martedì 22 luglio 2014

Aria Fritta (di Dario Celli) e la lettera al datore di lavoro italiano

Dopo aver letto questo mio post di qualche mese fa il giornalista di Rai2, Dario Celli, che mi segue da tempo, ha scritto una bella lettera ispirandosi liberamente alla storia degli ultimi miei anni: il ritorno in Italia, i colloqui di lavoro ai limiti dell'assurdo, la decisione di tornare in America, i colloqui di lavoro americani, l'assunzione da parte di un'azienda americana. E' una lettera che gia' lui mi consiglio' di scrivere, ma poi non lo ho mai fatto...perche' e' meglio dimenticare alcuni personaggi italiani ma in realta' come me potrebbero scriverla tanti altri giovani italiani, sfruttati in Italia e valorizzati all'estero. Cosa dire, mi fa molto piacere che un giornalista della Rai si sia basato sulla mia storia per scrivere questa lettera.
Chi vuole puo' andarla a leggerla direttamente sul suo blog, seguitissimo, in cui e' evidente il suo amore per New York, gli Stati Uniti e le storie americane: Su un colloquio di lavoro, l'amarezza e il brindisi di un giovane italiano
Grazie, Dario Celli.

mercoledì 2 luglio 2014

Storie quotidiane della New York anni 60

La signora che viaggia in macchina con me ogni mattina e' di origini siciliane ed e' venuta a vivere in Usa negli anni 60 quando era appena ragazzina. Mi raccontava di quei tempi quando chi arrivava dall'Italia parlava piu' il dialetto che l'italiano mentre lei e una sua amichetta, in controtendenza, avevano sempre parlato in Italiano prima di trasferirsi in Usa. Quindi una volta arrivate in America dovettero imparare due lingue, l'Inglese e...il dialetto siciliano.
Mi ha raccontato questa storia che mi ha fatto divertire.
Queens, New York, anni 60. Una ragazzina venne mandata dalla madre a comprare della carne macinata in carnezzeria. Eh si, non macelleria, si chiamava proprio carnezzeria. Conosco il termine perche' e' lo stesso che usava spesso una mia amica siciliana anche se un'insegna Carnezzeria nella New York degli anni 60 mi riporta alle atmosfere de Il Padrino o Quei Bravi Ragazzi.
La ragazzina entro' in macelleria e chiese al macellaio:
- Buongiorno, mi da' un po' di macinato?
- Mi dispiace signorina, non ce l'abbiamo - rispose il macellaio, dopo un po' di esitazione.
La ragazzina, che era un po' timida, aveva visto che la carne macinata era li' sotto la vetrina del bancone ma non disse niente e torno' a mani vuote a casa da sua madre.
 - Mamma, mamma il macellaio mi ha detto che non aveva macinato, pero' secondo me non me lo ha voluto vendere perche' io ho visto. Era li'.
 - Ma come e' possibile figlia mia? Fai una cosa, gioia mia, torna dal macellaio e indica con il dito il macinato.
La ragazzina torno' dal macellaio.
- Buongiorno signore, prima ho chiesto un po' di macinato ma lei mi ha detto che non c'era. Pero' e' li', lo vede? E quello che voglio.
E il macellaio: Ahhhhh signori', non macinato, lei vuole il capuliato! Ca-pu-lia-to!
E finalmente capi' cosa voleva la ragazzina e le diede un Kg di macinato.

venerdì 6 giugno 2014

Collega americana in vacanza in Italia

Una mia collega americana e suo marito di origini italiane sono stati in Italia per tre settimane. Oggi la collega e' tornata in ufficio e mi sono fatto raccontare del suo viaggio. Sono andati li' essenzialmente per trasferire dei soldi che hanno da molti anni alle Poste, credo su un libretto postale, e visto che c'erano ne hanno approfittato per farsi queste tre settimane di vacanza con i parenti italiani del marito. La collega e' rimasta incantata dall'Italia, mi ha mostrato entusiasta un sacco di foto di castelli, chiese, cittadine di mare e praticamente tutto cio' che hanno gustato in Italia cavatelli, pasta al forno, spaghetti aglio e olio, sfogliatelle, gelati, tutto buonissimo, anche i piatti per noi meno elaborati. Ne parlava estasiata.
Poi mi ha raccontato delle Poste. Il primo giorno la persona allo sportello li ha trattati con sufficienza dicendo che quel giorno "c'erano le pensioni da pagare" e quindi invece di assistirli o di dirgli di tornare piu' tardi (probabilmente non c'erano numerini) gli ha detto di andare ad un altro ufficio postale in una cittadina limitrofa. Sono andati li' il giorno successivo ma gli hanno detto che gli avevano dato un'informazione sbagliata e dovevano tornare al primo ufficio postale perche' il conto era radicato li'. Quindi sono tornati al primo ufficio e dopo ore di attesa, tra regole delle file poco chiare, impiegati scorbutici e poco pazienti, sono riusciti a capire che dovevano ritornare quando c'era il direttore. Quindi un altro giorno hanno finalmente parlato con il direttore che pero' ha cercato di convincerli a tenere i loro soldi li'. Ovviamente non si sono fatti convincere e dopo quattro giorni l'ufficio postale gli ha finalmente dato un assegno o qualcosa del genere. Con quell'assegno hanno poi dovuto aprire un conto in una banca per poi trasferire i soldi da quella banca alla loro banca americana. Tutto questo sono riusciti a concluderlo il giorno prima della partenza. Insomma se non avessero programmato una vacanza di tre settimane probabilmente non sarebbero riusciti a trasferire i loro soldi. La collega non si capacitava come potesse essere cosi' difficile in Italia fare una cosa per la quale in America ci avrebbero impiegato poche ore. E mi ha detto che nonostante fosse innamorata  dell'Italia, non avrebbe mai potuto viverci per lunghi periodi.
E io mi spiego sempre piu' perche' le aziende americane preferiscono non investire in Italia. Burocrazia, cialtroneria e inefficienza. Questa e' l'Italia di oggi. Speriamo che cambi.

