sabato 16 aprile 2016

Al posto giusto al momento giusto

E' da tempo che vorrei raccontarvi la storia di una mia amica americana.
Si laureò a 26 anni e dopo pochi mesi trovò lavoro. Nel giro di un anno cambiò compagnia due volte venne poi assunta dalla sua compagnia attuale con un ottimo stipendio di $ 60K (lordi) l'anno. Non male per una ragazzina appena laureata e con poca esperienza alle spalle. Poiché è sveglia e ambiziosa un giorno capì che difficilmente avrebbe fatto carriera in azienda ha così iniziò a guardarsi attorno. Perché vuoi andare via? Le chiesi qualche tempo fa. E lei mi rispose che difficilmente avrebbe fatto carriera a causa del suo manager, un  personaggio poco professionale, odioso e puntiglioso che in realtà sembrava anche normale all'inizio ma poi da quando un giorno ci provò con lei usando frasi velate ma molto chiare e lei gli fece capire elegantemente che non ci sarebbe mai stata, lui iniziò a trattarla in modo acido o, al meglio, con sufficienza. Così zitta zitta iniziò a fare colloqui in giro e un giorno un'azienda le offrì 10K in più per passare a lavorare con loro. Per una combinazione fortuita proprio in quel periodo il manager  odioso aveva appena comunicato al capo che avrebbe dato le dimissioni a breve, per lavorare per un'altra compagnia. Alla mia amica in realtà poco interessava, ormai, perché anche lei aveva deciso di andar via, allettata dai 10K in più. Così disse al capo che sarebbe andata via anche lei entro fine mese. A quel punto il capo si trovò spiazzato perché il reparto avrebbe perso due pezzi importanti di lì a breve e avrebbe dovuto attivarsi per trovare subito due validi sostituti e che avrebbero dovuto imparare tutto in breve tempo. Cercò quindi di trattenere almeno uno dei due, ma poiché il manager  sembrava fermo nella sua decisione, chiese alla mia amica: Cosa possiamo fare per farti restare? Hai richieste particolari? E' una questione di soldi? Lei disse che l'altra compagnia era disposta a darle 15K in più (come accennato erano in realtà 10K ma in questi casi si spara sempre un po' più in alto). Il capo fece due conti e il giorno seguente le fece una controproposta,  dicendole che avrebbe potuto pagare anche lui quei 15K in più facendole intravedere interessanti prospettive di carriera. La mia amica ci pensò su e il giorno seguente decise di restare.
Ecco questa è l'America, la flessibilità sul lavoro, la contrattazione personale con il capo, la libertà di essere licenziati ma anche di dare le dimissioni nel giro di due settimane, la paura del datore di lavoro di perdere un dipendente valido, le offerte stratosferiche pur di trattenerlo in un periodo particolarmente  delicato per l'azienda. E così una ragazzina di 26 anni si è ritrovato da un giorno all'altro con uno stipendio da 75K. Si è trovata al posto giusto al momento giusto.
Anche questa è l'America.

domenica 28 febbraio 2016

Periodo in stand-by ma forse ci siamo quasi

Ciao a tutti, il mese della scadenza del mio visto di lavoro, Marzo, stava pericolosamente arrivando e iniziavo a sentire un po' di agitazione perché teoricamente non potrei più rinnovarlo e dovrei fare le valigie e tornare in Italia. Per fortuna, però, il mio immigration lawyer ha lavorato bene (il suo ruolo è sempre essenziale, non fate le pratiche da soli) e quindi pochi giorni fa è riuscito a farmi ottenere un'estensione di un anno del permesso di lavoro. Solitamente questa estensione la concedono facilmente quando è in ballo la richiesta per la carta verde e arriva pochi mesi prima della decisione finale che è generalmente positiva. Quindi posso continuare a restare in USA legalmente al 100% per un altro anno e sono sereno perché la decisione finale è ormai imminente MA esulterò solo quando riceverò la carta verde per posta, tra le mie mani, nel giro di poche settimane o di pochi mesi.
Per il resto tutto procede molto bene, anche se sono in modalità di attesa, di stand by. Non solo per la green card. E' un periodo molto intenso a lavoro e ogni sera arrivo a casa stanco ma soddisfatto. L'inverno poi non è mai facile da queste parti, fa molto freddo, fa notte subito e quando arrivo a casa non ho voglia di fare granché, mangio, guardo un film e vado a dormire. A volte vado in palestra direttamente dopo il lavoro. Causa freddo e gelo ne ho approfittato per riprendere una passione che avevo da tempo trascurato: la lettura. Sto leggendo molto e mi è venuta voglia di scrivere. Ho in mente tante idee per racconti e per un paio di romanzi ma devo trovare il tempo per dedicarmi a queste idee con serietà e costanza. Per ora non anticipo niente ma se tra qualche mese avrò scritto qualcosa che reputo buono sarete i primi a saperlo.  Comunque da un paio di giorni la Primavera sta dicendo che sta per arrivare e non vedo l'ora dopo questo lungo inverno. Andrò a New York più spesso e sto organizzerò qualche viaggio in altri Stati. Forse entro fine anno mi sposterò a New York e cercherò un appartamento in affitto ma dopo pochi mesi potrei seriamente pensare di comprarne uno. Non sono ancora sicuro se acquistare a New York perchè potrei anche fare una pazzia, una volta ottenuta la green card, e decidere di andare a vivere in Florida o in California e fare un'esperienza di vita nuova. Entrambi gli Stati mi ispirano per il clima buono tutto l'anno, le tante attività che si possono fare all'aperto, i grandi parchi nazionali da visitare (soprattutto verso la West Coast). La Florida mi interessa perché li costa tutto meno...ma questo a parità di stipendio, bisogna valutare molte cose. La California mi interessa perché mi da l'impressione di uno stato in cui la mentalità è più easy e stressante rispetto a New York e poi c'è Los Angeles, in cui nasce l'immaginario del cinema mondiale (e il cinema è un'altra delle passioni che ho ho "risvegliato" recentemente). Insomma tanta carne al fuoco ma per ora tutto in stand by.
Come sempre, I'll keep you posted my friends.

