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martedì 22 gennaio 2013

Esame all'universita': io parlo, il prof twitta

Salve amici, oggi ho letto questa interessante lettera di una ragazza a Beppe Severgnini sulla rubrica Italians:
Caro Bsev, è la prima volta che ti scrivo e non so come si fa, ma ci provo lo stesso. Oggi sono una studentessa arrabbiata. Arrabbiata con la A maiuscolissima.
Mi sono svegliata alle cinque e ho preso il mio treno per venire a Milano a sostenere un esame. Arrivo, mi segno, aspetto. La prima parte me la chiede l’assistente, poi devo chiudere l’esame col mio prof. Attendo il mio turno, perché senza avvisare nessuno, fa una pausa chiacchierando amabilmente e scherzando con un’altra assistente, e un altro prof li’ presente. Passiamo oltre. Mi siedo. Buongiorno, buongiorno. “Allora signorina, mi parli del apporto tra scrittori e le pagine di cultura..”. Attacco, mentre lui attacca, a sua volta, a smanettare sul suo Ipad. Mi spiego, io parlavo dei libri e gli appunti a cui avevo dedicato ore di studio, e lui col suo ipad twitta. Mi paleso: il mio prof è social su twitter mentre io parlo dei problemi delle pagine di cultura.
Ma una volta non erano i professori a sequestrare i cellulari durante la lezione? E una volta non erano gli anziani a bofonchiare che i giovani non hanno più rispetto? Io questa mattina mi sono sentita offesa. Ho impegnato il mio tempo, studiando e approfondendo, dando per scontato il fatto che per un quarto d’ora il prof del quale ho frequentato tutte le lezioni mi avrebbe dedicato il suo, di tempo. E invece no. Dov’è finito il rispetto? Ma perché preferire pattinare con l’indice su un retina display piuttosto che ascoltare una studentessa, e i frutti delle tue spiegazioni? I giovani sono terra fertile, e hanno bisogno di essere costantemente coltivati e innaffiati. Questo non è quello che mi è successo stamattina. Mi auguro che non capiti a nessun’altro, perché non è bello. Ci fa sentire presi in giro. E mi auguro che se qualche professore dovesse leggere queste poche righe, non si riconosca in quel che ho scritto. Non deve essere bello nemmeno per loro. Bsev, ma che succede al mondo?

NOTA MIA:
Questa lettera si ricollega ad alcuni miei post sulle differenze tra college americano e universita' italiana soprattutto per quanto riguarda l'atteggiamento dei prof, e indirettamente anche alla mia tesi che se l'Italia va alla deriva non e' sempre SOLO colpa dei politici che ci governano ma di milioni di persone che come questo Prof sono menefreghisti, irrispettosi e hanno poco senso civico.
Community college e universita’ italiana (Parte 1)

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