e cosi' rifiutai l'offerta sicura dell'azienda di articoli sportivi e accettai di fare la prova per l'azienda di gioielli che per fortuna ando' bene e decisero quindi di assumermi e di sponsorizzarmi per il Work Visa.
Dopo la prova tornai in Italia in attesa del Visto e purtroppo il marito della signora J mori' di cancro, solo pochi mesi fa e mi discpiacque molto perche' era una persona davvero speciale. Da allora la signora J vive sola con la figlia e il figlio che prima o poi prenderanno le loro strade. Lei non guida la macchina e lavora a NYC. Quando il marito era vivo, e lavorava anche lui a NY, non lontano dall'ufficio in cui lavora la moglie, andavano assieme al lavoro e guidava il marito. Ma dopo la morte del marito la signora J ha dovuto iniziare a prendere treno dal Connecticut a New York e poi due fermate di metro. Per farsi accompagnare da casa sua alla stazione in Connecticut doveva sempre chiedere a uno dei suoi figli. Insomma per farvela breve poiche' io abito a soli 5 minuti di macchina dalla signora, mi ha chiesto se poteva viaggiare con me e in cambio mi avrebbe dato un contributo benzina. Ho detto di si' anche se le ho chiesto meno di quello che voleva darmi inizialmente. E' un accordo che conviene ad entrambi, a me soldi e tempo e soprattutto non deve dare troppo disturbo ai figli che spesso hanno altri impegni. Cosi' la mattina mi sveglio un po' prima e vado a prenderla a casa sua, poi a NY la lascio vicino al mio ufficio dove prende la metro e in due fermate arriva al suo ufficio a NYC. Poi di sera quando io esco dall'ufficio la vado a prendere all'uscita della metro (lei e' gia' li) e torniamo in Connecticut. Spesso quando la accompagno a casa la sera, mi invita a restare a casa sua a cena perche' la figlia o il figlio cucinano (e anche molto bene!).
Altre volte mi ha invitato a cena da alcuni suoi parenti anche loro molto gentili. Insomma sono diventato quasi uno di famiglia.
Pochi giorni fa la signora J si e' iscritta alla mia palestra e quindi dopo il lavoro andiamo direttamente li'. Diciamo che andare assieme e' ottimo per entrambi perche' invece di tornare subito ognuno a casa sua, ora ci sproniamo ad andare. Insomma e' una buona amicizia ed e' interessante come sia nata. Se quel signore non avesse vinto alla lotteria non avrebbe mai organizzato quella festa e non avrei mai conosciuto la signora J, i suoi figli e tutte le persone che mi stanno facendo conoscere.

domenica 8 dicembre 2013

Centomila volte grazie!

Ciao ragazzi, wow questo blog ha totalizzato CENTOMILA visite!
Grazie a tutti, non mi sarei mai aspettato di arrivare a queste cifre quando poco piu' di un anno fa iniziai a raccontarvi la mia avventura per cercare di tornare a vivere in America.
Quante cose sono successe e mi fa piacere che mi avete accompagnato ed incoraggiato in questa sfida. Ora che ce l'ho fatta forse dovrei ribattezzare il blog in Torn(at)o a vivere in America?
A volte controllo le statistiche e vedo che mi leggete da ogni parte del pianeta, anche da Paesi come le Filippine, l'Iran, il Madagascar, Malesia...ovunque. Grazie mille, anzi centomila.
Ora ho meno tempo per dedicarmi al blog perche' la vita lavorativa e' diventata frenetica ma continuero' a darvi aggiornamenti e iniziero' a postare qualche foto e video.
Stay tuned for more updates...

lunedì 2 dicembre 2013

Fed Ex e i pacchi lasciati davanti alla porta

Oggi ero al lavoro e ho visto online tramite il tracking number che Fed Ex era out for delivery per consegnarmi un pacco. Poiche' non c'era nessuno in casa, il pacco lo hanno lasciato davanti alla porta di ingresso. Ormai ci sono abituato. Le prime volte pensavo: sono pazzi a lasciare i pacchi incustoditi e ad andare via? E se qualcuno lo ruba prima che torno a casa? Non ci sono recinti tra una casa e l'altra e chiunque potrebbe rubarli facilmente, ma non avviene mai.
Devo ancora capire se cio' e' dovuto al senso civico delle persone o alla paura di ritrovarsi due pallottole in testa se solo osassero mettere piede nella proprieta' altrui. Ad ogni modo meglio cosi'. Non devo aspettare un nuovo tentativo di consegna, non devo farmi tro vare in casa o peggio ancora non devo andare o chiedere a qualcuno di andare a ritirare il pacco all'ufficio postale.

domenica 24 novembre 2013

L'Onorevole Antonio Razzi

Conoscevo Antonio Razzi per per mezzo dell'imitazione di Crozza e per il famoso video in Parlamento con telecamera nascosta che riprende il suo Razzi-pensiero.
Da pochi giorni ho voluto appofondire meglio il personaggio con i video che si trovano su YouTube.
Eccone alcuni:
Razzi 1
Razzi 2
Razzi 3
Razzi 4
Non so se quest'uomo mi fa ridere, rattristare o arrabbiare. Forse un misto di tutti e tre.
Il tizio e' stato candidato da Di Pietro nell'IDV. A tale proposito Di Pietro disse che Razzi gli ispirava fiducia perche' era da sempre stato un buon lavoratore. Tutto qui? Basta essere stato un buon lavoratore per venire candidato in un partito a livello nazionale? Forse Di Pietro avra' anche fatto cose importanti per la storia del Paese in passato ma se ha preso decisioni cosi' idiote e superficiali come candidare un perfetto incompetente come Razzi inizio a pensare che probabilmente avra' mandato in carcere molte persone innocenti.
Insomma come sapete tutti Antonio Razzi e' stato eletto con l'IDV. E poi ha lasciato l'IDV per salvare il governo Berlusconi e arrivare a prendere il vitalizio. Poi come premio e' stato candidato nelle liste del Pdl...ed e' stato rieletto! E ora ce lo ritroviamo di nuovo in Parlamento. A una persona cosi' in un altro Paese non gli farebbero nemmeno girare gli hamburger da McDonald's e da noi lo fanno Parlamentare non una ma due volte! E' proprio questa la cialtroneria dell'Italia. Con partiti come IDV o PDL e con personaggi come Razzi e i suoi elettori non avremo mai un cambiamento.
Meglio riderci su con l'imitazione di Crozza.
Auguri all'Italia!
 

Un anno fa

Ciao a tutti, pochi giorni fa una mia collega mi ha fatto notare che proprio un anno fa di questi tempi stavo per finire il mese di prova e pochi giorni dopo sarei tornato in Italia in attesa di notizie dagli States. Se ci penso ora, un anno fa rischiai tantissimo, rifiutando un'offerta di lavoro sicura con un'azienda di articoli sportivi per accettare l'eventuale offerta piu' interessante di una compagnia di gioielli che pero' sarebbe stata confermata solo dopo aver superato un mese di prova a New York e l'approvazione del budget da parte della sede centrale italiana.
Consideravo quei tre mesi in Usa come l'ultimo tentativo di ritornare in questo Paese. Non costa proprio poco stare qui per tre mesi e quindi se avessi fallito sarei tornato in Italia e non sarei mai piu' tornato in America per un altro tentativo.
Dopo quel mese di prova ho vissuto mesi di tensione mesi fino a quando dagli Usa mi comunicarono che la decisione di assumermi era tata approvata sia dalla sede Americana che dalla sede italiana e quindi potevano partire le pratiche per il Visto H1B. Altri mesi di tensione e finalmente il Visto fu approvato. E cosi' partii.
Un anno fa ero pieno di dubbi e di incertezza. Ora mi sento sereno e sono soddisfatto del mio lavoro e della mia nuova vita. E vedremo cosa succedera' in un anno e cosa mi riserva il futuro.

P.S. Avrete notato che ora che sono entrato in pieno nella vita e della routine Americana sto scrivendo meno post. Certchero' di scrivere piu' spesso, anzi al prossimo post vorrei parlare di un personaggio italiano che ho scoperto o meglio approfondito di recente...
Stay tuned for more updates.

domenica 10 novembre 2013

Salernitana-Nocerina e l'assenza dello Stato italiano

Seguo sempre le notizie italiane sui quotidiani online ma da un po' di tempo con un certo distacco. Vivo la mia vita all'estero e ogni tanto do uno sguardo all'Italia senza farmi prendere da rabbia o malumore come accadeva in passato. Alla fine sono andato via anche per questo, per vivere una vita piu' serena.
Oggi pero' ho letto della notizia del Derby tra Salernitana e Nocerina...e mi e' venuta una certa tristezza, anzi disgusto.
Cosa e' successo? Per ragioni di ordine pubblico era stato deciso che ai tifosi della Nocerina per questa partita sarebbe stato vietato l'ingresso allo stadio.
I tifosi della Nocerina prima dell'inizio della partita sono andati sotto l'albergo in cui si trovavano i giocatori della Nocerina e li hanno intimoriti e minacciati di morte qualora avessero giocato la partita.
I giocatori della Nocerina sono entrati in campo, ma hanno subito fatto tre sostutuzioni e poi cinque di loro hanno simulato infortuni. Cosi' quando la squadra e' rimasta in 7, l'arbitro ha dovuto sospendere la partita. Gli Ultras della Nocerina ottenuto il loro risultato e poco dopo un aereo ha volato sopra lo stadio di Salerno con un grande striscione su cui era scritto: Rispetto per Nocera e i suoi tifosi.
Mi e' venuta tristezza perche' so che qui negli stadi americani i tifosi di squadre avversarie siedono uno accanto all'altro senza problem e portano i propri figli allo stadio. Non si odiano, si godono la partita di baseball, football, basket, hockey, senza problemi, come se fossero al cinema. Se un tifoso alza un po' la voce subito intervengono gli addetti della Security a portare l'esagitato fuori dallo stadio.
Da noi in Italia invece devono dividere le tifoserie in settori differenti, con delle gabbie...essendo animali. Quando si rischiano problemi di ordine pubblico si vieta a determinate tifoserie di assistere alla partita. I tifosi Ultra' da parte loro sono dei veri teppisti, frustrati da una vita inutile che invece di andare a lavorare, progettano vendette e atti di guerriglia e insomma giocano a fare la guerra con i tifosi avversari. Lo Stato in tutto questo e' assente e lascia campo libero a questa gentaglia che puo' cosi' arrivare indisturbatamente a minacciare di morte i giocatori della propria squadra i quali, pavidi e impauriti, si piegano al loro volere, sapendo che difficilmente potrebbero essere difesi dallo Stato, assente. L'anarchia regna sovrana e non e' un semplice episodio ad relegare semplicisticamente all'ambito calcistico. E' un segno del fallimento dell'Italia intera. A tale proposito vi segnalo questo video editoriale da parte de La Gazzetta dello Sport. Se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate.

