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giovedì 27 dicembre 2012

Il mio 2012

Cari amici, sta per finire il 2012. Avete presente quei video che mandano in tv a fine anno in cui mostrano gli eventi piu' significativi dell'anno che volge al termine? Per gioco, voglio rievocare gli eventi e alcune scene chiave del mio 2012.

Da Londra all'Italia (Febbraio): dopo un'esperienza lavorativa di 8 mesi a Londra per sostituire una ragazza andata in maternita', torno in Italia. Di nuovo in cerca di lavoro. E' stata una bella esperienza  ho vissuto in una capitale europea molto importante ma la Gran Bretagna non mi ha entusiasmato piu' di tanto. Londra e' molto cara e lo stipendio mi consentiva appena di sopravvivere. Tra l'altro dovevo condividere casa con un ragazzo tedesco la cui ragazza veniva spesso a trovarlo per lunghi periodi ed era una paranoica fissata con le pulizie. Ad esempio ha preteso che il ragazzo comprasse un materasso matrimoniale nuovo perche' anche se quello precedente era stato comprato dal padrone di casa solo poche settimane prima lei voleva vederlo con i suoi occhi uscire del cellofan. Poi passava ore ed ore con l'aspirapolvere rumorosissimo a strofinare e lucidare su e giu' per casa, magari anche dopo che lo avero passato io un paio di ore prima. Un vero incubo! Una vera malata cronica che cercava di dare ordini anche a me su come e quando fare le pulizie. Lei che era ospite... e con quel tono odioso ed arrogante!
La scena: dopo aver pulito (o meglio lucidato) piu' volte il bagno e aver tolto molti dei suoi capelli senza dirle niente, la crucca viene da me a dirmi che devo passare l'aspirapolvere (!) perche' ha trovato un mio capello per terra. Le rispondo a tono ma lei va via a chiudersi in camera. E poi continua per alcuni giorni con i suoi dispetti e il tono arrogante e poco rispettoso. Devo rimuovere questi ricordi!

Sfruttamento nel Sud Italia (Giugno): inizio a lavorare con un'azienda del Sud per un breve progetto. L'azienda mi paga solo 100 euro per il lavoro di una settimana, circa 50 ore e quindi 2 euro l'ora. Poi il titolare mi chiede di seguire un corso di formazione in azienda di due settimane, non pagato, di cui non capisco bene la finalita'. Dopo il corso esce allo scoperto con un'offerta ridicola per iniziare a lavorare al call center e "poi si vedra'". E' un contratto a progetto di 400 euro netti al mese, da rinnovare eventualmente di mese in mese. In azienda si sono comportati in modo disonesto facendomi lavorare sottopagato e tenendomi per settimane all'oscuro delle loro vere intenzioni. Una vera perdita di tempo e soldi.
La scena: nell'ufficio del titolare tra la sua incredulita' e quella del manager delle risorse umane, rifiuto la loro offerta, saluto e vado via.

L'importante decisione (Giugno): stanco dell'Italia e dell'esperienza lavorativa al Sud, decido che a Settembre partiro' per gli Stati Uniti. Ci potro' stare solo per tre mesi e cosi' da giugno a settembre invio decine di CV ad aziende italiane negli Stati Uniti per sondare il terreno.
La scena: l'email della prima azienda americana che risponde di farmi vedere, senza impegno, quando saro' in Usa. A questa email seguiranno email di altre compagnie.

Si parte per l'America! (Settembre): dopo centinaia di CV inviati e sopratutto dopo l'esperienza con l'azienda del Sud che mi ha disgustato e amareggiato, parto per una nuova avventura per gli Stati Uniti.
La scena: il mio arrivo al JFK, aereoporto in cui due anni fa avevo preso il volo per tornare in Italia pensando che non sarei piu' tornato in Usa. Le cose cambiano nei modi piu' inaspettati.

Offerta del mio ex capo americano (Settembre): il mio ex capo mi convoca per un colloquio e mi fa una proposta di lavoro. Lo stipendio che vorrebbe offrirmi e' molto piu' basso di quello che percepivo quando decisi di tornare in Italia, due anni fa. E davvero con quella cifra non si puo' vivere in Usa e il mio ex capo si e' comportato in modo poco corretto durante l'estate quando sapeva che sarei venuto di nuovo in Usa (con cose dette, non dette, e molte bugie per portare acqua al suo mulino) pero' e' comunque un buon segno e qualcosa che mi fa anche intimamente piacere. Non sono arrivato qui neanche da dieci giorni e ho comunque gia' ricevuto un'offerta di lavoro. Altro che l'Italia in cui nessuna compagnia ha risposto a centinaia di CV che ho inviato nei mesi. Mi sento ottimista per il futuro.
La scena: rifiuto l'offerta, stringo la mano al mio ex capo, saluto cordialmente e vado via.


Colloquio da Starbucks (Settembre): incontro il CEO di una importante compagnia di gioielli in un uno Starbucks per un colloquio. Mi dice che la compagnia potrebbe avere bisogno di uno come me e mi invita ad una festa in uno dei loro negozi e mi dice che dopo la festa potrei andare a fare una prova ai loro uffici di New York.
La scena: il CEO che durante il colloquio risponde brevemente ad una telefonata sul suo cell dicendo che richiama dopo perche' sta in una conversazione importante...e la mia mente che ritorna al mio primo colloquio con il titolare dell'azienda del Sud Italia, con la sua camicia aperta e le sue catenine d'oro in bella vista, che rispondeva sempre al telefono, come se io non ci fossi, dilungandosi per parlare di cavolate come chi si era portato a letto la sera prima il suo interlocutore. Ed io che ero li costretto ad aspettare e a dover ascoltare tutto.

Visita a Ground Zero e Freedom Tower (Ottobre): visita a Ground Zero e alla Freedom Tower in costruzione.
La scena: alzando la testa verso la Freedom Tower quasi terminata mi viene in mente che Ground Zero e Freedom Tower sono proprio i "luoghi-metafora" del mio periodo piu' recente. Dopo essere stato distrutto moralmente in Italia, soprattutto per la situazione lavorativa, non mi sono buttato giu' e sto cercado di rialzarmi per costruirmi una nuova vita. E cosi' mi affeziono sempre piu' alla Freedom Tower.

Festa di lusso a Manhattan (Ottobre): vado alla festa in uno dei negozi dell'azienda di gioielli a NYC. Ci sono gioielli costosissimi, gente ricchissima in giacca e cravatta e vestito da sera, camerieri con dei vassoi che servono champagne e tramezzini deliziosi a tutti noi in piedi, stretti in quel piccolo ma prestigiosissimo showroom. Non mi sento molto a mio agio ma fingo di esserlo. Dovevo essere a quella festa perche' mi ha invitato il CEO che potrebbe offrirmi un buon posto di lavoro e alla fine e' stata anche questa un'esperienza nuova.
La scena: il cameriere che inciampa proprio su di me versando sulla mia giacca un bel po' di champagne. Una donna impellicciata, molto gentile, viene a cercare di pulirmi con un fazzoletto. Sdrammatizzo, sorrido e dico a tutti di non preoccuparsi. Magari mi portera' fortuna? E' un segno del destino?

Offerta azienda articoli sportivi (Ottobre): ricevo la seconda offerta lavorativa da quando sono in Usa e questa e' piu' interessante di quella del mio ex capo anche se, nel caso accettassi, dovrei pagarmi assicurazione medica e spese per il visa. Stringo la mano al manager, sostanzialmente accetto l'offerta ma con il manager ci accordiamo che entro pochi giorni devo fargli sapere se il mio immigration lawyer conferma che e' facile ottenere un work visa con questa compagnia.
La scena: il manager che alla fine del colloquio mi dice che ha bisogno di una mano da parte mia gia' a novembre e che vorrebbe farmi gia' un primo training, facendomi capire con questa frase che ha scelto me tra tutti gli altri che hanno sostenuto il colloquio in precedenza.
  
Secondo colloquio con l'azienda gioielli (Ottobre): ricevo la terza offerta lavorativa da quando sono in Usa ed e' molto piu' alta di quella della compagnia di articoli sportivi. Si tratta dell'azienda che mi ha invitato alla festa qualche giorno prima MA vorrebbe prima tenermi in prova per almeno un mese, a novembre. Se la prova va bene (come si aspettano) il quartier generale in Italia deve approvare il budget per la sede americana che si attivera' per farmi il Visa e potro' tornare a lavorare in Usa a inizio 2013.
La scena: il CEO che mi dice che possono pagarmi uno stipendio piu' alto, l'assicurazione medica e (addirittura) anche il Visa per cercare di convincermi ad accettare la sua proposta e strapparmi all'azienda di articoli sportivi alla quale avevo praticamente detto si.

La decisione rischiosa (Ottobre): dopo averci riflettutto a lungo rifiuto l'offerta sicura della compagnia di articoli sportivi e accetto l'offerta non certa dell'azienda di gioielli. Se il periodo di prova va bene, proporranno la mia assunzione alla sede italiana e potro' ritrasferirmi stabilmente in Usa a partire da Marzo.
La scena: il mio click su invia email alla compagnia di articoli sportivi in cui declino gentilmente la loro offerta, per fare la prova con l'azienda di gioielli. Dopo quell'email non si torna indietro, avro' tutto o niente. Ma voglio rischiare.

Uragano Sandy (Ottobre): il 30 ottobre si abbatte anche in Connecticut l'uragano Sandy e alle 4pm va via la corrente che ritornera' solo dopo sette lunghi giorni. Restiamo in casa senza acqua, senza riscaldamento, senza luce, senza telefono e senza internet. E' stata davvero dura.
La scena: il mattino dopo l'uragano, quando cerchiamo di andare in centro con la macchina e quasi tutte le strade sono bloccate da grossi tronchi d'albero che sono stati abbattuti dal vento e che hanno strappato via molti cavi della luce e del telefono.
Altra Scena: io e F che bussiamo alla porta dei pompieri vicino casa e loro che (gentilissimi)  riempiono un nostro bidone da 20 litri per l'acqua. Saremmo poi andati da loro a farcelo riempire almeno due volte al giorno.

