Segui il blog tramite email

venerdì 9 novembre 2012

Ho trovato lavoro?! Probabilmente si.

Allora amici, dove eravamo rimasti?
Faccio un breve riassunto della mia ricerca di lavoro qui in Usa da quando sono arrivato, due mesi fa. Pochi giorni dopo il mio arrivo l'azienda per la quale ho lavorato in passato per alcuni anni mi ha fatto una proposta piuttosto bassa (in passato mi aveva dato circa il 40% in piu') e ho quindi rifiutato. Mi ha poi contattato un'altra azienda (telefonicamente) che mi ha detto che stava cercando proprio una persona come me ma quando gli ho detto che avrei avuto bisogno del work visa, il manager mi ha detto che purtroppo hanno gia' sponsorizzato due persone questo anno e fino all'anno prossimo non possono fare altre sponsorizzazioni. Ok, c'erano ancora altre cinque aziende interessate a incontrarmi per un colloquio. Avevo mandato il mio CV a moltissime aziende italiane con sede in Usa, durante l'estate, subito dopo un'esperienza lavorativa a dir poco deprimente con degli imprenditori del Sud Italia e queste cinque aziende mi avevano risposto di farmi sentire appena fossi arrivato in Usa ma due di queste sono svanite nel nulla e quindi me ne sono rimaste tre: un'azienda di vini italiani che pero' durante il colloquio nel loro ufficio di NY mi ha fatto capire che non potevano/volevano sponsorizzarmi per un visto. Sono rimaste quindi un'azienda che produce articoli sportivi e una che produce gioielli. Ho fatto il primo colloquio con l'azienda di gioielli ed e' andato bene, ho fatto il primo colloquio con l'azienda di articoli sportivi ed e' andato bene anche se su questo non ci contavo molto. Inaspettatamente dopo una paio di settimane mi ha richiamato l'azienda di articoli sportivi per un secondo colloquio e mi ha fatto un'offerta interessante, ma dovrei pagarmi l'assicurazione medica e le spese per il visto di lavoro. Facendo qualche sottrazione l'offerta da interessante diventa discreta, sufficiente a poter sopravvivere e ad essere indipendenti. L'azienda in questione si e' appena stabilita in Usa, ha investito un milione di dollari in inventario e l'obiettivo e' recuperare il milione di dollari al piu' presto, mettersi in piedi e ingranare. Il rischio di un fallimento entro uno o due se le cose non vanno per il verso giusto non e' totalmente da escludere. Pero' e' un'offerta concreta. Il manager mi ha chiesto di informarmi con il mio immigration lawyer per sapere se e' facile ottenere il visto di lavoro. Ci siamo stretti la mano e anche se non mi ha fatto firmare niente diciamo che ha dato per scontato che avrei accettato la sua offerta se l'immigration lawyer avesse confermato che non dovrebbero esserci complicazioni per ottenere il visto.
Al mio immigration lawyer ho parlato sia dell'azienda di articoli sportivi e visto che c'ero anche di quella dei gioielli e mi ha assicurato che sia con una che con l'altra non dovrebbero esserci difficolta' ad ottenere un visto nel giro di una mese (visto H1B o meglio ancora E1). 
