lunedì 20 gennaio 2020

L'acquisto del mio condo americano (3): Il mutuo

E arriviamo al mutuo che in USA chiamano "mortgage". Io e il proprietario firmiamo il Sales Agreement in cui il ruolo più importante è probabilmente proprio l'approvazione. In poche parole se il mutuo non viene approvato nel giro di 3 settimane il proprietario può ritenersi libero di abbandonare le trattative e far vedere l'appartamento ad altri potenziali acquirenti. Se viene approvato, invece, possiamo procedere con il closing ovvero l'atto di vendita vero e proprio e la consegna delle chiavi. E inizia una corsa contro il tempo.  

Ma facciamo un passo indietro. Come ho trovato la banca/istituto di credito per il mutuo? Molto semplice, ho iniziato a fare ricerche online e ho contattato alcune banche per delle quotazioni. Facendo ricerca ho letto che c'è una legge statale per cui chi acquista la sua prima casa in Connecticut può usufruire di un mutuo a tasso agevolato. Così ho contattato una delle banche collegate con lo stato per questi tipi di mutuo. Tra parentesi, come dico sempre, l'informazione è potere. Nessuno ti dirà mai queste cose. Sono informazioni, scorciatoie, che devi sempre scoprire da solo se vuoi risparmiare qualche soldo.

Un signore di questa banca, Penn, mi ha quindi fatto un colloquio telefonico facendomi molte molte domande sul mio lavoro e sul mio stipendio, mi ha chiesto se ho debiti per la macchina o il college, e poi mi ha inviato una quotazione per il mutuo in base alle mie richieste. 

E torniamo alla corsa contro il tempo. Prima di approvare il mutuo c'è l'ispezione. Un collega di questo Penn è andato con il mio agente a fare una valutazione dell'appartamento. Ha reputato il prezzo per cui mi stavo accordando con il proprietario un giusto prezzo, né underestimated, né overestimated.

E così le pratiche per il mutuo possono andare avanti. In quei giorni mi chiedono la dichiarazione dei redditi degli ultimi anni, fanno una richiesta alla mia compagnia per avere una conferma che lavoro da loro da 6 anni. Mi chiedono gli statements degli ultimi mesi de mio conto bancario. Non contenti, selezionano tra le varie voci, le tre cifre dei trasferimenti in entrata più alti e me ne chiedono la provenienza. Devo spiegare/dimostrare/convincere che alcuni soldi provengono da un conto italiano, e  altri provengono da un conto di azioni che avevo aperto un anno prima per giocare un pò in borsa. Sembra un interrogatorio a tratti un pò snervante in cui tu che sei innocente, e non ha niente da nascondere, ti senti quasi colpevole, un uomo sotto accusa che deve mostrate la sua trasparenza. Ma è la prassi, immagino, perché comunque devono prestarti una cifra non indifferente.

A un certo punto a pochi giorni dalla scadenza delle 3 settimane mi dicono però che non riusciranno ad approvare il mutuo nei tempi e quindi chiediamo una proroga di 10 giorni al proprietario, tramite il mio avvocato. Per fortuna accetta. E vorrei ben vedere, ci ha fatto  perdere un sacco di giorni con quella storia del 14 e del 41 del posto macchina...

Il mutuo viene approvato, o meglio, quasi, manca un ultimo step. Devo seguire un corso online, richiesto dallo stato, e superare un esame. Niente di impossibile, è anche molto interessante e tratta della compravendita di una casa, i termini e le procedure, l, i diversi tipi di mutuo, ma è un corso al quale devo dedicare una ventina di ore e lo faccio, stanchissimo,  di sera quando torno dal lavoro. E per fortuna supero il test online. Il mutuo è quindi completamente approvato. 

E fissiamo la data per il giorno più importante, il giorno del Closing. 

domenica 12 gennaio 2020

L'acquisto del mio condo americano (2): Il 14 e il 41

Il giorno dell'ispezione al condo non avevo ancora visto il posto macchina. L'annuncio diceva "posto macchina coperto". Prima di arrivare al condo il mio agente mi scrive un messaggio: Quando arrivi puoi puoi parcheggiare al posto macchina associato al condo, il 14. Perfetto, entro nel parcheggio, cerco il 14 ma...è all'aperto.

