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mercoledì 23 luglio 2014

Espressioni dopo qualche anno in Usa

Chi vive in Usa da alcuni anni, diciamo da almeno una decina, avra' notato che quasi senza accorgersene molti iniziano ad "americanizzare" alcune espressioni, a ricalcarle sull'americano. Lo avete mai notato?

Ad esempio ho sentito spesso:

Non fa senso - INVECE DI - Non ha senso
(Da: It doesn't make sense)

Ti chiamo indietro - INVECE DI - Ti richiamo
(Da: I'll call you back)

Fai sicuro - INVECE DI - Assicurati, accertati
(Da: Make sure)

Vivo in New York - INVECE DI - Vivo a New York
(Da: I live in New York)

Intervista di lavoro - INVECE DI -Colloquio di lavoro
(Da: Job interview)

Applicare - INVECE DI - Fare domanda
(Da: Apply)

Ritirato - INVECE DI - Pensionato
(Da: Retired)

Classi - INVECE DI - Corsi (universitari)
(Da: Classes)


Ne avete delle altre?

martedì 22 luglio 2014

Aria Fritta (di Dario Celli) e la lettera al datore di lavoro italiano

Dopo aver letto questo mio post di qualche mese fa il giornalista di Rai2, Dario Celli, che mi segue da tempo, ha scritto una bella lettera ispirandosi liberamente alla storia degli ultimi miei anni: il ritorno in Italia, i colloqui di lavoro ai limiti dell'assurdo, la decisione di tornare in America, i colloqui di lavoro americani, l'assunzione da parte di un'azienda americana. E' una lettera che gia' lui mi consiglio' di scrivere, ma poi non lo ho mai fatto...perche' e' meglio dimenticare alcuni personaggi italiani ma in realta' come me potrebbero scriverla tanti altri giovani italiani, sfruttati in Italia e valorizzati all'estero. Cosa dire, mi fa molto piacere che un giornalista della Rai si sia basato sulla mia storia per scrivere questa lettera.
Chi vuole puo' andarla a leggerla direttamente sul suo blog, seguitissimo, in cui e' evidente il suo amore per New York, gli Stati Uniti e le storie americane: Su un colloquio di lavoro, l'amarezza e il brindisi di un giovane italiano
Grazie, Dario Celli.

mercoledì 2 luglio 2014

Storie quotidiane della New York anni 60

La signora che viaggia in macchina con me ogni mattina e' di origini siciliane ed e' venuta a vivere in Usa negli anni 60 quando era appena ragazzina. Mi raccontava di quei tempi quando chi arrivava dall'Italia parlava piu' il dialetto che l'italiano mentre lei e una sua amichetta, in controtendenza, avevano sempre parlato in Italiano prima di trasferirsi in Usa. Quindi una volta arrivate in America dovettero imparare due lingue, l'Inglese e...il dialetto siciliano.
Mi ha raccontato questa storia che mi ha fatto divertire.
Queens, New York, anni 60. Una ragazzina venne mandata dalla madre a comprare della carne macinata in carnezzeria. Eh si, non macelleria, si chiamava proprio carnezzeria. Conosco il termine perche' e' lo stesso che usava spesso una mia amica siciliana anche se un'insegna Carnezzeria nella New York degli anni 60 mi riporta alle atmosfere de Il Padrino o Quei Bravi Ragazzi.
La ragazzina entro' in macelleria e chiese al macellaio:
- Buongiorno, mi da' un po' di macinato?
- Mi dispiace signorina, non ce l'abbiamo - rispose il macellaio, dopo un po' di esitazione.
La ragazzina, che era un po' timida, aveva visto che la carne macinata era li' sotto la vetrina del bancone ma non disse niente e torno' a mani vuote a casa da sua madre.
 - Mamma, mamma il macellaio mi ha detto che non aveva macinato, pero' secondo me non me lo ha voluto vendere perche' io ho visto. Era li'.
 - Ma come e' possibile figlia mia? Fai una cosa, gioia mia, torna dal macellaio e indica con il dito il macinato.
La ragazzina torno' dal macellaio.
- Buongiorno signore, prima ho chiesto un po' di macinato ma lei mi ha detto che non c'era. Pero' e' li', lo vede? E quello che voglio.
E il macellaio: Ahhhhh signori', non macinato, lei vuole il capuliato! Ca-pu-lia-to!
E finalmente capi' cosa voleva la ragazzina e le diede un Kg di macinato.