Mortgage, mutuo, vivere in affitto, comprare casa

Ciao a tutti, come va? Qui tra Connecticut e New York tutto procede bene.
In attesa che il mio capo mi dia il via per iniziare le pratiche per la green card a volte mi proietto con il pensiero un po' in la' quando tra qualche anno potrei avere finalmente la sicurezza di poter restare stabilmente in Usa. A quel punto dovrei decidere se comprare una piccola casa, un appartamento o continuare a vivere in affitto. Non avendo mai comprato una casa in Italia, e neanche in Usa, non conosco bene questi aspetti. Una cosa che mi ha incuriosito parlando con qualche americano e' il mortgage ovvero il mutuo sulla casa. Ricordo ancora quando in Italia i miei genitori finirono di pagare i debiti per la casa. Fu un giorno di festa, un traguardo importante da celebrare.
Invece qui in Usa anche se aveste la possibilita' economica di acquistare una casa senza contrarre debiti centinaia probabilmente vi prenderebbero per pazzi perche' bisogna avere un mortgage.
Logicamente un italiano come me pensa: ma non e' meglio togliersi il debito al piu' presto possibile? No, non e' meglio perche' se ho capito bene il mutuo mensile e' una spesa che consente quindi di far pagare meno tasse quando si fa la dichiarazione dei redditi annuale. Quindi finche' si lavora e' meglio avere questa spesa. Non so, in Italia come funziona? Si possono detrarre le spese del mutuo? Magari funziona allo stesso modo.
Un'altra cosa interessante e' legata alla credit history di cui ho parlato piu' volte. Sostanzialmente qui quasi tutti si costruiscono una storia di credito facendo acquisti con carta di credito. Negli anni, in base alla puntualita' dei pagamenti con le credit cards, ognuno si costruisce un credit score, ovvero una reputazione, un punteggio che dimostra l'affidabilita' come debitore.
Questo punteggio, che varia sempre in base alla vostra puntualita' nei pagamenti, entra in gioco in molte occasioni come ad esempio quando devono affittarvi una casa, quando dovete comprare una macchina a rate o quando dovete chiedere un mutuo sulla casa. Poiche' qui e' il regno della meritocrazia, piu' alto sara' il vostro credit score e piu' bassa sara' la percentuale di interessi che vi faranno pagare. Quindi anche 1 o 2 punti percentuali in meno fanno una grande differenza quando dovete acquistare una casa con un mutuo. 
Detto questo e' ancora presto per prendere una decisione. Lo faro' solo quando avro' la certezza della carta verde, magari tra 3-4 anni. Probabilmente una casa non fa per me. Ancora non riesco a capire come fanno molti Americani a pagare anche 15-20mila dollari di tasse annuali sulla casa (l'IMU a confronto e' una barzelletta). Ovviamente le tasse sulla casa variano considerevolmente in base alla citta' in cui si vive, a volte anche in base ai quartieri della stessa citta'. Oltre alle tasse sulla casa ci sono da considerare le spese per la manutenzione che per le fragili casette in legno americane possono diventare eccessive soprattutto se bisogna chiamare un imbianchino, un idraulico, un elettricista, un muratore. Poi non mi va l'idea di trascorrere il weekend a tagliare l'erba, togliere le foglie secche, spalare la neve...dopo aver lavorato dal lunedi' al venerdi lavorare anche il weekend attorno casa non fa per me.
Quindi potrei considerare di acquistare un appartamento anche se spesso mi chiedo se non sia preferibile restare in affitto a vita. Insomma ci sono pro e contro ma ho tempo per informami e prendere una decisione. Qualcuno di voi che vive in Usa ha acquistato una casa o un appartamento? Preferite vivere in affitto?

