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sabato 22 agosto 2020

QAnon

Oggi voglio parlarvi di QAnon che tra le tante teorie complottiste degli ultimi anni è quella che si sta diffondendo più velocemente, dagli Usa al mondo intero. Con i complottisti ho un rapporto di amore-odio. Li amo per la loro infinita fantasia, ma li odio quando cercano di dare lezioni. Più di una volta mi è capitato di dialogare con loro e il dialogo  si è puntualmente trasformato in discussione accesa. A volte sono rimasto sorpreso dal constatare che anche conoscenti o amici solitamente molto razionali credono con naturalezza in delle teorie davvero assurde e quando dico che sono scettico perché per un determinato complotto servirebbero centinaia di migliaia di complici loro mi rispondono così:
Tutto è possibile.
Si si credi alla versione ufficiale tu!
Svegliati! I poteri forti ci stanno ingannando!
Fai le tue ricerche. Io ho fatto le mie.

Ricerche?  - vorrei chiedere. Ma se avete a mala pena la terza media e a scuola scaldavate la sedia. Di ricerche non ne avete mai fatta una e ora siete diventati ricercatori? Con quali fonti e mezzi, poi, con i post su facebook o di blogger sconosciuti, i video di YouTuber paranoici, le notizie di quei quotidiani che fingono di essere ufficiali contando sulla distrazione di chi legge. Mi mandano un link per dimostrare le loro teorie. Leggo bene e... Ilfattoquotidaino? QuotidAino? DAINO? 

Ma veniamo a QAnon. Cosa sostiene chi crede in questa teoria cospirazionista?
Tutto parte da una pizzeria di Washington, il Comet Ping Pong. Secondo QAnon, un utente anonimo (ma forse un gruppo di utenti) che sostiene di avere notizie riservate e che ha quindi lasciato indizi  su forum come 4Chan e 8Chan, il proprietario della pizzeria Comet gestirebbe un giro di pedofilia con Hillary Clinton, Omaba, Tom Hanks e tanti divi dello spettacolo. Ma non c'è solo la pedofilia. Questi personaggi malvagi ucciderebbero i bambini che violentano per berne il sangue, perché il sangue dei bambini, dicono, contiene adrenocromo. Un elisir di lunga vita, insomma.

Fin qui tutto bene, una teoria assurda che ci fa sorridere ma le teorie complottiste possono rivelarsi pericolose. Qualche tempo fa un ragazzo, convinto di questa teoria, entrò armato nella pizzeria con l'intento di liberare i bambini che secondo lui erano nascosti in una stanza sotterranea alla quale si accedeva dalla pizzeria.  Ovviamente non trovò niente e venne arrestato ma avrebbe potuto fare una strage.

Purtroppo sono i tempi in cui viviamo e molta gente non ha problemi a crederci, o meglio in mancanza di prove del contrario, rimane col dubbio.
Beh non c'è la prova che non sia vero, dicono.
Ma l'onere della prova dovrebbe averla chi teorizza queste assurdità
Altrimenti tutto può essere vero fino a prova contraria: elefanti volanti, il Papa vampiro, la regina licantropo.
Non c'è la prova che non sia vero, quindi finché non c'è la prova resto col dubbio.

Ora chi sarebbe il paladino del bene che lotta contro questi pedo-satinasti? Donald Trump. In realtà Trump è il guerriero attuale ma dopo aver sconfitto le forze del male, farà la sua comparsa a sorpresa niente di meno che John Fitzgerald Kennedy Jr., figlio di John Fitzegarld Kennedy, detto John John, che per i QAnon non è morto ma tornerà a liberazione avvenuta. Ci sono poi tante altre sottoteorie di contorno come Michella Obama che sarebbe un uomo, la Clinton e altri che sarebbero stati già arrestati e avrebbero scontato la pena ai domiciliari durante il periodo della pandemia per passare inosservati, e Jovanotti farebbe della cospirazione perché ha scritto una canzone dal titolo Date al diavolo un bambino per cena...vabbè pure lui, se le va a cercare però. 
Se volete farvi due risate, questo blogger riassume bene e prende bonariamente in giro chi crede in queste teorie. il COMPLOTTO di QAnon e ADRENOCROMO Luciferino

Io dico da tempo che questa sottocultura complottista che si alimenta ogni giorno di più nei meandri di internet, potrebbe rivelarsi determinante alle prossime elezioni americane. Sempre più spesso si vedono i sostenitori QAnon inneggiare aTrump ai suoi comizi con grossi cartelli con la lettera Q. Trump secondo me conosce bene le loro idee e gli strizza l'occhio ma non si espone e infatti quando pochi giorni fa dei giornalisti gli hanno chiesto esplicitamente cosa ne pensasse lui ha risposto così: TRUMP e le domande su QAnon
Ma perché Trump è stato "eletto" eroe del bene che combatte in segreto contro le forze del male? Secondo me per due motivi:

Il primo è che molti suoi elettori potrebbero essere rimasti delusi dal suo operato di questi 4 anni.
Forse si aspettavano di più. Le loro vite non sono migliorate come speravano. E allora devono autoconvincersi di aver fatto bene a votare per lui e lo faranno di nuovo. Come fare a non votare per chi sta portando avanti in silenzio una lotta segreta contro la setta pedo-satanista e il deep state?

Il secondo è che questa teoria potrebbe essere solo una delle tante che si stanno diffondendo da 10-20 anni. Il mondo è cambiato. I cittadini dei Paesi occidentali hanno visto il loro benessere economico diminuire a discapito di un gruppo di elite che si è arricchita sempre più. Le grandi fabbriche sono state portate in India e in Cina, dove gli imprenditori hanno accesso ai nuovi "schiavi" che lavorano per pochi dollari al giorno. Le ineguaglianze si sono acuite ed è un dato di fatto. E il risentimento da parte del "popolo" è cresciuto, come l'odio verso i media tradizionali, i politici, le banche e le multinazionali.
Questa minoranza continua ad arricchirsi mentre la classe media scivola sempre più verso la povertà. Il sogno americano è un lontano ricordo. 
E questa rabbia ha fatto nascere movimenti populisti "contro le elite". Non che abbiano tutti i torti, ci mancherebbe, e sono nati movimenti interessanti nel mondo ma molti di questi giocano palesemente sull'ignoranza delle persone. Ma la rabbia, ripeto, anche se spesso giustificata, ha portato alla nascita di teorie deliranti.

A ben vedere fanno solo il gioco delle elite che vogliono combattere. Per cambiare davvero qualcosa, i complottisti dovrebbero essere più concreti e razionali e abbandonare magari boicottando alcune multinazionali o istituti finanziari, protestando contro chi fa affari con i rifiuti tossici, protestando contro  le storture del sistema sanitario e contro le leggi approvate da politici che si fanno comprare dai lobbisti.  

Inventarsi una setta di pedo-satanisti vip che bevono il sangue dei bambini non risolverà i problemi.

venerdì 7 agosto 2020

Lauree, funerali e matrimoni

Qualche giorno fa il figlio di un mio collega ha conseguito il Phd e il mio collega si è collegato online alla sua università per vedere la cerimonia di laurea. E ho visto qualcosa anche io.
In realtà mi aspettavo subito la tipica scena del preside che sale sul palco e fa un discorso epico e incoraggiante a centinaia di studenti ma invece forse a causa, forse a causa della pandemia, forse perché per il Phd le celebrazioni sono diverse sullo schermo scorrevano una carrellata di video pre-registrati molto brevi, della durata di 2-3 minuti. Ogni professore parlava dei propri studenti che aveva seguito durante gli studi:
 - John Smith ha un carattere solare, adora la scienza, ha apportato un incredibile contributo al nostro team ed ha fatto una ricerca mirabile i cui risultati saranno sicuramente fondamentali nel settore dell'immunologia...
 - Mary McKee è un pò introversa ma ha un'intelligenza fuori dal comune. Ha condotto una ricerca eccezionale che nei prossimi anni fornirà sicuramente un contributo alla ricerca sulla cura del cancro...

Wow, che menti questi ragazzetti di appena 26-27 anni! La creme de la creme. Poiché la ricerca scientifica è importantissima negli atenei americani, penso, i ragazzi vengono subito messi a lavoro, e grazie alla loro intelligenza riescono quasi sempre a fare scoperte incredibili. Certo che però qui sembra che ogni studente sia un genio. Saranno tutti degli Einstein in erba?
Comunque dopo ogni presentazione del Prof. seguiva il video, anch'esso pre-registrato, del neolaureato che ringraziava con affetto il Prof., grande uomo di scienza, mentore dall'intelligenza straordinaria, esempio di vita. E vabbè se sono geni i ragazzi, saranno geni anche i professori. 