sabato 23 gennaio 2016

Fingerprints

Come accennato in un post precedente poche settimane fa ho ricevuto un'email dal USCIS tramite nella quale mi comunicavano luogo, giorno e orario in cui recarmi nei loro uffici per farmi prendere le biometrics ovvero le mie impronte digitali, ultimo e importantissimo passo per la carta verde. USCIS vuol dire US Citizenship and Immigration Service, ma io per semplificare la chiamo semplicemente l'Immigration. Prima di entrare ho dovuto lasciare il cellulare in macchina perché non era concesso entrare con cellulari o macchine fotografiche ma mi sarebbe piaciuto molto fare una foto ad un poster all'interno che diceva "We are USCIS. We are America" e in cui era scritto Benvenuti in tutte le lingue del mondo. Sono andato dall'impiegata al desk, una signora di colore molto simpatica e le ho consegnato la lettera che avevo ricevuto dall'USCIS. Mi ha chiesto un documento di riconoscimento e le ho dato la patente americana (che qui vale come carta di identità). La ha guardata con attenzione e mi ha detto "Sembrerebbe che sia tu. Si, sei proprio tu" e mi ha dato un modulo da compilare con i miei dati personali. Mi ha dato un numerino, 91, e dopo dieci minuti è arrivato il mio torno. Un'altra impiegata mi ha fatto firmare con una penna elettronica, poi mi ha fatto una foto e mi ha preso le impronte tramite un dispositivo digitale molto sensibile. Mi ha inumidito le dita e prima mi ha preso le impronte delle quattro dita di ogni mano, esclusi i pollici. Poi i due pollici. Poi tutte e dieci le dita, una per una. Per le impronte dei mignoli c'era qualche problema perché anche dopo vari tentativi non venivano super definite ma mi ha detto  di non preoccuparmi perché andavano bene lo stesso. 
Devo dire che ero entrato in quegli uffici con un po' di timore reverenziale. Loro sono l'Immigrazione, tu l'immigrato che chiede umilmente di essere accettato a vita in questo Paese. E invece mi hanno trattano con cordialità e chiacchierando piacevolmente mi hanno messo subito a mio agio. Alla fine mi hanno dato un questionario, da compilare in forma anonima, da imbucare in un una cassetta lì fuori, per chiedere sostanzialmente se ero stato trattato bene e per dare eventualmente dei suggerimenti su cosa potrebbero migliorare.  E' una semplice cosa ma mi ha favorevolmente colpito. Pensateci, loro Immigration chiedono a te immigrato, trattandoti da pari a pari, di dare un giudizio su come sei stato trattato e suggerimenti su come poter migliorare. Ovviamente ho dato tutti giudizi positivi, poi ho salutato, hanno ricambiato il saluto con simpatia e cordialità sorridendomi e dicendomi "Good Luck" e sono andato via. Sono queste le piccole cose che mi fanno capire che questo è un Paese ospitale che tratta gli immigrati con gentilezza e rispetto. Da pari a pari. E sono sempre più contento di aver fatto la scelta di venire a vivere qui.
E ora...fingers crossed. USCIS invierà le mie impronte all'FBI e poi  dovrà solo aspettare la decisione finale. Sempre più vicino alla meta! 

lunedì 11 gennaio 2016

Customer service: Amazon e Jus by Julie

Ciao a tutti, in questo blog vi ho descritto spesso il magico mondo del customer service americano e oggi vorrei farvi due altri esempi che mi sono capitati pochi giorni fa.

Amazon.com
Sono abbonato a Netflix, pago $8 al mese e ho accesso a migliaia di film. Spesso però su Netflix non trovo tutti i film che mi piacciono. Dovete sapere che sono un movie uff, ho gusti  un po' particolari direi, di nicchia, quel tipo di film che gli amici normali dicono: ma dai che film ti piacciono? E quelli più strambi mi dicono: wow che filone, un capolavoro!
E insomma li cerco e per fortuna li trovo su Amazon.com che ti consente di noleggiarli per pochi dollari e vederli in streaming, entro 24 ore dall'acquisto, su iPad o PC o TV.
Amazon.com ha il servizio Prime per cui si paga un tot all'anno e si possono vedere migliaia di film (come Netflix). Io non sono abbonato ad Amazon Prime, sono al momento nei 30 giorni di prova e sto pensando di abbandonare Netflix e abbonarmi ad Amazon Prima ma ho notato che Amazon usa una strategia diversa da Netflix. Sparo dei numeri a caso ora ma è per far capire il concetto...Netflix ha 10mila film e pagando l'abbonamento mensile si ha accesso a tutti e 10mila. Amazon ha molti più film, diciamo 30mila film ma pagando l'abbonamento mensile ti dà accesso solo ad alcuni di essi, diciamo 20mila film. Per gli altri 10mila bisogna comprarli individualmente, perché non sono parte del pacchetto mensile. Ieri volevo vedere un film fantastico: Where the Wild Things are ma questo film non fa parte di Amazon Prime quindi bisogna pagare $ 3.99 per vederlo entro 24 ore dall'acquisto. Ho scritto un'email ad Amazon dicendo che ho notato che hanno più film di Netflix e che al momento sono in Amazon Prime (trial for 30 days) e che abbandonerei Netflix e mi abbonerei volentieri al servizio mensile se solo usassero lo stesso metodo di Netflix, ovvero pagare un tot al mese ed hai accesso a tutti i loro film. 
Oggi mi hanno risposto ringraziandomi per il feedback e dicendomi che mi avevano appena accreditato $ 3.99 per poter vedere gratis il film Where the Wild Things are e aggiungendo che gli fa piacere il mio feedback perché pensano che questa dovrebbe essere la loro direzione futura  anche perché lo hanno già chiesto altri potenziali clienti. Bene stasera guardo questo film gratis e forse in futuro mi abbono ad Amazon Prime.

Jus by Julie 
Pochi giorni fa i famosi ho riordinato i famosi succhi Jus by Julie, 18 succhi per una breve dieta dimagrante-disintossicante. Ne ho parlato anche in questo post. Quando li ho ordinati ho indicato la data di consegna. Mi hanno scritto un'email quattro giorni fa per comunicarmi che non sarebbero riusciti a consegnare Giovedì e avrebbero consegnato Venderdì e per scusarsi per il ritardo (di un solo giorno) hanno allegato il codice per un coupon di $50 da poter utilizzare con il prossimo ordine. L'ordine era di $125 e per un piccolo ritardo mi hanno donato $50.  Più del 30%. Non male,ino?

Insomma, Il rispetto verso il cliente prima di tutto.
God bless the American customer service.

