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venerdì 5 maggio 2017

Nextdoor.com - Il social network dei vicini di casa

Qualche settimana fa torno a casa e trovo nella cassetta della posta un invito ad iscrivermi a un sito di cui non avevo mai sentito parlare prima: Nextdoor.com. Bisogna inserire la password dell'invito, che scade nel giro di pochi giorni, e creare un account. 
Chissa' cosa e' sta roba, penso, e sto quasi per gettarla nel cestino ma poi, incuriosito, vado al pc, digito Nextdoor.com, inserisco la password, creo l'account e mi si apre un piccolo mondo. 
Nextdoor.com e' un social network privato costituito da persone che vivono nello stesso quartiere, o comunque in quartieri limitrofi. L'invito cartaceo viene lasciato nella cassetta della posta da un vicino di casa, che non indica il proprio nome ma che vuole che tu faccia parte del network perche' evidentemente abiti nel suo stesso quartiere.  
La vita in una quartiere residenziale americano, come quello in cui vivo, e' molto particolare. Tutti lavorano e tornano a casa di sera tardi. Ognuno fa vita a se stante chiuso all'interno della propria casa con la propria famiglia. I bambini vanno a scuola e in estate non si vedono in giro perche' vengono mandati a fare le attivita' piu' disparate dai genitori. Raramente qualcuno festeggia un compleanno in giardino con gli amici. Hanno ampi giardini nel retro delle loro case ma non li usano come faremmo noi italiani, al massimo un barbecue al 4 luglio e in qualche altra occasione. Nel mio quartiere hanno anche deciso di non far mettere lampioni perche' le case, che non hanno cancelli, mura o staccionate hanno le camere da letto che danno praticamente sulla strada e le luci dei lampioni non li farebbero dormire bene. Insomma si respira una pace quasi irreale sia di giorno che di notte, sia d'estate che di inverno. 
Certo gli Americani sono molto gentili e se di domenica sei fuori casa a fare un corsetta o un giro in bici tutti ti salutano cordialmente anche se ti conoscono solo di vista e non sanno neanche il tuo nome. E' difficile stringere amicizia con i vicini anche perche' qui tutti per lavoro cambiano citta' da un giorno all'altro. E quando anche riesco a stringere una rara amicizia con qualcuno e il mese prossimo magari si trasferisce con la famiglia in Florida o in California. Sono tutti "zingari" qui e non sono attaccati alla casa o alla citta' natia.
Ecco perche' Nextdoor, il network dei vicini della porta accanto, mi ha piacevolmente stupito.
E' un network in cui c'e' molta solidarieta' e voglia di aiutarsi. Gli annunci sono di vari tipi, ad esempio:
 - C'è chi mette in vendita a prezzo di favore una poltrona perche' ne vuole comprare una nuova.
 - C'è chi dice di stare attenti perché la sua telecamera esterna ha ripreso un tipo sospetto aggirarsi attorno casa. E posta il video.
 - C'è chi chiede agli altri se la notte passata hanno sentito un ululare che pare di coyote.
 - C'è chi chiede consigli per un buon dentista perche' si e' appena trasferito in citta'.
 - C'è chi chiede consigli su una buona pizzeria italiana.
 - C'è chi chiede se qualche ragazza e' disposta a fare da baby sitter ai figli per il weekend a $100 al giorno.
Pochi giorni fa ho messo un annuncio dicendo che ero interessato ad acquistare una fisarmonica e altri strumenti che magari i vicini non suonavano piu'. Ho aggiunto che il mio budget non era molto alto e in pochi minuti mi sono arrivate decine di messaggi ed email private. Mi volevano vendere violini, bassi, chitarre, fisarmoniche e tutti a prezzi molto bassi. Alla fine ho ringraziato tutti e ho comprato una fisarmonica per solo $100 e addirittura un ragazzo mi ha regalato un basso perche' ormai non lo suona da anni e ha bisogno di fare spazio.
Insomma su Nextdoor si crea una bella solidarieta' tra vicini di casa che si conoscono solo di vista o che non si sono mai visti prima perche' abitano in quartieri limitrofi. In questo modo, comodamente seduti al pc di casa, riescono a sopperire un po' a quella mancanza di calore umano che la frenetica vita americana gli impedisce di sviluppare.
Non credo che esista qualcosa di simile in Italia perche' almeno in molti paesi del Sud ci si conosce tutti e non c'è bisogno di questo social network.
Per quello c'è la piazza, i bar, la strada. Ma forse chissa' un giorno arriverà anche li'.


2 commenti:

  1. Articolo interessante, sarei curioso di sapere se questa partecipazione continuerà nel tuo quartiere o se andrà via via morendo.

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  2. Si ho letto che qualcuno la definisce la rete anti-facebook anche se credo siano due cose diverse che possono convivere. In realtà Nextdoor è un network che se vuoi puoi rendere anche molto allargato perché ogni volta che metti un annuncio puoi scegliere se lo vuoi rendere visibile solo nel tuo quartiere (che comunque ha centinaia di abitanti) o vuoi aggiungere come visibilità anche tutti gli altri quartieri limitrofi (sostanzialmente quasi l'intera città).

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