sabato 24 maggio 2014

La bastardata inaspettata

E' da un po' che non scrivo sul blog. Sono giornate molto intense al lavoro e il viaggio in macchina, di un'ora all'andata e un'ora al ritorno, se non c'e' traffico, inizia un po' a stancarmi e non mi lascia molto tempo per dedicarmi ai miei hobby o al blog, but that's ok, alla fine non mi posso assolutamente lamentare. Mi piace molto il mio lavoro e come accennato il mio capo ha deciso che la compagnia mi sponsorizzera' per la green card e questa e' la cosa piu' importante.
Ma oggi vorrei parlarvi di una bastardata. Vi ricordate tutta la storia del peruviano e dei due appartamenti? In breve la casa in cui vivo e' di un pensionato italo-americano e di suo figlio F.
La casa e' di due piani. Al secondo piano vivono loro e al primo piano hanno creato due appartamenti separati, uno piu' piccolo in cui vivo al momento e uno piu' grande in cui viveva un ragazzo peruviano che hanno mandato via perche' creava solo problemi. In passato ho vissuto nell'appartamento in cui viveva il peruviano, a 900 dollari al mese. Lo hanno affittato al peruviano quando sono tornato in Italia circa tre anni fa, prima a 1000 e poi recentemente, anche per farlo andare, via sono saliti a 1100. Bene, io nell'appartamento piccolo, piu' precisamente uno studio apartment, pago 950 al mese. Sapendo che il peruviano sarebbe andato via (e cosi' e' stato) qualche mese fa ho detto a Mr M che sarei passato volentieri all'appartamento piu' grande. Conosco Mr M ormai da molti anni e anche se non e' una amicizia vera e propria i nostri rapporti non sono quelli soliti di padrone di casa - affittuario ma qualcosa di piu'. Lui non sa leggere e scrivere molto bene in inglese e io lo ho aiutato moltissime volte scrivendo lettere per lui o facendo telefonate per risolvergli problemi di bollette e simili. Altre volte sono uscito con il figlio F, che e' leggermente handicappato, e siamo andati al cinema o allo zoo (a mie spese) o in giro per negozi. Lui ha pochi amici e quindi ogni tanto mi fa piacere farlo svagare un po' e farlo contento con poco. Mr M e il figlio F si sono sempre comportati bene a volte ricambiando con un po' di cibo o ospitandomi quando venni in Usa in cerca di lavoro (mentre i parenti si defilarono ma e' un'altra storia). Tutto bene insomma, diciamo che i rapporti erano buoni anche perche' basati su una reciproca convenienza. Dunque quando ho detto a Mr M che sarei passato volentieri all'appartamento piu' grande gli ho anche chiesto: mi puoi fare lo stesso prezzo che pago ora, 950? E lui: va bene. Con una faccia come a dire: ok dai, proprio perche' sei tu e ci conosciamo da tempo.
Benissimo, il peruviano e' andato via, l'appartamento e' rimasto vuoto, e ho iniziato a comprare qualche mobile per arredare l'appartamento grande in cui sarei passato di li' a breve. Ho comprato una scrivania da Ikea e con il permesso di Mr M l'ho messa nell'appartamento grande in cui sarei passato dopo che avrebbe messo lavandino e gabinetto nuovo nel bagno, cosa che pero' non faceva mai, perche' diceva che era un po' occupato. E quindi io ero nel piccolo con scrivania e qualche mobiletto gia' messo nel grande in attesa di passare definitivamente nel grande dopo il cambio di lavandino e gabinetto.
Pochi giorni fa Mr M e' venuto con un ragazzo a fargli vedere l'appartamento piccolo ma poi (lo ho saputo dal figlio) gli ha anche fatto vedere l'appartamento grande che in teoria era gia' stato promesso a me per 950. Il ragazzo e' andato via e io sono andato a prendere un caffe' da Mr M e il figlio F.
Parlando, Mr M mi dice che il ragazzo sarebbe disposto anche a dargli 1300 per l'appartamento grande ma lui gli ha detto che ci andro' io. Io penso: ok, ma perche' mi dice questo? 
Poi mi chiede: allora quando vuoi passare all'altro appartamento?
- Penso in questi giorni, magari appena puoi sistemare il bagno.
- Per quello ci vuole un po' di tempo, poi lo faccio, a poco per volta. Allora lo sai quale e' il prezzo?
- Si, abbiamo detto 950 no?
- No, non 950. 1100.
- Ma come, mi avevi detto che mi avresti fatto lo stesso prezzo che sto pagando ora, 950.
 - No, 1100. Forse ci siamo capiti male.
Avete capito la bastardata? Io ricordo benissimo che mi promise 950 ma ogni volta che glielo dicevo rispondeva che ci ci siamo capiti male. In pratica ha sentito odore di qualche dollaro in piu', 1300 invece di 950, e quindi ha fatto con me la faccia di bronzo pensando: altro che 950, se non mi da' almeno 1100 io cerco di affittarlo all'altro ragazzo che mi darebbe addirittura 1300. E se mi dice che gli ho gia' promesso 950 faccio finta che non ci siamo capiti.
Una vera bastardata inaspettata. Rimangiarsi la parola cercando di prendermi in giro in modo cosi' spudorato. Dopo la bella notizia aveva tirato fuori un dolce ma io me ne sono andato con una scusa quasi senza salutare per far capire la mia rabbia e delusione nei suoi confronti.
Per un paio di giorni lo ho evitato e poi gli ho detto che non posso permettermi di pagare la cifra richiesta per l'appartamento piu' grande e quindi rimango nel piccolo e puo' affittare il grande a chi vuole.  Mi dispiace solo perche' stanno per venire a farmi visita i miei genitori e mi sarebbe piaciuto farli stare un po' piu' comodi nell'appartamento piu' grande ma quando una persona si venderebbe anche la madre per qualche dollaro in piu' queste sono cose possono accadere. I miei genitori si sapranno arrangiare ma prima o poi ricambiero' la bastardata.
Non ho piu' voglia di avere a che fare con questa gente ignorante e gretta e penso che sia arrivato il momento di cercare un appartamento piu' vicino all'ufficio, quindi piu' vicino a NYC. Ma lo faro' tra qualche mese. Per ora devo fare buon viso a cattivo gioco e non dire niente.

