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lunedì 29 aprile 2013

Attentato a Palazzo Chigi

Cari lettori, come tutti sapete ieri un disperato ha fatto fuoco davanti a Palazzo Chigi mentre i neo ministri giuravano sulla Costituzione, ferendo due carabinieri e una donna che per fortuna non sono in gravi condizioni. L'attentatore ha poi confessato che era sua intenzione colpire i politici ma non essendoci riuscito ha scatenato la sua rabbia contro i carabinieri. Giornalisti, conduttori tv e normali cittadini hanno iniziato a dare la propria teoria su cosa abbia potuto influenzare ed armare la mano l'attentatore. C'e' chi dice che Grillo ha aizzato gli animi con i suoi toni aggressivi ma e' anche vero che il suo movimento ha incanalato una forte rabbia che si e' espressa in modo democratico. Questa rabbia puo' sempre uscire dagli argini e infatti forse Grillo farebbe bene a moderare un po' i termini anche perche' ho sentito e letto di persone che avrebbero giustificato Preiti se avesse colpito qualche neo ministro. Allo stesso modo c'e' chi afferma che e' stata proprio la vecchia classe politica con i suoi comportamenti, privilegi e determinate leggi approvate negli ultimi anni ad aver armato la mano di quel disperato.
Vorrei uscire fuori dalla logica di chi e' stato a condizionare quel disperato per portare un altro punto di vista. Avendo vissuto per circa otto anni all'estero (7 in Usa e 1 in UK) mi sembra che fuori dall'Italia l'atteggiamento verso analoghi eventi tragici sia differente. L'individuo non viene messo da parte in attesa che si trovino cause esterne per spiegarne i comportamenti. Se un disperato fa fuoco contro dei poliziotti il primo responsabile di tale atto e' considerato chi preme il grilletto. Poche storie o analisi sociologiche. Puo' esserci un partito che inneggia alla violenza, puo' esserci una pesante crisi economica, puo' esserci la disoccupazione ma questo non ha importanza. L'individuo non e' considerato come un bambino immaturo, come un automa che fa cio' che gli suggeriscono di fare sovrastrutture e forze esterne. L'individuo e' l'unico responsabile delle proprie azioni. Mi piace pensare, ma forse e' un'utopia, che nel bene e nel male anche in Italia l'individuo venga considerato come l'unico artefice del proprio destino e unico responsabile delle proprie azioni.
Purtroppo siamo in Paese che delega ogni responsabilita' sempre agli altri e mai a noi stessi. In effetti questa mia tesi e' stata confermata pochi giorni fa quando Napolitano durante il suo discorso ha fatto una forte critica contro i partiti e la loro inefficienza. I partiti cosa hanno fatto? Si e' verificata questa scena assurda:


Invece di abbassare il capo, vergognarsi e ascoltare in silenzio, hanno iniziato ad applaudire! Ogni partito credeva che Napolitano stesse parlando degli altri partiti. Una scena tragi-comica! Ma e' ovvio, i colpevoli in Italia non siamo mai noi stessi, sono sempre gli altri.

