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giovedì 26 maggio 2016

Welcome to the United States

"Welcome to the United States of America.
This is to notify that your application for permanent resident has been approved. It is with great pleasure that we welcome you to permanent resident status in the United States."
Qualche giorno fa ho ricevuto la Welcome Letter da parte dell'USCIS. E' stato sicuramente un momento emozionante aprire questa lettera che rappresenta il raggiungimento di un traguardo che tanti anni fa sembrava impossibile.
Pochi giorni dopo mi è arrivata a casa un'altra lettera dall'USCIS contenente una guida per i nuovi immigrati (ovvero per i permanent residents) con alcune info su diritti e doveri e...la tanto agognata green card. E' una carta plastificata di colore bianco e verde con la Statua della Libertà sullo sfondo e tanti sistemi avanzatissimi anti contraffazione. Addirittura dietro ci sono anche le foto di tutti i presidenti ma per vederle bene bisogna prendere una lente di ingrandimento. Anche l'apertura di questa lettera è stato emozionante anche se la gioia per questo traguardo è stato diviso in più momenti. E ora trascorrerò il resto della mia vita con lei.
Come ci si sente con la green card in tasca? Come prima ma con un maggiore senso di libertà.Sono curioso di capire se ora mi si potrebbero aprire nuove porte. Teoricamente potrei anche cambiare lavoro e andare a vivere in un altro stato anche se momentaneamente mi trovo abbastanza bene con la mia condizione attuale. Potrei comprare un piccolo appartamento ma è un passo da fare dopo aver valutato molte cose. Per la cittadinanza invece posso fare domanda solo tra 5 anni. La prenderò? Perché no.

sabato 14 maggio 2016

Green Card

Erano settimane ormai che andavo regolarmente sul sito dell'USCIS per controllare l'ultimo step per la approvazione finale della green card. Inserivo il mio case number, cliccavo su Check my status ma niente...la schermata riportava sempre lo stesso messaggio Case was received. Avrò inserito il mio case number 15-20 volte al giorno ma la schermata non si sbloccava mai: Case was received.  Mi sono convinto che era necessario avere pazienza, probabilmente è ancora troppo presto - mi dicevo - e dovrò aspettare per molte settimane, forse mesi. Addirittura l'avvocato di immigration mi disse tempo fa che ha avuto un caso di un assistito che ha dovuto aspettare per alcuni anni prima dell'approvazione finale. Non è frequente ma, se c'è un intoppo, può capitare. E così ho iniziato a cliccare sul sito qualche volta in meno al giorno, ok ok, non venti volte al giorno ma comunque una decina si.  Doveva pur sbloccarsi quel Case was received prima o poi! E così pochi giorni fa, dopo il milionesimo inserimento del case number qualcosa è cambiato...gli occhi hanno visto qualcosa di diverso, una sagoma leggermente diversa, li ho aperti meglio, ho messo a fuoco e...CASE WAS APPROVED! Sono rimasto immobile a fissare lo schermo per qualche minuto. Poi sono tornato in me, ho raccolto le idee e ho realizzato: Hanno approvato la mia green card!!!
Ero in ufficio e avrei dato la notizia ai colleghi solo più tardi perché alcuni erano in riunione. Nel frattempo guardavo lo schermo con gli occhi lucidi. Allora è fatta, ce l'ho fatta davvero! Dopo tutti questi anni di sacrifici. E pensare che solo pochi anni fa avevo rinunciato al sogno americano per tornare in Italia. L'America ha deciso. Mi ha accolto a braccia aperte la prima volta e mi ha riaccolto a braccia aperte anche la seconda nonostante le avessi voltato le spalle per tornare in Italia quando pensavo che restare qui a vita fosse un sogno irraggiungibile. E' stata paziente, mi ha voluto bene, mi ha fatto penare ma alla fine ha deciso: ora puoi essere uno di noi. You are one of us.
E ora bisogna solo celebrare. Vi ringrazio tutti per avermi seguito sin dal primo giorno in cui decisi di raccontare il tentativo di tornare a vivere qui, trovare un lavoro, uno sponsor, ottenere un visto e poi magari chissà la green card...la mia Mission Impossible. All'epoca non avrei mai creduto di potercela fare ma poi strada facendo ho iniziato a cambiare idea perché nothing is impossible if you really want it. Mi avete portato fortuna e vi ringrazio. God bless you and God bless America! Il cielo oggi è sempre più...Verde.

domenica 28 febbraio 2016

Periodo in stand-by ma forse ci siamo quasi

Ciao a tutti, il mese della scadenza del mio visto di lavoro, Marzo, stava pericolosamente arrivando e iniziavo a sentire un po' di agitazione perché teoricamente non potrei più rinnovarlo e dovrei fare le valigie e tornare in Italia. Per fortuna, però, il mio immigration lawyer ha lavorato bene (il suo ruolo è sempre essenziale, non fate le pratiche da soli) e quindi pochi giorni fa è riuscito a farmi ottenere un'estensione di un anno del permesso di lavoro. Solitamente questa estensione la concedono facilmente quando è in ballo la richiesta per la carta verde e arriva pochi mesi prima della decisione finale che è generalmente positiva. Quindi posso continuare a restare in USA legalmente al 100% per un altro anno e sono sereno perché la decisione finale è ormai imminente MA esulterò solo quando riceverò la carta verde per posta, tra le mie mani, nel giro di poche settimane o di pochi mesi.
Per il resto tutto procede molto bene, anche se sono in modalità di attesa, di stand by. Non solo per la green card. E' un periodo molto intenso a lavoro e ogni sera arrivo a casa stanco ma soddisfatto. L'inverno poi non è mai facile da queste parti, fa molto freddo, fa notte subito e quando arrivo a casa non ho voglia di fare granché, mangio, guardo un film e vado a dormire. A volte vado in palestra direttamente dopo il lavoro. Causa freddo e gelo ne ho approfittato per riprendere una passione che avevo da tempo trascurato: la lettura. Sto leggendo molto e mi è venuta voglia di scrivere. Ho in mente tante idee per racconti e per un paio di romanzi ma devo trovare il tempo per dedicarmi a queste idee con serietà e costanza. Per ora non anticipo niente ma se tra qualche mese avrò scritto qualcosa che reputo buono sarete i primi a saperlo.  Comunque da un paio di giorni la Primavera sta dicendo che sta per arrivare e non vedo l'ora dopo questo lungo inverno. Andrò a New York più spesso e sto organizzerò qualche viaggio in altri Stati. Forse entro fine anno mi sposterò a New York e cercherò un appartamento in affitto ma dopo pochi mesi potrei seriamente pensare di comprarne uno. Non sono ancora sicuro se acquistare a New York perchè potrei anche fare una pazzia, una volta ottenuta la green card, e decidere di andare a vivere in Florida o in California e fare un'esperienza di vita nuova. Entrambi gli Stati mi ispirano per il clima buono tutto l'anno, le tante attività che si possono fare all'aperto, i grandi parchi nazionali da visitare (soprattutto verso la West Coast). La Florida mi interessa perché li costa tutto meno...ma questo a parità di stipendio, bisogna valutare molte cose. La California mi interessa perché mi da l'impressione di uno stato in cui la mentalità è più easy e stressante rispetto a New York e poi c'è Los Angeles, in cui nasce l'immaginario del cinema mondiale (e il cinema è un'altra delle passioni che ho ho "risvegliato" recentemente). Insomma tanta carne al fuoco ma per ora tutto in stand by.
Come sempre, I'll keep you posted my friends.

