Segui il blog tramite email

sabato 15 dicembre 2012

Strage in Connecticut e armi da fuoco

Ieri a Newton, CT, a poche miglia dalla citta' in cui ho abitato per molti anni, un ragazzo e' entrato armato in una scuola e ha compiuto una strage sanguinosa uccidendo 20 bambini e 6 adulti. Da ieri gli Stati Uniti sono sotto shock e si chiedono il perche' di questo insano gesto anche se a dire la verita' non e' il primo episodio del genere. Ricorderete anche voi che solo pochi mesi fa in Colorado un ragazzo entro' in un cinema durante la prima del film Batman, inizio' a sparare all'impazzata e fece un'altra terribile carneficina. E ricorderete anche il massacro di alcuni anni fa alla Columbine High School, immortalata anche in Bowling for Columbine di Michael Moore. Il problema della diffusione delle armi in Usa e' molto serio e andrebbe affrontato una volta per tutte. Molti Americani chiedono oggi al Presidente Obama di occuparsene e lui, che si e' mostrato turbato e commosso, sembra disponibile a farlo.
Leggendo i commenti di molti Americani su vari siti, forum e social network la mia impressione e' pero' che noi Italiani, ed Europei, non riusciamo totalmente a comprendere il punto di vista degli Americani sul possesso delle armi da fuoco. Mi sarei aspettato, infatti, una marea di commenti concordi nel chiedere a gran voce una limitazione o una regolamentazione dell'uso delle armi da fuoco. Invece ho notato che ci sono anche molti Americani, che pur essendo sgomenti per la strage,  non mettono minimamente in discussione il diritto al possesso di armi da fuoco. Sembra che per molti Americani le armi da fuoco siano simili, chesso', ad un camino per il fuoco che sicuramente potrebbe sempre essere la causa di un incendio ma non per questo bisogna eliminarne l'uso.
Se volete sapere quale e' la mia opinione, beh e' quella che prevale in Italia e cioe' che in Usa si ottengono armi con troppa facilita' ma mettendo da parte questa ovvia considerazione e' per me molto interessante riuscire a capire meglio il punto di vista degli Americani a favore delle armi da fuoco.
Probabilmente nell'uso personale delle armi molti vedono un senso di giustizia e di uguaglianza. Non a caso Samuel Colt, l'uomo che commercializzo' la prima rivoltella, disse: Dio ha creato gli uomini alti e bassi. Io li ho resi tutti uguali.
E non bisogna dimenticare che la legittimita' di avere un porto d'armi e' scolpito anche nella costituzione americana e piu' precisamente nel II emendamento che recita cosi': Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.
Per essere precisi l'emendamento risale a oltre due secoli fa quando era forte l'esigenza di difendersi  dalle occupazioni dell'Impero britannico e spagnolo ma poi e' rimasto come uno dei capisaldi della liberta' americana.
Non so cosa succedera' e non ho idea di come si possa risolvere il problema. Sono curioso di vedere se davvero Obama avra' il coraggio di cambiare le leggi e se ci sara' una forte opposizione da parte delle lobby delle industrie di armi. Se ci fosse tra i lettori del blog un americano a favore delle armi da fuoco sarebbe interessante leggere il suo punto di vista (e so che ci sono anche tante buone ragioni a favore).
Vorrei segnalare un'ultima cosa a riguardo.
Oggi al TG1 hanno detto, testuali parole: In Usa le armi vengono vendute in tutti i supermercati e ci sono piu' armerie che negozi di alimentari.
Ho vissuto in Usa per tanti anni e di armi nei supermercati non ne ho mai vista l'ombra. Figuriamoci poi se ci sono piu' armerie che negozi di alimentari! Mi chiedo perche' debbano inventare queste notizie. Magari e' il caso di qualche paesino del centro (ogni Stato ha regole differenti) ma non possono generalizzare in questo modo. Il problema c'e' e va risolto, nessuno lo nega, ma e' anche cosi' che nasce in molti Italiani una visione distorta degli Stati Uniti. Ed e' anche cosi' che nasce l'antiamericanismo.