sabato 9 gennaio 2016

Ricapitolando...le tappe per la Green Card

Vorrei ricapitolare le tappe fondamentali per ottenere la green card tramite sponsorizzazione di lavoro. Una breve premessa è d'obbligo perché continuo a ricevere email in cui noto una certa confusione e chi scrive non ha chiara la differenza tra Visto e Green Card e inoltre pensa che sia facilissimo richiedere sia uno che l'altra.
Il Work Visa è il permesso di lavoro per un numero limitato di anni. Ci sono vari tipi di Work Visa e la loro approvazione non è automatica (come per la green card anche per i Work Visa ci si rivolge a un avvocato esperto di pratiche di immigrazione) e la cosa importante da capire è che non sono rinnovabili all'infinito. Ad esempio per il visto H1B, quello più richiesto, concedono di lavorare per 3 anni ed è rinnovabile solo una volta, per altri 3 anni. Alla scadenza del secondo visto...bisogna tornare in Italia.
Ottenere un visto può costare 4-5mila dollari, la cifra dipende dall'avvocato di immigrazione al quale vi affidate.
Quindi anche se in teoria si può tentare di passare da un visto di lavoro all'altro (non è facile) rinnovare il visto ogni tot anni a un certo punto questa non è la soluzione migliore perché si resta nell'instabilità perenne senza contare che a un certo punto potranno decidere che devi tornare indietro senza discutere.
Quindi conviene fare domanda per la green card e ottenere quindi il permesso di residenza a vita. E' un processo lungo e costoso per l'azienda che deve essere davvero convinta di voler instaurare un rapporto duraturo con te, straniero. Perché sprecare tempo e denaro quando potrebbe benissimo assumere un americano? Devi cercare di mostrarti essenziale per l'azienda e quindi cercare lavoro in compagnie alle quali possano davvero servire le tue caratteristiche perché non le trovano negli Americani.  A quel punto la green card sarà un vantaggio sia per la compagnia che per te, straniero.
Per completare il quadro è bene sapere che si può liberamente lasciare la compagnia che ti sponsorizza, una volta ottenuta la green card anche se per una questione di rispetto e riconoscenza verso la compagnia quasi tutti cercano di restare almeno qualche mese o anno prima di guardarsi  attorno per delle nuove opportunità.

Ecco le tappe fondamentali:

1. La compagnia che ti sponsorizza deve spendere una cifra tra i 10 e i 15mila dollari tra feed da pagare alle autorità americane e quelle da pagare all'imigration attorney che si occuperà delle  varie pratiche.

2. La compagnia deve mettere annunci per un certo numero di settimane per la posizione lavorativa su quotidiani come il NY Times, online, per radio, sulla bacheca all'interno dei propri uffici. In poche parole deve cercare per quella posizione aperta prima tra gli Americani.

3. Quando arrivano i Resume (CV) dei potenziali candidati, la compagnia deve analizzarli con attenzione. E se nessun candidato americano va bene per la posizione, deve inviare una lettera o un'email giustificando il non interesse.

4. La compagnia che a questo punto può dimostrare che ha cercato prima tra potenziali candidati americani, ma che nessuno era davvero adatto alla posizione, chiede al Dipartimento del Lavoro se puo' assumere te, lo straniero, il non-Americano. 

5. Il Dipartimento del Lavoro può dare l'ok, può negare la domanda sostenendo che è impossibile che per quella posizione la compagnia non abbia trovato un buon candidato americano, può chiedere ulteriori dettagli e documentazione.

6. Se il Dipartimento del Lavoro approva, la compagnia deve inviare vari documenti per indicare la propria solidità finanziaria e, molto importante, deve dichiarare che tu, straniero che vuole sponsorizzare con un lavoro permanente, non verrai sottopagato. Il Dipartimento del Lavoro ha una lista per ogni tipo di lavoro con il relativo stipendio minimo in base allo Stato e quindi in sostanza è come se dicesse alla compagnia: cercate un programmatore, un traduttore, un ingegnere straniero? Bene non potete dargli meno di questo stipendio perché è lo stesso che avreste dato a un americano, è il salario minino per questa posizione, in questo anno e in questo Stato. Così si evita che la compagnia assuma uno straniero solo per sottopagarlo, a discapito di un americano.

7. Vieni convocato per la visita medica in uno dei tanti studi medici associati con l'Immigrazione.

8  Una volta ottenuta i risultati li mandi al tuo immigrati lawyer che li manda il invia con altri documenti al Department of Homeland Security.

9 Se tutto va bene ricevi una lettera dal Deparment of Homeland Security in cui ti indicano luogo, giorno e ora in cui devi andare a farti prendere le impronte digitali che verranno inviate all'FBI che dopo un accurato controllo sulla fedina penale, manderà i risultati, al Deparment of Homeland Security e/o all'Immigration. Dovrei controllare.

10 A questo punto potrebbero chiederti di andare a fare un colloquio ma solitamente il colloquio è obbligatorio per chi richiede la green card tramite matrimonio. Per chi viene sponsorizzato da una compagnia solitamente non c'e' colloquio e quindi dopo le impronte si deve solo aspettare. La tanto attesa carta verde, il lasciapassare per poter restare legalmente a vita in questo Paese arriverà per posta. Ancora non so come reagirò quel fatidico giorno che incrociando le dita dovrebbe arrivare presto.

venerdì 8 gennaio 2016

Aggiornamento Carta Verde: impronte digitali

Pochi giorni fa ho ricevuto una lettera dal Department of Homeland Security - U.S. Citizenship and Immigration Services. La lettera incuteva un po' di timore. Era una Appointment Notice ovvero le indicazioni sul giorno, orario e luogo in cui devo andare a farmi prendere le biometrics più comunemente note come le impronte digitali. Ottimo, questo è uno degli ultimi step, se non l'ultimo, del lungo procedimento per ottenere la Green Card. Sulla Appointment Notice è anche scritto che non presentarsi equivale alla mia intenzione di abbandonare le pratiche. Come sono severi...quasi quasi per essere sicuro di non arrivare in ritardo, la sera prima vado a dormire lì fuori...Scherzi a parte, se non potessi essere disponibile in quel giorno ho la possibilità di fare una telefonata per chiedere di fissare un appuntamento per un altro giorno.
Ho letto che le impronte digitali verrano poi mandate alla FBI che dopo un controllo accurato mandarà il responso all'Immigration. Poiché ho la fedina penale immacolata tutto dovrebbe procedere per il meglio e, credo, dopo poche settimane dovrei ricevere la fatidica Green Card a casa.
Ragazzi ci siamo quasi! Non ci posso credere che tra qualche settimana potrei finalmente aver raggiunto questo obiettivo che inseguo ormai da oltre dieci anni.
Fingers crossed and stay tuned for more updates!

venerdì 1 gennaio 2016

Addio 2015, benvenuto 2016

Cari lettori, un breve pensiero all'anno passato. E' stato un anno interessante, pieno di alti e bassi.
Persone che mi hanno stupito e persone mi hanno deluso. Amicizie che si sono rafforzate e amicizie che sono svanite. Ho avuto modo di tornare in Italia dopo due anni di assenza e ho trascorso qualche giorno con le persone a me più care (la mia famiglia). Ho raggiunto molti obiettivi ma molti altri ne ho da raggiungere. Purtroppo non ho avuto troppo tempo da dedicare al blog ma sono contento che abbiate continuato a seguirmi.
Il 2016 sarà un anno importante, per me l'anno della "svolta" perché dovrebbe essere  questo l'anno in cui finalmente mi daranno la tanto attesa Green Card. E' dal 2004 che sono qui e se non fossi tornato in Italia per qualche anno l'avrei già tra le mie mani ma fa niente, ora ono davvero vicino alla meta e se tutto va bene dovrei riceverla entro pochi mesi. Fingers crossed! Vi terrò aggiornati.
Sarà un anno importante anche perché una volta ottenuta la GC potrei pensare di cambiare casa e trasferirmi più vicino a NYC e poi perché no, potrei seriamente iniziare a guardarmi attorno per comprare un piccolo appartamento e mettere radici ancora più solide in questo Paese che mi ha già accolto a braccia aperte per ben due volte. Poi ho tanti altri pensieri per la testa e desideri da realizzare, ma come sapete i desideri non si rivelano, ne saprete qualcosa solo se e quando si realizzeranno. Insomma sarà un anno intenso, come e più degli altri passati.
Voi continuate a seguirmi and stay tuned for more updates.
HAPPY NEW YEAR!

sabato 26 dicembre 2015

I BOB NY

Ciao a tutti, avete trascorso un bel Natale? Mangiato troppo? Siete tutti diretti in palestra per smaltire le troppe fette di pandoro? Vi sono vicino e infatti mi trasferirò presto in palestra per i prossimi mesi.
Oggi vorrei segnalarvi un personaggio che seguo su Youtube: Bob.
E' un ragazzo italiano che si occupa di design, che ama New York e viene qui per brevi vacanze appena può. Tempo fa dedicò a New York una serie di video e ho appena scoperto che è tornato a New York quest'anno e ne ha girati degli altri.
Dico sempre a tutti gli Italiani che sono qui da poco di scrivere (o fare dei video)  con le proprie considerazioni prima di venire assorbiti e assimilati dall'American way of life perché dopo un po' si rischia di non vedere l'America con gli stessi occhi di meraviglia e stupore.
E quindi quale miglior modo di guardare gli States con questi occhi di un ragazzo italiano, molto simpatico, che viene qui per vacanza?
Ecco il primo video del suo primo viaggio:


Ed ecco il primo video del suo secondo viaggio in cui ci porta anche fuori New York, nelle città dello Stato di New York.
E come dice Bob alla fine di ogni video...Tante belle cose fresche a tutti! 


martedì 15 dicembre 2015

Email dai lettori: Trasferirsi negli USA

Salve a tutti, negli ultimi mesi ho ricevuto molte email da voi lettori.
Mi fa piacere che vi piaccia il blog e provo sempre a rispondere a tutti anche se spesso non riesco a farlo lo stesso giorno. Cercherò comunque di dare  alcune risposte in questo post.
La domanda principale che mi fate tutti è...
Come faccio a trasferirmi stabilmente in USA? 
Devo dire che pochi hanno le idee chiare, alcuni sanno qualcosa sui visti e molti hanno le idee confuse.
A rischio di sembrare brusco e diretto vorrei aiutarvi innanzitutto a comprendere meglio la mentalita' americana in termini di immigrazione con alcune considerazioni:
  • Negli Stati Uniti ci sono milioni di disoccupati americani, ripeto AMERICANI.
  • Gli Stati Uniti non sono l'Italia e quindi non fanno entrare chiunque.
  • Pur essendo un Paese fondato sull'immigrazione i tempi sono cambiati, 30-40 anni c'era bisogno di milioni di lavoratori nelle fabbriche. C'era il boom economico e le porte erano più aperte agli immigrati ma non bisogna dimenticare che anche all'epoca dovevano aspettare per anni prima di poter entrare legalmente sul suolo americano. 
  • Ora le fabbriche le hanno spostate in India e Cina e c'e' meno bisogno di immigrati. Messe da parte le fabbriche, restano ancora i lavori nel settore terziario per cui e' richiesta più istruzione, in poche parole i lavori d'ufficio, MA per queste posizioni lavorative ci sono centinaia di migliaia di disoccupati Americani che bussano alle porte delle aziende e in un Paese (patriottico) come gli USA, anche se sembra strano a noi Italiani, gli Americani hanno la precedenza. Quindi l'immigration americana sarà molto severa a valutare le esigenze di una azienda. Vuoi assumere un lavoratore straniero? Dimostrami che ne hai davvero bisogno e che un americano non può svolgere quel lavoro. O almeno dimostrami che ti sei impegnato a cercare prima tra i lavoratori americani per un determinato periodo. Questa è la logica.
Qualcuno mi dice che ha trovato lavoro in un ristorante di un amico e che verrà a lavorare durante i tre mesi da turista e poi vedra' di mettersi in regola con un visto.
Non funziona cosi'. Il visto non lo vendono sugli scaffali di un supermercato. E' una questione più complicata.
Premettendo che lavorare durante i tre mesi da turista (e quindi senza visto) e' illegale, potete anche riuscire a farlo per tre mesi...ma poi? Se restate anche solo un giorno dopo i 90 concessi diventate automaticamente illegali. Ho letto  e ascoltato due "strategie" da parte degli Italiani che mettono in conto che una volta in Usa potrebbero restare oltre i 90 giorni da turista.
Resto illegale a vita! 
Bene, decidete di non tornare più in Italia per restare illegali a vita. A quel punto vivrete per sempre nell'ansia di venire scoperti e rimpatriati,  avrete difficolta' ad affittare casa, a noleggiare una macchina, ad aprire un conto in banca, ad avere assitenza sanitaria. Dovrete sempre dipendere da qualcuno che risolva i vostri problemi perché voi dovete "nascondervi". Ho conosciuto tempo fa un sudamericano che pedalava per decine di Km al giorno perché aveva giustamente paura di mostrare i propri documenti per compare una macchina. E in inverno, credetemi,  andare in bici tra neve, ghiaccio e freddo non è molto gradevole. Se avrete un bravo datore di lavoro magari non verrete ricattati ma vi potreste avere difficoltà quando chiederete aumenti o giorni di vacanza. Il potere su di voi potrebbe far gola anche al datore di lavoro più umano. Ecco, siete appena entrati nel mondo della schiavitù e della dipendenza psicologica.
Ma io regolarizzo la mia posizione! - direte voi. Mettervi in regola dopo essere stati anche solo per un giorno nell'illegalità vi complicherà le cose o meglio sarà praticamente impossibile, perché avete tradito la loro fiducia e ora tutte le porte vi si chiudono in faccia.
Illegali solo per qualche mese:
Qualcuno dice: Ok resto illegale solo per qualche tempo ma poi torno in Italia e dopo qualche tempo rientro in USA.
Anche questa e' un'idea poco felice perche'...siete pur sempre restati qui da illegali.
Magari siete usciti dagli Usa senza problemi ma state certi che tutte le vostre entrate ed uscite dal territorio americano sono state registrate sui computer dell'Immigration. In realta' non vi hanno fatto problemi quando siete usciti perché pur sapendo benissimo del vostro status da illegale a loro poco interessa...Te ne stai tornando al tuo Paese? Bene, addio furbetto MA e' quando provate a rietrare che  potreste avere delle sorprese.
Caro immigrato che provi a tornare, vedo che sei già stato qui da illegale per un tot di giorni. Perché hai tradito la nostra fiducia e ora ci sfidi di nuovo cercando di tornare? Mi sa che ti mandiamo a casa. Insomma, ragionano così, siete segnati a vita, potrebbero seriamente decidere di mandarvi a casa con il primo volo. E a quel punto non vi sarà concesso di rientrare per i prossimi 10 anni.

CONSIGLI:

Quindi adesso vorrei darvi alcuni consigli basati sulla mia esperienza e su quella di altri italiani che sono riusciti a trasferirsi negli Stati Uniti.
Laureatevi o specializzatevi in Italia:
A meno che non abbiate la fortuna di potervi permettere i costi di un prestigioso College americano, il mio consiglio è di studiare e laurearvi in Italia al piu' presto possibile. Non state a rifiutare un 24 per prendere un 30 tre mesi dopo. Qui i ragazzi non vanno fuori corso e si laureano a 23 anni e dopo pochi mesi hanno gia' trovato lavoro. Dovete competere anche con loro. Meglio arrivare qui con un 100/110 a 25 anni che con un 110 e lode a 30. Si sa che molti esami in Italia vanno a fortuna e quindi un voto piu' alto non corrisponde sempre una preparazione migliore. E poi qui le azienda non guardano il voto di laurea. Almeno a me non lo hanno mai chiesto. Vi mettono alla prova e se vi mostrate svegli e volenterosi, per loro vale più di cento baci accademici. Decidono di investire su di voi e vi offrono anche un buono stipendio.
Mandate il Resume alle sedi americane di compagnie italiane
Molti pensano che questa sia una strategia sbagliata perche' fa restare troppo legati all'Italia. Ma  ricordatevi che siete italiani e per ottenere un visto di lavoro bisogna convincere l'Immigration che un americano difficilmente è piu' adatto di voi per quella posizione lavorativa. E conoscere l'Italiano per aver rapporto quotidiano con l'Italia sul lavoro è qualcosa di reale che vi distingue e vi dà un vantaggio su un potenziale candidato americano.
Fate rivedere il vostro Resume a una compagnia specializzata
Il CV, che qui chiamano Resume, e' molto importante e ha un formato diverso da quello europeo.
Deve essere sintentico, preferibilmente una sola pagina. E a volte non e' facile racchiudere tutto in una pagina. Io mi rivolsi ad una compagnia che che per circa $100 mi mise a punto il Resume e questo mi aiutò molto a suscitare più interesse da parte di potenziali datori di lavoro. Qualcuno mi ha detto Eh però $100 per farmi aggiustare il CV è davvero troppo. Lo faccio da solo. E' uno spreco di soldi! Ecco state ragionando con la mentalità italiana. E questo mi collega all'ultimo punto che li riassume un po' tutti.
Strategia, soldi, tempo, pazienza, testardaggine
Abbandonate la mentalità italiana. Se volete davvero realizzare questo sogno dovete investire i vostri risparmi, rischiare, studiare, fare ricerca. Deve essere un lavoro a tempo pieno.
Cosa sono $100 se vi darà la possibilità di essere contattati da più aziende?
Una volta che avete il vostro bel Resume in formato americano, svegliatevi presto, mettetevi al pc e "lavorate": mandate email, stringete amicizia su LinkedIn, cercate le liste di aziende che possono interessare. Cercate le loro email. Iscrivetevi a Monster.com e altri siti del genere. Dovete inviare decine di Resume al giorno. Seminate, seminate e qualcosa uscira'. Non mentite, mettete subito in chiaro che in caso di assunzione vi serve una sponsorizzazione per un visto di lavoro. Molte aziende si tireranno indietro ma almeno saprete che quelle rimaste potrebbero avere intenzioni molto serie. Siate sempre cordiali e disponibili.
Decidete le date in cui sarete in Usa cosi' potete comunicarle ai potenziali datori di lavoro dipsosti a farvi un colloquio. Solo in quel caso potrebbero dirvi, come e' successo a me: Bene quando sei qui fatti sentire che fissiamo un colloquio. Se dite che un giorno forse verrete pero' chissa', non so come e non so quando...o peggio ancora se dite che avete intenzione di partire solo quando avrete un lavoro sicuro...state certi che non vi risponderanno mai.
Dovete investire i vostri risparmi, rischiare, partire. E poi o la va o la spacca.
Spero di avervi dato qualche buono spunto di spunto di riflessione e qualche buon consiglio.
A tutti voi che vorrete tentare l'avventura americana...Buona Fortuna!

sabato 21 novembre 2015

Visita medica per la green card

Qualche settimana fa ho fatto l'Immigration Physical ovvero la visita medica per la Green Card. Prima di raccontarvela vorrei fare un breve riepilogo dei passi piu' importanti anche per far capire quando sia lungo e complesso tutto il processo per diventare un Permanent Resident.

Il primo e probabilmente il piu' importante e' ottenere l'approvazione da parte del Dipartimento del Lavoro.  La compagnia che vuole sponsorizzare uno straniero deve dimostrare che ha una posizione aperta per la quale ha sondato il terreno prima "tra gli americani". Quindi per alcune settimane deve pubblicare annunci su internet o su giornali nazionali (come il NY Times) e quando arrivano i Resume (CV) non può cestinarli, deve analizzarli bene e se li scarta deve mandare una lettera ad ogni candidato per ringraziare e comunicare che purtroppo non e' adatto alla posizione. La compagnia deve fare delle copie di queste lettere per poi argomentare bene al Dipartimento del Lavoro perché' quei candidati americani non andavano bene (pochi anni di esperienza, studi universitari non adatti alla posizione, conoscenza di una sola lingua quando ne servirebbero due etc etc). E è solo allora che la compagnia, viste quelle circostanze particolari, "chiede il permesso" al Dipartimento del Lavoro di assumere un non-Americano che gli sembra adatto alla posizione.

Dopo l'approvazione, che non è scontata, si può proseguire con i passi successivi. La compagnia deve ora dimostrare o meglio dichiarare per iscritto che lo straniero sponsorizzato non verrà sottopagato. C'è una lista di salari minimi per ogni posizione lavorativa e ogni area degli Usa e la compagnia dichiara che si atterrà a quei salari, può offrire di più ma non di meno. Questo è per evitare che la compagnia assuma stranieri solo per convenienza economica. E' come se gli Stati Uniti dicessero: vuoi assumere un non-americano perché ti sembra più adatto alla posizione? Bene, ma non puoi dargli meno di questo salario.

E si arriva quindi alla visita medica. Mi è stata data una lista di studi medici nella mia città legata all'Immigration, ne ho scelto uno e ho fissato l'appuntamento.
Lo studio era molto particolare con decorazioni di Halloween sulle pareti. Un'atmosfera  familiare e serena. Una dottoressa mi ha misurato peso, altezza, pressione e mi ha fatto compilare alcuni moduli tra cui c'erano domande come: Fumi? Hai problemi di alcool? Allergie particolari? Problemi psicologici particolari?
Poi un dottore mi ha fatto la visita vera e propria. La prima parte per analizzare le mie facoltà psico-motorie. Alza la gamba destra, alza la gamba sinistra. Toccati la spalla sinistra con l'orecchio sinistro, ora la destra con l'orecchio destro,  spingimi verso di te, ora lontano da te, tira fuori la lingua, dentro la lingua, guarda in su, guarda in giu. Mi veniva un po' da ridere, ma mi sono trattenuto.
Poi nella seconda parte mi ha iniettato di tutto...vaccinazione per l'influenza e per la varicella, antitetanica, puntura sul braccio per la tubercolosi per la quale sono dovuto tornare dopo due giorni a far vedere il braccio. E poi mi ha fatto un prelievo del sangue per analizzare, a quanto ho capito, il sistema immunitario e la sifilide. E la visita e' finita lì.
Una volta arrivati i risultati delle analisi, il dottore mi ha telefonato e mi ha detto che era tutto ok e mi ha fatto tornare per firmare i vari moduli con i risultati. Il rituale prevede tre moduli da firmare: la mia copia, la copia del dottore e la copia da mandare all'Immigration in busta sigillata. Il dottore ha firmato con me come testimone, poi ha fatto firmare a me con lui come testimone. Ha infilato una copia in una busta gialla, l'ha sigillata con scotch trasparente e ha scritto su la sua firma in lungo in modo che risulterebbe evidente se qualcuno aprisse la busta. In tal caso l'Immigration invaliderebbe il tutto.

Ho inviato la busta sigillata al mio immigration lawyer il quale ha inviato altri moduli da compilare e firmare a me e al mio capo. Compilati e firmati, li abbiamo mandati all'avvocato.
Si tratta degli ultimi moduli per chiedere al Department of Homeland Security di farmi un adjustment of Status e farmi quindi diventare un Permanent Resident.
L'avvocato ha inviato tutto al DHS: l'approvazione del Dipartimento del Lavoro, la busta sigillata con i risultati della visita medica e vari altri moduli. Il DHS analizzerà i moduli e farà i controlli di rito sulla mia fedina penale dopo di che' dovrebbe dare l'approvazione alla mia Green Card! Riceverò prima una comunicazione via lettera e dopo due settimane mi verrà inviata la Green Card vera e propria, il famoso pezzo di carta, il cartellino verde...il passaporto per la libertà!

È un processo molto lungo ma sono quasi alla fine. Ormai si tratta solo di aspettare.
I'll keep you posted!