sabato 8 maggio 2021

Canale YouTube?


Ciao a tutti, con questo blog vi parlo di America in forma scritta ma recentemente sto pensando di darvi anche un quadro visivo e uditivo degli States e da qualche giorno ho iniziato a caricare dei video sul canale YouTube, che è sempre stato inattivo.

L'intenzione è di "mettermi in un angolino e far parlare l'America" ma poiché la mia è solo un'idea e un work in progress mi piacerebbe chiedervi un feedback, dei consigli. Cosa vorreste vedere e ascoltare?

Per la parte visiva potrei creare decine di photo album. Ho scattato migliaia di foto negli anni, devo solo organizzarle per temi e per luoghi. 

Alcune idee sono: l'atmosfera di Halloween, Thanksgiving, 4 Luglio e Natale. Connecticut, Maine, California, prigione di Alcatraz, cibi strani nei negozi, Ellis Island e Statua della libertà, grattacieli di New York, Mystic Seaport, Ground Zero prima e dopo la costruzione del 9/11 Memorial.

Per la parte auditiva, i suoni d'America direi Central Park, Piste di pattinaggio di New York in periodo natalizio, spettacoli dal vivo di wrestling, basket, baseball, monster trucks (quando sarà possibile), Times Square, Wall Street, negozi americani, tour in macchina delle case residenziali in Connecticut (alcune sono stupende, da film).

Altri consigli?

Ecco alcuni dei video giù pubblicati. Non siate severi con me, ho appena iniziato...sto imparando. Devo fare pratica con iMovie, le transizioni, le musiche, i thumbnails. Ma i vostri consigli sono sempre ben accetti e sono ciò faranno migliorare il canale. Comunque come dicono sul Tubo, se vi va, mettete like ai video, iscrivetevi e attivate la campanella!  

Ecco 4 Photo album con sottofondo musicale:







Ed ecco qualche video "American Sounds":






Spero vi piacciano! 

sabato 17 aprile 2021

La setta di Workology


Stati Uniti fa rima con meritocrazia. Hai un credit score sopra i 740? Meriti interessi più bassi sull'acquisto di un'auto o di una casa. Vai regolarmente in palestra? Meriti un assegno di $200 dollari da parte della tua assicurazione sanitaria. Hai fatto più acquisti del solito al CVS Pharmacy? Meriti una valanga di preziosissimi coupon.
Negli Stati Uniti la meritocrazia è palpabile e non è un caso se è proprio qui che dei ragazzini che smanettavano in garage sono stati in grado di creare aziende come Microsoft o Apple. Le opportunità vengono garantite a chi ha buone idee e la voglia di metterle in pratica, anche senza amicizie e conoscenze. I traguardi sono a portata di mano ma devi correre e in un luogo in cui tutti corrono, inizi a correre anche tu.
La meritocrazia qui è un essere di luce venerato all'altare. Donagli tempo sudore e lacrime e lui ti ripagherà. Ma se vuoi grandi soddisfazioni dovresti far parte di Workology, la setta americana fondata sul culto del lavoro.  Non mi stupirei se esistesse davvero. Direi che probabilmente ho incontrato molti suoi adepti passato, solo che non lo sapevo.

Quando arrivai negli Usa a 28 anni, mi ero da poco laureato in Italia, e i parenti italo americani mi fecero subito capire come la pensavano. Laureato a 28 anni e non ha mai lavorato in Italia? I nostri figli si sono laureati a 21 anni e hanno subito iniziato a lavorare. Questo gli girava in testa e non a caso arrivarono osservazioni come: 
- Voi italiani non avete voglia di lavorare. 
- Voi ragazzi italiani volete solo stare comodi a casa. 
- A voi ragazzi italiani una cosa sola vi piace fare, mangiare la lasagna della mamma a casa la domenica e anche tutti gli altri giorni della settimana. 
E figuriamoci quando gli dissi che avevo intenzione di frequentare un college per due anni perché era l'unico modo per rimanere in America. Vade retro creatura infernale italiana, il male assoluto. 
Osservazione in apparenza generiche ma in sostanza rivolte a me.
E a poco servì studiare e allo stesso tempo dare lezioni private di italiano e chitarra, lezioni a Fausto, il lavoro part time al college e il lavoro come cassiere da CVS. Quelli non sono lavori! E che appena arrivato cercai subito di darmi da fare ero solo un debosciato italiano che voleva studiare fino a 30 anni. All'epoca non lo sapevo ma avrei dovuto capire che erano adepti di Workology. Parlando con me in gruppo dicevano spesso Se io sarei in te...e si grattavano il mento. Era quella un'espressione per riconoscersi! Faceva capire agli adepti che non avevano studiato ma avevano versato tante gocce sull'altare del merito. E pazienza se in realtà il merito non era stato generoso con loro perché aveva preteso da loro anni di duro lavoro, ma li aveva ripagati rendendoli resi duri, acidi e pessimisti e li aveva condotti spesso da terapisti e psicologi. 

Qualche anno dopo venni invitato a un barbecue da una coppia italo-americana di origini italiane e conobbi il figlio, nato e cresciuto in America, che chiacchierava con la zia italiana, venuta in America per qualche settimana in vacanza.
- Mike ma quando vieni in Italia? L'ultima volta eri appena un bambino.
- No zia cosa vengo a fare in Italia?
- Come cosa vengo a fare? Ti rilassi, stai un pò coi tuoi cugini, andate al mare.  
- No zia, devo stare qui a lavorare. I soldi, li devi fare quando sei giovane.
- Dovresti staccare la spina, almeno per due o tre settimane.
- Tre settimane? Ma è tantissimo! No zia, vedi papà? Ha lavorato una vita e ora è in pensione e si gode i frutti del suo lavoro. I soldi li devi fare quando sei giovane. 
Anche Mike, quindi, era un adepto di Workology! 
A Mike auguro il meglio e non so ad oggi quali traguardi abbia raggiunto. Magari il merito con lui è stato benigno anche se credo che viaggi non ne abbia fatti molti. Magari un weekend a Disneyworld, un classico delle famiglia, ma non credo molto altro. I soldi si fanno quando sei giovane, i viaggi si fanno quando vai in pensione. Magari pieno di acciacchi, ma i soldi si fanno quando sei giovane. In pensione avrai tempo per conoscere il mondo.
Workology vuole così: molto lavoro e poche vacanze. 

