Voi dove eravate, cosa stavate facendo, cosa ricordate? Vi racconto brevemente come fu la mia giornata.
In quel periodo studiavo all'università e condividevo casa con altri studenti.
Avevamo finito di mangiare ed ognuno era nella propria camera, chi a riposare, chi al pc, chi alla scrivania a studiare. Ricevetti la telefonata di un amico che mi chiese se stessi vedendo cosa stava accadendo a New York. Risposi di no e mi disse di andare subito ad accendere la tv perché due aerei si erano schiantati sulle Twin Towers ed era chiaro da pochi minuti che si trattava di un attacco terroristico. Chiamai subito gli altri coinquilini e restammo pietrificati davanti alla TV. Non riuscivamo a credere a ciò che vedevamo. Poi due di loro pronunciarono queste frasi:
Stasera compro una bottiglia di champagne per la prima volta, non mi interessa il prezzo. Bisogna festeggiare.
E l'altro, dopo la considerazione che sembrava di assistere a un film hollywoodiano:
Beh hanno voluto imporre Hollywood al mondo? E ora si riprendano Hollywood.
Tutto questo mentre migliaia di innocenti morivano sotto il peso delle torri che collassavano.
I giorni successivi avrei capito che la macabra gioia dei coinquilini non era isolata. La mia era un'università purtroppo politicizzata, come tante in Italia, di estrema sinistra, e chi più chi meno, studenti e professori, sosteneva che Si però gli Stati Uniti se la sono cercata. Un pochino mi dispiace anche per i morti però sono quasi contento. Si dai devo ammetterlo, sono contento.
Non fu un bel periodo per me che amavo già gli Stati Uniti per essere venuto spesso qui in vacanza. Tra l'altro qui vivevano anche molti parenti e amici di famiglia e ascoltare ovunque quei discorsi antiamericani non era certo piacevole. Proprio in quel periodo decisi che appena laureato sarei venuto qui per portare un piccolo contributo da turista e poi perché no per capire se fosse stato possibile vivere in questo Paese per qualche anno.
Quindici anni dopo sono ancora qui a due passi da New York con un buon lavoro e una vita serena in un Paese che mi ha totalmente accettato e concesso il permesso di residenza permanente.
Sono contento così e mi basta. Chi odia gli Usa continuerà a farlo e non merita troppe parole. Il loro antiamericanismo è fanatismo religioso. Inutile pensarci.
In questo September 11th, 2016 tutto sembra tornato alla normalità in un Paese ferito che ha fatto sicuramente tanti errori ma che sa anche ammetterli, non si piange addosso, e sa rialzarsi per continuare. La Freedom Tower ne è una prova, simbolica.
Cosa dire, amici? Come dicono qui: United we stand, divided we fall.
Vi saluto con queste quattro foto che ho scattato al World Trade Center poche settimane fa.
Never Forget.