Bill De Blasio: un italo-americano sindaco di New York

Bill De Blasio e' il nuovo sindaco di New York. E' un italo-americano, anche se forse sarebbe piu' corretto dire che ha origini italiane perche' ad essere nato in Italia e' suo nonno che era di Sant'Agata dei Goti in Campania.
A Sant'Agata dei Goti hanno festeggiato l'elezione di De Blasio e anche leggendo vari articoli sui quotidiani italiani e i vari commenti sui social network, pare che in Italia e in Campania in particolare si sia scatenato l'entusiasmo per questa vittoria.
A me questo entusiasmo e' parso eccessivo e ha messo anche un velo di tristezza. Sempre piu' spesso si celebrano storie di Italiani che raggiungono traguardi importanti...si ma all'estero. Ovvio il sindaco di New York lo puoi fare solo all'estero, a New York, ma avete capito cio' che voglio dire. Mi riferisco a registi, ricercatori, scienziati italiani che hanno successo all'estero e vengono celebrati in Italia dove non sarebbero mai stati messi in condizione di raggiungere gli stessi traguardi. Tornando a Bill De Blasio, ha una famiglia particolare, ha una moglie di colore e ha due figli anch'essi di colore un ragazzo e una ragazza, molto simpatico, che l'hanno aiutato molto anche in campagna elettorale.
Mi sono chiesto se quelle persone in Italia che sono entusiasti per la vittoria di De Blasio avrebbero mai votato in Italia per un sindaco con moglie e figli di colore. La Campania e' pronta per questo? E i comuni in cui domina la Lega? Lui sembra genuinamente attaccato all'Italia e in qualche intervista ha parlato un pochino in Italiano, ma la moglie e i figli non conoscono una parola di italiano. Non so, mi viene il sospetto che spesso sbandierare delle origini italiane faccia sempre presa sui potenziali milioni di elettori di New York, di origini italiane, ma se sei davvero orgoglioso delle tue origini italiane perche' non insegni un pochino di italiano anche ai tuoi figli? Comunque non voglio essere cinico. De Blasio mi sembra una brava persona e probabilmente sara' un ottimo sindaco.
Mi piacerebbe pero' un giorno leggere articoli e celebrazioni che riguardino Italiani che hanno raggiunto traguardi importanti in Italia. Non Italiani che vivono all'estero. Non Italo - qualcosa. Ma Italiani in Italia, punto e basta.

martedì 5 novembre 2013

Tutto procede

Ciao a tutti, lettori, vi sono mancato, vero? Come va?
Qui sta arrivando il freddo e la natura ci sta regalando dei paesaggi autunnali molto suggestivi, con le foglie degli alberi che cambiano dal giallo, all'arancione, al rosso fuoco.
Dopo le giornate avventurose e piene di tensione di soli pochi mesi fa ora trascorro delle giornate sono abbastanza tranquille, di routine.
L'atmosfera al lavoro e' serena, i colleghi sono sempre allegri e disponibili, scherziamo, pranziamo assieme, ci concediamo qualche chiacchiera in pausa caffe' e sembra proprio di essere una famiglia. Non so quando e' avvenuto comunque fino a poche settimane fa mi sentivo ancora "il nuovo arrivato che" doveva farsi conoscere e doveva conquistare la loro fiducia, ma ora sento che sono stato accettato e sono parte della team-famiglia anche io.
Mi sto impegnando e piu' ci avviciniamo a dicembre e piu' aumenta la mole di lavoro, perche' i gioielli vengono venduti soprattuto nel periodo natalizio. Ogni settimana che passa mi danno qualche responsabilita' in piu' e a me va benissimo perche' tra qualche mese, appena sento do poterlo fare, vorrei chiedere al capo se, come aveva accennato, sarebbe disposto asponsorizzarmi per la Green Card. Prima si inizia e meglio e'. Ma tempo al tempo. Ah tra parentesi ho anche fatto la domanda per la lotteria per la Green Card di questo anno i cui termini sono scaduti pochi giorni fa. Per il resto tutto ok. Sto viaggiando con una signora italo-americana che ho conosciuto ad una festa italo Americana qualche mese fa. Anche lei lavora a NY ma poiche' non guida la macchina ci va solitaente in treno spendendo tantissimo al giorno. Abita a pochi minuti da casa mia, cosi' mi ha chiesto se puo' venire con me in macchina e in eambio mi aiuta contribuendo alla mia spesa per la benzina. Ho accettato chiedendole meno di cio' che voleva darmi. La signora mi ha preso in simpatia e mi invita spesso a casa sua a cena. Ho conosciuto anche i suoi figli, una ragazzo e una ragazza,cucinano quando la madre mi invita a cena. Entrambi sono ottimi cuochi e dei ragazzi simpatico e alla mano. La signora ora ci tiene a farmi conoscere anche alcuni suoi amici e quelli dei suoi figli e proprio ieri a cena ne ho conosciuti una decina.
Che dirvi piu'? Ah il peruviano non e' ancora andato via e quindi sono ancora nello studio apartment in cui mi trovo certamente bene ma se potessi passare nel 1bedroom apartment in cui vive il peruvuano, e in cui ho vissuto per tanti anni in passato, sarebbe ancora meglio.
Per ora e' tutto ma presto, se lo volete, pubblichero' qualche foto e qualche video dagli States e dal Connecticut in particolare.
Stay tuned for more updates.

martedì 22 ottobre 2013

Funerali in America

Ciao a tutti, e' da un po che non scrivo. Una decina di giorni fa ho avuto un lutto in famiglia qui negli Stati Uniti. E' morta una mia cara zia, piuttosto giovane, che da due anni lottava contro il cancro e sabato sono stati i funerali. Era una persona molto speciale, intelligente, curiosa e colta, con la quale era sempre un piacere dialogare o scambiarsi delle email.
In questi giorni ho ascoltato in continuazione questa canzone che vorrei far ascoltare anche a tutti coloro che hanno perso una persona cara. Le parole sono per me molto significative.
The spirit carries on dei Dream Theater:


Mi rendo conto che l'argomento non e' dei piu' allegri ma magari vi chiederete: come e' un funerale Americano? Per mia fortuna finora sono stato a pochi funerali sia in Italia che in Usa ma ho notato alcune differenze. Innanzitutto il corpo non viene portato in casa ma al Funeral Home, un edificio in cui viene esposto per l'ultima volta nella bara aperta. La celebrazione e la messa puo' avvenire al Funeral Home, e in tal caso credo che non sia necessario andare in una chiesa vera e dopo il Funeral Home si puo' andare quindi direttamente al cimitero. L'atmosfera del Funeral Home e' particolare perche' ci sono piu' stanze e una volta ricordo di essere stato a un Funeral Home in cui allo stesso orario c'erano due funeral in due stanze diverse. Sembrava di essere in un'ospedale o in una scuola in cui i genitori entrano ed escono dalle aule dopo aver parlato con i Professori. Gli addetti del Funeral Home si occupano di tutti gli aspetti: vanno in ospedale a prendere la salma, la vestono e la "truccano", si occupano degli aspetti burocratici e prendono i contatti con il cimitero per organizzare la sepoltura secondo i desideri dei familiari.
In chiesa ho notato un po' di spettacolarizzazione con cori molto suggestive e canzoni con delle voci soliste. Poi  c'e' sempre un amico e/o un familiare che fa un breve discorso ricordando il caro estinto anche con aneddoti divertenti. Un'altra differenza e' che dopo il cimitero i familiari possono decidere di andare in un ristorante per mangiare qualcosa, ma piu' che per mangiare si usa il ristorante per chiecchierare spiluccando qualcosa, magari qualche tartina servita dai camerieri, o un bicchiere di vino al bancone del bar. Nella sala in cui sono stato sabato avevano allestito uno schermo collegato a un lettore dvd che mostrava molte foto di mia zia e della famiglia ed e' stato un momento particolare perche' tutti guardando le foto si ricordavano di questo o quell'episodio ed e' stato un modo sereno di ricordare mia zia con leggerezza, senza farsi prendere dalla tristezza.
Ripeto che in vita mia sono stato a pochissimi funerali ma queste sono le differenze che ho potuto constatare. Qualcuno di voi che e' stato a funeali italiani e americani ne ha notate delle altre?

sabato 12 ottobre 2013

NyQuil

Chi di voi conosce il NyQuil? E' una medicina venduta senza prescrizione che combatte tosse, febbre, mal di gola e sintomi influenzali. Mia nonna che ha vissuto per molti anni in Usa e poi e' tornata a vivere in Italia, ogni volta che qualcuno andava in America per vacanza, chiedeva sempre di farsi portare una paio di bottigliette di questa medicina portentosa. L'anno scorso, quando ero qui in Usa, per i vari colloqui di lavoro, un giorno mi sentivo poco bene e ho provato NyQuil per la prima volta. Una pastiglietta verde e nel giro di un'ora mi sono sentito subito meglio e mi e' venuto subito sonno. Ho dormito placidamente, come un bambino e ho anche fatto dei sogni molto belli. Mai dormito cosi' bene negli ultimi anni. Probabilmente sorridevo mentre dormivo, chissa'. Cosi' il giorno seguente per curiosita' ho googlato "Nyquil" e ho scoperto che contiene una sostanza particolare e addirittura ci sono dei ragazzi che per "sballarsi" ne prendono piu' delle quantita' consigliate. Se gia' prendere la quantita' consigliata provoca un certo benessere, ci credo che esagerare diventa quasi come farsi un trip! Oggi, poiche' si avvicinano I mesi freddi, sono andato da CVS e tra le tante cose ho comprato una confezione di NyQuil. Dopo aver pagato ho notato che sullo scontrino, sotto al totale, era anche scritto:
Preventing Teen Cough Medicine Abuse. You must be 18 years of age or older to purchase medicine containing dextromethorphan.
Insomma la prossima volta che avro' sintomi influenzali, prendero' una compressa di NyQuil e magicamente un sorriso si stampera' sulla mia faccia? Che trip st'influenza frate'.

domenica 6 ottobre 2013

Gli Italiani all'estero odiano l'Italia?