9 commenti:

  1. E' da mercoledì,quando c'è stata la sparatoria a Portland in un centro commerciale e sono morte tre persone, che cerco di scrivere un post al riguardo e non ci riesco. Per me questa cosa delle armi è così inconcepibile, tanto quanto il sistema sanitario, che non riesco ad avere una visione obiettiva. Mi viene la gastrite a parlarne e mi sale il sangue al cervello. E sono due motivi per i quali non vorrei mai dover trascorrere tutta la mia vita qui o crescerci un figlio. Eppure adesso, mio malgrado, vivo qui e devo farmene una ragione. Ma non ci riesco, l'unico modo è ignorare "la cosa" e ignorare non fa parte di me.
    Ad ogni modo, sono d'accordo su tutto quello che scrivi, dalle cavolate del TG1 (neanche qui ho visto niente del genere anche se c'è da dire che lo stato di Washington è un pochino più "evoluto", se evoluto possa essere l'aggettivo giusto!), al fatto che gli americani sono costernati sì, ma nessuno gli toglierà mai la "libertà" di garantirsi la propria sicurezza col possesso di armi, e questo diritto vogliono tenerlo. Forse ci saranno delle restrizioni ma le cose non cambieranno. Hai letto cosa ha proposto la lobby delle armi? Di armare anche gli insegnanti nelle scuole. Proprio una soluzione geniale ed educativa. Così poi giochiamo a chi spara prima.

    RispondiElimina
  2. "Si trovano dappertutto: nei supermercati o nei negozi specializzati..."
    Non potevo credere che un mio collega avesse scritto e detto una cazzata del genere e allora (scusami) sono andato a controllare e mi sono rivisto il Tg1 delle 13,30 di oggi.

    Avevi ragione.
    Il Tg1 ha detto questa castroneria.
    Dovresti scrivergli una mail (nome puntato cognome @rai.it).
    Anzi, tutti dovreste inondare di mail e di lettere di carta le redazioni dei giornali...
    Mi sembra incredibile che lui non abbia mai messo piede negli Usa.

    Sono totalmente d'accordo con quello che hai scritto...

    d.

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. concordo con il tuo post. E anche io non penso che armare gli insegnati sia una cosa postiva che contribuisca a sopprimere il problema. Non dovrebbero mai succedere cose cosi' orrende.

    RispondiElimina
  5. D'accordissimo su quanto scritto e commentato tanto che l'ho condiviso sul mio fb...
    Domani mattina parto per gli States...un occhio ed un orecchio in più a questa situazione e ad altre...spero di tenervi aggiornati!

    RispondiElimina
  6. Mi dispiace, ma la vendita di armi da fuoco nei supermercati (non tutti, in questo il giornalista ha sbagliato), è una reltà. Risale al 2006, nel negozio Walmart di Carlisle, Pennsylvania, il mio primo, forte impatto con gli Stati Uniti. Una carabina (vera: preciso) in una teca con il cartello "in vendita" ed il prezzo. Da allora ho vissuto in altre 8 città americane della Costa Est, ed in ognuna di esse ho sempre trovato almeno un supermercato dove si potessero acquistare armi.
    D'altronde non ci vuole molto per rendersene conto: basta andare sul sito internet di Walmart, nella sezione "Hunting" - "Guns, Rifles & Ammunition": c'è scritto "in store only" (vendita, appunto, solo in negozio), ma ti aiutano a trovare il supermercato più vicino dove le vendono ("find in a/another store").

    Sul II Emendamento le cose da dire, in termini più propriamente giuridici, sarebbero molte, ma forse basta sottolineare quali sono le uniche tre costituzioni al mondo che elevano a rango costituzionale il porto d'armi: Stati Uniti, Messico e Colombia. Non proprio un club di eccellenza, eh?

    Speriamo che questa ennesima carneficina serva a cambiare qualcosa.

