domenica 30 settembre 2012

One panini, two paninis


 
 
  
Allora cari Americani, ripetete con me:
One cannolo, two cannoli.
One panzerotto, two panzerotti.
One panino, two panini.
Ho capito che nella terra dell'abbondanza il singolare e' un concetto da mettere al bando ma one panini and two paninis...nun se po' proprio senti'. :)

sabato 29 settembre 2012

Altro colloquio a Brooklyn, ma su questo ci conto poco

Ieri sono stato a Brooklyn per un altro colloquio per una compagnia italiana che produce articoli sportivi e iniziera' le operazioni negli Stati Uniti a novembre. Il colloquio con il manager e' andato abbastanza bene ma quando mi ha chiesto quanto ti aspetti di guadagnare? gli ho detto quanto guadagnavo due anni al mio ultimo impiego negli Usa e gli ho dato un'idea di quanto potrebbe offrirmi l'azienda di gioielli con la quale ho sostenuto il colloquio da Starbucks pochi giorni fa e ha sgranato gli occhi. Ho avuto l'impressione che nonostante stiano cercando un office manager il budget sia molto basso e probabilmente poiche' non sono ancora molto familiari con il mercato del lavoro e gli stipendi medi americani forse hanno in mente di offrire i classici 1200 euro italiani? Non so, magari mi sbaglio, comunque il manager continuera' a fare altri colloqui e mi fara' sapere cosa avra' deciso tra due settimane.
Prima di andare al colloquio sono entrato in un locale molto spartano gestito da ispanici e, anche se non me lo aspettavo, ho mangiato il miglior bacon cheeseburger di sempre.
Poi quando sono tornato a casa Mr M mi ha accolto con un piatto di crocchette che aveva preparato in mattinata. Molto buone e meno piccanti del solito. E poi, dulcis in fundo...cannoli siciliani con i quali si e' cimentato oggi, dopo le crocchette, per la prima volta. Buonissimi! 
Dopo cena, poi, forse perche' ultimamente sono tornato in fissa con Angelo Badalamenti, David Lynch e il mondo del mistero, ho avuto per un secondo una visione misteriosa. Avete presente la Signora Ceppo di Twin Peaks? All'improvviso Mr M ha tirato fuori una sorta di grosso ceppo bianco, ma si trattava di un pezzone di pecorino romano acquistato per la modica cifra di $75 da Restaurant Depot, negozio all'ingrosso per i ristoratori, al quale non so come lui e' riuscito ad avere accesso.
Io e F abbiamo grattugiato il pezzone per tutta la serata (cinque contenitori di plastica pieni di pecordino grattugiato).
Certo che vi sto parlando solo di colloqui e cibo eh? Spero di non annoiarvi troppo ma ultimamente sono molto concentrato su questi aspetti, soprattutto i colloqui perche' il tempo corre e tre mesi passano in fretta e se non riesco a trovare lavoro, devo ritornare in Italia.

