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martedì 21 agosto 2012

Lasciare l'Italia: coraggio o codardia?


Cari lettori oggi vorrei chiedere la vostra opinione e aprire un bel dibattito su questo post.
Parlando con molti ragazzi che hanno deciso di trasferirsi all'estero mi sono reso conto che quando viene comunicata la fatidica decisione la reazione frequente e' costituita da commenti di questo tipo:
Eh si troppo facile andare via, bisogna restare qui per cambiare le cose.
Che ne sara' dell'Italia se i giovani vanno via?
E' molto piu' coraggioso restare in Italia e combattere. Andare via e' da codardi.
Penso che queste persone abbiano un'immagine un po' distorta della vita all'estero perche' quando scendi da quell'aereo, con quattro risparmi in tasca, spaesato e incerto per il futuro, nessuno ti mette un tappeto rosso sotto ai piedi. E nessuno ti accoglie appena fuori dall'aereoporto con un bicchiere di champagne in una mano e un contratto di lavoro nell'altra. Sei un numero, un extra comunitario come tanti, in cerca di un futuro migliore in un altro Paese che ti sara' spesso ostile se non ti rimbocchi le maniche e se inizialmente non fai sacrifici al limite dell'umano. E' una vera e propria lotta per la sopravvivenza e solo i piu' forti sopravvivono.
E poi non mi ha mai convinto l'idea che bisogna restare per migliorare le sorti di un Paese in declino.
Quel bisogna mi fa venire l'orticaria. Non ricordo di aver firmato un contratto con il Paese in cui sono nato non per mia scelta. Non fraintendetemi, amo l'Italia, qui ho i miei affetti e miei piu' cari amici e quando sono all'estero guai a chi parla male dell'Italia. Divento una iena.
Ma la vita e' adesso e cambiare le cose vuol dire cambiare il DNA di 60 milioni di persone.  Potrebbero occorrere secoli e scusateci se non tutti abbiamo la vocazione del missionario. La vita e' una sola ed e' breve e bisogna vivere nel Paese in cui ci si sente piu a casa e stranamente per molti di noi expats vivere all'estero ci fa sentire piu' a casa. Sembra assurdo ma e' cosi.
Mi piacerebbe leggere le opinioni di tutti voi, Italiani in Italia e Italiani all'estero. Accorrete numerosi!

8 commenti:

  1. Hai assolutamente ragione, se l'Italia fosse un paese piu onesto con i cittadini sarebbe magari diverso. Ma purtroppo non è così, io sono vittima della disoccupazione, per errori di gioventù mi ritrovo con la terza media in un paese dove se anche sei laureato ti ritrovi a fare lo stagista quasi non retribuito, quindi, che cosa dovrei fare? Fare la cameriera nella mia città( Verona per essere precisi, dove l' unico svago per i giovani è ubriacarsi al bar cantando slogan sulla squadra di calcio locale) e morire qui tentando di cambiare che cosa? È impossibile, i giovani qui non vengono aiutati e spronati apposta, i vecchi sono ai vertici e così deve rimanere per loro. Preferisco fare la cameriera a Londra o a Berlino piuttosto di farlo qui. Leggendo la tua storia mi è venuta una gran voglia di provare il sogno americano ma ho capito che per una ragazza come me è impossibile. Non ho doti particolari e nemmeno un diploma. Ma per fortuna non esiste solo l'America :)

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  2. HEY Luca, non dovresti nemmeno porti questa domanda perchè la risposta è ovvia.. Stiamo parlando di CORAGGIO, o come diciamo noi a roma DI AVERE LE PALLE per cambiare la tua vita... Io sono un codardo, perchè se non ci fosse stata mia moglie non avrei mai avuto le "PALLE" di trasferirmi in America... ma eccomi qua, con tante difficoltà d'affrontare giorno dopo giorno..Come sai ho 23 anni, sono giovane ed ho tutto il tempo per realizzarmi in questo Stupendo paese chiamato America... Ma ogni tanto mi manca l'Italia,per la precisione la mia famiglia, trovare il piatto pronto in tavola e sentire tua nonna che dice mangia tutto,togliersi i vestiti la sera e trovarli lavati e stirati la mattina successiva, mi manca la buonanotte di mio padre e il buongiorno di mia madre... Va beh prima che mi commuovo meglio che smetto di scrivere quello che mi manca di casa....ma per il resto sto tanto bene qui anche con tutte le difficoltà che ho e che sto affrontando...Purtroppo in Italia andrà avanti sempre il figlio raccomandato invece di uno con esperienza e che sà fare il suo lavoro....Come ben sai qui in America conta l'esperienza e la voglia di fare... Comunque Luca tu hai una Laurea presa in America, hai vissuto qui per 7 lunghi anni, sei tornato in Italia e hai capito che le cose non vanno quindi che vogliamo fare?? Io se fossi in te ricomincerei anche vivendo dallo zio cattivo (solo chi sa la tua storia può capire ^_^) ... Concludo dicendoti che sei uno dei pochi (e non uno dei tanti) che sta rischiando un altra volta dopo essere caduto gia una volta...Io ti stimo e ricorda quando passerai di qui hai una pizza pagata ^_^ !!! un abbraccio GIO!!

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  3. Grazie Gioele, ma che fine hai fatto? Non vedo piu' il tuo canale su Youtube e su facebook. Tutto ok?

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  4. Probabilmente ti sarai sistemato fuori dall'Italia per parlare in questo modo, e opinioni come le tue ne ho sentite tante. Le rispetto, ma parlare prettamente di coraggio o codardia per un argomento così delicato suona di provocatorio.. oltre che di banale poichè non ci può essere solo il bianco o il nero.. per ogni cosa credo vi siano mille sfumature di grigio nel mezzo.
    Partiamo dal presupposto che oltre al coraggio ci vogliano delle circostanze che te lo permettano. Noi, fortunatamente, non siamo certo una generazione che emigra perchè non arriva a consumare 3 pasti caldi al giorno o perchè gli manca un tetto sotto cui dormire.. quindi risulta già più difficile abbandonare uno stile di vita normale per rischiare di finire in mezzo ad una strada. Vi sono altri fattori..possono essere tra i più disparati: il biglietto per NY non costa certo 2 lire e a tal proposito cito una cara persona che vive fuori Milano e non riesce ad emigrare mancandogli proprio i fondi per farlo. Finchè non lo fanno lavorare, i soldi non può mica stamparseli in cantina. Se fosse stato più fortunato, sarebbero intervenuti mamma e papà.
    Poi un minimo di organizzazione per crearsi delle garanzie: parti, arrivi e che fai? ti metti a cercare lavoro da un angolo di strada? negli USA soprattutto che è uno dei paesi più classisti del mondo? Insomma, c'è molto di cui discutere in merito, credo ne verrebbe fuori un bel confronto. Lungo forse. Per questo ci tengo a precisare di non dimenticare le sfumature di grigio.. non viviamo tutti la stessa vita, per fortuna o purtroppo.

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  5. Ciao Younic, grazie per aver letto il post e hai colto in pieno: e' un post provocatorio. Hai ragione in ogni situazione ci sono tante sfumature di grigio. L'intenzione di questo post e' semplicemente analizzare le idee per me sbagliate di chi reputa un ingrato chi lascia l'Italia per cercare un futuro migliore all'estero.

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  6. Allora ho colto solo una parte, chiedo venia. Credo giustamente che ognuno possa trovare il suo posto in cui vivere in ogni angolo del mondo a seconda di cio che è, cio che cerca e cio che serve per raggiungerlo. Io sono uno di coloro che, se non avesse trovato un'ottima posizione di lavoro meritocratica (cosa rara in italia - sono figlio di nessuno) sarebbe partito per tentare la fortuna altrove, a costo di vendere che quel poco che possiedo per pagarmi il biglietto e organizzare l'arrivo e la permanenza.
    Non trovo ingrato chi parte per costruirsi una vita, ma chi ostacola quella degli altri.. come gli individualisti di cui purtroppo, per motivi storici, qui ne siamo pieni. E' per quello a parer mio che non cambierà mai niente. Saluti!

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  7. In realta' con questo breve post volevo anche sottolineare che all'estero la vita non e' tutta rose e fiori pero' hai ragione anche tu quando suggerisci che per poter partire oltre al coraggio ci vogliono i presupposti, un minimo di soldi da parte e organizzarsi bene. In effetti molti ragazzi pur volendo tentare questa avventura coraggiosa purtroppo non possono farlo perche' mancano i presupposti minimi (soprattutto economici). Cmq ti riassumo la mia esperienza in poche righe: ho vissuto in Usa per alcuni anni e sono tornato da quasi due anni in Italia. Mi sono reso conto che non c'e' molto futuro in Italia, soprattutto per chi si mette in cerca di lavoro in questo periodo e ho deciso di provare a ritornare in Usa, parto per NY a settembre e staro' li per tre mesi...speriamo bene. Saluti!

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  8. beh.. si può dire che hai già l'aggancio per ritornare! :) ti auguro il meglio!

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