Sono trascorsi quasi 10 anni da quando ho deciso di lasciare l'Italia per cercare la mia strada all'estero. Ho trascorso sette anni Usa, poi ho deciso di tornare in Italia dove in pochi mesi ho capito di aver fatto un errore, poi sono andato otto mesi a Londra, poi sono ritornato in Italia per fare un'ultima prova e ho realizzato chedal punto di vita lavorativo non avrei avuto un futuro. E quindi sono tornato a vivere in Usa pochi mesi fa
In questi anni ho conosciuto tanti Italiani all'estero, ho letto molti forum, blog, post e sono sempre stato in contatto con amici e conoscenti che sono rimasti in Italia un po' per scelta, un po' perche' non avevano la fortuna o le possibilita' di emigrare.
Ho letto giorni fa questo post molto interessante di una ragazza italiana che e' stufa di tutti quegli Italiani che vanno all'estero e criticano troppo aspramente l'Italia e gli Italiani.
Concordo su alcune cose che ha scritto. Sin dai miei primi mesi in America anche io non ho potuto sopportare certi discorsi che fanno gli Italo-Americani sull'Italia e gli Italiani.
Molti di loro descrivono l'Italia come una terra di ladri, corrotti, mafiosi. E fin qui non hanno tutti i torti ma poi secondo me vanno oltre descrivendo tutti gli Italiani come degli inetti che non sanno fare niente e che non hanno voglia di lavorare. In particolare sono molto critici, se non offensive, verso i giovani che "sono tutti mammoni e preferiscono stare in casa fino a 30 anni perche' e' comodo avere sempre il piatto di pasta asciutta in tavola e i vestiti stirati dalla mamma".
Amano immaginare l'Italia come ferma al dopo Guerra e fanno considerazioni o domande di questo spessore:
-Ma e' vero che in Italia la gente non ha la lavastoviglie e se ce l'ha non la usa per non consumare l'acqua?
-In Italia la gente puzza perche' si fa poche docce per non consumare troppa acqua.
-I frigoriferi in Italia sono sempre vuoti.
-In Italia e' facile vivere perche' non si spende tanto. Nei paesini non c'e' neanche bisogno di usare la macchina e poi tutti hanno l'orto, fanno il proprio vino, l'olio, il pane.
Questi italo-americani hanno letteralmente perso il contatto con l'Italia di oggi. Ma non sono solo loro a parlare male dell'Italia. Ci sono anche i ragazzi della mia generazione che sono emigrati da pochi anni. Sono generalmente piu' istruiti di chi emigro' tanti anni fa ma condividono la stessa acidita' verso la madre patria. Anche io sono spesso critico verso l'Italia e gli Italiani ma diversamente da loro penso anche che noi emigrati non abbiamo costruito l'UK, gli USA o l'Australia quindi possiamo essere solo orgogliosi della nostra non facile decisione di emigrare ma dobbiamo ringraziare chi prima di noi ha contribuito a creare le condizioni per cui in questi Paesi per molti aspetti (non tutti) si vive meglio che in Italia. E allo stesso modo non possiamo sentirci totalmente distaccati dall'Italia. Non possiamo criticarla ora solo perche' ora ci troviamo a qualche migliaia di Km di distanza. Perche' a rendere l'Italia come e' oggi abbiamo contribuito anche noi che fino a ieri vivevamo li'.
Detto questo perche' gli Italiani sono generalmente acidi verso l'Italia?
Secondo me il sentiment nasce dall'amore per l'Italia. Parlando con gli emigrati ognuno potra' raccontare storie in cui e' stato sfruttato dal datore di lavoro cafone e arrogante o ha avuto problemi con la burocrazia e le tasse che l'hanno stritolato e alcuni hanno addirittura dovuto chiudere la propria attivita' mentre il proprio vicino di casa dichiara pochissimo, evade migliaia di euro e va in giro in Ferrari. Ognuno potra' raccontare episodi di malasanita' o di burocrazia ai limiti del ridicolo o dello scarso senso civico sulle strade. Per non parlare dei nostri politici, ma qui il discorso sarebbe lungo, anche perche' siamo noi ad averli eletti, i politici italiani sono appunto Italiani e ci rappresentano bene.
La rabbia degli Italiani all'estero nasce proprio il giorno in cui si realizza che all'estero tutto e piu' facile. Si riesce a trovare un lavoro in poco tempo. Le leggi vengono fatte rispettare e chi sbaglia paga, dal primo all'ultimo cittadino. Il senso civico delle persone e' maggiore di noi Italiani. La burocrazia e' snella e veloce. I politici che sbagliano se ne vanno a casa da soli o vengono mandati a casa alle elezioni successive.
E' proprio quando si realizza di vivere una vita serena che ci si chiede: ma era proprio cosi' difficile?
Perche' in Italia non e' possibile?
Perche' per vivere un po' meglio ho dovuto lasciare la mia famiglia, gli amici di una vita, i luoghi in cui sono cresciuto e che ho sempre amato?
La rabbia nasce proprio da queste domande.
Ma un giorno questa rabbia svanira'. E' naturale. Che piaccia o meno, dopo molti anni all'estero per molti emigrati la rabbia si trasforma in distacco, l'acidita' diventa indifferenza. Ma forse e' meglio cosi'.



sabato 5 ottobre 2013

Il panino di Subway

Ciao a tutti qui la vita procede serena, tra lavoro, casa e qualche uscita con dei nuovi amici.
L'episodio di oggi è Il panino di Subway.
Spesso quando torno a casa di sera neanche scendo dalla macchina che gia' F mi viene incontro per invitarmi a mangiare con lui e suo padre.
Sono molto gentili ma...cucinano troppo piccante! E la loro cucina e' ormai nota anche ai loro amici e infatti pochi giorni fa uno di questi era andato un attimo da loro, e alla richiesta di restare a mangiare li' perche' la pasta era quasi pronta l'amico se l'e' furbamente cavata con un "devo proprio andare via, ho un impegno, ma vi ringrazio tanto, magari un'altra volta". Ma io che scusa posso trovare? Vivo li' e una volta che riescono a portarmi nella loro tana dei lupi calabresi non so cosa rispondere al loro "mangia, mangia, pensa a stare bene!" Accenno un timido "Grazie ma se e' troppo piccante proprio non riesco a mangiarlo" ma sono gia' pronti con "Ce ne abbiamo messo pochissimo, non ti preoccupare".
E quindi per gentilezza mi tocca mangiare. Gia' dopo la prima forchettata una gocciolina di sudore scende dalla mia fronte ma per per fortuna a tavola c'e' sempre una bottiglia di vino di Mr M. Fatto da lui, ne va molto fiero del suo vino. Cosi' mi riempio il bicchiere e inizio a bere per spegnere l'inferno che sta divampando dentro di me ma dimentico sempre che si tratta del famoso vino "ad aceto", praticamente imbevibile, per me. Ottimo per loro.
"Bevi bevi che e' buono, lo ho fatto io. Ti piace, vero? Ora te ne verso un altro".
"Si buono, magari lo diluisco con un po' d'acqua che io non reggo troppo il vino".
Ecco dopo aver fatto queste premesse... l'altra sera F, appena arrivo a casa mi viene incontro e mi dice che ha comprato due panini da Subway, uno per lui e uno per me e mi invita ad andarli a mangiare a casa sua.
Un panino da Subway -penso- Questa volta non c'e' pericolo! Che gentile, e ho proprio una fame stasera. Agguanto il panino e lo porto alla bocca.
- Primo morso. Molto buono.
- Secondo morso. Eh pero' e' un po piccantino. Ah ecco ci sono delle cose verdi, saranno dei peperoncini messicani, forse jalapeno.
- Terzo morso. Ammazza pero' quanto e' piccante.
- Quarto morso. Ma li mortacci di Subway, dei Messicani e del Jalapeno! Ma non si puo' mangiare!
Poche ore dopo a casa...un bruciore di stomaco!!!
Insomma pure il panino da Subway lo hanno ordinato super piccante.
Ovviamente non voglio fare lo scostumato e accetto sempre gli inviti di Mr. M e il figlio F e cerco sempre di sdebitarmi appena posso portando in giro F magari per un film al cinema o per una pizza fuori. Ma, vi prego, se avete qualche consiglio, fatemi sapere. Come spegnere questi incendi e come svignarmela da questi inviti "piccanti"?

lunedì 23 settembre 2013

Tagliare la fila in America

Qualche giorno fa, chiacchierando del piu' e del meno, un amico Americano mi ha detto che qui in Usa ci sono delle persone che "prendono in affitto" degli invalidi sulla sedia a rotelle, per poter andare alle giostre e passare avanti alle altre persone in fila. La notizia mi ha molto incuriosito, cosi' quando sono andato a casa l'ho cercata su internet. Eccola qua.
A me ha fatto sorridere e riflettere ancora una volta sulla differenza tra cultura americana ed italiana. Voglio dire, alla fin fine qui pagano per ottenere un "servizio". Anche quando sono immorali non riescono mai ad esserlo fino in fondo. In un certo senso conservano della moralita' anche nell'immoralita'.
Da italiano mi chiedo: perche' spendere soldi per pagare un disabile sulla sedia a rotelle quando si puo' benissimo fingere di essere disabile? Non ce la possono fare. Hanno ancora tanto da imparare...
E infatti mi e' tornato in mente l'episodio de I Mostri che riassume al meglio il nostro modo italico di imbrogliare...se bisogna farlo, meglio farlo bene, fino in fondo, no? Scena clou, delle giostre a 4:10:

domenica 22 settembre 2013

NYSC...e' ora di rimettersi in forma

Pochi giorni fa mi sono finalmente iscritto in palestra. Ho deciso di rimettermi in forma perche' ho notato che quando arrivo a casa la sera, verso le 7, sono stanco e ho poca energia. Mangio qualcosa e mi butto sul divano a guardare la TV. Forse e' normale, lavoro per 8 ore al giorno e ne faccio 2 di macchina tra andata e ritorno. Forse non sono piu' il ragazzino di una volta o forse piu' semplicemente meno mi muovo e piu' facilmente mi stanco. Quindi bisogna invertire questa tendenza e il modo per farlo e' iscriversi alla NYSC, la palestra alla quale ero iscritto tanti anni fa.
Non l'ho fatto prima per capire meglio quali sono le mie entrate e uscite mensili. Devo sempre fare bene i conti quando devo aggiungere un'altra spesa fissa mensile quindi ero ancora indeciso sul da farsi ma pochi giorni fa un mio collega mi ha detto che lui si e' iscritto alla NYSC ottenendo un ottima rata mensile dopo aver telefonato ai loro uffici centrali. Mi ha consigliato di non andare ad iscrivermi in palestra ma di provare a telefonare direttamente agli uffici centrali, di dire che ero gia' un iscritto anni fa e che ora sono indeciso se iscrivermi a NYSC o LA Fitness (palestra concorrente), e di chiedere la rata Alumni, ovvero per gli ex clienti di ritorno. Cosi' sabato scorso ho provato a telefonare ma gli uffici centrali sono chiusi al weekend e allora sono andato direttamente alla NYSC piu' vicina con il contratto del mio collega tanto per vedere se mi avrebbero potuto fare lo stesso contratto senza dover aspettare lunedi per telefonare agli uffici centrali. Un manager, un po' inesperto e anche poco propenso ad aiutare, mi ha detto che non aveva mai sentito parlare dello sconto per gli Alumni e che non sapeva come il mio collega era riuscito ad ottenere un prezzo cosi' basso. Pensava che fosse uno sconto legato alla compagnia per la quale lavoriamo ma gli ho spiegato che si tratta di un'offerta per gli ex iscritti. Alla fine mi ha detto che non poteva offrire quello sconto e che se proprio volevo potevo provare a telefonare agli uffici centrali...dubitando pero' che mi avrebbero dato quel prezzo. Ok, grazie mille, provero'. Lunedi' ho telefonato agli uffici centrali, ho spiegato tutto, hanno fatto un controllo veloce sul loro database e mi hanno detto: yes, you qualify for the Alumni rate. Mi hanno comunicato il prezzo (ottimo), gli ho dato i dati della debit card e il mio indirizzo e mi hanno  il contratto per 1 anno via email. Ho letto, e accettato i termini del contratto elettronicamente, lo ho stampato e lo ho portato in palestra. Li il manager mi ha riaccolto chiedendomi se avevo telefonato agli uffici centrali. Gli ho detto di si, gli ho mostrato il contratto e lui un po' incredulo mi ha dato il keytag, la tesserina magnetica per accedere in palestra. Mi ha anche detto che gli sarebbe piaciuto se la sua palestra avesse avuto il credito per questa nuova iscrizione (probabilmente prende una percenuale per ogni nuovo iscritto) ma, mi dispiace per lui, il contratto vantaggioso me lo ha fatto la sede centrale, non lui. Comunque sono andato in palestra gia' un paio di volte e non e' male che quasi ogni attrezzo (per il cardio) ha uno schermo tv di fronte al quale si possono collegare le cuffiette.
Dimenticavo un'altro aspetto interessante. Tra poco la compagnia per cui lavoro mi dara' l'assicurazione medica (la danno dopo 3 mesi di lavoro). Con questa assicurazione c'e' una clausola e se dimostri di andare in palestra un tot numero di volte in sei mesi, ti viene dato un rimborso, un assegno per pagare meta' delle spese della palestra. Insomma piu' ti mantieni in forma e meno rischi ci sono per l'assicurazione medica che quindi ti da' un piccolo premio.
Qualche considerazione su questa mia iscrizione.
Porte segrete e consigli preziosi: Inizio a capire che qui inizialmente sembra che i prezzi e le condizioni dei contratti siano scolpiti sulla pietra,e siano immutabili. Pero' conoscendo la persona giusta che ti da' l consiglio giusto magari su qualche offerta particolare o qualche clausola poco nota si puo' sempre riuscire ad ottenere un'ottima offerta. Insomma ci sono sempre porte segrete, cunicoli, sette segrete che rivelano dei consigli preziosi a pochi eletti. Infatti dico sempre che qui l'informazione e' potere.
Contratti: Non so se e' una caratteristica di tutti i contratti che si stipulano telefonicamente in Usa ma mi e' piaciuto molto che dopo aver fatto la telefonata il contratto non e' ancora valido fino a che non si apre l'email e non si conferma di aver accettato termini e condizioni tramite un link.
In Italia capita spesso che dopo la telefonata fastidiosa di un operatore se ha detto un si di troppo per errore poi ti arriva un contratto a casa e per disdirlo bisogna inviare lettere e raccomandate con ricevuta di ritorno.
Cio' che invece che non mi e' piaciuta del mio contratto e' che bisogna pagare $39 a inizio anno per avere il "privilegio" della rata mensile bloccata. Cioe' io mi impegno e stipulo un contratto per un anno e voi non potete impegnarvi a mantenere il prezzo invariato per un anno? Bisogna pagare per avere il prezzo bloccato per un anno? Che contratto e', a senso unico? Alla fine spalmando i $39 in 12 mesi la cifra non e' eccessiva, e' semplicemente come pagare pochi dollari in piu' al mese ma allora perche' non fate pagare direttamente di piu' la rata mensile invece di farla sembrare piu' bassa e poi aggiungere questa tassa per bloccare la rata mensile? Misteri del marketing.
Come guadagna palestra? Se in media l'abbonamento mensile di ogni iscritto e' sui $60 come fa la palestra a pagare una decina di stipendi tra manager, impiegati, donne delle pulizie e tutte le altre spese? Se in palestra ci sono 100 iscritti, incassano 6mila dollari al mese, ma mettiamo che ce ne siano 200, sono solo 12mila al mese...non penso che ci siano piu' di 200 iscritti in una palestra o faccio male i conti? Altro mistero.