giovedì 27 settembre 2012

Tutto procede qui negli States

Ciao amici, lo so, lo so, volete essere aggiornati. Essendo ospite da Mr M e il figlio F purtroppo non ho tutto il tempo che vorrei per mettermi al PC. Quando non sono in giro per colloqui o per incontrare parenti e amici trascorro molto tempo con loro cucinando, mangiando, girovagando per negozi di alimentari, facendo qualche passeggiata con F, chiacchierando e guardando la tv. Poiche' so che apprezzano la mia compagnia, cerco di non isolarmi troppo e mi metto al pc solo un po' prima di andare a dormire.
Che dire, tutto procede bene qui. Mi sono reso conto che come per magia mi sto gradualmente disintossicando dai veleni italiani. Solo pochi mesi fa, quando ero ancora in Italia, ero sempre nervoso e rognoso verso tutte le piccole grandi cose quotidiane che puntualmente non funzionano nel caro Paese ed ero anche agitato-disgustato perche' nonostante inviassi decine di CV nessuna azienda rispondeva alle mie email mentre i mesi passavano strisciando silenziosi verso il baratro.
Ora negli States mi sento piu' sereno, ho gia' sostenuto molti colloqui e come sapete un'azienda che produce gioielli sembra interessata ad assumermi ma anche se la cosa non dovesse andare in porto, per ora, sono soddisfatto perche' le compagnie almeno mi contattano, mi scrivono email, mi convocano per i colloqui, in sostanza sembrano valorizzarmi o per lo meno riconoscere la mia esistenza e sono convinto che qualcosa di positivo succedera' presto. E poi anche solo fare una passeggiata attorno al quartiere in cui vivo, in cui ci sono stupende casette in legno con ampi giardini verdi e viali alberati riesce sempre ad infondermi una dolce tranquillita'.
Altro aggiornamento. Poco fa mi sono iscritto in palestra, NYSC, la stessa in cui andavo anni fa dopo il lavoro, e anche sabato mattina e domenica pomeriggio. Era per me un rito molto distensivo e forse ora mi commuovero' tornando su quei trade mills ascoltando musiche dei Dream Theater, Korn, Metallica, System of a Down, Porcupine Tree sul mio iPod. Le palestre americane sono generalmente piu' attrezzate di quelle italiane e poi quasi tutti i macchinari del cardio sono collegati a una TV con lettore Dvd. Insomma potete guardare i vostro programmi TV o Dvd mentre sudate in cyclette. E il trucco funziona perche' spesso per continuare a vedere un programma senza accorgervene potere camminare sul trade mill anche per piu' di un'ora. Ma c'e' un mostro davvero temibile e non so se riusciro' ad affrontarlo di nuovo. Io lo ho battezzato Stairway to Hell e ve ne presento uno qui: stair climbing. Provate a fare 20 minuti su questo marchingegno diabolico e poi mi direte... suderete le pene dell'inferno. A proposito il caro F si e' iscritto tempo fa alla stessa palestra per perdere un po' di peso. La sua pigrizia pero' e' proverbiale e infatti pochi giorni fa gli ho chiesto: F, cosa hai fatto oggi in palestra? E lui: Sono stato nella sauna!
Ok amici, per oggi e' tutto, domani mi aspetta un altro colloquio a Brooklyn per un'azienda italiana di scuba diving. Credo siano in cerca di un office manager. Nel caso mi assumessero pero' non so se potrebbero sponsorizzarmi per un work visa ma tanto vale andare a parlarci e ascoltare cosa dicono. Sempre in tema di colloqui oggi mi hanno scritto un'email altre due compagnie alle quali inviai il resume. Una e' l'azienda di vini italiani per cui lavorai a Londra. Hanno anche una sede in Virginia e mi hanno scritto che se si liberasse un posto e fossi ancora in cerca di lavoro mi contatterebbero sicuramente. L'altra azienda importa cibo italiano e mi ha scritto per chiedere se sono ancora in cerca di lavoro. Ho risposto di si e gli ho spiegato anche la mia situazione "per lavorare in Usa ho bisogno di un work visa" e aspetto la loro email di risposta.
Ad oggi pero' come sapete il colloquio piu' promettente sembra essere stato quello che ho sostenuto allo Starbucks con il CEO della compagnia che produce gioielli italiani. I'll keep you posted!