A tale proposito ricordo che alcuni miei ex colleghi americani, ogni anno prendevano meno dei 10 giorni concessi per andare in vacanza. 
Ne prendevano massimo 5 e quelli non presi se li facevano pagare dall'azienda (che concedeva quell'opzione ma che poi eliminò perché iniziava a costargli. Non vuoi prenderne 10? Peggio per te, li perdi). Era come se si vergognassero a prenderli tutti e comunque non sapevano come trascorrere quel tempo. Nessuno di loro aveva mai fatto una lunga vacanza e qualcuno addirittura non era mai uscito dallo Stato in cui aveva vissuto. Qualche soldo extra facevano comodo, perché sprecarli con degli inutili giorni di vacanza? Probabilmente io che li prendevo tutti sarò stato visto come un adepto di Lazyology. E quando dicevo che 10 giorni erano pochi e che in Italia ne davano almeno il doppio, si saranno riuniti per farmi un maleficio. Ora mi spiego i mal di testa il Lunedì mattina! Maledetti Workology. 

A parte gli scherzi e la mia immaginazione, il merito è una caratteristica peculiare della cultura americana ma ha degli strani lati oscuri e genera a volte anche un velato razzismo contro chi ha meno fortuna o capacità. 

Recentemente mi ha colpito il concetto di skilled e unskilled worker. Parlando con degli Americani degli ispanici e il loro tipico lavoro di landscaper, non pochi mi hanno detto che Quello è lavoro unskilled e va bene pagare pochi dollari l'ora. Ok , dico, non è propriamente un lavoro di landscaper architect, ma se tagli l'erba del prato, costruisci staccionate o sposti masi pesanti, non è che fai proprio una passeggiata. Il sudore lo versi lo stesso. E chi decide cosa è skilled e cosa è unskilled? Quindi il lavoro fisico considerato unskilled, ho capito, e perché allora i lavori pesanti nel settore delle costruzioni vengono pagati tantissimo? Forse perché i lavoratori in quel caso sono protetti dal sindacato? Sono anche essi lavori "fisici" come i landscaper degli ispanici. Skilled e unskilled non si applica in quel caso? Parafrasando Orwell...alcuni lavori sono più lavori degli altri. 

Ma ancora di più mi spiazzato il concetto di meritocrazia applicato alle condizioni di salute. Cosa c'entra il merito con la salute?  Semplice, la setta ha ramificazioni anche in questo ambito.
Perché coi soldi delle mie tasse, dovrei pagare le spese mediche di chi non si cura, mangia male e non va in palestra? Questa frase la sento spesso in America. E non l'ho mai sentita in Italia. E' vero, tante persone conducono uno stile di vita non sano e le cure in America hanno costi astronomici ma come la mettiamo - chiedo - con malattie genetiche, tumori e incidenti stradali? Non tutto più essere ricondotto al merito.
Beh - ti rispondono - se hai un lavoro e una buona assicurazione non hai problemi. E se proprio non ce la fai, trovi un secondo lavoro, e ti paghi le spese.
Il merito sempre e comunque. Eventi sfortunati o tragedie non esistono. Tutto si supera se versi il sangue all'essere di luce nella chiesa di Workology.

Questa cultura del merito e del farcela sempre e solo con le tue forze non è un male, ha un che di romantico ed eroico e credo che abbia funzionato anche con me a volte con due piccole borse di studio college, agevolazioni sull'acquisto di una macchina e qualche aumento al lavoro. Sono piccoli traguardi che avrei raggiunto con più difficoltà in Italia ma la cultura del merito ha degli estremi che mi hanno lascito perplesso. 

Sapete di quella setta i cui adepti si suicidarono in massa nel '97 al passaggio della cometa Hal-Bop? Credevano che la cometa fosse un'astronave aliena che li avrebbe condotti a una vita migliore in un mondo idilliaco. Dove condurrà la setta Workology? A lavorare sempre più ore in attesa di una nuova astronave? E se gli adepti si fossero già suicidati, vivendo da zombie, senza saperlo?  Credo che chiunque entri in America venga inconsapevolmente battezzato dalla setta anche se poi non ne pratica tutti i dettami. E quando finalmente lo scopre può iniziare un processo di disintossicazione e speranza. 

lunedì 8 marzo 2021

Mentalità italiana


Chi si trasferisce dall'Italia in America segue normalmente tre fasi:

Fase 1: La vita americana è idilliaca e i paragoni con l'Italia sono impietosi.

Fase 2: La vita americana non è proprio idilliaca, ci sono tanti problemi e in alcuni aspetti l'Italia è migliore.

Fase 3: Usa e l'Italia hanno pregi e difetti. Meglio gli Usa ma anche vivere in Italia alla fine non è male.

Io sono alla terza fase anche se spesso mi concentro ancora più sui difetti che sui pregi americani. Oggi però vorrei ristabilire un equilibrio e parlare di alcuni aspetti che do per scontato che sono determinanti per la mia scelta di vivere in America. 

Parliamo di mentalità a confronto, tra Italia ed America.

Se state leggendo i miei post intitolati I miei primi anni in America, sapete che vorrei scrivere un romanzo semi-autobiografico. Da qualche settimana, quindi, sto leggendo dei manuali inglesi e italiani sulla scrittura creativa e sto seguendo YouTuber americani ed italiani che parlano di come si struttura un romanzo, le tecniche da utilizzare e gli errori evitare. 

Tra i "coach" italiani più esperti ce ne sono due che rispondono ai commenti degli iscritti con video-risposte interessanti.  Entrambi offrono dei video corsi gratis sul canale e corsi a pagamento in privato. Bene, uno dei due risponde ai messaggi degli iscritti al canale con frasi come "Questa è una domanda idiota", "Questo non c'entra un cazzo", "Collega il cervello, ce la puoi fare". L'altro, anche se ha lo stesso l'atteggiamento "Io so io e voi non siete un cazzo" è un pò più pacato in video ma se vuoi iscriverti a un suo corso privato ti manda un'email "di avviso" in cui ti dice che i suoi giudizi saranno spietati e se sei un tipo che si offende il corso non fa per te. 

Va bene, posso capire la severità e il rigore ma devono per forza usare l'atteggiamento dall'alto in basso con licenza di offendere? Mi sembra un modo di fare tipico di molti italiani per cui chiunque abbia un pò di potere o conoscenza si può arrogare il diritto di trattare gli altri con sufficienza.

Questo modo di fare in America è rarissimo. La gentilezza è ovunque, forse un pò di facciata ma è presente, e nessuno si sognerebbe mai di comportarsi in quel modo. Qui un insegnante che offende  viene licenziato.