venerdì 20 settembre 2013

I'll never watch a movie that's older than me!

Oggi in pausa pranzo parlavamo di torture (non mi ricordo come ci siamo arrivati) e il discorso e' arrivato ai film violenti. Cosi' ho chiesto a due miei colleghi americani:
- Have you ever watched Clockwork Orange? sicuro di poter iniziare una piacevole conversazione sulle scene memorabili di quel famoso film di Stanley Kubrick.
- Clock what? - mi fa un collega.
- The movie by Stanley Kubrick! - rispondo.
Sguardi dubbiosi da parte di entrambi i miei colleghi.
Sguardo rassegnato da parte mia:
 - I can't believe you have never watched that movie
Cosi' lo cerco su Wikipedia e gli faccio vedere la locandina e la descrizione.
Dopo aver letto le prime righe sul film uno dei due sgrana gli occhi e dice:
- 1971? That's an old movie!!! There no way I'll watch a movie that's older than me!
Tra parentesi la frase del mio collega mi ha fatto tornare in mente un episodio simile con una mia zia italo-americana. Quando le dissi che mi sarebbe piaciuto ri-vedere La vita e' bella di Benigni mi rispose: ma e' vecchio! E' uscito al cinema tanti anni fa.
Ma gli americani (medi) sono fatti cosi', a loro interessa solo cio' che e' nuovo, appena uscito, l'ultimo modello. Tutto cio' che ha piu' di cinque anni e' vecchio, inutile, ammuffuto, roba da intellettuali. E nel caso dei film se ha troppi dialoghi, troppa psicologia e poca azione, diventa noioso. A loro basta guardare l'ultimo film di un supereroe, un Iron Man, ad esempio, insomma un film con  tante esplosioni, bombe a mano e tricche tracche. Kubrick, Lynch, Scorsese o tutti gli altri grandi registi americani...sono intellettuali per gli Europei.

sabato 14 settembre 2013

Lavorare come cassiere negli Stati Uniti

Oggi vado a fare la spesa da A&P, metto nel cestino delle banane, delle more, un barattolino di pepe, un salmone affumicato e 6 lattine di Bud Light e vado alla cassa. Il cassiere, un ragazzino alle prime esperienze, scannerizza tutto ma arrivato alle lattine chiama il suo supervisor che senza neanche chiedergli perche' lo abiab chiamato, vede le lattine e mi chiede: Can I see your (Driver's) Licence? La patente qui e' usata come documento di riconoscimento perche' una volta presa la patente alla motorizzazione ritirano la carta di identita', ID, e bisogna usare solo la patente. Ad ogni modo i casi sono due: o il ragazzino alla cassa e il suo supervisor erano un po' addormentati o dimostro oltre 15 anni in meno della mia eta'. Mi piace credere che cassiere e supervisor siano stati sveglissimi oggi.
Questo episodio mi ha portato alla memoria a 9 anni fa quando ero da poco arrivato in America e avevo iniziato a lavorare a CVS come cassiere. Ricordo che il manager, prima di mettermi alla cassa, tra le tante raccomandazioni mi disse: tu non ti preoccupare, ogni volta che qualcuno compra delle sigarette, se hai anche il minimo dubbio sulla sua eta' chiedi sempre di mostrarti la sua patente. E' meglio fare una domanda in piu' che rischiare e vendere sigarette ad un minorenne, perche' questo potrebbe crearci grossi problemi. Quante volte mi sono sentito dire: ma perche' ti sembra che abbia meno di 18 anni? Qualcuno si arrabbiava ma altri erano quasi contenti o comunque non battevano ciglio e mi mostravano la patente.
Comunque riflettevo sul fatto che il cassiere in America e' un lavoro svolto solitamente da determinati tipi di persone e infatti ricordo che alle casse lavoravano essenzialmente ragazzini, persone con qualche lieve handicap o problema di salute, molti ragazzi di colore che forse non avevano avuto la fortuna di studiare, persone un po' anziane ormai fuori dal vero mercato del lavoro, persone che avevano perso il lavoro ed erano in attesa di qualcosa di meglio. Tra questi ricordo un ex camionista con i capelli lunghi biondi e tutto tatuato, stile Sons of Anarchy. Aveva perso il lavoro e in quel momento gli andava bene lavorare come cassiere anche perche' il lavoro da camionista per tanti anni lo aveva davvero stancato.Era un gran personaggio.
Il mondo del lavoro americano mi sembra molto stratificato nel senso che se hai studiato per molti anni e ti sei laureato e' quasi impossibile che ti ritroverai a fare il cassiere a $8 o $10 all'ora. Forse lo hai fatto in passato da ragazzino, quando avevi 16,17,18 anni, per non chiedere soldi ai genitori per pagarti una vacanza con gli amici, ma difficilmente ti ritroverai a fare il cassiere dopo esserti laureato e aver sacrificato anni ed anni di vita sui libri, come accade sempre piu' spesso in Italia. Comunque sempre in tema di cassieri, dopo aver lavorato a CVS sono stato assunto da una banca. Ho lavorato solo per due settimane, o meglio ho solo fatto il training al computer per fare il teller (ovvero il cassiere) ma poi non ho continuato perche' ho trovato un altro lavoro. Cio' che mi ha meravigliato e' la paga del teller. Era praticamente la stessa di quella del CVS. Quindi fare il cassiere in un supermercato o il cassiere (teller) in una banca e' praticamente lo stesso in termini di paga.
Eppure credo che il teller, tra assegni, trasferimenti bancari e tutto il resto abbia responsabilita' maggiori di un cassiere di supermercato. Perche' la loro paga e' quasi la stessa? Chi ha opinioni in merito mi faccia sapere. Ad ogni modo ricordo ancora con piacere le mie esperienze da cassiere, sembra ieri, ma sono passati gia' nove anni!Dove mi portera' il destino tra nove anni? Lo scopriremo solo vivendo.
Alla prossima, ragazzi. Stay tuned for more updates.

giovedì 12 settembre 2013

Parlando di sport in ufficio

Ciao a tutti, e' da un po' che non scrivo. Sono molto preso dal lavoro. Ogni mattina, dal lunedi' al venerdi', mi sveglio alle 7, salgo in macchina alle 8 e arrivo in ufficio alle 9. Poi alle 6 esco e alle 7 sono di nuovo in Connecticut, solitamente mi fermo a fare un po' di spesa e sono a casa. Mangio qualcosa, vado su internet, guardo la tv o strimpello la chitarra e mi rilasso un po' sul divano. E il giorno dopo si ricomincia. E poi per fortuna arriva il weekend per ricaricare le batterie. Insomma gran parte della mia settimana quindi e' occupata dal lavoro. Dopo le prime settimane di totale idillio ho avuto modo di conoscere meglio i colleghi e anche se sono sempre simpatici e disponibili come all'inizio ho notato che alcuni a volte parlano alle spalle degli altri o li prendono in giro. Non mi piace molto questo modo di fare ma cerco di non dare corda a questi "spettegolatori". Penso che sia normale in tutti gli uffici del mondo ma e' meglio cercare di non incoraggiare i loro discorsi almeno quando sono in mia presenza. Pero' alla fine tutto procede per il meglio.
Cosa posso raccontarvi...vediamo...
Oggi in pausa pranzo con dei colleghi americani parlavamo degli sport preferiti e ci siamo presi un po' in giro. Io dicevo che il baseball e' uno sport noioso perche' non succede mai niente e si fanno punti sempre allo stesso modo ma il mio collega rispondeva che invece e' uno sport divertentissimo in cui si possono fare punti in almeno cinque modi diversi.
- Solo cinque? ho risposto io. Nel calcio si puo' segnare in centinaia di modi diversi!
E lui mi ha risposto che il calcio e' noioso perche' la palla va avanti e indietro e non succede mai niente e guardare una partita di calcio gli provoca il sonno.
-Come si puo' guardare una partita per oltre un'ora?-mi ha detto- Magari nessuno segna e finisce 0 a 0!
In effetti non e' il primo americano ad avermi detto queste cose sul calcio.
Immagino che per gli Americani non esista niente di piu' noioso di un banale 0-0. Gli Usa sono il Paese della quantita', dell'accumulo. E non possono soffrire e aspettare per un'ora o piu' per vedere un goal. Loro vogliono tutto e subito. Non sono forse loro ad avere l'anguria senza noccioli, il salame e il pane gia' tagliato a fette? La cassetta per imbucare le lettere ad altezza finestrino della macchina? E lo stesso per la banca e il McDonald's? In un Paese cosi' in cui tutto e' fatto per facilitare ogni cosa e limitare anche i piu' insignificanti "fastidi" quotidiani perche' bisognerebbe penare e aspettare magari un'ora o piu' per poter vedere un goal? Uno solo poi. Forse e' per questo che in ogni loro sport americano curiosamente ogni punto non vale 1 come i nostri goal ma 2,3, o addirittura 6. L'illusione della quantita' da' sempre una certa sicurezza.
Comunque ho cercato di replicare tirando in ballo anche il football dicendo che ogni volta che ho guardato il SuperBowl lo ho fatto solo per vedere i commercials (divertentissimi) e il concerto dell'half time show ma la provocazione e' finita nel vuoto, cancellata da una risata bonaria come a dire: non sai proprio che ti perdi, caro collega europeo.
Pero' alla fine ho contrattacato e l'ho spuntata con una domanda: quale e' lo sport piu' seguito al mondo?
-Il calcio- ha risposto.
-Ecco, ci sara' una ragione?
-Si perche' il calcio e' seguito in tutto il resto del mondo.
Pensavo di aver "vinto il duello" ma poi ho pensato: non e' che poi agli Americani interessi molto il resto del mondo. Per loro il mondo e' l'America e poi c'e' un qualcosa di indistinto chiamato Resto del Mondo. Insomma, punti di vita. E' interessante anche parlare di sport e prendersi in giro, in ufficio.