martedì 25 settembre 2012

Colloquio a Brooklyn...e la ricerca continua

Oggi sono andato a sostenere un colloquio per una compagnia italiana con sede a Brooklyn che fa consulenza ad altre compagnie italiane che vogliono inserirsi sul mercato statunitense.
Di prima mattina, dopo una colazione a base di bagel con peanut butter e cappuccino a casa con F, mi sono diretto al parcheggio della stazione di Stamford, CT per lasciare li' la macchina e continuare in direzione Grand Central (NYC) comodamente seduto in treno. Solo che il mio parcheggio preferito da $8 al giorno era pieno e ho dovuto optare per quello accanto sborsando la bellezza di $28! Un furto! Sono arrivato a Brooklyn, per la precisione la zona sotto al ponte chiamata DUMBO, con un paio di ore di anticipo e quindi ho girovagato attorno all'edificio dell'azienda. Era un'area industiale che non mi ha fatto una buona impressione. Per strada c'erano delle persone di colore e altre di origine ispanica poco raccomandabili. Uno di questi mi ha chiesto 75 centesimi ma quando gli ho detto I don't have anything. I am sorry,  non ha insistito. Sono andato a mangiare un panino in un piccolo caffe' piuttosto spoglio e spartano (come piace a me, da vera America) e poi sono andato al colloquio.
Il titolare mi ha accolto con cordialità e mi ha subito informato che la posizione per cui misero l'annuncio su internet alcune settimane fa e' stata occupata da una ragazza che è in prova, ma io lo sapevo già perché avevo parlato con la sua assistente e sapevo che oggi il titolare avrebbe voluto solo fare una chiacchierata informale per valutare eventuali collaborazioni future. Mi ha quindi chiesto se potrei essere interessato quando se ne presentasse l'occasione a fare qualche consulenza ad aziende italiane nel settore dell'arredamento che volessero sondare il mercato americano, perché è il settore per cui ho lavorato in passato in Usa e potrei contattare molti vecchi clienti. Ovviamente ho detto di si, anche se ho confermato che sono anche in cerca di un lavoro permanente.
Mi ha poi proposto di tornare nel suo ufficio venerdì perché una azienda che sta assistendo, nel settore dello scuba diving, è in cerca di una persona che gestisca l'ufficio, più o meno un office manager. L'azienda inizierà le operazioni a fine anno e il titolare farà i colloqui nell'ufficio di Brooklyn in cui sono stato oggi.
Non è chiaro se in caso di assunzione questa azienda può sponsorizzarmi per un work visa ma tanto vale andare al colloquio venerdì e ascoltare cosa mi dicono. Sono in ballo e devo ballare o meglio investire e a tale proposito tra parcheggio, biglietto del treno e pranzo nel localino spartano american style ho speso circa $50. Ma chi non risica non rosica e quindi la ricerca continua. Wish me luck!

P.S. Questo blog sta diventando sempre più seguito. Ho notato nelle statistiche che a parte da Paesi come Italia, Usa, Germania, Federazione Russa, Regno Unito, Francia, Spagna, Australia, Belgio, Brasile, Svizzera ci sono lettori anche dalla Libia, Lituania, Ungheria, Cina, Peru', Kazakistan. Grazie a tutti! 