sabato 24 maggio 2014

La bastardata inaspettata

E' da un po' che non scrivo sul blog. Sono giornate molto intense al lavoro e il viaggio in macchina, di un'ora all'andata e un'ora al ritorno, se non c'e' traffico, inizia un po' a stancarmi e non mi lascia molto tempo per dedicarmi ai miei hobby o al blog, but that's ok, alla fine non mi posso assolutamente lamentare. Mi piace molto il mio lavoro e come accennato il mio capo ha deciso che la compagnia mi sponsorizzera' per la green card e questa e' la cosa piu' importante.
Ma oggi vorrei parlarvi di una bastardata. Vi ricordate tutta la storia del peruviano e dei due appartamenti? In breve la casa in cui vivo e' di un pensionato italo-americano e di suo figlio F.
La casa e' di due piani. Al secondo piano vivono loro e al primo piano hanno creato due appartamenti separati, uno piu' piccolo in cui vivo al momento e uno piu' grande in cui viveva un ragazzo peruviano che hanno mandato via perche' creava solo problemi. In passato ho vissuto nell'appartamento in cui viveva il peruviano, a 900 dollari al mese. Lo hanno affittato al peruviano quando sono tornato in Italia circa tre anni fa, prima a 1000 e poi recentemente, anche per farlo andare, via sono saliti a 1100. Bene, io nell'appartamento piccolo, piu' precisamente uno studio apartment, pago 950 al mese. Sapendo che il peruviano sarebbe andato via (e cosi' e' stato) qualche mese fa ho detto a Mr M che sarei passato volentieri all'appartamento piu' grande. Conosco Mr M ormai da molti anni e anche se non e' una amicizia vera e propria i nostri rapporti non sono quelli soliti di padrone di casa - affittuario ma qualcosa di piu'. Lui non sa leggere e scrivere molto bene in inglese e io lo ho aiutato moltissime volte scrivendo lettere per lui o facendo telefonate per risolvergli problemi di bollette e simili. Altre volte sono uscito con il figlio F, che e' leggermente handicappato, e siamo andati al cinema o allo zoo (a mie spese) o in giro per negozi. Lui ha pochi amici e quindi ogni tanto mi fa piacere farlo svagare un po' e farlo contento con poco. Mr M e il figlio F si sono sempre comportati bene a volte ricambiando con un po' di cibo o ospitandomi quando venni in Usa in cerca di lavoro (mentre i parenti si defilarono ma e' un'altra storia). Tutto bene insomma, diciamo che i rapporti erano buoni anche perche' basati su una reciproca convenienza. Dunque quando ho detto a Mr M che sarei passato volentieri all'appartamento piu' grande gli ho anche chiesto: mi puoi fare lo stesso prezzo che pago ora, 950? E lui: va bene. Con una faccia come a dire: ok dai, proprio perche' sei tu e ci conosciamo da tempo.
Benissimo, il peruviano e' andato via, l'appartamento e' rimasto vuoto, e ho iniziato a comprare qualche mobile per arredare l'appartamento grande in cui sarei passato di li' a breve. Ho comprato una scrivania da Ikea e con il permesso di Mr M l'ho messa nell'appartamento grande in cui sarei passato dopo che avrebbe messo lavandino e gabinetto nuovo nel bagno, cosa che pero' non faceva mai, perche' diceva che era un po' occupato. E quindi io ero nel piccolo con scrivania e qualche mobiletto gia' messo nel grande in attesa di passare definitivamente nel grande dopo il cambio di lavandino e gabinetto.
Pochi giorni fa Mr M e' venuto con un ragazzo a fargli vedere l'appartamento piccolo ma poi (lo ho saputo dal figlio) gli ha anche fatto vedere l'appartamento grande che in teoria era gia' stato promesso a me per 950. Il ragazzo e' andato via e io sono andato a prendere un caffe' da Mr M e il figlio F.
Parlando, Mr M mi dice che il ragazzo sarebbe disposto anche a dargli 1300 per l'appartamento grande ma lui gli ha detto che ci andro' io. Io penso: ok, ma perche' mi dice questo? 
Poi mi chiede: allora quando vuoi passare all'altro appartamento?
- Penso in questi giorni, magari appena puoi sistemare il bagno.
- Per quello ci vuole un po' di tempo, poi lo faccio, a poco per volta. Allora lo sai quale e' il prezzo?
- Si, abbiamo detto 950 no?
- No, non 950. 1100.
- Ma come, mi avevi detto che mi avresti fatto lo stesso prezzo che sto pagando ora, 950.
 - No, 1100. Forse ci siamo capiti male.
Avete capito la bastardata? Io ricordo benissimo che mi promise 950 ma ogni volta che glielo dicevo rispondeva che ci ci siamo capiti male. In pratica ha sentito odore di qualche dollaro in piu', 1300 invece di 950, e quindi ha fatto con me la faccia di bronzo pensando: altro che 950, se non mi da' almeno 1100 io cerco di affittarlo all'altro ragazzo che mi darebbe addirittura 1300. E se mi dice che gli ho gia' promesso 950 faccio finta che non ci siamo capiti.
Una vera bastardata inaspettata. Rimangiarsi la parola cercando di prendermi in giro in modo cosi' spudorato. Dopo la bella notizia aveva tirato fuori un dolce ma io me ne sono andato con una scusa quasi senza salutare per far capire la mia rabbia e delusione nei suoi confronti.
Per un paio di giorni lo ho evitato e poi gli ho detto che non posso permettermi di pagare la cifra richiesta per l'appartamento piu' grande e quindi rimango nel piccolo e puo' affittare il grande a chi vuole.  Mi dispiace solo perche' stanno per venire a farmi visita i miei genitori e mi sarebbe piaciuto farli stare un po' piu' comodi nell'appartamento piu' grande ma quando una persona si venderebbe anche la madre per qualche dollaro in piu' queste sono cose possono accadere. I miei genitori si sapranno arrangiare ma prima o poi ricambiero' la bastardata.
Non ho piu' voglia di avere a che fare con questa gente ignorante e gretta e penso che sia arrivato il momento di cercare un appartamento piu' vicino all'ufficio, quindi piu' vicino a NYC. Ma lo faro' tra qualche mese. Per ora devo fare buon viso a cattivo gioco e non dire niente.