domenica 1 settembre 2013

Sfogliatelle? No, Scfojadel

Stamattina sono andato in una pasticceria italiana per comprare delle sfogliatelle da portare ai miei zii. Le ragazza della pasticceria, molto carina e gentile, mi ha detto che le sfogliatelle erano finite ma aveva dei dolci molto simili. Ora, non esiste un dolce simile alla sfogliatella, o e' sfogliatella o e' qualcosa di diverso, ma essendo americana, e quindi esperta venditrice di qualsiasi cosa, mi ha detto che il ripieno e' in realta' lo stesso e quindi, cosa facevo, mi mettevo a contraddire la carina ragazza americana che lavora con passione anche di domenica? Ho comprato i dolci consigliati, no problem.
Ma vorrei soffermarmi sul modo molto interessante in cui ha pronunciato la parola "sfogliatelle" ovvero, "scfojadel", che poi, mi e' venuto in mente, e' lo stesso modo in cui le aveva pronunciate pochi giorni fa una mia collega, quindi qui le pronunciano proprio cosi' con la "Sc" di sci, alla napoletana. Immagino che gli Americani le pronuncino cosi' perche' sono state introdotte negli States da pasticceri provenienti da Napoli e dintorni. Pero' insomma non esageriamo, nella parola deve esserci anche un po' di America e quindi la parte finale non e' -telle ma -del, ed ecco Scfoja (Napoli) - del (Usa), una bella parola italo-americana. Lo so, un giorno spero molto lontano riusciro' a ordinare anche io le scfojadel. Se poco tempo fa sono riuscito a violentarmi e ordinare dei cannolis, riusciro' anche ad ordinare le famose scfojadel. Quando lo faro' toglietemi pure il passaporto italiano.

sabato 31 agosto 2013

I luoghi della Vera America: Yale

Qualche giorno fa era domenica e invece di andare a fare il solito, ma piacevole, giro a New York, ho pensato che sarebbe stato bello andadare ad esplorare qualche nuova zona. Ho frequentato New York per anni e ora mi da' la sensazione di una Finta America, in cui tutti visatano gli stessi luoghi, tutti vanno negli stessi locali perche' fa figo o perche' li hanno visti in qualche film-cartolina tipo Sex and the City. Tutto bello, certo, ma forse per i turisti o per chi e' a New York da pochi mesi ma se si vuole uscire per un attimo dalla cartolina e vedere la Vera America bisogna andare altrove, tanto New York resta li', non scappa.
Penso che la "Vera America" sia quella delle domeniche mattina in cui i genitori portano i figli a colazione fuori, tra scrambled eggs, pancakes e sciroppo d'acero. O quella in cui intere famiglie vanno allo stadio per vedere una partita di baseball. O quella dei barbecue del 4 Luglio , con centinaia di panini, birre, dolci e poi i fireworks finali. O quella delle mamme che vanno a fare jogging spingendo il proprio figlioletto nel carrozzino. O quella dei ragazzi che vanno da Starbucks con i loro Macbook per fare gli homework in un'atmosfera piacevole e rilassata. O quella delle tipiche casette di legno adobbate all'esterno con paurose zucche malefiche ad Halloween o centinaia di luci colorate a Natale.
Cosi' una domenica ho chiamato un amico (conosciuto da poco tramite questo blog, ciao Robe') e abbiamo deciso di farci un giretto a New Haven. In particolare siamo andati nella zona della prestigiosa Universita' di Yale. Abbiamo girato un po' tra i Campus e ci siamo resi conto che casualmente eravamo capitati li' proprio il giorno prima dell'inzio dei corsi. Quindi era tutto un via-vai di macchine belle e costose dalle quali uscivano genitori che accompagnavano i propri figli ai dorms e li aiutavano con valigie, grossi zaini, minifrigoriferi. 
La percentuale di ragazze era molto alta, alcune sembravano delle nobildonne un po' snob ed altezzose, altre sembravano molto piu' semplici. Sicuramente tutte erano figlie di persone benestanti o meglio ricche. Per frequentare Yale bisogna pagare almeno 50mila dollari l'anno. Ovvio si viene accettati anche in base ai risultati dei test di ingresso e alle borse di studio ma e' essenzialmente un'universita' in cui se non hai una famiglia ricca alle spalle o se le banche non ti concedono un grosso prestito, non potrai entrare facilmente. Mentre passeggiavo pensavo che quei ragazzini e quelle ragazzine ancora appena 18enni nel giro di pochi anni diventeranno manager di grosse aziende o parte della classe dirigente americana. C'erano anche gruppi di 20-30 freshmen, ovvero matricole, che ordinatamente seguivano una guida che li portava in giro per i campus a mostrare i vari edifici e aree ricreative dell'Universita'. Ma Universita' e' anche sinonimo di feste e infatti abbiamo visto anche molti cartelli che indicavano che all'interno di un locale quella sera ci sarebbe stata una festa di benvenuto alle matricole. Feste di tipo diverso, ho visto il cartello per una festa in cui si sarebbero esibite bands live e un'altra festa per studenti cristiani e sicuramente sparse per la citta' ci sarebbero state altre feste a tema. In uno dei parchi del campus ho anche sentito dei ragazzi che chiacchieravano in Italiano. Probabilmente dei ragazzi fortunati, privilegiati, che possono permettersi i costi per studiare a Yale, e probabilmente appena laureati verranno corteggiati da aziende importanti e non torneranno piu' in Italia. Insomma davvero un pomeriggio interessante in un luogo interessante. Un luogo da Vera America. Ho scattato qualche foto, niente di eccezionale, ma tanto per iniziare a darvi un po' di immagini di America, eccole qui per voi:


 






lunedì 26 agosto 2013

Guitar Center: il customer service americano stupisce ancora

Ciao a tutti, non so se vi ho detto che ho l'hobby di suonare la chitarra acustica e soprattutto elettrica.
I miei generi preferiti sono il classic rock, il progressive rock, l'hard rock e l'heavy metal.
Bene, sabato ho deciso di comprare una nuova chitarra, ne ho gia' tre ma le ho dovute lasciare in Italia (due le comprai in Usa e una in UK...in pratica un collezionista di chitarre), e quindi ora che sono tornato in Usa e ho voglia di suonare, cosa faccio? Ci ho pensato un po' e poi mi son detto: massi' lavoro duro dal lunedi' al venerdi, non ho vizi, ho un unico vero hobby, compriamola questa altra chitarra! La chitarra in questione e' la JP70, 7 corde, in verde che pero' e' disponobile solo a fine settembre:

Da Guitar Center al momento avevano solo il modello in nero.
Dovete sapere che Guitar Center ha la return policy di 30 giorni. In sostanza vogliono essere davvero sicuri che al cliente piaccia la chitarra acquistata, se al cliente non piace, puo' riportarla al negozio (ovviamente senza danni), con lo scontrino, e gli daranno indietro i soldi. Infatti poche settimane fa ho acquistato una chitarra acustica ma poi dopo pochi giorni ho deciso di portarla indietro proprio perche' ho pensato che sarebbe stato bello acquistare la mia prima 7 corse, firmata dal mio chitarrista preferito. Cosi' l'ho portata indietro, le hanno a mala pena dato un'occhiata e mi hanno riaccreditato i soldi senza fare domande.
Quindi sabato sono tornato al Guitar Center e ho ordinato la JP70 in verde ma ho chiesto se potevo portare a casa la JP70 nera del negozio e suonarla per qualche settimana in attesa dell'arrivo di quella verde. In Italia non avrei mai osato chiedere una cosa del genere ma qui il customer service fa di tutto per accontentare il cliente e quindi, tentare non nuoce. Nonostante sapevano che avendo ordinato il modello verde, quello nero non l'avrei tenuto per prendere una decisione ma l'avrei portata indietro al 100% una volta arrivato il modello verde, mi hanno detto: ok facciamo cosi', l'unico modo per darti praticamente in prestito la chitarra nera e' usare la nostra 30 day policy. Devi acquistarla e puoi portarla a casa, poi ce la riporti indietro prima di 30 giorni e ti riaccreditiamo i soldi. Perfetto! E cosi' si sono privati di una chitarra per qualche settimana per farmi un favore. Tra 20-25 giorni la porto indietro e dopo pochi altri giorni andro' a ritirare quella verde. Il customer service americano stupisce ancora.

