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venerdì 19 agosto 2016

Attenti al cane!

Oggi un collega a pranzo ci raccontava che giorni fail cagnolino di sua madre si è rotto il lineamento crociato e lo hanno dovuto portare dal veterinario. Dovete sapere che, anche se a noi italiani può far sorridere, negli Stati Uniti anche gli animali vengono assicurati. La sanità costa anche per le cure dei nostri amici a quattro zampe e quindi meglio assicurarli per evitare spese astronomiche in caso di un'operazione, anche se...
Il veterinario ha consigliato di operare il cagnolino. Costo dell'operazione: $ 4,000.  L'assicurazione ha coperto solo una parte, come sempre, non so in base a quale cavillo, comma o sottocomma. Ma dopo il danno la beffa perché dopo un paio di giorni il cagnolino, che ha nove anni e quindi vecchietto, e con una zampa gia indebolita e dolorante, si è rotto anche l'altro crociato. Altra operazione e altri $ 4,000. L'assicurazione però non ha coperto per la seconda operazione, neanche un centesimo perché a quanto pare quando un cagnolino si rompe un lineamento crociato, se succede un'altra volta nel giro di un anno, l'assicurazione non paga. Deve insomma rimettersi in forma e dopo un anno se accade di nuovo l'assicurazione interviene coprendo parte dell'operazione.
Una mia collega, americana, per rincuorare il collega gli ha detto: e per fortuna che hai iniziato ad assicurarlo tempo fa e hanno coperto parte della prima operazione perché vista la sua età se avessi provato ad assicurarlo a nove anni non avrebbero neanche accettato.
Ora io mi chiedo e chiedo a voi lettori: se capitasse una cosa del genere in Italia, quanto costerebbe l'operazione? Secondo me con i costi all'americana nessuno avrebbe un cane. Quattromila dollari? E chi ce li ha sul momento per un'emergenza? Pochi.
A me sembra che qui anche la salute degli animali sia un business lucroso. Non ho mai sentito di così tante operazioni a gatti e cani da quando sono qui. Non è che forse  forse i veterinari americani sono bravi a convincere i padroni che un'operazione è sempre la soluzione ideale? Oppure siamo noi in Italia che molto spesso lasciamo soffrire i nostri amici e decidiamo di non ricorrere a nessuna operazione? Non è possibile che in Italia nessuno dei miei amici abbia mai fatto operare un cane, forse un caso su cento, mentre qui prima o poi quasi tutti devono ricorrere a questo estremo rimedio. Ad ogni modo, anche queste sono differenze culturali, forse è un altro business, forse è un modo diverso di amare gli animali. In attesa di risposte credo che sia meglio  dare un consiglio, scherzoso, agli amici Americani: Spostate il cartello, rivolto all'interno. "Attenti al cane!"...con i prezzi che corrono...

4 commenti:

  1. Io(per fortuna, faccio le corna) non ho mai affrontato una situazione de genere, pur avendo 6 gatti e 2 cani, ma tra sterilizzazioni, vaccini e altro si spende e molto per loro; non credo che gli italiani continuerebbero a tenere animali in casa a questi prezzi.. Io dal mio canto, per quel che posso, cerco di dar loro tutto.

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  2. Gli americani cercano sempre le misure più drastiche per rimediare. Al primo starnuto vanno dal dottore a farsi gli prescrivere gli antibiotici.
    Sono fatti così. Mi sembra che i tuoi posts diventino ogni volta più critici, sbaglio?

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    1. Ma no, è capitato che ultimamente mi stia concentrando soprattutto su quelle poche cose che non mi piacciono degli Usa. Tra queste il sistema sanitario e le assicurazioni mediche (per uomini ed animali), i costi esorbitanti per studiare all'università, i pochi giorni di vacanza concessi al lavoratore medio e alcune altre cose. Per il resto continuo ad amare questo Paese con tutti i suoi pregi, difetti e contraddizioni.

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  3. In Italia i veterinari costano molto meno. Qui in USA sono dei ladri, scusa la parola, ma non esiste altro termine. Ci sono dei motivi ben precisi dei costi cosi' alti, ma lla fine si riduce tutto al solito discorso come per il sistema sanitario per gli umani. Qui e' solo e semplicemente un business e come dicono molti " a dirty business". Secondo alcune statistiche la spesa sanitaria americana contribisce a circa il 17,5% del GDP. Questo ti dice tutto... ci mangiano in troppi!

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