Per rendere meglio il quadro dell'ignoranza di queste persone (ok F poverino e' esentato perche' e' learning disabled e inoltre ha assorbito discorsi e ignoranza del padre) vi racconto un episodo che e' accaduto un paio di giorni dopo la bastardata.
Spesso Mr M non riesce a capire tutte le voci di alcune bollette. Per vedere la TV via cable paga un abbonamento fisso mensile a Cablevision che comprende l'uso di due decoder, uno per loro al piano di sopra e uno per me al piano di sotto. Pochi giorni fa tra le voci della bolletta ha notato 12 dollari per un certo servizio Dvr, che se non erro e' un servizio per mettere in pausa i film e poi mettere play quando si vuole, o qualcosa del genere. Probabilmente lo hanno attivato loro per errore o si sono fatti infinocchiare da qualche operatore telefonico di Cablevision. Mr M ha chiesto al figlio F di telefonare Cablevision per chiedere di cosa si tratta. Poi Mr M si e' fatto passare il telefono dal figlio e tra tutti e due non hanno capito granche'. So che hanno solo capito che "Cablevision controlla tutto" e quindi cosa hanno dedotto? Poiche' io guardo i Dvd che arrivano per posta da Netflix hanno dedotto che, tenetevi forte, che piu' Dvd guardo e piu' aumenta la loro bolletta del servizio tv.
Ma vi rendete conto? Cosa diavolo c'entrano i Dvd che tra l'altro posso guardare anche al pc con la loro bolletta della tv?  Gli ho fatto vedere lo statement della mia credit card mostrando che per vedere quei dvd io pago Netflix un tot al mese e non c'entra niente con l'abbonamento tv. Credo che si siano convinti ma vi rendete conto con che persone devo avere a che fare? Come si dice dalle mie parti: questi fanno andare in galera gli innocenti.
Comunque, ripeto, mi sto stancando di questa gente e forse e' una cosa buona. Forse il destino mi sta spingendo piu' vicino a New York.
I'll keep you updated. Vi terro' aggiornati.

domenica 4 maggio 2014

Un'altra giornata di vergogna per l'Italia

Un paio di giorni fa ho riguardato Voglio fa l'Americano, episodio de Il Testimone di Pif, e in particolare la parte in cui Pif ci fa vedere l'atmosfera di una partita di baseball americano. Sono stato anche io ad una partita di baseball anni fa ed e' esattamente cosi': i tifosi di squadre avversarie siedono uno accanto all'altro senza problemi e senza il bisogno che vengano separati n settori.  Perche' mai dovrebbero essere separati? Lo sport e' uno spettacolo come andare al cinema e gli Americani vanno allo stadio con le famiglie e i bambini piccoli esclusivamente per divertirsi. Non sono mica bestie che vanno separate da gabbie? Si mangia e si beve (altrimenti non sarebbero Americani) e se poco poco un tifoso solo inizia ad alterarsi e ad alzare la voce subito viene individuato dalla security che lo invita ad uscire fuori dallo stadio. Guardate a 38:15...


E' anche per questo che le notizie provenienti dal'Italia ieri mi hanno lasciato un velo di tristezza. Sapete tutti cosa e' successo. A Roma ci sono stati scontri e risse tra tifoserie prima della partita napoli-Fiorentina, un tifoso della Roma ha quasi ucciso un tifoso del Napoli, all'interno dello stadio l'inno nazionale e' stato fischiato da moltissimi spettatori di entrambe le tifoserie, lo Stato si e' inchinato al volere di un capo Ultras del Napoli (tra l'altro figlio di un camorrista e con la maglietta che inneggiava all'assassino di un poliziotto!) che sostanzialmente ha dato il suo ok all'inizio della partita. Una giornata vergognosa per lo sport e per il nostro Paese e uno spettacolo indecoroso agli occhi di tutto il mondo.
Ho letto e ascoltato molti commenti a riguardo e anche essi mi hanno lasciato sconcertato.
In sostanza molti cercavano di minimizzare o circoscrivere il fenomeno.
C'e' chi dice che la persona che ha sparato non era un tifoso della Fiorentina ma della Roma. O chi dice che la sparatoria non era legata alla partita e al calcio. Ah beh, allora la cosa cambia.
Il Presidente del Napoli in un discorso delirante ha addirittura lodato le tifoserie dicendo che si sono comportate in modo molto civile perche' la situazione era incandescente e poteva degenerare. Ah si? E poteva degenerare perche'? Per colpa di chi? Se un idiota fa fuoco contro un tifoso del Napoli, poi ai tifosi del Napoli e' consentito o quasi ci si aspetta che possano mettere a ferro e fuoco uno stadio e una citta' e quindi se non lo fanno vanno anche applauditi? Che ragionamento e'?
Vogliamo parare anche dei fischi vergognosi durante l'inno nazionale?
Chi mi spiega perche' invece in altre parti del mondo c'e' un silenzio assoluto mentre si canta l'inno?
Insomma io non farei discorsi per circoscrivere il fenomeno a questa o quella tifoseria o per minimizzare cio' che da troppi anni ormai accade spesso prima, durante e dopo una partita.
Dobbiamo fare autocritica e allargherei il discorso, come spesso faccio, all'incivilta' di una buona percentuale di noi Italiani. Certo non si deve mai generalizzare troppo MA non succede in molti Paesi che prima di una partita ci siano scontri tra tifoserie avversarie che magari si incontrano per caso in autogrill e con una furia cieca iniziano a scontrarsi violentemente. Non succede in molti Paesi che dei tifosi Ultras che inneggiano a degli assassini vengano consultati dalle autorita' per chiedere loro il permesso di iniziare la partita.
I tifosi napoletani giocano a fare le vittime e dicono che tutti, stampa in primis, se la prendono sempre e solo con il Napoli con i soliti pregiudizi razzisti...in effetti hanno ragione, la feccia non e' presente solo tra la loro tifoseria, non e' una questione di razzismo e di nord contro sud. E' un virus diffuso che mescola incivilta' e violenza da Nord a Sud. Ad esempio vi ricordate cosa successe un paio di anni fa a Genova? I giocatori del Genoa persero una partita e furono letteralmente umiliati dai loro tifosi che gli ordinarono di togliersi la maglietta perche' non erano piu' degni di indossarla. Altrimenti non li avrebbero fatti entrare negli spogliatoi. Un'altra giornata vergognosa ma non per il calcio o lo sport. Per l'Italia.
Ecco cosa successe:
 