lunedì 24 settembre 2012

Cose di casa: ricette italiane e matrimoni combinati

Mr M e il figlio F possono essere molto insidiosi in cucina. Magrolino il padre, molto rotondetto il figlio, amano entrambi cucinare e farmi assaggiare le loro creazioni. Sono cuochi provetti, si impegnano, sperimentano e spesso gli riescono delle creazioni deliziose. Spesso, non sempre. E le porzioni sono "italo-americanizzate".
L'altra sera si sono industriati per fare una cenetta leggera ovvero una bella insalatona. Erano li' in cucina che tagliuzzavano e sminuzzavano. Ho chiesto di aiutarli ma mi hanno detto di stare seduto tranquillo e dopo un po' hanno messo in tavola una mega ciotola di insalata molto invitante.
Stavo per fare le porzioni ma Mr M mi fa: nooooo, che fai, questa e' la tua. Ora ne faccio altre due per noi, mangia, mangia tutto e pensa a stare bene! Si puo' ingrassare anche con un'insalata? Con loro si.
Essendo di origini calabresi, poi, sono fan di pepe, peperoncini e qualsiasi salsina piccante. Qualche giorno fa hanno detto: oggi proviamo a fare le crocchette di patate. Questa volta ho dato una mano anche io ma mi sono distratto un attimo e hanno messo cio' che per loro era il "pizzico" di pepe rosso nell'impasto di patate. Abbiamo messo in forno, abbiamo sfornato e avevo una gran voglia di addentarne una ma quando lo ho fatto...3000 gradi farenheit! Avro' messo un nuovo record mondiale: bere un litro d'acqua in due nanosecondi!
Cosa e' sono un po' forti eh?-dice Mr M- mangia, mangia tutto e pensa a stare bene.
Ne ho mangiate due e mi sono fermato li' con una scusa mentre Mr M e il figlio F continuavano a mangiarne quattro, cinque, sei senza battere ciglio...sangue calabrese.
Comunque sono molto simpatici e creativi e ora si sono messi in testa che vogliono imparare a fare i dolci siciliani. Gli regalero' dei libri di cucina e magari imparero' anche io a preparare qualche ricetta tipica italiana, in passato mi hanno gia' insegnato a fare il limoncello e sara' strano ora imparare a fare cannoli siciliani...nel Connecticut.
L'altro giorno e' venuta a casa un'amica italo-americana di Mr M. e tra le tante cose di cui abbiamo chiacchierato a un certo punto mi ha chiesto se sono interessato a conoscere una ragazza di una famiglia italo-americana che e' nata negli Stati Uniti, e' tanto una brava ragazza, lavoratrice... Pare che abbia rifiutato o (secondo me) sia stata rifiutata da un po' di persone e ora che ha 36 anni sente il peso del tempo che corre e ovviamente anche i genitori vorrebbero vederla sposata. Si parlava anche di altro ma ogni tanto mi tirava in ballo questa ragazza, che credo sia una sua nipote. Alla fine mi ha chiesto di nuovo se la vorrei incontrare, pero' in quel caso devo essere serio perche' i genitori sono persone serie, per bene. Mi sono visto nei panni di Tanino (del film My name is Tanino) che inizia a frequentare la ragazzotta italo-americana mentre i genitori di lei cercano di organizzare un matrimonio combinato. Troppa pressione per me e quindi le ho detto che non so, cioe' se e' ad una festa, senza pressione, va bene, altrimenti fa niente, sto frequentando anche tante altre amiche. La zia e' rimasta un po' delusa ma non so come andra' a finire, un po' di curiosita' di vedere come e' fatta questa tipa ce l'ho, ma neanche voglio fare la fine del caro Tanino. Comunque se un giorno la vedro', vi raccontero' tutto.