Ma lasciamo l'università.
Funerali di mia zia, alcuni anni fa. Lo ricordo bene ancora oggi. In chiesa le mie due cugine fecero entrambe un discorso per onorare la madre. Il tono non fu affatto triste ma sereno, quasi allegro, perché le cugine ricordarono non solo i valori insegnati dalla madre ma anche moltissimi episodi divertenti della sua vita. E fecero ridere tutti, quasi come delle comiche su un palco che raccontano i fatti più curiosi e divertenti della madre. E quindi anche mia zia è diventata protagonista, tramite le narrazioni delle figlie, di una vita da romanzo. 

Ma lasciamo i funerali.
Matrimonio di una mia amica americana. Anche qui mi aspettavo qualcosa di diverso. E anche qui discorsi celebrativi. Tanti i public speaker, non ricordo bene in quale ordine:
Il padre della sposa,
Lo sposo
Il best man dello sposo
La sposa
La maid of honor della sposa
Nei discorsi tanti episodi che fanno risaltare i due sposi come persone di sani valori, ma anche amici leali, figli esemplari. Dalle vite interessanti, da raccontare. Come un romanzo.  

La domanda che mi pongo è: ma gli Americani sono tutti portati con questa naturalezza a fare discorsi in pubblico?
Non c'è mai un man of honor un pò timido, uno studente introverso, una figlia che non vuole parlare della madre al suo funerale? No evidentemente hanno qualcosa nel DNA, sono portati al palcoscenico e al public speaking più celebrativo.

Ma gli aspetti interessanti di ciò che avviene in questi eventi sono la spettacolarizzazione e la valorizzazione di ogni singola persona. Ognuno è una persona interessante. A scavare bene ogni persona è un libro da raccontare. Non esistono persone comuni, noiose, banali. 

La mia parte di me acidina e anticapitalistica direbbe che qui siamo in America dove ognuno promuove se stesso come un prodotto di marketing. I famosi 15 minuti di celebrità. Avviene su Facebook e avviene Instagram ma a pensarci bene dovrei zittire la voce perché in questi episodi sono gli altri a promuoverti. 

E quindi la voce più equilibrata, o meglio la parte di me più serena che ama gli USA con tutte le loro manie e pazzie mi fa pensare che non sia così male. In Usa si sentono meno le gerarchie. Le persone si danno del tu. Hai sempre l'impressione che il valore di ogni persona sia alla fine lo stesso, indipendentemente dalla posizione sociale o conto bancario. Ci sono le differenze ma hanno tutti pari dignità. E' un concetto difficile da spiegare ma io in Italia ad esempio sento più il peso delle gerarchie. Sono i politici, i luminari, i grandi imprenditori o avvocati ad avere vite interessanti da raccontare. Tutti gli altri non sono nessuno, soprattutto i giovani. Cosa mai avranno fatto di buono se hanno solo frequentato l'università come tutti? Cosa avranno mai da raccontare delle loro vite fino a quel momento? Sono appena iniziate. Invece negli Usa è tutto diverso. Ognuno ha ciò scritto capitoli del proprio romanzo ed è bello per gli altri leggerne qualche paragrafo.

L'unico aspetto negativo è che un'esaltazione "narrativa" esagerata può portare i giovani americani a ritenersi onnipotenti sin da bambini e poi quando cresceranno, alla prima difficoltà della vita reale, rischieranno di andare in crisi. E allora vai di pillole, alcool, droghe, psichiatri e terapisti. 
Ma a pensarci bene non fa parte anche questo di una vita romanzata?

domenica 22 dicembre 2019

La carriera veloce dei ragazzi americani

Anche se vivo negli Usa da molti anni, ci sono alcune cose che ancora mi sorprendono o, meglio, confermano ciò che penso da tempo. Riguarda il lavoro e i giovani.

Vi racconto:
Pochi anni fa una ragazza è stata assunta dalla mia compagnia. Aveva circa 23 anni. Si era laureata un anno prima e, poiché qui si trova lavoro facilmente, poche settimane dopo la laurea, quando iniziò da noi aveva già un annetto di esperienza lavorativa. Rimase con noi per due anni e nonostante guadagnasse abbastanza bene, anzi molto bene direi, un giorno quasi a sorpresa diede il notice di due settimane. Le avevano offerto un lavoro migliore. La compagnia per farla rimanere, rilanciò con uno stipendio più alto e lei decise di restare. Per poco però perché dopo qualche mese un'altra compagnia le offrì di più, diede di nuovo il notice di due settimane e questa volta la mia compagnia non la trattenne. Poche settimane fa, dopo meno di due anni di lavoro in quella compagnia, ha cambiato di nuovo lavoro. Le hanno offerto uno stipendio ancora più alto e il titolo di responsabile di un dipartimento finanziaro. Ha circa 28 anni.

Altro episodio. Qualche settimana fa vengo contattato da una recruiter per una posizione lavorativa simile alla mia ma con un titolo più importante e uno stipendio migliore. Sostengo un colloquio telefonico con la recruiter che mi ricontatta dopo qualche giorno per farmi fare un altro colloquio telefonico con la senior supply chain manager della compagnia. Credo che abbiano assunto un'altra persona perché non si sono fatti ancora vivi e onestamente c'erano alcune cose della posizione lavorativa che al mio lavoro corrente non ho ancora imparato e loro non hanno tempo di fare il training alla persona da assumere. Sono stati onesti a dirmelo ma va bene così. Non è questo il punto. Per curiosità prima del colloquio con la senior supply chain manager ero andato a vedere su LinkedIn il profilo di questa persona che mi avrebbe fatto il colloquio, così tanto per sapere chi mi avrebbe telefonato.  Immaginavo una senior manager fosse una signora di una certa eta' e invece era una ragazza di 27 anni. Poiché si era laureata, come un pò tutti qui, sui 22 anni, in 5 anni era già diventata senior supply chain manager!

Altro episodio. Un mio collega lavorava in magazzino a circa 20 dollari l'ora. Già una buona paga ma voleva di più. Quando ha capito che difficilmente avrebbe avuto promozioni o aumenti ha iniziato a guardarsi attorno. Pochi mesi fa ha ricevuto un'offerta per un lavoro nel settore costruzioni in cui gli daranno circa 30 l'ora e poiché è un union job, lavoro con un sindacato forte, dopo un breve periodo potrebbe avere un aumento sostanzioso sulla sua paga oraria. Anche lui ha meno di 30 anni.

Potrei fare tanti altri esempi. Ciò che mi colpisce ancora degli Usa è la relativa facilita e la velocità con cui i ragazzi riescono a fare carriera, ad ottener ruoli e stipendi importanti e a dirigere persone anche più anziane di loro. Almeno nella zona di NY. Non è considerato immorale pagare tanto e dare ruoli importanti a ragazzi molti giovani. E la cosa che mi colpisce di più è che molte delle persone che fanno carriera sono persone normalissime con un'intelligenza nella media. Non sono fisici nucleari. Semplicemente si trovano in un luogo in cui c'è lavoro, flessibilità e la meritocrazia funziona. Recentemente ho scritto molto delle cose che non mi piacciono molto degli Usa come ad esempio, la mia fissa recente, il sistema sanitario ma per quanto riguarda il lavoro devo dire che le opportunità sono davvero moltissime, almeno per chi vuole rimettersi in gioco e non adagiarsi e per chi le sa cogliere.

sabato 26 ottobre 2019

Le zucche e i secchielli blu di Halloween

Si stanno diffondendo in Usa i secchielli a forma di zucca BLU accanto a quelli classici ARANCIONI. E' un'iniziativa legata all'autismo. Poiché i bambini affetti da autismo potrebbero avere qualche problema di comunicazione quando bussano alle porte di casa per dire "Trick or treat?", il secchiello blu sta ad indicare a chi apre la porta che il bambino non è maleducato se non dice ma ha semplicemente qualche piccolo problema comunicativo. L'iniziativa sembra aver suscitato approvazione ma anche qualche critica. 
Se ho capito bene, poi, le zucche vere e proprie di colore blu, non i secchielli, le zucche che i padroni di casa lasciano fuori casa accanto alle classiche arancioni stanno ad indicare ai bambini con problemi alimentari, che non possono mangiare dolci, che i padroni di quella casa hanno pensato anche a loro e sono attrezzati perché gli doneranno piccoli giocattoli invece che dolci. Ma tra secchielli blu che indicano una cosa e le zucche blu che indicano un'altra non si creerà confusione?
Ai bambini autistici daranno macchinine insulse o adesivi a forma di stelle ma quelli si aspettano mini twix, kit kit e milky way e loro (giustamente) si incavoleranno?