Ho studiato all'università italiana e americana e posso fare un confronto tra i professori. Ricordo che in Italia i professori arrivavano ai corsi sempre con un quarto d'ora in ritardo, in alcuni casi anche mezz'ora. Il quarto d'ora accademico. Io so io e voi non siete un cazzo. In America i miei professori arrivavano sempre in anticipo, prima degli studenti, aprivano l'aula e preparavano le diapositive. A fine corso veniva distribuita una scheda valutativa per cui noi studenti "davamo i voti al professore" e quelle schede, compilate in forma anonima, avrebbero influito su una eventuali promozioni, aumenti o licenziamenti. 

La gentilezza tra le persone è l'aspetto che mi ha colpito di più degli Americani e non me l'aspettavo prima di trasferirmi. Ed è presente anche sul lavoro dove il capo parla con tutti sempre da pari a pari e non si sente un Dio in terra. Al Sud Italia, invece, ho conosciuto imprenditori che voi umani non potreste nemmeno immaginare. 

Ma l'acidità, la cafonaggine e la propensione a offendere l'ho ritrovata in questi giorni anche nella semplice lettura dei commenti a dei video su Facebook. Seguo il canale di Piero Armenti "Il mio viaggio a New York". A volte pubblica video in cui cucina o mangia in qualche ristorante o pizzeria di New York. Sono video, divertenti, interessanti, informativi. Ti aspetteresti commenti del tipo "Grazie per il video, mi ha fatto sorridere" o "Interessante questo locale, dove si trova?" Cos'altro vuoi commentare? 

E invece...

Chi gli dice che è grasso e fa schifo come mangia.

Chi gli dice che è sporco.

Chi dice: mi fai vomitare.

Chi gli dà lezioni di cucina con tono altezzoso.

Chi critica la sua ragazza dicendo che mangia da schifo come lui, è sporca, sembra un pò tontolona, non è una brava donna di casa, e sicuramente sta con lui solo per i soldi.

Interessante che se qualcuno fa notare che non possono offendere così, gratuitamente, quelli rispondono che non si tratta di offese ma solo di osservazioni.

Forse negli anni mi sono abituato a un mondo quasi privo di offese ma sono rimasto sorpreso dal numero di commenti pieni di odio, acidità, invidia. Va bene che gli haters ci sono sempre stati ma sembra che i ragazzi italiani stiano diventando sempre più pieni di odio, avvelenati e saccenti. 

Ecco, sono questi gli atteggiamenti che non mi mancano dell'Italia e mi rendono felice di vivere in America. Ci sono tanti altri problemi ma trovo che la mentalità qui sia più solare, ottimista, costruttiva. Le frustrazioni quando ci sono le rivolgono contro se stessi, non contro gli altri. E sento che le persone hanno pari importanza e dignità.

Perché in Italia non è così?

sabato 30 gennaio 2021

Panico a Wall Street: Davide contro Golia

L'America non smette di stupirmi. In questi giorni si è aperto un nuovo capitolo della storia di questo Paese, nello specifico nella storia di Wall Street dove si sta combattendo una lotta inaspettata tra Davide e Golia ovvero tra gli Hedge Fund e i ragazzi di Wall Street Bets.

Anche se non sono un esperto economista, cercherò di spiegare cosa sta avvenendo. Gli hedge fund sono grandi compagnie che investono, o forse dovrei dire scommettono, contro aziende in difficoltà e spesso riescono anche a condizionare i mercati fino a farle fallire. E poco conta se migliaia di persone perdono il lavoro, loro si riempiono le tasche e buona fortuna a tutti.

Per capire meglio uno dei loro metodi dovrei parlare dello short selling. Facciamo un esempio. L'azione di una azienda in difficoltà costa $100. L'hedge fund, che fiuta la preda come un avvoltoio, chiede una azione in prestito con la garanzia di ridarla indietro dopo un periodo di tempo e con un piccolo interesse. Bene, l'hedge fund vende subito l'azione e incassa i $100. Dopo qualche settimana, come ha previsto, l'azione inizia a crollare e scende a $90, $80, $70 e poi si stabilizza a $50. L'hedge fund la ricompra a $50 e va a darla indietro al prestatore con l'aggiunta di $1 di interesse. Quindi tramite il giochino ha incassato $100, ha speso $51 e ha intascato $49. Ma se l'azione va su? Se l'azione va su, l'hedge fund deve comprarla a prezzo più alto e perde soldi ma spesso gli hedge fund riescono a condizionare il mercato mettendo in cattiva luce le aziende che hanno più difficolta ad ottenere prestiti per la loro sopravvivenza. Quindi lo short ha quasi sempre successo.  

Ma veniamo a GameStop, catena di negozi di videogiochi che non se la sta passando bene per due motivi: per la pandemia che ha causato la chiusura temporanea di molti negozi e perché oggi più che mai i videogiochi vengono acquistati e scaricati direttamente online tramite websites della Nintendo, Playstation, Xbox, senza ricorrere all'intermediazione fisica di un negozio come GameStop.

Gli Hedge Fund appollaiati su un albero hanno sentito l'odore del sangue di una preda morente e hanno scommesso milioni sul fallimento di GameStop. Purtroppo per loro non potevano mai immaginare l'entrata in scena di uno sgangherato nemico, un gruppo su Reddit chiamato Wall Street Bets, una community di ragazzi giovanissimi che discutono di stocks e si scambiano meme divertenti, una pagina social come tante che però conta oltre due milioni di iscritti. Quando i Wall Street Bets hanno saputo che degli hedge fund avevano puntato GameStop, si sono organizzati e hanno deciso di acquistarne in massa le azioni. Wall Street non ha capito cosa stesse succedendo perché quelle azioni sono schizzate alle stelle di $19 alla stratosferica cifra di $300. Poi hanno capito che si trattava di questo gruppo sconosciuto di Reddit che, già che c'erano, hanno acquistato anche altre azioni puntate dagli hedge fund come AMC (catena di cinema) e Blackberry anche se il loro focus è rimasto GameStop.

Gli hedge fund pronti ad incassare i frutti del loro short selling sono prima impalliditi e poi sono andati in panico blaterando in TV di pratiche immorali e manipolazione del mercato...discorsi ridicoli perché era proprio quello che hanno sempre fatto, sembrava che parlassero si loro stessi. La realtà amara da digerire è che sono stati battuti allo stesso gioco e con le stesse regole. E un gruppo di ragazzini gli ha fatto perdere $70 miliardi di dollari. 

Giovedì però è arrivata una (sgradita) sorpresa. Alcune piattaforme di trading hanno bloccato l'acquisto di queste azioni consentendone solo la vendita. La decisione potrebbe essere vista come una protezione dei loro clienti perché l'azione potrebbe crollare all'improvviso, ma ha di fatto aiutato e dato respiro agli hedge fund perché se un seme non può dar frutti, tanto vale disfarsene e così si è scatenata la vendita e il valore di GameStop è sceso nel giro di pochi minuti. Molti eroici di Wall Street Bets però non ci sono cascati e le hanno tenute e quando la notizia della lotta in corso a Wall Street è arrivata anche oltreoceano i ragazzi di altri Paesi hanno dato una mano acquistandone altre e facendola stabilizzare al prezzo di $312 (alla chiusura di ieri a Wall Street).