sabato 24 agosto 2013

Lo spirito americano nei reality show

A parte alcune Serie Tv, come Breaking Bad e la divertentissima Big Bang Theory, non guardo molto la televisione, preferisco acquistare Dvd o noleggiarli tramite Netflix.
Ogni tanto pero' faccio zapping per vedere cosa c'e' sulla Tv americana e ho notato che va molto forte il reality che definirei "da strada" o meglio "lavorativo", "di vita quotidiana". Certo ci sono i vari Grande Fratello e simili ma forse qui li reputano un po' troppo finti, ovattati e il pubblico preferisce guardare la vita delle persone comuni che lavorano e sono alle prese con i problemi di tutti i giorni, con i quali possono identificarsi. Ci sono anche tanti altri tipi di reality ma questo filone mi ha particolarmente interessato.
Ve ne descrivo alcuni:
Bar Rescue  Il personaggio principale e' Jon Taffer, un esperto del settore food & beverage e consulente specializzato in night club e bar che offre la propria esperienza professionale ai locali che stanno gradualmente andando verso il fallimento e la chiusura. Ad ogni puntata Taffer viene contattato dal proprietario di un locale che accetta di seguire i suoi preziosi consigli. Taffer e' un tipo duro e senza peli sulla lingua e dopo poche ore capisce subito cosa va cambiato soprattutto nel modo di lavorare dei camerieri, bartender e manager che rimprovera con parole molto dure. Alla fine dopo vari scontri verbali e a volte anche fisici, lo staff inizia a seguire i suoi consigli e il locale cambia aspetto, acquista personalita', i dipendenti si mostrano piu' professionali e gli affari iniziano ad andare a gonfie vele. E un altro bar e' stato salvato dal probabile fallimento.
Mystery Diners Va in onda su Food Network e segue un'idea simile a Bar Rescue ma e' forse piu' "drammatico". La differenza e' che i padroni dei locali hanno il sospetto che i propri dipendenti facciano qualcosa di poco corretto, come ad esempio rubare soldi dalla cassa o merce dal magazzino. Vengono piazzate delle telecamere nascoste e alcuni finti clienti mettono alla prova la professionalita' e l'onesta' dei camerieri. Dopo aver scoperto i comportamenti scorretti, il padrone del locale interviene duramente e spesso licenzia i dipendenti che hanno tradito la sua fiducia. Il lieto fine c'e' ma e' un po' piu' amaro rispetto a Bar Rescue in cui alla fine vivono tutti felici e contenti. Qui il padrone del locale tira un sospiro di sollievo ma solo dopo aver licenziato qualche dipendente.
Molto simile a questi show e' Undercover Boss (di cui ho parlato in un post passato) e in cui e' proprio il boss di una grande compagnia ad andare a lavorare tra i suoi dipendenti "in borghese", camuffato in modo irriconoscibile. Il Boss, che si presta ai lavori piu' umili e faticosi, capira' i punti di forza e i punti deboli dell'azienda per poi porvi rimedio e premiare i dipendenti che si sono dimostrati assidui lavoratori legati all'azienda.
Shark Tank e' uno show in cui ci sono degli aspiranti imprenditori che mostrano i propri prodotti brevettati, appena inseriti in commercio ma su bassa scala, a quattro importanti investitori. Se il  prodotto viene presentato in modo da suscitare l'interesse di uno o piu' dei quattro Squali, il piccolo imprenditore ricevera' un'offerta o a volte e' egli stesso a farla. Lo Squalo se lo ritiene opportuno potra' fare una contro-offerta e decidere quindi di investire grosse cifre nell'azienda ma in cambio dell'investimento chiedera' una percentuale, solitamente molto cospicua, dell'azienda o dei suoi guadagni. Prendere o lasciare.
Un altro show particolare e' Storage Wars. Avete presente quei garage o meglio storage, tipicamente americani, in cui pagando un affitto mensile si puo' depositare qualsiasi cosa? Solitamente chi decide di cambiare casa da un giorno all'altro ha bisogno di liberarla al piu' presto e per farlo in modo veloce porta tavoli, sedie, mobili di ogni tipo, quadri, oggetti da collezione e tantissima altra roba in questi storage, in attesa in giorno di andarli a ritirare con piu' calma per portarli nella nuova casa. Spesso pero'  queste persone non pagano piu' l'affitto dello storage, magari per dimenticanza o anche per decesso, e dopo tre mesi tutto cio' che e' dentro puo' essere venduto all'asta dal padrone degli storage. Cosi' si scatena una "guerra" tra varie persone che si contendono il contenuto dello storage all'asta. Per regolamento possono solo vedere dall'entrata dello storage cosa c'e' dentro (di solito e' tutto ammassato disordinatamente o in varie scatole) e non possono entrare per frugare e aprire le scatole.  Basandosi sulle prime impressioni iniziano a giocarselo e competere all'asta. Cosi' a volte acquistano tutto cio' che c'e' nello storage per solo $200 ma poi, magari dopo aver trovato qualche presioso oggetto da collezione o un quadro antico, vendono tutto per migliaia di dollari. Altre volte accade l'opposto e il contenuto dello storage ha poco valore e viene acquistato per migliaia di dollari ma viene venduto per poche centinaia di dollari.
Insomma il background e' quasi sempre il mondo del lavoro e degli affari. Forse il tempo dei reality in cui dei perfetti sconosciuti potevano diventare famosi senza fare niente (tipo Grande Fratello o Isola dei Famosi) e' ormai una cosa di altri tempi che poco si addice al vero spirito americano. Qui generalmente dei perfetti sconosciuti possono diventare famosi solo se dimostrano di saper fare qualcosa e per quello ci sono reality in cui bisogna dimostrare di essere eccellenti in campi come la cucina, il canto o la danza. Per il resto ci sono gli Americani comuni che lavorano quotidianamente con grande impegno e sono proprio loro e a suscitare maggiore interesse nel pubblico e non a caso gli show dell'uomo comune alle prese con il lavoro e le piccole grandi difficolta' quotidiane sono seguiti da milioni di persone.
Ho notato poi che in questi show e' frequente l'intervento dell'Eroe, la persona che ha anni di esperienza in un determinato settore lavorativo e che riesce a risolvere i problemi e a far prosperare un ristorante, un bar o un'azienda che stava andando in rovina.
In concetto di base e' che tutti possono sbagliare ma con una giusta guida che mette tutti in riga le cose possono migliorare e anche l'impiegato piu' svogliato o poco motivato puo' cambiare e diventare professionale, produttivo e soddisfatto del proprio lavoro. L'ottimismo e' sempre nell'aria, cosi' come lo spirito del Can do it. Il piangersi addosso non e' un atteggiamento contemplato.
Un altro aspetto e' la ricerca incessante per l'affare e puo' interessare sia il piccolo imprenditore che ha brevettato un nuovo prodotto sia colui che ha l'intuizione e la bravura di acquistare per pochi dollari il contenuto di uno storage per ritrovarsi con merce per il valore di migliaia di dollari.
Dinamismo, pragmatismo, impegno e spirito di iniziativa. Lo spirito americano nei reality show.

Jobs, voice mails e text messages

Pochi giorni fa sono andato al cinema a vedere "Jobs", il film sulla vita di Steve Jobs. Breve digressione: al cinema prima dell'inizio del film fanno vedere piu' volte degli spot con personaggi famosi che invitano a non scrivere o leggere sms, che qui chiamano text messages,  mentre si e' al volante: Don't text and drive. It can wait. Il problema deve essere diventato piuttosto serio se questi spot vengono mandati in onda anche in tv e radio. In effetti ho notato che rispetto a pochi anni fa l'uso dei texts e' diventato molto piu' diffuso. Non ho ancora capito il perche' non fosse cosi' diffuso in passato. Qui era ed e' ancora molto diffuso l'uso di lasciare il voice mail, ovveroil  messaggio vocale in segreteria. Poiche' quasi tutti hanno un abbonamento annuale con le compagnie telefoniche e l'uso dei voice mail e' incluso nel prezzo,  non ci sono costi aggiuntivi per lasciare a ascoltare i voice mail e quindi e' molto comodo perche' invece di provare a ritelefonare un amico che non ha potuto rispondere al telefono, gli si puo' lasciare il voicemaile lui richiamera' appena possibile.
Per inviare un text message mediamente si impiega piu' tempo rispetto a un veloce voice mail. Quindi perche' recentemente in Usa inviare un text e' diventato piu' diffuso?
Non sono un esperto di cellulari  ma forse e' dovuto anche al fatto che ora con le varie app degli smartphone mandare text messages avviene in tempo reale, in realta' piu' che text messages si puo' chattare in tempo reale e quindi le probabilita' di essere sempre impegnati a leggere o scrivere al cell sono aumentate esponenialmente.
Ritornando al film Jobs, mi aspettavo di meglio. Il film non e' male soprattutto la parte in cui vengono mostrati i primi anni di Steve al college, nel suo viaggio in India e i primi esperimenti con il suo team in garage. Mi sarebbe piaciuto pero' vedere anche gli ultimi anni di Jobs, il successo planetario e soprattutto la lotta contro la malattia. Invece gli sceneggiatori hanno preferito puntare sulle lotte interne tra gli amministratori, il CEO e Steve. Comunque e' sicuramente un film interessante soprattutto per chi e' un apple-addict.
Breve e semplice riflessione: Jobs non era praticamente nessuno pero' poiche' qui, giustamente, gli imprenditori sono interessati al profitto e quindi al prodotto che potrebbe renderli milionari e tu puoi essere un Signor Nessuno ma se hai creato un prodotto valido, che ha del potenziale, qualcuno che verra' a vederlo e a farti un'offerta prima o poi lo troverai. Non so perche' ma la storia di Jobs mi fa tornare in mente come esempio opposto quello di questi due giovani ragazzi italiani intervistati da PIF tempo fa. Mostrarono i loro progetti in Usa e senza troppi problemi un imprenditore ha creduto in loro e ha staccato un assegno per consentire loro di cominciare la produzione. Sono quindi andati in Italia per vedere dove avrebbero potuto dare vita ai loro disegni,  ma i loro interlocutori italiani li hanno accolti con scetticismo e piu' che ai prodotti erano interessati a capire "chi fossero" questi ragazzi di cui non avevano mai sentito parlare. In Usa a questi (ex) Signor Nessuno hanno staccato un assegno per iniziare la produzione. In Italia invece...  Ecco le loro parole dal minuto 14:06 del video. Cambiera' mai la nostra mentalita' italiana del "Chi sei tu?-Non sai chi sono io?"

giovedì 22 agosto 2013

Il cammello peruviano

Vi ricordate quando pochi giorni fa vi ho raccontato che Mr M ha detto al Peruviano che deve andare via? In breve il Peruviano e' un tipo furbo che si e' approfittato spesso del figlio di Mr M e quindi con una scusa, senza fare polemiche ed evitando scontri verbali, Mr. M gli ha dato un mese di preavviso per lasciare l'appartamento. Forse un poco ho influito in questa decisione perche' ho fatto presente a Mr. M i modi in cui il furbastro si e' approfittato di suo figlio F. anche se in realta' ne era gia' al corrente ma il fatto che io gli abbia detto: se un giorno il Peruviano va via, mi piacerebbe tornare a vivere nel suo appartamento (cioe' lo stesso in cui ho vissuto gia' in passato) gli ha messo la pulce nell'orecchio. E infatti subito dopo aver dato la brutta notizia al Peruviano ha dato la bella notizia a me: se vuoi puoi tornare nel tuo vecchio appartamento quando lui va via.
Ok, pochi giorni fa il Peruviano e' venuto da me a chiedermi se, come lui, quella sera avevo problemi con internet e poi mi ha anche detto che Mr M gli ha detto che deve andare via. Io gli ho detto che ho saputo che Mr. M vuole vendere o affittare casa, inclusi gli appartamenti in cui viviamo sia io che lui, e che quindi anche io prima o poi dovro' cercare un'altra sistemazione. Insomma ho confermato cio' che Mr M mi ha detto di dire, just in case he asks. Per un attimo mi e' anche dispiaciuto per lui perche' alla fine, non e' stupido, e sicuramente ha capito che deve andare via a causa del suo comportamento passato. Magari ha imparato la lezione e in futuro si comportera' diversamente? non cerchera' piu' di sfruttare il prossimo? Mah.
Poco fa e' venuto a bussare alla mia porta e mi ha chiesto se potevo fargli un favore. Dipende, ho risposto. So che il tipo e' capace di chiederti di tutto e in passato ha chiesto spesso birre o bottiglie di vino a Mr M. con varie scuse e Mr M. gliele ha sempre date fino ad un certo punto.
Non si tratta di soldi, mi ha risposto. E vorrei bene vedere, non gli avrei dato un centesimo. Puoi darmi per favore qualche bottiglietta di Gatorade?
Ora le bottiglie di Gatorade sono all'entrata accanto al frigo ma lui non le ha guardate neanche per un secondo quando e' entrato. Come faceva quindi a sapere che le avevo? Semplice, la volta scorsa in cui e' entrato a chiedermi di internet le ha viste e ha registrato l'informazione. E ora ha chiesto a colpo sicuro. Mi ha detto che oggi non ha avuto tempo di fare la spesa, perche' ha lavorato fino a tardi e bla bla bla. Gli ho detto che  comunque c'e' uno Stop n Shop aperto 24 ore su 24 non lontano dalla banca in cui lavora mi ha detto che poiche' domani deve andare per un weekend in Peru' e' venuto direttamente a casa per fare la valigia e bla bla bla. Ok va, (almeno per questa volta) nessun problema. Alla fine mi ha chiesto gentilmente se poteva prendere 3 bottigliette di gatorade e poi visto che c'era mi ha chiesto anche due bottigliette d'acqua'. E cosa e' un cammello peruviano? I gatorade perche' dice che vuole fare un po' di palestra e le bottigliette d'acqua perche' domani se le porta in viaggio. Che dire, spesa o non spesa, conosco il tipo e i suoi modi furbeschi di risparmiare qualche dollaro ma mi chiedo come possa fare cerca gente a vivere cosi', di piccole furbizie che poi alla fine vengono scoperte e ti si rivoltano contro. Ce lo hanno proprio nel DNA. Pero' ora sono proprio contento che tra un mese dovra' trovarsi un altro appartamento in cui vivere...mentre io che sono sempre stato onesto, corretto e gentile con Mr. M e il figlio F, potro' riprendere possesso del mio vecchio e caro 1 bedroom apartment. Peruviano...out, raus, sloggiare e buona fortuna con la tua nuova vita.