mercoledì 16 ottobre 2019

Halloween, una festa commerciale dalle origini pagane

A inizio ottobre i giardini delle case americane si trasformano in set da film horror pieni di zucche malefiche, fantasmi, scheletri, gatti neri, pipistrelli, calderoni e streghe. Già da settembre, in realtà, i negozi dedicano intere sezioni a decorazioni macabre e inquietanti e riempiono gli scaffali di grandi buste di dolciumi che verranno poi distribuiti a milioni di ragazzini che il 31 ottobre si riverseranno nei quartieri residenziali per bussare alle porte di casa con la nota formula del trick or treat?
È la tradizione di Halloween, una delle feste più importanti negli Stati Uniti e seconda, per introiti commerciali, solo al Natale. Anche se oggi è contraddistinta da una forte dimensione consumistica, la festa di Halloween ha origini molto antiche che risalgono ai tempi delle popolazioni celtiche. Per i Celti l’anno era essenzialmente diviso in due, una parte “solare” legata ai raccolti e l’altra più oscura legata al freddo e a un senso di incertezza. Il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno veniva celebrato il 1 novembre con la festa dello Shamain e la notte precedente era carica di tensione perché si credeva che proprio in quelle ore il mondo dei vivi potesse intersecarsi con quello dei morti e le anime dei defunti e gli spiriti maligni potevano tornare sotto forma di fantasmi a perseguitare i vivi. Per tenerli buoni tutti lasciavano fuori casa cibi, bevande e particolarissime lanterne artigianali, costruite da rape incavate. Queste precauzioni avrebbero tenuto alla larga le anime dei morti e in più le avrebbero guidate al loro mondo.
Quando la religione cristiana si diffuse nei territori del nord Europa, le tradizioni cristiane si sovrapposero a quelle pagane. La Chiesa cercò di contrastare la festa dello Shamain spostando il giorno dedicato al culto dei santi, All Hallows Day, che si teneva a maggio, al 1 novembre. La vigilia di di questa festa venne chiamata All Hallows Eve che dopo varie trasformazioni divenne Halloween. L’intento della Chiesa funzionò solo in parte perché Halloween restò saldamente legata alle tradizioni pagane anche se fece proprie alcune tradizioni cristiane. L’usanza del trick or treat, ad esempio, nasce dalla tradizione del Souling per cui il 2 novembre i bambini delle famiglie più povere bussavano alle porte delle famiglie agiate per chiedere cibo, in particolare le souls cakes (dolci per le anime), in cambio di preghiere per le anime dei loro cari. In questo modo sarebbero ascese al cielo più velocemente. Il Guising era un’altra tradizione simile al souling per cui i bambini bussavano, mascherati, alle porte delle case per chiedere oldi, cibo o bevande in cambio di canzoni, brevi scenette teatrali o poesie. Quando Irlandesi e Scozzesi emigrarono negli Stati Uniti, queste due tradizioni cristiane si intrecciarono dando vita al trick or treat.
Ma il vero simbolo di Halloween è senza dubbio Jack-O-lantern la zucca incavata, dalle espressioni spaventose, con una candela al suo interno. Il nome della zucca prende origine da una antica leggenda irlandese. Stingy Jack era un vecchio astuto, avaro e ubriacone che amava fare scherzi a tutti, inclusi amici e familiari. Una sera il diavolo andò da lui per reclamare la sua anima. Jack era ubriaco al solito locale e chiese al diavolo di esaudire un desiderio: bere un ultimo bicchiere assieme a lui. Il diavolo acconsentì ma, al momento di pagare, Jack disse di non avere soldi e chiese al diavolo di trasformarsi in moneta per poter saldare il conto. Il diavolo accettò ma Jack, invece di pagare, mise in tasca la moneta assieme a un piccolo crocifisso che impedì al diavolo di tornare alla sua forma originaria. Jack gli estorse una promessa: il diavolo lo avrebbe lasciato in pace per dieci anni e lui lo avrebbe fatto tornare alla sua forma originaria. Il diavolo acconsentì e dopo 10 anni tornò da lui, ma Jack lo ingannò di nuovo. Gli chiese di prendere una mela su un albero ma quando il diavolo si arrampicò sull’albero, Jack intagliò una croce sulla corteccia. Il diavolo restò bloccato e Jack gli estorse una nuova, e più importante, promessa: il diavolo non avrebbe mai preso la sua anima. Quando Jack morì andò a bussare alle porte del paradiso ma Dio non volle aprirgli. Andò quindi a bussare alle porte dell’inferno ma il diavolo mantenne la sua promessa e non lo fece entrare. Ebbe solo un piccolo moto di compassione e gli lanciò un carbone acceso che mise in una rapa per farne una lanterna. Fu così che Jack iniziò il suo peregrinare notturno fu così che nacque l’usanza delle zucche incavate, che negli Stati Uniti sostituirono le rape usate in Europa, per aiutare Jack a trovare la sua strada.

mercoledì 11 settembre 2019

We will not live our lives in fear!

Sono passati 18 anni da quel tragico giorno.
Ho raccontato già in alcuni post quello che stavo facendo in quelle ore e come quella giornata fu determinante per la mia decisione di venire a vivere negli Stati Uniti.
Solo pochi mesi fa mi chiedevo: chissà dopo quante settimane gli Americani sono tornati alla normalità, anche per quanto riguarda gli spettacoli di intrattenimento.
All'epoca vivevo ancora in Italia e quindi non potevo saperlo. Sicuramente ci saranno voluti mesi, ho pensato, non è facile tornare a vivere le proprie vite con serenità.
E invece ho scoperto che solo dopo due giorni dopo gli attacchi Vince McMahon, Presidente della WWE e uomo di spettacolo, volle mandare un messaggio ai terroristi, anche a rischio di venire criticato, e prese la decisione di non cancellare l'evento programmato a Houston, Texas. Fu il primo grande evento pubblico dopo gli attacchi e un discorso toccante che riassume bene lo spirito americano: "We will not live our lives in fear!"

Ecco il suo discorso.

domenica 8 settembre 2019

USA Coast to Coast

Ciao a tutti, dai prossimi mesi collaborerò con un nuovo sito dedicato agli Stati Uniti: Usa Coast to Coast.
E' un sito che raggruppa molti blogger che seguo da tempo, soprattutto ragazze, che raccontano la loro vita americana in stati differenti.
E' un progetto interessante anche per capire che in Usa lo stile di vita ma anche le tradizioni cambiano leggermente, o a volte in maniera drastica, da stato a stato.
Dategli un'occhiata quando avete un attimo. E se vi va leggete anche i blog personali dei vari autori.

Ecco il sito: USA Coast to Coast: vita e viaggi in USA. 

College decisions reactions: rejected, waitlisted, accepted

Ogni anno i ragazzi americani all'ultimo anno di high school aspettano con ansia le risposte delle università alle quali hanno mandato la domanda di accettazione.
Rejected, Waitlisted, Accepted: queste sono le 3 parole sempre nei loro discorsi, nei loro sogni e dei loro incubi, in quel periodo.

Solitamente ogni ragazzo fa domanda a più università, che qui chiamano comunemente college, anche 15-20, e poi vanno a controllare le varie decisioni sui vari siti, facendo il login con il loro account personale.

Come sapete in Usa quasi tutti i college sono a numero chiuso e per venire accettati bisogna conquistarli mandando documenti, relazioni, superando test, elencando tutte le attività extra curriculari e, se non erro, anche sostenendo brevi colloqui o mandando dei video presentazione di alcuni minuti.

Solitamente i ragazzi fanno domanda alle università più prestigiose in cui è molto difficile essere accettati, ma anche a università più "reachable" ossia con percentuali di accettazione più alte e altre considerate "safety college" in cui dovrebbe essere più facile venire accettati, ma ovviamente sono anche le meno prestigiose.

Si  può quindi capire il periodo di suspence che vivono i ragazzi americani quando arriva il periodo dell risposte soprattutto l'Ivy Day ovvero il giorno, a fine Marzo, in cui vengono pubblicate le decisioni degli 8 college più prestigiosi, della Ivy League:
Brown
Columbia
Cornell
Darthmouth
Harvard
Penn
Princeton
Yale

Ecco alcuni video sulle reazioni alle decisioni dei college:

College Decision Reaction 1
College Decision Reaction 2 

I college americani sono molto costosi, anche 50-60 mila dollari l'anno, e infatti molti genitori iniziano a risparmiare per il college dei figli...il giorno dopo la loro nascita. Se sono ricchi ovviamente potranno pagare tutti gli anni del college altrimenti un bel gruzzoletto aiuta comunque e per il resto si spera in una delle tantissime borse di studio.
Oppure, come la maggior parte dei comuni mortali, i ragazzi devono ricorrere ai prestiti bancari i cosiddetti student loans.

Prestiti bancari per pagarsi l'università? A noi può sembrare strano ma qui è considerato normale.
E ovviamente ci sono pro e contro.
Se ti laurei ad un college rinomato probabilmente a 23-24 anni avrai già un ottimo lavoro con uno stipendio abbastanza alto ma devi essere consapevole che per una decina d'anni una parte del tuo guadagno deve essere usato per ripagare il prestito bancario.

Le banche prestano soldi con una certa facilità perchè, a parte i genitori degli studenti che spesso fanno da garante, le banche sanno che un laureato di un college rinomato probabilmente troverà un ottimo lavoro e potrà ripagare il prestito con gli interessi.

