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domenica 14 agosto 2016

Brevi dialoghi con Americani: la crisi italiana

Ancora oggi, parlando con Americani o Italo-Americani, basta un breve dialogo, un sorriso, un'espressione facciale o un commento che risaltano alcune interessanti differenze culturali.

Giorni fa chiacchieravo con un signore Americano che vive nel New England, tecnicamente un Italo-Americano perché è emigrato dall'Italia quando era appena ragazzino, e si parlava della crisi economica in Italia.
Sarà - mi ha detto- però ogni volta che vado in vacanza noto che i prezzi sono davvero bassi. Mi hanno affittato una casa per un mese, al paese, a solo poche centinaia di euro. Ed è una casa molto grande! E anche al ristorante...ogni volta che vado, con 20-30 euro mangio davvero tanto e bene. Qui in America quei prezzi puoi solo sognarteli. Devo spendere almeno cento dollari per mangiare così bene. Lo sai anche tu, no? Io penso che si viva bene in Italia con questi prezzi, anche se c'è una crisi.
- Si- ho risposto - i prezzi possono sembrare bassi a un americano però devi considerare che sono prezzi di un piccolo paese del sud e poi in Italia lo stipendio medio si aggira sui 1200 euro al mese. 
- 1200 euro?  - ha risposto incredulo, strabuzzando gli occhi.
- Eh certo, pensavo che lo sapessi, in alcuni casi anche meno. Non so oggi, ma fino a pochi anni fa gli stipendi dei giovanissimi si aggiravano su quella cifra se non meno. Sono pochi i ragazzi che guadagnano sui 1500-2000 euro soprattutto appena trovano lavoro.  E con quegli stipendi la vita non è poi così economica quanto può sembrare a un americano.
- Si ma come si fa a vivere con 1200 al mese? Ma anche i professori? E gli impiegati?
Non riusciva proprio a crederci. Ma allora come fanno tutti quei giovani che vedo sempre ai bar, in pizzeria, sempre in giro per strada, in vacanza al mare. Dicono che c'è la crisi e mi aspetterei di vedere depressione o infelicità nei loro volti e invece sono sempre tutti felici, tutti in giro che fanno tante attività,  fanno sport, vanno in vacanza. Senza problemi. E come fanno? Dove li prendono i soldi? Ad esempio un mio nipote che dice sempre che non c'è lavoro quest'anno se ne va in vacanza in Grecia. Ma come fa?
 In effetti questa è una domanda e un mistero che attanaglia molti italo-americani.
 - Non saprei - ho risposto - se proprio non lavorano da tempo, saranno soldi dei genitori. Oppure lavorano saltuariamente e stringono la cita per un anno e riescono a mettere da parte i soldi. Non dimenticare che molti ragazzi vivono con i genitori e non pagano vitto e alloggio e quindi possono mettere da parte con più facilità.
- Sarà, - ha risposto dubbioso - forse è  proprio così.  Però vedi, in Italia - ha aggiunto - in Italia non si trova lavoro e se lo trovi ti pagano poco però la gente è felice, soprattutto i ragazzi. Non si fanno mancare niente e vivono la vita. A cosa serve questa nostra corsa  americana a guadagnare sempre di più, a lavorare come pazzi fino alla sera e a volte anche il weekend, e a fare tanti soldi e ad avere solo pochi giorni di vacanza all'anno? La qualità della vita non è data dal lavoro o dai soldi. Che dici?
Sarà - ho risposto dubbioso, facendogli eco -  forse è  proprio così. 

2 commenti:

  1. E' sempre la solita questione. Ci sono pro e contro del vivere in tutti e due i paesi. Sta a te decidere quali sacrifici preferisci fare, o riesci a fare piu' facilmente.

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    1. Ciao Eleonora, hai ragione, ogni Paese ha pro e contro e meno male! Altrimenti sarebbe una noia. Mi piace notare le piccole differenze tra culture ad esempio questo aspetto per cui molti stranieri considerano l'Italia un paradiso. Lo sappiamo tutti che è il Paese più bello al mondo ma sappiamo anche che per quanto riguarda il lavoro la situazione è davvero difficile soprattutto per i più giovani. Magari le cose sono cambiate negli ultimi 3 anni, ma ho forti dubbi. Insomma quando Americani e Italo-Americani mi parlano della meravigliosa vita italiana e di come sia quasi da pazzi lasciare l'Italia per venire a vivere in America io gli dò anche parzialmente ragione ma poi gli faccio notare qualcosa che nessuno gli fa notare quando sono in vacanza li': la difficoltà di trovare lavoro, la necessità di cercare per mesi o anni e gli stipendi medi. Quando parlo di 1200 al mese o anche meno molti non mi credono! Fanno sguardi allucinati, nessuno glielo aveva mai detto. E quando riesco a convincerli che è così e che non si riesce a vivere bene con stipendi così bassi e contratti a progetto e simili mi rispondono con il loro ottimismo, del tipo: bisogna accettare qualsiasi lavoro. Anche in un McDonalds, se sei bravo ti notano, ti promuovono, è un inizio. Si ok, forse è vero e anche io agli inizi ho accettato tranquillamente di lavorare come cassiere in un supermercato e fare le pulizie etc ma a parte che lavorare al McDonald's lo consigliano a te italiano 30 enne e 40 enne ma non lo consiglierebbero ai figli, neanche part time, neanche a 16-18 anni, hanno questa idea che in Italia ci sia il merito e che un lavoro poco pagato sia solo un inizio, poche settimane e poi troverai un lavoro che ti consentirà di vivere molto bene. Io direi: non scherziamo.

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