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lunedì 24 settembre 2012

Matrimonio italo-americano

Ieri sono stato ad un matrimonio di alcuni amici di famiglia italo-americani. Sono andato direttamente al ristorante alle 6pm. Il locale era nel New Jersey ed era molto lussuoso, con alte colonne in marmo e fontane zampillanti. Ho notato poche differenze con il ricevimento di un matrimonio italiano.
Si inizia in una sala con il cocktail hour, vale a dire il buffet prima di mangiare, e poi si continua in un'altra sala per la cena. Poiche' la cena non dura molte ore, diversamente dall'Italia in cui si mangia quasi sempre a ora di pranzo e si inizia a ballare nel tardo pomeriggio, tutto era piuttosto accelerato e concentrato e quindi si ballava tra una portata e l'altra. Non c'era un gruppo musicale ma un DJ-animatore che parlava sia in italiano che in americano e che incitava tutti ad andare in pista a ballare. Le musiche erano molto particolari: Toto Cutugno, Umberto Tozzi e altre vecchie canzoni della tradizione italiana spesso mixate e modernizzate in versione da discoteca.
Ho parlato con qualche italo americano e una donna che vive in Usa da molti anni mi ha fatto un po' innervosire perche' raccontava di quando pochi anni fa ando' al mio paesino nel sud Italia per una breve vacanza. Stava facendo delle foto con il marito quando un ragazzo gentilmente le chiede se vogliono che gli faccia qualche foto. La sua risposta e' stata: ma cosa ti credi che vuoi fare fessa a me? Io sono di origini italiane, vai a rubare da qualche altra parte. Che figura! Cioe' il mio e' un paese molto piccolo, dove la gente e' onesta, tranquilla, si conoscono tutti e lei pensa che anche nel piu' remoto dei paesi italiani ci siano sempre in agguato scippatori e ladruncoli. Ma quali film vedono questi italo-americani? E il bello e' che raccontava l'episodio anche ad altri americani che le dicevano che era stata brava ad evitare di farsi fregare. E' una dura lotta riuscire a controbattere i pregiudizi di alcuni italo-americani, pezzenti arricchiti. Meglio ignorarli...
Ho avuto modo di chiacchierare anche con qualche ragazzo americano e sono sempre piu' sorpreso che ogni volta che chiedo ad un ragazzo di 24-25 anni "cosa fai nella vita?" nessuno ti risponde che sta studiando o che e' in cerca di lavoro. E' quasi matematico che ti rispondano: I am a lawyer. I am an accountant. I am a programmer. E sono gia' indipendenti potendosi permettere tranquillamente di pagare l'affitto di un appartamento. E magari non sono neanche delle cime, ma questo e' il bello degli Stati Uniti, c'e' posto per una vita dignitosa proprio per tutti. Basta solo un poco di impegno.
Tornando al cibo, e' stato deludente. Al tipico matrimonio italiano (almeno al sud) servono in tavola antipasto, tre primi, tre secondi, frutta e dolci a volonta' mentre ieri in New Jersey...un primo (una normale pasta al sugo), un secondo, tre dolcetti minuscoli e la torta. L'impressione generale e' che qui puntino piu' sul lusso del locale e meno sulla quantita' e qualita' del cibo. Insomma piu' apparenza e meno sostanza. Qualcuno di voi e' stato ad un matrimonio negli Stati Uniti?

5 commenti:

  1. Quest'anno credo di aver battuto un record personale: 12 matrimoni a cui io e mia moglie siamo stati invitati (italo-americani e non, omo- ed eterosessuali, interraziali, etc.). Direi che è difficile generalizzare, dipende molto dai gusti della coppia, dalla cultura di appartenenza e dalle possibilità economiche. Forse un tratto comune a tutti, come facevi notare tu, è che la durata tende ad essere più contenuta. Credo che - oltre ad essere nel DNA degli americani non perdere troppo tempo - dipenda anche dal fatto che si teme che gli invitati si annoino e che molti degli ospiti vengono da Stati limitrofi ed hanno 3-5 ore di strada per tornare a casa.

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  2. Mia sorella è nel NJ dove andrò a dicembre...e da brava italo-americana un po' razzista....è rimasta ai tempi di quando è partita lei e si è sposata ( 1964) quando vaai matrimoni è importante l'estetica....il vestito...tutta fru fru e troppo colorato per la sua età...anche lei si fida poco,ma hai voglia a dire che ogni mondo è paese....si è proprio americanizzata in tutto e per tutto...questi famosi ...bigodini caldi tenuti in testa tutti i giorni prima di uscire per il lavoro..., ma nonostante sia in pensione , può ancora lavorare e mi sembra per la stessa ditta...cosa che da noi non esiste...ho mangiato in feste private , barbacue in casa di Angelo Badalamenti( cugino di mio cognato... non ha niente a che fare con mafia ecc) il famoso compositore di Laura Palmer e di tutti i film di David Lynch...Gramlin d'oro ecc...e c'era tanta semplicità e signorilità... ma quanta roba da mangiare... nel buffet e nel barbacue e poi.... buonissima musica in casa... dipende molto dal tipo di persona... e poi anche i suoi genitori emigranti siciliani...

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  3. @ MacMarty Conosci Angelo Badalamenti? Un grande musicista! Conosco molte sue musiche anche perche' essendo chitarrista conosco la musica a 360 gradi comprese le colonne sonore di film importanti.
    Per gli italo-americani ci sarebbe da scrivere un libro. In generale ho notato che molti descrivono l'Italia come fosse ferma ai tempi del dopo guerra e a volte risultano anche offensivi nei confronti di noi italiani. Molti altri pero' sono piu' aperti e non hanno pregiudizi o idee sbagliate.

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  4. Ciao! Seguo il tuo blog da poco e mi piace molto, complimenti. Io vivo a Seattle da soltanto poco più di un mese e condivido la tua frase "E' una dura lotta riuscire a controbattere i pregiudizi di alcuni italo-americani, pezzenti arricchiti", si sentono italiani ma di fatto non lo sono più, o sono rimasti attaccati ad un immaginario italiano che non esiste più. Questo fine settimana qui ci sarà una festa italiana e sono proprio curiosa di andare...sulle locandine ci sono tornei di bocce (?!?) e gare di pestaggio d'uva (?!?!). Lo racconterò poi sul mio blog.
    A te faccio tanto in bocca al lupo per la ricerca di un lavoro!

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  5. Ciao Averali, seguiro' il tuo blog con molto interesse...per gli Italo-Americani scrivero un post a breve. Secondo me stranamente loro qui in USA sono rimasti fermi al periodo in cui emigrarono quindi direi anni 60 mentre in Italia mentalmente e non solo ci siamo evoluti di piu' rispetto a loro. Quindi vedere gli italo americani in USA e' un po' come andare a un museo vivente. Lo so non si puo' generalizzare e mi prendero; le antipatie di molti ma questo e' quello che ho constatato in tanti anni in Usa ma ne scrivero' prossimamente.

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