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sabato 27 luglio 2013

Macchina nuova, credit score e meritocrazia

Ciao a tutti, oggi ho finalmente acquistato la macchina nuova dopo aver messo per giorni in competizione quattro concessionari ai quali ho chiesto una quotazione per la stessa macchina. Mi hanno corteggiato tutti e gradualmente hanno abbassato il prezzo e ovviamente ho acquistato dal miglior offerente ma di questo ve ne parlero' come in un flash back nel prossimo post.
Vi ricordate quando vi ho parlato del credit score? Oggi ho avuto l'ennesima conferma che e' un elemento importantissimo negli Stati Uniti ed e' anche indice della loro mentalita'. Vi spiego. Stamattina ho detto al concessionario che avrei potuto pagare meta' della cifra con un certified check e l'altra meta' financed, ovvero a rate. Gli ho dato il certified check e poi mi ha fatto compilare un modulo per la parte financed. Dopo averlo compilato, ha controllato con gli istituti di credito se potevano garantirmi il credito. Sul modulo era richiesto di indicare lo stipendio annuale, il nome della compagnia per la quale lavoro, da quanto tempo lavoro (meno di un mese!), il lavoro precedente, il mio indirizzo attuale, quello precedente, il mio SSN (equivalente al codice fiscale) e pochissimi altri dati. Per un attimo mi e' venuto da pensare: non mi hanno chiesto se possiedo una casa, dei terreni, degli immobili, delle entrate particolari, e poi ai loro occhi non si puo' dire che abbia un lavoro stabilizzato...come diavolo faranno ad approvare un finanziamento a rate? Che garanzie posso offrire ai loro occhi? Semplice, il credit score. E infatti dopo aver fatto il controllo sulla mia storia di credito, il salesman e' tornato per dirmi che era tutto ok, e il credito era stato approvato.
Insomma poiche' durante gli anni in cui ho vissuto in Usa ho sempre pagato con puntualita' i debiti contratti tramite le credit card, sono considerato un bravo pagatore, un tipo affidabile. Anche se non ho una casa di proprieta', degli immobili, e un lavoro fisso come garanzia? Si, pare che qui qui non sia importante cio' che hai, ma cio' che sei...e hai dimostrato, insomma se sei stato puntuale nei pagamenti, sei in un certo modo meritevole e ti verranno aperte molte porte.
Per quanto riguarda i tempi di consegna al concessionario sono stati velocissimi. Mentre preparavano le carte per la registrazione e il contratto, ho acquistato l'assicurazione con Geico, tramite uno dei loro PC. Geico la ha faxata entro 15 minuti al concessionario che mi ha quindi fatto firmare il contratto, ha cercato di propormi e vendermi assicurazioni particolari (e' il loro lavoro ma non le ho acquistate), mi ha fatto firmare il contratto, ha messo le targhe sulla macchina e mi ha dato le chiavi. Insomma da quando sono entrato a quando mi hanno consegnato le chiavi sono passate solo un paio di ore. Ora la macchina e' dal concessionario, che me la tiene li' per qualche giorno. Voglio prima restituire la macchina che mi ha gentilmente prestato il mio amico e poi vado a ritirare la mia nuova "fidanzata" giapponese. Dopo essere stato con un'altra giapponese in passato, di nome Toyota Corolla, ora staro' un po' di anni assieme alla mia Subaru Impreza (Limited, dark grey). E a parte le battute... ora ho i debiti anche io...Welcome to America!

domenica 21 luglio 2013

Il manualetto del neo-assunto

Pochi giorni fa in ufficio mi hanno dato un piccolo manuale per i neo-assunti in cui sono elencati i vari diritti e doveri.
Alcuni punti curiosi e interessanti:
- C'e' un paragrafo dedicato al Sexual Harassment (molestie sessuali). Negli Stati Uniti sono molto attenti a questi aspetti. Qui puo' essere considerato sexual harassment anche una barzelletta piccante o un complimento al vestito di una collega. Nel dubbio,  niente barzellette e niente complimenti.
- Giorni di vacanza: solo 10 giorni alll'anno! Dopo 5 anni, al fedele impiegato vengono concessi ben cinque giorni in piu' e si arriva quindi a 15. Poi ci sono altri 7 giorni chiamati PTO (Personal Time Off) che possono essere usati per malattia o altri motivi, come ad esempio andare ad una visita medica o andare a un funerale, per i quali non c'e' bisogno di fornire spiegazioni.
- Forse la cosa piu' interessante per noi Italiani e' che, come per quasi tutte le compagnie americane, al nuovo assunto non fanno firmare alcun contratto e la compagnia non si impegna a garantire il lavoro ne' a tempo indeterminato, ne' a tempo determinato e infatti alla prima pagina del  manuale e' scritto:
L'impiego con la compagnia e' da considerarsi "employment at will". Cio' significa che gli impiegati hanno il diritto di terminare il rapporto lavorativo in qualsiasi momento per qualsiasi ragione o per nessuna ragione specifica, con o senza preavviso. Anche la Compagnia ha il diritto di terminare il rapporto lavorativo in qualsiasi momento, per qualsiasi ragione o per nessuna ragione specifica, con o senza preavviso. Solo il Presidente e il personale autorizzato dal Presidente puo' assumere o prendere accordi con gli impiegati per specifici periodi di tempo per una tipologia di rapporto lavorativo differente dall' "employment at will".
Ci sono poi altri punti interessanti come il 401K (la pensione integrativa) e l'assicurazione medica ma di questo ve ne parlero' un'altra volta, quando ne sapro' un po' di piu' anche io.

giovedì 18 luglio 2013

Trenitalia risponde

Cari lettori, vi ricordate quando solo poche settimane fa ero ancora in Italia e ho avuto qualche problema a tornare da Roma a casa al mio paese con i treni? Ritardi e cancellazioni ai limiti del ridicolo.
Un treno da Roma a Salerno fece piu' di un'ora di ritardo e cosi' andai alla biglietteria a chiedere un rimborso e mi dissero che per registrare il ritardo a Trenitalia occorrevano almeno 20 giorni... Ancora oggi mi chiedo perche' a Trenitalia non e' chiaro il giorno stesso se un treno e' arrivato in ritardo.  No, il tizio mi disse di tornare dopo 20 giorni per vedere se avevo diritto a un rimborso. Avevo tempo da perdere in quel periodo e quindi scrissi una lettera a trenitalia, circa un mese fa.
Oggi ho ricevuto un'email di risposta da Trenitalia, e mi ero anche dimenticato di avergli inviato un'email di reclamo. Comunque per quanto riguarda i minuti di ritardo, e' sempre la mia parola contro la loro e infatti ecco la loro risposta:

Gentile Signor ...., alla sua mail del 20/6 u.s., relativa al ritardo in arrivo a Salerno dell’IC 727 del 13.6.13, esprimendole innanzitutto il nostro rammarico per il disagio.

La informiamo che è possibile accertare l’ammissibilità o meno del diritto all’indennità di ritardo, oltre che tramite il nostro sito internet ed il call center, anche presso le biglietterie, le agenzie di viaggio e le self-service della media e lunga distanza, quando siano trascorsi almeno 20 giorni dalla data del viaggio e fino a 12 mesi successivi.

Verificata la spettanza dell’indennità, è possibile ottenerla presso le biglietterie di stazione o le agenzie di viaggio, in bonus, in contanti o, in alternativa, direttamente con l’emissione di un nuovo biglietto per un importo pari all’indennità spettante.

Le verifiche eseguite hanno evidenziato che per il ritardo di 54,5 minuti in arrivo a Salerno del treno citato l’emissione dell’indennità resta esclusa, in quanto inferiore alla soglia minima di 60 minuti prevista dalla Carta dei Servizi.

Con l’auspicio di averla nuovamente gradita ospite sui nostri convogli, porgiamo cordiali saluti.

 

Insomma anche se si fosse trattato davvero di un ritardo di 54,5 minuti come sostiene Trenitalia a me sembra scandaloso. Non si tratta di 10 o 20 minuti ma di quasi un'ora...e loro lo considerano normale, accettabile? Che dire, sono cose come queste che mi fanno sentire content di essermi all'estero dove non devo piu' avere a che fare con Trenitalia e simili barzellette.

domenica 14 luglio 2013

Do you have six dollars?

Ieri ero in giro per Manhattan quando un tizio di colore, in jeans e maglietta, si avvicina a me e dice che la sua macchina lo ha lasciato per strada e il suo cellulare e' scarico e non puo' telefonare a sua moglie. Mentre penso se e' una buona idea fargli fare una breve telefonata con il mio cellulare mi chiede sei dollari per comprare il biglietto del bus per tornare a casa. Si va bene, eccone un altro che chiede soldi con una scusa neanche tanto originale. Gli dico che posso dargli un dollaro ma mi si innervosisce e mi risponde (in inglese): cosa mi hai preso per un barbone? Ti ho chiesto sei dollari e me ne vuoi dare uno? Tieniti pure il tuo caxxx di dollaro, ficcatelo su per il cxxx.
Ma guarda questo! Io sono un tipo tranqullissimo ma mi e' salita una certa rabbia che pero' ho trattenuto e gli ho solo fatto il segno con la mano di andarsene via, vai vai vattene via.
Avrei potuto rispondere: I don't think you are a homeless but do you think I am a millionaire? ma non si sa mai come possono reagire questi personaggi, magari cercano la rissa di proposito, magari sono armati, anche se mi sembrava un tipo innocuo, non si sa mai, meglio evitare discussioni. Ma poi ora che ci penso, ok la macchina ti ha lasciato a piedi per strada, ok il tuo cellulare non funziona e non puoi chiamare tua moglie, ma il portafogli? Perche' non hai neanche un dollaro con te?
La lezione da imparare da questo episodio e': meglio dire di non aver soldi che darne solo una parte di quello che ti chiedono. La gentilezza a meta' non e' contemplata a NY. Non ci sono mezze misure, o tutto o niente.

Ragazzi italiani e i loro primi stipendi americani

Qualche mese fa ho parlato con una amica italiana che si e' trasferita a New York circa tre anni fa. Parlavamo di stipendi e mi diceva che e' stata fortunata perche' appena arrivata in Usa ha trovato subito un buon lavoro, 48mila dollari l'anno, e considerando che il suo livello di inglese era medio-basso, non e' stato male come inizio. Poi in pochi anni le hanno dato piu' responsabilita' e altri 7mila dollari di aumento. Parlavo con un'altra amica pochi giorni fa e lei ha iniziato a lavorare con uno stipendio piuttosto basso per una posizione con responsabilita' praticamente uguali a quelli della prima amica: 28mila dollari l'anno. Ha poi cambiato lavoro e ora le danno piu' di 40 mila e pochi giorni fa ha avuto un'offerta da un'altra compagnia che puo' offrirle oltre 50mila. Lei e' un po' indecisa perche' la compagnia che puo' offrirle di piu' e' comunque un po' "fragile", poco solida, e potrebbe chiudere in pochi anni se le vendite non vanno bene.
Sono ragazze italiane, laureate, con poca esperienza lavorativa in italia, molto sveglie ma comunque nella media, come tantissime ce ne sono oggi in Italia. Quello che mi colpisce ascoltando la storia lavorativa degli italiani negli Stati Uniti e' che molto spesso per la stessa posizione lavorativa due compagnie possono offrire stipendi molto differenti, anche 20 mila dollari di differenza e quindi spesso e' importante trovarsi al posto giusto al momento giusto. E conoscere molte persone e fare networking. Basta un colloquio di lavoro particolarmente brillante e il capo di una compagnia importante puo' decidere di offrirti un'opportunita' e uno stipendio interessante. Non ci sono stipendi standardizzati, non si e' fermi ai soliti 1200 euro al mese stile-italiano (e di questi tempi la cifra e' da aggiarnare in basso).
Ora chi vive in America da molti anni potrebbe dire che uno stipendio da 40-50 mila lordi l'anno non e' poi tanto. La vita e' cara, le spese sono tante. Tutto vero ma con questi stipendi un ragazzo appena arrivato dall'Italia, che sa gestire i propri soldi, magari single e senza troppe spese, riesce comunque a vivere un'esistenza piu' che dignitosa, non si parla di sopravvivere, si parla di riuscire a pagarsi tutte le spese senza aiuti da parte dei genitori, senza troppe privazioni. E una volta dentro al sistema se ci si gioca bene le proprie carte le possibilita' di carriera, di cambiare lavoro, di stipendi sempre piu' alti, sono reali. Certo nessuno ti regala niente, gli aumenti te li fanno sudare, magari bisogna investire e seguire dei corsi universitari serali o meglio ancora studiare per un Master's pero' e' tutto piu' dinamico, con l'impegno e la fortuna tutto e' possibile, anche in tempi di crisi. Qualcuno di voi ha esperienze a riguardo? Amici italiani che vivono e lavorano in Usa? Riescono a vivere o a sopravvivere?

mercoledì 10 luglio 2013

Lavoro, colleghi, macchina, appartamento

Cari lettori, come va? Qui tutto procede bene. Non ho molto tempo al momento per andare su internet perche' lavoro dale 9 alle 6, poi torno a casa, mangio con gli zii, sto un po' con loro a guardare la TV e vado a letto. Ho iniziato a lavorare tre giorni fa. In ufficio l'atmosfera e' molto bella, serena ed allegra, i colleghi sono professionali e simpatici. Si scherza molto. Il capo qualche giorno fa ha detto che dovremmo metterci in forma e perdere peso e per gioco ha proposto una sfida. Ogni lunedi' tutti (tutti quelli che vogliono partecipare) devono pesarsi sulla bilancia che e' in cucina e poi dopo l'estate si vedra' chi sara' il big loser, cioe' chi avra' perso piu' peso. Non mi e' ancora chiaro se c'e' anche un premio a sorpresa in palio comunque la cosa e' molto divertente e ci facciamo molte risate ogni lunedi' quando saliamo sulla temuta bilancia e durante la settimana soprattutto ad ora di pranzo quando si scherza su cio' che mangiamo e che non dovremmo mangiare. Io ho un mio piano. Per vincere non devo per forza perdere peso. Se gli altri ingrassano, io vinco ugualmente. Mi sa che ogni giorno arrivero' in ufficio con una bella torta o delle buone pastarelle italiane...Sempre a riguardo, due colleghi, indipendentemente dalla sfida del big loser, vorrebbero davvero perdere peso e quindi hanno deciso di salire ogni giorno 13 piani di scale nel nostro building. Si scende con l'ascensore al primo piano e si sale tramite le scale interne fino alla penthouse, ovvero il piano dei nostril uffici, al 13. Chi vuole puo' unirsi a loro per la scalata infernale dopo pranzo. Ci si impiega solo 5 minuti, l'ultimo piano va fatto di corsa! Oggi eravamo in quattro. Benvenuti nell'ufficio-palestra. Only in America. Per il resto sto lavorando molto e sto imparando molto. E gia domani arrivera' la prima paga perche' pagano a meta' mese e a fine mese e finalmente sara' una paga degna di tale nome. Non e' poi tanto male tornare alla normalita' di un buon lavoro e un buono stipendio che anche se non e' stratosferico mi garantisce comunque una certa indipendenza e poi se mi gioco bene le mie carte potrei fare un po' di carriera e magari venire sponsorizzato dalla compagnia per la green card.
Per il resto, devo comprare una macchina nuova. Per ora sto guidando la macchina di un mio amico. Prima di tornare in Italia misi da parte un po' di soldi dopo aver venduto la mia macchina in Usa. Soldi che non ho toccato per quasi 3 anni e che ora mi servono per dare un anticipo per la macchina, il resto a rate. Ho visto un paio di concessionari Subaru perche' vorrei prendere una macchina AWD (all wheel drive) utilissima per il tempo invernale, molto nevoso da queste parti e ora anche a seguito di una ricerca su internet ogni giorno ricevo telefonate da tutti i car dealers della zona! Magari li metto in competizione e vedo chi mi fa l'offerta migliore. A fine mese dovrei trasferirmi nello studio apartment di Mr. M e il figlio F. Non vedo l'ora, cosi' avro' un po' di indipendenza. Un po' di pazienza. Step by step. Stay tuned for more updates.
Cosa si dice in Italia?