lunedì 19 agosto 2013

The Land of the Free...shopping

Qualche giorno fa sono andato da Kohl's e ho comprato un piccolo "George Foreman" grill elettrico (a quanto pare i prodotti firmati dall'ex pugile stanno riscuotendo un ottimo successo negli Usa). Costo: $60. Poiche' ho speso piu' di $50, la cassiera mi ha regalato un buono da $10 da spendere sempre da Kohl's, e in piu' mi ha dato un altro buono di $5 da spendere da Target, un negozio che vende prodotti per l'ufficio, scrivanie, sedie, computer, borse per il pc e simili. Ieri sono tornato da Kohl's per fare qualche altra piccola spesa e per usare il buono da $10. Ho speso $20, ho usato il mio coupon da $10 e ho pagato $10. Al momento di pagare la cassiera mi ha chiesto gentilmente se volevo dare il mio indirizzo email per ricevere offerte promozionali e in cambio avrei ottenuto un buono di $5. Ho risposto di si, ovviamente.
Insomma da una spesa di $60 (e il grill li vale tutti), ho ricevuto indietro un valore di $20. Niente male. Certo che qui in Usa in quanto a giochi, coupon, buoni spesa, e lotterie non sono secondi a nessuno. Per fidelizzare il cliente cercano di rendere divertente anche un semplice rito come fare la spesa. Io non mi faccio certo prendere da queste strategie di marketing, da questi trucchetti della fortuna, pero' quasi quasi appena posso vado a fare un altro giro da Kohl's solo per usare il mio buono da $5 e poi non ci vado piu'...e poi chissa' non si sa mai se mi capita un altro buono sconto...

mercoledì 14 agosto 2013

Peruviano...out!

Vi ricordate quando vi ho parlato del Peruviano? In poche parole nella casa in cui vivo ci sono due piani. Al primo piano (ovvero il piano terra) Mr. M ha creato due appartamenti indipendenti, uno e' lo studio apartment in cui vivo al momento, in cui in una grande stanza quadrata c'e' la cucina, un grande tavolo centrale, un divano, un frigorifero, una tv e un letto gonfiabile e l'altro appartamento, piu' grande, 1 bedroom apartment, in cui c'e' un salottino con il camino, una cucina separata, una camera da letto, uno spazio all'entrata in cui posso parcheggiare la macchina e tenerla al coperto, mentre al momento la lascio nel driveway. In quella 1 bedroom apartment ci ho vissuto gia' in passato per alcuni anni, e ci ho lasciato anche tanti bei ricordi, poi quando sono tornato in Italia nel 2010 Mr. M lo ha affittato al Peruviano. A me sarebbe piaciuto ora tornare nel mio vecchio apartment ma purtoppo non e' stato possibile. Il Peruviano e' un ragazzo molto furbo, che si e' approfittato piu' volte del figlio di Mr. M., ad esempio portava in giro F, che era contento di uscire con lui perche' altrimenti sarebbe restato in casa ad annoiarsi, e faceva prelevare soldi sempre e solo a F. e poi andavano a spenderli in ristoranti, massaggi etc etc. Dal conto di F. sono stati prelevati centinaia di dollari! Il padre di F se ne e' accorto, si e' arrabbiato, ma poi per molto tempo non ha detto niente. Pochi giorni fa, pero', con mia grande sorpresa,  ha inventato una scusa e ha detto al Peruviano che deve lasciare l'appartamento perche' lui deve andare per qualche mese in qualche altro Stato e deve affittare tutta la casa a una famiglia e gli ha dato 1 mese di preavviso per liberarlo. Mr M ha poi chiesto a me se voglio tornare a vivere li' e quindi passare dallo studio apartment al mio vecchio caro appartamento a soli $50 in piu' perche' ci conosciamo da tempo. Gli ho detto che ci devo pensare ma penso proprio che accettero'. Che strano come a volte il destino puo' girare a tuo favore.

domenica 11 agosto 2013

Psicologi, ADD, vitamine e 12 steps

Ormai mi sono abituato ma uno degli aspetti che mi ha colpito durante i primi mesi in America e' stata la loro mania per gli psicologi. Sembra quasi una moda, se non vai da uno psicologo o da uno psicoterapeuta non sei nessuno. Non voglio dire che gli piscologi siano una categoria professionale poco importante, anzi tempo fa avevo anche pensato di iscrivermi a psicologia, ma qui dallo psicologo ci vanno davvero per qualsiasi ragione.
Sei un pochino depresso? Dovresti andare dallo psicologo. Hai litigato con tua moglie? C'e' lo psicologo di coppia che cerca di risolvere i problemi di entrambi. Tuo figlio gioca troppo con la playstation invece di fare i compiti? Bisogna mandarlo dallo psicologo. Tua figlia adolescente e' un po' giu' perche' e' stata lasciata dal fidanzatino? Bisogna mandarla da uno psicologo.
Forse gli Americani non hanno tempo e voglia di impegnarsi a risolvere da soli i propri problemi (a volte basta un semplice esame di coscienza), forse in un certo modo sentirsi malati li fa sentire piu' vivi,  o forse piu' probabilmente seguono solo una loro caratteristica culturale, ovvero creare problemi per avere il piacere di risolverli. E mi fa venire in mente Wolf di Pulp Fiction il cui motto e' "Risolvo Problemi".
Dal mio punto di vista una persona che va da uno psicologo per un banalissimo problema che potrebbe benissimo risolvere da solo e' come chi va da un mago che gli chiede:
 - Dimmi pure il tuo problema. 
 - Non ho un lavoro.
E il mago risponde: Risolverai il tuo problema trovando un nuovo lavoro. Sono 100 euro, grazie.
Sempre seguendo la logica del creare-problemi-per-avere-il-piacere-di-risolverli in Usa sono bravi ad "inventare" delle malattie. Solo qui ho sentito parlare di ADD (Attention Deficit Disorder). In sostanza se sei un po' sbadato potresti avere questa fantomatica ADD.
Spesso una persona distratta puo' sentirsi dire: you probably have ADD. Tempo fa mi e' capitato tra le mani un libro su questa "malattia"... ho letto i sintomi e mi veniva da ridere. Hai dimenticato le chiavi in casa? Potresti avere l'ADD. Hai dimenticato di fare una telefonata ad un amico? Potresti avere l'ADD. Non ricordi bene il nome di una persona che hai conosciuto la sera prima? Potresti avere l'ADD. E come si cura? Ovvio, con le pilloline e altre medicine che costano un po' di dollarini. E le case farmaceutiche ringraziano. Un'altra mania e' quella delle vitamine. Ogni mattina milioni di Americani mandano giu' milioni di vitamine ed esistono negozi come Vitamine Shoppe che sono specializzati solo in vitamine e vanno molto ma molto bene.
Ma il problem-solving per eccellenza sono i meetings dei 12 steps ovvero incontri tra persone che hanno determinati problemi e che tramite l'aiuto di una guida spirituale riescono a percorrere 12 steps, 12 fasi, verso la liberazione dal problema. Ci sono 12 steps per alcolizzati, divorziati, sex addicted, depressi, etc etc Ci si incontra un certo numero di volte al mese e tramite la guida si cerca di arrivare al competamento dei 12 passi. Per darvi un'idea ecco i 12 steps degli Alcolisti Anonimi:
  1. We admitted we were powerless over alcohol—that our lives had become unmanageable.
  2. Came to believe that a power greater than ourselves could restore us to sanity.
  3. Made a decision to turn our will and our lives over to the care of God as we understood Him.
  4. Made a searching and fearless moral inventory of ourselves.
  5. Admitted to God, to ourselves, and to another human being the exact nature of our wrongs.
  6. Were entirely ready to have God remove all these defects of character.
  7. Humbly asked Him to remove our shortcomings.
  8. Made a list of all persons we had harmed, and became willing to make amends to them all.
  9. Made direct amends to such people wherever possible, except when to do so would injure them or others.
  10. Continued to take personal inventory, and when we were wrong, promptly admitted it.
  11. Sought through prayer and meditation to improve our conscious contact with God as we understood Him, praying only for knowledge of His will for us and the power to carry that out.
  12. Having had a spiritual awakening as the result of these steps, we tried to carry this message to alcoholics, and to practice these principles in all our affairs.
E c'e' chi dice che l'America non e' un Paese spirituale? Altro che Wolf, qui e' soprattutto Dio che risolve problemi.