Salgo al condo dove mi aspettano agente e ispettore al quale dò un assegno di $400 come pattuito il giorno prima. Mentre l'ispettore controlla impianti elettrici ed impianti idraulici, muri, finestre, elettrodomestici, impianti del riscaldamento e dell'aria condizionata, io chiedo al mio agente: Scusa Max, ho parcheggiato al 14 come mi avevi detto ma non è un posto al coperto. Sull'annuncio è scritto "covered parking". Come mai? Così fa una telefonata all'agente del proprietario. Ero molto deluso e anche se il condo è davvero carino, penso, un parcheggio all'aperto non mi piace. Il posto macchina è importante, e quel 14 avrebbe significato neve e ghiaccio da togliere in inverno. Mando tutto all'aria per un parcheggio o me lo faccio andare bene? Però sull'annuncio era scritto covered parking spot.

Il mio agente dice che anche l'agente del proprietario sa che il posto è il 14. Forse c'è un errore e avevano bisogno di un pò di tempo per controllare.
L'ispezione nel frattempo va bene e c'è solo un vetro di una finestra e l'unità AC, da cambiare ma senza fretta, anche nel giro di un paio di anni.

Il prossimo passo è la firma del sales agreement ma io  prima di firmare voglio capire la storia del posto macchina e quando leggo i dati tecnici del condo, quelli registrati al comune, noto che il posto macchina è il 41. Non 14...41!
Allora faccio un veloce giro in macchina ed entro nel parcheggio del condominio (non ci sono sbarre o cancelli). Trovo il 41 ed è effettivamente al coperto. Quindi telefono al mio agente: Max, il posto che mi spetta è il 41 ed è al coperto. Lo ho appena letto sui dati del condo. C'è stato un errore?
Bene chiama l'avvocato, dice.

L'avvocato che avevo scelto qualche giorno prima su suo consiglio tra parentesi è una ragazza molto giovane e carina di appena 25 anni e come tanti ragazzi americani è già in piena carriera e con qualche anno di esperienza. Siamo in America e anche una ragazzina se è in gamba è normale che guadagni molto, anche a pochi anni dalla laurea. Infatti mi raccontava che aveva da poco comprato casa anche lei.

Contatta l'agente del proprietario per capire bene questa situazione e scopre che non era un errore vero e proprio. Il proprietario aveva dato in affitto il 41 a un altra persona e lui aveva chiesto agli amministratori del condominio di prendere temporaneamente il 14, all'aperto.

E me lo volete dire? In tutto questo il proprietario mi sembra assente e poco collaborativo ma se sugli atti c'è scritto che al mio condo è associato il 41, l'avvocato dice che posso stare tranquillo. Bene ma voglio essere sicuro di non dovermi trovare a litigare
il primo giorno che vado a parcheggiare al mio posto macchina e magari ne trovo un'altra parcheggiata lì. Se non mi date certezze non proseguo. Mi ritelefona il giorno dopo e mi assicura che è tutto risolto, il 41 è mio per gli atti, posso stare tranquillo, il condominio è al corrente e il proprietario dirà in questi giorni al suo amico di lasciarlo libero perché sta concludendo la vendita.
Ok, bene allora. Possiamo proseguire.
Ed ora entra in scena il mutuo.

sabato 4 gennaio 2020

L'acquisto del mio condo americano (1): Offerta e Purchasing Agreement

Ciao a tutti e buon 2020! In questi giorni in cui tutti stanno facendo un bilancio dell'anno passato stavo pensando anche io agli eventi principali del mio 2019 e tra questi c'è sicuramente l'acquisto del mio appartamento americano, per la precisione un condo. Non ne avevo ancora scritto ma credo che possa interessare voi lettori per capire le varie tappe dell'acquisto casa negli Stati Uniti. 

Sin dal 2004 avevo sempre vissuto in affitto ma dopo aver ottenuto la tanto agognata green card, mi sono deciso anche perché avevo finalmente la certezza di non correre più il pericolo di essere mandato in Italia per la scadenza di un visto. Una volta ottenuta la green card non si ha più bisogno di visti perché è il permesso di residenza permanente.

Devo dire che il mio (ex) padrone di casa Italo-Americano mi ha sempre trattato molto bene, quasi come uno di famiglia, e non mi ha mai aumentato il prezzo dell'affitto, di per sé già conveniente. Sapevo però che era sempre sul punto di vendere casa per trasferirsi in Florida e così è stato. Proprio qualche settimana fa ha venduto e si è trasferito lì con il figlio. Ho fatto bene ad anticiparlo e per fortuna ho acquistato il condo qualche mese prima della sua vendita altrimenti avrei mi sarei dovuto spostare in un altro appartamento in affitto, a parità di grandezza, ad un costo sicuramente molto più alto.

Insomma, era arrivato il momento, dopo tanti sacrifici, di investire e iniziare a vivere più comodamente anche se questo comporta un bel mutuo di 30 anni ma credo sia preferibile avere mutuo per qualcosa che resta mio che sprecare soldi in affitto. 

Ma veniamo alla ricerca. Un anno fa ho contattato un’agenzia immobiliare di cui avevo sentito parlare molto bene. Sono stati molto gentili e disponibili e mi hanno fatto vedere molti appartamenti sopratutto di sera di ritorno dal lavoro o il sabato e la domenica per venire incontro alla mie esigenze. Ne ho visti una quindicina. Uno dei primi mi piaceva molto e anche se aveva bisogno di qualche lavoro ho fatto un’offerta. Mi sono mantenuto basso, a causa dei lavori, ma se l'è aggiudicata un altro. Ci sono rimasto un pò male perché era davvero carina ma a posteriori, meglio così. 

Dopo altre ricerche ne ho visto un altro ancora più carino e non potevo farmelo sfuggire. Ma dovevo essere veloce e così lo ho visto il giovedì sera e ho fatto l'offerta il venerdì mattina, offerta di poche migliaia di dollari più bassa del prezzo richiesto. 

Ma prima di andare avanti con la storia, una breve parentesi. I "protagonisti" principali di ogni compravendita negli Stati Uniti sono 4: il listing agent che mette in vendita la casa per il seller, il seller, il buyer agent e il buyer. A me è parso un pò particolare perché ho avuto a che fare solo con il mio agente che faceva da tramite con il seller e il suo agente che non ho mai visto "dal vivo", neanche per le firme finali degli atti che sono stati firmati in orari e sedi differenti. 

Ma torniamo alla mia offerta. L'ho firmata tramite il Purchasing Agreement. Quando riceve un'offerta il proprietario ha 24 ore per dare una risposta. Accetta e controfirma o rifiuta.
Credo di averlo un pò spiazzato e so che era un pò indeciso ma il suo agente gli ha detto che si trattava di una buona offerta, di poco sotto il prezzo richiesto. Così il proprietario ha firmato ma ha comunque fatto vedere l'appartamento ad altre persone durante il weekend.

Mi hanno detto che una volta firmato il Purchasing Agreement, il proprietario è tenuto a dire che ha accettato un'altra offerta e che sta facendo vedere la casa solo per raccogliere altre offerte in caso per qualche ragione io venga meno all'accordo firmato.
Da quanto ho capito il purchasing agreement non è totalmente vincolante e il proprietario avrebbe potuto anche accettare un'offerta migliore disimpegnandosi dal nostro contratto. Non sarebbe stato molto etico ma possibile ma per fortuna non li ha fatto ma il suo agente ci ha tenuto a farmi sapere, tramite il mio agente, che il proprietario aveva ricevuto un’offerta non solo più alta della mia ma anche più alta del prezzo richiesto (online) ma aveva deciso per correttezza di proseguire con me.

Però mi detto di non richiedere al proprietario di fare piccoli aggiustamenti al condo perché già rifiutato un'offerta più alta e insomma per riconoscenza non avrei dovuto fare troppe richieste. Va bene la casa era come nuova e dopo aver fatto fare un ispezione a un esperto che ha controllato impianto elettrico, idraulico, elettrodomestici, muri, sistemi di allarme, finestre, balconcino e ha confermato che tutto era in ottime condizioni, non ho fatto storie. Mi ha detto solo che prima o poi bisogna cambiare un vetro ad una finestra e l'unità di aria condizionata a muro in camera da letto.

Ma prima prima di proseguire con le pratiche siamo arrivati a uno stop inatteso e ve ne parlo al prossimo post.

domenica 22 dicembre 2019

La carriera veloce dei ragazzi americani

Anche se vivo negli Usa da molti anni, ci sono alcune cose che ancora mi sorprendono o, meglio, confermano ciò che penso da tempo. Riguarda il lavoro e i giovani.

Vi racconto:
Pochi anni fa una ragazza è stata assunta dalla mia compagnia. Aveva circa 23 anni. Si era laureata un anno prima e, poiché qui si trova lavoro facilmente, poche settimane dopo la laurea, quando iniziò da noi aveva già un annetto di esperienza lavorativa. Rimase con noi per due anni e nonostante guadagnasse abbastanza bene, anzi molto bene direi, un giorno quasi a sorpresa diede il notice di due settimane. Le avevano offerto un lavoro migliore. La compagnia per farla rimanere, rilanciò con uno stipendio più alto e lei decise di restare. Per poco però perché dopo qualche mese un'altra compagnia le offrì di più, diede di nuovo il notice di due settimane e questa volta la mia compagnia non la trattenne. Poche settimane fa, dopo meno di due anni di lavoro in quella compagnia, ha cambiato di nuovo lavoro. Le hanno offerto uno stipendio ancora più alto e il titolo di responsabile di un dipartimento finanziaro. Ha circa 28 anni.

Altro episodio. Qualche settimana fa vengo contattato da una recruiter per una posizione lavorativa simile alla mia ma con un titolo più importante e uno stipendio migliore. Sostengo un colloquio telefonico con la recruiter che mi ricontatta dopo qualche giorno per farmi fare un altro colloquio telefonico con la senior supply chain manager della compagnia. Credo che abbiano assunto un'altra persona perché non si sono fatti ancora vivi e onestamente c'erano alcune cose della posizione lavorativa che al mio lavoro corrente non ho ancora imparato e loro non hanno tempo di fare il training alla persona da assumere. Sono stati onesti a dirmelo ma va bene così. Non è questo il punto. Per curiosità prima del colloquio con la senior supply chain manager ero andato a vedere su LinkedIn il profilo di questa persona che mi avrebbe fatto il colloquio, così tanto per sapere chi mi avrebbe telefonato.  Immaginavo una senior manager fosse una signora di una certa eta' e invece era una ragazza di 27 anni. Poiché si era laureata, come un pò tutti qui, sui 22 anni, in 5 anni era già diventata senior supply chain manager!

Altro episodio. Un mio collega lavorava in magazzino a circa 20 dollari l'ora. Già una buona paga ma voleva di più. Quando ha capito che difficilmente avrebbe avuto promozioni o aumenti ha iniziato a guardarsi attorno. Pochi mesi fa ha ricevuto un'offerta per un lavoro nel settore costruzioni in cui gli daranno circa 30 l'ora e poiché è un union job, lavoro con un sindacato forte, dopo un breve periodo potrebbe avere un aumento sostanzioso sulla sua paga oraria. Anche lui ha meno di 30 anni.

Potrei fare tanti altri esempi. Ciò che mi colpisce ancora degli Usa è la relativa facilita e la velocità con cui i ragazzi riescono a fare carriera, ad ottener ruoli e stipendi importanti e a dirigere persone anche più anziane di loro. Almeno nella zona di NY. Non è considerato immorale pagare tanto e dare ruoli importanti a ragazzi molti giovani. E la cosa che mi colpisce di più è che molte delle persone che fanno carriera sono persone normalissime con un'intelligenza nella media. Non sono fisici nucleari. Semplicemente si trovano in un luogo in cui c'è lavoro, flessibilità e la meritocrazia funziona. Recentemente ho scritto molto delle cose che non mi piacciono molto degli Usa come ad esempio, la mia fissa recente, il sistema sanitario ma per quanto riguarda il lavoro devo dire che le opportunità sono davvero moltissime, almeno per chi vuole rimettersi in gioco e non adagiarsi e per chi le sa cogliere.

domenica 15 dicembre 2019

Io odio il sistema sanitario americano - Parte 7

Questa forse è l'ultima sul tema Io odio il sistema sanitario americano...almeno fino alla prossima.
(Ma nei prossimi post parlerò d'altro).

Qualche settimana fa ho deciso di cambiare dentista. Il dentista dove sono andato negli ultimi anni e i suoi collaboratori dell'accounting department si sono comportati in modo poco corretto e quindi ne ho scelto un altro, dopo essermi assicurato che il suo studio accetta la mia assicurazione.
Prima della visita però ho informato la mia assicurazione e mi hanno detto: va bene puoi andare dal nuovo dentista e farti fare una second opinion examination, per iniziare il rapporto, e noi la copriremo al 100%. Devi solo fargli firmare un modulo e farglielo mandare al nostro indirizzo.

Bene, vado dal nuovo dentista ma quando sono li mi sorge un dubbio. La mia assicurazione ha detto che coprirà per questa visita. Ma i raggi saranno inclusi? Il dentista e la ragazza dell'amministrazione/contabilità controllano mentre aspetto in sala (e non mi è chiaro se in questi casi fanno loro una telefonata) ma mi dicono che l'assicurazione dovrebbe pagare. Sembravano sicuri anche...dovrebbe. Comunque, il dentista mi fa una breve visita, compresi i raggi e mi dice cosa dovremmo fare per il futuro. Poiché ho ancora il dubbio, uscendo chiedo di nuovo: i raggi sono coperti dalla mia assicurazione, vero?
Lui risponde, facendo il simpatico: Non preoccuparti, ad ogni modo non ti faremo pagare niente per questa visita! Ovvero intendeva, se pure l'assicurazione non ci pagasse per i raggi, assorbiremo noi la perdita, tu sei un nuovo cliente e non ti faremo pagare.

Bene, sono più tranquillo ma il giorno dopo controllo con l'assicurazione e mi dicono che, no, i raggi non sono coperti.
Come no? Da una visita senza raggi come può capire il dentista se ci sono problemi ai denti? Il dottore non ha gli occhiali i raggi X.
Rispondono che per examination intendono visita ma senza raggi.
Si ma visita come, così ad occhio nudo?
Pare di si. O meglio i raggi sono a carico mio, punto.

A niente serve inviargli la definizione di dental examination che include normalmente anche i raggi. Per l'assicurazione devo pagarli io al dentista. $90.
Allora mando email al dentista per informarlo che l'assicurazione non pagherà per i raggi e che dovrei pagarli io ma gli ricordo gentilmente che aveva detto che non avrei pagato niente in questa evenienza.

Troppo facile. La ragazza dell'amministrazione/contabilità dice che loro si basano sulle info che gli do io prima della visita e non sanno mai con certezza se qualcosa è coperta oppure no.
Si ma ricordo di nuovo che il dentista ha detto di non preoccuparmi e che non avrei pagato comunque niente per la visita.

Insomma dopo una scambio di email la ragazza mi dice che mi abboneranno il costo dei raggi.
Ma quanta fatica.

Lo so forse avrò fatto la figura di chi tira sul prezzo come al mercato ma a questo punto non mi interessa più niente. Non sopporto questo clima di incertezza e le promesse fatte a voce e poi non mantenute. Ormai sono in guerra e devo combattere. Ma è una guerra temo contro i mulini a vento.

Spero solo che qualcuno cambi questo sistema perché se non stai male tu, ti ci fanno ammalare con tutto questa agitazione che riescono a crearti dopo ogni visita.

domenica 8 dicembre 2019

Io odio il sistema sanitario americano - Parte 6

Vi ricordate l'ultimo post sul tema Io odio il sistema sanitario americano?
Breve riassunto della puntata precedente.

Dopo la visita oculistica in cui avrebbero dovuto valutare se ho il glaucoma il tecnico mi dice che deve far vedere i risultati dei vari macchinari alla titolare che poi mi farà sapere ma mi anticipa già che, da ciò che ha già visto anche lei, probabilmente la titolare consiglierà di fare un'ecografia alla carotide per capire se ci sono blocchi nelle arterie che portano il sangue dal collo al cervello. Lo consiglia a molti.

Questa ecografia (ovviamente) sono attrezzati per farla anche loro e sarebbe considerata un'altra visita. Certo.
Dopo qualche giorno il tecnico conferma per telefono che la titolare vuole che faccia l'ecografia.
Ok, ma il glaucoma? Che mi dite di quello? Niente, sembra che se non faccio l'ecografia non possono dirmi niente. Ma scusate, indipendentemente dall'ecografia avrete pur visto qualcosa riguardante il glaucoma...Dopo varie telefonate ed email riesco ad ottenere i risultati ma sono molto vaghi:  viene consigliato di fare un'altra visita dopo 6 mesi perché per ora il glaucoma è solo suspect. E viene consigliata l'ecografia per la carotide.

Breve parentesi, anche se vaghi, ho dovuto lottare per ottenere questi risultati purché dicevano che è materiale d'ufficio e bisogna fare una richiesta scritta e pagare un tot a pagina. Assurdo.

Comunque tornando alla famosa ecografia dico che forse la faccio più in la o in Italia.
Eh no, non si può, o meglio anche qui un'altra lotta. Mi dicono che se non la voglio fare subito da loro o se la voglio fare in Italia devo firmare un modulo. E perché? Dicono che la titolare ha dato l'ordine di farla e se non la faccio è sua responsabilità. Io rispondo che a me sembra assurdo, la titolare ha dato un consiglio e io posso decidere se accettarlo o meno. Comunque firmo.

Ok, qualche giorno fa sono stato in Italia per una vacanza e ho deciso di fare lì la famosa ecografia.
In una struttura privata. Sapete cosa mi ha detto il medico dopo la visita? Che non ho assolutamente niente. Nessun blocco, niente, tutto perfetto. Ho pagato 102 euro e sono uscito da quella porta felice e rassicurato ma con tanti pensieri sul sistema americano.

Sembrava una questione di vita o di morte, qualcosa da fare con estrema urgenza. Mi hanno fatto firmare un modulo perchè contravvenivo all'"ordine" della titolare dello studio oculistico. E invece, come immaginavo, non ho assolutamente niente.
Quanto sarebbe costata l'ecografia in USA? Senza assicurazione...$1800! Per un minuto di visita si e no! E con l'assicurazione? Non si sa di preciso. Bisognava prima mandare domanda all'assicurazione, per fargli capire il bisogno di farmi questa ecografia. A quel punto l'assicurazione avrebbe fatto capire se e quanto avrebbe coperto. Magari avrebbe detto: per noi l'ecografia non costa $1,800 ma $1,000 e noi di questi $1,000 ne paghiamo solo $ 500. Tecnicamente l'oculista che mi avrebbe fatto l'ecografia avrebbe dovuto accettare i $500 e finita li. Ma avrebbero anche potuto cercare di far pagare a me gli altri $500. Si chiama balance billing e non è legale in alcuni Stati ma nonostante ciò a volte ci provano. Sarei stato con l'angoscia di ricevere una richiesta di pagamento anche dopo mesi dall'ecografia. Insomma non è stato meglio farla in Italia? 102 euro con la consapevolezza che poiché non ci sono assicurazioni in mezzo non riceverò altre richieste di pagamento.

La cosa triste è che la mia compagnia paga circa $800 al mese per la mia assicurazione e poi devo fare queste cose e sentirmi più al sicuro nel fare una visita in Italia...

That's America.

sabato 26 ottobre 2019

Le zucche e i secchielli blu di Halloween

Si stanno diffondendo in Usa i secchielli a forma di zucca BLU accanto a quelli classici ARANCIONI. E' un'iniziativa legata all'autismo. Poiché i bambini affetti da autismo potrebbero avere qualche problema di comunicazione quando bussano alle porte di casa per dire "Trick or treat?", il secchiello blu sta ad indicare a chi apre la porta che il bambino non è maleducato se non dice ma ha semplicemente qualche piccolo problema comunicativo. L'iniziativa sembra aver suscitato approvazione ma anche qualche critica. 
Se ho capito bene, poi, le zucche vere e proprie di colore blu, non i secchielli, le zucche che i padroni di casa lasciano fuori casa accanto alle classiche arancioni stanno ad indicare ai bambini con problemi alimentari, che non possono mangiare dolci, che i padroni di quella casa hanno pensato anche a loro e sono attrezzati perché gli doneranno piccoli giocattoli invece che dolci. Ma tra secchielli blu che indicano una cosa e le zucche blu che indicano un'altra non si creerà confusione?
Ai bambini autistici daranno macchinine insulse o adesivi a forma di stelle ma quelli si aspettano mini twix, kit kit e milky way e loro (giustamente) si incavoleranno?

mercoledì 16 ottobre 2019

Halloween, una festa commerciale dalle origini pagane

A inizio ottobre i giardini delle case americane si trasformano in set da film horror pieni di zucche malefiche, fantasmi, scheletri, gatti neri, pipistrelli, calderoni e streghe. Già da settembre, in realtà, i negozi dedicano intere sezioni a decorazioni macabre e inquietanti e riempiono gli scaffali di grandi buste di dolciumi che verranno poi distribuiti a milioni di ragazzini che il 31 ottobre si riverseranno nei quartieri residenziali per bussare alle porte di casa con la nota formula del trick or treat?
È la tradizione di Halloween, una delle feste più importanti negli Stati Uniti e seconda, per introiti commerciali, solo al Natale. Anche se oggi è contraddistinta da una forte dimensione consumistica, la festa di Halloween ha origini molto antiche che risalgono ai tempi delle popolazioni celtiche. Per i Celti l’anno era essenzialmente diviso in due, una parte “solare” legata ai raccolti e l’altra più oscura legata al freddo e a un senso di incertezza. Il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno veniva celebrato il 1 novembre con la festa dello Shamain e la notte precedente era carica di tensione perché si credeva che proprio in quelle ore il mondo dei vivi potesse intersecarsi con quello dei morti e le anime dei defunti e gli spiriti maligni potevano tornare sotto forma di fantasmi a perseguitare i vivi. Per tenerli buoni tutti lasciavano fuori casa cibi, bevande e particolarissime lanterne artigianali, costruite da rape incavate. Queste precauzioni avrebbero tenuto alla larga le anime dei morti e in più le avrebbero guidate al loro mondo.
Quando la religione cristiana si diffuse nei territori del nord Europa, le tradizioni cristiane si sovrapposero a quelle pagane. La Chiesa cercò di contrastare la festa dello Shamain spostando il giorno dedicato al culto dei santi, All Hallows Day, che si teneva a maggio, al 1 novembre. La vigilia di di questa festa venne chiamata All Hallows Eve che dopo varie trasformazioni divenne Halloween. L’intento della Chiesa funzionò solo in parte perché Halloween restò saldamente legata alle tradizioni pagane anche se fece proprie alcune tradizioni cristiane. L’usanza del trick or treat, ad esempio, nasce dalla tradizione del Souling per cui il 2 novembre i bambini delle famiglie più povere bussavano alle porte delle famiglie agiate per chiedere cibo, in particolare le souls cakes (dolci per le anime), in cambio di preghiere per le anime dei loro cari. In questo modo sarebbero ascese al cielo più velocemente. Il Guising era un’altra tradizione simile al souling per cui i bambini bussavano, mascherati, alle porte delle case per chiedere oldi, cibo o bevande in cambio di canzoni, brevi scenette teatrali o poesie. Quando Irlandesi e Scozzesi emigrarono negli Stati Uniti, queste due tradizioni cristiane si intrecciarono dando vita al trick or treat.
Ma il vero simbolo di Halloween è senza dubbio Jack-O-lantern la zucca incavata, dalle espressioni spaventose, con una candela al suo interno. Il nome della zucca prende origine da una antica leggenda irlandese. Stingy Jack era un vecchio astuto, avaro e ubriacone che amava fare scherzi a tutti, inclusi amici e familiari. Una sera il diavolo andò da lui per reclamare la sua anima. Jack era ubriaco al solito locale e chiese al diavolo di esaudire un desiderio: bere un ultimo bicchiere assieme a lui. Il diavolo acconsentì ma, al momento di pagare, Jack disse di non avere soldi e chiese al diavolo di trasformarsi in moneta per poter saldare il conto. Il diavolo accettò ma Jack, invece di pagare, mise in tasca la moneta assieme a un piccolo crocifisso che impedì al diavolo di tornare alla sua forma originaria. Jack gli estorse una promessa: il diavolo lo avrebbe lasciato in pace per dieci anni e lui lo avrebbe fatto tornare alla sua forma originaria. Il diavolo acconsentì e dopo 10 anni tornò da lui, ma Jack lo ingannò di nuovo. Gli chiese di prendere una mela su un albero ma quando il diavolo si arrampicò sull’albero, Jack intagliò una croce sulla corteccia. Il diavolo restò bloccato e Jack gli estorse una nuova, e più importante, promessa: il diavolo non avrebbe mai preso la sua anima. Quando Jack morì andò a bussare alle porte del paradiso ma Dio non volle aprirgli. Andò quindi a bussare alle porte dell’inferno ma il diavolo mantenne la sua promessa e non lo fece entrare. Ebbe solo un piccolo moto di compassione e gli lanciò un carbone acceso che mise in una rapa per farne una lanterna. Fu così che Jack iniziò il suo peregrinare notturno fu così che nacque l’usanza delle zucche incavate, che negli Stati Uniti sostituirono le rape usate in Europa, per aiutare Jack a trovare la sua strada.

mercoledì 9 ottobre 2019

YouTuber americani che raccontano l'Italia

Ciao a tutti, chi mi segue da tempo sa che il mio blog racconta la quotidianità e le curiosità degli Stati Uniti da un punto di vista italiano. Ma in rete si trovano anche esperienze speculari, ovvero ragazzi americani che si sono trasferiti in Italia e raccontano la quotidianità e le curiosità italiane da un punto di vista americano.

