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sabato 26 dicembre 2015

I BOB NY

Ciao a tutti, avete trascorso un bel Natale? Mangiato troppo? Siete tutti diretti in palestra per smaltire le troppe fette di pandoro? Vi sono vicino e infatti mi trasferirò presto in palestra per i prossimi mesi.
Oggi vorrei segnalarvi un personaggio che seguo su Youtube: Bob.
E' un ragazzo italiano che si occupa di design, che ama New York e viene qui per brevi vacanze appena può. Tempo fa dedicò a New York una serie di video e ho appena scoperto che è tornato a New York quest'anno e ne ha girati degli altri.
Dico sempre a tutti gli Italiani che sono qui da poco di scrivere (o fare dei video)  con le proprie considerazioni prima di venire assorbiti e assimilati dall'American way of life perché dopo un po' si rischia di non vedere l'America con gli stessi occhi di meraviglia e stupore.
E quindi quale miglior modo di guardare gli States con questi occhi di un ragazzo italiano, molto simpatico, che viene qui per vacanza?
Ecco il primo video del suo primo viaggio:


Ed ecco il primo video del suo secondo viaggio in cui ci porta anche fuori New York, nelle città dello Stato di New York.
E come dice Bob alla fine di ogni video...Tante belle cose fresche a tutti! 


martedì 15 dicembre 2015

Email dai lettori: Trasferirsi negli USA

Salve a tutti, negli ultimi mesi ho ricevuto molte email da voi lettori.
Mi fa piacere che vi piaccia il blog e provo sempre a rispondere a tutti anche se spesso non riesco a farlo lo stesso giorno. Cercherò comunque di dare  alcune risposte in questo post.
La domanda principale che mi fate tutti è...
Come faccio a trasferirmi stabilmente in USA? 
Devo dire che pochi hanno le idee chiare, alcuni sanno qualcosa sui visti e molti hanno le idee confuse.
A rischio di sembrare brusco e diretto vorrei aiutarvi innanzitutto a comprendere meglio la mentalita' americana in termini di immigrazione con alcune considerazioni:
  • Negli Stati Uniti ci sono milioni di disoccupati americani, ripeto AMERICANI.
  • Gli Stati Uniti non sono l'Italia e quindi non fanno entrare chiunque.
  • Pur essendo un Paese fondato sull'immigrazione i tempi sono cambiati, 30-40 anni c'era bisogno di milioni di lavoratori nelle fabbriche. C'era il boom economico e le porte erano più aperte agli immigrati ma non bisogna dimenticare che anche all'epoca dovevano aspettare per anni prima di poter entrare legalmente sul suolo americano. 
  • Ora le fabbriche le hanno spostate in India e Cina e c'e' meno bisogno di immigrati. Messe da parte le fabbriche, restano ancora i lavori nel settore terziario per cui e' richiesta più istruzione, in poche parole i lavori d'ufficio, MA per queste posizioni lavorative ci sono centinaia di migliaia di disoccupati Americani che bussano alle porte delle aziende e in un Paese (patriottico) come gli USA, anche se sembra strano a noi Italiani, gli Americani hanno la precedenza. Quindi l'immigration americana sarà molto severa a valutare le esigenze di una azienda. Vuoi assumere un lavoratore straniero? Dimostrami che ne hai davvero bisogno e che un americano non può svolgere quel lavoro. O almeno dimostrami che ti sei impegnato a cercare prima tra i lavoratori americani per un determinato periodo. Questa è la logica.
Qualcuno mi dice che ha trovato lavoro in un ristorante di un amico e che verrà a lavorare durante i tre mesi da turista e poi vedra' di mettersi in regola con un visto.
Non funziona cosi'. Il visto non lo vendono sugli scaffali di un supermercato. E' una questione più complicata.
Premettendo che lavorare durante i tre mesi da turista (e quindi senza visto) e' illegale, potete anche riuscire a farlo per tre mesi...ma poi? Se restate anche solo un giorno dopo i 90 concessi diventate automaticamente illegali. Ho letto  e ascoltato due "strategie" da parte degli Italiani che mettono in conto che una volta in Usa potrebbero restare oltre i 90 giorni da turista.
Resto illegale a vita! 
Bene, decidete di non tornare più in Italia per restare illegali a vita. A quel punto vivrete per sempre nell'ansia di venire scoperti e rimpatriati,  avrete difficolta' ad affittare casa, a noleggiare una macchina, ad aprire un conto in banca, ad avere assitenza sanitaria. Dovrete sempre dipendere da qualcuno che risolva i vostri problemi perché voi dovete "nascondervi". Ho conosciuto tempo fa un sudamericano che pedalava per decine di Km al giorno perché aveva giustamente paura di mostrare i propri documenti per compare una macchina. E in inverno, credetemi,  andare in bici tra neve, ghiaccio e freddo non è molto gradevole. Se avrete un bravo datore di lavoro magari non verrete ricattati ma vi potreste avere difficoltà quando chiederete aumenti o giorni di vacanza. Il potere su di voi potrebbe far gola anche al datore di lavoro più umano. Ecco, siete appena entrati nel mondo della schiavitù e della dipendenza psicologica.
Ma io regolarizzo la mia posizione! - direte voi. Mettervi in regola dopo essere stati anche solo per un giorno nell'illegalità vi complicherà le cose o meglio sarà praticamente impossibile, perché avete tradito la loro fiducia e ora tutte le porte vi si chiudono in faccia.
Illegali solo per qualche mese:
Qualcuno dice: Ok resto illegale solo per qualche tempo ma poi torno in Italia e dopo qualche tempo rientro in USA.
Anche questa e' un'idea poco felice perche'...siete pur sempre restati qui da illegali.
Magari siete usciti dagli Usa senza problemi ma state certi che tutte le vostre entrate ed uscite dal territorio americano sono state registrate sui computer dell'Immigration. In realta' non vi hanno fatto problemi quando siete usciti perché pur sapendo benissimo del vostro status da illegale a loro poco interessa...Te ne stai tornando al tuo Paese? Bene, addio furbetto MA e' quando provate a rietrare che  potreste avere delle sorprese.
Caro immigrato che provi a tornare, vedo che sei già stato qui da illegale per un tot di giorni. Perché hai tradito la nostra fiducia e ora ci sfidi di nuovo cercando di tornare? Mi sa che ti mandiamo a casa. Insomma, ragionano così, siete segnati a vita, potrebbero seriamente decidere di mandarvi a casa con il primo volo. E a quel punto non vi sarà concesso di rientrare per i prossimi 10 anni.

