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sabato 8 aprile 2017

Brevi dialoghi con Americani: lavoro e università

Qualche giorno fa si chiacchierava in ufficio. Io, un altro collega italiano e una collega americana, la più giovane della compagnia, che ha 25 anni, si è laureata a 21 anni, e lavora da noi da 3 anni. E guadagna già tantissimo. Normale, siamo in America.


Collega italiano alla collega americana: Sai io alla tua eta' io ancora non lavoravo.

Collega americana: Come mai?
Collega italiano: Eh in Italia ai miei tempi, circa 30 anni fa, non si trovava facilmente lavoro. E so che la situazione non è cambiata.
Al che mi introduco nella discussione e aggiungo: Anche io, in realta' ho iniziato a lavorare solo a 27 anni dopo la laurea. In America.
Collega americana (stupita): Ti sei laureato a 27 anni?
Io: Eh si, in Italia ci si laurea tardi e poiche' è difficile trovare lavoro molti si concentrano sugli studi e iniziano a cercare attivamente lavoro solo dopo la laurea, almeno ai miei tempi, circa 10 anni fa, al sud Italia. Poi l'università è organizzata male e ci consente di impigrirci. E io mi sono impigrito. Molti dei miei amici si sono laureati a 27-28 anni ma qualcuno anche a 30-32 e conosco persone che a 35 anni devono ancora terminare gli studi per laurearsi in medicina o ingegneria.

La collega americana mi guardava con gli occhi sgranati, non riusciva a crederci. 
Le ho spiegato che in Italia il sistema universitario italiano, almeno una decina di anni fa, era molto diverso da quello americano. Le ho spiegato che solitamente il professore spiega per mesi e lo studente può solo prendere appunti, non si costruisce il voto giorno dopo giorno, come in America e solo dopo il corso puo' dare l'esame e se non si sente preparato può decidere di andare a tentare all'appello successivo, dopo alcuni mesi e in questo modo, rimandando più volte, si arriva facilmente ad uno o più anni fuori corso. 


Collega americana: Ma si continuano a pagare le tasse?
Io: Eh si.
Collega americana: E questo non è un modo per incentivare tutti a finire nei tempi invece di impigrirsi e rimandare gli esami?
Giustamente, da pragmatica americana il suo ragionamento è corretto.
Io: Si però non è cosi facile, soprattutto quando molti esami sono orali.
Collega americana: Orali? Odio gli esami orali. Posso capire l'orale di  Public Speaking, anche io lo ho fatto e lo ho odiato, ma per gli altri esami?
Io: Si in Italia quasi tutti gli esami prevedono una parte orali e considera che il professore può farti due domande e bocciarti perché magari si è svegliato storto quella mattina. Dei professori sono famosi per la loro malvagità e fanno ripetere l'esame più volte.
Collega americana: Non ci credo. Non riesco a capire come fa andare avanti l'Italia con questi sistemi. Ma se vieni bocciato non devi seguire il corso da capo?
Io: Di solito i prof ti danno un arco di tempo in cui puoi tentare l'esame più volte. Ricordo che per uno dei miei corsi la professoressa disse che lo "conservava" per due anni, dopodiché bisognava seguire un nuovo corso, con argomenti differenti.
Collega americana: wow, due anni! In due anni qui sei a metà della laurea.

E la conversazione è finita qui perché eravamo in pausa pranzo e dovevamo tornare a lavorare. Ma mi è piaciuto il suo candore e mi piacciono questi dialoghi in cui si capisce molto della differenza tra culture.
Una cosa è ormai chiara nella mia mente. In Usa i giovani si laureano a 21 anni e iniziano a lavorare dopo pochi mesi. In Italia, per colpa nostra e del sistema, ci laureiamo a 25-30 anni e abbiamo gia' perso molti anni rispetto agli americani. Loro a 22 anni già lavorano e iniziano a crearsi una vita indipendente e si tolgono anche qualche sfizio. Noi questo lo faremo con 5-10 anni di ritardo, sui 30 anni. Non sono più intelligenti di noi, sono solo organizzati meglio e infatti quando gli Italiani si trovano in un contesto americano, risultano spesso tra i più brillanti di tutti. Un semplice esempio: i ricercatori italiani sempre in prima linea quando si tratta di scoperte nei laboratori americani. 
Ci vantiamo sempre di avere furbizia e intelligenza ma non sono più "furbi" gli Americani con i loro sistemi più organizzati? Coltivano l'intelligenza e la fanno fiorire al più presto. Noi blocchiamo l'intelligenza e facciamo di tutto per spegnere i cervelli dei giovani italiani. 

4 commenti:

  1. Finalmente mi sono deciso a pubblicare il mio primo commento anche se ti seguo da parecchio. Faccio parte della maggioranza silenziosa, ti avevo beccato qualche giorno fa su youtube e te lo avevo promesso.
    Comunque questa ragazza mi sembra sia risultata molto più intelligente e curiosa rispetto alla signora di cui parlavi qualche post fa che aveva avuto a che fare con la giuria popolare.
    Come diceva la youtuber tia taylor secondo me in italia si è costretti a studiare troppa teoria a memoria

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  2. Dalla mia esperienza ( due figli alla High School PUBBLICA americana per un anno ognuno) il livello scolastico americano è molto basso rispetto alla scuola italiana, niente studio mnemonico,niente esposizioni orali,niente fatica,niente sangue e stridor di denti dovuto al classico professore di latino o matematica che ti fa sputare sangue,tutti molto propositivi ,inclusivi ed entusiasti di tutti.
    PERÒ...però lo sputare sangue a scuola , studiare molto di più e più a lungo in Italia ( ripetere gli esami all' università fino a che non li passi, senza sconti,forse alla fine impari Analisi o Fisica o Chimica volente o nolente) ha come risultato che i laureati italiani sono molto più brillanti dei loro colleghi americani,come tu giustamente sottolinei.
    Certo che High School e College lasciano più tempo libero in America, semplicemente si studia, si tribola e si fatica di meno; ma tutto questo faticare lascia ben più di qualcosa
    Conosco comunque studenti universitari che lavorano in pizzeria o in un bar anche qui in Italia
    Dalla mia esperienza e da confronti avuti con altri studenti europei all'estero anche loro la scuola italiana non ha paragoni nemmeno con altre scuole europee,solo forse gli studenti spagnoli erano allo stesso livello di programmi educativi dei miei figli
    Scusa il pippone, non voglio sembrare presuntuosa ma voglio difendere strenuamente la tanto vituperata Scuola Italiana,ho imparato che ( per essere scuola PUBBLICA) é di altissimo livello

    Ciao

    Betty

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    Risposte
    1. Hai ragione, io mi sono laureato in Italia e poi in Usa, ok laurea biennale al community college ma credimi alcuni corsi qui in Usa mi sembravano ridicoli. C'era un corso in cui ti insegnavano come studiare, come gestire il tempo etc. come fossimo dei bambini. Poi per i corsi di algebra sembravo un genio rispetto agli altri, perche' la avevo studiato allo scientifico in Italia. La scuola italiana, superiori e universita', prepara molto bene anche se da' una preparazione forse troppo vasta e non specifica. In Usa si specializzano di piu' senza troppa teoria e robe astratte ma in generale anche i laureati di prestigiose universita' americane che ho conosciuto non mi sono sembrati dei geni rispetto a dei normali laureati italiani. Pero'...in Italia formiamo ragazzi intelligenti e poi se li accaparrano gli Americani con offerte di lavoro e stipendi 5-6 e anche 10 volte piu' alti di quelli italiani. Praticamente creiamo intelligenza per altri Paesi.

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