sabato 10 agosto 2013

401K e assicurazione medica

Ciao a tutti, come sapete qualche giorno fa ho lasciato la casa dei miei zii, che mi hanno gentilmente ospitato per un mese, mi sono trasferito nello studio apartment dei miei amici italo-americani e la mia settimana procede cosi': dal lunedi' al venerdi' lavoro, il sabato mi dedico a qualche faccenda domestica, o a qualche spesa per la casa, e la domenica vado a fare un giro a New York a volte con qualche nuova amicizia (qualcuna nata proprio grazie a questo blog).
Ieri, in ufficio, mi sono informato meglio sul famoso 401K di cui ho sentito sempre parlare ma non mi ero mai informato. Non so se esiste qualcosa di simile in Italia, mi rendo conto che non avendo mai davvero lavorato in Italia conosco quasi meglio gli aspetti del mondo lavorativo americano di quelli del mondo italiano. Il 401K e' un benefit che viene offerto da alcune compagnie, ed e' sostanzialmente una forma di pensione integrativa. Poiche' un collega mi ha detto che, dopo 3 mesi, ai nuovi assunti viene data l'assicurazione medica e, volendo, anche il 401K, ho chiesto ulteriori dettagli. Non tutte le compagnie offrono questo benefit e ogni compagnia puo' adottare un piano 401K con regole differenti. Nel mio caso  funziona cosi': posso decidere di destinare una percentuale del mio stipendio annuale al fondo per il 401K. Se non verso piu' del 4.5% dello stipendio, per ogni dollaro versato, la compagnia ne versera' un altro, cioe' the company will match it up to 4.5%.
Ad esempio...se guadagno 100mila dollari l'anno (seee magari!) e verso il 4.5%, ogni anno $4500 verranno dedotti dal mio salario mensile e andranno nel fondo 401K e allo stesso tempo la mia compagnia ne versera' per me altri $4500. Se ne verso di meno, chesso' 3mila, la compangia ne versera' altri 3mila, perche' 3mila e' sempre una percentuale inferiore al 4.5% del mio salario annuale.
Se invece decidessi di versare 10mila l'anno, sono libero di farlo, ma la compagnia versera' per me "solo" $4.500, non di piu', perche' $10000 corrisponderebbe al 10% del mio stipendio e la compagnia arriva fino al 4.5%.
La somma versata non viene tassata e quindi un altro vantaggio e' che pagherei meno tasse, anche se credo che poi le tasse dovranno essere pagate quando, arrivato all'eta' pensionabile ritirerei il gruzzoletto. Mi pare di aver capito che questi soldi non possono essere prelevati fino al momento della pensione ma pagando una penale (del 10%) dovrebbe essere possibile ritirarli. Altra cosa da approfondire, questi soldi possono anche essere usati per un mutuo, ovvero facendo un prestito a me stesso!
Ma, e ora viene il bello, i soldi del fondo non devono restare immobili, devono essere investiti e quindi potrebbero aumentare o dimunuire considerevolmente. Si puo' scegliere di investire il 100% in modo aggressivo, in azioni o investimenti rischiosi oppure optare per azioni "sicure", o anche destinare una percentuale in investimenti aggressivi, un'altra in investimenti a medio rischio, un'altra in investimenti sicuri.
Insomma e' un po' ironico dal mio punto di vista che per avere piu' sicurezza con una pensione integrativa, bisogna comunque passare per una fase di insicurezza di investimenti in borsa. Sembra quasi un controsenso ma tutti mi dicono che se una compagnia offre il 401K non bisogna lasciarsi sfuggire l'opportunita' e infatti credo che tutti i miei colleghi siano enrolled. Mi informo meglio e poi decido cosa fare. A proposito sia per il 401K che per l'assicurazione medica vengono concesse solo dopo tre mesi di lavoro, pare che per molte compagnia tre mesi siano considerati il tempo minimo necessario per tenere un impiegato davvero in prova (on probation), sul campo, e per capire se e' onesto e affidabile e puo' essere davvero considerato "uno di loro" per un periodo piu' lungo.
E a proposito di assicurazione medica vi lascio con una curiosita' che mi hanno detto sempre i miei colleghi. Alla compagnia assicurativa ovviamente interessa che l'assicurato sia una persona sana, e quindi incentiva il suo benessere psico-fisico. Ad esempio...se mi iscrivo in palestra e nell'arco di sei mesi dimostro di esserci andato almeno 50 volte, l'assicurazione paga meta' delle spese mensili della palestra. Insomma qui in Usa, e' vero, si paga tutto, anche l'aria che si respira ma il concetto di meritocrazia e' sempre presente, ti premia spesso e ti aiuta a risparmiare.

lunedì 5 agosto 2013

Comprare una macchina in Usa

Qualche giorno fa vi ho accennato all'acquisto della mia macchina nuova. Ecco come e' andata. Non avevo mai acquistato un'auto e quindi non sapevo bene come funzionasse il mondo delle trattative con i concessionari americani. Ad essere precisi in realta' acquistai un'auto negli Usa alcuni anni fa ma andai da un solo concessionario, con mio zio, trattai un po' sul prezzo, mi diedero un prezzo accettabile  ne' troppo alto ne' troppo basso, e acquistai l'auto. Probabilmente se avessi avuto piu' tempo sarei riuscito ad ottenere un prezzo migliore. In questo caso, dopo aver deciso che la macchiana per me e' la Subaru Impreza ho cercato di ottenere il prezzo migliore "mettendo in competizione" piu' concessionari.

Concessionario n.1
Vado dal concessionario piu' vicino e inizio a dare un'occhiata alle auto. Gary, un venditore originario della Lituania, gentile e disponibile, si avvicina a me e mi spiega caratteristiche e differenze tra vari modelli e mi fa fare un test drive su una delle Impreza.
Tornati al concessionario, dopo il test drive, gli chiedo una quotazione dicendogli che sono molto piu' orientato verso altre due auto (Toyota RAV4 e Hyundai Elantra) e quindi per acquistare una Subaru deve davvero farmi un ottimo prezzo. Il prezzo di listino e' $23950. Cosi' va dal manager e mi porta una prima quotazione. Gli dico che e' troppo alta per il mio budget e chiedo se puo' fare di meglio. Va di nuovo dal manager e torna con una quotazione migliore, $22800, dicendo che e' davvero il prezzo piu' basso che puo' darmi ed e' valido solo se la compro entro pochissimi giorni perche' i prezzi e le offerte speciali cambiano in continuazione, dalla casa madre, solitamente a inizio mese. Il prezzo non e' per niente male ma gli dico che avrei deciso entro un paio di settimane. Lui non ha pressato piu' di tanto al momento anche se poi nei giorni successivi mi ha telefonato piu' volte per chiedermi se volessi andare a vedere il modello con i sedili in pelle e altri optional, appena arrivato. Ho preso un po' di tempo e il giorno seguente sono andato da un altro concessionario.

Concessionario n.2
Entro e chiedo una quotazione.
Un uomo un po' anziano e dall'aria stanca mi chiede: quale sarebbe un buon prezzo per te?
Io, un po' spiazzato, gli dico un prezzo di poco piu' basso del concessionario n.1.
Lui scrive il mio prezzo su un fac simile di una fattura dopo aver fatto dei calcoli con una chicalcolatrice  e mi chiede: penso che possiamo fare il tuo prezzo ma la compreresti ora?
Io, ancora piu' spiazzato, gli rispondo che in realta' sono pronto ad acquistare la macchina solo dopo un paio di settimane.  Gli chiedo gentilmente se puo' darmi la quotazione che ha scritto sul foglio di carta intestata ma mi dice che non e' possibile.
Mi e' sembrato un po' svogliato e sbrigativo e anche poco serio perche' quando gli ho chiesto di farmi un prospetto sulle rate mi ha dato dei dati totalmente sbagliati, rate troppo basse per i miei calcoli. La quotazione del concessionario n.1 era molto piu' seria, dettagliata e professionale, con tutti i dettagli delle rate, gli interessi, i costi di registrazione, le tasse.

Concessionario n. 3
Decido cosi' di andare da un altro concessionario a 40 minuti da dove abito e vengo accolto da Regina. Le dico che per la stessa auto ho gia' delle quotazioni e se puo' darmi un prezzo migliore acquisto l'auto da lei. Le dico anche che il primo concessionario vuole farmi un'altra quotazione abbassando la quotazione iniziale e quindi la sua deve essere davvero buona.
Lo so, forse non e' elegante andare da un concessionario e agire in questo modo ma il concessionario n.3 si vanta di poter dare un prezzo inferiore di almeno $200  di tutti gli altri e quindi perche' no?
E cosi' e' iniziato un piccolo duello del west...
Regina: Quale sarebbe il prezzo buono per te per comprare da noi?
Accidenti di nuovo questa domanda spiazzante? Mi fa venire in mente un professore del liceo che dopo un'interrogazione chiedeva: quale e' il voto che pensi di meritare? Se dicevi un voto troppo alto, sorrideva e magari te lo metteva anche sul registro ma poi all'interrogazione successiva ti metteva talmente in difficolta' da darti un voto basso che fa scendere la media alzata dal voto alto della prima interrogazione. Se pero' peccavi di umilta' e magari dicevi 5 quando meritavi un 6...peggio per te.
A Regina ho chiesto un prezzo basso ma non scandaloso.
Lei e' andata a chiedere al manager e mi fa:
Se cerchiamo di avvicinarci al tuo prezzo puoi impegnarti a comprare la macchina da noi entro pochi giorni, magari lasciando un deposito di $500?
Le ho detto che non posso e, inventando una scusa ovvero che devo chiedere anche a mio padre cosa ne pensa e quindi non posso darle una risposta su due piedi.
Lei va a di nuovo dal suo manager ma mi dice che non puo' darmi una quotazione precisa scritta e mi chiede onestamente se sto andando in giro shopping for cars? Cioe' vuole capire meglio se sto andando da concessionario in concessionario a chiedere ad ognuno di fare il prezzo piu' basso dell'altro. Esce allo scoperto e mi dice che altrimenti se mi da una quotazione poi vado da un altro concessionario e chiedo di farmi una quotazione migliore, poi ritorno da lei e ne chiedo una migliore. E' proprio quello che ho in mente- penso- cosa c'e' di male! E infatti glielo dico: beh certo, e controbatto perche' non mi piace quando mi danno una quotazione ma magari possono fare di meglio. E le dico: Non potete darmi il vostro prezzo migliore? Cosi' come quando compro qualsiasi cosa so quale e' il prezzo piu' basso e acquisto dal migliore offerente.
Lei mi fa capire a voce quale e' il prezzo  che potrebbe raggiungere, $22200 e dice che possono battere di $200 i prezzi di qualsiasi concessionario ma vorrebbe un mio impegno, ovvero un deposito, per confermare quell'offerta, insomma di un mio impegno ad acquistare da lei.
Le dico che oggi non posso darle alcun deposito, che devo sentire mio padre e poi le faccio sapere.
Non mi e' piaciuto molto il fatto che mi sono fatto quasi un'ora di macchina per andare da questo concessionario e alla fine non mi ha voluto dare una quotazione scritta e invece di darmi la loro migliore quotazione mi hanno dato un prezzo dicendo che se pero' torno con un'altra quotazione loro possono batterla di $200. Ma scusa, datemi direttamente il vostro prezzo piu'  basso senza farmi fare altri giri.

E cosi' sono torato dal concessionario n.1 che voleva vendermi la macchina per 22800. Gli ho detto che un altro concessionario mi puo' fare 22200 (che e' davvero un ottimo prezzo) e se puo' farmi lo stesso prezzo o un prezzo inferiore do' la mia parola che comprero' da lui.
Alla fine, dopo aver parlato con il manager, mi da il suo prezzo finale: 22000! E' estate e vendono meno machine-mi spiega- e quindi possono fare questo ulteriore sconto. Niente male se dal prezzo gia buono di 22800 sono riuscito a farlo scendere a 22000. Prezzo migliore e' difficile da trovare.
E quindi ho acquistato dal concessionario n.1, facendo prendere la sua buona commissione a Gary che e' stato molto gentile (mi ha anche offerto una pizza mentre I suoi colleghi si occupavano della registrazione della macchina). Da quasi 24mila a 22mila e' stato un buon affare, credo, cosa ne pensate? Quanto costa la Subaru Impreza limited in Italia, 22mila e' un buon prezzo? Ah ho una curiosita'. Qui in Usa quando compri una macchina nuova te la danno con il pieno di benzina. In Italia ricordo che (almeno anni fa) ti mettevano poca benzina, giusto il necessario per raggiungere il primo distributore di benzina e fare il pieno. Che barboni...E' ancora cosi'? Spero proprio di no.