CONSIGLI:

Quindi adesso vorrei darvi alcuni consigli basati sulla mia esperienza e su quella di altri italiani che sono riusciti a trasferirsi negli Stati Uniti.
Laureatevi o specializzatevi in Italia:
A meno che non abbiate la fortuna di potervi permettere i costi di un prestigioso College americano, il mio consiglio è di studiare e laurearvi in Italia al piu' presto possibile. Non state a rifiutare un 24 per prendere un 30 tre mesi dopo. Qui i ragazzi non vanno fuori corso e si laureano a 23 anni e dopo pochi mesi hanno gia' trovato lavoro. Dovete competere anche con loro. Meglio arrivare qui con un 100/110 a 25 anni che con un 110 e lode a 30. Si sa che molti esami in Italia vanno a fortuna e quindi un voto piu' alto non corrisponde sempre una preparazione migliore. E poi qui le azienda non guardano il voto di laurea. Almeno a me non lo hanno mai chiesto. Vi mettono alla prova e se vi mostrate svegli e volenterosi, per loro vale più di cento baci accademici. Decidono di investire su di voi e vi offrono anche un buono stipendio.
Mandate il Resume alle sedi americane di compagnie italiane
Molti pensano che questa sia una strategia sbagliata perche' fa restare troppo legati all'Italia. Ma  ricordatevi che siete italiani e per ottenere un visto di lavoro bisogna convincere l'Immigration che un americano difficilmente è piu' adatto di voi per quella posizione lavorativa. E conoscere l'Italiano per aver rapporto quotidiano con l'Italia sul lavoro è qualcosa di reale che vi distingue e vi dà un vantaggio su un potenziale candidato americano.
Fate rivedere il vostro Resume a una compagnia specializzata
Il CV, che qui chiamano Resume, e' molto importante e ha un formato diverso da quello europeo.
Deve essere sintentico, preferibilmente una sola pagina. E a volte non e' facile racchiudere tutto in una pagina. Io mi rivolsi ad una compagnia che che per circa $100 mi mise a punto il Resume e questo mi aiutò molto a suscitare più interesse da parte di potenziali datori di lavoro. Qualcuno mi ha detto Eh però $100 per farmi aggiustare il CV è davvero troppo. Lo faccio da solo. E' uno spreco di soldi! Ecco state ragionando con la mentalità italiana. E questo mi collega all'ultimo punto che li riassume un po' tutti.
Strategia, soldi, tempo, pazienza, testardaggine
Abbandonate la mentalità italiana. Se volete davvero realizzare questo sogno dovete investire i vostri risparmi, rischiare, studiare, fare ricerca. Deve essere un lavoro a tempo pieno.
Cosa sono $100 se vi darà la possibilità di essere contattati da più aziende?
Una volta che avete il vostro bel Resume in formato americano, svegliatevi presto, mettetevi al pc e "lavorate": mandate email, stringete amicizia su LinkedIn, cercate le liste di aziende che possono interessare. Cercate le loro email. Iscrivetevi a Monster.com e altri siti del genere. Dovete inviare decine di Resume al giorno. Seminate, seminate e qualcosa uscira'. Non mentite, mettete subito in chiaro che in caso di assunzione vi serve una sponsorizzazione per un visto di lavoro. Molte aziende si tireranno indietro ma almeno saprete che quelle rimaste potrebbero avere intenzioni molto serie. Siate sempre cordiali e disponibili.
Decidete le date in cui sarete in Usa cosi' potete comunicarle ai potenziali datori di lavoro dipsosti a farvi un colloquio. Solo in quel caso potrebbero dirvi, come e' successo a me: Bene quando sei qui fatti sentire che fissiamo un colloquio. Se dite che un giorno forse verrete pero' chissa', non so come e non so quando...o peggio ancora se dite che avete intenzione di partire solo quando avrete un lavoro sicuro...state certi che non vi risponderanno mai.
Dovete investire i vostri risparmi, rischiare, partire. E poi o la va o la spacca.
Spero di avervi dato qualche buono spunto di spunto di riflessione e qualche buon consiglio.
A tutti voi che vorrete tentare l'avventura americana...Buona Fortuna!