sabato 23 gennaio 2016

Fingerprints

Come accennato in un post precedente poche settimane fa ho ricevuto un'email dal USCIS tramite nella quale mi comunicavano luogo, giorno e orario in cui recarmi nei loro uffici per farmi prendere le biometrics ovvero le mie impronte digitali, ultimo e importantissimo passo per la carta verde. USCIS vuol dire US Citizenship and Immigration Service, ma io per semplificare la chiamo semplicemente l'Immigration. Prima di entrare ho dovuto lasciare il cellulare in macchina perché non era concesso entrare con cellulari o macchine fotografiche ma mi sarebbe piaciuto molto fare una foto ad un poster all'interno che diceva "We are USCIS. We are America" e in cui era scritto Benvenuti in tutte le lingue del mondo. Sono andato dall'impiegata al desk, una signora di colore molto simpatica e le ho consegnato la lettera che avevo ricevuto dall'USCIS. Mi ha chiesto un documento di riconoscimento e le ho dato la patente americana (che qui vale come carta di identità). La ha guardata con attenzione e mi ha detto "Sembrerebbe che sia tu. Si, sei proprio tu" e mi ha dato un modulo da compilare con i miei dati personali. Mi ha dato un numerino, 91, e dopo dieci minuti è arrivato il mio torno. Un'altra impiegata mi ha fatto firmare con una penna elettronica, poi mi ha fatto una foto e mi ha preso le impronte tramite un dispositivo digitale molto sensibile. Mi ha inumidito le dita e prima mi ha preso le impronte delle quattro dita di ogni mano, esclusi i pollici. Poi i due pollici. Poi tutte e dieci le dita, una per una. Per le impronte dei mignoli c'era qualche problema perché anche dopo vari tentativi non venivano super definite ma mi ha detto  di non preoccuparmi perché andavano bene lo stesso. 
Devo dire che ero entrato in quegli uffici con un po' di timore reverenziale. Loro sono l'Immigrazione, tu l'immigrato che chiede umilmente di essere accettato a vita in questo Paese. E invece mi hanno trattano con cordialità e chiacchierando piacevolmente mi hanno messo subito a mio agio. Alla fine mi hanno dato un questionario, da compilare in forma anonima, da imbucare in un una cassetta lì fuori, per chiedere sostanzialmente se ero stato trattato bene e per dare eventualmente dei suggerimenti su cosa potrebbero migliorare.  E' una semplice cosa ma mi ha favorevolmente colpito. Pensateci, loro Immigration chiedono a te immigrato, trattandoti da pari a pari, di dare un giudizio su come sei stato trattato e suggerimenti su come poter migliorare. Ovviamente ho dato tutti giudizi positivi, poi ho salutato, hanno ricambiato il saluto con simpatia e cordialità sorridendomi e dicendomi "Good Luck" e sono andato via. Sono queste le piccole cose che mi fanno capire che questo è un Paese ospitale che tratta gli immigrati con gentilezza e rispetto. Da pari a pari. E sono sempre più contento di aver fatto la scelta di venire a vivere qui.
E ora...fingers crossed. USCIS invierà le mie impronte all'FBI e poi  dovrà solo aspettare la decisione finale. Sempre più vicino alla meta! 

sabato 9 gennaio 2016

Ricapitolando...le tappe per la Green Card

Vorrei ricapitolare le tappe fondamentali per ottenere la green card tramite sponsorizzazione di lavoro. Una breve premessa è d'obbligo perché continuo a ricevere email in cui noto una certa confusione e chi scrive non ha chiara la differenza tra Visto e Green Card e inoltre pensa che sia facilissimo richiedere sia uno che l'altra.
Il Work Visa è il permesso di lavoro per un numero limitato di anni. Ci sono vari tipi di Work Visa e la loro approvazione non è automatica (come per la green card anche per i Work Visa ci si rivolge a un avvocato esperto di pratiche di immigrazione) e la cosa importante da capire è che non sono rinnovabili all'infinito. Ad esempio per il visto H1B, quello più richiesto, concedono di lavorare per 3 anni ed è rinnovabile solo una volta, per altri 3 anni. Alla scadenza del secondo visto...bisogna tornare in Italia.
Ottenere un visto può costare 4-5mila dollari, la cifra dipende dall'avvocato di immigrazione al quale vi affidate.
Quindi anche se in teoria si può tentare di passare da un visto di lavoro all'altro (non è facile) rinnovare il visto ogni tot anni a un certo punto questa non è la soluzione migliore perché si resta nell'instabilità perenne senza contare che a un certo punto potranno decidere che devi tornare indietro senza discutere.
Quindi conviene fare domanda per la green card e ottenere quindi il permesso di residenza a vita. E' un processo lungo e costoso per l'azienda che deve essere davvero convinta di voler instaurare un rapporto duraturo con te, straniero. Perché sprecare tempo e denaro quando potrebbe benissimo assumere un americano? Devi cercare di mostrarti essenziale per l'azienda e quindi cercare lavoro in compagnie alle quali possano davvero servire le tue caratteristiche perché non le trovano negli Americani.  A quel punto la green card sarà un vantaggio sia per la compagnia che per te, straniero.
Per completare il quadro è bene sapere che si può liberamente lasciare la compagnia che ti sponsorizza, una volta ottenuta la green card anche se per una questione di rispetto e riconoscenza verso la compagnia quasi tutti cercano di restare almeno qualche mese o anno prima di guardarsi  attorno per delle nuove opportunità.

Ecco le tappe fondamentali:

1. La compagnia che ti sponsorizza deve spendere una cifra tra i 10 e i 15mila dollari tra feed da pagare alle autorità americane e quelle da pagare all'imigration attorney che si occuperà delle  varie pratiche.

2. La compagnia deve mettere annunci per un certo numero di settimane per la posizione lavorativa su quotidiani come il NY Times, online, per radio, sulla bacheca all'interno dei propri uffici. In poche parole deve cercare per quella posizione aperta prima tra gli Americani.

3. Quando arrivano i Resume (CV) dei potenziali candidati, la compagnia deve analizzarli con attenzione. E se nessun candidato americano va bene per la posizione, deve inviare una lettera o un'email giustificando il non interesse.

4. La compagnia che a questo punto può dimostrare che ha cercato prima tra potenziali candidati americani, ma che nessuno era davvero adatto alla posizione, chiede al Dipartimento del Lavoro se puo' assumere te, lo straniero, il non-Americano. 

5. Il Dipartimento del Lavoro può dare l'ok, può negare la domanda sostenendo che è impossibile che per quella posizione la compagnia non abbia trovato un buon candidato americano, può chiedere ulteriori dettagli e documentazione.

6. Se il Dipartimento del Lavoro approva, la compagnia deve inviare vari documenti per indicare la propria solidità finanziaria e, molto importante, deve dichiarare che tu, straniero che vuole sponsorizzare con un lavoro permanente, non verrai sottopagato. Il Dipartimento del Lavoro ha una lista per ogni tipo di lavoro con il relativo stipendio minimo in base allo Stato e quindi in sostanza è come se dicesse alla compagnia: cercate un programmatore, un traduttore, un ingegnere straniero? Bene non potete dargli meno di questo stipendio perché è lo stesso che avreste dato a un americano, è il salario minino per questa posizione, in questo anno e in questo Stato. Così si evita che la compagnia assuma uno straniero solo per sottopagarlo, a discapito di un americano.

7. Vieni convocato per la visita medica in uno dei tanti studi medici associati con l'Immigrazione.

8  Una volta ottenuta i risultati li mandi al tuo immigrati lawyer che li manda il invia con altri documenti al Department of Homeland Security.

9 Se tutto va bene ricevi una lettera dal Deparment of Homeland Security in cui ti indicano luogo, giorno e ora in cui devi andare a farti prendere le impronte digitali che verranno inviate all'FBI che dopo un accurato controllo sulla fedina penale, manderà i risultati, al Deparment of Homeland Security e/o all'Immigration. Dovrei controllare.

10 A questo punto potrebbero chiederti di andare a fare un colloquio ma solitamente il colloquio è obbligatorio per chi richiede la green card tramite matrimonio. Per chi viene sponsorizzato da una compagnia solitamente non c'e' colloquio e quindi dopo le impronte si deve solo aspettare. La tanto attesa carta verde, il lasciapassare per poter restare legalmente a vita in questo Paese arriverà per posta. Ancora non so come reagirò quel fatidico giorno che incrociando le dita dovrebbe arrivare presto.

venerdì 8 gennaio 2016

Aggiornamento Carta Verde: impronte digitali

Pochi giorni fa ho ricevuto una lettera dal Department of Homeland Security - U.S. Citizenship and Immigration Services. La lettera incuteva un po' di timore. Era una Appointment Notice ovvero le indicazioni sul giorno, orario e luogo in cui devo andare a farmi prendere le biometrics più comunemente note come le impronte digitali. Ottimo, questo è uno degli ultimi step, se non l'ultimo, del lungo procedimento per ottenere la Green Card. Sulla Appointment Notice è anche scritto che non presentarsi equivale alla mia intenzione di abbandonare le pratiche. Come sono severi...quasi quasi per essere sicuro di non arrivare in ritardo, la sera prima vado a dormire lì fuori...Scherzi a parte, se non potessi essere disponibile in quel giorno ho la possibilità di fare una telefonata per chiedere di fissare un appuntamento per un altro giorno.
Ho letto che le impronte digitali verrano poi mandate alla FBI che dopo un controllo accurato mandarà il responso all'Immigration. Poiché ho la fedina penale immacolata tutto dovrebbe procedere per il meglio e, credo, dopo poche settimane dovrei ricevere la fatidica Green Card a casa.
Ragazzi ci siamo quasi! Non ci posso credere che tra qualche settimana potrei finalmente aver raggiunto questo obiettivo che inseguo ormai da oltre dieci anni.
Fingers crossed and stay tuned for more updates!

sabato 21 novembre 2015

Visita medica per la green card

Qualche settimana fa ho fatto l'Immigration Physical ovvero la visita medica per la Green Card. Prima di raccontarvela vorrei fare un breve riepilogo dei passi piu' importanti anche per far capire quando sia lungo e complesso tutto il processo per diventare un Permanent Resident.

