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martedì 19 agosto 2014

Secchi e Selfie ai tempi di Facebook

In questi giorni i social network americani sono invasi da migliaia di video di gente che si getta un secchio d'acqua ghiacciata in testa. E' la Ice Bucket Challenge e, nelle intenzioni dei partecipanti, viene fatto per sensibilizzare alla SLA. Chi viene nominato puo' accettare la sfida, gettarsi un secchio di acqua ghiacciata in testa entro 24 ore, fare una piccola donazione e nominare altri tre amici. O se non se la sentisse di accettare deve donare $100.
Ogni mattina su Facebook vedo decine di video di amici, conoscenti o personaggi famosi che si gettano orgogliosi il famoso secchio d'acqua in testa. La star del momento.
Anche un paio di colleghi hanno accettato la sfida e in questi giorni negli uffici o per strada non si parla d'altro. Una collega mi ha detto che teme che presto verra' nominata da uno dei suoi nipoti e non sa se accettera' la sfida.
You don't have to (Non sei tenuta a farlo) - le ho detto, ma lei mi ha risposto che non sarebbe eticamente giusto non accettare la sfida e non donare alcun dollaro. Mah.
Non mi sono mai piaciute le catene di Sant'Antonio, le mode di massa, la beneficenza ostentata e l'esibizionismo dei social network e l'Ice Bucket Challenge e' riuscito ad unirli tutti!
Chi fa beneficenza non dovrebbe dire al mondo di averla fatta. E poi che strano, all'improvviso, sono tutti diventati sensibili ai problemi della SLA? bene pero' forse forse questa sensibilita' e' un modo per dare sfogo al proprio narcisismo? Guardatemi ho accettato la sfida! Guardatemi faccio beneficenza! Guardatemi mi getto un secchio d'acqua in testa senza battere ciglio!
Va bene dai, questo e' un post anomalo che va di qua e di la per associazioni di idee e il secchio giacciato mi ha fatto venire in mente una scena di un film, tratto da una storia di Stephen King, in cui i crudeli compagni di scuola di Carrie le fanno cadere in testa un secchio pieno di sangue di maiale, durante il ballo studentesco. Ecco, allora oggi propongo al mondo il Carrie Bucket Challenge: un secchio di sangue di maiale gettato in testa per sensibilizzare contro le stragi dei poveri maiali che ogni giorno vengono serviti in tavola. Scusatemi ma la mia passione adolescenziale per i film e i libri l'horror e' riaffiorata in superficie.
E visto che questo e' un post che va per associazioni di idee, secchio per secchio, non posso non parlare di lui: Buckethead ovvero Testa di Secchio. L'unico personaggio che mi piace vedere con un secchio rovesciato in testa. E' uno dei miei chietarristi preferiti. Nessuno conosce la sua vera identita' perche' suona sempre con una maschera bianca in volto e un secchio di KFC rovesciato sulla testa. La leggenda narra che gli unici amici di Buckethead erano i polli che lui amava intrattenere con la sua chitarra nel pollaio. Un giorno Buckethead vide in che modo cruento Kentucky Fried Chicken trattava i suoi amici polli e cosi' per protesta inizio' ad indossare il celebre secchio di KFC rovesciato in testa e con la scritta "Funeral". Una storia da film e uno dei personaggi piu' creativi della scena musicale sperimentale. Eccolo in azione:


Ma torniamo al narcisismo ai tempi di Facebook. E parliamo di selfie. Bene, passatemi il termine ma...Non ho mai visto tanti cessi come da quando e' nata questa mania dei selfie. Allo specchio, in bagno.
Lo specchio moderno come lo stagno in cui Narciso vide riflessa la propria immagine e annego' cercando di abbracciarla.
E mi viene in mente un altro specchio, non ridete pero', quello che oso' varcare Mickey Mouse per trovarsi dall'altra parte, in un mondo fantastico.
Bukowski, altro mio eroe, odiava Mickey Mouse.
E Buckethead disse in un'intervista che Disneyland e' l'unico luogo al mondo in cui i sogni o gli incubi possono diventare realta'.
Ma non me ne vogliano i miei due eroi. Oggi tra selfie e immaginazione, tra vanita' e fantasia, tra Narciso e Mickey Mouse preferisco Mickey Mouse. E quindi dimenticate secchi e selfie. Chiudete Facebook e fate lavorare l'immaginazione. E per qualche minuto godetevi questo video (del 1936).
Ci  rivediamo al prossimo post. Provero' a scrivervi dall'aldila'...oltre lo specchio.




4 commenti:

  1. Sai che non ci avevo pensato a sta cosa dell'esibizionismo? Credo che tu abbia ragione, sui selfie poi.................................vabbè stendiamo un velo pietoso, e non solo sui cessi, mah.........
    Per il filmato, bello davvero.
    Ciao "americano"

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  2. anche io ho notato questi continui video che si rincorrono fra i miei nipoti e parenti che vivono in NJ ...pensavo fossero i gavettoni di ferragosto.. che non so neanche se daloro si festeggia...poi ho chiesto informazioni ad un nipote e mi ha detto che era x sensibilizzare la gente al problema della malattia SLA....mi chiedo..dopo essersi buttati dell'acqua ghiacciata in testa, (rischiando anche una polmonite...) come risolvono il problema? lo sappiamo tutti che c'è questa malattia ed altre... e i governi e ministeri di sanità si debbano fare carico di queste problematiche...ma si sa sa gli Americani sono esibizionisti in tante cose ..come anche la beneficenza e volontariato...che secondo me debbano essere fatte nell'assoluto silenzio...e pv..ma però loro sono così... . A proposito si è visto niente in giro per sensibilizzare il popolo alla questione Palestina?..quindi altro che stendere un velo pietoso!!! poi sulla questione dei Selfie...lasciamo perdere! Ciao Luca spero di incontrarti presto negli States ..quando tornerò...perchè tornerò..magari con una sistemazione più consona alla mia autonomia ed indipendenza... ciao ciao

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  3. Troppo bella la frase:
    "Non ho mai visto tanti cessi come da quando e' nata questa mania dei selfie"
    mi piace pensarla come un doppio senso, riferito anche alle persone che si fotografano.

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