giovedì 25 aprile 2013

Il credit score americano

Se vivete negli Stati Uniti sentirete spesso parlare di credit score e credit history che servono a misurare la vostra affidabilita' come debitori. Il credit score e' un numero da 300 a 850 ed e' un vero e proprio voto che "prende forma" negli anni in base alla vostra storia di credito. Ed e' un punteggio che anche se si stabilizza puo' sempre oscillare in positivo o in negativo.
Per avere una storia di credito dovete aver contratto dei debiti, piccoli o grandi che siano. E quindi dovete avere, e usare, almeno una carta di credito. Anche comprare una macchina a rate o avere un mutuo per la casa costituiscono informazioni importanti per la storia di credito. Ma andiamo per gradi. Ogni pagamento tramite carta di credito viene registrato, ogni volta che pagate nei tempi il vostro credit score aumenta, ogni volta che pagate in ritardo diminuisce. Ci sono anche altri criteri che modificano il punteggio ma la puntualita' nei pagamenti e' il criterio fondamentale.
In base al punteggio verrete inseriti in una di queste fasce:
Bad
Not good
Good
Very good 
Great 
Appurato che per iniziare a costruirsi una storia di credito bisogna avere una carta di credito, vi chiederete: come si fa ad ottenere la prima carta di credito quando non si ha una storia di credito? Come fa l'istituto di credito ad essere sicuro che siete affidabili se siete da poco arrivati negli Stati Uniti? 
Ci sono alcuni metodi. Potreste fare domanda per una credit card con l'aiuto di un co-signer, ovvero un co-firmatario, magari un parente o un amico americano che abbia gia' una (buona) storia di credito e che garantisca per voi in caso non paghiate i vostri debiti.
Oppure potete rivolgervi ai department stores come Macy's, Kohl's, Circuit City che solitamente sono di manica larga e rischiando un po' potrebbero concedervi una carta di credito con un credito molto basso, solitamente sotto i $300. Anche se e' un credito basso non preoccupativi, e' un ottimo punto di partenza perche' ora potrete fare qualche acquisto, pagare nei tempi e dimostrare cosi' che siete debitori affidabili. Inizierete a crearvi una storia di credito e un credit score. Dopo qualche mese, se siete stati puntuali nei pagamenti, verrete "corteggiati" da molti istituti di credito che intaseranno la vostra cassetta della posta di credit cards. Bastera' una telefonata per attivarla e sarete cosi' i felici possessori di una seconda carta di credito. Continuate ad usarla e a pagare sempre puntualmente e vi verra' alzato il credito...e a quel punto verrete corteggiati ancora di piu'. Ricordatevi pero' dei vostri debiti, siete voi a dover agire pagando l'istituto di credito ogni mese. Potete inviare un assegno o un bonifico dal vostro conto bancario. Non vi vengono scalati i soldi in automatico, perche' la carta di credito non e' legata al vostro conto bancario ma ad un istituto differente. Dovete essere voi a ricordarvi e se ve lo dimenticate dovrete pagare degli interessi molto salati, anche il 20%.
Probabilmente questo sistema non piace molto agli Italiani che si sentono controllati, spiati, e che hanno il timore comprensibile di dimenticarsi di inviare un pagamento.
Pero' aspettate un momento.
Pochi giorni fa ho deciso di controllare per la prima volta il mio credit score.
Breve parentesi. Tre agenzie hanno in memoria tutti i dati di tutti i possessori di credit card: Experian, Equifax e TransUnion.
Ad ognuna di esse e' consentito richiedere un rapporto gratis all'anno. Bisogna inserire il proprio SSN cioe' l'equivalente americano del nostro codice fiscale, alcuni altri dati e si accedera' alla propria storia di credito aggiornata. Le tre agenzie forniscono un quadro preciso dell'affidabilita' ma non indicano il credit score, il punteggio vero e proprio.
Per ottenerlo ho dovuto pagare (circa $20) a MyFico.com.
Non solo ti spiano -direte voi- ma bisogna anche pagare per ottenere il proprio punteggio? In effetti...pero' ricordatevi che siamo in America dove tutto ha un prezzo e dove vige il concetto di meritocrazia. Mi spiego meglio. Dopo aver pagato i miei $20, oltre al mio credit score, 798, ho ottenuto un rapporto dettagliato con dei consigli molto utili e ad esempio ho scoperto che con il mio credit score se acquistassi una macchina a rate il concessionario non dovrebbe applicare un tasso di interessi superiore al 3.3 %. Quando acquistai la mia prima macchina americana, tanti anni fa, non avendo ancora una credit history il concessionario applico' un tasso del 9.9%!
Se il concessionario volesse applicare il 9.9% oggi potrei dirgli: guardi che il mio credit score e' 798 e dovrebbe applicarmi un tasso non superiore 3.3 %.
E lo stesso principio vale per un eventuale mutuo per la casa. Se comprassi casa oggi, dovrebbero applicare un tasso di interesse sul mutuo di gran lunga inferiore rispetto a qualche anno fa.
Insomma dimostrate di essere stati affidabili negli anni? Bene, meritate di avere dei vantaggi economici e tassi di interesse vantaggiosi. Meritocrazia, mi piace molto. In Italia si cerca ancora di fare le crociate contro le carte di credito a favore del contante. Chi usa il contante puo' evadere piu' facilmente, o comunque pur non evadendo si sente meno controllato. Le ragioni sono culturali e infatti ho notato una differenza fondamentale su come viene concepita la tracciabilita' del danaro in Italia e negli Usa.
Il sistema italiano controlla i movimenti tracciabili solo per punire (se evadi o fai operazioni poco chiare) e quindi siamo naturalmente ancora molto legati al contante. Il sistema americano controlla per punirti se evadi (e li' ti puniscono davvero, anche con il carcere) ma controllano anche per premiarti se dimostri di essere un buon debitore che paga i debiti nei tempi. Non potremmo cambiare atteggiamento e imparare qualcosa dagli Stati Uniti? (Ne ho parlato anche in questo post). Vi saluto riproponendovi questa interessante puntata di Report sul contante e i pagamenti tracciabili. Alla prossima.