Il primo e probabilmente il piu' importante e' ottenere l'approvazione da parte del Dipartimento del Lavoro.  La compagnia che vuole sponsorizzare uno straniero deve dimostrare che ha una posizione aperta per la quale ha sondato il terreno prima "tra gli americani". Quindi per alcune settimane deve pubblicare annunci su internet o su giornali nazionali (come il NY Times) e quando arrivano i Resume (CV) non può cestinarli, deve analizzarli bene e se li scarta deve mandare una lettera ad ogni candidato per ringraziare e comunicare che purtroppo non e' adatto alla posizione. La compagnia deve fare delle copie di queste lettere per poi argomentare bene al Dipartimento del Lavoro perché' quei candidati americani non andavano bene (pochi anni di esperienza, studi universitari non adatti alla posizione, conoscenza di una sola lingua quando ne servirebbero due etc etc). E è solo allora che la compagnia, viste quelle circostanze particolari, "chiede il permesso" al Dipartimento del Lavoro di assumere un non-Americano che gli sembra adatto alla posizione.

Dopo l'approvazione, che non è scontata, si può proseguire con i passi successivi. La compagnia deve ora dimostrare o meglio dichiarare per iscritto che lo straniero sponsorizzato non verrà sottopagato. C'è una lista di salari minimi per ogni posizione lavorativa e ogni area degli Usa e la compagnia dichiara che si atterrà a quei salari, può offrire di più ma non di meno. Questo è per evitare che la compagnia assuma stranieri solo per convenienza economica. E' come se gli Stati Uniti dicessero: vuoi assumere un non-americano perché ti sembra più adatto alla posizione? Bene, ma non puoi dargli meno di questo salario.

E si arriva quindi alla visita medica. Mi è stata data una lista di studi medici nella mia città legata all'Immigration, ne ho scelto uno e ho fissato l'appuntamento.
Lo studio era molto particolare con decorazioni di Halloween sulle pareti. Un'atmosfera  familiare e serena. Una dottoressa mi ha misurato peso, altezza, pressione e mi ha fatto compilare alcuni moduli tra cui c'erano domande come: Fumi? Hai problemi di alcool? Allergie particolari? Problemi psicologici particolari?
Poi un dottore mi ha fatto la visita vera e propria. La prima parte per analizzare le mie facoltà psico-motorie. Alza la gamba destra, alza la gamba sinistra. Toccati la spalla sinistra con l'orecchio sinistro, ora la destra con l'orecchio destro,  spingimi verso di te, ora lontano da te, tira fuori la lingua, dentro la lingua, guarda in su, guarda in giu. Mi veniva un po' da ridere, ma mi sono trattenuto.
Poi nella seconda parte mi ha iniettato di tutto...vaccinazione per l'influenza e per la varicella, antitetanica, puntura sul braccio per la tubercolosi per la quale sono dovuto tornare dopo due giorni a far vedere il braccio. E poi mi ha fatto un prelievo del sangue per analizzare, a quanto ho capito, il sistema immunitario e la sifilide. E la visita e' finita lì.
Una volta arrivati i risultati delle analisi, il dottore mi ha telefonato e mi ha detto che era tutto ok e mi ha fatto tornare per firmare i vari moduli con i risultati. Il rituale prevede tre moduli da firmare: la mia copia, la copia del dottore e la copia da mandare all'Immigration in busta sigillata. Il dottore ha firmato con me come testimone, poi ha fatto firmare a me con lui come testimone. Ha infilato una copia in una busta gialla, l'ha sigillata con scotch trasparente e ha scritto su la sua firma in lungo in modo che risulterebbe evidente se qualcuno aprisse la busta. In tal caso l'Immigration invaliderebbe il tutto.

Ho inviato la busta sigillata al mio immigration lawyer il quale ha inviato altri moduli da compilare e firmare a me e al mio capo. Compilati e firmati, li abbiamo mandati all'avvocato.
Si tratta degli ultimi moduli per chiedere al Department of Homeland Security di farmi un adjustment of Status e farmi quindi diventare un Permanent Resident.
L'avvocato ha inviato tutto al DHS: l'approvazione del Dipartimento del Lavoro, la busta sigillata con i risultati della visita medica e vari altri moduli. Il DHS analizzerà i moduli e farà i controlli di rito sulla mia fedina penale dopo di che' dovrebbe dare l'approvazione alla mia Green Card! Riceverò prima una comunicazione via lettera e dopo due settimane mi verrà inviata la Green Card vera e propria, il famoso pezzo di carta, il cartellino verde...il passaporto per la libertà!

È un processo molto lungo ma sono quasi alla fine. Ormai si tratta solo di aspettare.
I'll keep you posted!

giovedì 3 settembre 2015

Breaking News: green card update

Breaking News!
Pochi giorni fa, quasi inaspettata mi e' arrivata una grande notizia: il Dipartimento del Lavoro ha certificato (approvato) la domanda della mia compagnia per sponsorizzarmi per la carta verde!
Il mio capo mi ha girato l'email del mio immigration lawyer che a sua volta ha ricevuto la comunicazione direttamente da parte del Departmenf of Labour.
Era il passo piu' importante, lo scoglio piu' difficile da superare ed e' andato bene anche in tempi piu' brevi di quelli che avevo previsto. Quando ho ricevuto l'email dal mio capo mi sono quasi commosso! I tanti sacrifici di tutti questi anni iniziano a farsi ripagare allora! Ora non vuol dire che ho ottenuto la green card ma posso dire di averla in tasca al 70%e posso guardare ai prossimi steps in modo piu' sereno.
Quali sono questi prossimi step? Non conosco bene tutti i dettagli ma credo che il prossimo passo sia compilare  un modulo in cui la mia compagnia dovra' provare che e' in "buona salute" e potra' pagarmi il salario minimo per la mia posizione. Deve garantire in poche parole che non verro' sottopagato. Se un americano che viene assunto a New York guadagna in media una determinata cifra all'anno la compagnia deve garantire che non verro' pagato meno altrimenti vorrebbe dire che vuole assumere me solo perche' se assumesse un americano dovrebbe pagare di piu' e cio' andrebbe a svantaggio dei lavoratori americani.
E poi si va avanti con altri passi uno dei quali credo siano dei controlli sulla mia fedina e (forse ma non sono sicuro) se ho sempre pagato regolarmente le tasse dopodiche' mi "mettero' in fila" con gli altri che hanno fatto domanda negli anni precedente per ottenere la tanto agognata green card.
Insomma ora sono piu' sereno e per cio' che sto leggendo i tempi per ottenere le green card si stanno velocizzando. Sto anche leggendo di molti italiani ai quali sono stati negati dei visti di lavoro quindi questa notizia e' in controtendenza con cio' che sta succedendo nel mondo dei visti.
Credo che stiano per cambiare le regole e le leggi per l'immigrazione, e' nell'aria da anni, e quindi staranno cercando di velocizzare il processo per chi lo ha gia' avviato dopodiche' cambiera' tutto. Se e' cosi' mi trovo in un periodo fortunato. Ripeto ancora non ce l'ho in tasca ma la notizia mi ha portato per un giorno al settimo cielo.E i prossimi mesi potranno tingersi di verde.
Stay tuned for more updates.

