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domenica 28 settembre 2014

Voglio fare la babysitter!

No, questo non e' un post per annunciarvi un mio imminente cambio di sesso improvviso. E' solo per raccontarvi un po' di America, dal mio punto di vista.
La figlia di una mia amica frequenta l'Universita', che qui chiamano College, e per potersi pagare gli studi, come fanno tutti qui, deve anche lavorare. Non ha un lavoro fisso, ma fa vari lavoretti qua e la. Forse lavoretti non e' la parola adatta perche'...sentite le cifre. Recentemente lavorava saltuariamente per un ristorante come cameriera. Come forse sapete, qui in Usa i camerieri vengono pagati pochi dollari l'ora e buona parte delle loro entrate proviene dalle mance dei clienti. A me non piace molto questo sistema perche' fondamentalmente il ristoratore passa al cliente la responsabilita' di dare al cameriere un salario dignitoso; la tradizione comunemente accettata e' che bisogna lasciare una mancia che va dal 15% al 25%. E quindi quando una sera ci sono pochi clienti, il cameriere non porta quasi niente a casa. Ma quando ci sono delle feste con decine di persone le cose cambiano. La figlia della mia amica e' riuscita a portare a casa anche $400 per una sola serata di lavoro! Ora questa ragazza lavora anche come babysitter e poiche' in questa zona vivono molti milionari direi che non se la sta passando male. Poco tempo fa lavorava per questa coppia di milionari, marito e moglie in carriera, che le davano $20 l'ora per accudire i loro due figli quando loro erano fuori in viaggio di lavoro. A fine anno le hanno dato anche un bonus e quando ha aperto quella busta non credeva ai propri occhi. Dopo aver contato tutte quelle banconote da $20 e' andata dalla madre e ha urlato: NOVECENTO DOLLARI! Ovviamente in Usa e' tutto provvisorio e a causa di alcuni problemi di salute della madre di questi ragazzini, e anche per alcuni problemi economici, la coppia ha deciso a malincuore di fare a meno di lei. Ma lei non si e' persa d'animo e si e' rimessa in cerca di un altro lavoro, sempre come babysitter.
E pochi giorni fa e' stata assunta da un'altra famiglia, che, ad occhio e croce, e' anche piu' ricca di quella precedente. Mi ha raccontato il modo in cui si e' svolto il colloquio e ha rafforzato la mia convinzione che qui in Usa, o almeno dalle parti del New England, anche i milionari sembrano essere molto piu' umili e cordiali di quelli della nostra cara Italia. Non sono per niente arroganti o cafoni. Tutt'altro. Durante il colloquio con i genitori di questi altri due ragazzini, la ragazza ha detto che lei frequenta l'universita' alcuni giorni a settimana, e questi signori non si sono scomposti piu' di tanto. Le hanno risposto che la scuola viene prima di tutto e quindi non l'avrebbero distolta dai suoi studi e non le avrebbero chiesto di andare da loro durante i giorni dei corsi. Lei ha anche detto che lavora saltuariamente per un ristorante perche' ha bisogno di due lavori per potersi pagare gli studi e loro le hanno detto che non doveva preoccuparsi perche' a loro fa piacere averla disponibile solo per loro e per questo l'avrebbero pagata bene cosi' non avrebbere dovuto impazzire con due o piu' lavori. Le hanno quindi comunicato la cifra che le avrebbero dato, all'inizio di ogni mese: TREMILAECINQUECENTO DOLLARI! Per essere disponibile tre o quattro giorni a settimana. Lei ha accettato, ovviamente, e ha abbandonato il lavoro al ristorante anche perche' li' il manager iniziava a farle delle storie cercando di pagarla e lei era stanca di dover andare piu' di una volta a chiedere cio' che le spettava per le serate precedenti. Non vedeva l'ora di lasciare quel lavoro e attendeva solo un'occasione migliore.
Queste sono le storie che mi fanno capire meglio cosa e' l'America. Una terra in cui le opportunita' ci sono, basta cercarle, essere al posto giusto al momento giusto. Bisogna sempre gentili, professionali e disponibili, armarsi di pazienza e qualcosa di buona prima o poi succedera'. E se si perde un lavoro,  non e' un fallimento, altre opportunita' sono sempre alla porta. Magari migliori.
Ma allo stesso tempo qui tutto costa caro e nessuno ti regala niente. Il college di questa ragazza costa 15mila dollari l'anno. E se non vuole pagare ricorrendo ai prestiti con le banche, e indebitarsi per molti anni a venire, deve lavorare tantissimo e stare attenta a non sprecare questi guadagni. Insomma le opportunita' ci sono ma ti devi sudare tutto cio' che fai. Studi universitari in primis.
E non so perche' ma quando sento queste storie la mia mente mi riporta per un attimo ai miei studi universitari a Napoli e specificamente al giorno in cui la Prof di Inglese IV disse a tutti che per la complessita' del corso e degli argomenti che avrebbe trattato lei suggeriva di frequentare e, anzi, avrebbe preso le presenze. Si scateno' un putiferio. Un uragano di proteste da parte degli studenti:
Non puo' farci questo! 
Ma come le viene in mente di prendere le presenze? 
Se vogliamo frequentare lo decidiamo noi!
Questo e' fascismo!
All'epoca quelle proteste mi sembrarono esagerate ma non mi meravigliai piu' di tanto. Vivevo in Italia e le proteste erano all'ordine del giorno.
Non avevo speso migliaia di dollari per frequentare due anni di un college americano e non avevo sentito le storie come quelle della figlia della mia amica.
Ora invece so che vivo in un Paese pieno di opportunita' ma bisogna sapersi rimboccare le maniche perche' qui nessuno ti regala niente. E la realta' non e' esattamente come quella dei film.

5 commenti:

  1. "bisogna sapersi rimboccare le maniche perche' qui nessuno ti regala niente"
    Anche in Italia nessuno ti regala niente, però non puoi rimboccarti le maniche perché è un disastro totale.

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  2. ciao seguo il tuo blog da un po ed è molto interessante! volevo chiederti un paio di consigli non è che potresti darmi la tua email? Grazie

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  3. Ciao Fabio, grazie per essere un lettore del mio blog. Puoi scrivermi a TornoavivereinAmerica@gmail.com

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  4. A chi è interessato informo che fino al 3 novembre sino aperte le iscrizioni per la lotteria della green card (diversity visa 2016)

    https://www.dvlottery.state.gov


    ps. non sapevo dove scriverlo.. forse potresti pubblicare un articolo a riguardo

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