Il prezzo è in realtà risalito anche perché ieri molte piattaforme hanno riconsentito l'acquisto ma con alcune restrizioni. In tutto questo ciò che risulta evidente, e che non mi aspettavo, è la protezione alla luce del sole che hanno mostrato verso questi hedge fund che quando sono loro sono loro a manipolare i mercati va tutto bene, ma quando è un gruppo di ragazzini allora si inizia a parlare con tono preoccupato di manipolazioni, regole e restrizioni. Ma chi di spada ferisce, di spada perisce....

Cosa succederà lunedì? Davide ha vinto la guerra o solo un'importante battaglia? 

domenica 8 novembre 2020

President Joe Biden

Gli Americani hanno scelto: è Joe Biden è il loro 46esimo Presidente.

Sono state le elezioni con la partecipazione più alta della storia con un'affluenza di oltre 150 milioni di elettori. Biden con circa 75 milioni di voti popolari diventa il Presidente più votato della storia, superando  Obama che di voti ne aveva presi 69 milioni ma, attenzione, dettaglio non da poco, anche Trump supera Obama con i suoi 71 milioni e diventa di fatto il secondo candidato alla Presidenza più votato di sempre. Ed ha aumentato di 4 milioni di voti rispetto al 2016! Quindi gli Americani si sono mobilitati in massa per dire la loro e questo è sempre un bene per la democrazia.  E' finita l'era di Trump ma quei 71 milioni di voti rivelano che Trump è finito ma non il "trumpismo", e le sue idee, che piacciano o meno, sono ben radicate in molti Americani. Il Paese è spaccato in due e non sarà facile per Biden riunire queste due Americhe.

In questi anni ho provato a guardare con obiettività l'operato di Trump. Mi sono da subito piaciute alcune sue idee in tema immigrazione anche se mi sono ricreduto subito sul modo in cui le ha portate avanti. L'economia è andata bene e la disoccupazione è scesa ai minimi. Tutto questo prima del Coronavirus. Trump ha tagliato le tasse alle grandi aziende e ho beneficiato anche io di un piccolo taglio delle tasse. Sul sistema sanitario ha fatto ben poco ma ha eliminato l'individual mandate ovvero una multa per chi decideva di non acquistare una assicurazione sanitaria. Obama aveva buone intenzioni ma alla fine con la sua riforma ha solo messo delle pezze a un sistema immorale e inumano che andava riformato da zero e ha forse involontariamente portato nuovi clienti alle assicurazioni. Quindi bene l'eliminazione di Trump dell'individuai mandate ma a parte questo ha lasciato le cose così come erano. In politica estera ho apprezzato il suo isolazionismo e il fatto che non abbia fatto guerre in giro per il mondo, quasi una novità per un Presidente degli Stati Uniti. Non ho mai amato il ruolo di Stati Uniti Poliziotto del mondo. Ricordo una chiacchierata con una mia collega americana che definiva con naturalezza gli Stati Uniti come Buon Samaritano e Poliziotto del mondo perché "Se non interveniamo noi nel mondo, chi lo fa?" Appunto meglio che non interveniate che a parte alcune eccezioni (l'aiuto per la liberazione dal nazi-fascismo) rischiano spesso di peggiorare le cose. 

Detto questo, i toni aggressivi di Trump li ho odiati dal primo momento. Con i suoi discorsi pieni di odio o disprezzo per chi non è dalla sua parte e per alcune minoranze ha profondamente diviso l'America. Solo per fare un esempio anche nei mesi più recenti in cui i vari Stati hanno cercato di fare il possibile per combattere la pandemia non ha esitato a dividerli in "buoni" e "cattivi", Stati rossi repubblicani virtuosi, Stati blu democratici incompetenti. Un vero Presidente non avrebbe fatto distinzioni e come ha ricordato più volte Biden "Non ci sono Stati rossi e Stati blu, ci sono solo gli Stati Uniti d'America". 

Biden per me non è un eroe e se non fosse stato per l'assist del virus, forse non avrebbe vinto le elezioni.  Bisogna capire quanti di quei 75 milioni sono da considerarsi pro Biden e quanti contro Trump però il volere degli Americani è chiaro, preferiscono Biden a Trump e probabilmente è il Presidente adatto in questo periodo all'America, in primis per abbassare la temperatura, riunire gli Americani e portare un pò di serenità dopo quattro anni di quasi guerra civile.

Tutti i miei sforzi per mantenere un atteggiamento critico e distaccato su Trump si sono però vanificati in questi giorni recenti quando ha dimostrato di non volere accettare la sconfitta come un adulto maturo e comportandosi come un bambino viziato che piange se le cose non vanno come dice lui.

I suoi tweet e il suo discorso quando era chiaro che aveva perso sono stati imbarazzanti. Come si fa a dire di aver vinto quando i dati dicono l'opposto? In quale realtà parallela sta vivendo? E ha iniziato a tirare fuori una serie di falsità, bugie, accuse prive di fondamento, con un tale candore da far pensare che abbia seri problemi psicologici. Si è confermato sempre più il Re dei complottisti, e voi sapete quanto li odi (vedete il mio post su QAnon di qualche settimana fa). In ogni elezione ci possono essere delle piccole irregolarità ma davvero crede che ci sono stati milioni di voti truccati e e quindi migliaia di persone di vari Stati, tra cui anche Stati repubblicani, si sono prestati al più grande complotto della storia? 

Non so se ci crede anche lui ma forse il suo è solo un modo per instillare il dubbio tra i suoi seguaci e noto che ci sta riuscendo. Parlando con sostenitori di Trump, leggendo commenti su molti video di YouTube c'è una marea di gente in Usa e in Italia che credono a questa teoria cospirazionista, ne sono convinti, sono infuriato perchè i media venduti avrebbero dichiarato la vittoria di Biden senza averne le prove. Brogli, elezioni truccate, deep state e complotto sempre nei loro discorsi e nei loro commenti. Per favore portatemi su un'isola deserta, dove non ci sia internet.