Nel frattempo si e' fatta sentire proprio la compagnia di gioielli per un secondo colloquio. Sono stato onesto e gli ho detto che ho ricevuto gia' un'offerta da un'azienda di articoli sportivi ma che preferirei lavorare per loro perche' e' un'azienda piu' prestigiosa e potrei dare il mio contributo perche' in passato ho lavorato nel settore del lusso italiano, nella logistica, amministrazione, customer service, vendite e loro mi hanno fatto un'offerta di gran lunga migliore dell'azienda di articoli sportivi anche perche' mi pagherebbero l'assicurazione medica e probabilmente il visto! A conti fatti sarebbero almeno 20mila in piu' dell'azienda di articoli sportivi e inoltre e' una azienda importante, una delle 10 piu' importanti al mondo nel settore, con decenni di storia in Usa. E avrei possibilita' di carriera. Insomma e' un'offerta che non capita tutti i giorni...e se solo penso che a giugno l'azienda italiana voleva propormi 400 euro netti al mese...
MA c'e' un grosso MA.
L'azienda di gioielli vuole "mettermi in prova-training" per il mese di novembre dopodiche' se va tutto bene, nel budget per il 2013 a dicembre che verra' presentato alla sede centrale in Italia (che prende le decisioni anche per la sede americana) verra' inclusa la richiesta di assumermi, e se la richiesta verra' approvata, partiremo con le pratiche per il work visa e potro' tornare a lavorare stabilmente in USA a inizio marzo del 2013.
A questo punto ho dovuto prendere una decisione importante: accettare l'offerta sicura della fragile azienda di articoli sportivi o rischiare e puntare piu' in alto? Ci ho pensato molto.
L'azienda di articoli sportivi fremeva per darmi un po' di lavoro gia a Novembre e quindi dovevo proprio scegliere, o un'azienda o l'altra. Ho contattato e ringraziato l'azienda di articoli sportivi per l'offerta e gli ho detto la verita', vale a dire che ho avuto un'offerta migliore anche se teoricamente potrebbe anche non concretizzarsi ma ho deciso di rischiare e fare la prova con l'azienda di gioielli. Mi ha fatto in bocca al lupo per il nuovo lavoro ma mi ha detto che non possono aspettare la mia prova con l'azienda di gioielli e devono trovare quindi un'altra persona al piu' presto. Quindi e' definitivo, ora devo puntare tutto sull'azienda di gioielli, o dentro o fuori. E cosi' dal 1 Novembre ho iniziato a lavorare con loro e tutto procede per il meglio. I colleghi sono simpatici e disponibili e il manager con il quale sto facendo la prova-training proviene dalla mia stessa regione in Italia e c'e' un buon rapporto tra noi. Non credo che ci saranno problemi. L'unica incognita e' se l'azienda in Italia approvera' il budget ma il capo in Usa mi ha detto che sono in espansione quindi non dovrebbero esserci problemi anche se fino a fine Gennaio non puo' garantirmi niente di certo. Sono in ballo e devo ballare, sono ottimista anche se finche' non vedro' il visto stampato sul passaporto non stappero' alcuna bottiglia.
Comunque vada stavo riflettendo ieri su questo fatto: in meno di due mesi da quando sono arrivato negli Stati Uniti ho ricevuto tre offerte di lavoro e non ho neanche sostenuto molti colloqui. La media e' un'offerta di lavoro ogni due colloqui che ho sostenuto. In Italia solo per sostenere il numero di colloqui che ho sostenuto qui in due mesi avrei dovuto penare per due anni.
Un'altra considerazione e' che qui in Usa per lo stesso tipo di lavoro possono arrivare ad offrirti stipendi completamente diversi, uno anche il doppio dell'altro. Non come in Italia dove tutto gravita attorno ai 1200 euro, poco piu', poco meno.
Comunque la mia prova continua e mi sto impegnando molto e poi, cosa dirvi, come deve andare andra'. Come sempre, grazie per il sostegno e per il vostro tifo e sempre fingers crossed!

