sabato 31 agosto 2013

I luoghi della Vera America: Yale

Qualche giorno fa era domenica e invece di andare a fare il solito ma piacevole giro a New York, ho pensato che sarebbe stato bello andare ad esplorare qualche nuova zona. Ho frequentato New York per anni e ora mi dà la sensazione di una Finta America, in cui tutti visitano gli stessi luoghi e vanno negli stessi locali perché fa figo o perché li hanno visti in qualche film-cartolina tipo Sex and the City. Tutto bello, certo, ma forse per i turisti o per chi è a New York da pochi mesi ma se si vuole uscire per un attimo dalla cartolina e vedere la Vera America bisogna andare altrove, tanto New York resta lì, non scappa.
Penso che la "Vera America" sia quella delle domeniche mattina in cui i genitori portano i figli a colazione fuori, tra scrambled eggs, pancakes e sciroppo d'acero. O quella in cui intere famiglie vanno allo stadio per una partita di baseball. O quella dei barbecue del 4 Luglio, tra centinaia di hot dog. hamburger, birre, dolci e  i fireworks finali. O quella delle mamme che vanno a fare jogging spingendo il proprio figlioletto nel carrozzino. O quella dei ragazzi che vanno da Starbucks con i loro Macbook per fare gli homework in un'atmosfera piacevole e rilassata. O quella delle tipiche casette di legno addobbate per Halloween  con zucche malefiche ad Halloween o per Natale con centinaia di luci colorate.
Così una domenica ho chiamato un amico (conosciuto da poco tramite questo blog, ciao Robe') e abbiamo deciso di farci un giretto a New Haven. In particolare siamo andati nella zona della prestigiosa Università di Yale. Abbiamo girato un po' tra i Campus e ci siamo resi conto che casualmente eravamo capitati lì proprio il giorno prima dell'inizio dei corsi. Quindi era tutto un via-vai di macchine costose dalle quali uscivano genitori che accompagnavano i propri figli ai dorms e li aiutavano con valigie, zaini e minifrigoriferi. 
La percentuale di ragazze era molto alta, alcune sembravano delle nobildonne un po' snob e altezzose, altre molto più semplici. Sicuramente tutte figlie di persone benestanti o per meglio dire ricche. Per frequentare Yale bisogna pagare almeno 50mila dollari l'anno. Ovvio si viene accettati anche in base ai risultati dei test di ingresso e alle borse di studio ma è essenzialmente un'università in cui se non hai una famiglia ricca alle spalle o se le banche non ti concedono un grosso prestito, non sarà facile entrare. Mentre passeggiavo pensavo che quei ragazzi di appena 18enni nel giro di pochi anni un giorno sarebbero diventati manager di grosse aziende e parte della classe dirigente americana. C'erano anche gruppi di 20-30 freshmen, ovvero matricole, che ordinatamente seguivano una guida che li portava in giro per i campus a mostrare loro gli edifici e le aree ricreative dell'Università. Ma Università è anche sinonimo di feste e infatti abbiamo visto molti cartelli che indicavano che in vari locali si sarebbero tenute feste di benvenuto alle matricole. Probabilmente ogni festa aveva un diverso modo perché i cartelli anticipavano feste in un pub con musica dl vivo, feste per studenti cristiani e altre feste a tema. 
In uno dei parchi del campus ho anche sentito dei ragazzi chiacchierare in Italiano. Probabilmente ragazzi fortunati, se possono permettersi i costi di Yale, chissà se appena laureati verranno corteggiati da aziende importanti e non torneranno più in Italia. Insomma un pomeriggio interessante in un luogo iconico della cultura americana. Un luogo da Vera America. Ho scattato qualche foto, niente di eccezionale, ma tanto per iniziare a darvi un po' di immagini di America, eccole qui per voi:


 






lunedì 26 agosto 2013

Guitar Center: il customer service americano stupisce ancora

Ciao a tutti, non so se vi ho detto che ho l'hobby di suonare la chitarra acustica e soprattutto elettrica.
I miei generi preferiti sono il classic rock, il progressive rock, l'hard rock e l'heavy metal.
Bene, sabato ho deciso di comprare una nuova chitarra, ne ho gia' tre ma le ho dovute lasciare in Italia (due le comprai in Usa e una in UK...in pratica un collezionista di chitarre), e quindi ora che sono tornato in Usa e ho voglia di suonare, cosa faccio? Ci ho pensato un po' e poi mi son detto: massi' lavoro duro dal lunedi' al venerdi, non ho vizi, ho un unico vero hobby, compriamola questa altra chitarra! La chitarra in questione e' la JP70, 7 corde, in verde che pero' e' disponobile solo a fine settembre:

Da Guitar Center al momento avevano solo il modello in nero.
Dovete sapere che Guitar Center ha la return policy di 30 giorni. In sostanza vogliono essere davvero sicuri che al cliente piaccia la chitarra acquistata, se al cliente non piace, puo' riportarla al negozio (ovviamente senza danni), con lo scontrino, e gli daranno indietro i soldi. Infatti poche settimane fa ho acquistato una chitarra acustica ma poi dopo pochi giorni ho deciso di portarla indietro proprio perche' ho pensato che sarebbe stato bello acquistare la mia prima 7 corse, firmata dal mio chitarrista preferito. Cosi' l'ho portata indietro, le hanno a mala pena dato un'occhiata e mi hanno riaccreditato i soldi senza fare domande.
Quindi sabato sono tornato al Guitar Center e ho ordinato la JP70 in verde ma ho chiesto se potevo portare a casa la JP70 nera del negozio e suonarla per qualche settimana in attesa dell'arrivo di quella verde. In Italia non avrei mai osato chiedere una cosa del genere ma qui il customer service fa di tutto per accontentare il cliente e quindi, tentare non nuoce. Nonostante sapevano che avendo ordinato il modello verde, quello nero non l'avrei tenuto per prendere una decisione ma l'avrei portata indietro al 100% una volta arrivato il modello verde, mi hanno detto: ok facciamo cosi', l'unico modo per darti praticamente in prestito la chitarra nera e' usare la nostra 30 day policy. Devi acquistarla e puoi portarla a casa, poi ce la riporti indietro prima di 30 giorni e ti riaccreditiamo i soldi. Perfetto! E cosi' si sono privati di una chitarra per qualche settimana per farmi un favore. Tra 20-25 giorni la porto indietro e dopo pochi altri giorni andro' a ritirare quella verde. Il customer service americano stupisce ancora.

sabato 24 agosto 2013

Lo spirito americano nei reality show

A parte alcune Serie Tv, come Breaking Bad e la divertentissima Big Bang Theory, non guardo molto la televisione, preferisco acquistare Dvd o noleggiarli tramite Netflix.
Ogni tanto pero' faccio zapping per vedere cosa c'e' sulla Tv americana e ho notato che va molto forte il reality che definirei "da strada" o meglio "lavorativo", "di vita quotidiana". Certo ci sono i vari Grande Fratello e simili ma forse qui li reputano un po' troppo finti, ovattati e il pubblico preferisce guardare la vita delle persone comuni che lavorano e sono alle prese con i problemi di tutti i giorni, con i quali possono identificarsi. Ci sono anche tanti altri tipi di reality ma questo filone mi ha particolarmente interessato.
Ve ne descrivo alcuni:
Bar Rescue  Il personaggio principale e' Jon Taffer, un esperto del settore food & beverage e consulente specializzato in night club e bar che offre la propria esperienza professionale ai locali che stanno gradualmente andando verso il fallimento e la chiusura. Ad ogni puntata Taffer viene contattato dal proprietario di un locale che accetta di seguire i suoi preziosi consigli. Taffer e' un tipo duro e senza peli sulla lingua e dopo poche ore capisce subito cosa va cambiato soprattutto nel modo di lavorare dei camerieri, bartender e manager che rimprovera con parole molto dure. Alla fine dopo vari scontri verbali e a volte anche fisici, lo staff inizia a seguire i suoi consigli e il locale cambia aspetto, acquista personalita', i dipendenti si mostrano piu' professionali e gli affari iniziano ad andare a gonfie vele. E un altro bar e' stato salvato dal probabile fallimento.
Mystery Diners Va in onda su Food Network e segue un'idea simile a Bar Rescue ma e' forse piu' "drammatico". La differenza e' che i padroni dei locali hanno il sospetto che i propri dipendenti facciano qualcosa di poco corretto, come ad esempio rubare soldi dalla cassa o merce dal magazzino. Vengono piazzate delle telecamere nascoste e alcuni finti clienti mettono alla prova la professionalita' e l'onesta' dei camerieri. Dopo aver scoperto i comportamenti scorretti, il padrone del locale interviene duramente e spesso licenzia i dipendenti che hanno tradito la sua fiducia. Il lieto fine c'e' ma e' un po' piu' amaro rispetto a Bar Rescue in cui alla fine vivono tutti felici e contenti. Qui il padrone del locale tira un sospiro di sollievo ma solo dopo aver licenziato qualche dipendente.
Molto simile a questi show e' Undercover Boss (di cui ho parlato in un post passato) e in cui e' proprio il boss di una grande compagnia ad andare a lavorare tra i suoi dipendenti "in borghese", camuffato in modo irriconoscibile. Il Boss, che si presta ai lavori piu' umili e faticosi, capira' i punti di forza e i punti deboli dell'azienda per poi porvi rimedio e premiare i dipendenti che si sono dimostrati assidui lavoratori legati all'azienda.
Shark Tank e' uno show in cui ci sono degli aspiranti imprenditori che mostrano i propri prodotti brevettati, appena inseriti in commercio ma su bassa scala, a quattro importanti investitori. Se il  prodotto viene presentato in modo da suscitare l'interesse di uno o piu' dei quattro Squali, il piccolo imprenditore ricevera' un'offerta o a volte e' egli stesso a farla. Lo Squalo se lo ritiene opportuno potra' fare una contro-offerta e decidere quindi di investire grosse cifre nell'azienda ma in cambio dell'investimento chiedera' una percentuale, solitamente molto cospicua, dell'azienda o dei suoi guadagni. Prendere o lasciare.
Un altro show particolare e' Storage Wars. Avete presente quei garage o meglio storage, tipicamente americani, in cui pagando un affitto mensile si puo' depositare qualsiasi cosa? Solitamente chi decide di cambiare casa da un giorno all'altro ha bisogno di liberarla al piu' presto e per farlo in modo veloce porta tavoli, sedie, mobili di ogni tipo, quadri, oggetti da collezione e tantissima altra roba in questi storage, in attesa in giorno di andarli a ritirare con piu' calma per portarli nella nuova casa. Spesso pero'  queste persone non pagano piu' l'affitto dello storage, magari per dimenticanza o anche per decesso, e dopo tre mesi tutto cio' che e' dentro puo' essere venduto all'asta dal padrone degli storage. Cosi' si scatena una "guerra" tra varie persone che si contendono il contenuto dello storage all'asta. Per regolamento possono solo vedere dall'entrata dello storage cosa c'e' dentro (di solito e' tutto ammassato disordinatamente o in varie scatole) e non possono entrare per frugare e aprire le scatole.  Basandosi sulle prime impressioni iniziano a giocarselo e competere all'asta. Cosi' a volte acquistano tutto cio' che c'e' nello storage per solo $200 ma poi, magari dopo aver trovato qualche presioso oggetto da collezione o un quadro antico, vendono tutto per migliaia di dollari. Altre volte accade l'opposto e il contenuto dello storage ha poco valore e viene acquistato per migliaia di dollari ma viene venduto per poche centinaia di dollari.
Insomma il background e' quasi sempre il mondo del lavoro e degli affari. Forse il tempo dei reality in cui dei perfetti sconosciuti potevano diventare famosi senza fare niente (tipo Grande Fratello o Isola dei Famosi) e' ormai una cosa di altri tempi che poco si addice al vero spirito americano. Qui generalmente dei perfetti sconosciuti possono diventare famosi solo se dimostrano di saper fare qualcosa e per quello ci sono reality in cui bisogna dimostrare di essere eccellenti in campi come la cucina, il canto o la danza. Per il resto ci sono gli Americani comuni che lavorano quotidianamente con grande impegno e sono proprio loro e a suscitare maggiore interesse nel pubblico e non a caso gli show dell'uomo comune alle prese con il lavoro e le piccole grandi difficolta' quotidiane sono seguiti da milioni di persone.
Ho notato poi che in questi show e' frequente l'intervento dell'Eroe, la persona che ha anni di esperienza in un determinato settore lavorativo e che riesce a risolvere i problemi e a far prosperare un ristorante, un bar o un'azienda che stava andando in rovina.
In concetto di base e' che tutti possono sbagliare ma con una giusta guida che mette tutti in riga le cose possono migliorare e anche l'impiegato piu' svogliato o poco motivato puo' cambiare e diventare professionale, produttivo e soddisfatto del proprio lavoro. L'ottimismo e' sempre nell'aria, cosi' come lo spirito del Can do it. Il piangersi addosso non e' un atteggiamento contemplato.
Un altro aspetto e' la ricerca incessante per l'affare e puo' interessare sia il piccolo imprenditore che ha brevettato un nuovo prodotto sia colui che ha l'intuizione e la bravura di acquistare per pochi dollari il contenuto di uno storage per ritrovarsi con merce per il valore di migliaia di dollari.
Dinamismo, pragmatismo, impegno e spirito di iniziativa. Lo spirito americano nei reality show.