Per rendere meglio il quadro dell'ignoranza di queste persone (ok F poverino e' esentato perche' e' learning disabled e inoltre ha assorbito discorsi e ignoranza del padre) vi racconto un episodo che e' accaduto un paio di giorni dopo la bastardata.
Spesso Mr M non riesce a capire tutte le voci di alcune bollette. Per vedere la TV via cable paga un abbonamento fisso mensile a Cablevision che comprende l'uso di due decoder, uno per loro al piano di sopra e uno per me al piano di sotto. Pochi giorni fa tra le voci della bolletta ha notato 12 dollari per un certo servizio Dvr, che se non erro e' un servizio per mettere in pausa i film e poi mettere play quando si vuole, o qualcosa del genere. Probabilmente lo hanno attivato loro per errore o si sono fatti infinocchiare da qualche operatore telefonico di Cablevision. Mr M ha chiesto al figlio F di telefonare Cablevision per chiedere di cosa si tratta. Poi Mr M si e' fatto passare il telefono dal figlio e tra tutti e due non hanno capito granche'. So che hanno solo capito che "Cablevision controlla tutto" e quindi cosa hanno dedotto? Poiche' io guardo i Dvd che arrivano per posta da Netflix hanno dedotto che, tenetevi forte, che piu' Dvd guardo e piu' aumenta la loro bolletta del servizio tv.
Ma vi rendete conto? Cosa diavolo c'entrano i Dvd che tra l'altro posso guardare anche al pc con la loro bolletta della tv?  Gli ho fatto vedere lo statement della mia credit card mostrando che per vedere quei dvd io pago Netflix un tot al mese e non c'entra niente con l'abbonamento tv. Credo che si siano convinti ma vi rendete conto con che persone devo avere a che fare? Come si dice dalle mie parti: questi fanno andare in galera gli innocenti.
Comunque, ripeto, mi sto stancando di questa gente e forse e' una cosa buona. Forse il destino mi sta spingendo piu' vicino a New York.
I'll keep you updated. Vi terro' aggiornati.

domenica 4 maggio 2014

Un'altra giornata di vergogna per l'Italia

Un paio di giorni fa ho riguardato Voglio fa l'Americano, episodio de Il Testimone di Pif, e in particolare la parte in cui Pif ci fa vedere l'atmosfera di una partita di baseball americano. Sono stato anche io ad una partita di baseball anni fa ed e' esattamente cosi': i tifosi di squadre avversarie siedono uno accanto all'altro senza problemi e senza il bisogno che vengano separati n settori.  Perche' mai dovrebbero essere separati? Lo sport e' uno spettacolo come andare al cinema e gli Americani vanno allo stadio con le famiglie e i bambini piccoli esclusivamente per divertirsi. Non sono mica bestie che vanno separate da gabbie? Si mangia e si beve (altrimenti non sarebbero Americani) e se poco poco un tifoso solo inizia ad alterarsi e ad alzare la voce subito viene individuato dalla security che lo invita ad uscire fuori dallo stadio. Guardate a 38:15...


E' anche per questo che le notizie provenienti dal'Italia ieri mi hanno lasciato un velo di tristezza. Sapete tutti cosa e' successo. A Roma ci sono stati scontri e risse tra tifoserie prima della partita napoli-Fiorentina, un tifoso della Roma ha quasi ucciso un tifoso del Napoli, all'interno dello stadio l'inno nazionale e' stato fischiato da moltissimi spettatori di entrambe le tifoserie, lo Stato si e' inchinato al volere di un capo Ultras del Napoli (tra l'altro figlio di un camorrista e con la maglietta che inneggiava all'assassino di un poliziotto!) che sostanzialmente ha dato il suo ok all'inizio della partita. Una giornata vergognosa per lo sport e per il nostro Paese e uno spettacolo indecoroso agli occhi di tutto il mondo.
Ho letto e ascoltato molti commenti a riguardo e anche essi mi hanno lasciato sconcertato.
In sostanza molti cercavano di minimizzare o circoscrivere il fenomeno.
C'e' chi dice che la persona che ha sparato non era un tifoso della Fiorentina ma della Roma. O chi dice che la sparatoria non era legata alla partita e al calcio. Ah beh, allora la cosa cambia.
Il Presidente del Napoli in un discorso delirante ha addirittura lodato le tifoserie dicendo che si sono comportate in modo molto civile perche' la situazione era incandescente e poteva degenerare. Ah si? E poteva degenerare perche'? Per colpa di chi? Se un idiota fa fuoco contro un tifoso del Napoli, poi ai tifosi del Napoli e' consentito o quasi ci si aspetta che possano mettere a ferro e fuoco uno stadio e una citta' e quindi se non lo fanno vanno anche applauditi? Che ragionamento e'?
Vogliamo parare anche dei fischi vergognosi durante l'inno nazionale?
Chi mi spiega perche' invece in altre parti del mondo c'e' un silenzio assoluto mentre si canta l'inno?
Insomma io non farei discorsi per circoscrivere il fenomeno a questa o quella tifoseria o per minimizzare cio' che da troppi anni ormai accade spesso prima, durante e dopo una partita.
Dobbiamo fare autocritica e allargherei il discorso, come spesso faccio, all'incivilta' di una buona percentuale di noi Italiani. Certo non si deve mai generalizzare troppo MA non succede in molti Paesi che prima di una partita ci siano scontri tra tifoserie avversarie che magari si incontrano per caso in autogrill e con una furia cieca iniziano a scontrarsi violentemente. Non succede in molti Paesi che dei tifosi Ultras che inneggiano a degli assassini vengano consultati dalle autorita' per chiedere loro il permesso di iniziare la partita.
I tifosi napoletani giocano a fare le vittime e dicono che tutti, stampa in primis, se la prendono sempre e solo con il Napoli con i soliti pregiudizi razzisti...in effetti hanno ragione, la feccia non e' presente solo tra la loro tifoseria, non e' una questione di razzismo e di nord contro sud. E' un virus diffuso che mescola incivilta' e violenza da Nord a Sud. Ad esempio vi ricordate cosa successe un paio di anni fa a Genova? I giocatori del Genoa persero una partita e furono letteralmente umiliati dai loro tifosi che gli ordinarono di togliersi la maglietta perche' non erano piu' degni di indossarla. Altrimenti non li avrebbero fatti entrare negli spogliatoi. Un'altra giornata vergognosa ma non per il calcio o lo sport. Per l'Italia.
Ecco cosa successe:
 