In definitiva però se vieni accettato in questi college sai già che avrai una vita economica più serena e poi è anche questione di prestigio tra gli amici e di riconoscimento delle tue capacità.
Sono stato accettato a Yale, Harvard e Princeton! Sono un tipo in gamba! E nel Paese delle competitività estrema essere accettato da un college importante vuol dire partire con un passo in più rispetto a chi non viene accettato.

Un aspetto curioso dal mio punto di vista italiano è che il giorno in cui di benvenuto alle matricole nel college ci sono ovunque striscioni con  Welcome class of... e la data di quattro anni più avanti. Se siamo nel 2019 sugli striscioni ci sarà scritto Welcome class of 2023: Benvenuti laureati del 2023. Il college dura 4 anni, non esiste il fenomeno del fuori corso e quindi ti laurei in 4 anni esatti dal giorno di benvenuto.  E a 22 anni potrai già cercare lavoro. Forse le cose ora sono cambiate anche in Italia ma ai miei tempi l'età media dei laureati era 25-27 anni, e molti andavano anche oltre i 30 a causa di vari anni fuori corso, complici spesso anche dei prof che ti facevano perdere anni per un esame.

L'altro aspetto interessante è la certezza dei ragazzi americani sul loro futuro.
Mi viene in mente una scena del film My Name is Tanino in cui Tanino scappa dall'Italia per evitare il servizio militare (aveva sostenuto pochi esami e non poteva fare più il rinvio) e va negli Stati Uniti dove fa una visita a sorpresa a Sally, la studentessa americana di cui si era innamorato durante una breve vacanza italiana di Sally. Quando il padre di Sally chiede a Tanino: Cosa studi? lui risponde: Regia. E quando gli chiede cosa vuoi fare dopo? Tanino è dubbioso, come se non ci avesse ancora pensato e farfuglia: Di preciso preciso non lo so, who will live will see, chi vivrà vedrà.
Sa già che i sogni in Italia non sono facili da realizzare, quindi meglio non sognare troppo. Prima pensiamo a laurearci e poi chi vivrà vedrà.

lunedì 27 agosto 2018

Laureati americani e la vita in discesa

Una delle grandi differenze che ho notato subito tra l'Italia e gli Usa, e che mi colpisce ancora oggi, è la vita dei giovani tra i 20 e i 30 anni. Ne ho parlato già in qualche post ma vorrei fare un paio di altri esempi, molto recenti. 

Nella mia compagnia c'è una ragazza sui 22 anni,  laureata da poco, che sta terminando i suoi 3 mesi di internship. E' una ragazza che si è laureata, ripeto, a 22 anni. Le scuole superiori in USA durano 4 anni, un corso di laurea dura  4 anni,  non esiste il fenomeno del fuori corso e quindi i ragazzi si laureano a 22 anni. Non 25, non 26, non 27 come in Italia (alcuni miei amici si sono laureati oltre i 30), no...22 anni e in molti casi anche 21. Tempo fa andai alla cerimonia di laurea di un mio amico in un palazzetto dello sport. Durante il suo discorso, pieno di lodi e incoraggiamenti per il futuro, il rettore disse che l'età media dei laureati della sua università era tra 21 e 22 anni. Pensavo di non aver sentito bene ma era proprio così. E pensare che in Italia mi sono laureato a 27 anni (vabbè, cari lettori, dai ho perso un anno con il servizio civile, eh). E non è un caso se le università americane in questi giorni,  anno 2018, accoglieranno le nuove matricole con i cartelli di "Benvenuti, laureati del 2022". Perché è normale. E'  matematica 2018 + 4 fa 2022. 

Insomma, questa ragazza ci raccontava che durante i 3 mesi di internship ha sostenuto vari colloqui e alcune aziende sembrano interessate ad assumerla. Le hanno detto di farsi risentire alla fine dell'internship (tra parentesi ben pagato). Ci raccontava poi che vive con il suo ragazzo e dividono l'affitto. Spero di trovare un lavoro al più presto - ci ha detto - ma sono ottimista. Mi scoccerebbe non vedere un paycheck il prossimo mese sul mio conto bancario e dover ricorrere ai miei risparmi. 
Insomma il problema di questa ragazza è solo evitare di usare i suoi risparmi per un mese d'affitto. Non pensa che potrebbe trovare lavoro tra 4, 5, 6 mesi. A New York? Il suo obiettivo è trovare lavoro nel giro di una o due settimane perché è così che funziona. Sei laureata, hai fatto un internship e già qualche colloquio? Al massimo un mese e stai già lavorando. Almeno a New York. 

Il figlio di un mio conoscente ha 25 anni, si è laureato qualche anno fa, ha proseguito con il Master's e ora sta facendo ricerca in un'importante università della West Coast, neanche una delle più importanti. Poche settimane fa è andato a Boston ad una conferenza per presentare le ricerche del suo team.   C'erano anche i rappresentanti di alcune aziende chimiche e uno di loro è rimasto colpito da quel giovane brillante. Il giorno dopo gli hanno mandato un'email con una proposta di lavoro. 120mila dollari l'anno per iniziare. Lui ci ha pensato un giorno e ha rifiutato. Vuole proseguire con le ricerche. Altre offerte, lo sa, arriveranno in futuro. E tra parentesi è ben pagato per la sua attività di ricerca. 

Sono solo due esempi di giovani americani poco più che ventenni che hanno indubbiamente la vita in discesa. Ma ciò che colpisce è che non sono dei geni. Sono semplici ragazzi laureati, con un'intelligenza nella media, come tanti ce ne sono in Italia. Ho centinaia di amici che sono anche più svegli di questi ragazzi americani che a 25 anni guadagnano già tanto e hanno una carriera avviata. Solo che purtroppo in Italia arranchiamo con lavori sottopagati e iniziamo a lavorare molto più tardi di loro.   
Ci sono delle eccezioni anche qui, io parlo della East e della West Coast, le zone più ricche e meritocratiche d'America, però in linea generale la condizione lavorativa dei giovani è di gran lunga migliore in America. E i giovani laureati italiani che si trasferiscono in America? Non i ricercatori geniali ma quelli che definirei "normali, nella media"...come me? Beh ho notato che certamente veniamo trattati molto bene ma rispetto agli americani veniamo comunque messi su un gradino inferiore. Sicuramente siamo contenti di percepire stipendi il triplo o il quadruplo rispetto alle stesse posizioni lavorative in Italia ma siamo pur sempre stranieri e qui in Usa la nostra carriera è un pò "frenata" e i nostri stipendi più bassi. Almeno se lavoriamo in aziende italiane gestite da italiani. Ma di questo, magari, ve ne parlo in un altro post.  

lunedì 9 aprile 2018

Un'operazione costosissima

Oggi vorrei tornare a parlare brevemente del sistema sanitario americano con un breve dialogo avuto pochi giorni fa con un parente. Qualche mese fa si è dovuto sottoporre a un delicato intervento alla testa, che per fortuna è andato bene, e giorni fa sono andato a fargli visita. 

Dopo qualche chiacchiera gli ho chiesto: Allora quanto ti è costata questa operazione? 
E lui: 225 mila dollari.
Io: Wow, 225 mila! Cifre astronomiche qui in Usa. In altri Paesi avresti pagato molto meno. Ad esempio in Canada.
Non ho voluto fargli l'esempio dell'Italia perché conoscendolo da buon italo americano che ama parlare male dell'Italia avrebbe parlato delle nostre inefficienze e quindi ho citato il Canada. 
E lui: Eh ma io non andrei mai ad operarmi in Canada o peggio ancora in Italia (ti pareva che non doveva tirare fuori l'Italia) dove ad esempio non puoi sceglierti tu il dottore.
E io: In Italia? Chi te lo ha detto. Puoi scegliere il dottore o il chirurgo che vuoi. Tante persone dal Sud vanno a operarsi al Nord perché molti ospedali del Nord sono migliori. Comunque 225mila per un'operazione mi sembra davvero una cifra altissima.
E lui: Beh si in effetti in Usa non è che sia un bel sistema. Per questo dico sempre che bisogna farsi una buona assicurazione, così si è al sicuro. A cosa serve risparmiare qualche migliaia di dollari prendendo un'assicurazione scarsa? Se poi succede un'emergenza cosa fa? per fortuna ho pagato solo 5mila per questa operazione.
E io: Eh si meno male, ma quello che voglio dire è che comunque qualcuno ovvero la tua assicurazione ha tirato fuori 220mila dollari per questa operazione e a me sembra davvero eccessivo. 

Ma questa mia obiezione non ha suscitato grande interesse, come se fossero parole vuote, che non comprendeva davvero. Insomma ho capito che chi sta dentro al sistema non riesce a pensarne a un altro. Qui non trovano scandaloso che un'operazione possa costare quanto una casa. Per loro è normale, non hanno mai visto prezzi diversi. E' un sistema accettato e per quello bisogna avere una buona assicurazione. E se poco poco qualcuno cerca di suggerire che però ci sono nel mondo altri tipi di sistemi più umani dove la sanità è universale e lo Stato interviene per consentire che tutti si possano curare anche per i mali più difficili da curare, molti tirano fuori la parolina: eh ma questo è un sistema "socialista"! Ovvero il male assoluto. Oppure vogliono convincerti e convincersi che si qui il sistema sanitario costa ma i medici e i macchinari sono all'avanguardia. Vorrei fargli capire che sono all'avanguardia anche in molte altre parti del mondo dove per per un'operazione però si paga solo la decima parte. Forse un giorno ci riuscirò. 

giovedì 7 dicembre 2017

Ugly Christmas Sweaters

Ciao a tutti, e' quasi Natale e oggi vi parlo della moda americana degli Ugly Christmas Sweaters. Li avrete visti indossati dai protagonisti di molti film americani, i "brutti maglioni natalizi" coloratissimi, pacchiani, pieni di renne, pupazzi di neve, slitte e babbi natale. Li indossano soprattutto gli adulti a Natale o alla vigilia di Natale. C'e' anche chi li indossa in ufficio il 22 o 23 dicembre e ci sono gruppi di amici che organizzano feste a tema Ugly Christmas Sweater durante le quali ognuno sfoggia il proprio maglione piu' brutto e a fine serata viene votato il maglione piu' ugly tra gli ugly. Negli ultimi anni questi strambi maglioni sono diventati una vera moda e tutti i negozi hanno un settore dedicato ad essi. Chi li indossa dimostra di avere senso dell'umorismo nonche' coraggio e  sorprende e fa sorridere gli amici, colleghi e parenti. In origine gli ugly Christmas sweaters venivano sferruzzati a mano dalle nonne che li donavano con orgoglio a figli e nipoti i quali non potevano esimersi dall'indossarli proprio il giorno di Gesu' bambino. Non potevano deludere la nonna e dovevano dimostrarle di aver apprezzato tantissimo quel dono amorevolmente e pazientemente sferruzzato per mesi. Oggi vengono prodotti brutti di proposito ma alcuni riescono ad essere anche addirittura belli, o meglio di un brutto che piace. Trendy. Per me esprimono creativita' e umorismo tutti americani e sto pensando di comprarne uno, o meglio spero che me ne regalino uno. Con gli ugly christmas sweater si realizza finalmente il sogno di tutti noi di poter dire a chi ci dona qualcosa di brutto...Il tuo regalo fa veramente schifo! Il donatore fara' un sorriso, felice di averci regalato il maglione piu' brutto possibile. 
Eccone alcuni:





E, da appassionato della prima stagione di Stranger Things e di videogiochi anni 80, eccone due che potrei acquistare:





sabato 14 settembre 2013

Lavorare come cassiere negli Stati Uniti

Oggi vado a fare la spesa da A&P, metto nel cestino delle banane, delle more, un barattolino di pepe, un salmone affumicato e 6 lattine di Bud Light e vado alla cassa. Il cassiere, un ragazzino alle prime esperienze, scannerizza tutto ma arrivato alle lattine chiama il suo supervisor che senza neanche chiedergli perche' lo abiab chiamato, vede le lattine e mi chiede: Can I see your (Driver's) Licence? La patente qui e' usata come documento di riconoscimento perche' una volta presa la patente alla motorizzazione ritirano la carta di identita', ID, e bisogna usare solo la patente. Ad ogni modo i casi sono due: o il ragazzino alla cassa e il suo supervisor erano un po' addormentati o dimostro oltre 15 anni in meno della mia eta'. Mi piace credere che cassiere e supervisor siano stati sveglissimi oggi.
Questo episodio mi ha portato alla memoria a 9 anni fa quando ero da poco arrivato in America e avevo iniziato a lavorare a CVS come cassiere. Ricordo che il manager, prima di mettermi alla cassa, tra le tante raccomandazioni mi disse: tu non ti preoccupare, ogni volta che qualcuno compra delle sigarette, se hai anche il minimo dubbio sulla sua eta' chiedi sempre di mostrarti la sua patente. E' meglio fare una domanda in piu' che rischiare e vendere sigarette ad un minorenne, perche' questo potrebbe crearci grossi problemi. Quante volte mi sono sentito dire: ma perche' ti sembra che abbia meno di 18 anni? Qualcuno si arrabbiava ma altri erano quasi contenti o comunque non battevano ciglio e mi mostravano la patente.
Comunque riflettevo sul fatto che il cassiere in America e' un lavoro svolto solitamente da determinati tipi di persone e infatti ricordo che alle casse lavoravano essenzialmente ragazzini, persone con qualche lieve handicap o problema di salute, molti ragazzi di colore che forse non avevano avuto la fortuna di studiare, persone un po' anziane ormai fuori dal vero mercato del lavoro, persone che avevano perso il lavoro ed erano in attesa di qualcosa di meglio. Tra questi ricordo un ex camionista con i capelli lunghi biondi e tutto tatuato, stile Sons of Anarchy. Aveva perso il lavoro e in quel momento gli andava bene lavorare come cassiere anche perche' il lavoro da camionista per tanti anni lo aveva davvero stancato.Era un gran personaggio.
Il mondo del lavoro americano mi sembra molto stratificato nel senso che se hai studiato per molti anni e ti sei laureato e' quasi impossibile che ti ritroverai a fare il cassiere a $8 o $10 all'ora. Forse lo hai fatto in passato da ragazzino, quando avevi 16,17,18 anni, per non chiedere soldi ai genitori per pagarti una vacanza con gli amici, ma difficilmente ti ritroverai a fare il cassiere dopo esserti laureato e aver sacrificato anni ed anni di vita sui libri, come accade sempre piu' spesso in Italia. Comunque sempre in tema di cassieri, dopo aver lavorato a CVS sono stato assunto da una banca. Ho lavorato solo per due settimane, o meglio ho solo fatto il training al computer per fare il teller (ovvero il cassiere) ma poi non ho continuato perche' ho trovato un altro lavoro. Cio' che mi ha meravigliato e' la paga del teller. Era praticamente la stessa di quella del CVS. Quindi fare il cassiere in un supermercato o il cassiere (teller) in una banca e' praticamente lo stesso in termini di paga.
Eppure credo che il teller, tra assegni, trasferimenti bancari e tutto il resto abbia responsabilita' maggiori di un cassiere di supermercato. Perche' la loro paga e' quasi la stessa? Chi ha opinioni in merito mi faccia sapere. Ad ogni modo ricordo ancora con piacere le mie esperienze da cassiere, sembra ieri, ma sono passati gia' nove anni!Dove mi portera' il destino tra nove anni? Lo scopriremo solo vivendo.
Alla prossima, ragazzi. Stay tuned for more updates.

giovedì 12 settembre 2013

Parlando di sport in ufficio

Ciao a tutti, e' da un po' che non scrivo. Sono molto preso dal lavoro. Ogni mattina, dal lunedi' al venerdi', mi sveglio alle 7, salgo in macchina alle 8 e arrivo in ufficio alle 9. Poi alle 6 esco e alle 7 sono di nuovo in Connecticut, solitamente mi fermo a fare un po' di spesa e sono a casa. Mangio qualcosa, vado su internet, guardo la tv o strimpello la chitarra e mi rilasso un po' sul divano. E il giorno dopo si ricomincia. E poi per fortuna arriva il weekend per ricaricare le batterie. Insomma gran parte della mia settimana quindi e' occupata dal lavoro. Dopo le prime settimane di totale idillio ho avuto modo di conoscere meglio i colleghi e anche se sono sempre simpatici e disponibili come all'inizio ho notato che alcuni a volte parlano alle spalle degli altri o li prendono in giro. Non mi piace molto questo modo di fare ma cerco di non dare corda a questi "spettegolatori". Penso che sia normale in tutti gli uffici del mondo ma e' meglio cercare di non incoraggiare i loro discorsi almeno quando sono in mia presenza. Pero' alla fine tutto procede per il meglio.
Cosa posso raccontarvi...vediamo...
Oggi in pausa pranzo con dei colleghi americani parlavamo degli sport preferiti e ci siamo presi un po' in giro. Io dicevo che il baseball e' uno sport noioso perche' non succede mai niente e si fanno punti sempre allo stesso modo ma il mio collega rispondeva che invece e' uno sport divertentissimo in cui si possono fare punti in almeno cinque modi diversi.
- Solo cinque? ho risposto io. Nel calcio si puo' segnare in centinaia di modi diversi!
E lui mi ha risposto che il calcio e' noioso perche' la palla va avanti e indietro e non succede mai niente e guardare una partita di calcio gli provoca il sonno.
-Come si puo' guardare una partita per oltre un'ora?-mi ha detto- Magari nessuno segna e finisce 0 a 0!
In effetti non e' il primo americano ad avermi detto queste cose sul calcio.
Immagino che per gli Americani non esista niente di piu' noioso di un banale 0-0. Gli Usa sono il Paese della quantita', dell'accumulo. E non possono soffrire e aspettare per un'ora o piu' per vedere un goal. Loro vogliono tutto e subito. Non sono forse loro ad avere l'anguria senza noccioli, il salame e il pane gia' tagliato a fette? La cassetta per imbucare le lettere ad altezza finestrino della macchina? E lo stesso per la banca e il McDonald's? In un Paese cosi' in cui tutto e' fatto per facilitare ogni cosa e limitare anche i piu' insignificanti "fastidi" quotidiani perche' bisognerebbe penare e aspettare magari un'ora o piu' per poter vedere un goal? Uno solo poi. Forse e' per questo che in ogni loro sport americano curiosamente ogni punto non vale 1 come i nostri goal ma 2,3, o addirittura 6. L'illusione della quantita' da' sempre una certa sicurezza.
Comunque ho cercato di replicare tirando in ballo anche il football dicendo che ogni volta che ho guardato il SuperBowl lo ho fatto solo per vedere i commercials (divertentissimi) e il concerto dell'half time show ma la provocazione e' finita nel vuoto, cancellata da una risata bonaria come a dire: non sai proprio che ti perdi, caro collega europeo.
Pero' alla fine ho contrattacato e l'ho spuntata con una domanda: quale e' lo sport piu' seguito al mondo?
-Il calcio- ha risposto.
-Ecco, ci sara' una ragione?
-Si perche' il calcio e' seguito in tutto il resto del mondo.
Pensavo di aver "vinto il duello" ma poi ho pensato: non e' che poi agli Americani interessi molto il resto del mondo. Per loro il mondo e' l'America e poi c'e' un qualcosa di indistinto chiamato Resto del Mondo. Insomma, punti di vita. E' interessante anche parlare di sport e prendersi in giro, in ufficio.

