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martedì 15 dicembre 2015

Email dai lettori: Trasferirsi negli USA

Salve a tutti, negli ultimi mesi ho ricevuto molte email da voi lettori.
Mi fa piacere che vi piaccia il blog e provo sempre a rispondere a tutti anche se spesso non riesco a farlo lo stesso giorno. Cercherò comunque di dare  alcune risposte in questo post.
La domanda principale che mi fate tutti è...
Come faccio a trasferirmi stabilmente in USA? 
Devo dire che pochi hanno le idee chiare, alcuni sanno qualcosa sui visti e molti hanno le idee confuse.
A rischio di sembrare brusco e diretto vorrei aiutarvi innanzitutto a comprendere meglio la mentalita' americana in termini di immigrazione con alcune considerazioni:
  • Negli Stati Uniti ci sono milioni di disoccupati americani, ripeto AMERICANI.
  • Gli Stati Uniti non sono l'Italia e quindi non fanno entrare chiunque.
  • Pur essendo un Paese fondato sull'immigrazione i tempi sono cambiati, 30-40 anni c'era bisogno di milioni di lavoratori nelle fabbriche. C'era il boom economico e le porte erano più aperte agli immigrati ma non bisogna dimenticare che anche all'epoca dovevano aspettare per anni prima di poter entrare legalmente sul suolo americano. 
  • Ora le fabbriche le hanno spostate in India e Cina e c'e' meno bisogno di immigrati. Messe da parte le fabbriche, restano ancora i lavori nel settore terziario per cui e' richiesta più istruzione, in poche parole i lavori d'ufficio, MA per queste posizioni lavorative ci sono centinaia di migliaia di disoccupati Americani che bussano alle porte delle aziende e in un Paese (patriottico) come gli USA, anche se sembra strano a noi Italiani, gli Americani hanno la precedenza. Quindi l'immigration americana sarà molto severa a valutare le esigenze di una azienda. Vuoi assumere un lavoratore straniero? Dimostrami che ne hai davvero bisogno e che un americano non può svolgere quel lavoro. O almeno dimostrami che ti sei impegnato a cercare prima tra i lavoratori americani per un determinato periodo. Questa è la logica.
Qualcuno mi dice che ha trovato lavoro in un ristorante di un amico e che verrà a lavorare durante i tre mesi da turista e poi vedra' di mettersi in regola con un visto.
Non funziona cosi'. Il visto non lo vendono sugli scaffali di un supermercato. E' una questione più complicata.
Premettendo che lavorare durante i tre mesi da turista (e quindi senza visto) e' illegale, potete anche riuscire a farlo per tre mesi...ma poi? Se restate anche solo un giorno dopo i 90 concessi diventate automaticamente illegali. Ho letto  e ascoltato due "strategie" da parte degli Italiani che mettono in conto che una volta in Usa potrebbero restare oltre i 90 giorni da turista.
Resto illegale a vita! 
Bene, decidete di non tornare più in Italia per restare illegali a vita. A quel punto vivrete per sempre nell'ansia di venire scoperti e rimpatriati,  avrete difficolta' ad affittare casa, a noleggiare una macchina, ad aprire un conto in banca, ad avere assitenza sanitaria. Dovrete sempre dipendere da qualcuno che risolva i vostri problemi perché voi dovete "nascondervi". Ho conosciuto tempo fa un sudamericano che pedalava per decine di Km al giorno perché aveva giustamente paura di mostrare i propri documenti per compare una macchina. E in inverno, credetemi,  andare in bici tra neve, ghiaccio e freddo non è molto gradevole. Se avrete un bravo datore di lavoro magari non verrete ricattati ma vi potreste avere difficoltà quando chiederete aumenti o giorni di vacanza. Il potere su di voi potrebbe far gola anche al datore di lavoro più umano. Ecco, siete appena entrati nel mondo della schiavitù e della dipendenza psicologica.
Ma io regolarizzo la mia posizione! - direte voi. Mettervi in regola dopo essere stati anche solo per un giorno nell'illegalità vi complicherà le cose o meglio sarà praticamente impossibile, perché avete tradito la loro fiducia e ora tutte le porte vi si chiudono in faccia.
Illegali solo per qualche mese:
Qualcuno dice: Ok resto illegale solo per qualche tempo ma poi torno in Italia e dopo qualche tempo rientro in USA.
Anche questa e' un'idea poco felice perche'...siete pur sempre restati qui da illegali.
Magari siete usciti dagli Usa senza problemi ma state certi che tutte le vostre entrate ed uscite dal territorio americano sono state registrate sui computer dell'Immigration. In realta' non vi hanno fatto problemi quando siete usciti perché pur sapendo benissimo del vostro status da illegale a loro poco interessa...Te ne stai tornando al tuo Paese? Bene, addio furbetto MA e' quando provate a rietrare che  potreste avere delle sorprese.
Caro immigrato che provi a tornare, vedo che sei già stato qui da illegale per un tot di giorni. Perché hai tradito la nostra fiducia e ora ci sfidi di nuovo cercando di tornare? Mi sa che ti mandiamo a casa. Insomma, ragionano così, siete segnati a vita, potrebbero seriamente decidere di mandarvi a casa con il primo volo. E a quel punto non vi sarà concesso di rientrare per i prossimi 10 anni.

CONSIGLI:

Quindi adesso vorrei darvi alcuni consigli basati sulla mia esperienza e su quella di altri italiani che sono riusciti a trasferirsi negli Stati Uniti.
Laureatevi o specializzatevi in Italia:
A meno che non abbiate la fortuna di potervi permettere i costi di un prestigioso College americano, il mio consiglio è di studiare e laurearvi in Italia al piu' presto possibile. Non state a rifiutare un 24 per prendere un 30 tre mesi dopo. Qui i ragazzi non vanno fuori corso e si laureano a 23 anni e dopo pochi mesi hanno gia' trovato lavoro. Dovete competere anche con loro. Meglio arrivare qui con un 100/110 a 25 anni che con un 110 e lode a 30. Si sa che molti esami in Italia vanno a fortuna e quindi un voto piu' alto non corrisponde sempre una preparazione migliore. E poi qui le azienda non guardano il voto di laurea. Almeno a me non lo hanno mai chiesto. Vi mettono alla prova e se vi mostrate svegli e volenterosi, per loro vale più di cento baci accademici. Decidono di investire su di voi e vi offrono anche un buono stipendio.
Mandate il Resume alle sedi americane di compagnie italiane
Molti pensano che questa sia una strategia sbagliata perche' fa restare troppo legati all'Italia. Ma  ricordatevi che siete italiani e per ottenere un visto di lavoro bisogna convincere l'Immigration che un americano difficilmente è piu' adatto di voi per quella posizione lavorativa. E conoscere l'Italiano per aver rapporto quotidiano con l'Italia sul lavoro è qualcosa di reale che vi distingue e vi dà un vantaggio su un potenziale candidato americano.
Fate rivedere il vostro Resume a una compagnia specializzata
Il CV, che qui chiamano Resume, e' molto importante e ha un formato diverso da quello europeo.
Deve essere sintentico, preferibilmente una sola pagina. E a volte non e' facile racchiudere tutto in una pagina. Io mi rivolsi ad una compagnia che che per circa $100 mi mise a punto il Resume e questo mi aiutò molto a suscitare più interesse da parte di potenziali datori di lavoro. Qualcuno mi ha detto Eh però $100 per farmi aggiustare il CV è davvero troppo. Lo faccio da solo. E' uno spreco di soldi! Ecco state ragionando con la mentalità italiana. E questo mi collega all'ultimo punto che li riassume un po' tutti.
Strategia, soldi, tempo, pazienza, testardaggine
Abbandonate la mentalità italiana. Se volete davvero realizzare questo sogno dovete investire i vostri risparmi, rischiare, studiare, fare ricerca. Deve essere un lavoro a tempo pieno.
Cosa sono $100 se vi darà la possibilità di essere contattati da più aziende?
Una volta che avete il vostro bel Resume in formato americano, svegliatevi presto, mettetevi al pc e "lavorate": mandate email, stringete amicizia su LinkedIn, cercate le liste di aziende che possono interessare. Cercate le loro email. Iscrivetevi a Monster.com e altri siti del genere. Dovete inviare decine di Resume al giorno. Seminate, seminate e qualcosa uscira'. Non mentite, mettete subito in chiaro che in caso di assunzione vi serve una sponsorizzazione per un visto di lavoro. Molte aziende si tireranno indietro ma almeno saprete che quelle rimaste potrebbero avere intenzioni molto serie. Siate sempre cordiali e disponibili.
Decidete le date in cui sarete in Usa cosi' potete comunicarle ai potenziali datori di lavoro dipsosti a farvi un colloquio. Solo in quel caso potrebbero dirvi, come e' successo a me: Bene quando sei qui fatti sentire che fissiamo un colloquio. Se dite che un giorno forse verrete pero' chissa', non so come e non so quando...o peggio ancora se dite che avete intenzione di partire solo quando avrete un lavoro sicuro...state certi che non vi risponderanno mai.
Dovete investire i vostri risparmi, rischiare, partire. E poi o la va o la spacca.
Spero di avervi dato qualche buono spunto di spunto di riflessione e qualche buon consiglio.
A tutti voi che vorrete tentare l'avventura americana...Buona Fortuna!

15 commenti:

  1. Post molto interessante. Grazie per aver condiviso i tuoi consigli! Personalmente credo sia un suicidio tentare la strada illegale, che tra l´altro non funzionava nemmeno ai tempi de "il Padrino"!

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  2. Ciao Luca,ho una storia da raccontare a tale proposito.......
    Lavoro a Londra per una compagnia americana che ha negozi in USA Canada e UK.....Un mio collega brasiliano,che fa il KP da noi,mi ha raccontato che,prima di venire a Londra lavorava per la stessa compagnia a Boston.....
    E' stato a Boston per 5 anni...inizialmente aveva un permesso di soggiorno per 1 anno,con possibilita di lavorare part-time...Fece l'applicazione su internet per lavorare nella compagnia....Assunto ha continuato a lavorare per 5 anni senza VISA o permessi perche,quando fai l'applicazione su internet,dichiari sotto tua responsabilità(sia in UK,Canada e USA) che hai un VISA per poter risiedere in quella determinata nazione.
    Quando a lui è scaduto l'anno del visto,non ha lasciato gli USA,ha rischiato e continuato a lavorare e la compagnia non si è accertata se fosse regolare o no.....
    Dopo 5 anni ha deciso di lasciare gli USA e alla dogana ,mi ha raccontato,che non si sono molto adirati ma gli hanno bollato il passaporto e registrato i suoi dati con il divieto di tornare in USA per 10 anni....
    Qui a Londra invece è successa una cosa simile.....Un giorno sono arrivati i poliziotti e hanno arrestato un collega perche le autorità avevano scoperto che il suo VISTO era scaduto da tempo e lui continuava a risiedere a Londra....E' stato rimpatriato ma la compagnia non ha subito ripercussioni perche lui nell'atto dell'assunzione aveva dichiarato che aveva i documenti necessari per lavorare e risiedere.......
    Ipotizzo che il ragazzo brasiliano che fa il KP da noi sia stato fortunato che non hanno fatto controlli approffonditi,cosi come in UK perche altrimenti sarebbero andati a prendere anche a lui a lavoro in USA......
    Chi lavora per queste compagnie in realtà è facile essere individuati attraverso i pagamenti degli stipendi che vengono accreditati sui conti bancari....Quello che è stato arrestato da noi e rimpatriato,sfortunatamente facendo dei controlli sugli immigrati avranno scoperto che la compagnia ogni 15 giorni continuava ad accreditare lo stipendio e sono venuti direttamente in negozio a cercarlo.

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  3. Non ho intenzione di trasferirmi negli Usa, ma post molto molto interessante. Complimenti!

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  4. Ciao, come ti chiami? Io sono Chiara, eterna sognatrice, ma non ho mai avito il coraggio di aprire del tutto le mie ali e spiccare il volo. Sogno l'America da quando ero piccina e non sono sicura se alla fine il sogno è così bello in quanto tale o davvero l'America è così bella e attraente. Sono un'infermiera di 29 anni e vorrei tanto costruire il mio futuro lì, anche perchè qui in Italia la mia bellissima professione non è molto valorizzata, anzi! Sono consapevole delle innumerevoli difficoltà che ci sono per potersi trasferire in America, anzi io la vedo addirittura una cosa impossibile, soprattutto per me che non bene la lingua(tanto per aggiungere difficoltà!! -.-). E poi mi sento ormai vecchia per fare questo passo...non so, come se non fossi più per il mercato. (sono proprio sciocca mi sa..). Perchè i sogni più belli sono quello più irraggiungibili? Se solo si potesse fare un salto e ritrovarsi lì dove si desidera... Ti ringrazio e mi scuso per il disturbo. Ah una cosa..scusa la mia invadenza ma è possibile contattarti per avere consigli più "diretti" (tipo fb..). Grazie.

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    1. premesso che a 29 anni non credo ci si possa definire vecchi, se vuoi puoi farlo. ma occhio che gli usa, per quanto belli, hanno tutta una serie di aspetti che è bene conoscere e che chi ci ospita su questo blog ha evidenziato più volte. in bocca al lupo in ogni caso

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    2. Ciao Infanta puoi scrivermi a tornoavivereinamerica@gmail.com e poi da qui se vuoi ti do il contatto fb.
      A 29 ti senti vecchia? Io partii a quasi 28 anni subito dopo la laurea e non avevo esperienza lavorativa. Arthur ha anche ragione, non è tutto rose e fiori qui ma insomma in Italia sicuramente la situazione e 100 volte peggiore per quanto riguarda il lavoro...ma ogni Paese ha pro e contro.

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  5. Ciao bel post, complimenti.
    Sai i tuoi consigli li avevo gia sentiti da persone che vivono negli States da ormai più di 40 anni e che hanno passato più o meno sulla loro pelle le esperienze relative al lavoro irregolare...cosa che tutti oggi sconsiglierebbero! Ma ti voglio chiedere una cosa...se qualcuno dovesse avere la fortuna di vincerla la Green Card quali sarebbero allorai tuoi consigli?

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    1. Ciao Danilo, beh se vinci la green card...parti! Metti da parte dei soldi o fatteli prestare ma parti subito e cerca lavoro così potrai finalmente iniziare a costruirti un futuro in tempi che in Italia non sono neanche immaginabili. Non sarà tutto rose e fiori agli inizi ma entrare in USA con la green card ti mette già in un'ottima posizione.

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  6. Ciao, credo che nella prima parte del tuo post sei stato un po' duro ma realista. Credo che i tuoi consigli siano molto utili e spero che tutti trovino la forza ed il coraggio per inseguire i propri sogni. Bel post! :)

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    1. Si sono un po' duro perché conosco la situazione qui e a volte mi fanno sorridere le teorie di molti italiani che pensano che venire qui sia facile e prendere un visto sia come andarlo a comprare in un supermercato. Non è facile ma non è impossibile trasferirsi qui ma bisogna partire preparati e con una strategia realistica altrimenti la strada del ritorno in Italia è segnata.

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    2. Condivido. Io mi trasferirò a breve negli States, però non avrò il problema visto perché mia moglie è americana :)

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  7. Ciao,ho sedici anni e sogno prima o poi di andare a vivere negli Stati Uniti.Forse è un pò troppo presto per pensarci ma non riesco a farne a meno.Comunque sono molto confuso e ho un dubbio,dato che ne hai esperienza o perlomeno conoscenza vorrei chiederlo a te.Arrivo al dunque,mi piacerebbe studiare criminologia ma non so se sarebbe meglio studiarla qui in Italia oppure in America e soprattutto se studiassi criminologia ci sarebbe qualche speranza di trovare lavoro ?

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  8. Ciao, ti seguo da anni, sto provando a scrivere un resume degno di nota, potresti suggerirmi qualche compagnia che possa revisionarlo?? anche la stessa alla quale ti sei rivolto tu a suo tempo! grazie mille

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    1. Ciao Guglielmo, purtroppo non ricordo quale compagnia usai però puoi scrivere Resume Services su google e vedere un pò siti e prezzi.

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