Quindi finiamola di fare le vittime o di minimizzare e di circoscrivere il fenomeno a determinate tifoserie. Siamo tutti coinvolti come societa' italiana. L'incivilta', come dico sempre, parte dal basso. Diamogli un calcio magari con l'educazione civica insegnata a partire dall'asilo e sbattendo in carcere questa feccia di tifosi e magari emarginando chi, minimizzando, si rende loro complici.

mercoledì 23 aprile 2014

Il sistema sanitario americano

Negli anni passati sono andato dal dottore solo un paio di volte quando ho avuto l'influenza. Recentemente, invece, nel giro di pochi mesi sono andato dal dottore due volte, per un lieve dolore allo stomaco andato via dopo qualche giorno e per un physical check-up, e una volta dal dentista. Quindi sto iniziando a capire un po' piu' da vicino come funziona il sistema sanitario americano.
Tutto si basa sull'assicurazione medica. Quasi tutte le compagnie includono l'assicurazione medica come benefit per gli impiegati che lavorano full time (anche se so di alcune compagnie, solitamente i negozi, che invece di assumere una persona full time, preferiscono assumerne due part time cosi' possono non includere l'assicurazione come benefit). Chi lavora in proprio deve provvedere da se' e pagare di tasca propria. Ci sono anche ospedali pubblici per chi e' in condizioni economiche svantaggiate, magari non ha un lavoro o non puo' permettersi un'assicurazione ma non so se ce ne siano tanti e soprattutto non so se siano davvero efficienti come quelli privati. Molti Americani mi dicono di no.
Una volta che si ha l'assicurazione medica si puo' scegliere un dottore ma bisogna tenere conto di un aspetto un po' antipatico: il dottore potrebbe non accettare la vostra assicurazione. Magari volete andare da lui perche' ne avete sentito parlare molto bene ma se accetta altre assicurazione c'e' poco da fare perche' non e' in-network ma out of network ovvero non fa parte dei dottori che lavorano con la vostra assicurazione.Teoricamente potete comunque andare da quel dottore ma poiche' il dottore non e' nel network della vostra assicurazione dovrete pagare molto di piu' per le vostre visite. Tanto vale scegliere un dottore in-network dalla lista che ogni assicurazione ha online, sul proprio sito.
Ogni assicurazione ha piani differenti e ogni datore di lavoro decide quale offrire ai propri dipendenti anche in base al budget che la compagnia puo' permettersi. E una volta scelto il piano ogni compagnia puo' decidere se pagarla totalmente per l'impiegato o solo in parte. Ricordo che la mia compagnia precedente offriva un plan in cui pagava il 70% delle spese assicurative mentre faceva pagare a me, detraendolo dallo stipendio, il rimanente 30%. La mia compagnia attuale invece offre un piano in cui paga il 100%. Ovviamente bisogna sempre vedere cosa e' coperto magari la compagnia puo' anche pagare il 100% delle spese assicurative ma il piano prevede pochi benefit. Per fortuna la mia sembra offrire molti benefit e copre molto. Alcune compagnie offrono anche l'assicurazione dentistica e anche qui possono esserci delle differenze su cosa e' coperto al 100% e cosa e ' coperto in parte dall'assicurazione. Ad esempio ricordo che il piano dell'assicurazione dentistica della mia compagnia precedente includeva una pulizia gratis all'anno mentre quello della mia compagnia attuale ne offre una gratis ogni sei mesi.  Un'altra cosa importante e' il copay. Per ogni visita medica il paziente deve sempre pagare una cifra minima che varia in base al piano assicurativo, che puo' essere $10, $20 o piu'. Forse questo e' per evitare che i pazienti vadano dal dottore per ogni minimo dolorino. Quando bisogna pagare qualche dollora ci si pensa due volte prima di andare dal dottore.
Non voglio dilungarmi sui dettagli del sistema sanitario anche perche' non ne so ancora molto.
Ho capito il funzionamento base solo da poco e consiste in questo: dopo una visita, lo studio del dottore (dentista, oculista etc) invia al paziente la fattura all'assicurazione medica che provvedera' a pagare in base al vostro piano assicurativo, a volte paghera' totalmente e a volte solo in parte. E quando paghera' in parte, l'altra parte e' a carico del paziente. Cio che mi piace poco del sistema e' appunto questo stato di incertezza del paziente dopo ogni visita perche' fino a che lo studio del dottore non inviera' il conto con tutti i dettagli della visita all'assicurazione, non si sa mai quanto e se bisognera' pagare qualcosa.