domenica 1 settembre 2013

Sfogliatelle? No, Scfojadel

Stamattina sono andato in una pasticceria italiana per comprare delle sfogliatelle da portare ai miei zii. Le ragazza della pasticceria, molto carina e gentile, mi ha detto che le sfogliatelle erano finite ma aveva dei dolci molto simili. Ora, non esiste un dolce simile alla sfogliatella, o e' sfogliatella o e' qualcosa di diverso, ma essendo americana, e quindi esperta venditrice di qualsiasi cosa, mi ha detto che il ripieno e' in realta' lo stesso e quindi, cosa facevo, mi mettevo a contraddire la carina ragazza americana che lavora con passione anche di domenica? Ho comprato i dolci consigliati, no problem.
Ma vorrei soffermarmi sul modo molto interessante in cui ha pronunciato la parola "sfogliatelle" ovvero, "scfojadel", che poi, mi e' venuto in mente, e' lo stesso modo in cui le aveva pronunciate pochi giorni fa una mia collega, quindi qui le pronunciano proprio cosi' con la "Sc" di sci, alla napoletana. Immagino che gli Americani le pronuncino cosi' perche' sono state introdotte negli States da pasticceri provenienti da Napoli e dintorni. Pero' insomma non esageriamo, nella parola deve esserci anche un po' di America e quindi la parte finale non e' -telle ma -del, ed ecco Scfoja (Napoli) - del (Usa), una bella parola italo-americana. Lo so, un giorno spero molto lontano riusciro' a ordinare anche io le scfojadel. Se poco tempo fa sono riuscito a violentarmi e ordinare dei cannolis, riusciro' anche ad ordinare le famose scfojadel. Quando lo faro' toglietemi pure il passaporto italiano.

sabato 24 agosto 2013

Lo spirito americano nei reality show

A parte alcune Serie Tv, come Breaking Bad e la divertentissima Big Bang Theory, non guardo molto la televisione, preferisco acquistare Dvd o noleggiarli tramite Netflix.
Ogni tanto pero' faccio zapping per vedere cosa c'e' sulla Tv americana e ho notato che va molto forte il reality che definirei "da strada" o meglio "lavorativo", "di vita quotidiana". Certo ci sono i vari Grande Fratello e simili ma forse qui li reputano un po' troppo finti, ovattati e il pubblico preferisce guardare la vita delle persone comuni che lavorano e sono alle prese con i problemi di tutti i giorni, con i quali possono identificarsi. Ci sono anche tanti altri tipi di reality ma questo filone mi ha particolarmente interessato.
Ve ne descrivo alcuni:
Bar Rescue  Il personaggio principale e' Jon Taffer, un esperto del settore food & beverage e consulente specializzato in night club e bar che offre la propria esperienza professionale ai locali che stanno gradualmente andando verso il fallimento e la chiusura. Ad ogni puntata Taffer viene contattato dal proprietario di un locale che accetta di seguire i suoi preziosi consigli. Taffer e' un tipo duro e senza peli sulla lingua e dopo poche ore capisce subito cosa va cambiato soprattutto nel modo di lavorare dei camerieri, bartender e manager che rimprovera con parole molto dure. Alla fine dopo vari scontri verbali e a volte anche fisici, lo staff inizia a seguire i suoi consigli e il locale cambia aspetto, acquista personalita', i dipendenti si mostrano piu' professionali e gli affari iniziano ad andare a gonfie vele. E un altro bar e' stato salvato dal probabile fallimento.
Mystery Diners Va in onda su Food Network e segue un'idea simile a Bar Rescue ma e' forse piu' "drammatico". La differenza e' che i padroni dei locali hanno il sospetto che i propri dipendenti facciano qualcosa di poco corretto, come ad esempio rubare soldi dalla cassa o merce dal magazzino. Vengono piazzate delle telecamere nascoste e alcuni finti clienti mettono alla prova la professionalita' e l'onesta' dei camerieri. Dopo aver scoperto i comportamenti scorretti, il padrone del locale interviene duramente e spesso licenzia i dipendenti che hanno tradito la sua fiducia. Il lieto fine c'e' ma e' un po' piu' amaro rispetto a Bar Rescue in cui alla fine vivono tutti felici e contenti. Qui il padrone del locale tira un sospiro di sollievo ma solo dopo aver licenziato qualche dipendente.
Molto simile a questi show e' Undercover Boss (di cui ho parlato in un post passato) e in cui e' proprio il boss di una grande compagnia ad andare a lavorare tra i suoi dipendenti "in borghese", camuffato in modo irriconoscibile. Il Boss, che si presta ai lavori piu' umili e faticosi, capira' i punti di forza e i punti deboli dell'azienda per poi porvi rimedio e premiare i dipendenti che si sono dimostrati assidui lavoratori legati all'azienda.
Shark Tank e' uno show in cui ci sono degli aspiranti imprenditori che mostrano i propri prodotti brevettati, appena inseriti in commercio ma su bassa scala, a quattro importanti investitori. Se il  prodotto viene presentato in modo da suscitare l'interesse di uno o piu' dei quattro Squali, il piccolo imprenditore ricevera' un'offerta o a volte e' egli stesso a farla. Lo Squalo se lo ritiene opportuno potra' fare una contro-offerta e decidere quindi di investire grosse cifre nell'azienda ma in cambio dell'investimento chiedera' una percentuale, solitamente molto cospicua, dell'azienda o dei suoi guadagni. Prendere o lasciare.
Un altro show particolare e' Storage Wars. Avete presente quei garage o meglio storage, tipicamente americani, in cui pagando un affitto mensile si puo' depositare qualsiasi cosa? Solitamente chi decide di cambiare casa da un giorno all'altro ha bisogno di liberarla al piu' presto e per farlo in modo veloce porta tavoli, sedie, mobili di ogni tipo, quadri, oggetti da collezione e tantissima altra roba in questi storage, in attesa in giorno di andarli a ritirare con piu' calma per portarli nella nuova casa. Spesso pero'  queste persone non pagano piu' l'affitto dello storage, magari per dimenticanza o anche per decesso, e dopo tre mesi tutto cio' che e' dentro puo' essere venduto all'asta dal padrone degli storage. Cosi' si scatena una "guerra" tra varie persone che si contendono il contenuto dello storage all'asta. Per regolamento possono solo vedere dall'entrata dello storage cosa c'e' dentro (di solito e' tutto ammassato disordinatamente o in varie scatole) e non possono entrare per frugare e aprire le scatole.  Basandosi sulle prime impressioni iniziano a giocarselo e competere all'asta. Cosi' a volte acquistano tutto cio' che c'e' nello storage per solo $200 ma poi, magari dopo aver trovato qualche presioso oggetto da collezione o un quadro antico, vendono tutto per migliaia di dollari. Altre volte accade l'opposto e il contenuto dello storage ha poco valore e viene acquistato per migliaia di dollari ma viene venduto per poche centinaia di dollari.
Insomma il background e' quasi sempre il mondo del lavoro e degli affari. Forse il tempo dei reality in cui dei perfetti sconosciuti potevano diventare famosi senza fare niente (tipo Grande Fratello o Isola dei Famosi) e' ormai una cosa di altri tempi che poco si addice al vero spirito americano. Qui generalmente dei perfetti sconosciuti possono diventare famosi solo se dimostrano di saper fare qualcosa e per quello ci sono reality in cui bisogna dimostrare di essere eccellenti in campi come la cucina, il canto o la danza. Per il resto ci sono gli Americani comuni che lavorano quotidianamente con grande impegno e sono proprio loro e a suscitare maggiore interesse nel pubblico e non a caso gli show dell'uomo comune alle prese con il lavoro e le piccole grandi difficolta' quotidiane sono seguiti da milioni di persone.
Ho notato poi che in questi show e' frequente l'intervento dell'Eroe, la persona che ha anni di esperienza in un determinato settore lavorativo e che riesce a risolvere i problemi e a far prosperare un ristorante, un bar o un'azienda che stava andando in rovina.
In concetto di base e' che tutti possono sbagliare ma con una giusta guida che mette tutti in riga le cose possono migliorare e anche l'impiegato piu' svogliato o poco motivato puo' cambiare e diventare professionale, produttivo e soddisfatto del proprio lavoro. L'ottimismo e' sempre nell'aria, cosi' come lo spirito del Can do it. Il piangersi addosso non e' un atteggiamento contemplato.
Un altro aspetto e' la ricerca incessante per l'affare e puo' interessare sia il piccolo imprenditore che ha brevettato un nuovo prodotto sia colui che ha l'intuizione e la bravura di acquistare per pochi dollari il contenuto di uno storage per ritrovarsi con merce per il valore di migliaia di dollari.
Dinamismo, pragmatismo, impegno e spirito di iniziativa. Lo spirito americano nei reality show.