Saranno anni difficili e spero che Biden riuscirà a portare il sereno. I suoi detrattori dicono spesso che è un vecchio con demenza senile. Anche questa è disinformazione, in realtà stavo per crederci anche io, ma poi informandomi ho capito che si tratta solo di un problema di balbuzie che si porta dietro da quando era ragazzino. Lo ha ormai superato ma a volte, quando è sotto stress, balbetta qualche parole, ma ragiona bene, non ha l'Alzheimer. Se volete saperne di più sulla storia di Biden vi consiglio questo podcast di Francesco Costa. E visto che ci siamo, vi linko anche il podcast che Costa ha dedicato alla neo Vice President, Kamala Harris.

Entriamo in una nuova era degli Stati Uniti. Saranno anni interessanti in cui bisogna tornare uniti perché  United we stand, divided we fall.

sabato 31 ottobre 2020

Per chi voteranno gli Italo-Americani?

Martedì è il grande giorno delle elezioni americane e non ho assolutamente idea di chi vincerà. Tutti i sondaggi dicono Biden ma dicevano lo stesso di Hillary Clinton quattro anni fa. E' vero, la Clinton prese più voti di Trump ma il sistema elettorale è basato sui grandi elettori e quindi è inutile stravincere in uno Stato popoloso come la California se poi si perde in 10 stati anche solo di un voto. E' fondamentale vincere in alcuni Stati chiave anche solo di un voto perché chi vince prende tutti i Grandi Elettori di quello Stato. Se volete saperne di più sul sistema elettorale americano ho scritto un post a riguardo qualche tempo fa.

Mi sono chiesto in questi giorni: per chi voteranno gli Italo-Americani? Ne conosco moltissimi e devo dire che non sono un gruppo granitico e le loro idee politiche variano dal repubblicano più conservatore ai liberal più estremo. Le controversie degli ultimi mesi sulla rimozione delle statue di Cristoforo Colombo potrebbero però me spostare più di un voto. 

Quando arrivai negli Stati Uniti davo per scontato che Colombo fosse per tutti un eroe per aver (anche se casualmente) scoperto l'America. Un giorno però venni a sapere con mia sorpresa che non era proprio così. All'epoca andavo spesso a casa di una ragazza americana per comporre qualche canzone con la speranza di creare un gruppo musicale. Io alla chitarra, lei al canto. Parlando del Columbus Day, mi disse: ma tu lo sai che Colombo era un assassino e uno stupratore? Io non avevo mai sentito parlare in questi termini di Cristoforo Colombo e andai ad informarmi un pò su internet. Scoprii che in effetti c'è tutto un movimento revisionista contro Colombo che chiede di rimuoverne le statue e sostituire il Columbus Day con l'Indigenous Day. Il mio primo pensiero è stato: eh ti pareva se gli Americani condannano mai le loro di nefandezze. Una a caso: la schiavitù. No il capro espiatorio viene sempre dall'esterno. In questo caso...Colombo. Comunque pensai, e penso ancora, che Colombo nonostante tutto è comunque un simbolo per la comunità italo-americana. Ma poi ci sono le prove che abbia fatto davvero quello di cui lo accusano?

Ma veniamo ai giorni nostri. Poche settimane fa, come forse saprete, nelle convulse giornate di protesta dei Black Lives Matter in alcune città sono state abbattute o imbrattate le statue di Cristoforo Colombo, scatenando la rabbia e l'indignazione delle comunità italo-americane. In realtà sono state abbattute anche alcune statue di Washington e Jefferson.

E qui entra in scena Trump perché in una città, Philadelphia, gli Italo-Americani si sono mobilitati e sono scesi in piazza per difendere la statua di Colombo da entrali attacchi. Hanno circondato la statua armati di fucili, coltelli e mazze da baseball. Molti non erano armati ma facevano comunque numero. Quel giorno nessuno ha osato avvicinarsi. Certo il loro atteggiamento non è stato sempre educato e civile anche nei confronti dei giornalisti ma sono riusciti a portare a casa il risultato e a proteggere Colombo.


Trump ha colto la palla al balzo e nei suoi ultimi comizi ha ricordato l'episodio lodando più volte i valorosi Italo-Americani che hanno difeso un simbolo della loro cultura. Ci crede davvero o lo ha fatto per tornaconto politico? Entrambe le cose. Però probabilmente ha fatto piacere a molti Italo-Americani e penso che riuscirà a spostare alcuni voti da parte degli indecisi. Ma ne potremo riparlare tra qualche giorno. Ormai manca poco.  Intanto a NY si temono disordini, prima, durante e dopo le elezioni e alcuni negozi stanno installando i pannelli di legno a protezione delle vetrine. E la mia compagnia ci ha consigliato di lavorare da casa sia martedì che mercoledì. Poi si vedrà. Ci sentiamo tra qualche giorno con un nuovo...o un vecchio Presidente.


sabato 10 ottobre 2020

15 giorni in ospedale

No, tranquilli non ci sono stato io in ospedale. Ieri sono andato a fare una visita al mio ex padrone di casa e suo figlio. Vi ricordate il signor M. e suo figlio F.? I due italoamericani dai quali ho vissuto per molti anni? O meglio mi hanno affittato un appartamento con entrata separata creato all'interno della loro casa e a prezzo quasi di favore. Dopo tanti anni ho lasciato la loro casa ma sono rimasto in contatto con loro anche perché da quando li ho conosciuti quando ho avuto bisogno mi hanno sempre aiutato e trattato come uno di famiglia. Bene, dopo qualche mese dopo esser andato via, hanno venduto casa e si sono spostati in Florida. Poi dopo qualche mese hanno deciso di tornare in Connecticut e quindi hanno venduto la casa che avevano acquistato in Florida e ne hanno acquistata una nuova in Connecticut. 

Il signor M va per gli 80 anni e recentemente ha avuto qualche problema di salute ed è stato 15 giorni in ospedale in Florida. Ieri, chiacchierando del più e del meno a casa loro gli ho detto: Chissà quanto avrai pagato per due settimane in ospedale. E lui: Aspetta che ti faccio vedere il bill. Ha una pila di carte sul tavolo della cucina e trova subito lo statement, me lo porge, cerco subito incuriosito il totale e... rullo di tamburi...siete pronti? Mettetevi comodi, un respiro profondo...NOVANTASEIMILA DOLLARI. Poiché ha più di 65 anni rientra nel Medicare e, anche se non conosco bene i dettagli, non deve pagare quasi niente di tasca sua. In realtà mi dice che qualcosina ha dovuto pagare ma poca cosa perché l'assicurazione ha pagato 94mila e lui ha dovuto pagare solo 2mila. E aggiunge che avrebbero voluto trattenerlo ancora altri giorni, un pò come la gallina dalle uova d'oro, ma non sapendo se la sua assicurazione avrebbe pagato oltre i 200mila dollari è uscito appena si era ripreso. 

