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martedì 30 agosto 2016

Americani in Italia: Tia Taylor

Ciao a tutti, oggi vorrei inaugurare una nuova rubrica: Americani in Italia.
Questo blog è nato anche per il desiderio di raccontare come un Italiano che si trasferisce in America vive sospeso tra due culture, quella che lascia (solo geograficamente) e quella che lo accoglie.
E oltre a parlarvi di me ho anche fatto alcune interviste ad altri  giovani italiani trasferiti in America.
Penso che sia anche interessante ascoltare le storie degli Americani che si sono trasferiti temporaneamente o permanentemente in Italia.
Da quando ho cancellato il mio account Facebook (scriverò un altro post a riguardo), ho iniziato a bazzicare di più il mondo di YouTube in cerca di informazioni, notizie, documentari, curiosità e tra i tanti YouTuber interessanti ho scoperto anche tanti alcuni Americani che si sono trasferiti in Italia e raccontano le proprie esperienze e le differenze tra le due culture da un punto di vista Americano.

Sono capitato così sui video Tia Taylor, una ragazza americana che ha studiato e lavorato in Italia.
Vorrei farvi vedere due video in particolare in cui parla in modo interessante e molto dettagliato di due aspetti di cui ho trattato spesso anche io sul blog. Università e Sistema Sanitario: pregi, difetti e differenze. Enjoy!

Università: Italia e Usa



Sistema Sanitario: Italia e Usa


9 commenti:

  1. Seguo spesso i video di questa ragazza, sono interessantissimi, e ne hai citati due molto significativi.
    Quello sulla sanità apre gli occhi sul fatto che in america è veramente concepita come un business ai danni degli utenti finali, pur con tutti i difetti del caso è sicuramente molto meglio il nostro sistema.
    Per l'università potrebbe valere lo stesso ragionamento, ma ho avuto la percezione che l'apertura delle lauree a tutti in Italia ha portato a una super-svalutazione del pezzo di carta, oltre che a un considerevole ritardo nell'ingresso del mondo del lavoro. Inoltre il sistema italiano sembra fatto apposta per generare eterni fuori corso, al contrario di quello americano. Di quello americano invidio molto il fattore sociale, campus interi di ragazzi devono costituire un'esperienza irripetibile nel corso della vita...

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    1. Non sono d'accordo.
      In America paghi dai 500 dollari in su per avere il fior fiore della sanita' mondiale.
      In Italia paghi il 70% di tasse (ci metterei dentro anche l'IVA al 23% e che fra un anno la portano al 25%) per avere incluso l'unico servizio che ti offrono, cioe' la sanita'.
      Se sei del Nord forse ti puo' ancora andare bene ed avere qualche centro e/o ospedale che ti offre unservizio appena decente, ma se sei del sud scordatelo.

      Percio' ritengo che la sanita' in Italia sia MOOLTO piu' costosa di quella americana con un servizio pessimo e costosissimo.

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  2. Ciao, non so se ti ricordi di me, ti avevo trovato su Facebook e ogni tanto avevamo delle conversazioni molto interessanti in cui ci scambiavamo punti di vista (quasi sempre concordanti, devo dire) sulla vita negli USA. La cosa buffa è che qualche tempo dopo ho lasciato definitivamente Facebook, e nel frattempo continuavo a pensare "chissà come sta Luca" — qui i tuoi post sono più rari, anche perché ormai hai già scritto tanto — ma ora apprendo che pure tu te ne sei andato da Facebook! 😀

    Comunque, per quanto riguarda il post di oggi, questa Tia Taylor dice cose molto interessanti e sensate, però sta paragonando due mondi completamente diversi che non hanno nulla in comune, specie nel campo della sanità e dell'istruzione. È un po' come dire: "Oggi vi spiego che differenza c'è tra un vegano e un carnivoro". D'altra parte, probabilmente i concetti sono troppo scontati solo per noi che li conosciamo bene, mentre per un americano che non è mai stato in Italia rappresentano una novità.

    In ogni caso, talvolta le sue descrizioni contengono qualche inesattezza: un esempio è quando dice che "è praticamente impossibile abbandonare l'università negli USA". Sebbene mi sia ben chiaro cosa intenda lei, l'affermazione non è del tutto vera, perché i vari Gates, Jobs, Zuckerberg ecc. l'università l'hanno abbandonata eccome (e di sicuro non avevano problemi economici).

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  3. Ciao Giuseppe, certo che mi ricordo! Si con Fb avevo un rapporto di amore-odio ma visto che mi faceva perdere molto tempo ho deciso di cancellare l'account una volta per tutte. Ora mi dedico a cose piu' interessanti e costruttive in quelle 2-3 ore al giorno di tempo libero che sprecavo su Fb e online in generale.