Quindi finiamola di fare le vittime o di minimizzare e di circoscrivere il fenomeno a determinate tifoserie. Siamo tutti coinvolti come societa' italiana. L'incivilta', come dico sempre, parte dal basso. Diamogli un calcio magari con l'educazione civica insegnata a partire dall'asilo e sbattendo in carcere questa feccia di tifosi e magari emarginando chi, minimizzando, si rende loro complici.

mercoledì 23 aprile 2014

Il sistema sanitario americano

Negli anni passati sono andato dal dottore solo un paio di volte quando ho avuto l'influenza. Recentemente, invece, nel giro di pochi mesi sono andato dal dottore due volte, per un lieve dolore allo stomaco andato via dopo qualche giorno e per un physical check-up, e una volta dal dentista. Quindi sto iniziando a capire un po' piu' da vicino come funziona il sistema sanitario americano.
Tutto si basa sull'assicurazione medica. Quasi tutte le compagnie includono l'assicurazione medica come benefit per gli impiegati che lavorano full time (anche se so di alcune compagnie, solitamente i negozi, che invece di assumere una persona full time, preferiscono assumerne due part time cosi' possono non includere l'assicurazione come benefit). Chi lavora in proprio deve provvedere da se' e pagare di tasca propria. Ci sono anche ospedali pubblici per chi e' in condizioni economiche svantaggiate, magari non ha un lavoro o non puo' permettersi un'assicurazione ma non so se ce ne siano tanti e soprattutto non so se siano davvero efficienti come quelli privati. Molti Americani mi dicono di no.
Una volta che si ha l'assicurazione medica si puo' scegliere un dottore ma bisogna tenere conto di un aspetto un po' antipatico: il dottore potrebbe non accettare la vostra assicurazione. Magari volete andare da lui perche' ne avete sentito parlare molto bene ma se accetta altre assicurazione c'e' poco da fare perche' non e' in-network ma out of network ovvero non fa parte dei dottori che lavorano con la vostra assicurazione.Teoricamente potete comunque andare da quel dottore ma poiche' il dottore non e' nel network della vostra assicurazione dovrete pagare molto di piu' per le vostre visite. Tanto vale scegliere un dottore in-network dalla lista che ogni assicurazione ha online, sul proprio sito.
Ogni assicurazione ha piani differenti e ogni datore di lavoro decide quale offrire ai propri dipendenti anche in base al budget che la compagnia puo' permettersi. E una volta scelto il piano ogni compagnia puo' decidere se pagarla totalmente per l'impiegato o solo in parte. Ricordo che la mia compagnia precedente offriva un plan in cui pagava il 70% delle spese assicurative mentre faceva pagare a me, detraendolo dallo stipendio, il rimanente 30%. La mia compagnia attuale invece offre un piano in cui paga il 100%. Ovviamente bisogna sempre vedere cosa e' coperto magari la compagnia puo' anche pagare il 100% delle spese assicurative ma il piano prevede pochi benefit. Per fortuna la mia sembra offrire molti benefit e copre molto. Alcune compagnie offrono anche l'assicurazione dentistica e anche qui possono esserci delle differenze su cosa e' coperto al 100% e cosa e ' coperto in parte dall'assicurazione. Ad esempio ricordo che il piano dell'assicurazione dentistica della mia compagnia precedente includeva una pulizia gratis all'anno mentre quello della mia compagnia attuale ne offre una gratis ogni sei mesi.  Un'altra cosa importante e' il copay. Per ogni visita medica il paziente deve sempre pagare una cifra minima che varia in base al piano assicurativo, che puo' essere $10, $20 o piu'. Forse questo e' per evitare che i pazienti vadano dal dottore per ogni minimo dolorino. Quando bisogna pagare qualche dollora ci si pensa due volte prima di andare dal dottore.
Non voglio dilungarmi sui dettagli del sistema sanitario anche perche' non ne so ancora molto.
Ho capito il funzionamento base solo da poco e consiste in questo: dopo una visita, lo studio del dottore (dentista, oculista etc) invia al paziente la fattura all'assicurazione medica che provvedera' a pagare in base al vostro piano assicurativo, a volte paghera' totalmente e a volte solo in parte. E quando paghera' in parte, l'altra parte e' a carico del paziente. Cio che mi piace poco del sistema e' appunto questo stato di incertezza del paziente dopo ogni visita perche' fino a che lo studio del dottore non inviera' il conto con tutti i dettagli della visita all'assicurazione, non si sa mai quanto e se bisognera' pagare qualcosa.
