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giovedì 27 dicembre 2012

Il mio 2012

Cari amici, sta per finire il 2012. Avete presente quei video che mandano in tv a fine anno in cui mostrano gli eventi piu' significativi dell'anno che volge al termine? Per gioco, voglio rievocare gli eventi e alcune scene chiave del mio 2012.

Da Londra all'Italia (Febbraio): dopo un'esperienza lavorativa di 8 mesi a Londra per sostituire una ragazza andata in maternita', torno in Italia. Di nuovo in cerca di lavoro. E' stata una bella esperienza  ho vissuto in una capitale europea molto importante ma la Gran Bretagna non mi ha entusiasmato piu' di tanto. Londra e' molto cara e lo stipendio mi consentiva appena di sopravvivere. Tra l'altro dovevo condividere casa con un ragazzo tedesco la cui ragazza veniva spesso a trovarlo per lunghi periodi ed era una paranoica fissata con le pulizie. Ad esempio ha preteso che il ragazzo comprasse un materasso matrimoniale nuovo perche' anche se quello precedente era stato comprato dal padrone di casa solo poche settimane prima lei voleva vederlo con i suoi occhi uscire del cellofan. Poi passava ore ed ore con l'aspirapolvere rumorosissimo a strofinare e lucidare su e giu' per casa, magari anche dopo che lo avero passato io un paio di ore prima. Un vero incubo! Una vera malata cronica che cercava di dare ordini anche a me su come e quando fare le pulizie. Lei che era ospite... e con quel tono odioso ed arrogante!
La scena: dopo aver pulito (o meglio lucidato) piu' volte il bagno e aver tolto molti dei suoi capelli senza dirle niente, la crucca viene da me a dirmi che devo passare l'aspirapolvere (!) perche' ha trovato un mio capello per terra. Le rispondo a tono ma lei va via a chiudersi in camera. E poi continua per alcuni giorni con i suoi dispetti e il tono arrogante e poco rispettoso. Devo rimuovere questi ricordi!

Sfruttamento nel Sud Italia (Giugno): inizio a lavorare con un'azienda del Sud per un breve progetto. L'azienda mi paga solo 100 euro per il lavoro di una settimana, circa 50 ore e quindi 2 euro l'ora. Poi il titolare mi chiede di seguire un corso di formazione in azienda di due settimane, non pagato, di cui non capisco bene la finalita'. Dopo il corso esce allo scoperto con un'offerta ridicola per iniziare a lavorare al call center e "poi si vedra'". E' un contratto a progetto di 400 euro netti al mese, da rinnovare eventualmente di mese in mese. In azienda si sono comportati in modo disonesto facendomi lavorare sottopagato e tenendomi per settimane all'oscuro delle loro vere intenzioni. Una vera perdita di tempo e soldi.
La scena: nell'ufficio del titolare tra la sua incredulita' e quella del manager delle risorse umane, rifiuto la loro offerta, saluto e vado via.

L'importante decisione (Giugno): stanco dell'Italia e dell'esperienza lavorativa al Sud, decido che a Settembre partiro' per gli Stati Uniti. Ci potro' stare solo per tre mesi e cosi' da giugno a settembre invio decine di CV ad aziende italiane negli Stati Uniti per sondare il terreno.
La scena: l'email della prima azienda americana che risponde di farmi vedere, senza impegno, quando saro' in Usa. A questa email seguiranno email di altre compagnie.

Si parte per l'America! (Settembre): dopo centinaia di CV inviati e sopratutto dopo l'esperienza con l'azienda del Sud che mi ha disgustato e amareggiato, parto per una nuova avventura per gli Stati Uniti.
La scena: il mio arrivo al JFK, aereoporto in cui due anni fa avevo preso il volo per tornare in Italia pensando che non sarei piu' tornato in Usa. Le cose cambiano nei modi piu' inaspettati.