Ora io non so se di quei 94 mila pagati dalla sua assicurazione vengono poi totalmente rimborsati alla assicurazione da fondi governativi o roba simile ma la realtà è che qualcuno all'ospedale quei 94 mila li ha pagati! Comunque poi ho fatto il conto. 96mila diviso 15? SEIMILAQUATTROCENTO. $6,400 al giorno per stare in ospedale. Anche questa è l'America 



venerdì 9 ottobre 2020

Primo dibattito presidenziale: Trump vs Biden


Ciao a tutti, mancano poche settimane alle elezioni presidenziali e ho riguardato il primo dibattito tra Trump e Biden. Ce ne saranno altri due prima del 3 novembre.

Come tutti saprete è stato un dibattito che, almeno a me, ha ricordato lo stile dei politici italiani: interruzioni, offese, e poco rispetto reciproco. Ricordo ancora quando anni fa andai a vedere un dibattito tra due candidati alla House of Representatives in Connecticut e anche se non si trattava di un dibattito presidenziale fui sorpreso dal modo educato e civile in cui si affrontarono il candidato democratico e il candidato repubblicano. Chiari e concreti, riuscirono a far capire bene i loro punti di vista e le loro differenze a tratti stimandosi anche. Scrissi anche un post a riguardo che potete leggere qui. 

Per me che avevo lasciato l'Italia da pochi mesi fu una piacevole sorpresa. Quindi fuori Italia - pensai -   i politici si affrontano con educazione e rispetto! Nel giro di pochi anni però le cose sono cambiate anche in Usa e ne sono una dimostrazione i dibattiti del 2016 tra Trump e la Clinton e tra Trump e il primo dibattito del 2020 tra Biden e Trump...wait a second ma non è che il problema è Trump? Sicuramente ha contribuito a un inasprimento del clima politico e a polarizzare sempre più gli Americani. 

Ma voglio mettere da parte i toni del dibattito, non dissimile da una discussione al bar al quarto bicchiere di vino. In tutto questo marasma, cosa hanno detto i due candidati alla presidenza e sono trapelate le loro differenze? Direi di si.

Nell'invitarvi a vedere il video originale del dibattito, perché in Italia noto che arrivano sempre e solo le frasi più ad effetto per fare il titolo di giornale, queste le mie impressioni sui temi discussi.

Supreme Court and Healthcare: 

Si inizia con la corte suprema. Qualche giorno fa dopo la morte di Ruth Bader Ginsberg, dalle posizioni liberali, Trump ha scelto come nuovo giudice Amy Corey Burrett, cattolica e conservatrice. Biden critica Trump perché, dice, la scelta doveva esser fatta dal nuovo presidente e non ora in tutta fretta. Con la nomina di Burrett fondamentalmente l'equilibrio dei 9 giudici della corte suprema si sposta e passa  a 6 giudici conservatori contro 3 progressisti (prima l'equilibrio era 5 a 4). In realtà Trump non era tenuto ad aspettare il responso delle urne anche perché potrebbe perdere e quindi, risponde,  che il suo mandato dura 4 anni e in caso di morte di un giudice ha diritto a nominarne uno nuovo anche a fine mandato.A quanto mi pare di capire questa nomina è importante perché Trump vuole abolire l'Affordable Care Act, ovvero l'Obamacare, e la Burett da alcune sue dichiarazioni passate sembra essere d'accordo. Poiché la costituzionalità della riforma sanitaria di Obama potrebbe essere valutata dalla corte suprema, la nomina della Burrett potrebbe dare una mano alla politica di Trump.

E quindi Trump e Biden iniziano subito a dibattere sul sistema sanitario e per me si entra sunito nel regno dell'assurdo. Per un europeo non può essere diversamente.

I due parlano infatti delle assicurazioni e delle pre-existing conditions. La riforma di Obama ha sostanzialmente costretto le assicurazioni ad assicurare anche persone con pre-existing conditions ovvero problemi di salute più o meno gravi. Una persona con problemi di salute non è un "buon investimento" per le assicurazioni, perché se ha bisogno di cure queste sono costose in America e  quindi non conviene assicurarlo. Un buon investimento è una persona in salute. 

Ciò che mi colpisce è sempre la naturalezza in cui gli Americani parlano di questi argomenti, come fosse assolutamente normale parlare degli esseri umani come merci, investimenti sui quali conviene o non conviene rischiare. E mi colpisce il fatto che gli Americani, democratici o repubblicani non conta, si impuntino sulle assicurazioni quando è un problema secondario. Il problema sono i costi astronomici delle visite specialistiche, delle medicine, delle cure, delle operazioni, di tutto il sistema dai costi fuori controllo. Se negli anni ospedali privati, case farmaceutiche hanno fatto cartello e hanno aumentato i costi a livelli assurdi senza freni da parte del governo perché "È il libero mercato, this is America" non vedo cosa centrino le assicurazioni. In Paesi in cui i costi per curarsi sono accettabili non c'è neanche bisogno di ricorrere a una assicurazione. In un sistema umano le assicurazioni non dovrebbero neanche esistere. 

Comunque Trump a un certo punto accusa Biden di volere una "socialized medicine" come Sanders. La parola "socialized" è ormai un mantra dei repubblicani un'etichetta che nelle intenzioni dovrebbe evocare la Russia di Stalin o qualcosa del genere ma che sostanzialmente è un sistema sanitario che funziona, seppur con tanti problemi, in tutti i Paesi civilizzati del mondo. Socialized medicine insomma è il male di tutti i mali... come se far andare in povertà malati che non riescono a pagare le proprie cure in caso di malattie gravi fosse il bene assoluto.  Biden ci tiene a precisare che le sue idee sono ben diverse da quelle di Sanders.

Mentre ascolto dibattere i due penso che la riforma di Obama non abbia davvero cambiato molto nonostante le buone intenzioni. Ha solo regolato alcune storture. 

Qualcuno potrebbe dire: Si però se le assicurazioni non possono più rifiutarsi di assicurare persone con pre-existing conditions, guadagneranno meno perché dovranno sborsare più soldi per pagare le cure delle persone con problemi di salute. Teoricamente è così ma a loro basta aumentare il costo mensile della assicurazione a tutti, sani e meno sani, ed ecco recuperati i soldi. Lo fanno ogni anno. Ad esempio la mia compagnia quando ho iniziato a lavorare per loro pagava circa 700 dollari al mese (!) per la mia assicurazione. Ora a causa degli aumenti del premium nel giro di pochi anni ne paga quasi 1000 (!!!). Se il governo non può o non vuole controllare i costi delle case farmaceutiche, ospedali e assicurazioni il sistema non cambierà.  