In teoria prima della visita si puo' avere gia' un'idea piu' o meno precisa dei costi perche' tutti i dettagli su cosa e quanto e' coperto dall'assicurazione sono reperibili online, dopo aver creato un account sul sito dell'assicurazione, ma si tratta di pagine e pagine di pdf difficili e poi molti paragrafi e molte clausole sono scritte (volutamente?) in modo poco chiaro.
Quindi bisogna sempre fare molte domande prima di una visita per non vedersi arrivare per posta un conto inaspettato dopo qualche settimana.
Ad esempio, vi ricordate quando qualche settimana fa vi ho parlato del mio check up annuale?
Ho chiesto al dottore se sarebbe stato tutto coperto dall'assicurazione e mi ha detto di si. Ho chiesto (su consiglio di un'amica americana) se le analisi sarebbero state analizzate all' interno delll'ospedale in cui lavora il dottore o sarebbero state analizzate fuori e il dottore mi ha detto di non preoccuparmi perche' sarebbero state analizzate internamente. Mi ha anche detto di rivolgermi a lui se avessi ricevuto un conto da pagare.
Bene dopo tutte queste assicurazioni pochi giorni fa mi e' arrivata una lettera con una fattura in cui c'e' scritto che per le analisi del sangue l'assicurazione ha pagato $50 e io devo pagare i rimanenti $30. Sembra infatti che per ogni tipo di analisi l'assicurazione ha pagato solo una percentuale, mi pare circa il 65%. Perche'? Le analisi contrariamente a quanto detto dal dottore sono stata analizzate da laboratori esterni e quindi l'assicurazione ha pagato solo in parte? C'e' qualche clausola che mi e' sfuggita? Si sono sbagliati? Ci provano? A chi posso chiedere chiarimenti, al mio dottore, all'assicurazione o al laboratorio che mi ha mandato il conto? Che stress...vi faro' sapere tra qualche giorno. In effetti alcune persone mi hanno detto che ospedali e assicurazioni spesso fanno confusione o provano a fregarti; altre volte credo che possa accadre che i dottori mandano un conto cosi' alto all'assicurazione che alla fine l'assicurazione cerchera' di pagare solo una parte mandando il conto per il resto all'assicurato. Infatti la cosa per me piu' assurda non e' tanto lo stato di incertezza fino a che arriva il conto ma le cifre esorbiranti che, assicurazione e/o paziente devono pagare.
Ad esempio, poche settimane fa il mio padrone di casa, Mr M,  e' andato in ospedale per un mal di pancia. L'hanno tenuto li' meno di un'ora, credo che gli abbiano anche fatto una lieve anestesia e poi l'hanno mandato a casa. Niente di grave. Pochi giorni fa gli e' arrivato il conto: SEIMILAEOTTOCENTO DOLLARI! La sua assicurazione ha pagato seimila dollari e Mr M ora deve pagare 800 dollari, come fosse niente. Altri esempi. Una mia amica anni fa ando' al pronto soccorso perche' perdeva sangue dal naso. Conto: Duemila dollari!
Un mio parente si e' operato ai calcoli renali...conto: 20mila dollari.
E non parliamo delle storie di quelle persone che per poter continuare a pagare le spese per curarsi un tumore hanno dovuto vendersi la casa! Ne sto sentendo tante di storiedel genere.
Insomma io sono fortunato perche' ho un'ottima assicurazione ma il sistema sanitario americano, visto da fuori, ha molti aspetti che propio non riesco ad accettare. Sembra che qui anche la salute bisogna meritarsela, se sei una persona in gamba, che ha studiato e ha un'ottima posizione lavorativa allora probabilmente avrai come benefit anche un'ottima assicurazione medica. Altrimenti, peggio per te. A proposito di meritocrazia e salute mi ha colpito favorevolmente un benefit della mia assicurazione medica. Ovviamente per l'assicurazione piu' sei in salute, meno volte avrai bisogno di cure e meno costerai. Per questo se vai regolarmente in palestra meriti un premio...la mia assicurazione invia un assegno di $200 come premio se vai in palestra per almeno 50 volte in sei mesi. Detto fatto...sto aspettando l'assegno in questi giorni.
Nonostanto tutto ho capito che una cosa intelligente e' mettere da parte dei soldi per le emergenze mediche...oppure in alternativa si puo' trovare casa vicino ad un aeroporto e buttarsi sul primo aereo per l'Italia in caso di emergenza. Come sapete amo gli Stati Uniti per moltissimi aspetti ma sul sistema sanitario credo proprio che abbiano tanto da imparare da noi europei.
Qualcuno di voi lettori ha avuto esperienze con il sistema sanitario americano?

domenica 13 aprile 2014

Il Peruviano e' andato via...e ora che succedera'?