sabato 20 dicembre 2014

Brevi aggiornamenti alla rinfusa

Rieccomi qua, dunque cosa e' successo negli ultimi tempi?
Vediamo un po'.
Le pratiche per la Green Card stanno andando avanti. Siamo ancora agli inizi ma si procede. L'avvocato assunto dall'azienda sta preparando le pratiche da inviare al dipartimento del lavoro e sta quindi mettendo annunci online e su quotidiani, da parte dell'azienda, per provare al dipartimento del lavoro che l'azienda ha cercato innanzitutto nel mercato del lavoro americano. Arriveranno quindi in azienda dei CV (si spera pochi) dopodiche' l'azienda tramite l'avvocato deve giustificare perche' i CV arrivati non vanno bene per la posizione e perche' invece preferirebbero offrire a me la posizione permanente per la quale c'e' bisogno della Green Card. E' come un gioco ma bisogna giocare e stare alle regole americane.
Sempre lavoro hanno assunto una nuova ragazza molto carina, giovane e a quanto pare single.
Piace un po' a tutti noi colleghi, sposati e non, e si stanno verificando scene da film. Ogni giorno ce n'e' una. Lei comunque e' un po timida, ride e scherza con tutti ma e' spesso sulle sue, un po' fredda, ma io la capisco, soprattutto se le fanno troppi complimenti: apprezza ma secondo me la mettono a disagio. Potr scrivere un libro con i soli episodi di chi, come e quando le ronzano attorno nei modi piu' ridicoli e disparati...
Poi...vi ricordate il Peruviano? Il tipo che viveva nell'appartamento accanto al mio e che si e' approfittato spesso del figlio un po' handicappato del mio padrone di casa? Uscivano assieme ma faceva pagare sempre al lui. E il padre di F e' riuscito dopo tanta fatica a farlo andare via.
Bene, F mi ha detto che ha riincontrato il peruviano (perche' lavora alla banca in cui lui ha un conto) e lo ha invitato una sera a casa sua a cena. Poi dopo qualche altro giorno lo ha invitato ad andare a uno strip club. F apprezza tutto cio', poiche' non lavora, sta tutto il giorno in casa con il padre e si annoia molto quindi per lui ogni occasione per uscire lo rende felicissimo. Peccato che sia un po' ingenuo. Finora ha pagato il peruviano, per la cena e per lo strip club (probabilmente uno dei tanti molto "cheap" in cui si paga $10 per entrare) e poi si puo' bere una birra al bancone per pochi dollari. Ma temo che una volta che F sia preso con l'amo allora il peruviano iniziera a far pagare lui, cene, centri massaggi e chissa' cosa altro. Ho detto a F di stare attento a questo tipo perche' gia' gli ha spillato tanti soldi in passato. Speriamo bene.
Sempre riguardo F e suo padre M, tempo fa sembrava che M stesse cercando una moglie per F (che ha 43 anni). Poiche un loro parente ha sposato una colombiana questa signora sta cercando di combinare qualcosa con una sua nipote colombiana. Secondo me si stanno mettendo in un bel casino. Comunque da qualche telefonata di M in cui parla con questa colombiana quando non c'e' il figlio F mi e' parso di capire che l'eventuale mogliettina colombiana potrebbe essere non per il figlio ma per lui! Poiche' i muri tra il mio appartamento e il piano di sopra non sono spessi ho sentito Mr M dire cose come: I love you. You venire qua e stare da me. Non potere stare senza di te.  
Non so se mai verra' ma se lo fara' penso che questa gli prosciughera' tutti gli averi. Perche' mai dovrebbe accettare di venire in Usa per sposare un ragazzo un po' handicappato o suo padre pensionato? Per sistemarsi no? Da film anche questa storia.
Per il resto e' un periodo un po' cosi', il periodo natalizio in America e' molto lungo. All'inizio e' molto bello, si respira un'atmosfera di luci e colori molto festiva ma dopo un po' rischia di nauseare con tutte quelle musiche natalizie ad ogni angolo, in TV, su internet, ovunque si parla di Natale e di regali.E' un consumismo che fa bene all'economia ma spesso sconfina nella superficialita'.
E poi sapere che non potro' trascorrerlo con la mia famiglia in Italia mi mette un velo di tristezza. Quasi non vedo l'ora che sia Gennaio. Ma insomma sopravvivero' anche quest'anno. Sono i pro e i contro di essere riusciti a construirsi un'altra vita all'estero.Una vita in cui non si possono  vivere tutte le giornate importanti assieme alla propria famiglia ma e' anche una vita serena in cui si e' riusciti a costruire qualcosa con le proprie mani senza l'aiuto di nessuno.
Ok per ora e' tutto. Se non ci sentiamo prima...
Buon Natale a tutti, cari lettori.

sabato 13 dicembre 2014

Torno subito

Ciao a tutti, e' da tempo che non scrivo sul blog. Alcuni mi hanno inviato delle email per chiedermi il motivo. Non c'e' una ragione in particolare. E' un periodo molto intenso al lavoro e poi ho avuto tanti pensieri per la testa che non mi hanno dato ne' il tempo ne' l'ispirazione per scrivere. Il periodo di Natale poi e' sempre un po particolare per me: viverlo all'estero quando la mia famiglia e' tutta in Italia. Ma va tutto molto bene, non vi preoccupate. Diciamo che sto solo ricaricando le batterie e tornero' molto presto.

sabato 13 settembre 2014

Green card, mission 2

Chi mi segue da tempo sa che la Mission Impossible era riuscire a trovare in soli tre mesi una compagnia disposta ad assumermi e a sponsorizzarmi per un visto di lavoro. Con un po' di tenacia e molta fortuna ci sono riuscito. In realta' c'e' anche una seconda parte, ovvero conquistare la fiducia dell'azienda e ottenere la green card tramite la loro sponsorizzazione. Questa missione e' a un buon inizio perche' pochi giorni fa, il capo, al quale ne ho parlato in passato, ha incontrato personalmente un avvocato esperto di pratiche di immigrazione, e dopo qualche giorno mi ha confermato che l'azienda ha deciso di tenermi oltre la scadenza del visto e quindi mi ha dato l'ok ufficiale per iniziare le pratiche per la green card!
.Molti di voi si chiederanno come funzionano le pratiche. E vi dico subito che sono pratiche lunghe e costose, migliaia e migliaia di dollari, tra il compenso dell'avvocato e le altre varie pratiche. Il capo mi ha detto che se loro mi fanno le pratiche poi pero' devo restare con loro fino alla fine dei miei giorni. Si scherzava ovviamente ma pensate a una scena simile in un'azienda italiana. Investirebbero migliaia di dollori su di te e ti chiederebbero anche se scherzosamente di restare a vita con loro? Impossibile.
Le pratiche per ottenere la green card tramite sponsirizzazione da lavoro erano molto lunghe in passato, oltre cinque anni, ora sembra che servano  in media circa 3 anni ma dipende anche dal ruolo in azienda della persona sponsorizzata e dai suoi titoli di studio. Un Master in Usa sicuramente velocizza le pratiche. Fondamentalmente ci sono due scogli da superare. Il primo e' convincere il Dipartimento del Lavoro che poiche' l'azienda non ha trovato altri Americani adatti alla posizione lavorativa e' in un certo senso costretta ad assumere te che sei non americano. E bisogna seguire tutto un protocollo di regole che solo un avvocato esperto di immigrazione conosce bene. Prima di tutto l'azienda deve pubblicare degli annunci su vari media, ad esempio sul NY Times, ma anche sulla bacheca dell'ufficio, su sito dell'azienda, per radio etc. Credo che debba farli su tre mezzi diversi e deve documentare di averlo fatto per almeno un certo periodo di tempo, ovviamente non un giorno, ma almeno alcune settimane.
Ho letto che ci sono alcuni trucchi usati da alcuni avvocati come ad esempio mettere un annuncio radiofonico che verra' ascoltato di notte da poche persone o pubblicare l'annuncio su giornali minori ma insomma sono trucchi rischiosi, si puo' fare fino a un certo punto. Oppure possono mettere l'annuncio "tailored" tagliato ad arte su cio' che sono i tuoi studi e la tua esperienza ma anche su questo bisogna stare attenti a non farlo troppo "tailored". Bisogna mettere in conto che potranno arrivare all'azienda molte telefonate e CV (che qui si chiama Resume) e l'azienda e' obbligata in qualche modo a rispondere o a fare i colloqui a queste persone. Poi potra' dimostrare per iscritto come si sono svolti i colloqui e perche' ognuno era meno adatto della persona che vogliono sponsorizzare per la posizione lavorativa. In poche parole l'azienda tramite l'avvocato deve convincere il Dipartimento del Lavoro che nonostrante la ricerca e la precedenza data a potenziali candidati americani, la persona piu' adatta per la posizione sei tu. E ovviamente l'azienda deve anche allegare molti documenti che mostrano che la compagnia e' in salute, le entrate, dati dell'incorporazione e sopratutto deve dichiarare che ti paghera' un determinato salario minimo annuale. C'e' una lista che indica lo stipendio minimo per ogni posizione lavorativa. Se in Usa chesso' a un grafico pubblicitario devono dare chesso' uno stipendio minimo di 60mila dollari lordi l'anno, la compagnia non puo' dire al Dipartimento del lavoro che ti paghera' 40mila. La pratica verrebbe rigettata perche' vorrebbe dire che la compagnia assumerebbe te, svantaggiando dei potenziali lavoratori americani, solo per risparmiare (un po come fanno con gli immigrati in Italia) . Se e' vero che la compagnia ha bisogno proprio di te, deve pagarti lo stesso stipendio che in media verrebbe pagato ad un americano. E deve attenersi a quella lista di stipendi minim, che se non erro cambia ogni anno ed e' a disposizione degli avvocati di immigration.
Dopo l'approvazione del Dipartimento del Lavoro, se non erro, si passa a quella del Dipartimento della Homeland Security. In pratica l'avvocato a nome dell'azienda deve inviare i documenti a questo dipartimento dicendo: questo candidato straniero ha ottenuto l'approvazione da parte del Dipartimento del Lavoro. Ora chiediamo gentilmente anche la vostra. E cosi' il DHS cotrollera' se la persona sponsorizzata per la Green Card ha legami con il terrorismo, ha in passato avuto problemi con la giustizia e se e' tutto ok daranno l'approvazione. Tutto questo richiede almeno due o tre anni. Dopodiche' bisogna "mettersi in fila" con tutti gli altri che hanno avuto queste approvazioni e quando arriva il proprio turno finalmente si otterra' la tanto agognata green card, che da' il permesso permanente di vivere e lavorare negli Usa senza piu' necessita' di spendere soldi per rinnovare visti di lavoro ogni tre o cinque anni.
E spesso i visti possono essere rinnovati solo per un paio di volte, dopodiche' bisogna tornare nel proprio Paese e restarci per qualche tempo prima di poter ritornare in Usa. La Green Card invece risolve tutti questi problemi.
Quindi questa sara' la mia "seconda missione" forse la piu' importante perche' mi dara' finalmente la possibilita' di avere un futuro permanente negli Stati Uniti. Tutto sta per iniziare. E ci sara' da fare qualche sacrificio, soprattutto economico, perche' potrebbero chiedermi di contribuire alle spese.
Ma sono in ballo e devo ballare. Vi terro' aggiornati.
Fingers crossed! Dita incrociate!
WISH ME LUCK!

giovedì 10 aprile 2014

Il sogno puo' andare avanti

Ieri e' stata una giornata decisiva per il mio futuro negli Usa.
Pochi giorni fa anche grazie a uno di voi lettori che mi ha segnalato che ora l'immigration sta valutando le domande per la carta verde molto piu' velocemente, mi sono deciso, ho preso coraggio e ho mandato un'email al mio capo che era in viaggio di lavoro.
Gli ho scritto che avrei voluto parlargliene piu' in la' ma poiche' ho saputo che sembra che stiano velocizzando le pratiche di assegnazione delle green card e temo che stiano per cambiare la legge sull'immigrazione dopodiche' potrebbero diventare piu' severi, mi piacerebbe sapere se la compagnia e' disposta a sponsorizzarmi per la carta verde, dando da parte mia la disponibilita' a pagare in parte o completamente per tutte le spese burocratiche. Il capo mi ha risposto che ne avremmo parlato. Ieri e' tornato in ufficio e abbiamo iniziato a parlare di lavoro, io, lui e il manager (braccio destro del capo e mio supervisor). Poi il capo ha chiesto al manager in modo scherzoso: allora come va il ragazzo? Lo teniamo o lo mandiamo via? Gliela facciamo questa green card? Il manager ha risposto che finora ho lavorato bene e che lui me la farebbe. Il capo mi ha fatto qualche altra domanda sui costi e poi, come se niente fosse, mi ha detto di procedere perche' la compagnia mi sponsorizza per la green card!!! Insomma sono riuscito nell'impresa, ho guadagnato la loro fiducia e ora posso guardare oltre alla scadenza del visto, tra due anni, il sogno americano potra' spingersi oltre. Forse la compagnia non mi fara' neanche pagare le spese per queste pratiche, oltre 10 mila dollari, ma se anche chiedessero a me di pagare non sarebbe un problema, insomma chiedero' dei prestiti, mettero' dei soldi da parte e in qualche modo faro'. L'importante e' che ora posso seriamente iniziare a pensare ad un futuro. Ovviamente la trafila sara' lunga e costosa ma sono ottimista ora che lo scoglio piu' importante e' passato e sara' solo una questione di tempo.
Poi sempre in tono scherzoso il capo mi ha anche detto che ora pero' devo impegnarmi a restare in questa azienda almeno per qualche anno. Io ho risposto che per me resterei anche a vita! E lui: non esageriamo ora, qualche anno va gia bene. Ma dove la trovo una compagnia cosi? Dopo questa conversazione ho ringraziato e sono tornato alla mia scrivania e per una mezzora mi sono sentito quasi...commosso. Ho ripensato a quei momenti brevi ma intensi in cui i responsabili delle aziende italiane mi trattarono dall'alto in basso come l'ultimo degli inutili, uno tra i tanti, quasi un pacco senza valore da mettere ora qua e ora la, e a tutte le umiliazioni e situazioni ridicole alle quali ho dovuto assistere. E poi, che succede? Arrivo in Usa, nel giro di pochi mesi e pochi colloqui varie compagnie vogliono assumermi, scelgo la migliore, li' credono in me, mi assumono, pagano tutte le spese per il visto, mi danno uno stipendio che in Italia avrei solo potuto sognare, mi stimano, mi valorizzano, investono su di me, in pochi mesi decidono che possono sponsorizzarmi per la green card e forse pagheranno anche per queste spese! E chiedono loro a me di impegnarmi a restare con l'azienda almeno per un certo numero di anni. Da non credere!
A volte mi chiedo il perche' il mio Paese non e' riuscito a darmi queste semplici gioie ma non riesco a trovare risposta. Ma forse e' meglio cosi'. Le soddisfazioni me le sta dando un altro Paese, quello che mi ha riaccolto a braccia aperte dopo averlo "tradito" per essere tornato in Italia.
Ma ora basta con questi discorsi "epici". Bisogna solo brindare. Grazie America per un'altra giornata importante che mi hai regalato. Lo sapevo che avrei fatto bene a ritornare da te.

sabato 10 agosto 2013

401K e assicurazione medica

Ciao a tutti, come sapete qualche giorno fa ho lasciato la casa dei miei zii, che mi hanno gentilmente ospitato per un mese, mi sono trasferito nello studio apartment dei miei amici italo-americani e la mia settimana procede cosi': dal lunedi' al venerdi' lavoro, il sabato mi dedico a qualche faccenda domestica, o a qualche spesa per la casa, e la domenica vado a fare un giro a New York a volte con qualche nuova amicizia (qualcuna nata proprio grazie a questo blog).
Ieri, in ufficio, mi sono informato meglio sul famoso 401K di cui ho sentito sempre parlare ma non mi ero mai informato. Non so se esiste qualcosa di simile in Italia, mi rendo conto che non avendo mai davvero lavorato in Italia conosco quasi meglio gli aspetti del mondo lavorativo americano di quelli del mondo italiano. Il 401K e' un benefit che viene offerto da alcune compagnie, ed e' sostanzialmente una forma di pensione integrativa. Poiche' un collega mi ha detto che, dopo 3 mesi, ai nuovi assunti viene data l'assicurazione medica e, volendo, anche il 401K, ho chiesto ulteriori dettagli. Non tutte le compagnie offrono questo benefit e ogni compagnia puo' adottare un piano 401K con regole differenti. Nel mio caso  funziona cosi': posso decidere di destinare una percentuale del mio stipendio annuale al fondo per il 401K. Se non verso piu' del 4.5% dello stipendio, per ogni dollaro versato, la compagnia ne versera' un altro, cioe' the company will match it up to 4.5%.
Ad esempio...se guadagno 100mila dollari l'anno (seee magari!) e verso il 4.5%, ogni anno $4500 verranno dedotti dal mio salario mensile e andranno nel fondo 401K e allo stesso tempo la mia compagnia ne versera' per me altri $4500. Se ne verso di meno, chesso' 3mila, la compangia ne versera' altri 3mila, perche' 3mila e' sempre una percentuale inferiore al 4.5% del mio salario annuale.
Se invece decidessi di versare 10mila l'anno, sono libero di farlo, ma la compagnia versera' per me "solo" $4.500, non di piu', perche' $10000 corrisponderebbe al 10% del mio stipendio e la compagnia arriva fino al 4.5%.
La somma versata non viene tassata e quindi un altro vantaggio e' che pagherei meno tasse, anche se credo che poi le tasse dovranno essere pagate quando, arrivato all'eta' pensionabile ritirerei il gruzzoletto. Mi pare di aver capito che questi soldi non possono essere prelevati fino al momento della pensione ma pagando una penale (del 10%) dovrebbe essere possibile ritirarli. Altra cosa da approfondire, questi soldi possono anche essere usati per un mutuo, ovvero facendo un prestito a me stesso!
Ma, e ora viene il bello, i soldi del fondo non devono restare immobili, devono essere investiti e quindi potrebbero aumentare o dimunuire considerevolmente. Si puo' scegliere di investire il 100% in modo aggressivo, in azioni o investimenti rischiosi oppure optare per azioni "sicure", o anche destinare una percentuale in investimenti aggressivi, un'altra in investimenti a medio rischio, un'altra in investimenti sicuri.
Insomma e' un po' ironico dal mio punto di vista che per avere piu' sicurezza con una pensione integrativa, bisogna comunque passare per una fase di insicurezza di investimenti in borsa. Sembra quasi un controsenso ma tutti mi dicono che se una compagnia offre il 401K non bisogna lasciarsi sfuggire l'opportunita' e infatti credo che tutti i miei colleghi siano enrolled. Mi informo meglio e poi decido cosa fare. A proposito sia per il 401K che per l'assicurazione medica vengono concesse solo dopo tre mesi di lavoro, pare che per molte compagnia tre mesi siano considerati il tempo minimo necessario per tenere un impiegato davvero in prova (on probation), sul campo, e per capire se e' onesto e affidabile e puo' essere davvero considerato "uno di loro" per un periodo piu' lungo.
E a proposito di assicurazione medica vi lascio con una curiosita' che mi hanno detto sempre i miei colleghi. Alla compagnia assicurativa ovviamente interessa che l'assicurato sia una persona sana, e quindi incentiva il suo benessere psico-fisico. Ad esempio...se mi iscrivo in palestra e nell'arco di sei mesi dimostro di esserci andato almeno 50 volte, l'assicurazione paga meta' delle spese mensili della palestra. Insomma qui in Usa, e' vero, si paga tutto, anche l'aria che si respira ma il concetto di meritocrazia e' sempre presente, ti premia spesso e ti aiuta a risparmiare.