Jobs, voice mails e text messages

Pochi giorni fa sono andato al cinema a vedere "Jobs", il film sulla vita di Steve Jobs. Breve digressione: al cinema prima dell'inizio del film fanno vedere piu' volte degli spot con personaggi famosi che invitano a non scrivere o leggere sms, che qui chiamano text messages,  mentre si e' al volante: Don't text and drive. It can wait. Il problema deve essere diventato piuttosto serio se questi spot vengono mandati in onda anche in tv e radio. In effetti ho notato che rispetto a pochi anni fa l'uso dei texts e' diventato molto piu' diffuso. Non ho ancora capito il perche' non fosse cosi' diffuso in passato. Qui era ed e' ancora molto diffuso l'uso di lasciare il voice mail, ovveroil  messaggio vocale in segreteria. Poiche' quasi tutti hanno un abbonamento annuale con le compagnie telefoniche e l'uso dei voice mail e' incluso nel prezzo,  non ci sono costi aggiuntivi per lasciare a ascoltare i voice mail e quindi e' molto comodo perche' invece di provare a ritelefonare un amico che non ha potuto rispondere al telefono, gli si puo' lasciare il voicemaile lui richiamera' appena possibile.
Per inviare un text message mediamente si impiega piu' tempo rispetto a un veloce voice mail. Quindi perche' recentemente in Usa inviare un text e' diventato piu' diffuso?
Non sono un esperto di cellulari  ma forse e' dovuto anche al fatto che ora con le varie app degli smartphone mandare text messages avviene in tempo reale, in realta' piu' che text messages si puo' chattare in tempo reale e quindi le probabilita' di essere sempre impegnati a leggere o scrivere al cell sono aumentate esponenialmente.
Ritornando al film Jobs, mi aspettavo di meglio. Il film non e' male soprattutto la parte in cui vengono mostrati i primi anni di Steve al college, nel suo viaggio in India e i primi esperimenti con il suo team in garage. Mi sarebbe piaciuto pero' vedere anche gli ultimi anni di Jobs, il successo planetario e soprattutto la lotta contro la malattia. Invece gli sceneggiatori hanno preferito puntare sulle lotte interne tra gli amministratori, il CEO e Steve. Comunque e' sicuramente un film interessante soprattutto per chi e' un apple-addict.
Breve e semplice riflessione: Jobs non era praticamente nessuno pero' poiche' qui, giustamente, gli imprenditori sono interessati al profitto e quindi al prodotto che potrebbe renderli milionari e tu puoi essere un Signor Nessuno ma se hai creato un prodotto valido, che ha del potenziale, qualcuno che verra' a vederlo e a farti un'offerta prima o poi lo troverai. Non so perche' ma la storia di Jobs mi fa tornare in mente come esempio opposto quello di questi due giovani ragazzi italiani intervistati da PIF tempo fa. Mostrarono i loro progetti in Usa e senza troppi problemi un imprenditore ha creduto in loro e ha staccato un assegno per consentire loro di cominciare la produzione. Sono quindi andati in Italia per vedere dove avrebbero potuto dare vita ai loro disegni,  ma i loro interlocutori italiani li hanno accolti con scetticismo e piu' che ai prodotti erano interessati a capire "chi fossero" questi ragazzi di cui non avevano mai sentito parlare. In Usa a questi (ex) Signor Nessuno hanno staccato un assegno per iniziare la produzione. In Italia invece...  Ecco le loro parole dal minuto 14:06 del video. Cambiera' mai la nostra mentalita' italiana del "Chi sei tu?-Non sai chi sono io?"

