In questo periodo sono in tema di autostrade, senso civico, posti di blocco e multe e oggi vorrei raccontarvi cosa mi e’ capitato qualche tempo fa quando
ho avuto modo di conoscere bene, da vicino, la giustizia americana. La storia (vera purtroppo) e' ambientata per le strade del Connecticut. Enjoy...quanti ricordi!
Una
domenica mattina stavo accompagnando in macchina una amica alla
stazione. Stava per perdere il treno e quindi correvo un po’, 60mph dove
il limite era 40mph.
Con la coda dell'occhio vedo una macchina della polizia appostata al
lato della strada ma non faccio in tempo a rallentare. Luci e
sirene accese, ci viene dietro e ci fa subito accostare.
A parte
il limite di velocita’ abbondandemente superato, non avevo con me la registrazione della macchina e l’assicurazione. Che
sfortuna, anzi il solito distratto che sono, li avevo dimenticati a
casa. Dico al poliziotto che li ho a casa ma non gli interessa perche’
devo comunque averli in macchina e poi ho anche superato i limiti di
velocita’ e quindi chiama imperturbabile il carro attrezzi e mi da’ un ticket in cui ci
sono elencate le tre infrazioni commesse ma non c'e' una cifra precisa
da pagare. C’e’ solo una data in cui devo comparire in Court a Stamford
perche’ ho commesso troppe infrazioni. La data e’ l’11 Aprile.
Avrei
preferito pagare subito la multa ma non si puo’. Sara’ una formalita’
mi dico. Sicuramente dovro’ solo andare un attimo in Corte, paghero’ la
multa a uno sportello pagamenti ed e’ fatta.
Pero’ l’11 Aprile ho
il biglietto aereo per l’Italia. Devo assolutamente partecipare, per
lavoro, al Salone del Mobile di Milano. Il poliziotto mi dice che posso
tranquillamente posporre di qualche settimana telefonando alla Corte di
Stamford.
Nel frattempo arriva ll carro attrezzi che riporta me,
Anna e la mia macchina a casa (e pago150 dollari in contanti all’autista
del carro attrezzi per aver trasportato la mia macchina fino casa, per un tragitto di un paio di miglia).
Un’ora dopo vado alla
stazione di polizia di Stamford e dimostro di avere registrazione e
assicurazione e mi dicono che posso guidare la macchina ma comunque non
posso pagare la multa li’ perche’ e’ tutto fissato e devo
proprio andare alla Corte.
Telefono alla Corte di Stamford per
posporre e un'impiegata molto gentile mi dice che posso andare il 25 aprile. Ok, va bene.
Quel giorno saro’ ritornato dall’Italia.
Partecipo al Salone del Mobile a Milano e torno in USA.
Il 25 Aprile inizia l’odissea in Corte per questo pericoloso criminale che ha preso una semplice multa.
GIORNO 1:
Mi
presento all’ufficio della Corte il 25 Aprile per pagare la multa
(ancora non so se devo pagare a uno sportello o se devo parlare due minuti
con un giudice in un suo ufficio e poi pagare la multa) ma mi dicono
che ho sbagliato giorno e dovevo essere presente il giorno precedente, il 24!
Ma come e' possibile? Per telefono mi hanno detto il 25, sono sicurissimo. Ma non ho
nessuna prova scritta, la parola mia contro la loro e quindi e' inutile
spiegare, e’ ovvio: loro che rappresentano la legge hanno sempre
ragione, io ho torto. Cosa devo fare allora, posso pagare lo stesso la
multa oggi?
Magari fosse cosi’ facile…
Mi dicono che ora devo compilare una
“Motion to Vacate Rearrest” ma non sanno spiegarmi benissimo cosa vuol
dire, o non hanno tempo e voglia. In pratica capisco solo che il giorno
precedente il giudice, poiche’ non mi sono presentato in Corte, ha dato
disposizione di “rearrest” me! Ancora non ho capito bene se per rearrest
intendono arrestare me o “arrestare”, fermare di nuovo, la mia macchina.
Credo, anzi spero la seconda. Ora devo compilare questa
mozione-richiesta per evitare il riarresto in cui in pratica spiego il
perche’ di questa azione gravissima di non essermi presentato alla Corte davanti al giudice il 24 Aprile. L’ufficio che mi puo’ dare questo modulo e’
chiuso. C’e’ un cartello che dice di rivolgersi ad altri uffici ma
nessun altro ufficio sa aiutarmi, non hanno quel modulo. Sembrano degli
idioti, pigri e menefreghisti in giacca e cravatta, nessuno sa niente.
Finalmente dopo aver chiesto in vari uffici, un impiegato mi dice che
posso solo tornare il giorno dopo perche’ l’unico l’ufficio che puo’
aiutarmi sara’ aperto. Uff, volevo semplicemente pagare questa benedetta
multa e farla finita invece per un loro errore devo ritornare. Va bene.
GIORNO 2:
Il
giorno seguente mi dirigo verso l’unico ufficio che puo’ darmi il famoso modulo
da compilare. Ho chiesto un permesso al mio capo, che e’ molto paziente
(e questo e’ il secondo giorno che mi assento qualche ora dal lavoro per
risolvere una questione di una semplice multa).
L’ufficio apre
alle 9 ma solo alle 11 si presenta un impiegato che mi consegna il
fatidico modulo che compilo e in cui spiego che: mi spiace se ho capito
male, ma per telefono mi avevano detto di venire in Corte il 25 Aprile
non il 24. Questa e’ la semplice ragione per cui non mi sono presentato
il 24. Scrivo anche che ammetto di essere colpevole per le tre infrazioni e
voglio solo pagare la multa al piu’ presto.
Mi fanno
consegnare questo modulo in un paio di uffici. E’ ora?? Posso dire al
giudice o a chi per lui che sono colpevole e mi fate pagare la multa?
Dove si trova, posso parlargli? Non e’ cosi’ facile. Mi dicono che mi
faranno sapere quando potro’ andare dal giudice.
Vado al lavoro e
dopo un’ora mi chiamano dalla Corte. Dicono che hanno gia’ fissato la
data. Tra una settimana devo comparire di fronte al giudice alle 9. Ok.
Per
una settimana vivo un po’ agitato. Non so cosa succedera’. E’ davvero
cosi’ grave non essersi presentato il giorno prefissato? Mi hanno quindi
perdonato e mi faranno semplicemente pagare sta benedetta multa? Inizio
a sentirmi come il protagonista de Il Processo di Kafka in cui un uomo
e’ accusato e arrestato ma non gli spiegano mai le ragioni. E lo tengono
in ansia per giorni e giorni, proprio come stanno facendo con me.
GIORNO 3:
Al lavoro mi concedono l’ennesimo permesso per andare alla Corte. Cosa possono fare?
Temo
che il mio capo inizi a pensare: tre giorni in Corte per una
multa? Non e’ che Luca ci sta mentendo e invece che andare alla Corte
magari va a fare colloqui di lavoro per altre compagnie? Questo mio
pensiero aumenta l'agitazione.
Finalmente entro nell’aula di
Corte, grande, luminosa. Ricorda un po’ una chiesa. Siamo una sessantina
di imputati seduti su delle file di panche in legno. Di fronte a noi
l’area degli avvocati difensori, impiegati di corte e, sopraelevato come
un’altare, il grosso tavolo munito di microfono, al quale siedera’ il
giudice. Dietro alla scrivania del giudice imponenti stemmi americani, aquile,
bandiere e frasi che inneggiano alla giustizia uguale per tutti.
Ricorda
vagamente l’aula della trasmissione televisiva Forum ma e’ molto piu’
grande e l’atmosfera e’ piu’ seria e solenne. Entra il giudice. Ci fanno
alzare in piedi in segno di rispetto, ci fanno sedere e
iniziano le discussioni dei vari casi. Pochi minuti l’uno. Il giudice ha
il microfono. Una impiegata di Corte (forse dovrei chiamarla pubblica
accusatrice) chiama al banco gli imputati per nome e cognome. Spiega
brevemente al giudice di cosa e’ accusato l’imputato e la pena per il tipo di accusa. Il giudice fa qualche domanda all’imputato o al suo avvocato
difensore e poi decide velocemente. 200 dollari a uno. 4 ore di corsi
per diventare migliori guidatori a un altro etc. Anche gli imputati
hanno il microfono e quindi tutta l’aula ascolta in silenzio i casi degli altri.
Molti ispanici che non parlano una parola di Inglese si fanno difendere
da avvocati di ufficio i quali hanno brevemente letto le accuse, credo,
il giorno precedente. Gli ispanici hanno anche la facolta’ di avvalersi
di un interprete di ufficio. Continuano ad essere chiamati al banco gli imputati, uno
dopo l’altro. C’e’ chi ha rubato una macchina. Chi ha guidato senza
avere mai preso la patente. Chi e’ stato sorpreso in macchina con una
busta di marijuana. Chi ha picchiato la ragazza. Alcuni entrano
addirittura in manette accompagnati da poliziotti e dopo il verdetto
del giudice (tipo: devi fare altri 2 mesi di carcere) vengono
riaccompagnati fuori dall’aula e riportati in carcere.
Passano le
ore, il giudice fa fare un paio di pause. Il mio turno non arriva mai.
L’aula inizia a svuotarsi. L’attesa e’ snervante.
Inoltre
inizio anche a preoccuparmi perche’ praticamente tutti finora hanno
avuto un avvocato d’ufficio che li ha difesi e ha parlato per loro. Forse e’ obbligatorio avere un avvocato difensore?
Chiedo un po’ in giro e mi dicono che in teoria posso difendermi anche
da solo. Pero’ se magari non so difendermi bene? Ma che cavolo, devo solo
dire che sono colpevole per l'eccesso di velocita’ e mostrare che non
avevo i documenti in macchina ma che comuque li avevo solo a casa e li ho portati li' con me oggi. Mi
dichiarero’ colpevole e paghero’ la multa. Si, non ho bisogno di un
avvocato difensore.