venerdì 2 agosto 2013

Studio apartment

Cari lettori come va? Da ieri sera sono qui in affitto nello studio apartment dei miei amici calabresi (padre e figlio). L'appartamento si e' liberato a fine luglio e ieri sera dopo aver cenato con i miei zii, dopo averli ringraziati e salutati calorosamente ho messo le valigie in macchina e sono venuto qui. Ho dormito sul letto gonfiabile che ho comprato da Target e stamattina ho iniziato ad aprire borse e valigie ma il caos regna sovrano perche' dovendo andare a lavoro non ho completato l'opera di ordinamento nei cassetti. Poi stasera, uscito dall'ufficio, sono andato a fare una bella spesa da Stop n Shop e ho iniziato a riempire il frigo, che ha la priorita' sui vestiti nei cassetti, quelli possono aspettare a domani.
Poco fa Frank  e' sceso a salutarmi. E' molto contento del mio ritorno a casa sua. Ma dovrei fare un breve flashback. Ho conosciuto Mike, il padre di Frank, (nei post passati lo ho chiamato Mr. M) durante la mia prima avventura americana, nel 2004. Lavoravo part time in uno dei dipartimenti del Community College che frequentavo. Mr Mike cercava un'insegnante che gli avevano consigliato alla quale avrebbe voluto chiedere delle informazioni per iscrivere suo figlio Frank (nei post passati lo ho chiamato semplicemente F) a qualche corso di lettura, scrittura, matematica di base. F e' sui 40 anni ed e' learning disabled, in pratica ha un handicap lieve o meglio ha difficolta' di apprendimento, ma a parte questo ragiona abbastanza bene, guida la macchina e per molti aspetti e' indipendente, anche se non lavora.
Comunque dall'inglese "maccheronico" capii che Mr. M era italiano e infatti me lo confermo' e iniziammo a parlare in italiano. Poiche' l'insegnante non c'era, e io ero in cerca di qualche lavoretto e in quel periodo arrotondavo con lezioni private di chitarra e italiano, dissi a Mr. M:  Io do' lezioni private di Italiano, magari posso provare io a dare qualche lezione a tuo figlio. Se non avessi osato e non avessi pronunciato quelle parole tante altre cose negli anni seguenti non sarebbero mai accadute. Iniziai ad andare a casa loro, 4 giorni alla settimana, 2 ore al giorno a $20 dollari l'ora, che poi abbassai a $15. Mr. M, sua moglie Marcella (anche lei di origini calabresi come il marito) e il figlio F si affezionarono a me e anche io a loro. C'era rispetto reciproco e spesso la signora mi invitava a pranzo o a cena, o preparava dei biscotti con suo figlio molti dei quali poi mi venivano gentilmente donati, soprattutto nel periodo natalizio, e dopo quasi ogni cena conservava un piatto anche per me che poi mi avrebbe dato il giorno dopo quando sarei andato a casa loro per la lezione a Frank. Cibo ottimo, italiano, a volte un po' piccante ma sempre buono. Io cercavo di ricambiare aiutandoli a sbrigare faccende burocratiche, scrivendo per loro email o lettere perche' non avendo studiato ne'in Italia.ne' in Usa non sanno scrivere molto bene in Inglese. All'epoca vivevo nell'appartamento che mi aveva fittato mio zio ma volevo andarmene da li. La casa della famiglia di Frank era strutturata in questo modo: il secondo piano era abitato da loro e il primo piano era diviso in due, in una meta' avevano creato un bell'appartamentino con entrata indipendente e nell'altra meta' una grande stanza con una cucina e un grande tavolo al centro e un bagno adiacente alla cucina. In questa grande stanza erano soliti cucinare e mangiare tutti e tre e inviare amici.
Quando si libero' l'appartamento al primo piano mi proposero di andare ad abitare li' a un prezzo molto buono e ho vissuto li' fino al 2010, quando decisi di tornare in Italia. Purtroppo la madre di F mori' qualche mese prima della mia partenza e fu un duro colpo soprattutto per il figlio perche' era molto legato alla madre ed usciva sempre con lei soprattutto in giro a fare spese, quasi sempre in negozi di alimentari. Ovviamente dispiacque molto anche a me quando mori' la signora, era una donna dal cuore d'oro, e cercai quando possibile di far distrarre il figlio, portandolo un po' in giro con me, andando al cinema o a qualche spettacolo assieme etc. Ma poi nel 2010 andai via e per F fu un altro momento triste perche' dopo aver perso sua madre, stava per andare via uno dei suoi pochi amici. F ha molti conoscenti ma quasi tutti sono furbetti, avvoltoi direi, che se il padre di F non fosse sempre vigile e sospettoso, lo spolperebbero fino al midollo e gli prosciugherebbero il conto in banca. Insomma, dopo il mio ritorno Italia l'appartamento venne affittato da un altro ragazzo, il Peruviano (di cui ho parlato in uno dei miei post precedenti) e poi decisero di affittare anche la grande stanza in cui erano soliti cucinare e mangiare e trasformarlo in un piccolo studio apartment. Ecco e' esattamente li' che mi trovo in questo momento ed e' una sensazione particolare perche' stanno tornando alla mia mente molti ricordi: le cene con loro, i miei racconti sulle difficolta' dei primi mesi in America, i loro racconti sul quando lasciarono l'Italia per venire a vivere in Usa, I dettagli dei loro 30 anni in fabbrica, le loro battute in un italiano tendente al dialetto calabrese, le mie lezioni a F, tutte le volte in cui cucinavano torte, dolci e biscotti, quando mi insegnarono a fare il limoncello... Per non parlare del divano...prima di tornare in Italia nel 2010, diedi il mio divano al padre di F. E ora dove e' quel divano su cui ero solito rilassarmi ogni sera dopo lunghe giornate di lavoro? Proprio qui nello studio apartment, di nuovo "con me". Il passato che ritorna ad abbracciarmi. Insomma devo ancora realizzare che la vita nuova inizia proprio oggi in questo nuovo appartamento. Finora ero in un limbo. Ora, dopo aver acquistato la macchina nuova, ho anche un appartamento nuovo, e nonostante i piacevoli ricordi del passato che affiorano osservando il tavolo della cucina su cui sto scrivendo e il divano del passato...e' una vita nuova e inizia oggi. Cosa avra' in serbo per me il futuro? Stay tuned for more updates.