In teoria prima della visita si puo' avere gia' un'idea piu' o meno precisa dei costi perche' tutti i dettagli su cosa e quanto e' coperto dall'assicurazione sono reperibili online, dopo aver creato un account sul sito dell'assicurazione, ma si tratta di pagine e pagine di pdf difficili e poi molti paragrafi e molte clausole sono scritte (volutamente?) in modo poco chiaro.
Quindi bisogna sempre fare molte domande prima di una visita per non vedersi arrivare per posta un conto inaspettato dopo qualche settimana.
Ad esempio, vi ricordate quando qualche settimana fa vi ho parlato del mio check up annuale?
Ho chiesto al dottore se sarebbe stato tutto coperto dall'assicurazione e mi ha detto di si. Ho chiesto (su consiglio di un'amica americana) se le analisi sarebbero state analizzate all' interno delll'ospedale in cui lavora il dottore o sarebbero state analizzate fuori e il dottore mi ha detto di non preoccuparmi perche' sarebbero state analizzate internamente. Mi ha anche detto di rivolgermi a lui se avessi ricevuto un conto da pagare.
Bene dopo tutte queste assicurazioni pochi giorni fa mi e' arrivata una lettera con una fattura in cui c'e' scritto che per le analisi del sangue l'assicurazione ha pagato $50 e io devo pagare i rimanenti $30. Sembra infatti che per ogni tipo di analisi l'assicurazione ha pagato solo una percentuale, mi pare circa il 65%. Perche'? Le analisi contrariamente a quanto detto dal dottore sono stata analizzate da laboratori esterni e quindi l'assicurazione ha pagato solo in parte? C'e' qualche clausola che mi e' sfuggita? Si sono sbagliati? Ci provano? A chi posso chiedere chiarimenti, al mio dottore, all'assicurazione o al laboratorio che mi ha mandato il conto? Che stress...vi faro' sapere tra qualche giorno. In effetti alcune persone mi hanno detto che ospedali e assicurazioni spesso fanno confusione o provano a fregarti; altre volte credo che possa accadre che i dottori mandano un conto cosi' alto all'assicurazione che alla fine l'assicurazione cerchera' di pagare solo una parte mandando il conto per il resto all'assicurato. Infatti la cosa per me piu' assurda non e' tanto lo stato di incertezza fino a che arriva il conto ma le cifre esorbiranti che, assicurazione e/o paziente devono pagare.
Ad esempio, poche settimane fa il mio padrone di casa, Mr M,  e' andato in ospedale per un mal di pancia. L'hanno tenuto li' meno di un'ora, credo che gli abbiano anche fatto una lieve anestesia e poi l'hanno mandato a casa. Niente di grave. Pochi giorni fa gli e' arrivato il conto: SEIMILAEOTTOCENTO DOLLARI! La sua assicurazione ha pagato seimila dollari e Mr M ora deve pagare 800 dollari, come fosse niente. Altri esempi. Una mia amica anni fa ando' al pronto soccorso perche' perdeva sangue dal naso. Conto: Duemila dollari!
Un mio parente si e' operato ai calcoli renali...conto: 20mila dollari.
E non parliamo delle storie di quelle persone che per poter continuare a pagare le spese per curarsi un tumore hanno dovuto vendersi la casa! Ne sto sentendo tante di storiedel genere.
Insomma io sono fortunato perche' ho un'ottima assicurazione ma il sistema sanitario americano, visto da fuori, ha molti aspetti che propio non riesco ad accettare. Sembra che qui anche la salute bisogna meritarsela, se sei una persona in gamba, che ha studiato e ha un'ottima posizione lavorativa allora probabilmente avrai come benefit anche un'ottima assicurazione medica. Altrimenti, peggio per te. A proposito di meritocrazia e salute mi ha colpito favorevolmente un benefit della mia assicurazione medica. Ovviamente per l'assicurazione piu' sei in salute, meno volte avrai bisogno di cure e meno costerai. Per questo se vai regolarmente in palestra meriti un premio...la mia assicurazione invia un assegno di $200 come premio se vai in palestra per almeno 50 volte in sei mesi. Detto fatto...sto aspettando l'assegno in questi giorni.
Nonostanto tutto ho capito che una cosa intelligente e' mettere da parte dei soldi per le emergenze mediche...oppure in alternativa si puo' trovare casa vicino ad un aeroporto e buttarsi sul primo aereo per l'Italia in caso di emergenza. Come sapete amo gli Stati Uniti per moltissimi aspetti ma sul sistema sanitario credo proprio che abbiano tanto da imparare da noi europei.
Qualcuno di voi lettori ha avuto esperienze con il sistema sanitario americano?

domenica 13 aprile 2014

Il Peruviano e' andato via...e ora che succedera'?

Dunque vi raccontavo in passato di questo ragazzo peruviano che viveva in uno dei due appartamenti costruiti all'interno della casa di Mr M. e il figlio F. Mr M e il figlio F vivono al piano di sopra mentre al piano terra ci sono due appartamenti, in uno vivo io e nell'altro viveva fino a pochi giorni fa il Peruviano. Questo ragazzo ne ha combinate di tutti i colori, approfittandosi spesso di F che e' leggermente handicappato. Dopo tante richieste in modo gentile di lasciare l'appartamento, Mr M e' ricorso ad un avvocato che a sua volta e' ricorso ad un Marshall che ha fatto trovare sulla porta dell'appartamento del peruviano una notifica di lasciare l'appartamento entro 30 giorni. Dopo 30 giorni il Peruviano era ancora li'. L'avvocato ha ricontattato il Marshall che ha fatto trovare un'altra notifica, probabilmente piu' severa, sulla porta dell'appartamento del Peruviano. A quel punto poiche' se fosse rimasto oltre avrebbe rischiato di andare in Corte con tutto quello che ne sarebbe conseguito per la sua reputazione (lavora in banca), il Peruviano ha finalmente abbassato la cresta ed e' andato da Mr M chiedendo umilmente se poteva restare fino a fine mese. E finalmente pochi giorni fa e' andato via. E' stato molto gentile anche con me, ci siamo salutati cordialmente e siamo rimasti in buoni rapporti...anche se poi Mr M ha scoperto che il tubo del lavandino della cucina era otturato e ha impiegato alcune ore per risolvere il problema: un ultimo regalino del Peruviano quando aveva gia' ricevuto indietro il suo deposit da Mr M.
Comunque ora finalmente e' andato via. Il suo appartamento e' un po' piu' grande del mio e come vi dicevo lo conosco bene perche' in passato ho vissuto per alcuni anni proprio in quell'appartamento. Anche se non sto per niente male ora, non mi dispiacerebbe piacere passare in quell'appartamento. Ma...ho saputo che...vi ricordate quando vi dicevo che Mr M stava cercando una moglie per il figlio F? E la cercava tramite uno zio sposato con una colombiana la quale conosce alcune ragazze disposte a trasferirsi dalla Colombia agli Usa? Bene per alcuni mesi non ne ho piu' sentito parlare e pensavo che fosse una storia sfumata ma un paio di giorni fa F mi ha detto che lui, suo padre, suo zio e la moglie colombiana stanno per andare in Colombia per alcuni giorni per conoscere una ragazza che poi potrebbe tornare con loro e vivere con Mr M e il figlio F, o meglio diciamo che potrebbe diventare la compagna o la moglie (?) di F. Sinceramente dubito che una cosa cosi' accadra' realmente anche se F ci spera molto ed e' un suo sogno avere una compagna. Gli ho chiesto: ma se viene davvero vivra' con voi al piano di sopra? E lui mi ha detto che magari andra' nell'ex appartamento del Peruviano, perche' lui vorrebbe la sua privacy. E io: ah allora non lo date piu' a me se lo volessi? E lui: no, non so, magari puoi andare tu li, e io e lei nell'appartamento in cui vivi ora. Insomma non so cosa succedera' ma di sicuro queste sono storie surreali, da film. Mr M vuole trovare una donna che possa magari accudire suo figlio quando lui non ci sara' piu' e cercano di attirare qualche ragazza povera con il miraggio dell'American Dream. Lo so che sono brave persone, di cuore, ma se davvero dovessero proseguire per questa strada sarebbero davvero ingenui. Una bella ragazza colombiana, probabilmente povera, una volta che Mr M non ci sarebbe piu' potrebbe prosciugare tutti loro risparmi, poi chiedere il divorzio e mandarlo il povero F sotto ai ponti. Comunque non posso farci niente ma non credo che davvero potra accadere. Anche se a volte la realta' supera la fantasia. Per quanto mi riguarda tornando al discorso appartamenti, visto che per la situazione green card ora sono un po' piu' tranquillo, e so che probabilmente riuscirei a restare in Usa oltre la scadenza del mio visto, dovrei iniziare a pensare a comprare un piccolo appartamentino. Cosa ne pensate?
I'll keep you posted.

giovedì 10 aprile 2014

Il sogno puo' andare avanti

Ieri e' stata una giornata decisiva per il mio futuro negli Usa.
Pochi giorni fa anche grazie a uno di voi lettori che mi ha segnalato che ora l'immigration sta valutando le domande per la carta verde molto piu' velocemente, mi sono deciso, ho preso coraggio e ho mandato un'email al mio capo che era in viaggio di lavoro.
Gli ho scritto che avrei voluto parlargliene piu' in la' ma poiche' ho saputo che sembra che stiano velocizzando le pratiche di assegnazione delle green card e temo che stiano per cambiare la legge sull'immigrazione dopodiche' potrebbero diventare piu' severi, mi piacerebbe sapere se la compagnia e' disposta a sponsorizzarmi per la carta verde, dando da parte mia la disponibilita' a pagare in parte o completamente per tutte le spese burocratiche. Il capo mi ha risposto che ne avremmo parlato. Ieri e' tornato in ufficio e abbiamo iniziato a parlare di lavoro, io, lui e il manager (braccio destro del capo e mio supervisor). Poi il capo ha chiesto al manager in modo scherzoso: allora come va il ragazzo? Lo teniamo o lo mandiamo via? Gliela facciamo questa green card? Il manager ha risposto che finora ho lavorato bene e che lui me la farebbe. Il capo mi ha fatto qualche altra domanda sui costi e poi, come se niente fosse, mi ha detto di procedere perche' la compagnia mi sponsorizza per la green card!!! Insomma sono riuscito nell'impresa, ho guadagnato la loro fiducia e ora posso guardare oltre alla scadenza del visto, tra due anni, il sogno americano potra' spingersi oltre. Forse la compagnia non mi fara' neanche pagare le spese per queste pratiche, oltre 10 mila dollari, ma se anche chiedessero a me di pagare non sarebbe un problema, insomma chiedero' dei prestiti, mettero' dei soldi da parte e in qualche modo faro'. L'importante e' che ora posso seriamente iniziare a pensare ad un futuro. Ovviamente la trafila sara' lunga e costosa ma sono ottimista ora che lo scoglio piu' importante e' passato e sara' solo una questione di tempo.
Poi sempre in tono scherzoso il capo mi ha anche detto che ora pero' devo impegnarmi a restare in questa azienda almeno per qualche anno. Io ho risposto che per me resterei anche a vita! E lui: non esageriamo ora, qualche anno va gia bene. Ma dove la trovo una compagnia cosi? Dopo questa conversazione ho ringraziato e sono tornato alla mia scrivania e per una mezzora mi sono sentito quasi...commosso. Ho ripensato a quei momenti brevi ma intensi in cui i responsabili delle aziende italiane mi trattarono dall'alto in basso come l'ultimo degli inutili, uno tra i tanti, quasi un pacco senza valore da mettere ora qua e ora la, e a tutte le umiliazioni e situazioni ridicole alle quali ho dovuto assistere. E poi, che succede? Arrivo in Usa, nel giro di pochi mesi e pochi colloqui varie compagnie vogliono assumermi, scelgo la migliore, li' credono in me, mi assumono, pagano tutte le spese per il visto, mi danno uno stipendio che in Italia avrei solo potuto sognare, mi stimano, mi valorizzano, investono su di me, in pochi mesi decidono che possono sponsorizzarmi per la green card e forse pagheranno anche per queste spese! E chiedono loro a me di impegnarmi a restare con l'azienda almeno per un certo numero di anni. Da non credere!
A volte mi chiedo il perche' il mio Paese non e' riuscito a darmi queste semplici gioie ma non riesco a trovare risposta. Ma forse e' meglio cosi'. Le soddisfazioni me le sta dando un altro Paese, quello che mi ha riaccolto a braccia aperte dopo averlo "tradito" per essere tornato in Italia.
Ma ora basta con questi discorsi "epici". Bisogna solo brindare. Grazie America per un'altra giornata importante che mi hai regalato. Lo sapevo che avrei fatto bene a ritornare da te.

martedì 1 aprile 2014

Addio amico

Oggi ho saputo che un mio caro amico ieri si e' tolto la vita. Era un ragazzo poco piu' grande di me dal quale ho preso lezione di chitarra ai tempi dell'universita'. Suo padre si suicido' anni fa impiccandosi e da allora la depressione lo ha sempre accompagnato. In realta' spesso era anche molto solare ed allegro ma la depressione e il male di vivere tornava sempre a perseguitarlo. Riversava tutta la sua passione sulla musica. Era davvero un genio, probabilmente uno dei piu' bravi chitarristi in Italia ma a causa dei suoi demoni e di un ambiente che non e' mai riuscito a far emergere i veri artisti e' rimasto sempre nell'ombra a suonare nella sua piccola casa dopo un periodo in cui aveva suonato con un paio di band locali che poi si sono sciolte. Ma a lui andava bene cosi'. E chi conosceva il suo talento amava ascoltare le sue composizioni. L'ho perso di vista per qualche anno. Qualcuno mi ha detto che ha passato degli anni bui ma proprio ultimamente si stava riprendendo ed era tornato a suonare. E invece poi ieri ha deciso di mollare, probabilmente in un momento di disperazione dope essere stato tormentato nuovamente dalla depressione. Ha preso una corda e si e' impiccato.
La notizia mi ha molto sconvolto. Per me era una di quelle persone vere, umili e geniali che poche volte si incontrano nella vita. Ricordo ancora quando andammo a comprare assieme la mia chitarra elettrica o quando mi insegno' a suonare La Stangata e poi mentre la suonavo telefono' ad un suo amico per dirgli: senti il mio allievo come ha imparato! Un'altra volta gli dissi che se avesse suonato il solo di Crushing Day di Satriani io l'avrei seguito ovunque al mondo e subito scoppiammo a ridere per la frase che poteva francamente sembrare un po' ambigua o comunque da adepto di un santone di una setta religiosa.
Forse il ricordo piu' bello e' quando mi insegno' a suonare questa canzone, che gli dedico stasera, ovunque lui sia. Sailing Ships dei Whitesnake: