Segui il blog tramite email

lunedì 26 gennaio 2015

La vita serena di molti giovani americani

Piu' vivo negli Stati Uniti e piu' mi rendo conto di come la vita dei giovani americani sia piuttosto diversa da quella dei giovani italiani.
Ne ho gia' accennato in qualche post tempo fa.
Alcuni esempi: 

La figlia della signora che viaggia con me ha circa 25 anni. Studia all'universita' ed e' prossima alla laurea. Ha perso un paio di anni per stare accanto al padre malato, altrimenti a 23 anni si sarebbe gia' laureata (come tutti qui perche' pratiamente non esiste il fuori corso). L'high school, infatti, dura 4 anni quindi da 18 anni a 22 anni si va al college e normalmente a 23 si e' gia' laureati.
Questa ragazza studia e lavora come baby sitter. E' vero che questa e' una zona di ricchi, comunque e' stata assunta da questa famiglia che le da' uno stipendio fisso mensile di ben $ 3500 al mese! Deve essere sempre disponibile quando hanno bisogno, a volte deve dormire con i bambini ma alla fine va da loro non piu' di tre giorni (o notti) a settimana. Hanno concordato che non la chiamano quando ha i corsi o gli esami.

Il fratello di questa ragazza ha studiato culinary arts in una buona universita'. Appassionato di cibo, ha fatto qualche anno di gavetta in vari ristoranti fin quando, tramite vecchie conoscenze del periodo universitario, ha conosciuto un gruppo di investitori, ragazzi sulla trentina, che hanno da poco aperto cinque ristoranti e gli hanno proposto di fare da manager-coordinatore. Ha 26 anni. Stipendio: 130 mila dollari.

Hanno assunto una ragazza nuova da me. Laureata a 22 anni. Durante il periodo di studi ha lavorato in pizzeria, fast food, negozio di abbigliamento. Dopo la laurea ha lavorato in un ufficio vicino New York e ora e' da noi. Da quanto ho capito il suo stipendio e' tra i 60 e i 70 mila l'anno. Ripeto, 23 anni, con pochissima esperienza alle spalle, a un anno dalla laurea. 
Pochi giorni fa ho conosciuto una sua amica che lavora in ospedale come assistente di un dottore che si occupa  di bambini. Lavora 3 giorni a settimana e fa il turno di notte. Anche lei sui 23 anni e laureata da un anno.  Stipendio...80 mila l'anno. E' vero che per pagarsi il College (l'universita' qui la chiamano cosi, University suona strano) ha dovuto chiedere un loan, ovvero un prestito alla banca ma sembra non avere problemi. In qualche anno di lavoro, dice, riuscira' a saldare i debiti.

Quando parli con questi ragazzi ti rendi conto che sono molto simili: preparati nei loro campi grazie al College che e' focalizzato al mondo del lavoro, con una cultura generale non molto vasta, per usare un eufemismo, con molti lavori alle spalle, molto entusiasmo e voglia di lavorare.
Sono ragazzi normali, certamente non piu' in gamba di milioni ragazzi italiani che pero' vivono il dramma della disoccupazione o la condizione dei lavori precari pagati quattro euro.
Loro invece sono sereni, a 25-30 anni hanno qualche anno di esperienza alle spalle, un buono stipendio, una carriera avviata. Alcuni chiedono gia' il mutuo per acquistare una casa. E naturalmente questa marea di giovani che guadagnano bene gia' cosi' presto fanno una cosa molto semplice: fanno girare l'economia.

Ok e' vero, per tanti ragazzi con un buono stipendio ce ne sono tanti altri sfruttati con il minimum wage, la paga minima,... pero' anche questo minimum wage per lavori meno qualificati come ad esempio il cassiere di supermercato (spesso i ragazzini o i neo emigrati come me anni fa), si puo' aggirare sui 1000 euro italiani. Non proprio male come minimum wage se un ragazzino di 16 anni in USA prende quanto molti professionisti laureati in Italia.  Ma tornando al mio punto, e' assodato: il giovane "medio" ameriano vive un'esistenza serena e puo' programmare un futuro senza problemi.  Spero che arrivi presto il giorno in cui questo sara' possibile anche in Italia.


3 commenti:

  1. Dagli esempi che riporti direi che l'America è ancora fortunatamente una Land of Opportunity!!!!

    RispondiElimina
  2. La cosa che sorprende di più non è quello che descrivi. E' la situazione opposta in cui viviamo in Italia. Una vita a lottare contro i mulini a vento, a muoversi nelle sabbie mobili.
    Le difficoltà nella scuola sono moltiplicate dalla scarsa qualità dell'insegnamento, che a sua volta non serve a un fico secco per il lavoro.
    Sul lavoro manca del tutto la meritocrazia ed è facile essere continuamente scavalcati dall'amico o dal figlio di "qualcuno".
    Nella vita di tutti i giorni si deve continuamente lottare contro la burocrazia creata ad arte per favorire i delinquenti, e tanto altro.
    Una vita complicata, scelta e vissuta come condizione naturale da chi ce la impone ogni giorno. Chi può se ne va, sempre più persone, lasciando che a rimanere in Italia ci sia chi la vuole così com'è.

    RispondiElimina
  3. Io faccio il camionista e porto a casa circa 5000 dollari al mese ossia al cambio attuale circa 4400 euro. netti. sto a casa tutte le sere. certo lavorare nel petrolifero è duro . qui l'inverno si arriva anche a meno 16 gradi celsius e l'estate anche a più 48 gradi e lavoro 80 ore a settimana.
    ma il giorno di paga sono soddisfazioni.
    in due anni ho comprato casa e la macchina.
    e non ho una "education" ossia non sono laureato .
    con la laurea qui è normale prendere "six figures income" ossia stipendi (annuali) a sei cifre .
    si , è ancora la terra delle opportunità ma non per i fannulloni .
    God bless USA , God bless Texas !

    RispondiElimina