Segui il blog tramite email

martedì 31 luglio 2012

Community College e Universita' italiana (Parte 1)

-->

E’ di questi giorni la notizia di una proposta di legge per far pagare tasse piu' alte agli studenti universitari che vanno fuori corso. In realta' i fuori corso gia’ pagano di piu’ rispetto a chi si laurea nei tempi previsti, perche' devono continuare a pagare le tasse annuali, ma i nostri politici dovevano trovare qualche metodo creativo per fare cassa e lo fanno sfruttando una delle tante disfunzioni del sistema universitario che essi stessi hanno messo in piedi.
Credo di essere un esempio vivente di come il nostro sistema universitario sia arretrato rispetto ad altri Paesi, in particolare posso fare un confronto tra Italia e Stati Uniti, avendo studiato sia ad un'universita' italiana che ad un community college statunitense.
In Italia sono andato fuori corso e mi sono laureato in quasi sette anni invece dei quattro previsti. Certamente non posso negare le mie colpe per questo ritardo, ho cambiato sede universitaria e mi sono adagiato negli ultimi anni, anche perche' gli esami potevano venire rimandati per mesi e potevo andare a sostenerli solo quando mi sentivo davvero sicuro.
Non voglio minimizzare le mie colpe pero' dopo la laurea in Italia, sono andato negli Stati Uniti, mi sono iscritto ad un corso di laurea biennale ad un Community College e come per magia mi sono laureato esattamente nei due anni previsti.
Cosa e' successo, sono diventato improvvisamente un genio? No, semplicemente il sistema universitario americano e’ organizzato in modo migliore e non consente di impigrirsi o di andare fuori corso. Anzi credo che il concetto di fuori corso sia totalmente sconosciuto negli Stati Uniti.
Vi descrivo quindi alcuni aspetti della mia esperienza al Community College e le differenze, positive ma anche negative, che ho riscontrato con l'universita’ italiana.
Il Community College e' un’istituizione che offre solo i primi due anni universitari a costi molto piu' accessibili rispetto alle rinomate e costosissime Universita'. 
Ottenuta una laurea biennale, simile alla nostra laurea breve, si potra' continuare iscrivendosi ad un'altra Universita' per il terzo e quarto anno ed eventualmente un Master's.
Gli studenti di un Community College sono un vasto campionario umano. C'e' chi non ha superato i test di ammissione a un'universita' importante o chi semplicemente non puo' permettersene i costi.  C'e' chi invece potrebbe permettersi i costi ma solo del terzo e quarto anno e quindi strategicamente frequenta i primi due al Community College. C'e lo studente internazionale che adotta la strategia di iscriversi a questo college economico per avere tempo per guardarsi attorno e cercare un lavoro. E poiche' il college offre anche certificati di un anno o singoli corsi nelle discipline piu' disparate, c'e' anche chi ha una certa eta' e studia per puro piacere personale o per perfezionarsi in un aspetto specifico della proprio lavoro per poter poi richiedere al capo un aumento di stipendio o uno scatto in carriera. E' un ambiente molto stimolante e internazionale.
Ecco alcune differenze rispetto all’universita' italiana:
Entita’ astratta vs Professore amico
Il professore italiano e’ un’entita’ astratta di origine semidivina che arriva puntualmente in ritardo tanto per far capire chi e’ che comanda. Credo che il "quarto d’ora accademico" esista solo in Italia. Spesso il professore non puo’ venire al corso e lo comunica solo all’ultimo minuto tramite un suo messaggero che, a mo' di Arcangelo Gabriele, arriva a portare la lieta novella agli studenti in aula.
Agli orari di ricevimento il professore non compare mai, deludendo gli studenti in attesa che iniziano a mormorare che bisogna avere fede, pregare tanto, e forse un giorno il miracolo accadra’.
Negli Usa il professore e’ sempre puntuale,  addirittura  a volte arriva anche prima degli studenti per preparare diapositive o altro materiale. 
Inoltre in ogni classe ci sono al massimo una trentina di studenti e quindi si crea un rapporto quasi amichevole con il professore che ti chiama per nome, ti fa delle domande ed e’ sempre molto disponibile. Fuori dall’aula risponde alle tue email ed e’ sempre presente durante gli orari di ricevimento. Pensate che avevo un professoressa del corso di composition che sapendo che non avevo la macchina e che dovevo prendere l'autobus alle 10pm per tornare a casa, a fine lezione si offriva sempre gentilmente di darmi un passaggio, visto che casa mia era sul suo tragitto di casa.
E io mi sentivo molto a disagio ad accettare. Cosa avrebbero pensato gli altri studenti, che sono un amico della professoressa? E invece non mi ha mai trattato con un occhio di riguardo, e' sempre stata corretta e a volte anche piuttosto severa.
Corsi a tutte le ore
Al community college ogni corso viene offerto in molti orari differenti. Ho frequentato spesso dalle otto alle dieci di sera e anche dalle nove alle dodici del sabato mattina. In Italia invece ogni anno avevo dei problemi perche’ molti corsi del mio piano di studi venivano offerti solo in determinati orari e spesso coincidevano e quando dovevo spesso decidere di frequentare un corso durante un semestre e l'altro corso al semestre successivo.
Al college americano questo problema non si pone anche perche', secondo me, l'offerta dei corsi in piu' orari e' basata sul concetto che lo studente deve essere in grado anche di lavorare.
Per gli Americani la consuetudine molto diffusa in Italia di fare solo lo studente e di iniziare a lavorare solo dopo la laurea e’ un concetto ai confini della realta'.
Lo so che anche in Italia le cose stanno cambiando pero' quando frequentavo l'unversita', meno di dieci anni fa, forse solo il 10% degli studenti erano anche lavoratori, tutti il resto (lo ammetto, me compreso) non concepivano minimamente che si potesse lavorare e studiare allo stesso tempo e l'universita' certamente non era strutturata in modo da facilitare l'esistenza di studenti-lavoratori.
Molta pratica e voto costruito durante i corsi
La differenza fondamentale con l’universita’ italiana, almeno con quella che ho frequentato, e’ che al community college il voto viene costruito gradualmente durante il corso.
In Italia, specialmente per le materie umanistiche, il professore spiega le sue lezioni per mesi interi e gli alunni prendono appunti in religioso silenzio per poi iniziare a studiare solo a corso terminato.
Al mio community college per ogni lezione il professore spiegava un argomento, chiedeva se ci fossero domande e poi ci metteva subito all'opera, con esericizi, saggi o brevi composizioni e lavori di gruppo. Girava tra i banchi, ascoltava, dava consigli e se uno studente aveva ancora dei dubbi rispiegava tutto fino a che non fosse sicuro che tutto era stato compreso. Al termine di ogni lezione, assegnava gli homework ovvero delle esercitazioni da fare a casa che costituivano un portfolio personale che avrebbe costituito parte integrante del voto finale. Ogni settimana c’era un test in classe e a meta’ corso c'era il midterm, un test di meta’ corso, che costituiva un’altra parte integrante per il voto finale. E cosi’ tra pratica in classe, esercitazioni a casa, test e midterm si arrivava al final: l’esame finale che e’ essenzialmente una formalita’ per decidere il voto finale. Insomma in Usa se lo studente ha frequentato con assiduita’ superera' il corso senza problemi, al primo colpo, senza ritardi.
E avanti al prossimo esame.
Scritto vs orale  
Tranne che in alcuni rari casi, la stragrande maggioranza dei corsi americani e’ strutturata sulla modalita’ scritta con continue esercitazioni, saggi e composizioni. Anche le valutazioni vengono fatte tramite i test a scelta multipla.
Personalmente avevo un forte pregiudizio verso i test a risposta multipla. Facile l’universita’ americana con i test a scelta multipla! pensavo. Ma mi sono dovuto ricredere perche' questi test sono spesso formati da piu’ di cento domande con sei-otto opzioni molto simili tra loro e chi non ha studiato non puo contare molto sul fattore fortuna. E non si puo’ copiare. L’aula e’ piccola, gli studenti sono pochi e il professore e’ li’ a controllare severamente.
Avrete capito che sono un po' esterofilo ma credo che la scelta dei test scritti invece che orali sia uno dei tanti aspetti del pragmatismo e del senso di giustizia americano.
I test vengono corretti tramite un sistema computerizzato e il professore non puo’ "mettere mano" e "personalizzare" il voto, la valutazione e’ una questione puramente matematica in base al numero di risposte corrette.
Gli ingiusti voti a simpatia e antipatia che si verificano spesso in Italia agli esami orali non sono possibili. Quante volte in Italia uno studente viene bocciato semplicemente perche il professore o il suo assistente si e’ svegliato con la luna storta? Quante volte l’esame dura solo cinque minuti, viene fatta l’unica domanda alla quale lo studente non sa rispondere e prende un voto molto basso o viene bocciato? E quante altre volte accade l’opposto, magari uno studente ha studiato pochissimo ma va a "tentare l'esame" ed e’ fortunato perche' il professore gli fa le uniche due domande alle quali sa rispondere e prende un trenta?  Tra parentesi chi mi garantisce che quel professore non sia un amico di famiglia dello studente e lo informa in anticipo sulle domande che gli fara' all'orale? Queste ingiustizie non sono possibili con i test in forma scritta.
Valutazione del professore
Un’altro aspetto che mi e’ piaciuto del community college americano e’ la valutazione del professore a fine corso (magari ora c'e' anche in Italia, pochi anni fa non c'era). Funziona cosi’: verso la fine del corso il professore consegna delle schede di valutazione ai suoi studenti ed esce dall’aula. Gli studenti compilano la scheda in forma anonima dando dei voti ai vari aspetti dell’operato del professore.  C’e’ anche lo spazio per dei commenti personali.  Poi uno degli studenti raccoglie le schede, le mette in una busta, la chiude davanti a tutti e la imbuca in una grande cassa del college, simile a una cassetta per le lettere in cui vengono depositate tutte le valutazioni dei vari corsi. Credo che questa cassetta venga aperta solo a corso terminato dai responsabili del college che probabilmente comunicheranno al professore la sua valutazione e gli diranno se ci sono degli aspetti che deve migliorare. Credo che gli aumenti, le promozioni e gli eventuali licenziamenti vengano decisi anche in base a queste valutazioni. Altro che baronie e cattedre universitarie che vengono tramandate da padre in figlio!

To be continued...

19 commenti:

  1. http://www.imdb.com/title/tt1439629/ Guardati 'sta serie se non la conosci!

    RispondiElimina
  2. Non lo conosco. Grazie per la segnalazione. E' comico? SOno molto curioso.

    RispondiElimina
  3. Si è una serie che gioca proprio sulle diversità degli archetipi di frequentatori di un Community College, è fatto davvero bene...

    RispondiElimina
  4. Mamma mai quante info, io ho 16 anni e quindi ste cose non le sapevo, thanks!

    RispondiElimina
  5. Questo blog è stupendo, e ti ringrazio tantissimo per tutte le informazioni, sto valutando seriamente l'ipotesi di andare in un Community College.

    RispondiElimina
  6. Risposte
    1. Certo! Io non seguo nessuno assiduamente, invece i tuoi post li sto leggendo tutti! Ma è possibile avere un indirizzo email a cui scriverti? Avrei delle domande riguardo al visto per studiare. Ti assicuro che non sono il tipo che riempie di domande o di email, vorrei solo capire meglio come ottenerlo. Ciao, e grazie ancora per le info!

      Elimina
    2. Liamd, lasciami la tua email e ti scrivo io con la mia.

      Elimina
  7. ciao, sono un ragazzo italiano che vive in california da qualche anno, a gennaio finalmente mi iscrivero' al college, hai qualche consiglio da darmi? tu lavoravi nel frattempo? evenutalmente se hai tempo scrivimi a axel86foley@gmail.com
    grazie

    RispondiElimina
  8. potresti dirmi come hai pagato il CC? hai richiesto soldi come aiuto agli studi (grants)?

    RispondiElimina
  9. Devid, il primo anno me lo sono pagato con tutti i risparmi che avevo messo da parte in Italia. Il secondo anno me lo sono pagato con una piccola borsa di studio che mi ha dato il college (per la media alta), con alcuni soldi messi da parte lavorando in un ufficio del college e un piccolo prestito con i miei genitori.

    RispondiElimina
  10. P.S. Il piccolo prestito con i miei genitori lo ho poi ripagato alla fine del secondo anno con la seconda borsa di studio che mi ha dato il College (per la media finale alta).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  13. L'idea del community college mi è bazzicata in testa un po’ così, mentre cercavo di farmi una ragione di quanto riuscire ad accedere ad un'università Americana sia un qualcosa di molto simile ad un'utopia, qualora il tuo conto in banca non brilli in eccesso o qualora la tua materia grigia cerebrale non abbia ormai invaso quasi tutto il tuo corpo tramutandoti in una vera e propria eccezione umana di genialità sopraffina.
    Di opinioni a riguardo se ne trovano a bizzeffe e l'ottica degli americani non tende a valorizzare, nella maggior parte dei casi, questo tipo di istruzione "più economica".
    Credo che per uno studente internazionale sia invece una buona alternativa alle costosissime università americane. Ho dato un'occhiata a vari siti di vari community college ed ai vari programmi formativi a cui è possibile accedere ed in conclusione devo ammettere che non sono sprovvisti proprio di nulla.
    Inoltre, stando al tuo post, pare che il metodo di insegnamento sia molto ben impostato. Ed il concetto degli esami per la maggior pare scritti finisce col mettere tutti sullo stesso piano ed a verificare quanto lo studente ha effettivamente appreso.
    Essendo interessata all'argomento avrei una serie di domande da porti.
    La laurea presa in Italia, ha contribuito a farti ottenere il lavoro? La laurea italiana ha effettivamente valore oltre oceano?.
    Dopo aver conseguito la laurea in un Community College, in quanto studente e cittadino non Americano, c'è qualche possibilità di ottenere un posto di lavoro essendo in possesso della sola Associate Degree e di una buona media?
    Quanto è effettivamente difficile riuscire a trovare un lavoro all'interno del campus universitario?
    Vale la pena di spendere una buona parte del conto in banca, partire, per frequentare una struttura come quella del Community College?
    Quando si parte, si rischia sempre, i visti non durano in eterno e la condizione di emigrante spesso te la senti cucita addosso, a volte si rischia molto, altre tutto o quasi, ma restare, in alcuni casi, diviene una condizione alquanto limitante.
    Non è una questione di ambizione o di sogno Americano spesso più deludente che irraggiungibile.
    Non è una questione di quanto tutti vogliano scappare dall'area natia per poi tornarci a gambe levate. Questione tipicamente italiana, because the famous "Beautiful Country" ha certamente delle belle colline, bei panorami, dei ritmi di vita prettamente rilassati, cibo di ottima qualità ed una storia artistica che fa quasi spavento, ma ha seppellito la meritocrazia e le prospettive future sotto una baraonda di terra umida e ci ha incastonato sopra una lapide di marmo.
    Non è una questione di rifiuto verso l'Italia di oggi, di codardia, perché scappare non risolve alcun problema dicono. Perché l’Italia non si abbandona, dicono ai giovani italiani.

    Scappare non risolve alcun problema a volte, ma rimanere ne crea di molteplici se la situazione di partenza è completamente malata.

    E' una questione che riguarda il poter avere, non dico la certezza, ma almeno la sensazione che forse, dopo anni di studi e di impegno, c'è un paese talmente grande, vasto e vario, in cui magari sarà possibile ritagliarsi uno spazio di vita dopo tante peripezie. In un paese in cui per quanto la tua condizione di emigrante (appartenente alla categoria dei tipici “Wogs” italici, incivili, pelosi, urlanti, con la maglia impregnata di sugo, emigrati dal profondo sud nei tempi che furono) ti tenga le caviglie bloccate a terra, forse qualcuno si prenderà quantomeno la briga di buttare un occhio sul tuo curriculum, o nella migliore delle ipotesi di prenderlo anche in considerazione se valido e pieno, anche se solo per un ruolo minore. Un paese in cui i College e le Università funzionano, preparano lo studente e contribuiscono davvero alla formazione di un individuo sotto il profilo lavorativo e professionale.

    Io sono una studentessa universitaria di 23 anni e sto cercando di capire cosa convenga fare e per cosa valga davvero la pena rischiare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Jess scusami per il ritardo ma e' un periodo molto pieno soprattutto al lavoro. Cerco di rispondere alle tue domande. La laurea italiana ha contribuito a farmi prendere il primo lavoro qui? Sicuramente si, per lavori di ufficio se non sei Americano e non hai neanche una Laurea e; difficile che verrai considerate. La mia laurea italiana e' in lingue e dovendo lavorare per aziende italiane che fanno import export tra Italia e Usa certamente la laurea in lingue e' servita. L'Associate Degree e' una laurea breve. Sicuramente aiuta ma c'e' anche da dire che i Community College sono molto facili, non dico proprio come il CEPU ma a me molti corsi sono sembrati davvero facili. Trovare lavoro in un campus universitario e' facilissimo se studi in quell campus. Io mi sono fatto un giro tra i vari dipartimenti e ho trovato lavoro in circa due ore! Ovviamente puoi lavorare solo part time e a circa $8 all'ora. Molto poco ma almeno fai esperienza e il college dovrebbe farti avere il famoso SSN, essenziale per lavorare in Usa. Il mio consiglio e' di farti sempre prima un periodo di vacanza di 2-3 mesi per vedere le cose in loco, valutare, fare considerazioni e poi se vuoi tentare l'avventura Americana, armati di pazienza, metti da parte molti soldi, prepara una strategia a lungo termine e poi o la va o la spacca. Iscriversi a un college o a un Master's se e' possibile e' sempre un ottimo punto di partenza per farcela.

      Elimina
  14. Alla Statale di Milano c'è la valutazione dei docenti almeno dal 2004. Che poi non se ne siano mai fatto nulla è un altro paio di maniche...

    RispondiElimina