Dunque vi raccontavo in passato di questo ragazzo peruviano che viveva in uno dei due appartamenti costruiti all'interno della casa di Mr M. e il figlio F. Mr M e il figlio F vivono al piano di sopra mentre al piano terra ci sono due appartamenti, in uno vivo io e nell'altro viveva fino a pochi giorni fa il Peruviano. Questo ragazzo ne ha combinate di tutti i colori, approfittandosi spesso di F che e' leggermente handicappato. Dopo tante richieste in modo gentile di lasciare l'appartamento, Mr M e' ricorso ad un avvocato che a sua volta e' ricorso ad un Marshall che ha fatto trovare sulla porta dell'appartamento del peruviano una notifica di lasciare l'appartamento entro 30 giorni. Dopo 30 giorni il Peruviano era ancora li'. L'avvocato ha ricontattato il Marshall che ha fatto trovare un'altra notifica, probabilmente piu' severa, sulla porta dell'appartamento del Peruviano. A quel punto poiche' se fosse rimasto oltre avrebbe rischiato di andare in Corte con tutto quello che ne sarebbe conseguito per la sua reputazione (lavora in banca), il Peruviano ha finalmente abbassato la cresta ed e' andato da Mr M chiedendo umilmente se poteva restare fino a fine mese. E finalmente pochi giorni fa e' andato via. E' stato molto gentile anche con me, ci siamo salutati cordialmente e siamo rimasti in buoni rapporti...anche se poi Mr M ha scoperto che il tubo del lavandino della cucina era otturato e ha impiegato alcune ore per risolvere il problema: un ultimo regalino del Peruviano quando aveva gia' ricevuto indietro il suo deposit da Mr M.
Comunque ora finalmente e' andato via. Il suo appartamento e' un po' piu' grande del mio e come vi dicevo lo conosco bene perche' in passato ho vissuto per alcuni anni proprio in quell'appartamento. Anche se non sto per niente male ora, non mi dispiacerebbe piacere passare in quell'appartamento. Ma...ho saputo che...vi ricordate quando vi dicevo che Mr M stava cercando una moglie per il figlio F? E la cercava tramite uno zio sposato con una colombiana la quale conosce alcune ragazze disposte a trasferirsi dalla Colombia agli Usa? Bene per alcuni mesi non ne ho piu' sentito parlare e pensavo che fosse una storia sfumata ma un paio di giorni fa F mi ha detto che lui, suo padre, suo zio e la moglie colombiana stanno per andare in Colombia per alcuni giorni per conoscere una ragazza che poi potrebbe tornare con loro e vivere con Mr M e il figlio F, o meglio diciamo che potrebbe diventare la compagna o la moglie (?) di F. Sinceramente dubito che una cosa cosi' accadra' realmente anche se F ci spera molto ed e' un suo sogno avere una compagna. Gli ho chiesto: ma se viene davvero vivra' con voi al piano di sopra? E lui mi ha detto che magari andra' nell'ex appartamento del Peruviano, perche' lui vorrebbe la sua privacy. E io: ah allora non lo date piu' a me se lo volessi? E lui: no, non so, magari puoi andare tu li, e io e lei nell'appartamento in cui vivi ora. Insomma non so cosa succedera' ma di sicuro queste sono storie surreali, da film. Mr M vuole trovare una donna che possa magari accudire suo figlio quando lui non ci sara' piu' e cercano di attirare qualche ragazza povera con il miraggio dell'American Dream. Lo so che sono brave persone, di cuore, ma se davvero dovessero proseguire per questa strada sarebbero davvero ingenui. Una bella ragazza colombiana, probabilmente povera, una volta che Mr M non ci sarebbe piu' potrebbe prosciugare tutti loro risparmi, poi chiedere il divorzio e mandarlo il povero F sotto ai ponti. Comunque non posso farci niente ma non credo che davvero potra accadere. Anche se a volte la realta' supera la fantasia. Per quanto mi riguarda tornando al discorso appartamenti, visto che per la situazione green card ora sono un po' piu' tranquillo, e so che probabilmente riuscirei a restare in Usa oltre la scadenza del mio visto, dovrei iniziare a pensare a comprare un piccolo appartamentino. Cosa ne pensate?
I'll keep you posted.