Offerta del mio ex capo americano (Settembre): il mio ex capo mi convoca per un colloquio e mi fa una proposta di lavoro. Lo stipendio che vorrebbe offrirmi e' molto piu' basso di quello che percepivo quando decisi di tornare in Italia, due anni fa. E davvero con quella cifra non si puo' vivere in Usa e il mio ex capo si e' comportato in modo poco corretto durante l'estate quando sapeva che sarei venuto di nuovo in Usa (con cose dette, non dette, e molte bugie per portare acqua al suo mulino) pero' e' comunque un buon segno e qualcosa che mi fa anche intimamente piacere. Non sono arrivato qui neanche da dieci giorni e ho comunque gia' ricevuto un'offerta di lavoro. Altro che l'Italia in cui nessuna compagnia ha risposto a centinaia di CV che ho inviato nei mesi. Mi sento ottimista per il futuro.
La scena: rifiuto l'offerta, stringo la mano al mio ex capo, saluto cordialmente e vado via.


Colloquio da Starbucks (Settembre): incontro il CEO di una importante compagnia di gioielli in un uno Starbucks per un colloquio. Mi dice che la compagnia potrebbe avere bisogno di uno come me e mi invita ad una festa in uno dei loro negozi e mi dice che dopo la festa potrei andare a fare una prova ai loro uffici di New York.
La scena: il CEO che durante il colloquio risponde brevemente ad una telefonata sul suo cell dicendo che richiama dopo perche' sta in una conversazione importante...e la mia mente che ritorna al mio primo colloquio con il titolare dell'azienda del Sud Italia, con la sua camicia aperta e le sue catenine d'oro in bella vista, che rispondeva sempre al telefono, come se io non ci fossi, dilungandosi per parlare di cavolate come chi si era portato a letto la sera prima il suo interlocutore. Ed io che ero li costretto ad aspettare e a dover ascoltare tutto.

Visita a Ground Zero e Freedom Tower (Ottobre): visita a Ground Zero e alla Freedom Tower in costruzione.
La scena: alzando la testa verso la Freedom Tower quasi terminata mi viene in mente che Ground Zero e Freedom Tower sono proprio i "luoghi-metafora" del mio periodo piu' recente. Dopo essere stato distrutto moralmente in Italia, soprattutto per la situazione lavorativa, non mi sono buttato giu' e sto cercado di rialzarmi per costruirmi una nuova vita. E cosi' mi affeziono sempre piu' alla Freedom Tower.

Festa di lusso a Manhattan (Ottobre): vado alla festa in uno dei negozi dell'azienda di gioielli a NYC. Ci sono gioielli costosissimi, gente ricchissima in giacca e cravatta e vestito da sera, camerieri con dei vassoi che servono champagne e tramezzini deliziosi a tutti noi in piedi, stretti in quel piccolo ma prestigiosissimo showroom. Non mi sento molto a mio agio ma fingo di esserlo. Dovevo essere a quella festa perche' mi ha invitato il CEO che potrebbe offrirmi un buon posto di lavoro e alla fine e' stata anche questa un'esperienza nuova.
La scena: il cameriere che inciampa proprio su di me versando sulla mia giacca un bel po' di champagne. Una donna impellicciata, molto gentile, viene a cercare di pulirmi con un fazzoletto. Sdrammatizzo, sorrido e dico a tutti di non preoccuparsi. Magari mi portera' fortuna? E' un segno del destino?

Offerta azienda articoli sportivi (Ottobre): ricevo la seconda offerta lavorativa da quando sono in Usa e questa e' piu' interessante di quella del mio ex capo anche se, nel caso accettassi, dovrei pagarmi assicurazione medica e spese per il visa. Stringo la mano al manager, sostanzialmente accetto l'offerta ma con il manager ci accordiamo che entro pochi giorni devo fargli sapere se il mio immigration lawyer conferma che e' facile ottenere un work visa con questa compagnia.
La scena: il manager che alla fine del colloquio mi dice che ha bisogno di una mano da parte mia gia' a novembre e che vorrebbe farmi gia' un primo training, facendomi capire con questa frase che ha scelto me tra tutti gli altri che hanno sostenuto il colloquio in precedenza.
  
Secondo colloquio con l'azienda gioielli (Ottobre): ricevo la terza offerta lavorativa da quando sono in Usa ed e' molto piu' alta di quella della compagnia di articoli sportivi. Si tratta dell'azienda che mi ha invitato alla festa qualche giorno prima MA vorrebbe prima tenermi in prova per almeno un mese, a novembre. Se la prova va bene (come si aspettano) il quartier generale in Italia deve approvare il budget per la sede americana che si attivera' per farmi il Visa e potro' tornare a lavorare in Usa a inizio 2013.
La scena: il CEO che mi dice che possono pagarmi uno stipendio piu' alto, l'assicurazione medica e (addirittura) anche il Visa per cercare di convincermi ad accettare la sua proposta e strapparmi all'azienda di articoli sportivi alla quale avevo praticamente detto si.

La decisione rischiosa (Ottobre): dopo averci riflettutto a lungo rifiuto l'offerta sicura della compagnia di articoli sportivi e accetto l'offerta non certa dell'azienda di gioielli. Se il periodo di prova va bene, proporranno la mia assunzione alla sede italiana e potro' ritrasferirmi stabilmente in Usa a partire da Marzo.
La scena: il mio click su invia email alla compagnia di articoli sportivi in cui declino gentilmente la loro offerta, per fare la prova con l'azienda di gioielli. Dopo quell'email non si torna indietro, avro' tutto o niente. Ma voglio rischiare.

Uragano Sandy (Ottobre): il 30 ottobre si abbatte anche in Connecticut l'uragano Sandy e alle 4pm va via la corrente che ritornera' solo dopo sette lunghi giorni. Restiamo in casa senza acqua, senza riscaldamento, senza luce, senza telefono e senza internet. E' stata davvero dura.
La scena: il mattino dopo l'uragano, quando cerchiamo di andare in centro con la macchina e quasi tutte le strade sono bloccate da grossi tronchi d'albero che sono stati abbattuti dal vento e che hanno strappato via molti cavi della luce e del telefono.
Altra Scena: io e F che bussiamo alla porta dei pompieri vicino casa e loro che (gentilissimi)  riempiono un nostro bidone da 20 litri per l'acqua. Saremmo poi andati da loro a farcelo riempire almeno due volte al giorno.

Elezioni Presidenziali (Novembre): Obama viene rieletto Presidente degli Stati Uniti d'America.
La scena (o in questo caso lo stato d'animo): mentre Obama festeggia mi torna in mente il primo dibattito Obama vs Romney di qualche settimana prima. La concretezza dei due candidati nell'esposizione dei programmi e il rispetto reciproco mi fanno venire una certa tristezza pensando ai nostri politici italiani che neanche vanno al confronto se dai sondaggi sentono di essere in vantaggio, e non spiegano mai i programmi mostrando poco rispetto sia verso l'avversario che verso lo sfidante.

Bufera di neve in autostrada (Novembre): dopo pochi giorni dall'uragano Sandy arriva anche una tempesta di neve e io mi trovo bloccato in autostrada per molte ore. Molte macchine si fermano ai lati della strada perche' non riescono a proseguire mentre la mia (o meglio e' la macchina che mi ha prestato un caro amico americano) fa fatica e slitta ma lentamente riesco, non so come, ad arrivare a casa.
La scena: io che esco dall'autostrada e vado in un negozietto di una gas station di una paesino innevato e chiedo se c'e' un hotel nelle vicinanze. Purtroppo non c'e'. E allora ritorno lentamente in autostrada, verso casa.
Altra scena: uno spazzaneve che entra in autostrada e mi metto a seguirlo con la macchina attaccato a un metro dietro di esso riuscendo cosi' a fare un lungo tratto senza problemi. Furbizia italica.


Gli occhi lucidi di F (Dicembre): e' arrivato il giorno. Devo partire. Prima di andare all'aereoporto saluto Mr. M e il figlio F che mi hanno gentilmente ospitato facendomi sentire a casa mia per ben tre mesi senza volere un dollaro da me. A volte mi meraviglio della gentilezza delle persone. Avevo vissuto da loro in passato pagandogli l'affitto ma ora hanno voluto ospitarmi in casa loro gratis. Ho cercato di rendermi utile e di fare loro compagnia. Sono uscito spesso con F che ha qualche problema di apprendimento e non esce spesso perche' il padre e' un po' severo e lo tiene ancora sotto una campana di vetro. Siamo andati al cinema, allo zoo e in tanti altri posti. E si e' divertito molto e ne sono contento.
La scena: F che mi saluta abbracciandomi e con gli occhi lucidi.