domenica 21 luglio 2013

Il manualetto del neo-assunto

Pochi giorni fa in ufficio mi hanno dato un piccolo manuale per i neo-assunti in cui sono elencati i vari diritti e doveri.
Alcuni punti curiosi e interessanti:
- C'e' un paragrafo dedicato al Sexual Harassment (molestie sessuali). Negli Stati Uniti sono molto attenti a questi aspetti. Qui puo' essere considerato sexual harassment anche una barzelletta piccante o un complimento al vestito di una collega. Nel dubbio,  niente barzellette e niente complimenti.
- Giorni di vacanza: solo 10 giorni alll'anno! Dopo 5 anni, al fedele impiegato vengono concessi ben cinque giorni in piu' e si arriva quindi a 15. Poi ci sono altri 7 giorni chiamati PTO (Personal Time Off) che possono essere usati per malattia o altri motivi, come ad esempio andare ad una visita medica o andare a un funerale, per i quali non c'e' bisogno di fornire spiegazioni.
- Forse la cosa piu' interessante per noi Italiani e' che, come per quasi tutte le compagnie americane, al nuovo assunto non fanno firmare alcun contratto e la compagnia non si impegna a garantire il lavoro ne' a tempo indeterminato, ne' a tempo determinato e infatti alla prima pagina del  manuale e' scritto:
L'impiego con la compagnia e' da considerarsi "employment at will". Cio' significa che gli impiegati hanno il diritto di terminare il rapporto lavorativo in qualsiasi momento per qualsiasi ragione o per nessuna ragione specifica, con o senza preavviso. Anche la Compagnia ha il diritto di terminare il rapporto lavorativo in qualsiasi momento, per qualsiasi ragione o per nessuna ragione specifica, con o senza preavviso. Solo il Presidente e il personale autorizzato dal Presidente puo' assumere o prendere accordi con gli impiegati per specifici periodi di tempo per una tipologia di rapporto lavorativo differente dall' "employment at will".
Ci sono poi altri punti interessanti come il 401K (la pensione integrativa) e l'assicurazione medica ma di questo ve ne parlero' un'altra volta, quando ne sapro' un po' di piu' anche io.

mercoledì 10 luglio 2013

Lavoro, colleghi, macchina, appartamento

Cari lettori, come va? Qui tutto procede bene. Non ho molto tempo al momento per andare su internet perche' lavoro dale 9 alle 6, poi torno a casa, mangio con gli zii, sto un po' con loro a guardare la TV e vado a letto. Ho iniziato a lavorare tre giorni fa. In ufficio l'atmosfera e' molto bella, serena ed allegra, i colleghi sono professionali e simpatici. Si scherza molto. Il capo qualche giorno fa ha detto che dovremmo metterci in forma e perdere peso e per gioco ha proposto una sfida. Ogni lunedi' tutti (tutti quelli che vogliono partecipare) devono pesarsi sulla bilancia che e' in cucina e poi dopo l'estate si vedra' chi sara' il big loser, cioe' chi avra' perso piu' peso. Non mi e' ancora chiaro se c'e' anche un premio a sorpresa in palio comunque la cosa e' molto divertente e ci facciamo molte risate ogni lunedi' quando saliamo sulla temuta bilancia e durante la settimana soprattutto ad ora di pranzo quando si scherza su cio' che mangiamo e che non dovremmo mangiare. Io ho un mio piano. Per vincere non devo per forza perdere peso. Se gli altri ingrassano, io vinco ugualmente. Mi sa che ogni giorno arrivero' in ufficio con una bella torta o delle buone pastarelle italiane...Sempre a riguardo, due colleghi, indipendentemente dalla sfida del big loser, vorrebbero davvero perdere peso e quindi hanno deciso di salire ogni giorno 13 piani di scale nel nostro building. Si scende con l'ascensore al primo piano e si sale tramite le scale interne fino alla penthouse, ovvero il piano dei nostril uffici, al 13. Chi vuole puo' unirsi a loro per la scalata infernale dopo pranzo. Ci si impiega solo 5 minuti, l'ultimo piano va fatto di corsa! Oggi eravamo in quattro. Benvenuti nell'ufficio-palestra. Only in America. Per il resto sto lavorando molto e sto imparando molto. E gia domani arrivera' la prima paga perche' pagano a meta' mese e a fine mese e finalmente sara' una paga degna di tale nome. Non e' poi tanto male tornare alla normalita' di un buon lavoro e un buono stipendio che anche se non e' stratosferico mi garantisce comunque una certa indipendenza e poi se mi gioco bene le mie carte potrei fare un po' di carriera e magari venire sponsorizzato dalla compagnia per la green card.
Per il resto, devo comprare una macchina nuova. Per ora sto guidando la macchina di un mio amico. Prima di tornare in Italia misi da parte un po' di soldi dopo aver venduto la mia macchina in Usa. Soldi che non ho toccato per quasi 3 anni e che ora mi servono per dare un anticipo per la macchina, il resto a rate. Ho visto un paio di concessionari Subaru perche' vorrei prendere una macchina AWD (all wheel drive) utilissima per il tempo invernale, molto nevoso da queste parti e ora anche a seguito di una ricerca su internet ogni giorno ricevo telefonate da tutti i car dealers della zona! Magari li metto in competizione e vedo chi mi fa l'offerta migliore. A fine mese dovrei trasferirmi nello studio apartment di Mr. M e il figlio F. Non vedo l'ora, cosi' avro' un po' di indipendenza. Un po' di pazienza. Step by step. Stay tuned for more updates.
Cosa si dice in Italia?

martedì 9 luglio 2013

Brevissimi aggiornamenti

Ciao a tutti, purtroppo in questi giorni non ho molto tempo per mettermi al pc e dedicarmi al blog ma vi anticipo che dopo le prime settimane un po' hectic ora tutto sembra procedere per il meglio. Vi aggiornero' approfonditamente ASAP (as soon as possible). In breve, ho iniziato a lavorare a NY due giorni fa e va tutto molto bene. In queste settimane compro la macchina nuova, probabilmente una Subari Impreza. Per ora sto guidando l'auto che mi ha prestato gentilmente un amico. Dovrei prendere possesso dello studio apartment a fine mese. Ora sono ospite dagli zii. Stay tuned for more updates...and details.

mercoledì 3 luglio 2013

Ricerca appartamenti

La ricerca di un appartamento si sta rivelando piu' difficile del previsto. Ho gia' vissuto per molti anni in Usa ma non mi sono mai imbattuto in questi problemi perche' inizialmente ho vissuto in un appartamento di mio zio e poi in uno di Mr. M., il signore di origini italiane che mi ha ospitato in casa sua gratis per tre mesi l'anno scorso. In sostanza in casa sua (a due piani) ha creato due appartamentini al primo piano (piano terra in Italia) e lui e il figlio F vivono al secondo piano (il primo piano in Italia). Quindi non ho mai avuto problemi perche' chi mi ha affittato l'appartamento mi conosceva bene e non mi ha chiesto quasi niente per accettarmi, neanche un deposito. Solo l'affitto ogni 1 del mese.
Ora invece, nella vita reale, nella giungla urbana, come immaginavo ci sono molti requirements per ottenere un appartamento in affitto e c'e' chi chiede tutti o molti dei punti seguenti: La prova che ho lavorato senza interruzioni durante l'ultimo anno... ma se avessi lavorato senza interruzioni forse non sarei tornato in Usa.
La prova della dichiarazione dei redditi americana del 2012 (W2), e ovviamente non ce l'ho.
La prova delle ultime due o tre buste paga, ma inizio a lavorare lunedi'.
Un ottimo credit score, e per questo non c'e' problema.
Lettere di referenze da parte dell'ultimo landlord che mi ha affittato casa, ma negli ultimi tempi ho vissuto a casa mia in Italia (ma questo non credo sia un problema).
E veniamo ai costi...
Molto chiedono un mese di deposito, un mese di affitto, e fin qui tutto ok, e poi anche una mensilita' da dare all'agente. Non mi va di sprecare $1200-1300 per un agente che ti mostra un solo appartamento ma molti privati si affidano a loro. Prendere o lasciare.
Quasi tutti chiedono 30,50, o 75 dollari per fare i vari credit check e criminal check. Non ho capito se poi questi vengono restituiti ma e' una cifra accettabile. Qualcuno poi ha chiesto anche anche $300 dollari di non refundable fee per fare questi controlli. Esgerati! E poi in questi casi non so mai se si tratta di imbroglio, su Craigslist e altri siti ci sono un sacco di imbroglio, scams come dicono qui.
Ho visto qualche appartamento non lontano dall'ufficio e non mi hanno molto impressionato. Uno si trova in un complesso di appartamenti in dei palazzoni nel Bronx e la zona circostante non mi e' sembrata molto buona. Un altro si trova a New Rochelle, a 15 minuti dall'ufficio, in un complesso di appartamenti in palazzi di pochi piani, gia' meglio rispetto ai palazzoni. La grandezza dell'appartamento non e' male ma il costo tra affitto, bolletta dell'elettricita' e parcheggio (indispensabile in quella zona), arriva ai $1500 al mese. Troppo per me. Senza calcolare che anche se avessi accettato non avrei potuto mostrare tutti i documenti di cui sopra e la mia application sarebbe stata certamente respinta. In questi casi uno si chiede: ma allora a un europeo che viene in Usa per lavorare, che non ha buste paga e W2, che non ha lavorato continuativamente durante lo scorso anno, un appartamento non lo daranno mai in affitto? Una possibilita' e' trovare un Guarantoor, un americano che dopo aver compilato un modulo (indicando molti suoi dati tra cui la patente, il suo indirizzo, le sue entrate annuali etc etc) garantisce per te in caso tu non paghi l'affitto. Ora teoricamente un parente potrebbe garantire ma una mia parente mi ha subito fatto capire come la pensa senza che le chiedessi niente: eh ma sai e' difficile trovare una persona che garantisce per te, e se poi bruci la casa, se va a fuoco qualcosa? Insomma alla larga dai parenti. Pochi ti daranno una mano quando davvero conta. Ma va bene cosi', sapevo che qui sarei stato di nuovo solo contro tutto e tutti e si puo' fare affidamento solo su pochi amici.
Pochi giorni fa proprio Mr. M mi ha detto che la ragazza che vive in uno dei suoi due appartamenti in casa sua, in Connecticut, ha perso il lavoro e andra' via a fine mese. E quindi se voglio posso prenderlo io. E' un po' lontano dall'ufficio in cui lavorero', cioe' neanche tanto, circa 50 min quando non c'e' traffico pero' ha molti vantaggi. Il prezzo e' molto buono (a me fa uno sconto perche' alla fine mi conosce, siamo diventati amici e a volte esco con il figlio che ha qualche piccolo problema essendo lievemente learning disabled) e sono incluse tutte le bollette, anche la corrente, cable tv e internet. C'e' lavatrice e asciugatrice e il parcheggio proprio davanti casa, incluso nel prezzo. Si tratta di uno studio, ovvero una grande stanza in cui c'e' la cucina e c'e' gia li un letto, un divano, una tv che la ragazza non portera' con se e quindi non devo neanche comprarli e non avro' troppi problemi quando vorro' cambiare appartamento. Boh non so, per ora gli ho detto che probabilmente accetto se posso stare li per 6 mesi, ma non posso/non voglio impegnarmi per piu' di 6 mesi al momento, e ha detto ok, ma devo confermare al piu' presto. Non e' male anche perche' in questi mesi capirei davvero quali sono le mie entrate ed uscite e quanto davvero potro' permettermi quando e se vorro' poi spostarmi piu' vicino al lavoro tra sei mesi. E poi in questi mesi "costruirei" alcune prove come le buste paga e simili che al momento mi creano qualche difficolta'. Senza calcolare che spesso mi porteranno del buon cibo e sono persone simpatiche, su cui posso contare nei momenti di bisogno. In realta' anche io li ho aiutati spesso per molte faccende burocratiche in passato come scrivere lettere, email di reclamo e simili. Insomma e' anche una convenienza reciproca. L'unica incognita e' capire esattamente quanto spendero' al mese calcolando anche i costi per la benzina, ma credo che comunque tutto sommato risparmiero molto rispetto a un appartamento vicino all'ufficio. Quindi l'unica vera incognita e' capire se alla lunga mi stanchero' a viaggiare in macchina ogni giorno per almeno un'ora all'andata e una al ritorno. E poi l'altro fattore da considerare e' che se cerra' qualche amico o parente a farmi visita per qualche settimana bisognera' arrangiarsi un pochino magari con un lettino gonfiabile. Tutto sommato sembra che i pro siano di piu' dei contro. E per sei mesi penso che si possa fare. Cosa ne pensate?

domenica 30 giugno 2013

Dunque, dove eravamo rimasti?

Dunque, dove eravamo rimasti? Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi anni. Molta gente qui in America mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, mi ha dato ospitalita', mi ha prestato l'auto e io questo non lo dimenticherò mai. E questo "grazie" a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo. Sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta.

Ehm, scusatemi per l'epicita' delle parole che avete appena letto. Mi sono divertito a parafrasare un celebre discorso di Enzo Tortora adattandolo alla mia situazione attuale. Due anni e mezzo fa quando decisi di lasciare gli Stati Uniti per tornare a vivere in Italia ero convinto non sarei piu' tornato in Usa, mi sarei trovato bene in Italia, avrei trovato un buon lavoro e avrei vissuto vicino ai miei genitori, ai miei fratelli e agli amici di una vita. Ma la situazione lavorativa italiana si e' dimostrata essere tragica, la ricerca di lavoro e' stata frustrante, centinaia di CV inviati e pochissime risposte, per non parlare delle due, tre brevi esperienze lavorative ai limiti del ridicolo. Insomma anche se non e' stato facile lasciare nuovamente la mia famiglia sono convinto di aver fatto la scelta giusta e per qualche anno vivro' benissimo qui...e il destino fara' il resto. Cosa dire, l'Italia, che e' e resta il mio Paese, mi ha sbattuto la porta in faccia. Gli Stati Uniti mi hanno riaccolto a braccia aperte.
Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta.

Brevi aggiornamenti dopo la prima settimana in Usa

E dopo oltre due anni e mezzo rieccomi qui a vivere negli Stati Uniti!
Come disse qualcuno: Dunque, dove eravamo rimasti?
Cerco di aggiornarvi con ordine se ci riesco. Sono qui da quasi una settimana. Prima della partenza sono stato molto in tensione perche' Mr. M. e il figlio F. che mi hanno ospitato durante i tre mesi del 2012 si erano offerti di ospitarmi di nuovo ma sono partiti per una vacanza e non sono riuscito a contattarli a casa per dirgli dell'approvazione del visto e chiedergli se quindi a fine giugno avrebbero potuto ospitarmi di nuovo. Non avevo il cell di Mr M. e comunque non potevo certamente chiedergli di tornare in anticipo dale sue vacanze per aprirmi la porta di casa. E' gia' stato gentilissimo ad ospitarmi per tre mesi in passato, non potevo chiedere oltre. Quindi ho iniziato a cercare online, hotel, famiglie ospitanti e poi ho chiesto anche ad alcuni zii. Alla fine pochi giorni prima della partenza uno zio si e' offerto di ospitarmi fino a quando non trovero' un appartamento vicino al lavoro (per la cronaca, per chi ha seguito la mia storia sin dall'inizio e' lo stesso zio della mia prima avventura americana...). La casa e' un po' in stile "lavori in corso" e nella camera in cui dormo non c'e' aria condizionata e fa molto caldo ma insomma devo solo ringraziare ed essere riconoscente prima di tutto perche' me lo avevano anticipato che avrei dovuto un po' arrangiarmi a causa dei lavori in casa e poi perche' senza di loro non so dove sarei andato a finire. Avevo anche trovato una casa senza mobili e senza letto (avrei comprato un letto gonfiabile) ma era in una brutta zona e poi non conoscendo chi me la avrebbe affittata non mi sentivo sicuro a rischiare. Insomma il problema casa e' momentaneamente risolto anche se voglio subito cercare un appartamento non lontano dall'ufficio, cosi' potro' avere la mia indipendenza e iniziare la mia nuova vita con una certa stabilita' e tranquillita' mentale.
Un altro mio amico e sua moglie, che sono partiti per una vacanza di qualche settimana, mi hanno prestato la loro macchina. Sono stati gentilissimi e di grande aiuto soprattutto perche' in queste prime settimane dovro' andare a vedere appartamenti e dovro' iniziare a lavorare. Comprero' un'auto appena possibile, tra qualche settimana, prima del ritorno dei miei amici.
A proposito di lavoro, sono andato a salutare i miei futuri colleghi e con il manager della logistica abbiamo concordato che iniziero' a lavorare il lunedi' dopo il 4 luglio. I colleghi mi hanno accolto calorosamente e mi hanno detto che la compagnia e' stata acquisita in gran parte da alcuni investitori italiani che stanno investendo un bel po di milioni di dollari e stanno cercando di espandersi sempre piu' in vari mercati mondiali. Il mercato statunitense e' al momento quello piu' importante e recentemente hanno assunto una decina di persone, quasi tutti nei negozi mono-brand e poi me e una ragazza italiana negli uffici centrali di New York.
Per ora e' tutto, sono talmente pieno di cose da fare che neanche mi rendo conto che sono davvero tornato a vivere in Usa. Probabilmente me ne rendero' conto meglio dopo aver trovato l'appartamento. Ne ho gia visti alcuni in un complesso di palazzi ma ve ne parlero' nel prossimo post. E magari vi parlero' anche del matrimonio di mia cugina al quale sono stato ieri a Manhattan.
Stay tuned!