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giovedì 11 maggio 2017

Uber, Taxi e il futuro che bussa alle porte

Qualche settimana fa sono andato a NYC a incontrare Matteo Bertoli, regista di origini bresciane e amico "virtuale" ormai da molto tempo. Qui è la sua video-intervista per il blog. Era a NY per lavoro e quindi, poiché no, è stata una buona occasione per conoscersi dal vivo e prendere una birra assieme. E' un ragazzo simpatico, pieno di idee, ambizioni e progetti che non avrebbe mai potuto realizzare in Italia. Insomma una bella serata in giro per New York. Dopo una birra in un pub abbiamo deciso di andare a prendere una pizza da Luzzo's, e così Matteo ha aperto l'app di Uber sul suo iPhone, ha inserito il percorso, ha controllato ed accettato il prezzo, circa $5, e abbiamo aspettato la nostra macchina. Io non ero mai salito su un'auto Uber, perché giro sempre con la mia macchina o alcune volte mi muovo in metro, ma conosco bene la compagnia e so che tutti i miei colleghi lo preferiscono al taxi sia per la comodità che per il prezzo. La macchina è arrivata dopo un paio di minuti. Comodissima. C'erano anche altri passeggeri che sono scesi prima di noi. Arrivati a destinazione siamo scesi dalla macchina e Matteo ha ricevuto i dettagli della corsa e il costo, già noto, sulla sua app perché, come forse sapete, prende i soldi vengono presi da Uber in automatico sulla credit card inserita al momento della creazione dell'account. Tutto molto efficiente, comodo, veloce.
E cosi' ho iniziato a pensare per un momento ai nostri tassisti italiani e alle scene di guerriglia viste in tv negli ultimi mesi, contro la concorrenza di Uber.
Non so, avranno anche le loro buone ragioni per protestare ma vorrei fare alcune brevi considerazioni. Ricordo quando prendevo il taxi in Italia ai tempi dell'università. Non sapevo mai quanto sarebbe costata la corsa. Il tassametro per i tassisti era un semplice optional. A fine corsa cercavano sempre di arrotondare il prezzo con delle scuse assurde sui prezzi variabili per il borsone e lo zaino. Era sempre una lite, un contrattare, uno studiarsi a vicenda già da quando salivi sul taxi. Un vero duello psicologico. Il tassista cercava di capire che tipo eri per vedere se poteva fregarti e tu cercavi di fargli capire che eri uno più dritto del tassista, un ragazzo vissuto che non si faceva fregare  facilmente.  Un un mio amico aveva addirittura escogitato un suo metodo a suo dire infallibile per non farci fregare...al tassista napoletano bisognava far credere che fossimo napoletani anche noi, il mio amico ci credeva davvero ma io scoppiavo a ridere non appena lui sfoderava un falso accento partenopeo che neanche Brad Pitt in Inglorius Basterds avrebbe fatto di peggio. Stranamente poi quando scendevamo dal taxi il tassista cercava di farci pagare una cifra che a occhio e croce era il triplo di quello che avrebbe chiesto a un vero napoletano... E giù litigi e contrattazioni nel nostro dialetto tipico lucano. Inoltre a quei tempi, ma oggi più che mai, i tassisti non accettavano pagamenti con carte di debito o carte di credito, adducendo scuse più disparate: Non ho il POS, il POS è rotto, si paga troppo in commissioni, me lo hanno rubato gli zingari. Ma come ha mostrato un servizio de Le Iene il motivo reale è uno solo: se si fanno pagare in contanti possono evadere le tasse e dichiarare 30mila euro l'anno quando invece gliene entrano 60. E queste entrate che vengono a mancare allo Stato vengono recuperate con l'aumento delle tasse ai cittadini più onesti che aiutano l'evasione e si lamentano contro i politici anche perché come dicono in molti: Usare le carte di debito e di credito io? Ma sei scemo! Poi saremo tutti controllati. E le banche assassine. E non voglio far sapere come spendo i miei soldi ai banchieri. E l'Europa delle banche ci vuole tutti schiavi. E il gruppo Bilderberg domina su di noi.
E intanto restiamo al medioevo ad aiutare gli evasori. Mentre il mondo si evolve e noi in Italia andiamo sempre più a fondo. Ma questa è un'altra storia.
Insomma i tassisti devono farsene una ragione, se Uber ha questo successo i motivi sono semplici:

  • E' un sistema moderno.
  • Ti dice già quanto pagherai prima di salire in macchina e il prezzo non varia in base al tempo di percorrenza. Nessuna sorpresa, litigio, contrattazione.
  • Ti indica sulla mappa dove si trova la macchina e ti fa sapere in quanti minuti sarà da te.
  • E' tutto registrato, non paghi in contanti e poiché il pagamento è tacciabile sai già che non stai contribuendo all'evasione di un tassista furbetto. 

Quindi ai tassisti nostrani darei solo un consiglio:
Dovreste sapere che nel giro di pochi anni, ad essere ottimisti un decennio, tutti gli autisti verranno sostituiti da macchine automatiche guidate dagli algoritmi dei computer.
Autisti di taxi e autisti di Uber saranno presto preistoria.
Volete restare ancorati al medioevo? Adeguatevi ad Uber per poter resistere qualche altro anno prima di essere spazzati via dalla modernità dell'intelligenza artificiale. Il futuro bussa alle porte, anche  a quelle dei vostri taxi.



17 commenti:

  1. Ho preso Uber decine di volte in vari posti del mondo e posso assicurarti che ha i suoi trucchi per fregare l'utente e sono anche ben mascherati, essendo tutto elettronico-automatico. Li ho notati quando l'app è impostata in dollari (nei paesi dell'euro non mi è successo). Al contrario di ciò che accade con i taxi, dove le eventuali fregature sono decise dal tassista, i "trucchi" di Uber non dipendono dall'autista, che anzi al 99% neppure ne è al corrente; è Uber che controlla tutto dall'alto e fa come gli pare. Qui ho poco spazio per spiegarli; mi servirebbe almeno una pagina. Ormai Uber ha perso la mia fiducia e lo prendo solo in casi estremi se proprio non passano nemmeno i mezzi pubblici.

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    1. Probabilmente avranno i loro trucchi pero' che io sappia quando scendi dall'auto Uber arriva la stessa identica email sia a te che al tassista Uber con il percorso, la cifra pagata dal passeggero etc. Non penso che Uber possa dare una cifra al passeggero e comunicarne una diversa all'autista. Basterebbe che il passeggero dicesse all'autista "Ah ottimo prezzo $5 dollari per questa corsa" e l'autista vede che a lui arriva da Uber una corsa di $4, per capire che Uber sta facendo trucchetti.

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    2. Luca, il prezzo che Uber visualizza prima della corsa è solo informativo. Il contratto con l'utente (che comunque viene sempre modificato a loro piacimento…) non dice affatto che è vincolante. Ti faccio un esempio: l'ultima volta avevo preso Uber a San Francisco, e mi era apparso che il costo della corsa era $8. Ho pensato: "ah beh, mi pare buono, ok lo prendo". Prezzo finale pagato: $29.99 (uh, potevano arrotondare a 30, a questo punto). L'autista visualizza lo stesso importo (ovviamente non si lamenta perché, senza averlo chiesto o voluto, ci sta guadagnando di più). Non è un problema di email o di autista, è semplicemente che Uber si auto-autorizza a cambiare il prezzo durante la corsa e tu non puoi farci nulla. Dal mio punto di vista, questa tattica danneggia in immagine anche gli autisti perché loro non hanno nessuna colpa o nessun potere decisionale; fa tutto Uber dall'alto. E attenzione perché esistono anche altri trucchetti poco corretti. Ripeto, anni fa Uber sembrava un'ottima idea anche a me e lo prendevo con entusiasmo — non ho mai visto di buon occhio la parte disonesta della categoria dei tassisti — ma, da cliente di vecchia data, ormai sono giunto alla conclusione che anche Uber sia un grosso bidone.

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    4. Wow, ma davvero possono darti un prezzo e poi cambiarlo 4 volte tanto? Mi pare strano. Forse un errore. Tu non hai detto/comunicato ad Uber: scusate ma prima di salire l'app diceva $8 e poi mi avete fatto pagare il quadruplo?

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    5. Nessun errore, Uber funziona così. Il prezzo che appare *prima* della corsa è indicativo e non comporta alcun vincolo dal punto di vista legale. Le email sono assolutamente inutili, perché a me (che all'epoca mi registrai in Italia) rispondono sempre dei poveri disgraziati dalla Polonia (già è tanto che riescano a scrivere in italiano). Passando alle azioni più serie, se ipoteticamente qualcuno intentasse una causa legale (ovviamente è assurdo per $30, ma è un esempio) l'utente perderebbe, perché Uber può farlo in base ai suoi termini d'uso. Se ci pensi, è anche peggio del comportamento dei tassisti disonesti: in quel caso, se i conti non tornano, potresti discuterci a voce… mentre con Uber ti ritrovi l'addebito su carta di credito e tanti saluti. Ribadisco che non è colpa dell'autista, che anzi non decide nulla. Anche gli altri "trucchetti" che non ho discusso — altrimenti non la finiamo più — sono in realtà escamotage perfettamente legali, studiati ad hoc (probabilmente da avvocati), contro cui non si può fare nulla. Se moltiplichi questo discorso su molti utenti, immagina quanti soldi riesce a rubare Uber senza nemmeno muovere un dito.

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    6. Giuseppe mi pare strano pero' che possano dirti un prezzo sull'app e poi prelevare il quadruplo. Questa e' roba da causa milionaria all'americana, o e' nelle loro regole che possono farlo? Mi pare strano.

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    7. Caro Luca, il punto n. 2 dei termini d'uso di Uber lo mettono al riparo da cause legali. Infatti, usando l'app, l'utente è obbligato a rinunciare a priori a fare causa a Uber, sia in maniera individuale che collettiva. Deve accettare, invece, un sistema di "arbitrato" tutto strano gestito da Uber fino a $10,000. Ti allego anche URL e testo se non ci credi. Poi il fatto che in giro non c'è nessuno che si legge il contratto — anche perché Uber lo tiene abbastanza nascosto — è un altro discorso. Dal contratto: By agreeing to the Terms, you agree that you are required to resolve any claim that you may have against Uber on an individual basis in arbitration, as set forth in this Arbitration Agreement. This will preclude you from bringing any class, collective, or representative action against Uber, and also preclude you from participating in or recovering relief under any current or future class, collective, consolidated, or representative action brought against Uber by someone else.

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    8. Ah ok ora lo leggo, grazie. Stavo chiedendo un po' in giro prima e mi hanno detto che sull'app ti esce un range di pochi dollari ma nel caso poi ti facessero pagare per errore un prezzo che va fuori da quel range puoi chiamare Uber per chiedere il rimborso che avviene velocemente. Non so, bisognerebbe chiedere a chi usa Uber frequentemente. Comunque tra i tassisti e Uber per il momento continuo a ritenere Uber piu' trasparente.

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    9. Mi sembra di capire dall'articolo 2 che cercano di evitare le class action. Mmm conoscendo gli Americani che per un caffe' bollente sono capaci di raggruppare milioni di clienti di McDonald's per fare causa e cercare di strappare quanti piu' milioni possibili, posso anche capire questo timore delle class action e questa forma di tutela. Ma insomma appena ho tempo leggo meglio il contratto.

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    10. Poi un giorno racconterò anche il "trucchetto" del fattore moltiplicativo 1.2, 1.3, 1.4, 1.5 ecc. dovuto a cause di traffico. Ora non voglio stare qui a fare il noioso con questa roba. Tu penserai: "Ma che sta dicendo questo??" Eh eh, in realtà bisognerebbe chiederlo a Uber, perché è proprio quello che ho pensato io quando ho visto quell'annuncio sull'app (più di una volta). Comunque guarda, per concludere il discorso, io sono perfettamente d'accordo con te sul principio teorico della trasparenza, cioè contrattare un prezzo fisso prima della corsa. Nella pratica, però, almeno in base alla mia esperienza — ovviamente ci saranno persone a cui è tutto filato sempre liscio — bisogna vedere se chi gestisce l'app, che ha il coltello dalla parte del manico semplicemente perché ha in mano la tua carta di credito, rispetta i patti. Morale della storia: VIVA I MEZZI PUBBLICI! (quando passano…)

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  2. Ciao,

    il tuo punto di vista é interessante, ed effettivamente Uber dal punto di vista del cliente é conveniente, ma ho delle perplessitá a riguardo.

    Premesso che trovo ogni lobby (tipo quella dei tassisti) odiosa, il punto di vista che secondo me molti trascurano é che Uber basa prezzi e successo su una riduzione dei diritti dei lavoratori, ovvero:
    - vengono pagati poco
    - mettono la loro auto
    - non hanno malattia, né ferie
    etc. etc.
    per cui la vera domanda é: vogliamo davvero un futuro in cui i diritti dei lavoratori siano merce sempre piú rara? perché é vero che oggi tocca ai tassisti, ma domani potrebbe toccare a me o a te. e se si avalla il sistema per gli altri, se dovesse poi toccare a noi in prima persona non ci sará nessuno che si opporrá.

    che poi i tassisti imbroglioni siano da colpire duramente, su questo non c´é alcun dubbio, e da napoletano questi comportamenti che descrivi tu dei tassisti locali che provano a imbrogliare ogni "straniero" fanno veramente schifo.

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    1. perdona la mia ignoranza, ma il tassista classico non usa cmq la propria auto? e soprattutto ha ferie e malattia?
      dove per me hanno ragione i tassisti e' che la licenza per un taxi costa tantissimi soldi, almeno in italia, non so altrove, quidi da tassista mi girerebbero parecchio se arriva uber a portarmi via i clienti senza quell'esborso iniziale. la soluzione sarebbe trovare un modo per compensare i tassisti dell'esborso iniziale (ad esempio in base al numero di anni in cui si e' avuta la licenza) una volta liberalizzato il mercato

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    2. Arthur pero' non penso che i tassisti protestino per i diritti dei lavoratori di Uber. I tassisti protestano perche' Uber e' piu' al passo con i tempi e quindi attira di piu' i clienti anche perche' con Uber la tariffa e' trasparente e la conosci prima di salire in macchina. Poi c'e' la questione evasione, Uber accetta pagamenti tracciabili, i tassisti cercano di evitarlo ma e' proprio la comodita' di associare il proprio conto Uber a una carta di credito che attira molti e quindi i tassisti sono spiazzati.

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    3. Vittorio non so bene come funziona in Italia, so solo che pero' molti tassisti si sono venduti le licenze e ci hanno guadagnato anche. Non credo che sia possibile vendere la propria licenza ad esempio qui in USA, ma mi informero'. Qui tutti usano Uber ma i tassisti non si sono lamentati forse perche' c'e' spazio per tutti e Uber va bene sopratutto nei quartieri limitrofi di NY che prima erano poco coperti.Una cosa curiosa che noto dei tassisti di Roma quando li intervistano e' che hanno quasi tutti l'accento napoletano. Possono i napoletani fare i tassisti a Roma? Evidentemente si sono trasferiti in massa li negli ultimi anni.

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  3. io non parlo dei tassisti nello specifico. parlo di avallare un modello che vede la progressiva riduzione dei diritti come direzione da seguire, che é quello imposto da Uber, da Amazon etc.

    il tassista classico userá anche la propria auto, ma appartiene ad una associazione, che magari in modo anche sbagliato, puó comunque difendersi.

    L'autista singolo di Uber sará sempre alla mercé della grande azienda. Se il giorno dopo la scomparsa dei taxi Uber dicesse agli autisti "ok ora vi dó la metá di quanto vi davo ieri"?
    E questo é un modello che a me fa molto paura per il futuro. Inoltre il taxi é servizio pubblico e non puó rifiutarsi di effettuare una corsa. E tralasciando quelli disonesti, si ha comunque un costo regolamentato.

    Continuando con il "what if", e se il giorno dopo la scomparsa dei taxi una persona deve correre in ospedale e Uber, essendo in quel momento l'unica alternativa dicesse "ok ma la corsa ti costerá 200 euro"?

    siamo sicuri che non succederá? io ho i miei dubbi.

    anche perché ce ne possiamo fregare per chi lavora(va) in libreria, ce ne possiamo fregare dei tassisti, ma prima o poi potrebbe toccare anche a quelli che ora gridano a gran voce "che bello Uber" e che credono di essere al sicuro.

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    1. Beh certo i lavoratori finche' non verremo sostituiti da androidi, robot e algoritmi dei computer vanno tutelati ma questo vale per tutte le categorie. Pero' nel libero mercato ci sta anche che se una categoria e' composta da una grande percentuale di furbetti, i clienti decidono di voltargli le spalle e andare da un concorrente che fino ad ora pare piu' trasparente.

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