    Per quanto riguarda "e' praticamente impossibile abbandonare l'universita' negli USA" penso che intenda che una volta che sei dentro paghi tanti soldi che sarebbe stupido abbandonare. Inoltre io penso che proprio perche' paghi tanti soldi e' difficile che ti complichino troppo la vita i Prof...certo devi impegnarti ma i Prof ti seguono e ti aiutano a superare l'esame. Io ho frequentato un Community College, e' vero non e' Harvard, ma corrisponde pur sempre a un'universita' che offre i primi due anni ed era davvero facilissimo rispetto ai corsi frequentati in Italia all'universita'. Addirittura c'era un corso obbligatorio in cui ti insegnavano come studiare, come gestire al meglio il tempo per studiare etc...come fossimo dei bambini. Mi sentivo cosi' fuori luogo...ma non dimentichiamoci che in USA la scuola superiore dura 4 anni e quindi a 18 sono gia' all'universita' e sono appena dei pischelletti. Poi si laureano nei tempi e quindi a 22 sono laureati e dopo pochi mesi trovano lavoro! Altro mondo...potrei parlare a lungo e sto divagando. Comunque ripeto credo che sia difficile abbandonare il college perche' paghi tanto e te lo rendono facile, con il sistema di costruirti il voto con test, prove, presentazioni ti laurei nei tempi e sai gia' che l'investimento dell'universita' ti portera' un buon lavoro appena esci. A meno che tu non sia un genio creativo che inizia a sfondare o ha una visione precisa (tipo Gates e Jobs) e' impossibile e da stupidi abbandonare l'universita' una volta che sei riuscito ad entrarci.

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    1. Infatti i community college sono ottimi, soprattutto considerando i loro costi estremamente modesti e complessivamente inferiori perfino all'università italiana. In quest'ultima, ormai l'andazzo è invece quello di sfruttare il dilagante fenomeno dei "fuoricorso cronici" (di cui parlava Asdosino nel primo commento in questa pagina), che riguarda più del 90% degli studenti, in modo da rastrellare soldi il più possibile. Facciamo un esempio: supponendo una media di €4000 di retta all'anno per chi frequenta un'università pubblica senza agevolazioni o riduzioni fiscali, uno studente che paga la retta per 7 anni ha già sborsato inutilmente quasi €30000 (e poi magari finisce pure per abbandonare lo studio). Quindi i fuoricorso costituiscono introiti preziosi per le università pubbliche italiane, che ormai stanno alla canna del gas e aumentano costantemente le rette di anno in anno. Al community college americano tutta questa porcheria non c'è, e la retta annuale è alla portata di chiunque.
      D'altro canto, ci sono università private italiane molto costose (soprattutto Bocconi e Luiss) che non ti mandano fuori corso, per il semplice motivo che ti hanno già spennato all'inizio! Ma allora mi chiedo: se una famiglia può permettersi di pagare almeno €50000 all'anno (retta + vitto/alloggio) per mantenere il figlio a Milano o Roma, non sarebbe più sensato mandarlo in America, dove almeno con la laurea può sperare di trovare autonomamente un lavoro, invece di restare in Italia a fare il disoccupato? In Italia, ormai anche la laurea alla Bocconi è super-inflazionata e non serve assolutamente a nulla ai fini lavorativi (poi, ovviamente, se sei ultra-raccomandato magari trovi lo stesso qualcosa).

      PS: sì, certo, avevo voluto pescare il pelo nell'uovo citando qualche esempio estremo di nomi famosi che avevano abbandonato l'università negli USA per ragioni di convenienza personale, ma è chiaro che per un comune mortale la stessa scelta non avrebbe alcun senso. A mio avviso è molto significativo il fatto che le matricole (freshmen) vengano già identificate col nome di "Class 20XX"… in pratica, appena ti iscrivi, ti dicono quando ti laurei. Sono sicurissimo che il 99,9999% degli italiani non è a conoscenza di questo fatto.

      Comunque non tutto è rose e fiori, per esempio non mi piace per niente l'enorme giro d'affari che c'è qui in America intorno ai "mutui per studenti". Siamo sinceri: sono una zavorra notevole. Ma questa è un'altra storia.

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    2. Ciao Giuseppe,
      mio figlio frequenta il College da orami 3 anni a Poughkeepsie NY.
      La retta e' alta (circa 55k all'anno) e non e' assolutamente vero che che e' agevolato.
      Ci sono parecchi ragazzi americani e non che vengono espulsi dal College, per i piu' svariati motivi.
      Nel College se vuoi andare avanti con bei voti te lo devi sudare.

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    3. Le agevolazioni di cui parlavo sono quelle economiche che in Italia vengono elargite tramite l'INPS (dichiarazione ISEE e/o ISEEU) dallo Stato a chi dice di essere nullatenente (poi se è davvero nullatenente oppure no… nessuno lo saprà mai). Quindi mi riferivo all'Italia, non agli USA

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  4. E' una mia ex studentessa, di quando ho coperto un semestre in un liceo del Connecticut. Anch'io la seguo su YouTube. Com'e' piccolo il mondo.

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    1. La seguo da poco ma sembra il mio corrispettivo in Italia perché racconta delle differenze tra culture, il college, il sistema sanitario e tante piccole differenze culturali. Eh si il mondo è piccolo!

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