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mercoledì 13 agosto 2014

Titoli e saluti all'italiana

 - Dottor Bianchi come sta?
 - Avvocato Rossi, che piacere rivederla!
 - Ingegner Verdi, anche lei qui?
 - Carissimo, mi saluti tanto l'Architetto Neri.
Penso spesso che attraverso le sfumature della lingua sia possibile cogliere alcune caratteristiche di un popolo. Alcuni mesi fa ricevetti un'email da parte di una conoscente che ci tenne tanto a firmarsi Dottoressa seguita dal nome e cognome. Mi fece un effetto strano. Come un prurito.
Le parole sono importanti diceva Nanni Moretti in un suo celebre film.
E anche Paolo Villaggio ridicolizzo' questa mania tutta italiana con la sua celebre Contessa Serbelloni Mazzanti vien dal Mare e il Direttor. Dott. Ing. Gran Ladr di Gran Croc. Pezz. di Merd. Cosa vogliono comunicarci queste persone quando si fregiano di titoli come Dottore, Avvocato, Ingegnere, Architetto? Che sono persone piu' rispettabili di altre perche' hanno conseguito determinati studi? Che un muratore o un contadino devono portare un rispetto particolare verso di loro?
Insomma una mentalita' da societa' divisa in caste, in persone piu' e meno importanti, una mentalita' da "lei non sa chi sono io".
Quando ho detto ai miei colleghi americani che in Italia chi ha una laurea viene solitamente chiamato Dottore sono rimasti un po' perplessi e poi prontamente uno di loro mi ha detto: Ma allora qui quasi tutti i ragazzi sono Dottori! 
Credo che per loro la nostra ostentazione di titoli non sia altro che un modo un po' buffo per mettere in mostra delle qualita' o dei traguardi facilmente raggiungibili da tutti. E una semplice laurea, di qualsiasi tipo essa sia, non e' certo un metodo per distinguersi o velatamente sentirsi migliori o piu' rispettabili degli altri.
E cosi' per un paio di giorni scherzando in ufficio abbiamo iniziato a chiamarci Dottore e Dottoressa seguiti dai nostri cognomi di origine italiana, americana o asiatica. Mi ha fatto un effetto strano ma questa volta e' stato divertente.
Se c'e 'una cosa che mi piace degli Usa e' proprio il fatto che non qui non si avverte la differenza tra le persone. Che tu sia un contadino, un manager, un muratore, un presidente, un giardiniere o un professore qui sono tutti pari, allo stesso livello, e raramente c'e' quel senso di reverenza o inferiorita' che troppo spesso si vive nei rapporti interpersonali in Italia. E' difficile da spiegare ma e' il vero senso dell'uguaglianza. Nessuno si sente superiore o piu' titolato degli altri. Ognuno ha la propria storia e non importa dove e' riuscito ad arrvare. Se e' stato piu' bravo o piu' fortunato. Se ha acquisito o non ha acquisito dei titoli.
Ogni esistenza ha lo stesso valore delle altre. Semplice.
E non esiste il Lei o il Voi.
Esiste solo You. Che tu ti rivolga al cameriere o al Presidente degli Stati Uniti.
Solo You.

Appunto. Le parole sono importanti.


12 commenti:

  1. Un altro che ci teneva ai titoli era il Rag. Ugo Fantozzi ...

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  2. Come sempre i tuoi post mi piacciono molto.Anche qui sei riuscito a centrare una caratteristica italiana, che ci si rende conto quanto sia ridicola , quando si esce dai confini della patria. Che fatica scrivere emails in Italia ora: Egregio Professore, Gent.mo Dr...... e cosi` via. Qui al massimo anche per lavoro si scrive una email con il proprio nome e cognome la prima volta, ma sei sicuro che la risposta che riceverai sara` sempre iniziato con un Hi/Hello e solamente il tuo nome proprio! che bello.

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  3. Egregio dottore
    Senza la benché minima intenzione d'esser polemico mi permetterei di sollevare qualche obiezione alle Sue (notare la maiuscola) osservazioni.
    Condivido quel che dici riguardo al fatto che in Italia si cerchi di fregiarsi sempre di qualche titolo e di usarlo per esercitare potere. La pesante eredità storica fatta di feudi, di signorie, di regni ecc. che all'America fortunatamente manca, fa la sua parte.
    È una delle brutture dell'Italia, purtroppo dura a morire.
    Vorrei però sottolineare che non è affatto una caratteristica del tutto italiana.
    In Messico esiste il corrispondente spagnolo di dottore, cioè licenciado (la licenciatura è la laurea) e il classismo è mille volte più marcato che in Italia, visto che ricchi e poveri non frequentano le stesse scuole, vivono in zone molto diverse ecc. Questo vale, probabilmente per molti paesi poveri. I ricchi e gli istruiti dei paesi del terzo mondo (in cui l'Italia sta scendendo) guardano dall'alto in basso i comuni mortali.
    Quando gli spagnoli hanno invaso il Messico pretendevano l'uso della forma di cortesia nei loro confronti (ustedes invece di vosotros), tant'è che in America latina non esiste il vosotros.
    Anche in Giappone si usa di più il "sig. (cognome)" che il chiamarsi per nome.
    Anche a me piace tanto questo post, e come sempre dai dei begli spunti di riflessione. Ed è proprio per questo che a volte ci aggiungo volentieri i miei 5 cents.
    Vorrei chiederti ancora: sei sicuro che la società americana sia così egualitaria? O sono ancora molto forti i problemi di razzismo tra bianchi e neri, con i bianchi che continuano a sentirsi superiori? Le differenze e le divisioni tra ricchi e poveri non sono più marcate che in Italia?
    Davvero poi quasi tutti i ragazzi americani sono laureati, con quel che costano le università? Ci saranno anche lì tanti contadini, operai, autobussieri, etc, che fanno lavori che non richiedono titoli di studio. Con queste domande non voglio mettere in dubbio quel che dici, ma proprio informarmi chiedendo a te che sei lì e vedi da vicino.
    Però ti prego, vacci piano con il "facilmente raggiungibili". Da tutti sì, lo dico sempre, ma facilmente... aspetta un attimo, col mazzo che mi sto facendo da studente che studia e che si deve prendere una laura, non direi proprio. Quando gliela fo mi scrivo dott. Ing lup man e una serie di titoli onorifici più lunga di quella di Totò (non ci crederai mica, vero? )
    Cogliendo l'occasione per porgere distinti saluti Le auguro un distinto Natale e uno spettabile anno nuovo.
    Con osservanza

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Ciao caro Luciano, interessante la tua risposta. Sicuramente e' vero che la mania di titoli e titoloni non e' solo italiana. Io volevo solo dire che questa mania qui in Usa non l'ho notata per niente. Certo ci sono disuguaglianze, razzismo e differenze economiche abissali ma a me sembra che le persone si considerano diverse per questi aspetto ma allo stesso livello. Non c'e' tanto la mentalita' del Lei non sa chi sono io. Il CEO di una importante azienda ti riceve nel suo ufficio e ti ascolta anche se non ti conosce e non ti fa aspettare un'ora fuori solo perche' Lui puo', il mega miliardario ti invita a berti una birra al bar e ti tratta da amico, l'avvocato in carriera non ci tiene ad essere chiamato avvocato e cosi' il professore di un college importante etc etc. Magari sbaglio e forse non sono chiaro nella mia spiegazione ma da queste parti in Connecticut mi sembra cosi'. Per quello che diceva il mio collega qui ogni anno centinaia di migliaia di ragazzi studiano in college piu' o meno costosi, non solo i ricchi ma anche i figli della classe media. Si pagano il college con prestiti dei genitori che iniziano a rispiarmiare dalla nascita dei figli o con prestiti delle banche. E' piu' facile laurearsi rispetto a noi perche' il college e' organizzato meglio. Non esiste il fuori corso e i ragazzi si laureano gia a 22-23 anni. Per questo la laurea e' un traguardo facilmente raggiungibile e avendo studiato per 2 anni in un college posso confermare che e' vero.
      Con osservanza :)
      Luca

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    3. si hai ragione, pero' ometti il fatto che molti ragazzi escono con una laurea ma anche con tanti soldi a debito presi in prestito che probabilmente pagheranno in 20 anni. Ne ho lette tante di queste storie. Invece l'America e' bella perche qui anche se non hai la laurea ma sei bravo hai idee creative puoi farcela, forse e ' questo quello che volevi dire, che non bisogna avere la laurea per andare avanti? Io la penso cosi' se vuoi crearti qualcosa di tuo, altrimenti se vuoi andare a lavorare come dipendente penso che sia necessaria vista la mole di competizione che ce'. Ci sono plumbers, idraulici o elettricisti che con le loro mani guadagnano di piu' di dipendenti di banche con lauree in business.
      Comunque condivido non si usano titoli , ma le differenze di classe ci sono, e non solo, anche di culture e di comunita' . Io ho tanti amici di culture diverse ma alla fine vedo che ognuno tende a mischiarsi piu' con le proprie comunita'. Tutti fratelli ma poi ognuno a casa propria. Fondamentalmente non e' poi cosi sbagliato per un semplice fatto di abitudini,usanze,gusti etc...

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    4. Ciao, hai ragione, molti ragazzi hanno debiti per anni e anni per pagarsi i prestiti delle banche per il college anche se so di molti ragazzi che vengono corteggiati da importanti aziende gia' prima di finire il college (parlo di quelli piu' rinomati) con stipendi a sei cifre. Mentre i comuni mortali come ricordi tu devono fare piu' fatica a pagarsi i debiti del college, verissimo. E' anche vero che non c'e' bisogno di avere una laurea per avere successo, molti dei geni o comunque dei piu' importanti imprenditori americani non hanno mai messo piede in un college. Ed e' anche vero che a volte elettricisti, idraulici e professionisti in gamba guadagnano tantissimo, piu' di impiegati di banca. Il mio collega intendeva solo dire che qui tantissimi riescono a prendere una laurea e quindi tantissimi dovrebbero essere chiamati Dottore seguendo il modello italiano. E' ovvio che qui ci sono le differenze di classe...e' il nocciolo della cultura capitalistica. Cio' che volevo dire, ma non sono stato molto chiaro (sorry), e' che nonostante ci siano tante differenze non vedo che le persone le ostentano o cercano di sentirsi superiori ad altre per un titolo o una laurea o un ruolo importante. Solo a titolo di esempio non sai quanti colloqui ho sostenuto in Italia in cui prima di poter parlare con i capi dell'azienda ho dovuto sostenere test e colloqui ridicoli con altri suoi dipendenti. Tornare indietro piu' volte. E quando finalmente mi e' stato concesso di andare a parlare con i capi, si sono fatti attendere oltre un' ora e poi mi hanno dedicato si e no 5 minuti distrattamente, dall'alto in basso perche' loro erano i capi di un'azienda, e si sentivano importanti, potevano fare cio' che volevano con me che non ero nessuno. In Usa capi di azienda molto piu' importanti di quelli incontrati in Italia mi hanno ricevuto arrivando puntuali all'appuntamento, mi hanno accolto da pari a pari, dandomi del tu, ascoltandomi attentamente, offrendomi un caffe' o addirittura un pranzo, hanno ricevuto telefonate durante il mio colloquio e hanno detto all'interlocutore che erano in un meeting importante e avrebbero richiamato piu' tardi. E questo e' solo un esempio. In poche parole la persona "importante" qui non se la tira come da noi in Italia. Si ritiene allo stesso livello, non ti guarda dall'alto in basso. Saro' stato sfortunato in Italia e fortunato qui ma questa e' la mia esperienza finora. Magari sbaglio, o magari un giorno cambio idea. Spero di no.

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    5. si anche io ne ho visti tanti di colloqui fatti al bar/ristoranti ma non posso dirti a che livello erano se erano capi o no. Comunque una cosa che mi fa molto ridere qui e' il fatto che si e' vero noi Italiani teniamo ai titoli ma qui invece titoli se li prendono piuttosto alla leggera, qui sono tutti manager e directors o presidents hai notato? un po' una cosa al contrario.

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  4. Ma quale egualitaria . Qui non si usano i vari dott ing e compagnia bella ma fanno a gara a dirti quanto guadagnano in un anno o quanto hanno pagato la casa o l'auto o di quale stilista è il proprio vestito .
    Se c'è una società di persone perennemente in competizione tra di loro è proprio quella americana.

    saluti dal texas

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    1. Ciao Claudio, hai ragione ma secondo me qui se non hanno problemi a dirti quanto guadagnano e' perche' di solito chi guadagna tanto generalmente se lo e' meritato dopo molti sacrifici (o con un po' di fortuna) e in un certo senso essere benestanti o ricchi e' quasi sinonimo di essere stati bravi a costruirsi quel tenore di vita. Opinione personale eh. Comunque dalle mie parti in Connecticut persone ricchissime ne ho conosciute tante e sinceramente non vedo tutta questa gara ad ostentare quanto guadagnano. Forse in TX e' un po' diverso, non lo so. Anzi raccontaci tutto. Che poi qui ci siano tante differenze e' vero ma ripeto, impressione personale, qui non vedo tanto quella voglia di volersi distinguere e sentirsi in un certo senso piu' importanti tramite titoli e titoloni.

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  5. Pensavo di perdere la mia formalita' dovendo rinunciare al "lei".
    In realta' l'educazione rimane e non ci ho perso niente.
    Ci ho solo guadagnato in mezzo a tutti questi "you".

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  6. Sempre un piacere leggerti, per questo motivo ti ho nominato per l'Very inspiring blogger award! Grazie per le tue storie

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