Jobs, voice mails e text messages

Pochi giorni fa sono andato al cinema a vedere "Jobs", il film sulla vita di Steve Jobs. Breve digressione: al cinema prima dell'inizio del film fanno vedere piu' volte degli spot con personaggi famosi che invitano a non scrivere o leggere sms, che qui chiamano text messages,  mentre si e' al volante: Don't text and drive. It can wait. Il problema deve essere diventato piuttosto serio se questi spot vengono mandati in onda anche in tv e radio. In effetti ho notato che rispetto a pochi anni fa l'uso dei texts e' diventato molto piu' diffuso. Non ho ancora capito il perche' non fosse cosi' diffuso in passato. Qui era ed e' ancora molto diffuso l'uso di lasciare il voice mail, ovveroil  messaggio vocale in segreteria. Poiche' quasi tutti hanno un abbonamento annuale con le compagnie telefoniche e l'uso dei voice mail e' incluso nel prezzo,  non ci sono costi aggiuntivi per lasciare a ascoltare i voice mail e quindi e' molto comodo perche' invece di provare a ritelefonare un amico che non ha potuto rispondere al telefono, gli si puo' lasciare il voicemaile lui richiamera' appena possibile.
Per inviare un text message mediamente si impiega piu' tempo rispetto a un veloce voice mail. Quindi perche' recentemente in Usa inviare un text e' diventato piu' diffuso?
Non sono un esperto di cellulari  ma forse e' dovuto anche al fatto che ora con le varie app degli smartphone mandare text messages avviene in tempo reale, in realta' piu' che text messages si puo' chattare in tempo reale e quindi le probabilita' di essere sempre impegnati a leggere o scrivere al cell sono aumentate esponenialmente.
Ritornando al film Jobs, mi aspettavo di meglio. Il film non e' male soprattutto la parte in cui vengono mostrati i primi anni di Steve al college, nel suo viaggio in India e i primi esperimenti con il suo team in garage. Mi sarebbe piaciuto pero' vedere anche gli ultimi anni di Jobs, il successo planetario e soprattutto la lotta contro la malattia. Invece gli sceneggiatori hanno preferito puntare sulle lotte interne tra gli amministratori, il CEO e Steve. Comunque e' sicuramente un film interessante soprattutto per chi e' un apple-addict.
Breve e semplice riflessione: Jobs non era praticamente nessuno pero' poiche' qui, giustamente, gli imprenditori sono interessati al profitto e quindi al prodotto che potrebbe renderli milionari e tu puoi essere un Signor Nessuno ma se hai creato un prodotto valido, che ha del potenziale, qualcuno che verra' a vederlo e a farti un'offerta prima o poi lo troverai. Non so perche' ma la storia di Jobs mi fa tornare in mente come esempio opposto quello di questi due giovani ragazzi italiani intervistati da PIF tempo fa. Mostrarono i loro progetti in Usa e senza troppi problemi un imprenditore ha creduto in loro e ha staccato un assegno per consentire loro di cominciare la produzione. Sono quindi andati in Italia per vedere dove avrebbero potuto dare vita ai loro disegni,  ma i loro interlocutori italiani li hanno accolti con scetticismo e piu' che ai prodotti erano interessati a capire "chi fossero" questi ragazzi di cui non avevano mai sentito parlare. In Usa a questi (ex) Signor Nessuno hanno staccato un assegno per iniziare la produzione. In Italia invece...  Ecco le loro parole dal minuto 14:06 del video. Cambiera' mai la nostra mentalita' italiana del "Chi sei tu?-Non sai chi sono io?"

lunedì 19 agosto 2013

The Land of the Free...shopping

Qualche giorno fa sono andato da Kohl's e ho comprato un piccolo "George Foreman" grill elettrico (a quanto pare i prodotti firmati dall'ex pugile stanno riscuotendo un ottimo successo negli Usa). Costo: $60. Poiche' ho speso piu' di $50, la cassiera mi ha regalato un buono da $10 da spendere sempre da Kohl's, e in piu' mi ha dato un altro buono di $5 da spendere da Target, un negozio che vende prodotti per l'ufficio, scrivanie, sedie, computer, borse per il pc e simili. Ieri sono tornato da Kohl's per fare qualche altra piccola spesa e per usare il buono da $10. Ho speso $20, ho usato il mio coupon da $10 e ho pagato $10. Al momento di pagare la cassiera mi ha chiesto gentilmente se volevo dare il mio indirizzo email per ricevere offerte promozionali e in cambio avrei ottenuto un buono di $5. Ho risposto di si, ovviamente.
Insomma da una spesa di $60 (e il grill li vale tutti), ho ricevuto indietro un valore di $20. Niente male. Certo che qui in Usa in quanto a giochi, coupon, buoni spesa, e lotterie non sono secondi a nessuno. Per fidelizzare il cliente cercano di rendere divertente anche un semplice rito come fare la spesa. Io non mi faccio certo prendere da queste strategie di marketing, da questi trucchetti della fortuna, pero' quasi quasi appena posso vado a fare un altro giro da Kohl's solo per usare il mio buono da $5 e poi non ci vado piu'...e poi chissa' non si sa mai se mi capita un altro buono sconto...

domenica 11 agosto 2013

Psicologi, ADD, vitamine e 12 steps

Ormai mi sono abituato ma uno degli aspetti che mi ha colpito durante i primi mesi in America e' stata la loro mania per gli psicologi. Sembra quasi una moda, se non vai da uno psicologo o da uno psicoterapeuta non sei nessuno. Non voglio dire che gli piscologi siano una categoria professionale poco importante, anzi tempo fa avevo anche pensato di iscrivermi a psicologia, ma qui dallo psicologo ci vanno davvero per qualsiasi ragione.
Sei un pochino depresso? Dovresti andare dallo psicologo. Hai litigato con tua moglie? C'e' lo psicologo di coppia che cerca di risolvere i problemi di entrambi. Tuo figlio gioca troppo con la playstation invece di fare i compiti? Bisogna mandarlo dallo psicologo. Tua figlia adolescente e' un po' giu' perche' e' stata lasciata dal fidanzatino? Bisogna mandarla da uno psicologo.
Forse gli Americani non hanno tempo e voglia di impegnarsi a risolvere da soli i propri problemi (a volte basta un semplice esame di coscienza), forse in un certo modo sentirsi malati li fa sentire piu' vivi,  o forse piu' probabilmente seguono solo una loro caratteristica culturale, ovvero creare problemi per avere il piacere di risolverli. E mi fa venire in mente Wolf di Pulp Fiction il cui motto e' "Risolvo Problemi".
Dal mio punto di vista una persona che va da uno psicologo per un banalissimo problema che potrebbe benissimo risolvere da solo e' come chi va da un mago che gli chiede:
 - Dimmi pure il tuo problema. 
 - Non ho un lavoro.
E il mago risponde: Risolverai il tuo problema trovando un nuovo lavoro. Sono 100 euro, grazie.
Sempre seguendo la logica del creare-problemi-per-avere-il-piacere-di-risolverli in Usa sono bravi ad "inventare" delle malattie. Solo qui ho sentito parlare di ADD (Attention Deficit Disorder). In sostanza se sei un po' sbadato potresti avere questa fantomatica ADD.
Spesso una persona distratta puo' sentirsi dire: you probably have ADD. Tempo fa mi e' capitato tra le mani un libro su questa "malattia"... ho letto i sintomi e mi veniva da ridere. Hai dimenticato le chiavi in casa? Potresti avere l'ADD. Hai dimenticato di fare una telefonata ad un amico? Potresti avere l'ADD. Non ricordi bene il nome di una persona che hai conosciuto la sera prima? Potresti avere l'ADD. E come si cura? Ovvio, con le pilloline e altre medicine che costano un po' di dollarini. E le case farmaceutiche ringraziano. Un'altra mania e' quella delle vitamine. Ogni mattina milioni di Americani mandano giu' milioni di vitamine ed esistono negozi come Vitamine Shoppe che sono specializzati solo in vitamine e vanno molto ma molto bene.
Ma il problem-solving per eccellenza sono i meetings dei 12 steps ovvero incontri tra persone che hanno determinati problemi e che tramite l'aiuto di una guida spirituale riescono a percorrere 12 steps, 12 fasi, verso la liberazione dal problema. Ci sono 12 steps per alcolizzati, divorziati, sex addicted, depressi, etc etc Ci si incontra un certo numero di volte al mese e tramite la guida si cerca di arrivare al competamento dei 12 passi. Per darvi un'idea ecco i 12 steps degli Alcolisti Anonimi:
  1. We admitted we were powerless over alcohol—that our lives had become unmanageable.
  2. Came to believe that a power greater than ourselves could restore us to sanity.
  3. Made a decision to turn our will and our lives over to the care of God as we understood Him.
  4. Made a searching and fearless moral inventory of ourselves.
  5. Admitted to God, to ourselves, and to another human being the exact nature of our wrongs.
  6. Were entirely ready to have God remove all these defects of character.
  7. Humbly asked Him to remove our shortcomings.
  8. Made a list of all persons we had harmed, and became willing to make amends to them all.
  9. Made direct amends to such people wherever possible, except when to do so would injure them or others.
  10. Continued to take personal inventory, and when we were wrong, promptly admitted it.
  11. Sought through prayer and meditation to improve our conscious contact with God as we understood Him, praying only for knowledge of His will for us and the power to carry that out.
  12. Having had a spiritual awakening as the result of these steps, we tried to carry this message to alcoholics, and to practice these principles in all our affairs.
E c'e' chi dice che l'America non e' un Paese spirituale? Altro che Wolf, qui e' soprattutto Dio che risolve problemi.

domenica 26 maggio 2013

Undercover Boss

Quando in prova/training con la compagnia americana per la quale andro' a lavorare tra qualche settimana, i colleghi scherzando dicevano che secondo loro io ero in realta' un Undercover Boss mandato li' dalla sede italiana. Non sapendo a cosa si riferissero mi spiegavano che Undercover Boss e' una trasmissione televisiva molto popolare in cui il capo di una grande azienda decide di analizzare meglio, dall'interno, l'efficienza o le inefficienze della sua compagnia e le condizioni lavorative dei suoi dipendenti e quindi dopo essersi travestito per non farsi riconoscere, e con la scusa di essere stato assunto, va a lavorare per qualche giorno a stretto contatto con alcuni suoi dipendenti, incaricati di fargli il training. Il boss avra' modo cosi di vedere da vicino il modo in cui lavorano e ascoltare dalla loro voce cosa pensano onestamente della compagnia, del loro lavoro, del loro stipendio, delle inefficienze. Dopo qualche giorno il boss fa un meeting con i vari manager per raccontare la propria esperienza e dare istruzioni su cio' che va migliorato e poi, dopo averli invitati nel suo ufficio, si rivela agli impiegati che gli hanno fatto il training (in vari settori), li ringrazia facendogli dei complimenti per l'attaccamento all'azienda e il modo di lavorare e magari gli regala una settimana di vacanza pagata dall'azienda, o un contributo per pagare il college dei figli o un piccolo aumento.
Durante il mio training a New York quindi scherzavo spesso con i miei (futuri) colleghi dicendogli Be careful. I am watching you. Maybe I'll give you a raise. Maybe I should fire someone. E ci siamo fatti delle grasse risate.
Oggi sono finalmente andato su Youtube per vedere qualche puntata di quella trasmissione e l'ho trovata molto interessante. C'e' anche da dire molti potrebbero pensare che alcuni CEO decidono di partecipare ad Undercover Boss solo per fare pubblicita' all'azienda. Puo' anche essere vero, pero' non ho mai amato la dietrologia. Alla fine e' semplicemente una trasmissione televisa che reputo simpatica ed interessante perche' ci fa entrare direttamente a contatto con il mondo del lavoro americano. Ecco per voi uno degli episodi:



domenica 12 maggio 2013

Alitalia e Delta: Italia e America a confronto

Cari lettori, me lo ripeto sempre piu' spesso: devo assolutamente emigrare. Vi spiego. L'avvocato americano che mi sta facendo le pratiche per il work visa deve inviare alcuni documenti che mi riguardano all'immigrazione americana. Poiche' ho gia' vissuto e lavorato in Usa fino al 2010 vuole mostrare che nel 2010 sono andato via dagli Usa per tornare a vivere in Italia. Unico modo per farlo e' ottenere una copia del biglietto aereo o del boarding pass. Poiche' dopo averlo usato gettai via quel biglietto e il boarding pass e cancellai anche l'email con il pdf, l'unica soluzione possibile e' contattare Alitalia per richiedere un duplicato del biglietto acquistato, magari lo stesso biglietto in pdf che mi inviarono via email. Quindi stamattina contatto Alitalia e un operatore mi dice che e' impossibile ottenere una copia del biglietto perche' e' gia' stato usato e non ne hanno piu' traccia. Conoscendo Alitalia, chiudo il telefono e richiamo per parlare con un altro operatore, magari sono piu' fortunato, come una lotteria: trova l'operatore fortunato. In effetti l'altro operatore mi da' gia' una risposta leggermente differente: non e' possibile avere una copia del biglietto perche' e' stato gia' usato. Ma si puo' chiedere una "certificazione di volato". Bene, come procedere? -chiedo- mi servirebbe al piu' presto possibile. L'operatore risponde che devo inviare un fax con documentazione varia dopodiche' potranno aprire il fascicolo, fare ricerche e darmi una risposta solo dopo "molte settimane"! Molte settimane?-penso-ma oggi e' tutto computerizzato, cosa ci vuole a ripescare due dati e inviarmeli? Niente da fare: molte settimane. Chiudo e cerco altre strade e noto che Alitalia risponde alle richieste dei clienti anche via Facebook. Rispiego la mia situazione e la mia urgenza e mi dicono che si mettono subito all'opera per vedere cosa possono fare per accelerare i tempi. Bene, mi danno qualche speranza. Dopo un po' mi dicono che il volo era Alitalia ma e' stato operated by Delta ai quali hanno esposto la mia richiesta e dai quali stanno aspettando una risposta.  Poi a un certo punto probabilmente si stancano per il troppo lavoro e la troppa pressione psicologica, e' pure domenica no?, e mi rimbalzano prontamente a Delta. Devo rivolgermi direttamente a loro. Si ma io il biglietto lo ho acquistato da Alitalia. Non dovrebbero essere loro ad aiutarmi? Niente da fare, si tirano indietro e mi danno il numero di telefono del customer service Delta Italia, che ovviamente e' contattabile solo dal lunedi' al venerdi'.
Delta pero' e' una compagnia americana, penso, e hanno il customer care italiano ma anche quello americano. Magari lavorano anche di domenica. Quindi vado sul sito americano e vengo a sapere che hanno un customer service che risponde anche su Twitter. Incredibile, sono avanti! Mi iscrivo a Twitter, trovo Delta Assistance, espongo il mio caso e spiego la mia urgenza. Mi aspetto che anche loro mi dicano che occorrono molte settimane per soddisfare la mia richiesta ma mi dicono che occorrono fino a 14 giorni. E bisogna pagare $20. Ok, sono Americani, ovvio, si fanno pagare anche l'aria ma va gia' meglio perche' ho urgenza e comunque "fino a 14 giorni" e' gia' meglio di "molte settimane". Ci provo, insisto e spiego che mi servirebbe una risposta entro un paio di giorni. La ragazza molto gentile e paziente che mi sta rispondendo con i suoi twit (che strano!) mi chiede di darle la mia email in privato e mi dice che cerchera' di vedere cosa puo' fare. E cosi' resto a meta' tra la speranza e il timore pero' che questo potrebbe essere solo un modo per tenermi tranquillo per un po' di giorni. Poi all'improvviso, apro le email e vedo l'email di Delta con il documento di cui avevo bisogno, presa dai loro records del 2010! Niente fax, niente burocrazia, niente "molte settimane". Poche ore di Delta contro le molte settimane di Alitalia. Lo so che potrei risultare antipatico quando lo dico ma questa e' un'ulteriore dimostrazione che l'efficienza americana e' anni luce superiore rispetto a quella italiana. Devo assolutamente emigrare.