giovedì 10 aprile 2014

Il sogno puo' andare avanti

Ieri e' stata una giornata decisiva per il mio futuro negli Usa.
Pochi giorni fa anche grazie a uno di voi lettori che mi ha segnalato che ora l'immigration sta valutando le domande per la carta verde molto piu' velocemente, mi sono deciso, ho preso coraggio e ho mandato un'email al mio capo che era in viaggio di lavoro.
Gli ho scritto che avrei voluto parlargliene piu' in la' ma poiche' ho saputo che sembra che stiano velocizzando le pratiche di assegnazione delle green card e temo che stiano per cambiare la legge sull'immigrazione dopodiche' potrebbero diventare piu' severi, mi piacerebbe sapere se la compagnia e' disposta a sponsorizzarmi per la carta verde, dando da parte mia la disponibilita' a pagare in parte o completamente per tutte le spese burocratiche. Il capo mi ha risposto che ne avremmo parlato. Ieri e' tornato in ufficio e abbiamo iniziato a parlare di lavoro, io, lui e il manager (braccio destro del capo e mio supervisor). Poi il capo ha chiesto al manager in modo scherzoso: allora come va il ragazzo? Lo teniamo o lo mandiamo via? Gliela facciamo questa green card? Il manager ha risposto che finora ho lavorato bene e che lui me la farebbe. Il capo mi ha fatto qualche altra domanda sui costi e poi, come se niente fosse, mi ha detto di procedere perche' la compagnia mi sponsorizza per la green card!!! Insomma sono riuscito nell'impresa, ho guadagnato la loro fiducia e ora posso guardare oltre alla scadenza del visto, tra due anni, il sogno americano potra' spingersi oltre. Forse la compagnia non mi fara' neanche pagare le spese per queste pratiche, oltre 10 mila dollari, ma se anche chiedessero a me di pagare non sarebbe un problema, insomma chiedero' dei prestiti, mettero' dei soldi da parte e in qualche modo faro'. L'importante e' che ora posso seriamente iniziare a pensare ad un futuro. Ovviamente la trafila sara' lunga e costosa ma sono ottimista ora che lo scoglio piu' importante e' passato e sara' solo una questione di tempo.
Poi sempre in tono scherzoso il capo mi ha anche detto che ora pero' devo impegnarmi a restare in questa azienda almeno per qualche anno. Io ho risposto che per me resterei anche a vita! E lui: non esageriamo ora, qualche anno va gia bene. Ma dove la trovo una compagnia cosi? Dopo questa conversazione ho ringraziato e sono tornato alla mia scrivania e per una mezzora mi sono sentito quasi...commosso. Ho ripensato a quei momenti brevi ma intensi in cui i responsabili delle aziende italiane mi trattarono dall'alto in basso come l'ultimo degli inutili, uno tra i tanti, quasi un pacco senza valore da mettere ora qua e ora la, e a tutte le umiliazioni e situazioni ridicole alle quali ho dovuto assistere. E poi, che succede? Arrivo in Usa, nel giro di pochi mesi e pochi colloqui varie compagnie vogliono assumermi, scelgo la migliore, li' credono in me, mi assumono, pagano tutte le spese per il visto, mi danno uno stipendio che in Italia avrei solo potuto sognare, mi stimano, mi valorizzano, investono su di me, in pochi mesi decidono che possono sponsorizzarmi per la green card e forse pagheranno anche per queste spese! E chiedono loro a me di impegnarmi a restare con l'azienda almeno per un certo numero di anni. Da non credere!
A volte mi chiedo il perche' il mio Paese non e' riuscito a darmi queste semplici gioie ma non riesco a trovare risposta. Ma forse e' meglio cosi'. Le soddisfazioni me le sta dando un altro Paese, quello che mi ha riaccolto a braccia aperte dopo averlo "tradito" per essere tornato in Italia.
Ma ora basta con questi discorsi "epici". Bisogna solo brindare. Grazie America per un'altra giornata importante che mi hai regalato. Lo sapevo che avrei fatto bene a ritornare da te.

martedì 1 aprile 2014

Addio amico

Oggi ho saputo che un mio caro amico ieri si e' tolto la vita. Era un ragazzo poco piu' grande di me dal quale ho preso lezione di chitarra ai tempi dell'universita'. Suo padre si suicido' anni fa impiccandosi e da allora la depressione lo ha sempre accompagnato. In realta' spesso era anche molto solare ed allegro ma la depressione e il male di vivere tornava sempre a perseguitarlo. Riversava tutta la sua passione sulla musica. Era davvero un genio, probabilmente uno dei piu' bravi chitarristi in Italia ma a causa dei suoi demoni e di un ambiente che non e' mai riuscito a far emergere i veri artisti e' rimasto sempre nell'ombra a suonare nella sua piccola casa dopo un periodo in cui aveva suonato con un paio di band locali che poi si sono sciolte. Ma a lui andava bene cosi'. E chi conosceva il suo talento amava ascoltare le sue composizioni. L'ho perso di vista per qualche anno. Qualcuno mi ha detto che ha passato degli anni bui ma proprio ultimamente si stava riprendendo ed era tornato a suonare. E invece poi ieri ha deciso di mollare, probabilmente in un momento di disperazione dope essere stato tormentato nuovamente dalla depressione. Ha preso una corda e si e' impiccato.
La notizia mi ha molto sconvolto. Per me era una di quelle persone vere, umili e geniali che poche volte si incontrano nella vita. Ricordo ancora quando andammo a comprare assieme la mia chitarra elettrica o quando mi insegno' a suonare La Stangata e poi mentre la suonavo telefono' ad un suo amico per dirgli: senti il mio allievo come ha imparato! Un'altra volta gli dissi che se avesse suonato il solo di Crushing Day di Satriani io l'avrei seguito ovunque al mondo e subito scoppiammo a ridere per la frase che poteva francamente sembrare un po' ambigua o comunque da adepto di un santone di una setta religiosa.
Forse il ricordo piu' bello e' quando mi insegno' a suonare questa canzone, che gli dedico stasera, ovunque lui sia. Sailing Ships dei Whitesnake:





lunedì 31 marzo 2014

Breaking news: e' andato via!

Breaking news! Interrompiamo tutte le trasmissioni per comunicarvi che il Peruviano e' appena andato via! Finalmente! Era ora! Chi mi segue da tempo sa di chi parlo.
Stay tuned for more updates and details.
Stasera si brinda!