Vorrei segnalarvi non dei blog ma tre canali youtube di tre ragazzi americani. In realtà due vivono in Italia e una ci ha vissuto per poco tempo ma tornata in America continua a fare video in italiano.


La prima è Tia Taylor. Lei è molto simile a me per gli aspetti culturali che ama raccontare e tra l'altro è proprio la mia storia speculare perché è  originaria del Connecticut in cui vivo ma si è trasferita da qualche anno in Italia. Credo che abbia vissuto in un piccolo paese del Connecticut che lei trovava un pò noioso e ora vive a Milano. Proprio come me che ho vissuto in un piccolo paese del Sud dove non accade mai molto e ora anche se non ci vivo, mi trovo ogni giorno per lavoro a New York. Tia ha un ragazzo italiano e a volte fanno video assieme. Davvero interessanti i suoi video. Come ad esempio questo sul reverse culture shock.


Briller è un altro Youtuber americano che si è trasferito in Italia. Ha una ragazza italiana molto simpatica, Sonia, e hanno annunciato che si sposeranno presto. Briller, come Tia, ama l'Italia e riesce a raccontare le differenze con gli States e anche le tante incongruenze italiane sempre con molta attenzione, parlando spesso anche dei difetti e delle inefficienze italiane ma senza mai urtare la suscettibilità dei followers più sensibili. In definitiva si vede che adora l'Italia e riesce a passare su anche alle tante cose che non vanno bene nel Bel Paese.
Ecco un video su alcune cose normali in Italia ma strane in Usa:


Kenna Burke è una nuova YouTuber che seguo da poco. E' giovanissima, credo abbia meno di 20 anni ma è molto molto solare e simpatica. E non ho mai sentito un'americana parlare l'italiano così bene. Ha studiato per qualche mese in Italia ed è tornata nel suo Texas. Davvero molto brava ed emergente, direi, perché in pochissimo tempo ha già raggiunto oltre 80K followers e credo arriverà presto oltre i 100K.
Qui Kenna parla delle differenze tra liceo italiano e high school americano. Interessante e divertente:



E voi conoscete altri YouTuber americani che raccontano l'Italia?



domenica 15 settembre 2019

Terzo dibattito tra i candidati democratici

Pochi giorni fa ho visto il terzo dibattito tra i 10 candidati democratici. Uno di loro sarà il candidato che sfiderà Donald Trump alle elezioni del 2020. 
Durante il dibattito si è parlato molto dell'healthcare system, che come sapete dai miei post precedenti è un tema a me molto caro. Si è parlato anche del problema della diffusione delle armi come AR 15 e AK 47, di razzismo, immigrazione, guerra commerciale contro la Cina, cambiamenti climatici, terrorismo, guerre, truppe militari in Afghanistan da richiamare in patria. 
Ma non mi hanno tanto interessato i temi politici e le soluzioni proposte anche perché si sa che i politici fanno tante promesse ma poi tra il dire e il fare...
E' stato invece interessante notare che i dieci candidati non si sono concentrati contro il nemico da battere. Certo hanno parlato di Trump ma non ne hanno fatto l'oggetto principale del loro dibattito. 
A me pare che in Italia sia un pò diverso e i politici si concentrano quasi totalmente sul nemico. Noi non siamo come Berlusconi, Renzi, Salvini... Si non siete come il vostro nemico del momento, ma cosa siete? Non definitevi sempre in opposizione al nemico. Definitevi in base alle idee che vi distinguono, dai temi e dalle soluzioni politiche che vorreste attuare.
E, sempre in modo diverso da ciò che avviene in Italia, mi ha colpito molto il fatto che siano riusciti a dare vita a un dibattito civile in cui nessuno alzava la voce e interrompeva o copriva gli altri, nessuno offendeva o usava toni violenti e aggressivi. C'è stato solo un momento in cui Biden si è contraddetto e poiché molti dicono che sia ormai vecchio e tende a dimenticare le cose, Julian Castro ha colto la palla al balzo e gli ha detto "Are you forgetting what you said 2 minutes ago?" facendolo passare per un vecchio con problemi di memoria.
In quel momento ho subito pensato che quell'attacco fosse stato un colpo da maestro e invece, non me l'aspettavo, subito dopo molti dei dieci candidati hanno praticamente rimproverato Castro per quella sua mancanza di rispetto e quei toni offensivi. Da noi in Italia credo che attacchi molto più offensivi non avrebbero suscitato la minima indignazione.