25 commenti:

  1. beneeeeeeeeeee sono contenta per te Luca! in bocca al lupo... allora ti trovo ancora lì qunso arriverò io. Ciao!

    RispondiElimina
  2. Come si chiama l'azienda di gioielli?

    RispondiElimina
  3. Oh Finalmente delle ottime notizie! Non ci pensare molto all'approvazione della procedura da parte della direzione italiana, fai il tuo lavoro con passione - come credo tu faccia - e tutto verrà da se! Bravo!

    RispondiElimina
  4. @ MacMary, l'8 dicembre devo tornare in Italia altrimenti se resto oltre divento automaticamente illegale. Aspettero' in Italia le notizie della compagnia e se tutto va bene prendo il visa a Roma a febbraio e ritorno in Usa a fine febbraio
    @ Davide magari te lo scrivo in privato se mi dai la tua email.

    RispondiElimina
  5. sono molto contenta per te e in bocca al lupo! certo ora che tornerai in Italia ti verra' un po l'ansia e la voglia di tornare subito qui!
    milicoon
    www.viverenewyork.blogspot.com

    RispondiElimina
  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  7. (ho cancellato le cifre degli stipendi offerti e i post che ne facevano riferimento. Non si sa mai...meglio cosi', per precauzione)

    RispondiElimina
  8. Da quello che ho capito si evince che:

    per essere assunto regolarmente, hai bisogno di uno sponsor, e che la sponsorizzazione costa 4000$.
    Questi 4000$ spesso te li devi pagare di tasca tua, a meno che non trovi un datore di lavoro a cui interessi realmente disposto a pagarteli. (cosa non semplice a quanto ho capito)
    In tal caso, hai 3 anni di permesso che non è detto che ti vengano rinnovati.
    In questi 3 anni + 3 nel caso di rinnovo, tu sei un cittadino precario, con una sicurezza blanda a "tempo determinato".
    Allo scadere di questo periodo, devi per forza ottenere una Green Card, che non è affatto detto che ti venga concessa, e che costa 10000$, cifra che immagino debba pagare di tasca tua stavolta, a meno che tu non sia uno scienziato indispensabile al proseguo del nuovo programma spaziale a rischio di finanziamento del buon presidente di turno.
    Ma dopo 7 anni, l'Inghilterra faceva proprio proprio così pena?
    Premetto che ho anche io molti parenti negli States, e che sono stati lì diverse volte, l'ultima un mese fa.
    Ma leggendo anche i tuo passati trascorsi negli States, mi rendo conto che è una faticaccia immane, quasi quasi l'unica vera possibilità di risiedere e lavorare lì, è determinata dal fatto di trovare una sposa indigena...

    RispondiElimina
  9. Giusto per farci del male Machine Pistole ;) però non hai detto nulla di errato a mio avviso. Anche io sto cercando di organizzarmi per partire...e beh non è così facile. Se poi aggiungi zero esperienza lavorativa nel campo di studi ma solo una laurea in HR, dici bene tu...l'Inghilterra non fa proprio cosi schifo...anche se non mi ispira per nulla e poi chi ama gli States amerà sempre gli States...non c'è altro posto in cui vorresti vivere, ma bisogna fare i conti per bene altrimenti ci si trova a dormire mezzi nudi sotto un ponte ;)
    Unica cosa positiva è che ora almeno si possono fare colloqui di lavoro durante i 3 mesi senza visto e con l'ESTA...
    Comunque Luca ti seguo dagli inizi e ti ammiro per tutto quello che stai facendo...anche se non ricordo il campo in cui lavori, informatica? ti faccio un grosso in bocca al lupo!!!!

    RispondiElimina
  10. @LAURA

    "Unica cosa positiva è che ora almeno si possono fare colloqui di lavoro durante i 3 mesi senza visto e con l'ESTA..."

    Davvero?
    Questa non la sapevo, credevo che non si potesse, è una grande notizia, almeno non ci si deve occultare...

    RispondiElimina
  11. @ Machine Pistole Hai ragione su molti punti e hai capito molto bene la difficolta' in termine di stress e di soldi da tirar fuori per riuscire davvero a trasferirsi qui. Il visto di lavoro H1B puo' anche arrivare a costare sui $5000, dipende dall'avvocato di immigration che ti fa le pratiche. E le spese di visti e green card furono uno dei tanti motivi che mi spinsero a tornare in Italia perche' non mi andava piu' di dover dare tutti i miei sudati risparmi all'immigration e all'immigration lawyer. Mi sembrava quasi come pagare il pizzo agli Usa per poter continuare a restare qui a lavorare. Poi sono tornato in Italia e ho lavorato 8 mesi in UK e ho rivalutato gli Usa, diciamo che ne ho sentito la mancanza e mi sono reso conto che se devo vivere all'estero PER ME non c'e' posto migliore degli Usa, ma sono cose soggettive. L'Inghilterra non mi ha ispirato per niente, li' sopravvivevo, certo li' la situazione e' migliore che in Italia ma preferisco gli Usa, ai quali sono legato da quando sono ragazzino e poi anche i 7 anni in cui ho vissuto qui sono stati duri ma anche emozionanti e pieni di soddisfazioni.Per i visti ce ne sono di vari tipi. Un visto interessante e' il visto E1 che ti consente di restare qui per 5 anni ma e' rinnovabile all'infinto purche' resti a lavorare con la stessa azienda, e' un po come una green card. Il problema di non avere la green card vera e propria pero'e' che sei legato alla compagnia per cui lavori e se il capo vuole, puo' decidere di non darti aumenti, tanto dove scappi?
    Per quanto riguarda il lavoro precario, qui non esiste il lavoro a tempo indeterminato ma credimi ho lavorato qui per oltre 5 anni e il datore di lavoro mi poteva licenziare dall'oggi al domani senza un valido motivo ma non mi sono mai sentito precario. Se lavori bene perche' dovrebbero licenziarti? E poi se anche lo fanno, trovi un altro lavoro nel giro di poco tempo. In Italia con sti ridicoli stage non pagati o contratti a progetto di 3 mesi mi sentirei molto piu' precario.
    @ Laura
    Lavoro nel settore dell'import-export
    Neanche a me risulta che da turista puoi fare colloqui di lavoro. Per l'immigration se sei turista non devi lavorare. E se all'aereoporto quando arrivi per 3 mesi da turista e ti chiedono perche' sei qui? e tu invece di dire per turismo dici: per fare colloqui? Beh rischi di essere rispedita in Italia perche' se vieni per turismo per l'immigration non devi fare altro. Poi niente vieta che tu puoi farti i tuoi colloqui, tanto chi lo viene a sapere? Ma se ti assumono devi tornare in Italia, aspettare l'approvazione del visto, andarlo a prendere all'ambasciata in Italia e poi puoi tornare in Usa a lavorare.

    RispondiElimina
  12. Grazie di essere intervenuto nei commenti.
    Lo so, il mio commento è stato volutamente un po' ironico, ma volevo mettere l'accento sulle difficoltà di ottenere il tanto agognato "sogno americano".
    Io sono stato a NYC per la prima volta all'età di 15 anni, ci sono andato da solo, e sono stato ospite dai miei zii.
    Poi ci sono tornato altre 3 volte (sempre da turista), l'ultima un mese fa, ma questa volta ho voluto soggiornare a Brooklyn, in una zona un po' pittoresca per così dire... insomma da coprifuoco dopo le 21.00... proprio per "saggiare" la vera NY, quella non turistica per intenderci.
    L'esperienza è stata, manco a dirlo, bellissima ugualmente, io adoro gli States, e quest'ultima esperienza in una zona poco trendy, mi ha confermato in pieno che non ci piove, penso proprio che ci vivrei e che mi troverei bene.
    Io mi occupo di web da più di un decennio ormai. e quindi, nel caso mi trasferissi lì, continuerei a fare quello che ho sempre fatto, il web developer.
    Attualmente a NY ho una cugina meravigliosa, che abita un po' fuori, ma ha una casa molto grande, con camera per gli ospiti, infatti potrei (anche se per un periodo non lungo, visto che ha 3 bimbi) "sfruttare" la sua ospitalità, ma ancor di più i suoi preziosi consigli e un appoggio, considerato che sia lei che suo marito lavorano nel campo financial da tanto tempo.
    Mia cugina mi ha detto che il maggior problema che incontrerei lì, oltre ovviamente ai visti di lavoro, è la lingua, ostacolo che supererei facilmente stando lì prima come turista per un 2 o 3 mesi.
    Ho già visto annunci in zona NY per posizioni analoga alla mia, e sono rimasto secco quando ho visto la differenza di trattamento economico con l'Italia... si parte da un minimo di 70 80 mila dollari, per arrivare fino a 120mila nei casi migliori.
    Da quello che mi ha detto mia cugina, dalla cifra che ti viene offerta andrebbe tirato via circa un terzo, fermo restando eventuali pacchetti assicurativi o benefit che potrebbero offrirti in fase di trattativa.
    Insomma, cifre che fanno sognare, visto quello che si prende qui, a cui va aggiunto il fatto che ora in Italia non c'è più neppure il posto fisso (ultimo baluardo che poteva fermarmi in questo paese), e che il mio attuale datore di lavoro non sta pagando neanche gli stipendi da 3 mesi... per cui anche le garanzie minime che offriva questo paese se ne sono andate.
    Tendenzialmente, se decidessi di tornare lì (dove mi sento più a casa che qui...) penso che starei lì per un po' proprio per l'inglese, e nel frattempo manderei via i resume, magari anche da qui prima di partire.
    La lingua comunque, visto il lavoro che faccio, non mi preoccupa più di tanto, quello a cui tengo è offrire un profilo professionale il più possibile specifico ed elevato, credo infatti che a loro alla fine interessi più il risultato che uno sviluppatore che parla ma non combina nulla...
    So che c'è un po' di concorrenza "indiana", ma sapendo come lavorano non mi preoccupo più di tanto, tirano via parecchio e non sono molto precisi, anzi.
    Per il resto mi confermi che Laura ha informazioni sbagliate sul fatto di poter cercare "alla luce del sole" un impiego quando sei turista, questa è una info che avevo anche io: non so se qualcuno di voi ha visto "Crossing Over" del 2009, con Ray Liotta e Harrison Ford... sembra un film fatto su misura per noi... specie quando Liotta dice alla ragazza Australiana, che non se ne può andare in giro a cercare lavoro col visto turistico...
    In ogni caso io ci proverò, certo non ci voleva che non mi pagano questi stipendi maledetti, contavo proprio su questi soldi per stare sulle spese quando sono lì, ma in qualche modo devo farcela.