Volo di ritorno in Italia (Dicembre): dopo tre mesi intensi in Usa torno in Italia. Sono di nuovo al JFK questa volta in direzione Italia. Avanti e indietro per il JFK non so piu' tra Italia e Usa quale sia l'avanti e quale sia l'indietro. Porto con me molte esperienze, il rafforzamento di alcune amicizie, tre offerte di lavoro di cui due rifiutate e una molto buona che potrebbe concretizzarsi a inizio 2013. Ora la speranza e' di tornare a trasferirmi negli Usa. Ma devo attendere fino a fine gennaio per avere delle certezze.
La scena: il decollo dell'aereo dal JFK e le luci di NYC dall'alto. Forse tornero' presto ed e' solo un Arrivederci America.

9 commenti:

  1. Veramente un bel post. Molto interessante, mi leggerò gli altri articoli e consiglierò il blog agli amici. Sei in gamba :)


    Pietro

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  2. Ieri avevo provato a commentare con cell, ma non e' partito e lo rifaccio... sei grande Luca! mi piace questa analisi attenta e semplice, ma molto esaustiva della tua esperienza! vedrai che la tua tenacia e determinatezza ti premieranno e alla grande! Hai vissuto l'America per te e non per divertimento... ti auguro di vedere riconosciuto il tuo lavoro... il tuo sacrificio...questo post e' un incentivo per tanti giovani che non si vogliono scollare dalla casa .. dai genitori...o che anche i genitori non vogliono scollarsi ...Lo dico sempre a tutti i giovani...andate all'estero...fatevi aprire la mente...con sacrificio, non tutto e' facile...ma alla fine si viene ricompensati..forse! ma tentare non nuoce al posto di stare in Italia a fare le vasche, discoteche e fb... e aspettare che il lavoro piova dall'alto...L'America e' l'America! io la sto vivendo come turista e non faccio testo.. anche se la preferivo questo angolo di America che e' NJ e NYC, a settembre ottobre... in questo periodo troppa confusione..per questo cerco posti piu' tranquilli da visitare...io non sono altro che una Pensionata, privilegiata, (solo perche' ci sono arrivata ad esserlo con le leggi italiane tutto ora e' precario ). Luca non posso che augurarti un proficuo, stupendo, e gratificante 2013 in America!

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  3. Bellissimo post!!! É sempre un piacere leggerti Luca,speriamo sia un buon 2013 per tutti!! Tanti auguri :)

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  4. Grazie a tutti! E ora speriamo in un fantastico 2013 per tutti noi!

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  5. Complimenti, bel post. Ti auguro il meglio per il 2013 alle porte! Good luck!

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  6. Bel post, ti auguro che il 2013 sia un anno ricco di soddisfazioni come, spero, lo sarà il mio. Quindi un in bocca al lupo ad entrambi!

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  7. Esatto.
    Il tuo è stato solo un arrivederci.
    Come il mio.

    Buon anno!

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  8. Alle volte, leggendo i tuoi post, penso di non avere proprio speranza, sto studiando, mi sto impegnando, ma una volta la, m'incasinerò di certo, non ho l'esperienza che hai tu.
    T'invidio.

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  9. Grazie a tutti, ragazzi. Speriamo bene, fine Gennaio si avvicina e attendo la risposta da parte dell'azienda. Sale la tensione!

    @Machine Pistole Non dire di essere senza speranza. Per riuscire a trasferirsi in Usa servono alcuni elementi. Prima di tutto devi cercare di studiare e specializzarti in un campo ed e', credo, quello che stai facendo tu. Poi serve una strategia e bisogna avere il coraggio di partire e di investire qualche risparmio nel tentativo, sapendo che c'e' sempre la possibilita' di tornare in Italia non avendo raggiunto l'obiettivo e avendo speso qualche migliaio di dollari. Ci vuole pazienza e una certa freddezza mentale...e anche un po' di testardaggine.
    Devi prepararti il terreno da quando sei in Italia e poi una volta in Usa dedicarti solo alla ricerca di lavoro e ai colloqui anche perche' i 3 mesi da turista possono passare in fretta. Se poi hai un buon gruzzoletto puoi sempre iniziare con la via piu' lunga ma piu' efficace e cioe' iscriverti per un anno o due a una scuola di lingua, a un college o a un Master. Da li' sicuramente avrai il tempo per sistemarti piu' stabilmente. E' difficile ma niente e' impossibile.
    Comunque l'esperienza viene una volta che ti trovi in USA. Io prima di partire non avevo esperienza...mi ero solo laureato in lingue in Italia ma non avevo mai lavorato ed ero anche abbastanza sedentario ma gli Usa e il momento in cui sei solo tirano il meglio di te.

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