martedì 16 aprile 2013

Attacco a Boston e antiamericanismo

Ogni volta che si parla di politica o delle ragioni della crisi economica mondiale un mio amico mi consiglia sempre di dare un'occhiata al sito Nocensura.com. Per lui e' una vera Bibbia e li' e' possibile trovare le risposte a tutte le nostre domande.
Ieri gli Stati Uniti sono stati colpiti al cuore da un terribile atto terroristico durante la maratona di Boston. Come tutti avrete visto dai Tg, a pochi metri di distanza dal traguardo, due bombe sono state fatte esplodere tra la folla provocando tre morti e decine di feriti.
Mi sono subito chiesto chi possa essere stato a perpetrare un tale vile attacco.
Oggi, tra i tanti articoli a riguardo, mi e' capitato di leggerne uno proprio di Nocensura.com:
Bombe sulla maratona di Boston: perche'?
Sara' che io sono da sempre innamorato degli Usa ma ho trovato questo articolo a dir poco fastidioso anche perche' ha fatto ritornare alla mia mente i giorni che seguirono l'11 Settembre 2001 quando ero ancora uno studente e all'Universita' di Napoli e moltissimi studenti e professori si mostrarono piu' o meno palesemente soddisfatti degli attacchi e non a caso una delle frasi piu' ricorrenti era: "beh se hanno ricevuto questo attacco vuol dire che qualcosa gli Stati Uniti avranno pur fatto per meritarselo". E poi con il passare delle settimane iniziarono a prendere corpo le teorie complottiste per cui era ovvio che si trattasse di una colossale messa in scena hollywoodiana. Erano stati gli Americani stessi a posizionare in gran segreto delle mine nelle Twin Towers.
E anche nell'articolo di Nocensura.com il tono non e' differente. Sembra quasi che le bombe, i morti e i feriti siano un dettaglio insignificante. Cio' che vuole subdolamente suggerire l'autore e' il fatto che in queste occasioni sguazzino sempre dei fantomatici figuri che usano il terrorismo come scusa per poterci tenere sotto controllo e privarci di ogni liberta'.
Sempre sullo stesso sito e' riportato un altro articolo in cui e' scritto:
"La mente degli americani è nuovamente paralizzata. È bastato un botto, relativamente innocuo, per risvegliare nella popolazione quella sensazione di totale disorientamento che avevano provato dopo l'11 settembre, e che evidentemente aveva continuato a dormire nel loro subconscio per tutti questi anni..."
Mi sono chiesto se ho letto bene: Botto, relativamente innocuo? Insomma per questi pseudo-giornalisti gli atti terroristici non sono solo una scusa usata da "gruppi dominanti" chiusi nella loro stanza dei bottoni per tenerci tutti sotto controllo, ma sono addirittura creati ad arte da loro stessi. E chi non capisce queste ovvieta' e' un idiota. Insomma proprio come i discorsi compottisti post 11 settembre. E' il vecchio antiamericanismo che non muore mai e si nutre di queste tragedie.
Anche per questo sono sempre piu' contento di tornare a vivere in America.

martedì 9 aprile 2013

Lo sport in America

Ieri era la giornata del derby Roma-Lazio e come troppo spesso accade, la citta' e' stata preda di violenti incidenti. Alcuni tifosi sono entrati in contatto, si sono insultati, hanno tirato fuori i coltelli e otto persone sono state accoltellatema per fortuna hanno riportato solo delle lievi ferite.
Mi chiedo sempre perche' in Italia ogni partita debba essere un pretesto per scatenare la violenza di tifosi in perenne odio tra di loro. Inoltre prima di partite a rischio, i commercianti della zona chiudono le loro attivita' e i cittadini preferiscono restare in casa sperando che i violenti non danneggino le loro auto parcheggiate in strada. E' assurdo ma per molti italiani tutto questo e' diventato normalita'.


