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sabato 23 gennaio 2016

Fingerprints

Come accennato in un post precedente poche settimane fa ho ricevuto un'email dal USCIS tramite nella quale mi comunicavano luogo, giorno e orario in cui recarmi nei loro uffici per farmi prendere le biometrics ovvero le mie impronte digitali, ultimo e importantissimo passo per la carta verde. USCIS vuol dire US Citizenship and Immigration Service, ma io per semplificare la chiamo semplicemente l'Immigration. Prima di entrare ho dovuto lasciare il cellulare in macchina perché non era concesso entrare con cellulari o macchine fotografiche ma mi sarebbe piaciuto molto fare una foto ad un poster all'interno che diceva "We are USCIS. We are America" e in cui era scritto Benvenuti in tutte le lingue del mondo. Sono andato dall'impiegata al desk, una signora di colore molto simpatica e le ho consegnato la lettera che avevo ricevuto dall'USCIS. Mi ha chiesto un documento di riconoscimento e le ho dato la patente americana (che qui vale come carta di identità). La ha guardata con attenzione e mi ha detto "Sembrerebbe che sia tu. Si, sei proprio tu" e mi ha dato un modulo da compilare con i miei dati personali. Mi ha dato un numerino, 91, e dopo dieci minuti è arrivato il mio torno. Un'altra impiegata mi ha fatto firmare con una penna elettronica, poi mi ha fatto una foto e mi ha preso le impronte tramite un dispositivo digitale molto sensibile. Mi ha inumidito le dita e prima mi ha preso le impronte delle quattro dita di ogni mano, esclusi i pollici. Poi i due pollici. Poi tutte e dieci le dita, una per una. Per le impronte dei mignoli c'era qualche problema perché anche dopo vari tentativi non venivano super definite ma mi ha detto  di non preoccuparmi perché andavano bene lo stesso. 
Devo dire che ero entrato in quegli uffici con un po' di timore reverenziale. Loro sono l'Immigrazione, tu l'immigrato che chiede umilmente di essere accettato a vita in questo Paese. E invece mi hanno trattano con cordialità e chiacchierando piacevolmente mi hanno messo subito a mio agio. Alla fine mi hanno dato un questionario, da compilare in forma anonima, da imbucare in un una cassetta lì fuori, per chiedere sostanzialmente se ero stato trattato bene e per dare eventualmente dei suggerimenti su cosa potrebbero migliorare.  E' una semplice cosa ma mi ha favorevolmente colpito. Pensateci, loro Immigration chiedono a te immigrato, trattandoti da pari a pari, di dare un giudizio su come sei stato trattato e suggerimenti su come poter migliorare. Ovviamente ho dato tutti giudizi positivi, poi ho salutato, hanno ricambiato il saluto con simpatia e cordialità sorridendomi e dicendomi "Good Luck" e sono andato via. Sono queste le piccole cose che mi fanno capire che questo è un Paese ospitale che tratta gli immigrati con gentilezza e rispetto. Da pari a pari. E sono sempre più contento di aver fatto la scelta di venire a vivere qui.
E ora...fingers crossed. USCIS invierà le mie impronte all'FBI e poi  dovrà solo aspettare la decisione finale. Sempre più vicino alla meta! 

8 commenti:

  1. Nel giro di un mesetto spero mi arrivi la stessa lettera ;)

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    1. Stai aspettando la lettera per le fingerprints? Pensavo avessi già la GC tramite matrimonio. Fingers...crossed for you.

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  2. Anche in Italia la patente è un documento d'identità valido, sia la vecchia cartacea che la nuova in formato tessera. Non credete alle varie bufale secondo cui solo la vecchia timbrata sia valida, sono valide entrambe come documento d'identità. MA NON È VALIDA PER L'ESPATRIO.

    Devo dire che anche in molti servizi online dei ministeri italiani alla fine ti viene proposto un modulo, da compilare con eventuali suggerimenti e giudizi sul servizio.

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    1. Certo, e ne tengono sicuramente sempre conto, eh?
      Ma per cortesia...


      d.

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  3. Io invece ultimamente mi sto scontrando con la dura realta' delle assicurazioni sanitarie e del fatto che finche' sei in salute va tutto bene ma SE ti ammali sei in un mare di "guai" inteso come mare di pagamenti e di vari "medical bills" che continuano ad arrivare ogni mese .

    Questo nonostante 10000 ( diecimila dollari ) all'anno di versamenti per un piano SILVER con una assicurazione sulla carta ottima ( blue cross blue shield ma ho verificato anche humana o aetna o cigna sono tutte la stessa cosa piu' o meno ... hanno fatto cartello ) .

    Purtroppo c'e' sempre il maledetto deductible ( una franchigia ) e fino a 3250 dollari l'anno A TESTA li devo pagare io .

    Poi se sei TANTO MALATO e superi anche i 3250 dollari di deductible allora l'assicurazione sanitaria inizia a coprire le spese .
    Spese pazze poi ... per una analisi del sangue per 3 e dico TRE ormoni ( T3 , T4 e TSH ) CON ASSICURAZIONE 457 dollari . Senza assicurazione 497 dollari .

    Ma a questo punto uno non la paga l'assicurazione e via ... EH NO !

    A fine anno quando fai la dichiarazione della tasse se sei stato assicurato per meno di 9 mesi nei 12 precedenti paghi una multa .

    Eppoi giocano sulla minaccia psicologica " e se ti succede una cosa grave " ?

    Purtroppo io faccio parte della classe operaia media.. il motore degli USA ... che non e' ne' ricca ne' povera .

    I ricchi i soldi ce li hanno e vabbe' non hanno preoccupazioni di deductible .. i poveri ( o finti poveri che lavorano a nero ... ) hanno l'assistenza sanitaria gratuita Medicare .

    Io faccio parte dei Cornuti e Mazziati .

    Mah ... tutto questo discorso per dirti che sto riconsiderando molto seriamente la mia volonta' a diventare cittadino americano .

    Tra un anno potrei fare l'applicazione per la cittadinanza ma per adesso rimarro' permanent resident .

    Scusa gli apostrofi al posto degli accenti ma la tastiera americana non li prevede .

    Inoltre ho scoperto una bella ingiustizia fiscale se diventassi cittadino USA .
    Nello specifico se io adesso cittadino italiano ho proprieta' in USA e RISIEDO in USA , NON devo pagare le tasse in italia in quanto regolarmente iscritto AIRE .

    Invece da cittadino USA qualora decidessi di tornare in ITALIA e prendere la residenza nel Belpaese , vendere tutto in USA e godermi la vecchiaia in Italia magari acquistando una casa e soprattutto prendendo anche una minima pensione anche dall'Italia DEVO COMUNQUE pagare le tasse anche in USA sugli introiti ( proprieta' e pensione ) italiani .

    E siccome non c'e' reciprocita' fiscale tra Italia ed USA a nulla vale che le tasse le hai gia' versate in Italia , le devi pagare anche in USA anche se risiedi permanentemente in Italia .

    Bella fregatura ...

    Adesso capisco alcuni miei amici che sono quasi sessant'anni che sono permanent resident e non hanno intenzione di diventare cittadini USA ...

    Sono profondamente deluso da questo sistema che ti alliscia il pelo finche' sei in salute ma appena inizi a "zoppicare" ti vessa .

    Saluti

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    1. Ciao Claudio, grazie per il tuo commento. Da profano spesso mi dico: ok prendo la green card e poi dopo 5 anni chiedo anche la cittadinanza. Non avevo mai riflettuto sui punti che hai citato. Valuterò bene pro e contro e deciderò con calma se andare fino alla cittadinanza o fermarmi alla green card.

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  4. Non per essere indiscreti ma che tipo di compagnia ti ha assunto ? Grazie.

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    1. Compagnia italiana con sedi in USA. Se mi scrivi su tornoavivereinAmerica@gmail.com ti posso dare altri dettagli se vuoi.

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