    RispondiElimina
  7. Forse il giornalista avrebbe dovuto dire che in Usa si vendono le armi in alcuni supermercati, come da Wallmart anche se non credo che le vendano in tutti i Wallmart. E per la frase che ci sono piu' armerie che negozi di alimentari ho dei fortissimi dubbi perche' vivendo in CT non ho visto molte armerie, quasi nessuna, ma ho visto moltissimi negozi di alimentari. Poi lo ripeto, il problema c'e' ma vanno anche comprese le ragioni di chi e' a favore. Non e' facile trovare una soluzione ora che ci sono piu' di 200 milioni di armi in giro.

    RispondiElimina
  8. Il numero delle armi in circolazione rappresenta certamente un fattore, ma, secondo me, non decisivo come lo è invece lo scarso supporto che politiche di controllo delle armi trovano nei cittadini americani. Lo dimostra quanto è avvenuto in Australia: situazione di diffusione delle armi del tutto analoga a quella degli Stati Uniti (circa 1 ogni 200 abitanti), ma a seguito di una serie crescente di stragi (l'ultima a Porth Arthur nel 1996), il governo del primo ministro australiano John Howard - con il supporto dell'85% della popolazione - approvò un divieto totale di vendita libera di fucili e pistole automatiche e semi-automatiche (salvo per gli abitanti di zone remote e isolate) e di possesso senza porto d'armi, imponendolo agli Stati della Federazione attraverso la minaccia di interrompere i flussi di fondi federali alle attività locali. Gli Stati, ovviamente, non poterono rifiutare.
    La legge prevedeva l'obbligo per le aziende produttrici di armi (ed in alcuni casi per gli Stati) di riacquistare dai cittadini le armi rese fuorilegge, cosa che puntualmente avvenne.
    Da allora l'Australia non ha più avuto incidenti, ed è opinione unanime dei cittadini che questa sia stata una delle cose migliori mai attuate in quel paese: gli omicidi con armi da fuoco, nel decennio successivo, sono diminuiti del 59 percento, ed i suicidi del 65 percento.
    Il problema degli USA è che i cittadini non hanno ancora capito questo semplice concetto. D'altronde è il paese in cui le libertà sono garantite fino all'eccesso, anche a costo di rendere la qualità della tua vita peggiore. Speriamo che stavolta cambi qualcosa.

    RispondiElimina
  9. Lasciando perdere le proposte demenziali di eliminare le armi, per lasciarle palesemente in mano ai delinquenti, e per aumentarne a dismisura il traffico illegale, un po' come avvenne all'epoca del proibizionismo, o quando chiusero i bordelli in Italia, vedo che vige una notevole ignoranza in questo settore.
    E' sufficiente fare come da noi, permesso di detenzione dell'arma previa autorizzazione, e porto consentito solo in casi eccezionali.
    Io non ho mai avuto problemi, e se bisogna fare sempre un "caso" speciali per episodi tutto sommato sporadici se si considera che gli Stati Uniti hanno 314 milioni di abitanti, e un meltin pot incredibile di razze che popolano il paese, non c'è tanto da stupirsi.
    Per il resto sono tutte chiacchere, questo pazzo non aveva il porto d'armi, le ha rubate, e anche se sua madre fosse stata una poliziotta super autorizzata a detenerle, lui le avrebbe rubate ugualmente.
    Si parla a vanvera, come al solito.
    L'unico che affronta in maniera intelligente il problema è a parte un paio di commentatori, è proprietario del Blog.
    Per il resto, quando sento parlare di armi da guerra e cazzate del genere... come le Glock che sarebbero pure quelle per alcuni giornalisti "armi da guerra..." rabbrividisco dall'ignoranza.
    Chiedete pure, sono a disposizione per chiarire alcuni concetti, sulle armi c'è talmente tanta ignoranza che c'è chi confonde le pistole con i revolever... e questo è ancora poco.

    RispondiElimina