domenica 2 marzo 2014

Vantaggi di usare una credit card in America


Pochi giorni fa ho ricevuto un buono di circa $150 da American Express - Costco.
Ve ne avevo accennato gia' in passato ma per chi si fosse perso le "puntate" precedenti...Qui in America, l'uso delle credit card e' molto diffuso prima di tutto perche' e' molto utile allo Stato per tracciare i pagamenti e combattere gli evasori e poi per chi le utilizza perche' puo' crearsi una storia di credito, un credit score, e ottenere qualche altro ultile vantaggio. Quando sono tornato qui in America qualche mese fa avevo bisogno di una nuova credit card soprattutto per tenere traccia di tutte le mie spese mensili e capire in particolare quanto spendo per cibo, benzina, abbigliamento e svago. E poi, perche' no, per mantenere alto o migliorare il mio credit score e ottenere qualche vantaggio rispetto all'uso del contante. Cosi' dopo aver fatto qualche ricerca online ho letto che una tra le centinaia di carte di credito una delle migliori e piu' adatta a me e' l'American Express associata al mega-store Costco. Ne ho richiesta una e mi e' arrivata per posta dopo pochi giorni.
Da quel giorno l'ho usata per quasi ogni mia spesa, anche per un semplice caffe' al bar.
Questa credit card offre i seguenti cash back:
3% cash back at U.S. gas stations and on gasoline at Costco (up to $ 4,000 in purchases, then 1%)
2% cash back at U.S. restaurants
2% cash back on eligible travel purchases
1% cash back on other purchases including at Costco
E cosi' ad ogni spesa ho accumulato dollari di cash back e pochi giorni fa mi e' stato inviato il buono annuale da spendere (solo) da Costco. Poiche' li' vendono praticamente di tutto, non avro' problemi a spenderlo.
Vedendo questa trasmissione di Report che ripropongo ancora una volta su questo blog ho notato che in Italia invece siamo ancora troppo legati al contante:


Mi sono piu' volte chiesto il perche' e provo a dare delle spiegazioni o meglio delle opinioni personali. Magari sbaglio ma probabilmente in Italia molti sono ancora troppo legati al contante perche':
 - Hanno diffidenza verso il nuovo e le tecnologie moderne.
Mi riferisco soprattuto agli anziani che sono abituati a vedere e toccare con mano le banconote degli euro e hanno paura di perdere la carta di credito. Pero' mi chiedo: non hanno paura di uscire dalla posta e tornare a casa con i soldi della pensione in tasca?
 - I datori di lavoro possono pagare i dipendenti in nero ed evadere le tasse. Emblematica la risposta della ragazza all'inizio della puntata di Report. Alla domanda: come ti pagano? Lei risponde: NORMALE, a nero.
- I professionisti possono farsi pagare in contanti ed evadere le tasse.
Quante volte avete sentito dirvi da un idraulico, un elettricista, un dentista: con o senza fattura?
Sono $100 con la fattura o $80 senza fattura.
- Hanno una certa ideologia distopica da 1984 Orwelliano.
Ho sentito piu' volte frasi come: eh si ma poi se usiamo le carte di credito verremo controllati e spiati. Ma controllati da chi e per quali ragioni? Pensano davvero che ci sia un luogo segreto in qualche caverna sotterranea in cui centinaia di uomini spia stanno a controllare se oggi hanno comprato due Kg di mele invece che tre come la settimana scorsa? Cosa hanno da nascondere?
- Hanno paura della clonazione delle carte.
In realta' la clonazione avviene per lo 0.017 dei casi e in quel caso si viene rimborsati.
Se in altri Stati non hanno questa paura perche' dobbiamo averla noi Italiani? Siamo forse meno coraggiosi? Evidentemente si'.
Ma probabilmente tutte queste opinioni sbiadiscono se consideriamo l'aspetto fondamentale della differenza tra America e Italia:
In America incentivano l'uso delle carte di credito, in Italia no.
Almeno cosi' mi pare. Correggetemi se sbaglio.
Quanto si paga in Italia all'anno per avere una carta di credito?
Quali vantaggi vengono offerti a chi le utilizza?
Quanto fanno pagare al commerciante che le accetta?
Qui in Usa chi ha una credit card non deve pagare neanche un dollaro per il servizio. Ovviamente se si paga in ritardo, gli interessi sono altissimi ma si ha un minimo di attenzione e magari si setta il pagamento in automatico non ci sono problemi. Ovvio se a fine mese non si hanno i soldi per pagare i propri debiti e' un altro discorso.
Ora che ci penso forse e' questo che allontana molte persone dall'utilizzo delle credit card in Italia.
Magari contano, giustamente, sullo stipendio mensile per pagare il debito mensile con le credit card ma non si sa mai che il datore di lavoro decida di pagare lo stipendio in ritardo di qualche settimana perche' non ci sono soldi. Sarebbe da arresto ma sorvoliamo.
Ad ogni modo le ragioni per cui si e' troppo legati al contante in Italia sono molteplici.
La differenza piu' curiosa pero' e' che il principio Italiano e' sempre punire e sanzionare, quello Americano e' premiare. Anche nella proposta di Report che pure e' molto al passo con i tempi e a favore e dei pagamenti tracciabili e' presente questa mentalita' perche' sostanzialmente propone di penalizzare chi utilizza il contante e non di premiare chi usa le carte come fanno in Usa.
Non lo so, so solo che se avessi usato il contante ora avrei $0 e invece avendo usato la carta di credito ora ho tra le mani un simpatico buono da $150.
Per i veri motivi per cui in Italia siamo ancora troppo legati al contante aspetto le vostre risposte.
Alla prossima.

martedì 25 febbraio 2014

Sui treni americani

Oggi mi ha colpito una notizia locale sul conducente di un treno della Metro-North, una delle linee ferroviarie che dal Connecticut porta a New York. Ho preso spesso i treni della Metro-North per andare a New York e devo dire che sono quasi sempre puntuali, o se c'e' un ritardo non e' mai piu' di 10 minuti. Dalla mia citta' partono almeno 2-3 treni all'ora per New York, i locali fanno piu' fermate e ci impiegano un'ora' o poco piu, gli express ci impiegano 45 minuti circa. Quando il treno si ferma ad una stazione spesso il conducente o un suo assistente ricorda alle persone che stanno salendo sul treno che di li a pochi minuti arrivera' anche l'espresso e quindi hanno l'opzione: salire subito sul locale ma il viaggio sara' piu' lungo oppure aspettare qualche minuto in piu' l'espresso e il viaggio sara' piu' breve.
E' quello che ha fatto il Signor Michael Shaw, conducente di un treno della Metro-North: ha consigliato di prendere l'espresso che come ogni giorno sarebbe arrivato di li' a poco ma poi quell'espresso e' stato cancellato a sua insaputa. Le persone che hanno avevano preferito aspettare l'espresso hanno quindi dovuto aspettare piu' tempo per il treno successivo. Il conducente quando ha saputo la notizia, si e' sentito mortificato per aver dato un consiglio che si e' rivelato sbagliato, perche' presumeva che il treno sarebbe arrivato come al solito ma non ha controllato se ci fossero ritardi o cancellazioni. Ha pensato cosi' di rimediare scrivendo una lettera di scuse, stampandone 500 copie e mettendole sui sedili del treno.
La notizia potete leggerla qui (in inglese).  

