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martedì 18 giugno 2013

Intervista a Vincenzo Tettamanti: blogger di Vivere in Usa



Vincenzo Tettamanti e' uno dei tanti giovani italiani che qualche anno fa ha deciso di andare a vivere negli Stati Uniti. Lo ho conosciuto tramite il suo blog VivereinUSA.com, pieno di informazioni utili e curiosita' sul modo di vivere americano. Anche la sua esperienza in Usa e' molto interessante e gli ho quindi chiesto un'intervista per TornoavivereinAmerica e ha gentilmente accettato. 

Ciao Vincenzo, da quanto tempo sei in Usa? Eri gia’ stato in USA in passato?
Ciao Luca. Sono in USA dal 2009, Maggio 2009 precisamente. Prima non avevo mai messo piede negli States, ma avevo comunque viaggiato molto in Europa, studiato in Spagna per un anno e vivevo gia’ a Milano per lavoro.

Quali motivi ti hanno spinto a lasciare l’Italia?
Principalmente la mia ragazza. Conosciuta a Milano e Americana del NJ. Senza di lei non avrei mai pensato, all’epoca (2008), di lasciare l’Italia in pianta stabile. Se adesso invece fossi ancora in Italia e con la crisi che c’e’ magari ci penserei, ma forse opterei per un altro paese europeo.

Raccontaci le tue prime impressioni appena arrivato negli Usa. Ti sei sentito spaesato? E’ stato facile ambientarsi?
Appena sono arrivato negli USA sono sbarcato all’eroporto di Newark, NJ – per chi non l’avesse mai usato non e’ proprio nell’area piu’ bella degli USA.  Considera anche che non ero mai stato negli USA prima. Mi ricordo ancora il viaggio in auto dall’aeroporto a casa, le autostrade giganti, i quartieri residenziali tutti uguali, e’ stato un impatto decisamente strano, quasi da film.
Per il resto, mi sono sentito molto spaesato: non conosci nulla, non sai dove andare, hai pochissimi contatti locali, non hai un cellulare, niente amici. Secondo me, se si viene da soli ci vuole un po’ di tempo ad ambientarsi, a capire come funziona il tutto, a orientarsi e conoscere l’area. Gli USA sono enormi, e soprattutto il Nord Jersey e’ un’area molto popolata: tutt’ora quando torno su dai parenti della ragazza e passo dalla Pennsylvania (che e’ grande come mezza Italia) al NJ e’ davvero tutt’un altro mondo: troppa gente, congestionato, un paesino sopra l’altro, poco spazio.

Di cosa ti occupi?
Lavoro nel Marketing, come Marketing Manager. Sono laureato in Economia e in Italia lavoravo nel marketing messaggi in Vodafone: hai presente Christmas/Summer card? Infinity SMS e via dicendo? Ecco io e altri due product managers decidevamo le promozioni e tariffe varie.

E’ stato facile trovare lavoro e ottnenere un Visa? Hai attuato una strategia particolare per trovare lavoro che consiglieresti ai lettori?
Ci ho messo un’estate intera a trovare lavoro. C’e’ anche da dire che vivevo in NJ e cercavo lavoro a Philadelphia, perche’ dopo l’estate ci saremmo trasferiti li (quasi 2 ore di auto). Appena arrivato a Philadelphia sono riuscito ad andare a una job fair locale e li ho trovato l’azienda che poi mi ha assunto. All’inizio le job fairs sono ottime opportunita’ per incontrare i recruiters di persona. Mandare solo CV in giro non basta, soprattutto per non americani. Anche se non possono per legge “discriminare” un Americano da un non-Americano, restano comunque molto scettici all’inizio – ma se fossi un immigrate in Italia sarebbe ancora peggio, non avrei avuto speranze.

Quali sono le differenze tra il mondo del lavoro italiano e americano?
Tante, troppe. Qua si lavora di piu’, e in genere a ritmi piu’ alti. Hai pochissime ferie, permessi nulli, giorni di malattia contati e i contratti sono totalmente diversi. Il posto fisso, I sindacati, la maternita’ – tutto questo in genre non esiste (a meno di lavorare in certe categorie protette). Il mercato del lavoro e’ molto piu’ flessibile e proprio per questo ora gli USA si stanno rialzando dalla crisi molto piu’ rapidamente dell’Italia. In generale il lavoratore non e’ molto protetto, questo fa anche si che la gente si dia piu’ da fare e lavori meglio. Tutto il mondo e’ paese comunque, e gli impiegati pubblici ad esempio anche in USA sono molto simili a quelli nostrani! Comunque, in genere se lavori bene e ti dai da fare, non hai da temere per il posto, a meno che non succeda qualcosa di molto grave (se l’azienda chiude o va male e deve tagliare personale).

In generale quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato tra Italia e Stati Uniti?
Differenze di abitudini, di idee e di vita. Cose che avevo anche gia’ riscontrato vivendo all’estero in Europa, ma che secondo me in USA diventano ancora piu’ estreme. In generale poi gli Americani sono molto alla mano, easy going come dicono loro, ma sto facendo davvero molta fatica ad ottenere una relazione piu’ profonda e sincera. Ho letto che molti altri Italiani hanno questo problema, e non capisco se derivi dal fatto che siamo stranieri, o proprio perche’ qua e’ cosi’.  In generale comunque a me sembrano molto “finti” e esagerati nell’esternare emozioni, ma puo’ benissimo essere che sia strano io.

Ci sono differenze sostanziali nel modo di pensare tra Italiani e Americani?
Sicuramente, noi Italiani siamo secondo me piu’ abituati ad uscire dagli schemi, ad arrangiarci e ad improvvisare. Gli Americani in genere sono molto metodici, non prendono sempre l’iniziativa e sono molto rispettosi delle regole (che non e’ necessariamente una cosa negativa).

Hai conosciuto Italo-Americani? Come si rapportano verso l’Italia e gli Usa?
In quest’area c’e’ pieno. In genere si sentono piu’ italiani di te, credono di sapere tutto e sono molto legati alla patria e all’idea di essere “Italiani”. Che poi in genere non visitano mai e restano attaccati a tradizioni e idee vecchie di decenni. E la cosa mi fa spesso incavolare, perche’ non hanno idea della vera cucina italiana, delle vere abitudini (o quanto meno di quelle del dopoguerra), ma nonostante tutto parlano come se fossero tornati ieri da una vita spesa nel bel paese. In generale c’e’ un’ignoranza sull’Italia e l’Europa che fa paura.

Torni spesso in Italia? C’e’ qualcosa che ti manca degli Usa quando torni in Italia?
In Italia sono rientrato due volte da quando sono qua, purtroppo non ho molte ferie a preferisco esplorare questo nuovo Paese per ora. Oramai vivo qua, quindi in Italia mi sento in vacanza, mi sento di non appartenere piu’ alla quotidianita’. Torno alla mia citta’ e vedo cose nuove, la gente e gli amici di sempre che crescono e cambiano, e’ una sensazione strana anche perche’ ancora non mi sento radicato in USA al 100% - e’ una sorta di limbo..

E invece cosa ti manca dell’Italia quando sei in Usa?
Il cibo, la famiglia, gli amici e la bellezza del nostro Paese – tutte cose che in genere si danno per scontate.

Ci sono molti giovani italiani, anche tra i lettori del blog, che sognano di trasferirsi in America. Tuttavia molti non hanno idea di quanto sia difficile riuscirci. Cosa consiglieresti a questi ragazzi?
Il mio consiglio e’ pianificare, pianificare e organizzarsi..e informarsi. Sono finiti gli anni in cui si arrivava e si sperava. Quelli erano gli anni ’20, ora e’ tutto diverso. Inoltre bisogna essere forti, essere pronti a ripartire da zero (piu’ facile a dirsi che farsi poi davvero), essere pronti a sentirsi soli e magari incompresi, essere pronti a fallire, ma tirarsi su subito. Non e’ da tutti, ma non e’ nemmeno andare al patibolo ecco! Per i giovani, il consiglio migliore e’ quello di prendere una laurea specialistica che valga al di fuori dell’Italia (Economia, marketing, pubbliche relazioni – qua in USA tira parecchio – relazioni internazionali, ingegneria, medicina). Se si hanno invece disponibilita’ economiche, studiare in USA facilita sicuramente l’inserimento sul lavoro – senza dubbio.

Sappiamo che gli stipendi in Usa sono mediamente molto piu’ alti che in Italia. Ma come e’ il costo della vita?
Mah, paragonare i due Paesi a livello di costo della vita e salari e’ impossibile, ci sono troppe differenze. Alcune cose qua costano meno, altre no, le tasse sono piu’ basse, ma poi paghi molte altre cose che in Italia diamo per scontate (la sanita’ pubblica su tutte).  Io trovo che gli affitti sono in genere molto piu’ alti a parita’ di location, fare la spesa costa molto (soprattutto se si comprano cose sane e di qualita’), la benzina e l’auto in generale (a parte l’assicurazione) costa meno, fare shopping e’ piu’ economico e in generale tutto e’ sempre in saldo. Anche andare fuori a cena e’ piu’ economico in genere, ma la qualita’ del cibo e’ molto scadente. Qua in USA tutti vanno sempre in pubs, catene e fast food, per quello spendono poco, ma la qualita’ del prodotto e’ appunto scadente. I ristoranti seri si fanno pagare anche qua e poi in piu’ sei obbligato a lasciare le mancie – una vera tassa!

Il tuo website VivereinUsa.com ha un grandissimo successo. Raccontaci come e’ nata l’idea e quali sono le richieste piu’ frequenti che ricevi tramite il sito.
Grandissimo successo no – ehehe, pero’ cresce continuamente e c’e’ una community molto attiva e partecipe. L’idea e’ nata dopo essermi trasferito, e non aver trovato un solo sito italiano che desse consigli e dicesse per filo e per segno cosa fare. Se avessi avuto qualcuno come me all’epoca – avrei risparmiato un sacco di tempo e soldi e ricerche online: un servizio pero’ che gli Italiani non capiscono al 100% - vogliono tutto gratis e subito...sono abituati bene. Non sai quanta gente mi scrive e pretende risposte, aiuto senza nemmeno ringraziare. Le richieste piu’ comuni: Come posso venire in USA? Come posso aprire qualcosa in USA? – proprio cosi’, richieste molto generiche che ti dimostrano come nonostante tu metta loro a disposizione moltissime info utili e gratis, comunque non le leggono :)

Tornerai a vivere in Italia o cercherai di restare in Usa?
Per ora, rimango in USA. Sto cercando di mettermi in proprio, magari aprire qualcosa di mio e sviluppare VivereinUsa.com ancora di piu’. Abbiamo gia’ collaborazioni e alcuni progetti interessanti che sto sviluppando. Non escludo comunque un giorno di rientrare, e magari fare avanti e indietro. Avere due famiglie in due continenti separati non e’ comodissimo purtroppo.

Ho scritto un post intitolato 100 delle cose che ho imparato in America.
Quali sono le prime "cose che ho imparato in America" che ti vengono in mente? (curiosita’,  modi di pensare, differenze culturali…)
  • Ho cambiato idea sugli hamburgers – mai mangiato un buon hamburger a casa (certo c’e’ altro di meglio)
  • Ho imparato ad essere piu’ solidale col prossimo, qua in USA (almeno all’apparenza) la gente e’ piu’ interessata ad aiutare, a fare volontariato e carita’
  • Ho avuto conferma del fatto che, come si mangia in Italia non si mangia da nessun’altra parte.
  • Ho imparato che non serve spendere 50mila$ all’anno al college per essere piu’ bravo o sveglio a lavoro – ma spesso qua il nome della scuola conta piu’ di quanto si immagini (alla faccia della famosa meritocrazia USA)
  • Ho imparato che come gli altri hanno preconcetti e stereotipi su noi italiani, noi li abbiamo sugli americani, ma in genere li conosciamo meglio di quanto loro conoscano noi
  • Ho imparato quanto siano “ingoranti” (nel vero senso della parola, che ignorano) del mondo che li circonda al di fuori del loro paese (geografia, storia, cultura).
  • Vedendo l’Italia da fuori, ho imparato che e’ davvero un miracolo che ancora non sia scoppiata una guerra civile e che dopotutto siamo un paese membro del G8.
Grazie Vincenzo per aver accettao la mia intervista e in bocca al lupo! 


3 commenti:

  1. Concordo , soprattutto con qualita e costo della vita, se vuoi la qualita' qui si paga. io che sto a New York vedo tutto carissimo. Comunque ha ragione le cose sono piu care se cerchi la qualita' nel cibo come nella moda e nei servizi ma la cosa bella e' che qui puoi mangiare con 1$ o con 275$ a te la scelta se vuoi mangiare CRAP O JUNK o se vuoi mangiare cose normalissime che qui invece si intendono di qualita'; se vuoi la qualita' non ce' niente da fare devi spendere altrimenti ti vai a mangiare la fetta di pizza oleosa e grassa a 1$ o l'hot dog dei carrettini che solo al pensiero mi sento male o la granita a 1$ che e' solo acqua zucchero e coloranti. Per non parlare del cibo italiano poi, un bicchierino di cioccolata spalmabile ti costa 6 $ , 250g di pane carasau 11$ , un barattoletto di funghi porcini 20$ il caffe 7$ e un pacco di fette biscottate 4$ per non parlare dei salumi e formaggi! oppure un cono gelato con due palline minuscole e una coppetta la piu piccola che c'e' mi sono costati 10 $ alla faccia, un espresso 3$ . E nei servizi e' lo stesso, vuoi prendere I taxi e arrivare comodamente in tutta la citta' o stare sempre sotto le metro a buttare fuori sudore e sentirti la puzza della gente che ti sta intorno , andare in aeroporto con la macchina privata a 100$ o partire 5 ore prima andare a grand central e prendere il Pullman per arrivare gia' distrutto all'aeroporto. Vuoi comprare un capo piu di qualita' o comprare immondizia che poi dopo il primo lavaggio e' da buttare e poi la porti da buffalo exchange e ti riprendi altra robaccia usata...e indossata da chissa' chi. eh si tutto relativo.

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  2. Sempre interessanti ma sopratutto utilissime queste interviste.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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