Matrimonio italo-americano

Ieri sono stato ad un matrimonio di alcuni amici di famiglia italo-americani. Sono andato direttamente al ristorante alle 6pm. Il locale era nel New Jersey ed era molto lussuoso, con alte colonne in marmo e fontane zampillanti. Ho notato poche differenze con il ricevimento di un matrimonio italiano.
Si inizia in una sala con il cocktail hour, vale a dire il buffet prima di mangiare, e poi si continua in un'altra sala per la cena. Poiche' la cena non dura molte ore, diversamente dall'Italia in cui si mangia quasi sempre a ora di pranzo e si inizia a ballare nel tardo pomeriggio, tutto era piuttosto accelerato e concentrato e quindi si ballava tra una portata e l'altra. Non c'era un gruppo musicale ma un DJ-animatore che parlava sia in italiano che in americano e che incitava tutti ad andare in pista a ballare. Le musiche erano molto particolari: Toto Cutugno, Umberto Tozzi e altre vecchie canzoni della tradizione italiana spesso mixate e modernizzate in versione da discoteca.
Ho parlato con qualche italo americano e una donna che vive in Usa da molti anni mi ha fatto un po' innervosire perche' raccontava di quando pochi anni fa ando' al mio paesino nel sud Italia per una breve vacanza. Stava facendo delle foto con il marito quando un ragazzo gentilmente le chiede se vogliono che gli faccia qualche foto. La sua risposta e' stata: ma cosa ti credi che vuoi fare fessa a me? Io sono di origini italiane, vai a rubare da qualche altra parte. Che figura! Cioe' il mio e' un paese molto piccolo, dove la gente e' onesta, tranquilla, si conoscono tutti e lei pensa che anche nel piu' remoto dei paesi italiani ci siano sempre in agguato scippatori e ladruncoli. Ma quali film vedono questi italo-americani? E il bello e' che raccontava l'episodio anche ad altri americani che le dicevano che era stata brava ad evitare di farsi fregare. E' una dura lotta riuscire a controbattere i pregiudizi di alcuni italo-americani, pezzenti arricchiti. Meglio ignorarli...
Ho avuto modo di chiacchierare anche con qualche ragazzo americano e sono sempre piu' sorpreso che ogni volta che chiedo ad un ragazzo di 24-25 anni "cosa fai nella vita?" nessuno ti risponde che sta studiando o che e' in cerca di lavoro. E' quasi matematico che ti rispondano: I am a lawyer. I am an accountant. I am a programmer. E sono gia' indipendenti potendosi permettere tranquillamente di pagare l'affitto di un appartamento. E magari non sono neanche delle cime, ma questo e' il bello degli Stati Uniti, c'e' posto per una vita dignitosa proprio per tutti. Basta solo un poco di impegno.
Tornando al cibo, e' stato deludente. Al tipico matrimonio italiano (almeno al sud) servono in tavola antipasto, tre primi, tre secondi, frutta e dolci a volonta' mentre ieri in New Jersey...un primo (una normale pasta al sugo), un secondo, tre dolcetti minuscoli e la torta. L'impressione generale e' che qui puntino piu' sul lusso del locale e meno sulla quantita' e qualita' del cibo. Insomma piu' apparenza e meno sostanza. Qualcuno di voi e' stato ad un matrimonio negli Stati Uniti?

giovedì 20 settembre 2012

Colloquio da Starbucks...potrebbe essere la svolta?

Salve amici, oggi (giovedi') e' stato il giorno del colloquio con il capo di una compagnia italiana che produce gioielli. Qualche mese fa avevo inviato il resume come candidatura spontanea e pochi giorni fa ci siamo accordati di vederci in uno Starbucks.
Di solito a tutte le compagnie alle quali invio il resume specifico anche nell'email che per poter lavorare in Usa mi servirebbe la sponsorizzazione per un visto lavorativo. Non so perche' ma a questa compagnia non lo ho fatto perche' ho pensato che specificarlo subito avrebbe potuto bruciare la possibilita' di un colloquio faccia a faccia.
Stamattina mentre cercavo lo Starbucks dell'appuntamento pensavo: ok, gia so che quando gli diro' della sponsorizzazione ricevero' l'ennesimo "mi dispiace ma purtroppo non sponsorizziamo per il visto".
Incontro il capo, piu' precisamente dovrei dire il CEO, un signore italiano molto distinto ma amichevole che mi fa domande sulla mia esperienza negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Italia e dopo aver ascoltato la storia dei miei ultimi anni mi dice che potrebbe avere un paio di posizioni lavorative adatte a me! Deve pensarci su per qualche giorno e valutare un po' di cose. La compagna ha dei negozi a NYC, Beverly Hills, Aspen e ne apriranno uno a Chicago. Il centro operativo che li coordina e' in una zona, buona, del Bronx a NY. Mi fa due scenari: lavorare a NY, agli uffici centrali, o a Chicago, se sono disposto a trasferirmi li'. Ovviamente dico che mi andrebbe bene sia NY che Chicago. Ma devo ancora buttare la bomba che potrebbe distruggere tutto e gli dico che per lavorare avrei bisogno di un visto lavorativo. Ma con mia sorpresa non si scompone piu' di tanto e mi dice che deve informarsi ma potrebbe non essere un problema.
Mi invita ad una festa a inizio ottobre a Manhattan dove verra' presentata una nuova collezione e dove ci sara' anche la stampa e poi mi chiede di andare un giorno, da decidere, agi uffici centrali del Bronx per incontrare un suo collaboratore (che proviene dalla mia stessa regione, caso piu' unico che raro) per trascorrere qualche ora con lui e capire meglio il tipo di lavoro anche per capire se mi puo' piacere. Insomma, aspetto ulteriori dettagli ma direi che le cose promettono bene. Altro dettaglino, la paga iniziale se decideranno di assumermi e' molto piu' alta di quella che mi ha proposto pochi giorni fa la mia ex compagnia. E ci sono prospettive di crescita. Ma ora non voglio illudermi troppo, attendo qualche giorno e se son rose fioriranno. Nel frattempo continuo a guardarmi attorno e martedi ho un altro colloquio fissato a NY... dopodiche' non ne ho altri all'orizzonte. I'll keep you updated. Vi tengo aggiornati.

mercoledì 19 settembre 2012

Cose di oggi: refill card, aria condizionata, benzina, sushi

Giornata tranquilla oggi in Connecticut dopo il temporale di ieri notte.
Le previsioni del tempo di ieri sera prevedevano catastrofi e consigliavano a tutti di non uscire di casa ma poi per fortuna stanotte non e' successo niente, solo un forte temporale, tuoni e lampi...si sa come e' la tv americana, tende al sensazionalismo catastrofico.
Alcune cose di oggi:
Refill card: dovevo ricaricare il mio cellulare con una scheda prepagata ma apparentemente, poiche' quasi tutti hanno un contratto di almeno due anni con un gestore telefonico, pochi conoscono l'esistenza della refill card. Infatti ricordando che alcuni negozi si potevano trovare le refill card telefoniche sono andato in uno Stop n Shop e alla mia domanda una cassiera ha ripetuto refill card come se fosse una parola misteriosa di una lingua sconosciuta. Un altro tizio del negozio mi ha detto: si certo dovremmo averle, mi ha mandato al corridoio 14 ma era l'area delle gift card! Vabe' sono andato a casa e ho ricaricato il cell online con la debit card.
Aria condizionata: devo riabituarmi all'uso estremo dell'aria condizionata. In treno, negli Starbucks, in macchina, al cinema...gli Americani usano l'aria condizionata, fredda o calda, a livelli estremi, ai limiti della sopportazione umana.
Benzina: la benzina in Connecticut costa circa $4 al gallone e facendo due calcoli e' meno di un euro al litro. Ho messo $20 dollari di benzina in macchina alcuni giorni fa e vado ancora in giro senza bisogno di tornare dal benzinaio. Ce ne e' ancora nel serbatoio. In Italia con 20 euro non avrei viaggiato tanto.
Sushi con un caro amico: ho incontrato un caro amico che mi ha invitato a pranzo in un ristorante thai/giapponese. Ho ordinato dell'ottimo sushi e chiacchierato piacevolmente. A proposito poiche' il mio amico e' un americano born and raised (nato e cresciuto in Usa) e ama l'Italia  e la cultura italiana, gli ho chiesto se gli piacerebbe se gli facessi un'intervista per il mio blog. Ha detto di si e spero sara' interessante per tutti voi leggere le opinioni di un vero americano, sia sugli Stati Uniti che sull'Italia. E magari affiancata alle interviste agli italiani che si sono trasferiti negli Usa inaugurero' una nuova rubrica sulle interviste agli americani born and raised in the States.
Stay tuned.

martedì 18 settembre 2012

Primo colloquio a New York

Giornata piovosa oggi. Stamattina mi accoglie F preparandomi una colazione a base di pan carre' fritti con due uova sopra. Non potevo rifiutare, buone ma pesantine. Un giorno vi descrivo il modo di cucinare calabro-americano di Mr. M e il figlio F.
Verso le 10 sono andato a New York in treno per uno dei miei pochi colloqui gia' fissati dall'Italia con un'azienda di Manhattan che importa vini italiani. Gli uffici erano due stanzette ma non molto lontani dall'Empire State Building. Ho parlato con il general manager e purtroppo mi ha detto che sono in cerca solo di rappresentanti. L'avvocato di immigration che mi ha assistito anni fa con gli altri visti mi ha sconsigliato di accettare questo tipo di lavoro per un semplice motivo. Io ho studiato lingue all'universita' e per dimostrare che ho delle caratteristiche specifiche difficili da trovare in altri americani bisogna puntare su questa conoscenza ed e' consigliabile accettare un lavoro di ufficio pe rcompagnie che si occupano di import-export, possibilmente italiane, in cui (almeno sulla carta) bisogna usare quotidianamente l'italiano anche per traduzioni molto tecniche. Il rappresentante lo possono fare facilmente tutti gli americani e quindi l'immigration potrebbe sostanzialmente dire alla compagnia che mi assumesse come rappresentante: perche' dovete assumere un italiano per fare il rappresentante? Non siete davvero riusciti a trovare un rappresentante tra gli americani? Non ci vogliono conoscenze specifiche per fare il rappresentante, non possiamo concedere il visto.
E quindi niente da fare, anche se il manager mi ha comunque scritto su dei post it una decina di nomi di aziende che importano vini e che potrebbero avere bisogno di personale italiano per lavori di ufficio. Molte di queste le conoscevo gia' e ho gia' inviato loro il mio Resume, a quelle che sono per me nuove lo inviero' in questi giorni.
Sono tornato a casa da poco accolto da Mr M e F e mi hanno fatto trovare una veal parmigiana e una Corona bella fresca. Che gentili, cucinano anche per me e mi mettono da parte il cibo se torno tardi. Tra poco esco con F e un suo amico. Magari si va in un pubbetto qui in Connecticut. E da domani la ricerca di lavoro continua.

lunedì 17 settembre 2012

Cose di oggi: pizza, una quasi assunzione al telefono e laundromat

Ciao amici,
Brevi aggiornamenti. Stamattina mi sono cimentato a fare la pizza e i panzerotti con F.
(Chiamero' da ora in poi Mister M il signore di origini italiane in pensione che mi ospita e F suo figlio, lievemente learning disabled, che non lavora e vive con il padre, e al quale tempo fa facevo lezioni private di matematica, lettura e scrittura). Pizza e panzerotti venuti davvero buoni.
Poi mi sono messo al PC e ho visto un annuncio di lavoro interessante su craigslist, office manager per una compagnia italiana, e ho inviato il mio Resume.
Dopo dieci minuti mi ha scritto un'email il titolare chiedendomi di fargli un colpo di telefono. Lo chiamo e mi dice che stanno cercando proprio una persona come me e mi chiede quando possiamo vederci per parlare ed accordarci. Wow, gia' parla di accordarsi - penso - allora da' quasi per scontato che potra' assumere proprio me? Il mio Resume ha fatto proprio colpo. Poi mi chiede cosi' come fosse una domanda retorica: tu hai green card o cittadinanza americana vero? E ho dovuto dirgli di no e che sono qui come turista e mi servirebbe sponsorizzazione per un work visa. La sua compagnia ha gia' sponsorizzato due persone quest'anno e mi ha detto che purtroppo almeno fino a giugno dell'anno prossimo non possono piu' sponsorizzare nessuno per un visto lavorativo e quindi niente da fare. Che jella.
Oggi pomeriggio sono andato al laundromat, lo stesso in cui andavo in passato, e nell'attesa ho fatto un giro alla palestra di fronte, la mia ex palestra. E' strano ma laundromat e palestra erano un rito che mi piaceva molto, soprattutto la palestra perche' ci andavo sempre di sera dopo il lavoro o al weekend e mi ha riportato a un periodo spensierato della mia vita, ovvero solo pochi anni fa.
Ok, ora vado a nanna. Domani ho un colloquio a New York che rivedro' quindi dopo quasi due anni di assenza. Vi tengo aggiornati. Notte.