giovedì 22 agosto 2013

Il cammello peruviano

Vi ricordate quando pochi giorni fa vi ho raccontato che Mr M ha detto al Peruviano che deve andare via? In breve il Peruviano e' un tipo furbo che si e' approfittato spesso del figlio di Mr M e quindi con una scusa, senza fare polemiche ed evitando scontri verbali, Mr. M gli ha dato un mese di preavviso per lasciare l'appartamento. Forse un poco ho influito in questa decisione perche' ho fatto presente a Mr. M i modi in cui il furbastro si e' approfittato di suo figlio F. anche se in realta' ne era gia' al corrente ma il fatto che io gli abbia detto: se un giorno il Peruviano va via, mi piacerebbe tornare a vivere nel suo appartamento (cioe' lo stesso in cui ho vissuto gia' in passato) gli ha messo la pulce nell'orecchio. E infatti subito dopo aver dato la brutta notizia al Peruviano ha dato la bella notizia a me: se vuoi puoi tornare nel tuo vecchio appartamento quando lui va via.
Ok, pochi giorni fa il Peruviano e' venuto da me a chiedermi se, come lui, quella sera avevo problemi con internet e poi mi ha anche detto che Mr M gli ha detto che deve andare via. Io gli ho detto che ho saputo che Mr. M vuole vendere o affittare casa, inclusi gli appartamenti in cui viviamo sia io che lui, e che quindi anche io prima o poi dovro' cercare un'altra sistemazione. Insomma ho confermato cio' che Mr M mi ha detto di dire, just in case he asks. Per un attimo mi e' anche dispiaciuto per lui perche' alla fine, non e' stupido, e sicuramente ha capito che deve andare via a causa del suo comportamento passato. Magari ha imparato la lezione e in futuro si comportera' diversamente? non cerchera' piu' di sfruttare il prossimo? Mah.
Poco fa e' venuto a bussare alla mia porta e mi ha chiesto se potevo fargli un favore. Dipende, ho risposto. So che il tipo e' capace di chiederti di tutto e in passato ha chiesto spesso birre o bottiglie di vino a Mr M. con varie scuse e Mr M. gliele ha sempre date fino ad un certo punto.
Non si tratta di soldi, mi ha risposto. E vorrei bene vedere, non gli avrei dato un centesimo. Puoi darmi per favore qualche bottiglietta di Gatorade?
Ora le bottiglie di Gatorade sono all'entrata accanto al frigo ma lui non le ha guardate neanche per un secondo quando e' entrato. Come faceva quindi a sapere che le avevo? Semplice, la volta scorsa in cui e' entrato a chiedermi di internet le ha viste e ha registrato l'informazione. E ora ha chiesto a colpo sicuro. Mi ha detto che oggi non ha avuto tempo di fare la spesa, perche' ha lavorato fino a tardi e bla bla bla. Gli ho detto che  comunque c'e' uno Stop n Shop aperto 24 ore su 24 non lontano dalla banca in cui lavora mi ha detto che poiche' domani deve andare per un weekend in Peru' e' venuto direttamente a casa per fare la valigia e bla bla bla. Ok va, (almeno per questa volta) nessun problema. Alla fine mi ha chiesto gentilmente se poteva prendere 3 bottigliette di gatorade e poi visto che c'era mi ha chiesto anche due bottigliette d'acqua'. E cosa e' un cammello peruviano? I gatorade perche' dice che vuole fare un po' di palestra e le bottigliette d'acqua perche' domani se le porta in viaggio. Che dire, spesa o non spesa, conosco il tipo e i suoi modi furbeschi di risparmiare qualche dollaro ma mi chiedo come possa fare cerca gente a vivere cosi', di piccole furbizie che poi alla fine vengono scoperte e ti si rivoltano contro. Ce lo hanno proprio nel DNA. Pero' ora sono proprio contento che tra un mese dovra' trovarsi un altro appartamento in cui vivere...mentre io che sono sempre stato onesto, corretto e gentile con Mr. M e il figlio F, potro' riprendere possesso del mio vecchio e caro 1 bedroom apartment. Peruviano...out, raus, sloggiare e buona fortuna con la tua nuova vita.