Non per me che una tiepida sera d'estate di alcuni anni fa ho avuto la fortuna di assistere ad una partita degli Yankees. Ero un poco piu' che un ragazzino e avevo sempre sognato di vedere una partita di baseball dal vivo. Notando subito che i tifosi non erano divisi in settori ma sedevano tranquillamente uno accanto all'altro e ed erano li' con i propri figli, con le mogli, con le fidanzate chiesi a mio zio, americano: come mai i tifosi non sono divisi in settori? Ma lui non capi' bene il significato di quella strana domanda.
Il tifo a dire il vero non era organizzato come da noi. Forse gli Americani non hanno il tempo e la voglia di frequentare circoli sportivi per provare cori e creare striscioni artistici. Il tifo americano e' guidato dall'organizzazione dello stadio. Ad esempio alcune azioni salienti venivano sottolineate da musiche che aumentavano di volume e creavano tensione. E poi i momenti morti venivano riempiti dalle domande che comparivano sugli enormi maxi-schermi. Chi vinse il campionato nel 1976? E le tre opzioni a, b, o c. Quanti home run ha segnato Babe Ruth nel 1927? E le tre opzioni a, b o c. I tifosi scommettevano tra di loro, alcuni anche con il tifoso della squadra avversaria che gli sedeva accanto. La risposta sarebbe stata mostrata dopo qualche minuto. Nel frattempo la partita riprendeva e poco dopo...un boato. Strano perche' nessuna squadra aveva segnato. Ah ecco, sul maxi schermo era appena comprarsa la risposta alla domanda precedente e coloro che avevano vinto la scommessa avevano esultato. La partita sembra quasi un pretesto per mangiare e bere. Hot dog e birre a volonta'. Nessuno insulta l'arbitro, nessuno inveisce contro la squadra avversaria o contro i tifosi avversari. Tra un hot dog e l'altro si da' un'occhiata alla partita e ci si entusiasma quando c'e' un home run.  A volte vola anche qualche sfotto' tra tifosi ma appena il tono si fa' volgare o offensivo prontamente arrivano gli uomini della security che riescono a calmare gli animi e se necessario conducono i tifosi esagitati fuori dallo stadio per farli "raffreddare". 
Dopo aver riflettuto sulle differenze tra tifosi italiani e tifosi americani mi e' capitato sott'occhio la di un certo Jack Hoffman, un bambino di 7 anni affetto da cancro al cervello che a quanto pare sta commuovendo l'America. Jack e' stato gia' perato due volte e tra due settimane iniziera' la chemioterapia e ha da sempre un sogno, segnare un touchdown con la sua squadra del cuore, i Nebraska Cornhuskers. Ieri era a bordo campo ad assistere la partita dei suoi beneamini quando ad un certo punto lo hanno fatto entrare in campo. Incredulo ma felicissimo Jack...beh vedete il video.
Il messaggio che questa magica serata di sport americano ha voluto trasmettere al piccolo Jack e a tutti noi e' che non bisogna mai arrendersi perche' con la forza di volonta' si possono superare tutte le difficolta', anche le piu' estreme. I Nebraska Cornhuskers hanno regalato a Jack un momento indimenticabile che  gli dara' ancora piu' forza per affrontare la sua battaglia piu' difficile.
Lo sport negli Stati Uniti sa anche trasmettere messaggi educativi.






venerdì 5 aprile 2013

Quando non c'e' chi controlla...

Oggi leggevo un post dal blog Un'Americana a Roma e un passaggio mi ha molto divertito:

Every single time I hosted an Italian friend back in the States, WITHOUT FAIL, the first thing they'd say when they saw the newspaper distribution boxes on sidewalks, was, "how is it possible that no one takes all the papers?" The first time someone asked me, I was baffled. "Why would anyone want to do that? I only need one." The inevitable response, which I eventually got used to over the years, was, "But, just because you could! No one's monitoring it!" Apparently the honor system isn't big around Italy. So I'd then respond, "Ok, fine. But then what would you DO with all those extra newspapers?" Reply, "Oh, I don't know, really. Sell them? Who knows. It's just... this idea that you could take them all if you wanted." I find that a fascinating cultural commentary. I have no use for 10 newspapers. My mind didn't even go there. And yet, every Roman who ever came to the States always marveled at this idea. Love it.