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domenica 19 febbraio 2017

Una multa ingiusta

Qualche settimana torno a casa e trovo tra la posta una lettera contenente una multa di $45. A quanto pare il 21 novembre avrei parcheggiato la mia macchina in una stradina di Brooklyn senza inserire monete nel parchimetro.
Strano, penso, rileggendo la lettera, perché non sono mai stato in vita mia in quella zona e infatti dopo aver controllato giorno e ora in cui avrei commesso l'infrazione ricordo che mi trovavo come sempre in ufficio! E tra l'altro lo ricordo bene perché era il giorno in cui abbiamo festeggiato Thanksgiving, preparando, cucinando, mangiando e brindando per gran parte della mattinata. Quindi si è trattato di un errore da parte di un poliziotto che avrà scritto male il numero di targa e la multa è arrivata, per sfortuna, a me che non c'entro niente.
Vado sul sito di NY per capire se posso contestarla e leggo che si può fare una contestazione online alla sezione Hearing.
Scrivo così poche semplici righe in cui spiego che credo si tratti di un errore perché quel giorno e a quell'ora ero regolarmente a lavoro. E aggiungo anche che sono preoccupato e non vorrei che mi avessero clonato la targa. Dopo pochi giorni ricevo un'email con la decisione del giudice: non ho portato prove sufficienti per dimostrare la mia innocenza. Quindi...guilty. Devo pagare la multa.
Ma come? Io devo portare prove che la mia macchina non era ma loro quali prove hanno. Una foto? Ovviamente no, niente. E' la mia parola contro la loro. E la mia non ha convinto il giudice.
Però leggo che si può ricorrere in appello e non mi arrendo. Questa volta invio tutti i documenti in mio favore. E vediamo se sono colpevole. 
Vado dal mio capo, gli spiego la situazione e gentilmente si mette a disposizione. Stampa una copia del foglio (con timbro della compagnia) con orari di entrata e  uscita (con timbro e firma della compagnia) e scrive su carta intestata un documento in cui dichiara che in quel giorno ero regolarmente in ufficio e la mia macchina è rimasta parcheggiata li fuori per l'intera giornata.
Inoltre poiché sulla multa hanno indicato che la macchina era nera ma la mia è grigia (sarà stata nera la macchina che era davvero parcheggiata li), allego copia della registrazione in cui è indicato il colore grigio della mia macchina, non nero. E includo una lettera in cui spiego che poiché non ho mai contestato una multa prima di allora, ho peccato di superficialità non inviando molte prove della mia innocenza alla prima contestazione. Me ne scuso ma questa volta ho inviato tutte le prove. Cordiali saluti e attendo la decisione dell'appello. 
Pochi giorni fa arriva per lettera con la decisione finale. La apro e noto subito tre firme di tre funzionari amministrativi tutti concordi nella decisione. Nessuno in contrasto. Ma la decisione è scritta in una riga scritta a mano quasi incomprensibile. Una scrittura sciatta come quella dei dottori che hanno fretta e poco rispetto per chi legge. Questa è la decisione, se capisci bene per te. Leggo e rileggo e alla fine decifro cosa hanno scritto: Non vediamo ragioni per ribaltare la prima decisione presa del giudice.
Punto. Niente altro. Nessuna spiegazione. Non vedono ragioni. Colpevole ero e colpevole resto.
Ma scusate, ma le mie prove? Niente, nessun accenno. Colpevole, paga.
E allora sono andato online e ho pagato la multa. A quel punto non potevo non pagarla. Avrebbe creato molti problemi: l'assicurazione dell'auto sarebbe aumentata, il punteggio del credit score forse sarebbe diminuito e poi non pagare un multa potrebbe rivelarsi una macchia quando farei domanda per la cittadinanza, tra qualche anno. Nel dubbio meglio pagare.  
Ho capito alcune cose da questa vicenda ingiusta.
Quando ci si difende da un'accusa, anche se una semplice multa, bisogna farlo con prove concrete. Le parole anche, verbali o scritte, soprattutto in America, nota per il suo pragmatismo, non servono a niente.
In una disputa con le autorità è sempre "la mia parola contro la loro". Cittadino e autorità non sono mai allo stesso livello, neanche nella grande America con la sua retorica della giustizia uguale per tutti. Sei spesso tu normale cittadino a dover dimostrare la tua innocenza, non loro a dover dimostrare, con delle prove, la tua colpevolezza.
Il giudice è una figura sacra, una semi divinità e difficilmente dei funzionari amministrativi gli vanno contro rovesciando una sua decisione iniziale.
Insomma, lezione imparata, multa pagata anche se innocente e andiamo avanti. Anche questa è l'America. 

3 commenti:

  1. Ma la macchina nera era dello stesso modello della tua grigia? Sarebbe una bella sfiga. A me è successa la stessa cosa in Italia, ma il vigile avrà evidewntementemente sbagliato a scrivere il numero di targa sulla multa perché sia il modello che il colore riportati non corrispondevano alla mia macchina. Ho dovuto mandare solo la copia del libretto e voilà. Ciao!

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    1. Si stesso modello! Ma lo stesso all'appello hanno confermato al decisione del giudice che ha preso la prima decisione.

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    2. mi sa che a questo punto devi prenderti una bella corvette gialla così corri meno rischi che la scambino con un'altra! ;-)

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