Elezioni Presidenziali (Novembre): Obama viene rieletto Presidente degli Stati Uniti d'America.
La scena (o in questo caso lo stato d'animo): mentre Obama festeggia mi torna in mente il primo dibattito Obama vs Romney di qualche settimana prima. La concretezza dei due candidati nell'esposizione dei programmi e il rispetto reciproco mi fanno venire una certa tristezza pensando ai nostri politici italiani che neanche vanno al confronto se dai sondaggi sentono di essere in vantaggio, e non spiegano mai i programmi mostrando poco rispetto sia verso l'avversario che verso lo sfidante.

Bufera di neve in autostrada (Novembre): dopo pochi giorni dall'uragano Sandy arriva anche una tempesta di neve e io mi trovo bloccato in autostrada per molte ore. Molte macchine si fermano ai lati della strada perche' non riescono a proseguire mentre la mia (o meglio e' la macchina che mi ha prestato un caro amico americano) fa fatica e slitta ma lentamente riesco, non so come, ad arrivare a casa.
La scena: io che esco dall'autostrada e vado in un negozietto di una gas station di una paesino innevato e chiedo se c'e' un hotel nelle vicinanze. Purtroppo non c'e'. E allora ritorno lentamente in autostrada, verso casa.
Altra scena: uno spazzaneve che entra in autostrada e mi metto a seguirlo con la macchina attaccato a un metro dietro di esso riuscendo cosi' a fare un lungo tratto senza problemi. Furbizia italica.


Gli occhi lucidi di F (Dicembre): e' arrivato il giorno. Devo partire. Prima di andare all'aereoporto saluto Mr. M e il figlio F che mi hanno gentilmente ospitato facendomi sentire a casa mia per ben tre mesi senza volere un dollaro da me. A volte mi meraviglio della gentilezza delle persone. Avevo vissuto da loro in passato pagandogli l'affitto ma ora hanno voluto ospitarmi in casa loro gratis. Ho cercato di rendermi utile e di fare loro compagnia. Sono uscito spesso con F che ha qualche problema di apprendimento e non esce spesso perche' il padre e' un po' severo e lo tiene ancora sotto una campana di vetro. Siamo andati al cinema, allo zoo e in tanti altri posti. E si e' divertito molto e ne sono contento.
La scena: F che mi saluta abbracciandomi e con gli occhi lucidi.

Volo di ritorno in Italia (Dicembre): dopo tre mesi intensi in Usa torno in Italia. Sono di nuovo al JFK questa volta in direzione Italia. Avanti e indietro per il JFK non so piu' tra Italia e Usa quale sia l'avanti e quale sia l'indietro. Porto con me molte esperienze, il rafforzamento di alcune amicizie, tre offerte di lavoro di cui due rifiutate e una molto buona che potrebbe concretizzarsi a inizio 2013. Ora la speranza e' di tornare a trasferirmi negli Usa. Ma devo attendere fino a fine gennaio per avere delle certezze.
La scena: il decollo dell'aereo dal JFK e le luci di NYC dall'alto. Forse tornero' presto ed e' solo un Arrivederci America.

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale con Dominick the Donkey

Buon Natale a tutti!
Stamattina, non so perche', mi e' venuta in mente una canzone italo-americana molto nota in Usa, Dominick the Donkey.
Ho conosciuto molti italo-americani e alcune delle loro frasi sull'Italia tornano spesso alla mia mente:
-In Italia i vostri frigoriferi sono sempre vuoti.
-In Italia la gente non si lava spesso per non consumare troppa acqua e poi puzza.
-In Italia la gente lava i piatti a mano per non consumare troppa acqua e poi pochi hanno la lavastoviglie.
-In Italia hanno tutti le macchine piccole e ci sono solo strade strette e scomodissime.
-In Italia nei piccoli paesi e' vero che le persone vanno in giro con il ciuccio?
Ed ecco a voi la canzoncina del luogo comune. Vabe' e' Natale. Tanti auguri a tutti, anche agli Italo-Americani con le idee leggermente distorte dell'Italia:



domenica 16 dicembre 2012

Altre considerazioni sul porto d'armi in USA

Continuando a riflettere sul tema delle armi (facili da ottenere) negli Stati Uniti devo dire che ci sono anche alcune considerazioni rispettabili di chi e' a favore.
Vivendo in Usa ho notato che moltissime case si trovano in delle zone estremamente isolate. In alcune aree le distanze tra una casa e l'altra possono essere anche di alcuni Km e inoltre sono al livello della strada attorniate solo da un prato verde, senza cancelli o staccionate. Girando in macchina per il Maine, il Connecticut, upstate New York ho pensato piu' volte che se dei ladri, dei balordi o degli assassini volessero entrare in una di queste case, non avrebbero assolutamente problemi. Basta che sfondino una porta o rompano una finestra (di solito senza inferriate) e saranno all'interno della casa.  A quel punto come puo' difendersi una famiglia? Magari qualcuno riesce a telefonare la polizia che anche se solitamente e' molto veloce, potrebbe arrivare quando ormai e' troppo tardi. I delinquenti potrebbero sterminare un'intera famiglia e andare via indisturbati senza che nessuno nelle vicinanze abbia visto o sentito niente. In questi casi e' difficile essere contro il possesso d'armi che puo' essere un deterrente per i criminali e puo' consentire alle persone innocenti (e altrimenti indifese) di salvarsi la vita.
Sicuramente il problema delle armi che troppo spesso vanno in mani sbagliate c'e' e va risolto.
Ma come si puo' fare? Possiamo improvvisamente togliere tutte le armi a tutti i cittadini? Si tratta di milioni di armi. Confiscarle farebbe scoppiare una rivoluzione, forse una nuova guerra civile anche perche' magari poi i delinquenti riuscirebbero comunque ad ottenere le armi illegalmente, tramite il mercato nero, e milioni di Americani resterebbero improvvisamente indifesi contro di loro.
Forse si potrebbero fare controlli piu' severi sulla salute mentale di chi compra un'arma. Si potrebbe anche non vendere le armi a genitori che hanno figli con problemi mentali ma sicuramente verra' invocato il concetto di liberta' individuale. Perche' io genitore e persona libera non posso avere un'arma da fuoco, solo perche' mio figlio ha problemi mentali? E la mia liberta' perche' deve essere limitata? Sono sicuro che nascerebbe questo tipo di protesta.
E poi chi mi garantisce che una persona che e' sana oggi non possa iniziare ad avere problemi mentali domani?
Ripeto che penso che il problema vada risolto anche se non so bene come e so che e' troppo facile scagliarsi contro l'uso delle armi da fuoco senza fare proposte concrete come spesso accade. Volevo solo sottolineare con questo secondo post che e' sempre anche interessante capire le ragioni di chi e' a favore, non solo di chi e' contro. La verita' e la soluzione molto spesso sta nel mezzo.
Io comunque ho una mia proposta, forse semplicistica, ma potrebbe essere un inizio. Potrebbero vendere le armi solo con un microchip. Poiche' un'arma va utilizzata in caso di emergenza solo in casa, per difesa, se l'arma esce di casa, un segnale viene inviato alla polizia che cerca subito di contattare il proprietario dell'arma e/o di fermarlo. Multe salate o anche il carcere possono essere previste per chi porta un'arma fuori casa. Sicuramente letragedie familiari in questo modo possono sempre accadere ma almeno si eviterebbero stragi in luoghi pubblici come stadi, cinema e scuole. Dite che sia fattibile? 

sabato 15 dicembre 2012

Strage in Connecticut e armi da fuoco

Ieri a Newton, CT, a poche miglia dalla citta' in cui ho abitato per molti anni, un ragazzo e' entrato armato in una scuola e ha compiuto una strage sanguinosa uccidendo 20 bambini e 6 adulti. Da ieri gli Stati Uniti sono sotto shock e si chiedono il perche' di questo insano gesto anche se a dire la verita' non e' il primo episodio del genere. Ricorderete anche voi che solo pochi mesi fa in Colorado un ragazzo entro' in un cinema durante la prima del film Batman, inizio' a sparare all'impazzata e fece un'altra terribile carneficina. E ricorderete anche il massacro di alcuni anni fa alla Columbine High School, immortalata anche in Bowling for Columbine di Michael Moore. Il problema della diffusione delle armi in Usa e' molto serio e andrebbe affrontato una volta per tutte. Molti Americani chiedono oggi al Presidente Obama di occuparsene e lui, che si e' mostrato turbato e commosso, sembra disponibile a farlo.
Leggendo i commenti di molti Americani su vari siti, forum e social network la mia impressione e' pero' che noi Italiani, ed Europei, non riusciamo totalmente a comprendere il punto di vista degli Americani sul possesso delle armi da fuoco. Mi sarei aspettato, infatti, una marea di commenti concordi nel chiedere a gran voce una limitazione o una regolamentazione dell'uso delle armi da fuoco. Invece ho notato che ci sono anche molti Americani, che pur essendo sgomenti per la strage,  non mettono minimamente in discussione il diritto al possesso di armi da fuoco. Sembra che per molti Americani le armi da fuoco siano simili, chesso', ad un camino per il fuoco che sicuramente potrebbe sempre essere la causa di un incendio ma non per questo bisogna eliminarne l'uso.
Se volete sapere quale e' la mia opinione, beh e' quella che prevale in Italia e cioe' che in Usa si ottengono armi con troppa facilita' ma mettendo da parte questa ovvia considerazione e' per me molto interessante riuscire a capire meglio il punto di vista degli Americani a favore delle armi da fuoco.
Probabilmente nell'uso personale delle armi molti vedono un senso di giustizia e di uguaglianza. Non a caso Samuel Colt, l'uomo che commercializzo' la prima rivoltella, disse: Dio ha creato gli uomini alti e bassi. Io li ho resi tutti uguali.
E non bisogna dimenticare che la legittimita' di avere un porto d'armi e' scolpito anche nella costituzione americana e piu' precisamente nel II emendamento che recita cosi': Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.
Per essere precisi l'emendamento risale a oltre due secoli fa quando era forte l'esigenza di difendersi  dalle occupazioni dell'Impero britannico e spagnolo ma poi e' rimasto come uno dei capisaldi della liberta' americana.
Non so cosa succedera' e non ho idea di come si possa risolvere il problema. Sono curioso di vedere se davvero Obama avra' il coraggio di cambiare le leggi e se ci sara' una forte opposizione da parte delle lobby delle industrie di armi. Se ci fosse tra i lettori del blog un americano a favore delle armi da fuoco sarebbe interessante leggere il suo punto di vista (e so che ci sono anche tante buone ragioni a favore).
Vorrei segnalare un'ultima cosa a riguardo.
Oggi al TG1 hanno detto, testuali parole: In Usa le armi vengono vendute in tutti i supermercati e ci sono piu' armerie che negozi di alimentari.
Ho vissuto in Usa per tanti anni e di armi nei supermercati non ne ho mai vista l'ombra. Figuriamoci poi se ci sono piu' armerie che negozi di alimentari! Mi chiedo perche' debbano inventare queste notizie. Magari e' il caso di qualche paesino del centro (ogni Stato ha regole differenti) ma non possono generalizzare in questo modo. Il problema c'e' e va risolto, nessuno lo nega, ma e' anche cosi' che nasce in molti Italiani una visione distorta degli Stati Uniti. Ed e' anche cosi' che nasce l'antiamericanismo.

mercoledì 12 dicembre 2012

Ragazzi in fuga, cosi' l'Italia perde i cervelli

Tornando sul tema giovani italiani e cervelli in fuga, oggi ho letto questo articolo molto interessante.
Premetto che la definizione "cervelli in fuga" non mi piace molto perche' i giovani italiani che emigrano non sono tutti scienziati. Sono spesso persone comuni con un'intelligenza nella media, non superiore a quella dei giovani italiani che hanno deciso di restare e lottare in Italia. Forse i giovani emigranti hanno semplicemente avuto una spinta in piu' a partire. Forse hanno avuto troppe esperienze negative in Italia. Forse sono stufi dei contratti a progetto sottopagati. Forse hanno voglia di mettersi alla prova e fare un'esperienza all'estero. La costante confermata da tutti e' che appena sono fuori dall'Italia, questi ragazzi riescono in un modo o in un altro a trovare la propria strada e a vivere in un modo dignitoso in un Paese in cui le persone hanno piu' senso civico e rispetto verso il prossimo. Ecco l'articolo, che contiene anche 5 brevi video da parte di connazionali che vivono all'estero: Ragazzi in fuga, cosi' l'Italia perde i cervelli. In particolare mi e' piaciuto il video di Fabrizio.

martedì 11 dicembre 2012

Vizi e virtu' degli Italiani

Ciao a tutti, come molti di voi sapete sono tornato nella cara Italia due giorni fa e ora restero' in attesa di buone notizie dagli States. Scrivero' presto un post sui momenti topici dei miei tre mesi oltreoceano.
Al mio ritorno in Italia ho trovato il clima politico surriscaldato per le imminenti elezioni politiche. In TV non fanno che parlare d'altro e anche i discorsi della gente sono tutti pro o contro questo o quel politico. Qualche tempo fa dissi la mia sullo sport nazionale italico di addossare tutte le colpe dei nostri problemi sempre e solo ai politici: Il capro espiatorio ovvero i politici italiani.
Oggi vorrei condividere con voi questo stupendo intervento di Flavio Insinna che ci parla dei vizi e delle virtu' degli Italiani. Raramente in TV si riesce ad ascoltare un intervento cosi' originale e soprattutto onesto, che dovrebbe farci aprire gli occhi. Condivido al 100% il suo pensiero e spero che piaccia anche a voi lettori.

VIZI E VIRTU DEGLI ITALIANI:

LA SCENA DE I MOSTRI:

lunedì 10 dicembre 2012

Giovani italiani e americani

Pochi giorni fa sono andato a salutare due amici italo-americani, marito e moglie di origini siciliane che ho conosciuto ad una festa italiana. Era sabato mattina e mi hanno offerto un buon cappuccino, bagels con cream cheese e dei biscotti. A un certo punto dal piano di sopra scende la figlia poco piu' che ventenne, si presenta velocemente e va via di fretta perche' deve andare a lavorare come  baby sitter (per una famiglia di milionari). Poi scende giu' anche il fratello, sui 24 anni, e anche lui e' di fretta perche' sta andando a lavorare. Fa il cuoco in un ristorante rinomato e tempo fa una TV gli fece anche un'intervista su alcune sue ricette. Resto sempre molto meravigliato quando vedo dei ragazzini americani che sono gia' in carriera o comunque tutti presi dal lavoro.
Il caso ha voluto che il giorno dopo quella visita si svolgessero in Italia le primarie del centro sinistra in cui il giovane Renzi non e' riuscito a conquistare le preferenze della maggioranza degli elettori e ha perso la sua sfida contro il vecchio Bersani. A quel punto sono partito con il mio frullato di idee, considerazioni e paragoni.
Giovani italiani e giovani americani. Perche' siamo cosi' diversi? Siamo davvero un paese per vecchi? No Country for young men?
La mia prima considerazione e' che il giovane in Italia e' considerato semplicemente un immaturo o uno schiavetto da sfruttare. Mentre negli Stati Uniti un impiegato di 50 anni puo' avere "sopra di se" un manager di 30 anni, in Italia questo scenario sarebbe dai confini della realta'.
Il datore di lavoro americano punta sul giovane e lo so per esperienza personale. Ma perche'?
Mi sono dato questa risposta: in Usa se tu giovane ragazzo volenteroso e capace inizi a lavorare chesso' a 35mila dollari l'anno, dopo qualche anno il tuo stipendio sale a 40mila, 45mila, 50mila. Chiamasi meritocrazia.
In Italia se tu giovane ragazzo volenteroso e capace inizi a lavorare, dopo vari stage e contratto a progetto non retribuiti, a 20mila euro l'anno...passeranno due, tre, cinque, dieci, venti anni ma, mi spiace per te, sempre 20mila o giu di li porterai a casa.
Quindi il datore di lavoro americano se puo' licenzia l'anziano che e' arrivato a guadagnare tanto e assume il giovane in gamba perche' gli portera' un vantaggio in termini economici. E pazienza se non ha l'esperienza di un anziano, probabilmente la non-esperienza verra' compensata da una maggiore energia, volonta' ed entusiasmo. E' giusto e vantaggioso investire sul giovane, l'importante e' che sembri volenteroso e capace. Il resto potra' impararlo sul lavoro.
In Italia l'anziano guadagna quasi quanto un giovane appena assunto. E quindi perche' l'imprenditore dovrebbe assumere il giovane? A (quasi) parita' di stipendio, meglio tenersi un anziano che ha piu' esperienza e non e' da formare.
Un'altra differenza tra il giovane italiano e il giovane americano e' la loro preparazione appena usciti dall'universita'. Nei college americani non esiste il concetto del fuori corso, il sistema e' organizzato bene e cosi' a 22-23 anni sono tutti laureati e pronti ad entrare nel mercato del lavoro. In Italia il sistema dei corsi in cui il prof spiega per mesi e solo dopo si inizia a studiare e l'organizzazione degli esami che si possono rimandare a quando ci si sente piu' preparati, consente allo studente di impigrirsi e cosi'  passano gli anni e i giovani si trovano ancora li a 30 anni al 4 o 5 anno fuori corso a vedere la laurea come un traguardo che prima o poi arrivera'.
Inoltre le universita' italiane non ci preparano al mondo del lavoro e puntano ancora troppo sulla teoria e sulla cultura generale. Ad esempio quando ho frequentato lingue e letterature straniere ho dovuto dare solo 7 esami di queste materie ma altri 12 erano erano esami complementari: storia contemporanea, letteratura italiana, antropologia culturale, storia delle religioni e simili. Ok un ragazzo americano non avra' la cultura generale di un italiano ma cosa se ne fa un datore di lavoro di un giovane che conosce la storia del futurismo o di tutte le dittature del 20 secolo?
In tutto questo entra in gioco anche la differenza tra mentalita'. Quando i ragazzi americani compiono 18 anni i genitori li mandano via, fuori di casa, out. Quella e' la porta, quello e' il mondo, trovati un lavoro e sii responsabile.
In Italia invece le nostre mamme ci dicono: copriti che prendi freddo e non tornare tardi a casa.
Tornare tardi a casa di chi? Dei genitori? E figuriamoci se volessimo andare a lavorare a centinaia di Km da casa. Cosa direbbero a casa? Cosi' lontano vuoi andare? Ma tu sei pazzo!
Ecco perche' i tempi non sono ancora maturi per un Matteo Renzi. E' ancora un giovanotto sui 40 anni che deve maturare e invecchiare di un paio di decenni per avere qualche speranza, mentre Obama a 47 era gia' Presidente degli Stati Uniti...


giovedì 6 dicembre 2012

Arrivederci America, torno subito

Cari lettori e supporters, sto preparando la valigia e tra due giorni torno in Italia...spero temporaneamente, in attesa della conferma da parte della compagnia di assumermi per il 2013. La prova-training e' andata molto bene e il CEO mi ha detto che e' molto soddisfatto e i colleghi quando ci siamo salutati (ieri e' stato il mio ultimo giorno) mi hanno detto in coro: we'll miss you.  Insomma anche loro sono molto ben disposti verso di me, sono gentili e amichevoli e a me sono tutti simpatici. E' un ambiente molto professionale ma anche molto allegro e tutto sembra andare nella giusta direzione ma la risposta fondamentale per il mio futuro arrivera' solo verso fine gennaio quando il "quartier generale" italiano dovrebbe approvare il budget per la sede americana che potra' quindi partire subito con le pratiche per il visa che dovrei vedere stampato sul passaporto entro fine febbraio e a marzo 2013 potro' tornare a lavorare stabilmente in Usa.
Solo una breve considerazione. Ieri il CEO della compagnia, dopo avermi ringraziato e aver fatto un brindisi per me con del Prosecco, mi ha detto (in privato) la cifra che mi verra' pagata per questo periodo di training-prova. Quale e' la cifra? Diciamo solo che e' quasi 10 volte la cifra che mi diede la compagnia degli imprenditori del Sud! Vi ricordate la storia?
Come faccio a non amare l'America? Non e' semplicemente una questione di soldi ma di rispetto che qui generalmente gli imprenditori hanno di te, della fiducia, della stima, del fatto che ti mettano alla prova e investano su di te. Non sei uno schiavo da sfruttare ma una risorsa da valorizzare. Ma che ne parliamo a fare? Comunque vada sono contento di non essermi depresso troppo dopo l'ultima scandalosa vicenda lavorativa che ho vissuto in Italia e di essermi rimesso in gioco per questo tentativo di tre mesi negli Stati Uniti e come immaginavo il futuro qui puo' cambiare anche in un breve periodo di tempo.
Grazie America per la fiducia che continui ad avere in me.
Per ora ti saluto cosi': Arriverci America, torno subito. 


lunedì 3 dicembre 2012

Tre mesi in Usa volgono al termine

Cari amici rieccomi qui, ancora per poco in Usa perche' sabato torno in Italia. Tre mesi sono letteralmente volati ma quante cose sono successe in questo breve periodo!
Vi aggiorno brevemente sul lavoro perche' so che siete curiosi. Pochi giorni fa il capo ha chiesto al manager con il quale sto facendo la prova e il training, cosa ne pensa di me e il manager gli ha detto che se fosse per lui mi assumerebbe anche subito e che non si farebbe sfuggire uno come me. E' stato molto gentile. 
Devo dire che ho creato un ottimo rapporto con il manager, forse perche' proviene dalla mia regione...cosa piu' unica che rara, anche se ho notato che spesso mi faceva dei trucchetti, il furbastro. Ad esempio mi diceva di continuare a fare delle cose in Excel come le stava facendo lui ma poi mi rendevo conto che c'erano metodi molto piu' veloci per ottenere gli stessi risultati (formule, Vlookup, Pivot Tables), tutte cose che lui sapeva usare benissimo ma a me faceva vedere dei metodi piu' lenti per procedere. Insomma l'ho capito subito, voleva vedere se prendevo l'iniziativa e usavo dei metodi piu' efficienti e veloci. Che personaggio!
Comunque quello stesso giorno in cui il capo ha chiesto di me al manager, e' arrivato a sorpresa il proprietario dell'azienda dall'Italia e il capo della sede americana me lo ha presentato dicendogli che mi stanno tenendo in prova da un mese, che la prova finora e' andata bene e (mettendomi amichevolmente la mano sulla spalla) che a breve mi faranno una proposta di lavoro. Molto gentile anche lui.
E proprio oggi e' arrivata la proposta che consiste in uno stipendio piuttosto buono che mi consentirebbe di vivere senza troppi problemi a New York e il visto di lavoro e l'assicurazione medica pagati dall'azienda. Bisogna pero' aspettare ancora l'ok da parte dell'azienda italiana, cioe' il quartier generale che entro fine gennaio valutera' il budget per la sede americana. A quel punto se ci sara' l'ok per la mia posizione, potremo partire con le pratiche per il work visa e tornero' in Usa verso Marzo.
Con tutti gli scongiuri del caso che mi serviranno fino a fine gennaio ora pero' posso proprio dire che, come pensavo, in tre mesi in Usa possono succedere molte piu' cose che in tre anni in Italia. Nel giro di solo poche settimane dal mio arrivo ho sostenuto molti colloqui, ho avuto tre offerte di lavoro e dopo solo un mese e mezzo ho gia' iniziato a lavorare-fare il training con un'azienda molto importante. Comunque vada, sono contento di aver preso la decisione di ripartire per gli States per provare a riaprire questa nuova avventura americana, anche so ho dovuto rischiare molto e rimettere in gioco tutti i miei risparmi. Ma chi non risica non rosica e quindi attendo fiducioso ed ottimista, a un passo dalla meta. Grazie a tutti per il supporto.
Stay tuned for more updates.

martedì 27 novembre 2012

Black Friday e Cyber Monday

Il quarto giovedi' di Novembre e' il giorno del Ringraziamento,  anche noto come Thanksgiving, ed e' la festa piu' importante per gli Americani, anche piu' del Natale perche' e' la festa di tutti gli Americani, indipendentemente dalla loro religione. Ma non voglio parlarvi del Thanksgiving ma della giornata successiva: il Black Friday. Cosa e'? E' la giornata in cui inizia lo shopping natalizio e in cui i negozi vendono a prezzi scontati, ma solo per quella giornata perche' poi i prezzi si riassesteranno sui valori precedenti. E' un venerdi' nero perche' i conti dei negozi non segnano piu' conti in rosso (come per quasi altro ogni giorno dell'anno) ma in nero, cioe' in positivo. Alcuni negozi aprono a mezzanotte o la mattina molto presto e c'e' gente che va ad accamparsi fuori con i sacchi a pelo per potersi accaparrare una TV o un PC a prezzo super vantaggioso. Anche il Thanksgiving ne e' condizionato o meglio il Black Friday e' uno degli argomenti di cui si parla molto...Sai ho visto quella TV LED, quel vestito, quel tablet. Aspetto da settimane ma domani vado a comprarlo. Tu hai visto qualcosa di interessante? Questi i discorsi che ricordo di alcuni parenti durante la cena di Thanksgiving di qualche anno fa.  In Usa non esiste la stagione dei saldi e gli sconti vengono offerti in solo in determinati giorni dell'anno e per questo gli Americani cercano di essere sempre informati per fiutare un affare magari tenendo anche d'occhio i negozi che all'improvviso espongono cartelli come Going out of business o Everything must go, in cui sostanzialmente ti stanno dicendo che il negozio sta fallendo e quindi vuole cercare di vendere piu' merce possibile per recuperare qualcosa anche a costo di offrire prezzi stracciati. Insomma come dicono qui bisogna shop around, cioe'guardarsi attorno e comparare i prezzi di molti negozi prima di acquistare un prodotto. 
Comunque per non farsi mancare niente gli Americani hanno pensato bene di "prolungare" il black friday e il lunedi' successivo c'e' il Cyber Monday. Cosa e'? Semplice, e' la giornata in cui i protagonisti degli sconti sono i negozi online.
Ma ritornando al Black Friday e alle manie americane vi lascio con la traduzione dell'immagine del post, molto satirica e divertente: Black Friday. Quando le persone calpestano gli altri per accaparrarsi prodotti scontati quando solo poche ore prima sono state riconoscenti per cio' che hanno gia'. E ora...che lo shopping abbia inizio! 

domenica 25 novembre 2012

Tra due settimane si ritorna in Italia

Ciao a tutti, tra due settimane ritorno in Italia.
Questi tre mesi negli States sono stati molto intensi e come prevedevo in tre mesi negli Usa possono accadere molte piu' cose che in tre mesi in Italia. Credo di aver fatto bene a partire, rischiare e ad investire quei pochi risparmi che avevo in questo tentativo. Alcuni amici mi hanno aiutato moltissimo nel farmi risparmiare un po' di soldi, altrimenti vivere in Usa per tre mesi senza un lavoro puo' costare una fortuna. In realta' non ho fatto troppo il turista perche' i primi mesi ero molto preso dalla ricerca di lavoro e dai vari colloqui e poi ho preferito trascorrere del tempo con le persone che gentilmente si sono offerte di ospitarmi a casa loro (gratis!)...e poi fare il turista costa e al momento devo stare attento ad ogni dollaro che spendo. Ma ci sara' tempo per godermi gli States se tornero' e mi sistemero' in un mio piccolo appartamento non lontano dall'ufficio e quindi non lontano da NYC.
Ora devo tornare in Italia perche' i tre mesi da turista stanno per scadere. Trascorrero' sicuramente delle belle vacanze con famiglia e amici e poi attendero' buone notizie dagli States.
Se tutto andra' bene, la compagnia mi assumera', fara' le pratiche per il work visa e potro' tornare qui in Usa tra febbraio e marzo. Fingers crossed e stay tuned!

giovedì 22 novembre 2012

100 delle cose che ho imparato in America

Ciao a tutti, dopo aver letto 50 delle cose che ho imparato in Italia di un'Americana a Roma mi e' venuta voglia di scrivere 100 delle cose che ho imparato in America:
  1. In America puoi pagare tutto con debit o credit card, anche un caffe'. 
  2. Se in un negozio paghi piu' di $100 in contanti potrebbero credere che tu sia uno spacciatore o un tipo losco. Perche' non paghi con le carte? Vuoi evitare che i tuoi movimenti vengano tracciati? Cosa hai da nascondere? Forse non hai una debit o credit card perche' la banca non te l'ha concessa? Cosa hai fatto di grave per non averne una?  
  3. Bere una birra al lavoro in pausa pranzo? Non vorrai essere considerato un alcolizzato! Bere sul lavoro e' immorale e pericoloso. Chissa' cosa pensano gli Americani quando vedono i nostri muratori accompagnare un panino con una bella Peroni camminando sulle impalcature.
  4. Una tetta al Superbowl fa scandalo, una tetta che allatta un bambino in metropolitana e' normale. E' l'intenzione della tetta a fare la differenza.
  5. Le macchine si fermano a far passare i pedoni! Ogni volta che succede mi sembra di stare in un film di Mary Poppins dove sono tutti gentili fino all'inverosimile.
  6. Basta che un albero cada sui cavi della corrente e puoi restare senza luce, acqua, riscaldamento, telefono anche per molti giorni. Ma perche' non mettono i cavi sotto terra?
  7. E' scientificamente provato che l'Hummer e' la macchina grande di chi ce l'ha piccolo.
  8. Hanno il coraggio di chiamare "pizza" una cosa curiosa dalla forma rotonda sulla quale mettono chili di formaggio e litri di olio. 
  9. Gli spaghetti, questi sconosciuti: ho visto piu' di un'americana lasciarli in ammollo in acqua per vari minuti dopo aver spento la fiamma, invece di scolare l'acqua subito. E vogliamo parlare di quando al ristorante te li servono come contorno? 
  10. Inventano malattie come l'ADD per cui se sei solo un po' sbadato devi curarti e comprare le pilloline. Le case farmaceutiche ringraziano e i suoi creativi pensano ad una nuova malattia da introdurre sul mercato.
  11. Se non in rari casi, come il corso di Public Speaking, all'universita' non esistono gli esami orali. Quasi tutto e' sotto forma di test a scelta multipla, forse anche per evitare i voti a simpatia e antipatia del professore. Questi test possono sembrare facili ma in base a come sono strutturate le domande possono diventare estremamente difficili! 
  12. Non esiste il fenomeno del fuori corso semplicemente perche' le universita' americane sono organizzate meglio.
  13. Il bidet? Mai visto uno. Forse e' considerato un oggetto peccaminoso. O forse e' considerato inutile, non lo so. In compenso gli Americani si fanno almeno una doccia al giorno.
  14. L'accappatoio viene usato solo a mo' di vestaglia da domenica mattina. Per asciugarsi dopo una doccia o un bagno, usano due grosse asciugamani. Che scomodita'. 
  15. Se qualcuno per strada ti chiede una sigaretta, poi vuole pagartela 25 centesimi per sdebitarsi.
  16. E' molto facile che un ragazzino venga in possesso di una pistola e se sclera la strage in una scuola e' un probabile evento tragico.
  17. E' facile capire che le persone con magliette a maniche corte anche di inverno sono Americani...cosi' come e' facile capire che quelle persone ben vestite e tutte imbacuccate con cappotti, sciarpe e cappelli di lana sono Italiani (Copriti se no ti ammali non e' una frase che gli Americani hanno sentito spesso durante la loro infanzia).
  18. In autostrada se vai un po' piano in macchina nessuno ti sfanala arrogantemente standoti attaccato a due metri di distanza e costringendoti ad accellerare o a gettarti subito sull'altra corsia per evitare la collisione.
  19. Attenzione a servire il coniglio con le patate ad una cena con degli Americani. Per loro il coniglio e' un dolce animale domestico come un cagnolino o un gattino. Potrebbero andarsene via disgustati.
  20. Sara' un caso, ma noi Italiani diciamo Io non ci credo mentre gli Americani dicono I don't buy it.
  21. Le donne americane non sanno fare il ragu' e forse per questo restano incantate anche solo a vedere dei cuochi mediocri che cucinano piatti mediocri ma lo fanno in modo spettacolare...mia madre e mia nonna usano meno effetti speciali e non raccontano troppe barzellette ma i loro piatti sono sicuramente migliori.
  22. In ufficio c'e' il casual friday: ogni venerdi' puoi quindi vedere il tuo capo non piu' in giacca e cravatta ma in bermuda e camicia hawaiana.
  23. Le file vengono rispettate. E prova a tagliarla. Le altre persone non stanno zitte e potrebbero anche chiamare la polizia.
  24. Per parlare dei loro bisogni corporali usano delle espressioni in codice: number 1 e number 2.
  25. Una bottiglia di Coca Cola costa meno di una bottiglia d'acqua.
  26. In molti fast food c'e' il free refill: ordini un panino e una Coca Cola e puoi riempirti il bicchiere quante volte vuoi. Penso allo stesso scenario a Napoli... la gente entrerebbe nei fast food con le damigiane.
  27. Puoi pensare di aver ordinato una bella pizza con pezzi di patate ma poi quando l'addenti c'e' qualcosa di strano, le patate sono dolci? Ah ecco perche', sono ananas!
  28. Il Parmesan non e' il Parmigiano. 
  29. Al lavoro ti concedono solo 5 giorni di malattia all'anno. E se ti ammali per 6 giorni? Non ho ancora capito che succede. Probabilmente non ti viene pagata la giornata ma forse darsi malati per oltre 5 giorni all'anno e' considerata una furberia da gente pigra.
  30. Pensano che tutti in Italia abbiano automobili piccole piccole per guidare agevolmente nelle strette e tortuose stradine di paese o di montagna.
  31. L'insalata puo' diventare piu' calorica di una bomba al cioccolato per via delle loro salsine ipercaloriche.
  32. Gli Americani hanno le mandibole geneticamente modificate per poter addentare i loro paninoni a quattro strati di hamburger.
  33. Il cappuccino lo bevono anche dopo pranzo o dopo cena. In effetti, perche' no?
  34. L’aria condizionata e' una religione. Caldissima d'inverno, freddissima d'estate. Pero' dopo un po' ci si abitua e si soffre da cani quando si torna in Italia e  cosi' quando inizi a lamentarti con tutti perche' non la usano ti dicono: ecco, e' arrivato l'Americano.
  35. A Thanksgiving il Presidente grazia un tacchino che non verra' ucciso e servito in tavola.
  36. Le religioni si vendono al supermercato in libro+DVD, non lontano da insalate e detersivi.
  37. I tifosi di squadre avversarie di baseball, football, hockey, basket vanno allo stadio con i loro figli e siedono uno accanto all'altro, non vengono divisi in settori e stranamente non sentono il bisogno di sfracassarsi di mazzate. Una partita e' uno spettacolo come andare al cinema, chi avrebbe istinti omicidi verso gli altri spettatori durante un film di Verdone o Benigni?
  38. Credono che un piatto chiamato Fettuccine Alfredo, note in qualsiasi ristorante americano, sia un tipico piatto italiano. Mai sentito in vita mia. 
  39. Tutti gli Italiani sono fan degli spaghetti con le polpette e mangiano spesso il "famoso" panino italiano con le polpette? Mah, mai mangiato uno in vita mia.
  40. Ci sono bandiere americane ovunque...ma stranamente anche se non ci sono i mondiali di calcio.
  41. Si puo' ordinare un hamburger, fare operazioni bancarie o imbucare delle lettere semplicemente restando comodamente seduti in macchina, abbassando il finestrino e allungando il braccio.
  42. Non si oblitera il biglietto prima di salire sul treno. Se il controllore passa ad ogni fermata e fa il proprio dovere perche' mai i passeggeri dovrebbero obliterare?
  43. Se un bambino ama giocare con la Playstation e non ha troppa voglia di fare i compiti e' bene  mandarlo dallo psicologo per capire quale e' il suo problema. Poi magari il fatto che va dallo psicologo puo' farlo complessare e allora solo a quel punto nasce il suo problema.
  44. Con Netflix puoi noleggiare qualsiasi film in Dvd che ti arriva per posta in soli due giorni. E non se ne perde mai uno.
  45. Puoi inviare una lettera da NY a San Francisco e arriva in  tre, quattro giorni al massimo, praticamente e' la stessa distanza dalla Svezia all'Italia. Pero' chissa' perche' in Italia una cartolina da Napoli a Roma puo' impiegarci settimane ad arrivare, sempre se non si perde.
  46. Da Starbucks puoi usare internet gratis e nessuno verra' a chiederti di ordinare qualcosa.
  47. Le piazze o le vie del passeggio non esistono. Magari si va al Mall. 
  48. I candidati alla Casa Bianca si sfidano a confronto sempre e comunque anche se uno dei due crede di essere in netto vantaggio. Lo scopo non e' solo vincere le elezioni ma rispettare gli elettori parlando del programma e facendo risaltare le differenze con l'altro candidato.
  49. Si possono sostenere dei colloqui di lavoro da Starbucks, con il capo di una importante multinazionale che prima di farti delle domande ti offre un cappuccino.
  50. Si puo' perdere la casa se bisogna operarsi e non si ha una buona assicurazione medica.
  51. Molte scuole sono dotate di metal detector.
  52. Qui dicono one cannoli, two cannolis. One panini, two paninis. Sono cose che fanno male al cuore ma purtroppo e' cosi'. E qualche giorno fa ci sono cascato anche io, ordinando ten cannolis, con la s alla fine! Chiedo scusa all'Italia e ai padri della lingua.
  53. Bravo viene usato anche per acclamare un'intera orchestra. Sti Americani fanno una confusione tra singolari e plurali di parole straniere...
  54. Nei negozi di abbigliamento come Macy's puoi provare tutto cio' che vuoi e poi lasciare tutto in camerino. Qualcuno li prendera', li pieghera' e li rimettera a posto. Sono pagati anche per questo, no?
  55. Ovunque vai (o quasi) troverai sempre parcheggio.
  56. La mancia nei ristoranti e' obbligatoria. Amici italiani in vacanza, non fate finta che non ve lo abbia detto e non fatemi fare brutte figure, please.
  57. Puoi avere 50 anni ed essere sotto le direttive di un manager che ne ha 25.
  58. Fare un complimento o raccontare una barzelletta piccante ad una collega puo' causarti dei problemi. Lo chiamano sexual harassment.
  59. Compri una birra in un supermercato e te la mettono in una bustina di carta marrone. Per nascondere il frutto del peccato? Retaggio del periodo proibizionista?
  60. Se le previsioni del tempo dicono che alle 2pm inizia a nevicare e all'1 e 50 non si vede un fiocco di neve, non uscite di casa. Fidatevi, alle 2pm iniziera' a nevicare. Le previsioni del tempo sono molto precise e le scuole chiudono in anticipo basandosi su di esse.
  61. I posti di blocco praticamente non esistono. Perche' i poliziotti dovrebbero sprecare tempo con controlli a campione quando possono usare le loro energie per occuparsi dei veri delinquenti?
  62. Se ti chiedono: How are you? in realta' non gliene frega niente come stai ma e' solo una frase per dire: ciao, ho notato la tua esistenza stamattina pero' non vorrai mica raccontarmi la storia della tua vita?
  63. Quando compri delle birre o delle bottiglie di soda (coca cola, pepsi, sprite e simili) paghi un tot per il contenuto e 5 o 10 centesimi per ogni bottiglia e poi se e quando vuoi, puoi portarle alle macchinette per il riciclo. Per ogni bottiglietta avrai indietro i tuoi 5 o 10 centesimi che hai anticipato. In sostanza ti spingono a riciclare.
  64. Giudicano la nostra TV scandalosa e di dubbia qualita' con tutte quelle ragazze seminude e non hanno proprio tutti i torti pero' loro hanno lo show di Jerry Springer in cui delle donne litigano e possono tirarsi per i capelli mentre il pubblico fa il tifo per una o per l'altra. Mi ricorda questa scena di Verdone...
  65. Per le date si usa prima il mese, poi il giorno e poi l'anno. So di Americani in Italia che hanno iniziato a fare delle scenate perche' pensavano che gli avessero venduto un prodotto scaduto. 1/11/2012 in Italia vuol dire 1 Novembre 2012, in America vuol dire 11 Gennaio 2012.
  66. Se sei un uomo, quando saluti una donna e' necessario un bacio sulla guancia. Quando saluti un uomo, niente baci, va bene una stretta di mano.
  67. Incredibile, i tassisti usano il tassametro! e non sono poi tanto cari come in Italia.
  68. Se c'e' una manifestazione di protesta, nessun manifestante tirera' sanpietrini ai poliziotti e vi sconsiglierei di farlo.
  69. Una protesta dura di solito poche ore con gente che ha dei cartelli con su scritto come come Honk if you want to stop the war. Niente cassonetti bruciati, auto o vetrine distrutte a caso. Suoni il clacson della tua macchina per dire che sei daccordo con la protesta e finisce li'.
  70. L'asciugatrice: che grande invenzione!
  71. Fansnap.com ti consente di visualizzare i posti ancora liberi per un concerto e mostrarti in base al tuo budget quali posti che puoi permetterti e la compagnia, tra le tante, che vende quei biglietti.
  72. Le donne non hanno idea di come parcheggiare i loro SUV.
  73. Esistono anche gli ospedali per gli animali. Possono essere assicurati anche loro? Devo informarmi.
  74. Il lavoro di baby sitter lo fanno anche i ragazzini.
  75. Il Thanksgiving e' piu' importante del Natale perche' e' la festa di tutti gli Americani, indipendentemente dalla loro religione.
  76. Ogni anno milioni di Americani guardano il SuperBowl (la finale di football dall'importanza pari a quella della finale dei mondiali di calcio) solo per i commercials, ovvero le pubblicita' che le aziende mandano in prima visione durante l'evento e che sono sempre molto divertenti o spettacolari.
  77. Se non tagli l'erba del tuo giardino, i vicini possono lamentarsi perche' una casa non curata nel quartiere puo' far scendere il valore anche delle case limitrofe.
  78. Dei negozi come CVS che hanno la caratteristica principale di avere una farmacia all'interno e vari prodotti per il benessere vendono anche sigarette (ma anche i prodotti per smettere di fumare). Si fa di tutto per il profitto.
  79. La patente e' piu' importante della carta di identita' ed e' il documento per eccellenza che ti chiedono ovunque per dimostrare la tua identita'.
  80. Se fanno uno starnuto ti dicono 'scuse me. Se fanno un rutto, non si scusano necessariamente. Lo starnuto puo' trasmetterti i germi, il rutto anche se e' un rumore fastidioso non ha effetti sugli altri. Pragmatismo americano.
  81. La cultura generale non interessa ma gli Americani preferiscono avere una conoscenza  approfondita in un campo particolare. Il generale non fa per loro.
  82. Ci sono negozi che vendono solo vitamine come Vitamine Shoppe e vanno anche bene.
  83. Se l'autobus scolastico e' fermo e sta facendo salire dei bambini, devi fermarti non solo se ti trovi dietro di esso nella stessa corsia ma anche se ti trovi nella corsia opposta.
  84. L'Italo-americano e' una lingua a se' divertentissima: la torta (cake) diventa la checca, i tubi (pipes) diventano le pippe, i gabinetti (cabinets), diventano i gabinetti. Frase italo-americana per eccellenza: Vado ad apparcare il carro. 
  85. Nelle case non esistono i balconi e le finestre, quasi sempre chiuse, non servono per affacciarsi. Che tristezza.
  86. Il giardino va curato, bisogna tagliare l'erba, togliere le foglie secche e tenerlo immacolato ma pochi poi se lo godono davvero. Al massimo un barbecue l'anno.
  87. Se vai in bicicletta o sui rollerblades devi metterti il casco. In moto non e' necessario. Devo ancora capirne la logica.
  88. Puoi contrattare il tuo stipendio con un potenziale datore di lavoro. In Italia lo stipendio che potrebbe offrirti un datore di lavoro e' scolpito sulla pietra e cercare di contrattare e' un comportamento ingrato. Ma come uno ti offre un posto di lavoro e vuoi anche contrattare lo stipendio? Stai zitto e accetta quei 500 euro al mese con il capo chino!
  89. I ragazzi possono bere alcolici solo al compimento di 21 anni. Ecco perche' si sbronzano di brutto di nascosto alle loro feste. Bersi una birra a 16 anni ha un fascino trasgressivo incredibile.
  90. A 18 anni i genitori mandano i ragazzi via di casa. E' ora di costruirsi il prorpio futuro e di rendersi indipendenti.
  91. I ragazzi possono prendere la patente a 16 anni, in alcuni stati a 15. Insomma dare da bere ai ragazzi di 20 anni non si puo', dare una macchina in mano ai bambini si.
  92. Appena nasce un bambino, molti genitori iniziano a mettere da parte i soldi per il college.
  93. Molti ragazzi chiedono prestiti alle banche per potersi pagare gli studi universitari. Forse per questo frequentano e non si lamentano se i professori prendono la presenza. Spendono fior di quattrini che devono restituire alle banche con gli interessi e dovrebbero anche non frequentare? Sarebbe assurdo. 
  94. Un buon modo per entrare in un ottimo college e' prendere voti alti all'high school e facendo attivita' extrascolastiche. Ecco perche' le mamme stressano i figli a fare questa o quella attivita' e a diventare iper competitivi. E poi alcuni ragazzi sclerano...fateli giocare a pallone felici per le strade.
  95. I ragazzi si laureano a 22 anni, iniziano subito a lavorare e a 30 anni magari hanno gia' casa loro...mentre noi siamo ancora bloccati all'universita' al quarto fuori corso.
  96. I ristoranti sono molto costosi, un piatto di pasta puo' costare anche 30 dollari, una bottiglia di vino che in Italia costa 15 euro, qui possono fartela pagare 50 dollari e piu'. Un'alternativa tra il fast food e il ristorante e' il Diner.
  97. Si possono avere idee politiche diametricalmente diverse ma nessuno arriva ad alzare la voce, a mandarti a quel paese o addirittura a toglierti l'amicizia perche' voti il partito sbagliato. E di politica, anche sul lavoro, ne parlano pochissimo. Non e' cosi' invasiva come lo e' in Italia in cui nei Tg si parla dei politici dalla prima all'ultima notizia, anche quelle di gossip.
  98. Il customer service e' una cosa fantastica. Puoi portare indietro un prodotto di cui non sei piu' tanto sicuro per qualsiasi motivo e te lo cambiano. Basta portare lo scontrino e non ti faranno un interrogatorio del terzo grado. E se l'oggetto e' difettoso non cercano di dare a te la colpa. Lo cambiano e avanti il prossimo cliente. Non possono mica rischiare che da quel giorno in poi diventi un cliente di un'azienda concorrente? Perche' in Italia non accade? Ah si, lo so, e' perche' i negozi vivono alla giornata e non esiste vera concorrenza.
  99. I comuni ragazzi americani non sapranno molto di storia, geografia, cinema di qualita', cultura generale ma provate e frequentare un corso di accounting con loro. Tu italiano sei al medioevo rispetto a tutto cio' che sanno di mutui, azioni, leasing e tutto cio' che ha a che fare con gli investimenti.
  100. Nel Paese della tecnologia e della modernita' esistono ancora comunita' interessanti come gli Amish che vivono lontani dalla civilizzazione e cercano di non farsene influenzare.

martedì 20 novembre 2012

Un'americana a Roma

Ciao a tutti, ho scoperto da poco il blog di Un'Americana a Roma la cui autrice, Shelley Ruelle, e' una ragazza americana praticamente "speculare" a me.
Io ho vissuto 7 anni in America, dopodiche' sono tornato in Italia dove ho resistito per soli due anni (in realta' in questi due anni sono stato 8 mesi a Londra) e poi ho deciso di tornare in America e come sapete sono qui a tentarci da Settembre.
Shelly ha vissuto per 7 anni in Italia, poi ha deciso di ritornare nella sua America dove ha resistito per tre anni dopodiche' ha deciso di tornare di nuovo in Italia.
E' molto interessante leggere il suo blog soprattutto perche' le sue non sono le classiche osservazioni da turista ma quelle di una persona che vive la quotidianita' italiana da molti anni e ci descrive bene quelle che hai suoi occhi americani sono le curiose e divertenti differenze tra la sua America e la nostra Italia.
Ho contattato Shelly e mi concedera' volentieri un'intervista per il blog.
Inoltre uno dei suoi post piu' famosi mi da' lo spunto per scrivere le mie: 100 delle cose che ho imparato in America, prossimamente sul blog.
Ecco invece il suo bellissimo post: 50 delle cose che ho imparato in Italia.
Enjoy e commentate numerosi!

Benvenuti nel Customer Service americano

Sempre sia lodato il customer service americano.
Vi spiego. Poche settimane fa ho acquistato il cavo per connettere il mio GPS alla spina per l'accendisigari ma all'improvviso non ha dato piu' segni di vita e non caricava piu' il GPS.
Mi sono reso conto che una parte dell'estremita' del cavo deve essersi svitata e quindi ho perso il pezzettino che fa contatto e porta la corrente al GPS.
Cosi' tanto per tentare ho deciso di scrivere una breve email alla compagnia dal quale lo ho acquistato online dicendo che il prodotto non funzionava piu' ma in realta' avevo capito che era un po colpa mia perche' dovevo aver perso un pezzo del cavo, ma ho chiesto ugualmente se potevano cambiarmelo gratis perche magari lo ho perso perche' l'estremita' del cavo si e' svitato da solo troppo facilmente. Insomma una scusa puerile e un po' banale...era totalmente colpa mia ma mi hanno risposto scusandosi e chiedendomi di inviargli il cavo rotto dopodiche' me ne avrebbero inviato uno nuovo, rimborsandomi anche per la spesa di spedizione. Benvenuti nel mondo del customer service americano, roba da fantascienza per l'Italia.

martedì 13 novembre 2012

Intervista a Marty: un americano "born and raised"

Cari lettori, dopo aver intervistato alcuni italiani che si sono trasferiti con successo negli Usa ho pensato che puo' essere interessante intervistare anche degli Americani e cosi' ho pensato al mio amico Marty, un americano "born and raised" ovvero nato e cresciuto in Usa.
Ho conosciuto Marty alcuni anni fa dopo aver messo in giro un annuncio per fare delle lezioni private di italiano. Lui ha risposto all'annuncio e cosi' una volta a settimana abbiamo iniziato ad incontrarci in qualche caffe' per una piacevole ora di conversazione. Con il tempo siamo diventati buoni amici e ora mi invita spesso ad andare ad assistere con lui e sua moglie ad eventi culturali come presentazioni di libri, dibattiti tra politici americani o anche per visitare musei e mostre particolari, insomma grazie a lui vedo l'America vera, differente dall'America per turisti. Tra l'altro e' una delle poche persone che mi stanno dando un aiuto in questi tre mesi della mia seconda avventura americana ed e' soprattutto una persona molto colta che ha la passione per l'arte e la cultura italiana.
Ecco  a voi la sua intervista. Tra parentesi gli ho fatto queste domande prima della rielezione di Obama ma un po' a causa dell'uragano un po' per il nuovo lavoro, o meglio training-prova che mi tiene impegnato dal lunedi' al venerdi', sono riuscuto a metterla online solo oggi.

Ciao Marty, sei un americano “born and raised”, nato e cresciuto negli Stati Uniti. Ti ho conosciuto in Connecticut. Hai sempre vissuto qui?
Sono nato a Brooklyn, NY. I miei genitori sono emigrati dalla Russia e dalla Polonia.
In quegli anni Brooklyn era un posto meraviglioso per crescere. Giocavamo sempre per le strade.
Ho vissuto a Brooklyn fino a quando mi sono laureato alla Columbia University. Dopo essermi laureato, mi sono trasferito a Cambridge, in Massachussetts, dove ho studiato al MIT. Mi sono sposato, e dopo aver ricevuto il mio dottorato, ho trovato lavoro a Stamford, Connecticut, con una grande azienda chimica.

Molti lettori di questo blog sono accomunati dal sogno americano e desidererebbero tanto vivere negli Stati Uniti. Secondo te perche’ gli Stati Uniti hanno da sempre suscitato questa forte attrazione? Esiste il sogno americano per un americano? Se si, in cosa consiste?
Secondo me, la forte attrazione degli Stati Uniti e’ stata la possibilita’ e l’opportunita’  per quasi tutti  di costruire un  buon futuro per se stessi e la propria famiglia. Dico “quasi” tutti perche e’ sempre difficile per i piu’ nuovi immigrati. Sono spesso trattati male da coloro che sono già qui. Ma pensavano che la vita sarebbe potuta essere migliore per la prossima generazione; e di solito era cosi’. Sfortunamente, una eccezione lampante è costituita dagli Afro-Americani.
Anche gli Americani si aspettano che ogni generazione vada meglio di quella dei loro genitori. Sfortunatamente, questo potrebbe non essere piu' così a causa della economia e, piu importante, perche' le legge ora favorisce chi ha già molto. Le possibilta’ per avanzamento sono diminuite.

Cosa vuol dire per te essere americano? Sei patriottico?
Sono patriottico nel senso che capisco che gli Stati Uniti in cui sono cresciuto erano il posto migliore in cui vivere in quel periodo e, forse, in qualsiasi altro periodo. Non sventolo la bandiera, ma apprezzo la mia buona fortuna.

Ci sono alcuni valori o caratteristiche specifiche degli Americani?
Dato che tutti gli americani sono immigrati, o discendono da immigrati, forse siamo più tolleranti con gli altri, ma certamente ci sono anche molti che sono molto chiusi mentalmente.

Cosa stavi facendo l’11 settembre 2001 e cosa hai pensato in quei momenti e nei giorni successivi?
Eravamo in California per le nozze di nostro figlio qualche giorno prima. A causa della differenza di tre ore con l’orario di New York, dormivamo ancora quando le due torri sono crollate. Quando ci siamo alzati tutto era successo. Ero molto a disagio e molto triste. E’ stato l’evento più triste della mia vita dalla seconda guerra mondiale.

Cosa consiglieresti di visitare a un turista italiano negli Stati Uniti?
Certamente, se possible, ogni turista deve visitare New York, San Francisco, Washington, e Boston. Ma si devono anche visitare luoghi diversi, come qualche piccola citta’ nel mezzo del paese, per esempio in Iowa, South Dakota, Wisconsin, ecc.

E in particolare cosa consiglieresti di visitare a New York?
A New York, va a piedi il piu’ possible e esplora quartieri differenti. Non andare all’Apple Store e non andare a fare shopping. Certamente si deve andare a vedere uno spettacolo di Broadway, il museo Frick, e Central Park.

Pur amando gli Stati Uniti molti Italiani sono critici verso alcuni aspetti considerati difetti americani. In particolare mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dei seguenti aspetti:

La sanita’ e l’assicurazione medica. Credi che il sistema sanitario debba essere modificato?
Medicare (finanziato dal governo) e’ un sistema eccellente per fornire assistenza medica ai pensionati. Ma sfortunatamente gli altri dipendono dall’assicurazione privata e troppe persone non hanno assicurazione. Il nuovo sistema di Obama e’ un buon miglioramento, ma sarebbe meglio estendere Medicare a tutti. E’ anche necessario diminuire il costo per l'assistenza medica. Forse facciamo troppe prove.

Sei favorevole o contrario alla pena di morte?
Sono favorevole. Non perche' credo che riduca omicidi. Credo che come societa’ civilizzata, dobbiamo fare una dichiarazione in cui l'omicidio è assolutamente inaccettabile, e se si fa un omicidio premeditato, lo si paga con la vita. Certamente e’ sempre necessario assicurarsi che non ci sia assolutamente alcun dubbio sulla colpevolezza.

Quale e’ la tua opinione sulla facilita’ con cui si possono ottenere armi da fuoco?
Ridicolo, pazzesco.

L’istruzione universitaria ha dei costi esorbitanti. Frequentare universita’ come Yale o Harvard puo’ costare 50 mila dollari l’anno o piu’. L’impressione dall’Italia e’ che solo le persone molto benestanti o ricche possano permettersi di frequentare dei college prestigiosi. E’ davvero cosi’?
Si, e’ molto difficile, ma ci sono molte buone universita’ che non sono cosi’ costose. Anche per quelli che non hanno molto e’ possible ricevere aiuti finanziari.

A proposito, potresti parlarci brevemente della tua esperienza al MIT di Boston?
Ho potuto studiare a MIT perche ho ricevuto una borsa di studio e ho anche lavorato come assistente di un professore.

Si avvicinano le elezioni. Obama o Romney: chi voteresti?
Ho gia votato (perche’ saro’ in California il 6 novembre) con convinzione per Obama, senza dubbi.

Quali sono per te le maggiori differenze tra Obama e Romney?
I due candidati hanno idée molto diverse riguardo alle tasse, al bilancio, al ruolo del governo,  al ruolo della religione nel governo, al rispetto per il sapere e la scienza, e sono io d’accordo con Obama su tutti questi punti.

Cosa ti e’ piaciuto e cosa non ti e’ piaciuto di questi quattro anni di Obama?
Ma, sono deluso dai risultati di Obama.  Penso che sia stato troppo debole nel promuovere il suo programma e anche che non ha voglia di dire la verità quando pensa qualcosa che al popolo non piace.

Cosa dicono i media americani dell’Italia? E della nostra situazione politica degli ultimi anni?
I media americani non fanno molta attenzione all’Italia eccetto per le cose da mangiare, i vini,  gli scioperi e la criminalita’.

E’ cambiata la nostra imagine dal passaggio tra Berlusconi e Monti?
Da Berlusconi a Monti si e’ passato da un buffone ad un uomo serio.

In generale cosa pensano gli Americani degli Italiani?
      Agli Americani piace la spensieratezza degli Italiani.

Cosa pensi che pensino invece gli Italiani degli Americani?
Non lo so bene, ma forse pensano che siamo troppo ingenui e che lavoriamo troppo.

Sei mai stato in Italia?
Sono stato in Italia forse dieci volte, in quasi tutte le regioni.

Cosa ti piace in particolare dell’Italia?
Mi piacciono molto gli Italiani e l’Italia, il cibo ed i vini, le citta’ e la campagna, la lingua e la musica.

Cosa invece non ti piace?
Non c’e niente che non mi piace.

C’e’ qualcosa in particolare che ti manca degli Usa quando sei in vacanza in Italia?
Non mi manca niente quando sono in Italia.

Ci sono delle citta’, momumenti, artisti, piatti tipici, scrittori italiani che ti piacciono in particolare?
Mi piace molto l’arte del Rinascimento e la citta’ di Firenze, ma sfortunamente  la citta’ è diventata troppo affollata per godersela. Mi piace anche l’opera, specialmente quelle di Puccini e di Verdi.

Farai un altro viaggio in Italia? Cosa vorresti visitare?
Continuero’ di andare il piu spesso possible.

Preferisci…
Fox News o Cnn:
Non guardo mai la TV.
Starbucks o Dunkin Donuts:
Preferisco le piccole caffetterie independenti.
Yankees o Mets:
Brooklyn Dodgers che sono scomparsi piu’ di cinquanta anni fa.
New York o San Francisco:
Le due citta' migliori.
Monti o Berlusconi:
Stai scherzando
David Letterman o Jay Leno:
Ripeto; Non guardo mai la TV.
Pizza o hamburger:
Uguale.
Birra o vino:
Vino.
Barbecue o ristorante:
Ristorante.

Se vuoi, hai l’occasione di dire qualcosa ai miei amici italiani, cioe’ ai lettori del mio blog. Cosa gli diresti?
Ho detto tutto!

venerdì 9 novembre 2012

Ho trovato lavoro?! Probabilmente si.

Allora amici, dove eravamo rimasti?
Faccio un breve riassunto della mia ricerca di lavoro qui in Usa da quando sono arrivato, due mesi fa. Pochi giorni dopo il mio arrivo l'azienda per la quale ho lavorato in passato per alcuni anni mi ha fatto una proposta piuttosto bassa (in passato mi aveva dato circa il 40% in piu') e ho quindi rifiutato. Mi ha poi contattato un'altra azienda (telefonicamente) che mi ha detto che stava cercando proprio una persona come me ma quando gli ho detto che avrei avuto bisogno del work visa, il manager mi ha detto che purtroppo hanno gia' sponsorizzato due persone questo anno e fino all'anno prossimo non possono fare altre sponsorizzazioni. Ok, c'erano ancora altre cinque aziende interessate a incontrarmi per un colloquio. Avevo mandato il mio CV a moltissime aziende italiane con sede in Usa, durante l'estate, subito dopo un'esperienza lavorativa a dir poco deprimente con degli imprenditori del Sud Italia e queste cinque aziende mi avevano risposto di farmi sentire appena fossi arrivato in Usa ma due di queste sono svanite nel nulla e quindi me ne sono rimaste tre: un'azienda di vini italiani che pero' durante il colloquio nel loro ufficio di NY mi ha fatto capire che non potevano/volevano sponsorizzarmi per un visto. Sono rimaste quindi un'azienda che produce articoli sportivi e una che produce gioielli. Ho fatto il primo colloquio con l'azienda di gioielli ed e' andato bene, ho fatto il primo colloquio con l'azienda di articoli sportivi ed e' andato bene anche se su questo non ci contavo molto. Inaspettatamente dopo una paio di settimane mi ha richiamato l'azienda di articoli sportivi per un secondo colloquio e mi ha fatto un'offerta interessante, ma dovrei pagarmi l'assicurazione medica e le spese per il visto di lavoro. Facendo qualche sottrazione l'offerta da interessante diventa discreta, sufficiente a poter sopravvivere e ad essere indipendenti. L'azienda in questione si e' appena stabilita in Usa, ha investito un milione di dollari in inventario e l'obiettivo e' recuperare il milione di dollari al piu' presto, mettersi in piedi e ingranare. Il rischio di un fallimento entro uno o due se le cose non vanno per il verso giusto non e' totalmente da escludere. Pero' e' un'offerta concreta. Il manager mi ha chiesto di informarmi con il mio immigration lawyer per sapere se e' facile ottenere il visto di lavoro. Ci siamo stretti la mano e anche se non mi ha fatto firmare niente diciamo che ha dato per scontato che avrei accettato la sua offerta se l'immigration lawyer avesse confermato che non dovrebbero esserci complicazioni per ottenere il visto.
Al mio immigration lawyer ho parlato sia dell'azienda di articoli sportivi e visto che c'ero anche di quella dei gioielli e mi ha assicurato che sia con una che con l'altra non dovrebbero esserci difficolta' ad ottenere un visto nel giro di una mese (visto H1B o meglio ancora E1). 
Nel frattempo si e' fatta sentire proprio la compagnia di gioielli per un secondo colloquio. Sono stato onesto e gli ho detto che ho ricevuto gia' un'offerta da un'azienda di articoli sportivi ma che preferirei lavorare per loro perche' e' un'azienda piu' prestigiosa e potrei dare il mio contributo perche' in passato ho lavorato nel settore del lusso italiano, nella logistica, amministrazione, customer service, vendite e loro mi hanno fatto un'offerta di gran lunga migliore dell'azienda di articoli sportivi anche perche' mi pagherebbero l'assicurazione medica e probabilmente il visto! A conti fatti sarebbero almeno 20mila in piu' dell'azienda di articoli sportivi e inoltre e' una azienda importante, una delle 10 piu' importanti al mondo nel settore, con decenni di storia in Usa. E avrei possibilita' di carriera. Insomma e' un'offerta che non capita tutti i giorni...e se solo penso che a giugno l'azienda italiana voleva propormi 400 euro netti al mese...
MA c'e' un grosso MA.
L'azienda di gioielli vuole "mettermi in prova-training" per il mese di novembre dopodiche' se va tutto bene, nel budget per il 2013 a dicembre che verra' presentato alla sede centrale in Italia (che prende le decisioni anche per la sede americana) verra' inclusa la richiesta di assumermi, e se la richiesta verra' approvata, partiremo con le pratiche per il work visa e potro' tornare a lavorare stabilmente in USA a inizio marzo del 2013.
A questo punto ho dovuto prendere una decisione importante: accettare l'offerta sicura della fragile azienda di articoli sportivi o rischiare e puntare piu' in alto? Ci ho pensato molto.
L'azienda di articoli sportivi fremeva per darmi un po' di lavoro gia a Novembre e quindi dovevo proprio scegliere, o un'azienda o l'altra. Ho contattato e ringraziato l'azienda di articoli sportivi per l'offerta e gli ho detto la verita', vale a dire che ho avuto un'offerta migliore anche se teoricamente potrebbe anche non concretizzarsi ma ho deciso di rischiare e fare la prova con l'azienda di gioielli. Mi ha fatto in bocca al lupo per il nuovo lavoro ma mi ha detto che non possono aspettare la mia prova con l'azienda di gioielli e devono trovare quindi un'altra persona al piu' presto. Quindi e' definitivo, ora devo puntare tutto sull'azienda di gioielli, o dentro o fuori. E cosi' dal 1 Novembre ho iniziato a lavorare con loro e tutto procede per il meglio. I colleghi sono simpatici e disponibili e il manager con il quale sto facendo la prova-training proviene dalla mia stessa regione in Italia e c'e' un buon rapporto tra noi. Non credo che ci saranno problemi. L'unica incognita e' se l'azienda in Italia approvera' il budget ma il capo in Usa mi ha detto che sono in espansione quindi non dovrebbero esserci problemi anche se fino a fine Gennaio non puo' garantirmi niente di certo. Sono in ballo e devo ballare, sono ottimista anche se finche' non vedro' il visto stampato sul passaporto non stappero' alcuna bottiglia.
Comunque vada stavo riflettendo ieri su questo fatto: in meno di due mesi da quando sono arrivato negli Stati Uniti ho ricevuto tre offerte di lavoro e non ho neanche sostenuto molti colloqui. La media e' un'offerta di lavoro ogni due colloqui che ho sostenuto. In Italia solo per sostenere il numero di colloqui che ho sostenuto qui in due mesi avrei dovuto penare per due anni.
Un'altra considerazione e' che qui in Usa per lo stesso tipo di lavoro possono arrivare ad offrirti stipendi completamente diversi, uno anche il doppio dell'altro. Non come in Italia dove tutto gravita attorno ai 1200 euro, poco piu', poco meno.
Comunque la mia prova continua e mi sto impegnando molto e poi, cosa dirvi, come deve andare andra'. Come sempre, grazie per il sostegno e per il vostro tifo e sempre fingers crossed!

giovedì 8 novembre 2012

Uragano, elezioni, bufera di neve

Ciao amici, come va? Avrete notato che negli ultimi giorni sono stato un po' assente.
Come tutti sapete anche il Connecticut e' stato investito dall'uragano Sandy. E cosi' il 29 ottobre alle 4 e 30 un vento spaventoso ha iniziato a scatenaresi con tutta la sua forza e ha fatto subito andare via la corrente. In Italia quando va via la corrente, dopo poche ore ritorna. Non negli Stati Uniti dove quasi tutti i cavi della corrente sono aerei e le case e le strade sono attorniate da grossi alberi.  Se un solo albero viene tranciato da pioggia, vento o neve, questo pu' cadere sopra ai cavi e lasciare al buio un intero quartiere. Se poi arriva un uragano che spezza decine di alberi che vanno a cadere sui cavi strappandoli via, occorrono vari giorni prima di tornare alla normalita'. E purtroppo cosi' e' stato.  A casa la corrente e' andata via Lunedi' ed e' tornata Domenica sera e essendo mancata la corrente siamo stati senza riscaldamento, acqua (perche' viene tirata su da un pozzo da un sistema a corrente), internet e anche i telefoni erano fuori uso e i cellulari non avevano campo.
La mattina dopo l'uragano sono uscito con la macchina per andare al centro della citta' ma la strada principale era bloccata da un grosso albero. Ho fatto inversione ad U e sono andato per una strada alternativa ma un altro albero bloccava il passaggio. Altra inversione a U...ho provato altre strade che portano in centro ma con poca fortuna. Madre Natura si e' divertita a costruire un labirinto nella mia zona ma finalmente l'unica strada che rimasta era libera e sono potuto arrivare in centro a fare un po' di spesa.
Ecco alcune foto che ho scattato dalla macchina:








Come ho trascorso quelle giornate? Direi che sono state abbastanza dure. Ogni mattina andavo con F dai pompieri vicino casa per riempire un grosso bidone d'acqua che usavamo poi per i gabinetti, per cucinare qualcosa sul fornello a gas, per lavare le posate e per lavarci (almeno) la faccia ogni mattina...acqua gelata. Uno degli inconvenienti era che verso le 6 di pomeriggio iniziava a fare gia' a fare notte e quindi non c'era molto da fare e a causa del freddo che a una certa ora iniziava a farsi sentire andavamo a dormire sempre prestissimo, gia' verso le 8pm. Un altro problema era farsi una doccia ma ho risolto andado a casa di alcuni zii che fortunatamente avevano la corrente. E cosi' con molta pazienza siamo arrivati a domenica quando finalmente e' tornata la corrente! Avrei voluto comprare i fuochi d'artificio perche' mi aspettavo di dover trascorrere l'ennesima notte al freddo e al gelo e invece e' stata una notte calda e confortevole grazie al riscaldamento.
Dopo l'uragano, l'altro evento importante degli ultimi giorni e' stata la rielezione del Presidente Obama. Oltre ad essere contento per questo successo sono rimasto favorevolmente colpito dal modo in cui gli Americani vivono la politica. Non ne sono ossessionati. Se due persone hanno preferenze politiche diverse, si rispettano. Non come da noi dove si parla sempre di politica e se la pensi diversamente e' facile arrivare a discussioni accese con parole grosse ai limiti dell'offesa. E quante persone hanno rotto un'amicizia per discussioni politiche?
Ma tornando a Madre Natura ieri ha deciso di scatenarsi di nuovo dalle mie parti con una tempesta di neve. Dovevo tornare a casa dal Bronx in macchina ma le strade si sono riempite di neve in pochi minuti. In autostrada ci sono stati molti incidenti e molte macchine si sono fermate al lato della strada perche' non riuscivano a muoversi senza slittare. Anche la mia macchina slittava ad ogni salita e ad ogni curva e ho dovuto guidare in modo attento. A un certo punto mi messo a seguire uno spazzaneve e ho fatto un lungo tratto dietro di esso senza problemi. Ma poi e' uscito dall'autostrada e la mia macchina continuava ad avere poco contatto con la strada. Sono uscito dall'autostrada in cerca di un hotel in cui trascorrere la notte ma quelle vie interne lontano dall'autostrada e poco percorse da altre macchine stavano riempiendosi di neve sempre di piu'. Cosi per evitare di dover trascorrere la notte in macchina al lato di una strada isolata, sono ritornato lentamente sull'autostrada e a passo d'uomo in prima e seconda marcia sono riuscito ad arrivare a casa, non so neanche come.
Stamattina attorno alla mia macchina c'erano 20cm di neve ma tutte le strade erano pulite grazie all'efficienza americana.
E dopo questi brevi aggiornamenti devo aggiornarvi sulla mia ricerca di lavoro. Ci sono novita' importanti ma ve ne parlo in un prossimo post.