Segui il blog tramite email

domenica 18 ottobre 2015

Starbucks in Italia

E cosi' Starbucks ha deciso di sbarcare anche in Italia. Ha costruito un impero negli Stati Uniti e ha aperto molte sedi in 65 Paesi del mondo ed e' presente praticamente in tutta Europa ma non ancora in Italia. I proprietari avevano anche pensato qualche tempo fa di entrare sul mercato italiano ma dopo  analisi e riflessioni hanno deciso di desistere.  Sanno bene che la cultura del bar sotto casa e' una tradizione tutta italiana e quindi non volevano rischiare di andare incontro a un fallimento clamoroso. Ora  hanno cambiato idea e sono pronti a rischiare.
Ma cosa e' Starbucks? Avete presente Dunkin Donuts, altro simbolo delle colazioni americane a base di beveroni e ciambelle? Ecco, Starbucks e' una versione piu' elegante e raffinata perche' a parte  caffe' e dolci ti vendono anche un'atmosfera: luci soffuse e buona musica. Tavolini o tavoli molto lunghi attorno ai quali possono sedersi anche 8-10 persone. E il free wi fi che attira sempre molti ragazzi che vanno li' con i loro Macbook per studiare o mandare email. Ho visto spesso anche asperiranti scrittori che amano scrivere li' i capitoli dei propri romanzi o manager di azienda che incontrano li' candidati per un colloquio di lavoro o tutor che danno lezioni private ai ragazzi prima dei  midterm e final exams, o anche amiche che non si vedono da tempo che decidono di aggiornarsi  sorseggiando un caffe'.
Io sono particolarmente affezionato a Starbucks. Li' ho dato lezioni private di italiano a un signore con il quale sono poi diventato buon amico. E sempre da Starbucks ho sostenuto il colloquio con il capo dell'azienda per cui lavoro. E poi, dettaglio non indifferente, Starbucks pullula sempre di belle ragazze, non so perche' ma va bene cosi'!
Sono davvero curioso di vedere se Starbucks avra' successo in Italia anche perche' una delle sue caratteristiche e' che contraddistingue la mentalita' americana e' la gentilezza verso il cliente che po' tranquillamente entrare, sedersi a un tavolino, collegarsi al wi fi e stare li' per 5-6 ore, senza ordinare nulla. E nessuno andra' mai a "importunarlo" e a chidergli "Cosa prende?". Non e' elegante, e' poco rispettoso verso il cliente.
Se Starbucks non rinuncera' a questa caratteristica americana credo che potrebbe avere un ottimo successo anche se...c'e' da dire che il cliente americano si sente riconoscente verso il servizio offerto e proprio perche' non si sente obbligato a ordinare, prima di andare via ordinera' sempre qualcosa. Il cliente italiano fara' lo stesso? Spero di si' altrimenti uno dei punti di forza di Starbucks potrebbe portarlo al suo fallimento.
Staremo a vedere...



martedì 13 ottobre 2015

Lo sport in America



Molti anni fa, quando ero ancora ragazzino, alcuni parenti mi portarono a vedere la partita Napoli-Roma al San Paolo. Trovammo i biglietti nel settore dei tifosi del Napoli ed essendo io un tifoso romanista, mi raccomandarono di stare ben attento a non esultare troppo per non tradire la mia fede giallorossa. Poiche’ la Roma vinse 3-1, fui costretto ad implodere tre grandi momenti di gioia anche se in realta’ al terzo goal alzai di istinto un braccio verso l’alto stringendo il pugno, senza urlare. Mi parve che un energumeno davanti se ne accorse e mi diede una strana occhiata… Se ne e’ accorto, se ne e’ accorto – pensavo- ora mi uccide! - ma per fortuna non accadde niente. Tra un goal e l’altro osservavo i tifosi; i napoletani facevano un caos infernale rivolgendo cori offensivi ai tifosi romanisti i quali non si facevano intimorire e rispondevano con altrettanto odio e volgarita’ dal loro settore che a me sembrava un’enorme gabbia. L’arbitro prendeva cori da entrambe le tifoserie. Arbitro cornuto! era il piu’ abusato ma ce n’erano altri piu’ offensivi che non riuscirei neanche a ripetere.
Un’atmosfera bellicosa e un’esperienza che definirei ansiogena.
Un paio di anni dopo mi trovavo negli Stati Uniti per un vacanza e alcuni parenti americani mi portarono a vedere una partita di baseball allo Yankee Stadium. Fuori dallo stadio dei tifosi erano intenti nel Tailgating ovvero la tradizione sempre piu’ diffusa tra gli Americani di mangiare e bere, in piedi, accanto alle proprie auto prima dell’inizio della partita. Alcuni avevano addirittura attrezzato dei barbecue e fraternizzavano con i tifosi avversari e piu’ avanti altre centinaia di tifosi si incanalavano verso le stesse entrate senza problemi e poi all’interno dello stadio non venivano divisi in settori ma erano seduti tranquillamente uno accanto all’altro. C'erano molte famiglie con padre, madre e bambini al seguito e l’atmosfera era molto serena anche se molti sembravano piu’ interessati ai loro hot dog e Budweiser salvo poi entusiasmarsi per un bel lancio o uno spettacolare home run.
Non c’erano Ultras perche’ il tifo era “guidato dall’alto”, dall’organizzazione dello stadio. Le azioni salienti erano sottolineate da alcune musiche emanate delle enormi casse acustiche e i momenti di pausa erano riempiti dalle domande trasmesse degli enormi maxi schermi sulla storia del baseball: Chi vinse le World Series nel 1988? Chi segno’ piu’ home run nel 1992?
Molti spettatori scommettevano qualche dollaro con il proprio vicino, poi la partita riprendeva e all’improvviso si sentiva un boato anche se non era successo niente in campo. Lo schermo aveva appena trasmesso la risposta corretta e il boato era di quelli che avevano esultato per aver vinto la scommessa con il proprio vicino.
A volte volava qualche sfotto’ tra gruppi di tifosi avversari ma se qualcuno alzava troppo i toni e diventava minimamente volgare o offensivo, prontamente intervenivano gli steward dello stadio per accompagnare fuori gli esagitati.
Per gli Americani, insomma, lo sport e’ uno spettacolo, non una guerra. Una partita di baseball, hockey, football o basket non e’ ne’ piu’ ne’ meno che andare al cinema, e’ una forma di intrattenimento in cui tutti gli attori in campo contribuiscono a divertire lo spettatore.
Prendiamo un film come Non ci resta che piangere con Benigni e Troisi. Nessuno al cinema si sognerebbe di urlare Regista Cornuto! per una scena che poteva esser girata in modo diverso.
E vi immaginate un gruppo di ragazzi che lancia un fumogeno contro altri ragazzi perche’ hanno scoperto che hanno riso di piu’ per una battuta di Troisi? Sono fan di Troisi, lanciamogli un fumogeno! E una altro che tira fuori il coltello per andare a dirne quattro a quell’altro che ha riso troppo per una battuta di Benigni? Sono fan di Benigni, adesso gli faccio vedere io!
Fuor di metafora, scene come queste non si vedranno mai negli stadi americani anche se ancora non riesco a spiegarmi il perche’.  
Forse perche’ qui hanno un sentimento di unita’ diverso dal nostro?
Forse perche’ le nostre regioni italiani sono state unite con lo sputo e continuano a persistere antiche rivalita’ tra regioni e citta’?  
Forse perche’ i valori dello sport e dell’educazione civica in America vengono insegnati nelle scuole fin da quando si e’ ragazzini?
Non ho una risposta, ai lettori le proprie considerazioni. So solo che per quanto riguarda lo sport sono due mondi diversi.
E a noi italiani cosa resta di questi valori nelle tante domeniche di violenza negli stadi?  A noi, troppo spesso, di domenica…Non ci resta che piangere.

lunedì 12 ottobre 2015

TRECENTOMILA

Salve amici, sono stato un po' lontano dal blog negli ultimi mesi. E' un periodo molto intenso soprattutto per il lavoro. Pero' tutto procede per il meglio qui negli States. Cerchero' di riprendere a scrivere con piu' continuita', come facevo una volta. Ho appena visto che nonostrante sia stato lontano dal blog, avete continuato a leggere i post del passato. Sembrava ieri quando il blog totalizzava ben 200mila visualizzazioni ma oggi il blog ha raggiunto un altro traguardo.
TRECENTOMILA!!!
Quando ho iniziato a scrivere per questo blog non avrei mai pensato che un giorno avrebbe ricevuto cosi' tante visualizzazioni.
Un numero incredibile. Grazie a tutti voi che mi seguite.
TRECENTOMILA VOLTE GRAZIE!!!
Stay tuned for more updates.

Ghosting

Avete mai sentito parlare di "Ghosting" ? E' un termine nuovo negli Stati Uniti al quale hanno dedicato vari articoli riviste come Psychology Today, il New York Times e l'Huffpost.
L'esempio piu' celebre e' quello di Sean Penn e Charlize Theron, una coppia felice e innamorata, fino a quando lei ha deciso di interrompere ogni contatto, senza alcuna spiegazione ,evitando di rispondere alle telefonate, email e messaggi del povero Sean.
You have been ghosted! si dice in questi casi. Sei stato tramutato in un fantasma, in un essere invisibile agli occhi di chi fino a ieri sembrava apprezzare la tua compagnia.
E' un fenomeno sempre piu' diffuso negli Usa e non si riferisce solo ai rapporti di coppia ma anche a quelli tra amici che magari si sono conosciuti da poco. Anche a me negli ultimi anni sono capitati un paio di episodi che si avvicinano al ghosting ma poiche' non si trattava di relazioni vere e proprie, dopo un paio di settimane ho smesso di farmi domande e sono andato avanti per la mia strada, anche se all'inizio, lo ammetto, c'e' stata una certa incredulita' e voglia di capire.
Piu' interessanti sono invece i casi di due mie amiche.
Una vive da poco a New York e pochi mesi fa ha conosciuto un ragazzo a un corso di Inglese. Hanno iniziato a studiare assieme e poi si sono frequentati anche dopo i corsi. Sono usciti assieme 4-5 volte. Passeggiate romantiche, domeniche a Central Park, serate al pub. Una sera finalmente lui l'ha baciata. Tutto sembrava andare per il meglio quando lui improvvisamente si e' volatilizzato, scomparso nel nulla. Le ha scritto poche righe su whatsapp per dirle che aveva dei problemi, doveva andare fuori citta' e non poteva vederla piu'. E poi niente, silenzio piu' assoluto. La mia amica e ha provato a contattarlo in tutti modi ma lui non rispondeva piu' ne' alle chiamate, ne' ai messaggi...anche se li visualizzava. Dopo un po' ha capito che aveva solo trovato una scusa per liberarsi di lei. Ma cosa aveva fatto per essere scaricata in quel modo, quando le cose sembravano andare cosi bene? Questo se lo chiede ancora.
Un'altra amica, che vive in un paesino del Sud Italia, ha frequentato un ragazzo per un paio di mesi. Anche a lei la storia stava andando benissimo quando ad un tratto lui e' scomparso nel nulla. O meglio l'ha lasciata con tre righe via sms senza dare troppe spiegazioni. Dopodiche' l'ha ignorata totalmente. Lei e' andata nella depressione piu' totale facendosi per mesi sempre le stesse domande. Cosa avro' fatto di cosi' grave per farlo scomparire in questo modo? Dove ho sbagliato? Perche' non mi vuol dire i motivi? Tu cosa ne pensi? Dammi un parere, perche' voi uomini vi comportate cosi'?
Ghosting spesso genera Stalking e infatti ha iniziato a seguire ogni suo movimento virtuale controllando incessantemente il suo profilo Fb. Spesso mi diceva che lui aveva messo dei mi miace o dei commenti alle foto di alcune ragazze e non capiva cosa avessero loro piu' di lei.
Poiche' abitano nello stesso paese, ha iniziato anche a seguirlo nella vita reale. Una volta lo segui'  con la macchina ma lui se ne accorse e accosto' mentre lei ando' oltre e lui le diede uno sguardo a dir poco contrariato. Dopodiche' le scrisse un messaggio furioso per dirle di non seguirlo piu' perche' tra loro era finita. Di nuovo senza spiegazioni. E la poverina che voleva solo delle spiegazioni era stata anche umiliata per essersi comportata da stalker.

Cosa spinge a scomparire nel nulla senza dare spiegazioni? Perche' e' piu' semplice.
Ogni giorno siamo bombardati da migliaia di stimoli e informazioni e la concentrazione si posa sulle cose solo per alcuni secondi; se una notizia non ci interessa gli occhi vanno subito oltre. E gli esseri umani non fanno eccezione. Per molti, gli altri sono solo dei profili, dei volti dietro uno schermetto, degli avatar dei videogiochi, dei giocattoli. Spieghereste mai a un giocattolo perche' lo abbandonate per afferrarne un altro?

E' vero, si perde facilmente l'interesse per il prossimo e la tecnologia aiuta chi non il coraggio di spiegare le proprie scelte.
Un tempo si prendeva il coraggio a due mani e si parlava faccia a faccia o almeno con la piu' classica delle telefonate. 
Poi siamo arrivati a Gli scrivo un'email.
Oppure Gli scrivo un messaggio.
O meglio ancora, Scompaio senza dare spiegazioni. Perche' a volte la miglior risposta e' il silenzio.
Paura di far soffrire la persona la cui compagnia non ci interessa piu'? Vigliaccheria? Forse, ma al Ghoster non interessa. Non c'e' tempo per farsi problemi. Nessuna spiegazione e avanti con il prossimo giocattolo.

E voi avete mai avuto esperienze a riguardo? Esiste il termine ghosting in Italia o ne e' stato coniato un altro?