Finalmente alle 3 pm arriva il mio turno.
Chiamano il mio nome. Vado al banco degli imputati e osservo meglio il giudice, e' un tipo
anziano mezzo calvo, con pochi capelli bianchi e gli occhiali. E’ bello
grassottello, pare un bonaccione ma e’ molto deciso e severo e ha
un’aria solenne… li’ sul suo “altare” sembra un Papa.
La
accusatrice legge le mie infrazioni e dice anche che pende ancora su di
me un richiesta di rearrest. Anzi pare che le
infrazioni siano in secondo piano oggi. Il giudice legge sottovoce il
modulo che mi hanno fatto compilare giorni prima, per evitare il
riarresto, e dice che capisce che c’e’ stato un misunderstanding e
approva la mia giustificazione e
annulla, per fortuna, il rearrest. Sinceramente credevo che questa cosa
del rearrest fosse gia’ superata dopo aver consegnato il modulo "di scuse". Credevo che si dovesse parlare solo della multa e pagarla.
Invece oggi mi hanno semplicemente ufficialmente “perdonato” per non
essere andato in Corte il 24 Aprile. Ok bene ma adesso fatemi pagare sta
multa. Il Giudice-Papa al quale non puoi rispondere o fare
troppe domande mi dice che devo tornare tra una settimana. Un’avvocato
d’ufficio li’ presente mi dice “Ora segnatela bene questa data. Per ora
sei stato fortunato, ma se di nuovo non ti presenti il giorno stabilito,
la tua situazione diventa grave.” Le volevo dare una gomitata in bocca!
Tutto questo e’ nato proprio per un errore della Corte che mi ha assegnato al telefono
un giorno sbagliato. E ora devo tornare per la quarta volta e
spiegare al mio capo che oggi ho trascorso un’intera giornata
senza risolvere niente e che devo ritornare la settimana prossima.
Che angoscia! Che stress!
GIORNO 4:
Finalmente
arriva il giorno in cui dovrebbero decidere della mia sorte. Mi daranno
l’ergastolo, la pena di morte? Potro scegliere io se preferisco
l’iniezione letale o la sedia elettrica? Mi sembra tutta una storia
assurda, per una semplice multa che volevo pagare sin
dall’inizio, quando il poliziotto ha compilato il ticket.
Forse
fanno tutto questo di proposito, per snervarti, stancarti ed educarti a
stare davvero attento in futuro a non commettere piu’ anche la minima
infrazione.
Di sicuro questa mattina non ci sono errori da parte
della Corte perche’ il mio nome e’ sulla bacheca delle
persone che devono essere presenti in Corte oggi.
Prima
ci fanno entrare tutti in un ufficio dove io mostro a un’impiegata che ho assicurazione e registrazione. Li guarda per bene e mi dice che poiche’ e’ la prima multa dovro' pagare solo $75. Benissimo penso.
Pero’, dice, devi andare ugualmente davanti al giudice tra un’ora per
dichiararti guilty or not guilty.
Inizio
finalmente a intravedere la luce oltre il tunnel. Un’ora dopo in aula
arriva il giudice e il mio turno arriva subito. Il giudice (lo stesso
che mi ha graziato una settimana prima) legge le accuse e mi chiede se
mi ritengo guilty or not guilty? Mai avevo aspettato una domanda con
tanta ansia e per cosi’ tanti, lunghi giorni. Quasi sorridendo per la
gioia dico al microfono: guilty! Poi continua “E’ stato deciso che devi
pagare $75. Puoi pagare oggi in contanti all’ufficio al primo piano?”
“Sure” dico malcelando una gioia ormai incontenibile ed esco dall’aula
mentre chiamano il prossimo imputato. Vado a pagare la multa e sono
felice. Niente pende piu’ sopra di me. Nessun riarresto, ergastoli o pene di morte. Di
certo, penso, non auguro questo stress neanche al mio
peggior nemico e da ora in poi staro’ attentissimo ai limiti di
velocita’ e portero’ sempre con me tutti i documenti in macchina. Ma ora
bisogna festeggiare, e’ come se avessi riacquistato il diritto
alla liberta’! Sono di nuovo un uomo libero!!!
Io la trovo una cosa veramente perfetta, in questo modo, vedi che poi non lo farai più... Comunque sei stato tu a sbagliare, ed è giusto che pagassi v_v lo stress!
RispondiEliminaMi associo e vorrei avere io le possibilità di vivere li, dove il mio stipendio sarebbe il doppio e la mia crescita professionale non impedita da un sistema di merda.
RispondiEliminaQui saresti finito nelle mani della giustizia, avvocati, anni e i 75$ di multa sarebbero diventati centinaia.
Oppure, se appartieni ad una categoria protetta (latitante o amico di vigile o politico o impiegato pubblico), la tua pratica sarebbe andata persa.
Bel racconto. Trovo assurda una burocrazia cieca che ti porta a rischiare conseguenze gravi a causa del loro malfunzionamento.
RispondiEliminaIn Italia spesso si è troppo flessibili, ma esiste anche la via di mezzo