    RispondiElimina
  13. Ciao Machine Pistole, quanto e' vero...in Italia ormai non pagano neanche piu' gli stipendi! Ti fanno lavorare e con delle scuse ritardano la paga per mesi. Qui questa cosa sarebbe gravissima, inconcepibile, roba sufficiente per mettere in carcere i datori di lavoro che fanno cosi'. In Italia e' diventata la norma. Per non parlare dei periodi di training o stage non pagati. Sembra quasi che ti facciano un favore a farti lavorare a gratis. E anche per questo qui non esiste una cosa come il training non pagato. L'imprenditore investe su di te, tu lavori e anche se all'inizio non sei un esperto, stai imparando ed e' ovvio che devono pagarti ugualmente. Qui avresti buone opportunita' come web developer e gli stipendi sono molto piu' alti che in Italia. Il problema e' sempre iniziare a inserirti. Magari puoi iscriverti a scuole di inglese cosi' puoi stare qui con lo student visa per qualche mese o un anno e nel frattempo puoi guardarti in giro e magari trovare una compagnia disposta a sponsorizzarti per un work visa.

    RispondiElimina
  14. Machine Pistole ho cancellato il tuo post ma se mi dai la tua email ti rispondo in privato. Ciao!

    RispondiElimina
  15. Non so come spedirti la mia email..!
    Appena mi dici come fare te la mando più che volentieri, e scusami per prima

    RispondiElimina
  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  17. Ciao! Sono finita sul tuo blog per caso, ho letto alcuni tuoi post e li ho trovati molto interessanti.
    Vorrei chiederti un consiglio, spero non ti dispiaccia! Mi chiamo Elisa e fra gennaio e febbraio dovrei trasferirmi a New York. Fortunatamente non ho problemi di alloggio, la casa c'è, teoricamente potrei anche andare per tre mesi da turista..ma il mio reale intento sarebbe quello di trovare un lavoro, cominciando da un internship. Assodato che è praticamente impossibile trovare dall'Italia..vorrei cercare in loco, ma mi piacerebbe partire almeno un minimo preparata per sapere dove cercare. Nel tuo post dici sei stato contattato da diverse aziende, immagino tu sia stato in un'agenzia o abbia inserito i tuoi dati in un database..posso chiederti qualche maggior dettaglio tecnico?Ti ringrazio in anticipo! :)
    PS Non so se tu ne abbia già parlato da qualche parte, nel qual caso ti chiedo scusa! :-)

    RispondiElimina
  18. Cara Elisa, ti svelo un mio segreto aggratis! Eccolo: digita "lista aziende italiane in Usa" su google. Troverai il pdf aziede italiane in Usa. Salvatelo e inizia a spulciarti tutti i siti che ti interessano, trova l'email al quale mandare il Resume (CV) e manda a raffica. Un altro consiglio e' farti aggiustare il CV da una compagnia di Resume services che riassumono-adattano il CV italiano in un bel formato americano di 1 pagina per circa $100 o poco piu'.
    Allora magari ci si vede a NY. Ciao.

    RispondiElimina
  19. Leggo solo ora...per i colloqui durante i 3 mesi turistici a dire il vero lo avevo letto proprio qui in n commento e poi mi sono un pò informata...magari ho capito male oppure ho detto una favolata..sorry

    RispondiElimina
  20. Ciao andrea..potresti darmi il nome dell'aziende di lusso e quella di articoli sportivi delle quali parli nell'articolo?
    anch'io sto cercando un lavoro a new york, sono un neolaureato in ingegneria gestionale ma dall'italia è veramente difficile trovare qualcosa
    grazie

    RispondiElimina
  21. Otto, perche' mi chiami Andrea? Non e' il mio nome. Ti consiglio di cercare su google "Italian companies in the USA" e da li mandi il CV a raffica. Sul mio blog non voglio fare nomi delle compagnie per le quali ho fatto i colloqui o per le quali lavoro o ho lavorato in passato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la risposta e scusa per il nome sbagliato...!!!!sono nuovo su questo blog ma continuerò sicurametne a seguirti.
      Anch'io son partito da quel file in pdf che ho trovato sul web, il problema è sempre quello di trovare l'azienda che è disposta a sponsorizzarti però, cosa non assolutamente facile....

      Elimina