martedì 9 luglio 2013

Brevissimi aggiornamenti

Ciao a tutti, purtroppo in questi giorni non ho molto tempo per mettermi al pc e dedicarmi al blog ma vi anticipo che dopo le prime settimane un po' hectic ora tutto sembra procedere per il meglio. Vi aggiornero' approfonditamente ASAP (as soon as possible). In breve, ho iniziato a lavorare a NY due giorni fa e va tutto molto bene. In queste settimane compro la macchina nuova, probabilmente una Subari Impreza. Per ora sto guidando l'auto che mi ha prestato gentilmente un amico. Dovrei prendere possesso dello studio apartment a fine mese. Ora sono ospite dagli zii. Stay tuned for more updates...and details.

mercoledì 3 luglio 2013

Ricerca appartamenti

La ricerca di un appartamento si sta rivelando piu' difficile del previsto. Ho gia' vissuto per molti anni in Usa ma non mi sono mai imbattuto in questi problemi perche' inizialmente ho vissuto in un appartamento di mio zio e poi in uno di Mr. M., il signore di origini italiane che mi ha ospitato in casa sua gratis per tre mesi l'anno scorso. In sostanza in casa sua (a due piani) ha creato due appartamentini al primo piano (piano terra in Italia) e lui e il figlio F vivono al secondo piano (il primo piano in Italia). Quindi non ho mai avuto problemi perche' chi mi ha affittato l'appartamento mi conosceva bene e non mi ha chiesto quasi niente per accettarmi, neanche un deposito. Solo l'affitto ogni 1 del mese.
Ora invece, nella vita reale, nella giungla urbana, come immaginavo ci sono molti requirements per ottenere un appartamento in affitto e c'e' chi chiede tutti o molti dei punti seguenti: La prova che ho lavorato senza interruzioni durante l'ultimo anno... ma se avessi lavorato senza interruzioni forse non sarei tornato in Usa.
La prova della dichiarazione dei redditi americana del 2012 (W2), e ovviamente non ce l'ho.
La prova delle ultime due o tre buste paga, ma inizio a lavorare lunedi'.
Un ottimo credit score, e per questo non c'e' problema.
Lettere di referenze da parte dell'ultimo landlord che mi ha affittato casa, ma negli ultimi tempi ho vissuto a casa mia in Italia (ma questo non credo sia un problema).
E veniamo ai costi...
Molto chiedono un mese di deposito, un mese di affitto, e fin qui tutto ok, e poi anche una mensilita' da dare all'agente. Non mi va di sprecare $1200-1300 per un agente che ti mostra un solo appartamento ma molti privati si affidano a loro. Prendere o lasciare.
Quasi tutti chiedono 30,50, o 75 dollari per fare i vari credit check e criminal check. Non ho capito se poi questi vengono restituiti ma e' una cifra accettabile. Qualcuno poi ha chiesto anche anche $300 dollari di non refundable fee per fare questi controlli. Esgerati! E poi in questi casi non so mai se si tratta di imbroglio, su Craigslist e altri siti ci sono un sacco di imbroglio, scams come dicono qui.
Ho visto qualche appartamento non lontano dall'ufficio e non mi hanno molto impressionato. Uno si trova in un complesso di appartamenti in dei palazzoni nel Bronx e la zona circostante non mi e' sembrata molto buona. Un altro si trova a New Rochelle, a 15 minuti dall'ufficio, in un complesso di appartamenti in palazzi di pochi piani, gia' meglio rispetto ai palazzoni. La grandezza dell'appartamento non e' male ma il costo tra affitto, bolletta dell'elettricita' e parcheggio (indispensabile in quella zona), arriva ai $1500 al mese. Troppo per me. Senza calcolare che anche se avessi accettato non avrei potuto mostrare tutti i documenti di cui sopra e la mia application sarebbe stata certamente respinta. In questi casi uno si chiede: ma allora a un europeo che viene in Usa per lavorare, che non ha buste paga e W2, che non ha lavorato continuativamente durante lo scorso anno, un appartamento non lo daranno mai in affitto? Una possibilita' e' trovare un Guarantoor, un americano che dopo aver compilato un modulo (indicando molti suoi dati tra cui la patente, il suo indirizzo, le sue entrate annuali etc etc) garantisce per te in caso tu non paghi l'affitto. Ora teoricamente un parente potrebbe garantire ma una mia parente mi ha subito fatto capire come la pensa senza che le chiedessi niente: eh ma sai e' difficile trovare una persona che garantisce per te, e se poi bruci la casa, se va a fuoco qualcosa? Insomma alla larga dai parenti. Pochi ti daranno una mano quando davvero conta. Ma va bene cosi', sapevo che qui sarei stato di nuovo solo contro tutto e tutti e si puo' fare affidamento solo su pochi amici.
Pochi giorni fa proprio Mr. M mi ha detto che la ragazza che vive in uno dei suoi due appartamenti in casa sua, in Connecticut, ha perso il lavoro e andra' via a fine mese. E quindi se voglio posso prenderlo io. E' un po' lontano dall'ufficio in cui lavorero', cioe' neanche tanto, circa 50 min quando non c'e' traffico pero' ha molti vantaggi. Il prezzo e' molto buono (a me fa uno sconto perche' alla fine mi conosce, siamo diventati amici e a volte esco con il figlio che ha qualche piccolo problema essendo lievemente learning disabled) e sono incluse tutte le bollette, anche la corrente, cable tv e internet. C'e' lavatrice e asciugatrice e il parcheggio proprio davanti casa, incluso nel prezzo. Si tratta di uno studio, ovvero una grande stanza in cui c'e' la cucina e c'e' gia li un letto, un divano, una tv che la ragazza non portera' con se e quindi non devo neanche comprarli e non avro' troppi problemi quando vorro' cambiare appartamento. Boh non so, per ora gli ho detto che probabilmente accetto se posso stare li per 6 mesi, ma non posso/non voglio impegnarmi per piu' di 6 mesi al momento, e ha detto ok, ma devo confermare al piu' presto. Non e' male anche perche' in questi mesi capirei davvero quali sono le mie entrate ed uscite e quanto davvero potro' permettermi quando e se vorro' poi spostarmi piu' vicino al lavoro tra sei mesi. E poi in questi mesi "costruirei" alcune prove come le buste paga e simili che al momento mi creano qualche difficolta'. Senza calcolare che spesso mi porteranno del buon cibo e sono persone simpatiche, su cui posso contare nei momenti di bisogno. In realta' anche io li ho aiutati spesso per molte faccende burocratiche in passato come scrivere lettere, email di reclamo e simili. Insomma e' anche una convenienza reciproca. L'unica incognita e' capire esattamente quanto spendero' al mese calcolando anche i costi per la benzina, ma credo che comunque tutto sommato risparmiero molto rispetto a un appartamento vicino all'ufficio. Quindi l'unica vera incognita e' capire se alla lunga mi stanchero' a viaggiare in macchina ogni giorno per almeno un'ora all'andata e una al ritorno. E poi l'altro fattore da considerare e' che se cerra' qualche amico o parente a farmi visita per qualche settimana bisognera' arrangiarsi un pochino magari con un lettino gonfiabile. Tutto sommato sembra che i pro siano di piu' dei contro. E per sei mesi penso che si possa fare. Cosa ne pensate?