lunedì 19 agosto 2013

The Land of the Free...shopping

Qualche giorno fa sono andato da Kohl's e ho comprato un piccolo "George Foreman" grill elettrico (a quanto pare i prodotti firmati dall'ex pugile stanno riscuotendo un ottimo successo negli Usa). Costo: $60. Poiche' ho speso piu' di $50, la cassiera mi ha regalato un buono da $10 da spendere sempre da Kohl's, e in piu' mi ha dato un altro buono di $5 da spendere da Target, un negozio che vende prodotti per l'ufficio, scrivanie, sedie, computer, borse per il pc e simili. Ieri sono tornato da Kohl's per fare qualche altra piccola spesa e per usare il buono da $10. Ho speso $20, ho usato il mio coupon da $10 e ho pagato $10. Al momento di pagare la cassiera mi ha chiesto gentilmente se volevo dare il mio indirizzo email per ricevere offerte promozionali e in cambio avrei ottenuto un buono di $5. Ho risposto di si, ovviamente.
Insomma da una spesa di $60 (e il grill li vale tutti), ho ricevuto indietro un valore di $20. Niente male. Certo che qui in Usa in quanto a giochi, coupon, buoni spesa, e lotterie non sono secondi a nessuno. Per fidelizzare il cliente cercano di rendere divertente anche un semplice rito come fare la spesa. Io non mi faccio certo prendere da queste strategie di marketing, da questi trucchetti della fortuna, pero' quasi quasi appena posso vado a fare un altro giro da Kohl's solo per usare il mio buono da $5 e poi non ci vado piu'...e poi chissa' non si sa mai se mi capita un altro buono sconto...

mercoledì 14 agosto 2013

Peruviano...out!

Vi ricordate quando vi ho parlato del Peruviano? In poche parole nella casa in cui vivo ci sono due piani. Al primo piano (ovvero il piano terra) Mr. M ha creato due appartamenti indipendenti, uno e' lo studio apartment in cui vivo al momento, in cui in una grande stanza quadrata c'e' la cucina, un grande tavolo centrale, un divano, un frigorifero, una tv e un letto gonfiabile e l'altro appartamento, piu' grande, 1 bedroom apartment, in cui c'e' un salottino con il camino, una cucina separata, una camera da letto, uno spazio all'entrata in cui posso parcheggiare la macchina e tenerla al coperto, mentre al momento la lascio nel driveway. In quella 1 bedroom apartment ci ho vissuto gia' in passato per alcuni anni, e ci ho lasciato anche tanti bei ricordi, poi quando sono tornato in Italia nel 2010 Mr. M lo ha affittato al Peruviano. A me sarebbe piaciuto ora tornare nel mio vecchio apartment ma purtoppo non e' stato possibile. Il Peruviano e' un ragazzo molto furbo, che si e' approfittato piu' volte del figlio di Mr. M., ad esempio portava in giro F, che era contento di uscire con lui perche' altrimenti sarebbe restato in casa ad annoiarsi, e faceva prelevare soldi sempre e solo a F. e poi andavano a spenderli in ristoranti, massaggi etc etc. Dal conto di F. sono stati prelevati centinaia di dollari! Il padre di F se ne e' accorto, si e' arrabbiato, ma poi per molto tempo non ha detto niente. Pochi giorni fa, pero', con mia grande sorpresa,  ha inventato una scusa e ha detto al Peruviano che deve lasciare l'appartamento perche' lui deve andare per qualche mese in qualche altro Stato e deve affittare tutta la casa a una famiglia e gli ha dato 1 mese di preavviso per liberarlo. Mr M ha poi chiesto a me se voglio tornare a vivere li' e quindi passare dallo studio apartment al mio vecchio caro appartamento a soli $50 in piu' perche' ci conosciamo da tempo. Gli ho detto che ci devo pensare ma penso proprio che accettero'. Che strano come a volte il destino puo' girare a tuo favore.

domenica 11 agosto 2013

Psicologi, ADD, vitamine e 12 steps

Ormai mi sono abituato ma uno degli aspetti che mi ha colpito durante i primi mesi in America e' stata la loro mania per gli psicologi. Sembra quasi una moda, se non vai da uno psicologo o da uno psicoterapeuta non sei nessuno. Non voglio dire che gli piscologi siano una categoria professionale poco importante, anzi tempo fa avevo anche pensato di iscrivermi a psicologia, ma qui dallo psicologo ci vanno davvero per qualsiasi ragione.
Sei un pochino depresso? Dovresti andare dallo psicologo. Hai litigato con tua moglie? C'e' lo psicologo di coppia che cerca di risolvere i problemi di entrambi. Tuo figlio gioca troppo con la playstation invece di fare i compiti? Bisogna mandarlo dallo psicologo. Tua figlia adolescente e' un po' giu' perche' e' stata lasciata dal fidanzatino? Bisogna mandarla da uno psicologo.
Forse gli Americani non hanno tempo e voglia di impegnarsi a risolvere da soli i propri problemi (a volte basta un semplice esame di coscienza), forse in un certo modo sentirsi malati li fa sentire piu' vivi,  o forse piu' probabilmente seguono solo una loro caratteristica culturale, ovvero creare problemi per avere il piacere di risolverli. E mi fa venire in mente Wolf di Pulp Fiction il cui motto e' "Risolvo Problemi".
Dal mio punto di vista una persona che va da uno psicologo per un banalissimo problema che potrebbe benissimo risolvere da solo e' come chi va da un mago che gli chiede:
 - Dimmi pure il tuo problema. 
 - Non ho un lavoro.
E il mago risponde: Risolverai il tuo problema trovando un nuovo lavoro. Sono 100 euro, grazie.
Sempre seguendo la logica del creare-problemi-per-avere-il-piacere-di-risolverli in Usa sono bravi ad "inventare" delle malattie. Solo qui ho sentito parlare di ADD (Attention Deficit Disorder). In sostanza se sei un po' sbadato potresti avere questa fantomatica ADD.
Spesso una persona distratta puo' sentirsi dire: you probably have ADD. Tempo fa mi e' capitato tra le mani un libro su questa "malattia"... ho letto i sintomi e mi veniva da ridere. Hai dimenticato le chiavi in casa? Potresti avere l'ADD. Hai dimenticato di fare una telefonata ad un amico? Potresti avere l'ADD. Non ricordi bene il nome di una persona che hai conosciuto la sera prima? Potresti avere l'ADD. E come si cura? Ovvio, con le pilloline e altre medicine che costano un po' di dollarini. E le case farmaceutiche ringraziano. Un'altra mania e' quella delle vitamine. Ogni mattina milioni di Americani mandano giu' milioni di vitamine ed esistono negozi come Vitamine Shoppe che sono specializzati solo in vitamine e vanno molto ma molto bene.
Ma il problem-solving per eccellenza sono i meetings dei 12 steps ovvero incontri tra persone che hanno determinati problemi e che tramite l'aiuto di una guida spirituale riescono a percorrere 12 steps, 12 fasi, verso la liberazione dal problema. Ci sono 12 steps per alcolizzati, divorziati, sex addicted, depressi, etc etc Ci si incontra un certo numero di volte al mese e tramite la guida si cerca di arrivare al competamento dei 12 passi. Per darvi un'idea ecco i 12 steps degli Alcolisti Anonimi:
  1. We admitted we were powerless over alcohol—that our lives had become unmanageable.
  2. Came to believe that a power greater than ourselves could restore us to sanity.
  3. Made a decision to turn our will and our lives over to the care of God as we understood Him.
  4. Made a searching and fearless moral inventory of ourselves.
  5. Admitted to God, to ourselves, and to another human being the exact nature of our wrongs.
  6. Were entirely ready to have God remove all these defects of character.
  7. Humbly asked Him to remove our shortcomings.
  8. Made a list of all persons we had harmed, and became willing to make amends to them all.
  9. Made direct amends to such people wherever possible, except when to do so would injure them or others.
  10. Continued to take personal inventory, and when we were wrong, promptly admitted it.
  11. Sought through prayer and meditation to improve our conscious contact with God as we understood Him, praying only for knowledge of His will for us and the power to carry that out.
  12. Having had a spiritual awakening as the result of these steps, we tried to carry this message to alcoholics, and to practice these principles in all our affairs.
E c'e' chi dice che l'America non e' un Paese spirituale? Altro che Wolf, qui e' soprattutto Dio che risolve problemi.

sabato 10 agosto 2013

401K e assicurazione medica

Ciao a tutti, come sapete qualche giorno fa ho lasciato la casa dei miei zii, che mi hanno gentilmente ospitato per un mese, mi sono trasferito nello studio apartment dei miei amici italo-americani e la mia settimana procede cosi': dal lunedi' al venerdi' lavoro, il sabato mi dedico a qualche faccenda domestica, o a qualche spesa per la casa, e la domenica vado a fare un giro a New York a volte con qualche nuova amicizia (qualcuna nata proprio grazie a questo blog).
Ieri, in ufficio, mi sono informato meglio sul famoso 401K di cui ho sentito sempre parlare ma non mi ero mai informato. Non so se esiste qualcosa di simile in Italia, mi rendo conto che non avendo mai davvero lavorato in Italia conosco quasi meglio gli aspetti del mondo lavorativo americano di quelli del mondo italiano. Il 401K e' un benefit che viene offerto da alcune compagnie, ed e' sostanzialmente una forma di pensione integrativa. Poiche' un collega mi ha detto che, dopo 3 mesi, ai nuovi assunti viene data l'assicurazione medica e, volendo, anche il 401K, ho chiesto ulteriori dettagli. Non tutte le compagnie offrono questo benefit e ogni compagnia puo' adottare un piano 401K con regole differenti. Nel mio caso  funziona cosi': posso decidere di destinare una percentuale del mio stipendio annuale al fondo per il 401K. Se non verso piu' del 4.5% dello stipendio, per ogni dollaro versato, la compagnia ne versera' un altro, cioe' the company will match it up to 4.5%.
Ad esempio...se guadagno 100mila dollari l'anno (seee magari!) e verso il 4.5%, ogni anno $4500 verranno dedotti dal mio salario mensile e andranno nel fondo 401K e allo stesso tempo la mia compagnia ne versera' per me altri $4500. Se ne verso di meno, chesso' 3mila, la compangia ne versera' altri 3mila, perche' 3mila e' sempre una percentuale inferiore al 4.5% del mio salario annuale.
Se invece decidessi di versare 10mila l'anno, sono libero di farlo, ma la compagnia versera' per me "solo" $4.500, non di piu', perche' $10000 corrisponderebbe al 10% del mio stipendio e la compagnia arriva fino al 4.5%.
La somma versata non viene tassata e quindi un altro vantaggio e' che pagherei meno tasse, anche se credo che poi le tasse dovranno essere pagate quando, arrivato all'eta' pensionabile ritirerei il gruzzoletto. Mi pare di aver capito che questi soldi non possono essere prelevati fino al momento della pensione ma pagando una penale (del 10%) dovrebbe essere possibile ritirarli. Altra cosa da approfondire, questi soldi possono anche essere usati per un mutuo, ovvero facendo un prestito a me stesso!
Ma, e ora viene il bello, i soldi del fondo non devono restare immobili, devono essere investiti e quindi potrebbero aumentare o dimunuire considerevolmente. Si puo' scegliere di investire il 100% in modo aggressivo, in azioni o investimenti rischiosi oppure optare per azioni "sicure", o anche destinare una percentuale in investimenti aggressivi, un'altra in investimenti a medio rischio, un'altra in investimenti sicuri.
Insomma e' un po' ironico dal mio punto di vista che per avere piu' sicurezza con una pensione integrativa, bisogna comunque passare per una fase di insicurezza di investimenti in borsa. Sembra quasi un controsenso ma tutti mi dicono che se una compagnia offre il 401K non bisogna lasciarsi sfuggire l'opportunita' e infatti credo che tutti i miei colleghi siano enrolled. Mi informo meglio e poi decido cosa fare. A proposito sia per il 401K che per l'assicurazione medica vengono concesse solo dopo tre mesi di lavoro, pare che per molte compagnia tre mesi siano considerati il tempo minimo necessario per tenere un impiegato davvero in prova (on probation), sul campo, e per capire se e' onesto e affidabile e puo' essere davvero considerato "uno di loro" per un periodo piu' lungo.
E a proposito di assicurazione medica vi lascio con una curiosita' che mi hanno detto sempre i miei colleghi. Alla compagnia assicurativa ovviamente interessa che l'assicurato sia una persona sana, e quindi incentiva il suo benessere psico-fisico. Ad esempio...se mi iscrivo in palestra e nell'arco di sei mesi dimostro di esserci andato almeno 50 volte, l'assicurazione paga meta' delle spese mensili della palestra. Insomma qui in Usa, e' vero, si paga tutto, anche l'aria che si respira ma il concetto di meritocrazia e' sempre presente, ti premia spesso e ti aiuta a risparmiare.

lunedì 5 agosto 2013

Comprare una macchina in Usa

Qualche giorno fa vi ho accennato all'acquisto della mia macchina nuova. Ecco come e' andata. Non avevo mai acquistato un'auto e quindi non sapevo bene come funzionasse il mondo delle trattative con i concessionari americani. Ad essere precisi in realta' acquistai un'auto negli Usa alcuni anni fa ma andai da un solo concessionario, con mio zio, trattai un po' sul prezzo, mi diedero un prezzo accettabile  ne' troppo alto ne' troppo basso, e acquistai l'auto. Probabilmente se avessi avuto piu' tempo sarei riuscito ad ottenere un prezzo migliore. In questo caso, dopo aver deciso che la macchiana per me e' la Subaru Impreza ho cercato di ottenere il prezzo migliore "mettendo in competizione" piu' concessionari.

Concessionario n.1
Vado dal concessionario piu' vicino e inizio a dare un'occhiata alle auto. Gary, un venditore originario della Lituania, gentile e disponibile, si avvicina a me e mi spiega caratteristiche e differenze tra vari modelli e mi fa fare un test drive su una delle Impreza.
Tornati al concessionario, dopo il test drive, gli chiedo una quotazione dicendogli che sono molto piu' orientato verso altre due auto (Toyota RAV4 e Hyundai Elantra) e quindi per acquistare una Subaru deve davvero farmi un ottimo prezzo. Il prezzo di listino e' $23950. Cosi' va dal manager e mi porta una prima quotazione. Gli dico che e' troppo alta per il mio budget e chiedo se puo' fare di meglio. Va di nuovo dal manager e torna con una quotazione migliore, $22800, dicendo che e' davvero il prezzo piu' basso che puo' darmi ed e' valido solo se la compro entro pochissimi giorni perche' i prezzi e le offerte speciali cambiano in continuazione, dalla casa madre, solitamente a inizio mese. Il prezzo non e' per niente male ma gli dico che avrei deciso entro un paio di settimane. Lui non ha pressato piu' di tanto al momento anche se poi nei giorni successivi mi ha telefonato piu' volte per chiedermi se volessi andare a vedere il modello con i sedili in pelle e altri optional, appena arrivato. Ho preso un po' di tempo e il giorno seguente sono andato da un altro concessionario.

Concessionario n.2
Entro e chiedo una quotazione.
Un uomo un po' anziano e dall'aria stanca mi chiede: quale sarebbe un buon prezzo per te?
Io, un po' spiazzato, gli dico un prezzo di poco piu' basso del concessionario n.1.
Lui scrive il mio prezzo su un fac simile di una fattura dopo aver fatto dei calcoli con una chicalcolatrice  e mi chiede: penso che possiamo fare il tuo prezzo ma la compreresti ora?
Io, ancora piu' spiazzato, gli rispondo che in realta' sono pronto ad acquistare la macchina solo dopo un paio di settimane.  Gli chiedo gentilmente se puo' darmi la quotazione che ha scritto sul foglio di carta intestata ma mi dice che non e' possibile.
Mi e' sembrato un po' svogliato e sbrigativo e anche poco serio perche' quando gli ho chiesto di farmi un prospetto sulle rate mi ha dato dei dati totalmente sbagliati, rate troppo basse per i miei calcoli. La quotazione del concessionario n.1 era molto piu' seria, dettagliata e professionale, con tutti i dettagli delle rate, gli interessi, i costi di registrazione, le tasse.

Concessionario n. 3
Decido cosi' di andare da un altro concessionario a 40 minuti da dove abito e vengo accolto da Regina. Le dico che per la stessa auto ho gia' delle quotazioni e se puo' darmi un prezzo migliore acquisto l'auto da lei. Le dico anche che il primo concessionario vuole farmi un'altra quotazione abbassando la quotazione iniziale e quindi la sua deve essere davvero buona.
Lo so, forse non e' elegante andare da un concessionario e agire in questo modo ma il concessionario n.3 si vanta di poter dare un prezzo inferiore di almeno $200  di tutti gli altri e quindi perche' no?
E cosi' inizia un piccolo duello del west...
Regina: Quale sarebbe il prezzo buono per te per comprare da noi?
Accidenti di nuovo questa domanda spiazzante? Mi fa venire in mente un professore del liceo che dopo un'interrogazione chiedeva: quale e' il voto che pensi di meritare? Se dicevi un voto troppo alto, sorrideva e magari te lo metteva anche sul registro ma poi all'interrogazione successiva ti metteva talmente in difficolta' da darti un voto basso che faceva abbassare la media alzata dal voto alto della prima interrogazione. Se pero' peccavi di umiltà e dicevi 5 quando meritavi un 6...peggio per te.
A Regina chiedo un prezzo basso ma non scandaloso.
Lei va a chiedere al manager e mi fa:
Se cerchiamo di avvicinarci al tuo prezzo puoi impegnarti a comprare la macchina da noi entro pochi giorni, magari lasciando un deposito di $500?
Le dico che non posso e, inventando una scusa ovvero che devo chiedere anche a mio padre cosa ne pensa, non posso darle una risposta così su due piedi.
Lei va a di nuovo dal suo manager ma mi dice che non puo' darmi una quotazione precisa scritta e mi chiede onestamente se sto andando in giro shopping for cars? Cioe' vuole capire meglio se sto andando da concessionario in concessionario a chiedere ad ognuno di fare il prezzo piu' basso dell'altro. Esce allo scoperto e mi dice che altrimenti se mi da una quotazione poi vado da un altro concessionario e chiedo di farmi una quotazione migliore, poi ritorno da lei e ne chiedo una migliore. E' proprio quello che ho in mente- penso- cosa c'e' di male! E infatti glielo dico: beh certo, e controbatto perche' non mi piace quando mi danno una quotazione ma magari possono fare di meglio. E le dico: Non potete darmi il vostro prezzo migliore? Cosi' come quando compro qualsiasi cosa so quale e' il prezzo piu' basso e acquisto dal migliore offerente.
Lei mi fa capire a voce quale e' il prezzo  che potrebbe raggiungere, $22200, e dice che possono battere di $200 i prezzi di qualsiasi concessionario ma vorrebbe un mio impegno, ovvero un deposito, per confermare quell'offerta.
Le ripeto che non posso darle alcun deposito, devo sentire mio padre e poi le faccio sapere.
Non mi e' piaciuto molto di essermi fatto quasi un'ora di macchina per andare da questo concessionario e alla fine non mi ha voluto dare una quotazione scritta e invece di darmi la loro migliore quotazione mi hanno dato un prezzo dicendo che se pero' torno con un'altra quotazione loro possono batterla di $200. Ma scusa, datemi direttamente il vostro prezzo piu'  basso senza farmi fare altri giri.

E cosi' sono torato dal concessionario n.1 che voleva vendermi la macchina per 22800. Gli ho detto che un altro concessionario mi poteva fare 22200 (che e' davvero un ottimo prezzo) e se può darmi lo stesso prezzo o un prezzo inferiore do' la mia parola che comprero' da lui.
Alla fine, dopo aver parlato con il manager, mi da il suo prezzo finale: 22000! E' estate e vendono meno machine-mi spiega- e quindi possono fare questo ulteriore sconto. Niente male se dal prezzo gia buono di 22800 sono riuscito ad arrivare a 22000. Un prezzo migliore era difficile da trovare.
E quindi ho acquistato dal concessionario n.1, facendo prendere la sua buona commissione a Gary che e' stato molto gentile (mi ha anche offerto una pizza mentre i suoi  colleghi si occupavano della registrazione della macchina). Da quasi 24mila a 22mila e' stato un buon affare, credo, cosa ne pensate? Quanto costa la Subaru Impreza limited in Italia, 22mila e' un buon prezzo? Ah ho una curiosita'. Qui in Usa quando compri una macchina nuova te la danno con il pieno di benzina. In Italia ricordo che (almeno anni fa) ti mettevano poca benzina, giusto il necessario per raggiungere il primo distributore di benzina e fare il pieno. Che barboni...E' ancora cosi'? Spero proprio di no.