La discussione diventa caotica. È chiaro che Trump voglia abolire l'Obamacare ma ha un suo piano sostitutivo? - gli chiede l'intervistatore. Pare di no anche se ha eliminato l'individual mandate (al quale probabilmente dedicherò un post specifico) e dice di voler abbassare il costo di alcune medicine ad esempio l'insulina e dice che consentirà l'acquisto di medicine fuori dagli Usa dove costano meno. Frase rivelatoria se ci pensate bene: non potendo far niente per impedire i costi astronomici delle compagnie farmaceutiche americane, l'unica soluzione è consentire l'acquisto delle medicine da altri Paesi in cui costano meno. Un'ammissione di colpa dei costi fuori controllo nel sistema americano. È il libero mercato...this is America. 

Covid-19: 

Sul virus il copione è sempre lo stesso. Biden dice che Trump ha sottovalutato il pericolo e ha aspettato troppo per prendere decisioni. Trump non accetta le critiche e dice di aver fatto un ottimo lavoro. In realtà inizialmente quando Trump chiuse le frontiere con la Cina, se ricordo bene, venne accusato di razzismo. Però è anche vero che ha minimizzato i pericoli del Covid e sta continuando a farlo. Però penso che sia quasi naturale almeno in una fase iniziale minimizzare i rischi come hanno fatto tanti Paesi. È nella natura umana dire: è successo altrove, non succederà da noi. Salvo poi correre ai ripari quando la previsione si rivela sbagliata. Comunque in questo caso la differenza è palese: Trump è per lasciare aperto tutto o quasi per proteggere l'economia. Biden è più propenso a chiudere. 

Economy

L'economia si sta riprendendo? E il tasso di disoccupazione? Unemployment rate? L'economia prima della pandemia sembrava andare oggettivamente bene e la disoccupazione era ai minimi. Certo bisogna anche considerare quali erano i tipi di lavoro e i salari di questa economia. Non dimenticherei che i salari di molte categorie sono quasi fermi da molti anni. Qualcuno potrebbe dire che forse Trump stava raccogliendo ciò che aveva seminato Obama? Difficile da dire però l'economia prima della pandemia andava bene. Criticare Trump per i posti di lavoro persi durante la pandemia, mi pare un pò ridicolo. 

L'intervistatore chiede a Trump se è vero che ha pagato solo $750 in Income Tax di Trump. La notizia è uscita sul NY Times qualche giorno fa e se fosse vera è davvero scandalosa. Un milionario come Trump che sostanzialmente ha dichiarato più perdite che guadagni e che ha pagato per anni meno tasse di milioni di americani della classe media? Dovrebbe far indignare tutti ma più che altro la riflessione che fanno in molti è che abbia semplicemente approfittato di un sistema che consentiva di farlo. Ma è possibile che i ricchi e potenti possano avere vita così facile con il fisco? Sembra davvero incredibile. Trump ovviamente nega ma finora non ha mai mostrato i suoi Income Tax Returns.

Si continua a parlare di tasse. Trump ha tagliato le tasse alle grandi corporations.  Biden se venisse eletto, dice, le porterà dal 21% al 28% e aumenterà le tasse agli individui che guadagnano oltre 400 mila dollari l'anno, sostanzialmente ai super ricchi (per me può considerarsi ricco già chi guadagna oltre i 150mila l'anno). 

Race issues:

Questo argomento non mi appassiona molto perché onestamente ci vedo molta retorica da entrambi gli schieramenti e non ho mai capito se gli African-Americans siano davvero compatti a favore dei democratici o sia una mezza leggenda metropolitana.  Quello che mi pare certo è l'esistenza del systemic racism per cui dall'abolizione della schiavitù in poi è rimasto sempre difficile per le persone di colore emanciparsi dalle condizioni precarietà. Le posizioni lavorative che portano un certo benessere passano quasi sempre da un buon college e non è facile per dei genitori di colore mandare i figli a un college da 60mila dollari l'anno. Molto più facile per genitori bianchi che di generazione in generazione hanno messo da parte una fortuna o che comunque hanno molta più facilità di accesso a lavori ben remunerati e prestiti bancari che possono agevolare l'entrata al college dei propri figli. Quando andai a Yale anni fa per vedere l'atmosfera il giorno prima degli inizi dei corsi, restai sorpreso nel constatare la totale assenza di studenti di colore. Solo bianchi e asiatici accompagnati ai campus da genitori in Porsche o 4x4 costose. E quindi è un'America a doppia velocità, i bianchi sempre e comunque ai posti di comando e i neri che arrancano. Devo dire però che quando si parla dell'uccisione di Floyd e di tutto ciò che ne è seguito non mi sono piaciuti molto i movimenti incoraggiati dall'estrema sinistra che chiedevano a gran voce e hanno spesso ottenuto il "defund the police.  Per alcune mele marce non si possono togliere fondi alla polizia e indebolirla.  Comunque Trump e Biden dibattono brevemente anche sulle proteste che hanno visto molte città devastate e la differenza è chiara.  Trump è più radicale con il suo Law and Order, Biden sembra più soft. Trump comunque non riesce a condannare i white suprematists mentre Biden sembra minimizzare la pericolosità di alcune frange del gruppo Antifa, anche loro non certo dei bravi ragazzi. 

Perché dovrebbero votare per lei?

A questa domanda come da copione Trump risponde che ha fatto più di tutti nel giro di pochi anni e tira fuori una bella dose di narcisismo. Biden risponde che con Trump siamo diventati più poveri e divisi. Poi all'improvviso qualche colpo basso di Trump che tira in ballo il figlio di Biden che avrebbe preso soldi dal sindaco di Mosca e che ha avuto problemi di droga in passato. Un attacco onestamente sterile e disgustoso. Tirare in ballo figli e familiari non è il massimo della correttezza. L'atmosfera si riscalda ma per fortuna si passa ad un altro argomento.

Climate change: 

Come sapete Trump è uscito fuori dagli accordi di Parigi. Ma non si capisce bene cosa pensa del climate change. Crede alla scienza e crede sia un problema reale?  Sembra dire si ok non nego il climate change però alla fine va tutto bene. Poi fa un discorso strano sui boschi che devono essere controllati meglio perché altrimenti da una sigaretta si può provocare un grandissimo incendio come spesso accade in California. E aggiunge che dobbiamo controllare meglio le foreste. Si ok va bene, ma il climate change? me lo risolvi tutto con il controllo dei boschi in California? Biden sembra aver capito meglio il problema, su questo sembra più concreto, vuol creare green jobs ed è a favore delle energie rinnovabili. E se vince vuole ritornare agli accordi di Parigi. 