Sempre in tema di treni pero' mi e' venuto in mente un post che ho scritto tempo fa e vorrei ri-chiedervi: ma perche' secondo voi in Italia di oblitera il biglietto?
Mi pare di capire che il passeggero in Italia per molti viaggi soprattutto locali debba obliterare il biglietto perche' il controllore potrebbe non passare. E quindi se non passa, chi ha un biglietto, se non lo oblitera, potrebbe usarlo due o piu' volte fino al giorno in cui verrebbe finalmente controllato dal controllore. Quindi obliterare il biglietto sopperisce alla pigrizia del controllore che potrebbe anche non passare. Ora mi chiedo: e perche' mai il controllore potrebbe non passare? Non e' quello di controllare il suo lavoro per definizione?
In Usa non succeede'. E funziona cosi:
Il controllore passa ad ogni fermata a controllare i biglietti. Quando controlla il biglietto se lo prende (non lo rida' al passeggero) e tira fuori un suo bigliettino rettangolare su cui ci sono numeri, per fare un esempio da 1 a 9. Ogni numero corrisponde a una fermata, 1 Grand Central, 2 Harlem e cosi' via. Il controllore oblitera il numero della fermata alla quale scendera' il passeggero e mette questo suo bigliettino sul poggiatesta del sedile del passeggero (c'e' un'apposita fessurina per inserire questo bigliettino).
Quando si arriva alla prossima fermata il controllore prende i bigliettini che hanno il numero corrispondente a quella fermata e controlla il biglietto solo a chi non ha un bigliettino sul proprio poggiatesta.
Facciamo un esempio, forse devo spiegarmi meglio. Io salgo sul treno a Stamford con il biglietto da Stamford a Grand Central (la stazione centrale di New York).
Il controllore mi chiede e controlla il mio biglietto (se lo prende e non me lo rida'), vede che scendo a Grand Central, prende uno tra i tanti dei suoi bigliettini, lo buca sul numero 1 che per lui vuol dire "il passeggero scende a Grand Central" e lo mette sul mio poggiatesta, nell'apposita fessurina. Alla prossima fermata sale un altro passeggero e si siede accanto a me. Passa il controllore e a me non chiede il biglietto perche' dal bigliettino sul mio poggiatesta capisce che me lo ha gia controllato poco prima. Vede che sul poggiatesta del sedile del passeggero accanto a me non c'e' nessun bigliettino e quindi sa che a quell passeggero deve controllare il biglietto. Glielo controlla, se lo prende, e vede che il passeggero scende ad Harlem. Il controllore tira fuori il suo bigliettino e buca il numero 2 che per lui vuol dire "il passeggero scende ad Harlem" e mette quel bigliettino sul poggiatesta di quell passeggero. Quando arriviamo ad Harlem il passeggero accanto a me scende. Il controllore passa e si prende il bigliettino con il numero 2 e controlla i passeggeri che sono appena saliti. E' tutto molto veloce e pratico.
Ora qualcuno potra pensare: se il controllore lascia sul poggiatesta un bigliettino in cui ha obliterato il numero 1, il passeggero puo' prenderlo e portarlo con se cosi' quando deve fare un altro viaggio lo mette lui sul poggiatesta e inganna il controllore che pensa di avergli controllato il biglietto e non glielo controlla. Sbagliato, prima di tutto perche' gli Americani sono onesti o non sono cosi furbi, mettetela come volete voi, e poi perche' ogni giorno il controllore usa dei bigliettini di colore diverso. Quindi tu puoi anche prendere il bigliettino in cui e' bucato il numero 1 ma se quell bigliettino e' rosso e ti trovi nel giorno in cui il controllore usa quelli verdi? La furbata non funziona.
Non so fatemi capire se non mi sono spiegato bene. A me ha sempre incuiriosito questo sistema in cui non bisogna obliterare perche' il controllore lavora, e quindi non c'e' bisogno di obliterare per assecondare la sua pigrizia. Ne ho parlato anche qui.
Cosa ne pensate?


Ecco il post: obliterare il biglietto!

sabato 22 febbraio 2014

Neve in Connecticut

Questo e' uno degli inverni piu' freddi e nevosi del Connecticut. Ho scattato molte foto in queste settimane e molte altre ne scattero' visto che sono previste altre nevicate proprio la settimana prossima.Mi piace la neve ma questo inverno sta diventando troppo lungo. Con freddo, neve e ghiaccio bisogna stare molto attenti a non ammalarsi, a non scivolare a piedi e a non slittare con la macchina e poi viene poca voglia anche di uscire anche al weekend. Per fortuna ho molti hobby e mi piace anche stare in casa quando c'e' questo tempo. Che dire devo pensare positivo e quindi per ora mi godo la neve e parafrasando il titolo di un libro di John Fante....Aspetta Primavera Luca.
Ecco alcune foto: