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martedì 26 agosto 2014

Cibi italiani con pronuncia americana

Quando arrivate negli Stati Uniti alcune parole vi suoneranno strane, sopratutto quelle legate ai cibi italiani.
Vi ho gia' parlato in passato delle "famosissime" Fettuccine Alfredo che in America credono sia un piatto tipico italiano, quasi al pari della pizza margherita.
Tralasciando la storia di questo piatto, famoso solo in Usa, sapete come pronunciano fettuccine? Fettuccini, anzi, Feduccini. Ma come? Si chiamano fettuccine vorrete dire voi. Niente, loro le chiamano feduccini. E non c'e' niente da fare, la parola e' italiana, la senti tua, vorresti correggere tutti ma dopo qualche anno in America ordinerai anche tu i famossissimi feduccini Alfredo.
E arrivera' anche il giorno in cui la bruschetta la pronuncerete brusceda. E la mozzarella, mazzarella. Ma solo dopo tanto allenamento. Perche' molte o in America vengono pronunciate a.
E arrivera' la salsa bolonnes. Gli spaghedi. Il risodo.
salami, zucchini e linguini. Perche' la e finale loro la leggono i.
E poi arugola. E pizza margarita.
Fidatevi, bastano pochi anni, il tempo la fara' da padrone.
E arrivera' il momento in cui non vi sembrera' poi tanto strano sentire...One panini. One cannoli. Two paninis. Two cannolis. Ne ho parlato spesso di questi due mostri grammaticali. All'inizio vi fara' male al cuore ma poi ci farete l'abitudine.
E infatti il giorno in cui riuscirete anche voi a dire: Can you please give me two cannolis? beh, quel giorno sarete pronti per la cittadinanza americana.

domenica 24 agosto 2014

L'Ice Bucket Challenge e' arrivata in Italia!

Ritornando sull'argomento, pochi giorni fa ho chiesto ai miei amici italiani se fossero a conoscenza dell'Ice Bucket Challenge e nessuno ne aveva mai sentito parlare ma sono bastati pochi giorni e la mania si è diffusa a macchia d'olio anche in Italia e ora abbondano i video di secchi d'acqua ghiacciata che raggiungono tutte le teste italiane sensibili alla causa.
E' stato interessante per me notare come una moda americana si sia diffusa in Italia.
Sapete gia' che penso che sia una iniziativa piuttosto discutibile...ma dopo aver notato il modo in cui e' stata recepita in Italia penso che sia ancora piu' discutibile. E infatti ci sono delle differenze. E non poche.
VIP e gente comune: in America la Ice Bucket Challenge e' partita dalla gente comune per poi arrivare a VIP come Bill Gates, Mark Zuckerberg, cantanti e sportivi vari.
In Italia, l'inverso. E' nata da VIP come Fiorello che ha sfidato Renzi (!) ed e' arrivato alla gente comune. Infatti inizialmente ho letto commenti del tipo: ma perche' partecipi tu? Vuoi sentirti un VIP? Poi la mania e' esplosa e ora non c'e' piu' distinzione tra VIP e gente comune. Tutti uniti, tutti diventati improvvisamente sensibili a questo specifico problema.
Donazione: Che io sappia, ma correggetemi se sbaglio, qui in Usa chi non accetta la sfida deve donare $100 ma anche chi accetta la sfida deve donare qualche dollaro. In Italia come funziona?
Ho letto che chi accetta la sfida non dona niente, neanche un euro. Ecco perche' in Italia hanno raccolto poche migliaia di euro e in America milioni. Ma ripeto, chiaritemi voi come funziona in Italia.
Acqua e ghiaccio: in Usa il secchio viene riempito di acqua fredda e molto ghiaccio. Vedendo i video italiani non mi pare di aver visto ghiaccio. Magari due cubettini? E magari l'acqua e' pure tiepidina?
Luogo: in USA molti lo fanno vestiti, non certo in costume, e non vicino alla piscina o in spiaggia. Troppo facile.
Atteggiamento finto alternativo di alcuni VIP: in Italia alcuni VIP sono andati controcorrente, hanno deciso di non gettarsi il secchio in testa e hanno preferito mostrarsi mentre staccano un bell'assegno. Bene! Alcuni di essi, molto elegantemente, hanno detto che non avrebbero fatto vedere la cifra perche' la benificenza va fatta privatamente. Bene, benissimo! Peccato poi che alla prima lieve critica da parte del primo utente sconosciuto di Facebook, che sfidava il VIP a mostrare la cifra, il VIP ha poi subito risposto che certo non e' elegante ma viste le tantissime critiche e per metterle a tacere (tantissime critiche? tacere di che?) ha dovuto mostrare la foto dell'assegno con la cifra donata.  E cosi' sappiamo che Jerry Cala' ha donato 1000 euro e altri VIP altre cifre. Bravi, un esibizionismo piu' sottile di cosi' non era possibile perche' mascherato da false buone intenzioni.
Ma insomma, dico io, se proprio volete importare il peggio, almeno fatelo bene!
Comunque lo so, sono pesante e lamentoso. Alla fine e' solo una mania estiva che ha portato anche a qualcosa di buono. Facciamoci due risate e andiamo avanti.
E  quindi concludo con questo video esilarante "che si toglie la maschera" e mostra la vera natura di questa mania. Questa qui neanche sa cosa sia la SLA...e la secchiata d'acqua se la fa addirittura lanciare sulle tette! Rabbrividiamo...piu' noi di lei.
Enjoy! E ditemi cosa ne pensate.
Marika Fruscio e l'Ice Bucket Challenge.
Alla prossima mania a stelle e strisce.

martedì 19 agosto 2014

Secchi e Selfie ai tempi di Facebook

In questi giorni i social network americani sono invasi da migliaia di video di gente che si getta un secchio d'acqua ghiacciata in testa. E' la Ice Bucket Challenge e, nelle intenzioni dei partecipanti, viene fatto per sensibilizzare alla SLA. Chi viene nominato puo' accettare la sfida, gettarsi un secchio di acqua ghiacciata in testa entro 24 ore, fare una piccola donazione e nominare altri tre amici. O se non se la sentisse di accettare deve donare $100.
Ogni mattina su Facebook vedo decine di video di amici, conoscenti o personaggi famosi che si gettano orgogliosi il famoso secchio d'acqua in testa. La star del momento.
Anche un paio di colleghi hanno accettato la sfida e in questi giorni negli uffici o per strada non si parla d'altro. Una collega mi ha detto che teme che presto verra' nominata da uno dei suoi nipoti e non sa se accettera' la sfida.
You don't have to (Non sei tenuta a farlo) - le ho detto, ma lei mi ha risposto che non sarebbe eticamente giusto non accettare la sfida e non donare alcun dollaro. Mah.
Non mi sono mai piaciute le catene di Sant'Antonio, le mode di massa, la beneficenza ostentata e l'esibizionismo dei social network e l'Ice Bucket Challenge e' riuscito ad unirli tutti!
Chi fa beneficenza non dovrebbe dire al mondo di averla fatta. E poi che strano, all'improvviso, sono tutti diventati sensibili ai problemi della SLA? bene pero' forse forse questa sensibilita' e' un modo per dare sfogo al proprio narcisismo? Guardatemi ho accettato la sfida! Guardatemi faccio beneficenza! Guardatemi mi getto un secchio d'acqua in testa senza battere ciglio!
Va bene dai, questo e' un post anomalo che va di qua e di la per associazioni di idee e il secchio giacciato mi ha fatto venire in mente una scena di un film, tratto da una storia di Stephen King, in cui i crudeli compagni di scuola di Carrie le fanno cadere in testa un secchio pieno di sangue di maiale, durante il ballo studentesco. Ecco, allora oggi propongo al mondo il Carrie Bucket Challenge: un secchio di sangue di maiale gettato in testa per sensibilizzare contro le stragi dei poveri maiali che ogni giorno vengono serviti in tavola. Scusatemi ma la mia passione adolescenziale per i film e i libri l'horror e' riaffiorata in superficie.
E visto che questo e' un post che va per associazioni di idee, secchio per secchio, non posso non parlare di lui: Buckethead ovvero Testa di Secchio. L'unico personaggio che mi piace vedere con un secchio rovesciato in testa. E' uno dei miei chietarristi preferiti. Nessuno conosce la sua vera identita' perche' suona sempre con una maschera bianca in volto e un secchio di KFC rovesciato sulla testa. La leggenda narra che gli unici amici di Buckethead erano i polli che lui amava intrattenere con la sua chitarra nel pollaio. Un giorno Buckethead vide in che modo cruento Kentucky Fried Chicken trattava i suoi amici polli e cosi' per protesta inizio' ad indossare il celebre secchio di KFC rovesciato in testa e con la scritta "Funeral". Una storia da film e uno dei personaggi piu' creativi della scena musicale sperimentale. Eccolo in azione:


Ma torniamo al narcisismo ai tempi di Facebook. E parliamo di selfie. Bene, passatemi il termine ma...Non ho mai visto tanti cessi come da quando e' nata questa mania dei selfie. Allo specchio, in bagno.
Lo specchio moderno come lo stagno in cui Narciso vide riflessa la propria immagine e annego' cercando di abbracciarla.
E mi viene in mente un altro specchio, non ridete pero', quello che oso' varcare Mickey Mouse per trovarsi dall'altra parte, in un mondo fantastico.
Bukowski, altro mio eroe, odiava Mickey Mouse.
E Buckethead disse in un'intervista che Disneyland e' l'unico luogo al mondo in cui i sogni o gli incubi possono diventare realta'.
Ma non me ne vogliano i miei due eroi. Oggi tra selfie e immaginazione, tra vanita' e fantasia, tra Narciso e Mickey Mouse preferisco Mickey Mouse. E quindi dimenticate secchi e selfie. Chiudete Facebook e fate lavorare l'immaginazione. E per qualche minuto godetevi questo video (del 1936).
Ci  rivediamo al prossimo post. Provero' a scrivervi dall'aldila'...oltre lo specchio.




mercoledì 13 agosto 2014

Titoli e saluti all'italiana

 - Dottor Bianchi come sta?
 - Avvocato Rossi, che piacere rivederla!
 - Ingegner Verdi, anche lei qui?
 - Carissimo, mi saluti tanto l'Architetto Neri.
Penso spesso che attraverso le sfumature della lingua sia possibile cogliere alcune caratteristiche di un popolo. Alcuni mesi fa ricevetti un'email da parte di una conoscente che ci tenne tanto a firmarsi Dottoressa seguita dal nome e cognome. Mi fece un effetto strano. Come un prurito.
Le parole sono importanti diceva Nanni Moretti in un suo celebre film.
E anche Paolo Villaggio ridicolizzo' questa mania tutta italiana con la sua celebre Contessa Serbelloni Mazzanti vien dal Mare e il Direttor. Dott. Ing. Gran Ladr di Gran Croc. Pezz. di Merd. Cosa vogliono comunicarci queste persone quando si fregiano di titoli come Dottore, Avvocato, Ingegnere, Architetto? Che sono persone piu' rispettabili di altre perche' hanno conseguito determinati studi? Che un muratore o un contadino devono portare un rispetto particolare verso di loro?
Insomma una mentalita' da societa' divisa in caste, in persone piu' e meno importanti, una mentalita' da "lei non sa chi sono io".
Quando ho detto ai miei colleghi americani che in Italia chi ha una laurea viene solitamente chiamato Dottore sono rimasti un po' perplessi e poi prontamente uno di loro mi ha detto: Ma allora qui quasi tutti i ragazzi sono Dottori! 
Credo che per loro la nostra ostentazione di titoli non sia altro che un modo un po' buffo per mettere in mostra delle qualita' o dei traguardi facilmente raggiungibili da tutti. E una semplice laurea, di qualsiasi tipo essa sia, non e' certo un metodo per distinguersi o velatamente sentirsi migliori o piu' rispettabili degli altri.
E cosi' per un paio di giorni scherzando in ufficio abbiamo iniziato a chiamarci Dottore e Dottoressa seguiti dai nostri cognomi di origine italiana, americana o asiatica. Mi ha fatto un effetto strano ma questa volta e' stato divertente.
Se c'e 'una cosa che mi piace degli Usa e' proprio il fatto che non qui non si avverte la differenza tra le persone. Che tu sia un contadino, un manager, un muratore, un presidente, un giardiniere o un professore qui sono tutti pari, allo stesso livello, e raramente c'e' quel senso di reverenza o inferiorita' che troppo spesso si vive nei rapporti interpersonali in Italia. E' difficile da spiegare ma e' il vero senso dell'uguaglianza. Nessuno si sente superiore o piu' titolato degli altri. Ognuno ha la propria storia e non importa dove e' riuscito ad arrvare. Se e' stato piu' bravo o piu' fortunato. Se ha acquisito o non ha acquisito dei titoli.
Ogni esistenza ha lo stesso valore delle altre. Semplice.
E non esiste il Lei o il Voi.
Esiste solo You. Che tu ti rivolga al cameriere o al Presidente degli Stati Uniti.
Solo You.

Appunto. Le parole sono importanti.