Election integrity: 

La domanda dell'intervistatore è fondamentalmente se chi perderà accetterà il responso delle urne e legittimerà la vittoria dell'avversario. Biden dice di si ma Trump ha qualche dubbio. Se vince lui, bene, se perde teme che potrebbe essere a causa di frodi anche perché a causa del Covid-19 molti americani voteranno per posta e quindi il controllo sarà più difficile. 

Insomma un dibattito caotico in cui si sono sviluppati poco i temi importanti sul tavolo ma si sono comunque intraviste le differenze tra i candidati. Devo dire che è stato molto più piacevole e informativo il dibattito tra i vice Harris e Pence, una settimana dopo (ma non potevano essere loro i due candidati alla presidenza?) ai quali potrei dedicare un post. 

Per avere le idee più chiare non ci resta altro che attendere i prossimi due dibattiti presidenziali. 


martedì 6 ottobre 2020

Eddie Van Halen

Hai 18 anni e suoni la chitarra elettrica da pochi mesi. Ti sei da poco appassionato al rock e al metal e i tuoi idoli sono subito diventati quei chitarristi che suonano a livelli estremi: Joe Satriani, Steve Vai, Nuno Bettencourt, Yngwie Malmsteen, John Petrucci ma sopratutto Eddie Van Halen. Li chiamano chitarristi "virtuosi".

Compri tutti i cd dei Van Halen e resti sempre più incredulo quando ascolti gli assoli di Eddie. Ti metti a suonare ad ogni ora della giornata ma dopo qualche mese ancora non riesci ad emularlo. Troppo presto. Devi ancora sudare su quella chitarra. Compri corsi, metodi di chitarra rock, e studi su decine di tabulature, mandi indietro gli assoli sulle videocassette per capire come mettere meglio le mani per rendere al meglio la tecnica del tapping e dopo un pò inizi anche a migliorare ma ma sei ancora lontano dalla perfezione tecnica di quei mostri.

Ma come diavolo fanno a suonare così? Te lo chiedi spesso. D'altronde sembrano solo dei ragazzi un pò più grandi di te, con i loro giubbotti di pelle borchiati e i capelli lunghi ma con la stessa passione per la musica, i concerti dal vivo e la buona birra. Sembra che stiano sempre fuori a divertirsi, sono ragazzi normali come te, e non ti spieghi come abbiano fatto ad arrivare a quei livelli.

Leggi riviste musicali e tutte le interviste ai tuoi idoli e scopri il segreto: questi ragazzi se ne stanno in casa a suonare anche 10-12 ore al giorno. Decidi che farai anche tu lo stesso e la chitarra diventa il tuo mondo. Vieni a sapere che in un paese a 50 Km dal tuo c'è un ragazzo che suona come Malmsteen, Steve Vai e Van Halen. Lo ascolti suonare in un pub con la sua band ed è davvero così, incredibile, probabilmente il migliore chitarrista del sud Italia. Chiedi se può darti qualche lezione ed accetta. Vive in un prefabbricato con sua madre, in una zona malfamata ma non ti fai intimorire, la voglia di imparare tutti i segreti della chitarra è più forte di te. Vai da lui in bus, una volta a settimana, 1 ora per andare e 1 ora per tornare. Resti a bocca aperta quando lo vedi suonare e ti chiedi come mai un musicista così bravo sia praticamente sconosciuto in Italia e ti rispondi che siamo appunto in Italia e non è facile emergere. Poi scopri anche che ha dei seri problemi di depressione e forse per quello non ha mai avuto la forza di uscire dal suo guscio. Nonostante questo in quei mesi ti insegna moltissime cose. 

Continui a imparare e formi una band con tuo fratello e i tuoi amici. Riuscite a suonare anche pezzi difficili tra i quali Jump dei Van Halen che in realtà non è proprio difficile ma la parte di assolo...beh per suonarla bene ci vuole ancora pratica. Però vi divertite. E sono tra gli più belli della tua vita. Suonate in una casa isolata in campagna e il sabato sera ragazzi e ragazze della zona passano lì per sentirvi suonare. Vengono anche dai paesi vicini. Se vengono per la musica o perché è l'unico ritrovo in zona dove si può fare l’alba poco conta. Però ci dicono che siamo bravi. Gli passano sereni tra rock, grunge, hard rock e heavy metal. Sono gli anni 80, e quelle band americane e quei chitarristi ti fanno venire voglia di trascorrere degli anni nella loro America, piena di energia e vitalità, come la loro musica.

Poi arriva l'università e ogni componente del gruppo prende la sua strada. Suonate ogni tanto quando tornate al paesino. La chitarra la suoni sempre meno, purtroppo non hai più tempo. Inizia la vita vera, una laurea e un buon lavoro, si spera. Ma sono stati anni indimenticabili.

20 anni dopo ti trovi a Grand Central. Vivi ormai da tempo in America. Sali sul treno diretto in  Connecticut e ricevi un messaggio da un amico: E' morto Eddie Van Halen. La notizia ti rattrista in un modo inatteso. Sono passati 20 anni dal quando la musica e quei chitarristi erano la tua vita. E i tuoi sogni ora sono cambiati, più che sogni sono desideri, aspettative. Ormai da tempo non ami la vita da pendolare, il lavoro di ufficio dalle 9 alle 5, e ti scervelli per trovare una qualche via d'uscita. Ti rendi conto che il tempo scorre e non va più indietro. Certo, alla fine non vivi male: un lavoro discreto, un appartamentino e una vita serena in America. Però qualche sogno ce l'hai ancora. Diventare scrittore e magari pubblicare un romanzo? Ma di tempo ne hai poco e realizzi che 20 anni prima potevi dedicare più ore ai tuoi sogni. Ma alla fine va molto bene così. Una vita serena in un luogo che ami.

È solo che oggi Eddie ti ha riportato indietro nel tempo. Arrivi a casa e prendi in mano la chitarra, attacchi il jack all'amplificatore e suoni "316", in onore di Eddie e immagini di essere al Madison Square Garden. Non è una delle sue musiche più famose ma è una musica serena, come la tua vita. 

E ti riporta agli anni in cui i sogni erano davanti, e non dietro. Grazie Eddie per la tua musica e per i ricorsi. Che la terra ti sia lieve.  



mercoledì 30 settembre 2020

Primo dibattito presidenziale: Trump vs Biden (riassunto)

Scriverò qualcosa sul primo dibattito presidenziale in questi giorni.

Nel frattempo vi lascio un riassunto di cosa è successo ieri:



Al minuto 4:24 Trump tira fuori l'argomento "tuo figlio si droga"...