giovedì 3 settembre 2015

Breaking News: green card update

Breaking News!
Pochi giorni fa, quasi inaspettata mi e' arrivata una grande notizia: il Dipartimento del Lavoro ha certificato (approvato) la domanda della mia compagnia per sponsorizzarmi per la carta verde!
Il mio capo mi ha girato l'email del mio immigration lawyer che a sua volta ha ricevuto la comunicazione direttamente da parte del Departmenf of Labour.
Era il passo piu' importante, lo scoglio piu' difficile da superare ed e' andato bene anche in tempi piu' brevi di quelli che avevo previsto. Quando ho ricevuto l'email dal mio capo mi sono quasi commosso! I tanti sacrifici di tutti questi anni iniziano a farsi ripagare allora! Ora non vuol dire che ho ottenuto la green card ma posso dire di averla in tasca al 70%e posso guardare ai prossimi steps in modo piu' sereno.
Quali sono questi prossimi step? Non conosco bene tutti i dettagli ma credo che il prossimo passo sia compilare  un modulo in cui la mia compagnia dovra' provare che e' in "buona salute" e potra' pagarmi il salario minimo per la mia posizione. Deve garantire in poche parole che non verro' sottopagato. Se un americano che viene assunto a New York guadagna in media una determinata cifra all'anno la compagnia deve garantire che non verro' pagato meno altrimenti vorrebbe dire che vuole assumere me solo perche' se assumesse un americano dovrebbe pagare di piu' e cio' andrebbe a svantaggio dei lavoratori americani.
E poi si va avanti con altri passi uno dei quali credo siano dei controlli sulla mia fedina e (forse ma non sono sicuro) se ho sempre pagato regolarmente le tasse dopodiche' mi "mettero' in fila" con gli altri che hanno fatto domanda negli anni precedente per ottenere la tanto agognata green card.
Insomma ora sono piu' sereno e per cio' che sto leggendo i tempi per ottenere le green card si stanno velocizzando. Sto anche leggendo di molti italiani ai quali sono stati negati dei visti di lavoro quindi questa notizia e' in controtendenza con cio' che sta succedendo nel mondo dei visti.
Credo che stiano per cambiare le regole e le leggi per l'immigrazione, e' nell'aria da anni, e quindi staranno cercando di velocizzare il processo per chi lo ha gia' avviato dopodiche' cambiera' tutto. Se e' cosi' mi trovo in un periodo fortunato. Ripeto ancora non ce l'ho in tasca ma la notizia mi ha portato per un giorno al settimo cielo.E i prossimi mesi potranno tingersi di verde.
Stay tuned for more updates.

domenica 26 luglio 2015

Jus by Julie: una dieta americana


Vivo in America e devo provare le "americanate".
Jus by Julie e' una dieta disintossicante-dimagrante che sta andando molto di moda negli ultimi mesi. Me la ha consigliata una mia collega e ho voluto provarla, anche perche' proprio in questo periodo sto cercando di perdere un po' di peso. Li ho ordinati online e sono arrivati a casa al giorno prescelto in una bella borsa termica verde, via overnight delivery.
La dieta consiste nel bere 18 succhi a base di verdure o frutta, in 3 giorni, 6 succhi al giorno.
Niente cibo, niente alcool, niente di niente. Solo i succhi, uno ogni due-tre ore.
I succhi sono numerati da 1 a 6.
1, 3 e 5 sono piu' densi e a base di verdure anche perche' vanno a sostituire i pasti principali della giornata. Gli altri sono piu' leggeri e dissetanti.
Vi state chidendo se ho avuto fame? In realta' prima di iniziare pensavo che avrei avuto delle allucinazioni audio-visive con piatti prelibati che passavano in vassoi d'argento sotto il mio naso ma che non potevo toccare. Devo dire che invece ho avuto fame solo una paio di volte perche' i succhi sono nutrienti. I gusti erano accettabili anche per me che non sono un amante delle verdure. Uno in particolare pero' a base di peanut butter e banana era davvero una schifezza imbevibile che non consiglierei neanche al mio piu' peggior nemico. Ho saputo pero' che volendo si puo' anche scegliere quale gusto non farti inviare.
Il risultato? Molto buono. A fine dieta mi sono sentito molto bene e ho perso oltre 2 Kg!
Credo che la rifarei ancora, anche se e' costosetta: $125 via Groupon.
Sono curioso di sapere se questa nuova moda della "dieta dei succhi", arrivera' anche in Italia.
Tenetemi aggiornato.

martedì 16 giugno 2015

La polizia e la mia luce dello stop

Qualche giorno ero in giro con la macchina per esplorare una piccola cittadina del Long Island in cui potrebbero trasferire i miei uffici tra qualche mese. In quel caso dovrei cercare un nuovo appartamento e abbandonare il mio caro Connecticut e quindi mi sono detto: andiamo un po' a vedere dove saranno gli uffici e se ci sono delle belle zone li' attorno in cui potrei cercare casa.
Dopo aver visto l'edificio dei nuovi uffici ho iniziato a girare per quella zona. Una macchina della polizia del paese veniva in direzione opposta, mi ha passato ma dopo pochi metri ha fatto un'inversione ad U e si e' messa dietro di me e dopo pochi secondi ha acceso le sirene e mi ha fatto accostare! Poiche' e' un paesino molto tranquillo e io con la targa del Connecticut sono lo straniero in town e la polizia cerca sempre di proteggere i propri cittadini da potenziali minacce "straniere" pensavo mi avra' fermato per un normale controllo. Porca miseria, ho poi pensato, mentre il poliziotto veniva verso il mio finestrino...ho una luce di uno stop di dietro che si e' fulminata e io non l'ho ancora cambiata...e infatti...il poliziotto mi chiede Driver's Licence, Insurance and Registration, e poi mi dice: Sai perche' ti ho fermato? Perche' hai una luce dello stop che non funziona.
E io fingendo di non sapere: Oh really? I didn't know.
Il poliziotto va nella sua macchina e torna dopo pochi minuti:
 - I have a bad news and a good news. The bad news is that you got a ticket. The good news is that if you change the light within 24 hours you don't have to pay the ticket.
E mi porge due moduli. Uno in cui ci sono tutti i dettagli della mia infrazione, targa, indirizzo...tranne la cifra della multa. E l'altro da compilare e poi mandare per posta ad uno degli uffici della Corte locale in cui discutono ed eventualmente cancellano le multe.
Cosi' ho ringraziato il poliziotto e sono tornato in Connecticut. Sono andato da Auto Zone e ho comprato la lampadina dello stop e ho chiesto gentilmente se potevano cambiarla loro. Me la ha cambiata un ragazzo di origini orientali e quando volevo dargli $5 dollari per ringraziarlo lui mi ha detto: no, no. e' un servizio gratuito. Avrebbe potuto benissimo intascarli perche' il suo manager era nel negozio ma e' stato onesto e ha avuto senzo etico. Cambiata la lampadina dovevo farmi certificare che fosse stata cambiata e non potevo certo farlo io. Doveva farlo un negozio di auto parts, un meccanico autorizzato o un poliziotto. Ho chiesto li da Auto Zone se potevano certificare e quindi mettere un timbro su quel modulo ma mi hanno detto che non erano autorizzati e quindi (che stress!) sono andato alla stazione di polizia e ho spiegato la situazione ad un poliziotto che era li comodamente seduto alla scrivania del suo ufficio. Inizialmente era un po' restio a venire a controllare che avessi gli stop funzionati. Diceva che dovevo andare in una stazione di polizia dello Stato di New York (!) perche' la multa l'avevo presa in quello Stato ma poi gli ho fatto notare che sia un meccanico autorizzato che qualsiasi poliziotto poteva certificare il tutto e quindi e' uscito fuori con me, mi ha fatto accendere la macchina e premere i freni e dopo essersi assicurato che era tutto funzionante ha compilato e firmato quel modulo e ci siamo salutati cordialmente.
Ora devo mandare questi moduli per posta e la multa dovrebbe venire cancellata. D'ora in poi staro' piu' attento anche a questi piccoli guasti della macchina. Con la polizia americana non si scherza. Sono pignoli e ti fanno perdere non poco tempo per rimediare ai tuoi errori ma devo dire che mi e' piaciuto l'atteggiamento generale o meglio l'idea di fondo. Per loro non e' importante farti una multa ma e' importante che tu corregga presto un tuo errore per il bene tuo e di chi sta su strada. Rimedi al tuo errore e dimostri di averlo fatto entro 24 ore? Bene, ti togliamo la multa. L'America mi piace anche per questo. Severita', pragmatismo, efficienza.

Lo sport in America e in Italia

Molti anni fa, quando ero ancora ragazzino, alcuni parenti mi portarono a vedere la partita Napoli-Roma al San Paolo. Trovammo i biglietti nel settore dei tifosi del Napoli ed essendo io un tifoso romanista, mi raccomandarono di stare ben attento a non esultare troppo per non tradire la mia fede giallorossa. Poiche’ la Roma vinse 3-1, fui costretto ad implodere tre grandi momenti di gioia anche se in realta’ al terzo goal alzai di istinto un braccio verso l’alto stringendo il pugno, senza urlare. Mi parve che un energumeno davanti se ne accorse e mi diede una strana occhiata… Se ne e’ accorto, se ne e’ accorto – pensavo- ora mi uccide! - ma per fortuna non accadde niente. Tra un goal e l’altro osservavo i tifosi; i napoletani facevano un caos infernale rivolgendo cori offensivi ai tifosi romanisti i quali non si facevano intimorire e rispondevano con altrettanto odio e volgarita’ dal loro settore che a me sembrava un’enorme gabbia. L’arbitro prendeva cori da entrambe le tifoserie. Arbitro cornuto! era il piu’ abusato ma ce n’erano altri piu’ offensivi che non riuscirei neanche a ripetere. 
Un’atmosfera bellicosa e un’esperienza che definirei ansiogena. 
Un paio di anni dopo mi trovavo negli Stati Uniti per un vacanza e alcuni parenti americani mi portarono a vedere una partita di baseball allo Yankee Stadium. Fuori dallo stadio dei tifosi erano intenti nel Tailgating ovvero la tradizione sempre piu’ diffusa tra gli Americani di mangiare e bere, in piedi, accanto alle proprie auto prima dell’inizio della partita. Alcuni avevano addirittura attrezzato dei barbecue e fraternizzavano con i tifosi avversari e piu’ avanti altre centinaia di tifosi si incanalavano verso le stesse entrate senza problemi e poi all’interno dello stadio non venivano divisi in settori ma erano seduti tranquillamente uno accanto all’altro. C'erano molte famiglie con padre, madre e bambini al seguito e l’atmosfera era molto serena anche se molti sembravano piu’ interessati ai loro hot dog e Budweiser salvo poi entusiasmarsi per un bel lancio o uno spettacolare home run. 
Non c’erano Ultras perche’ il tifo era “guidato dall’alto”, dall’organizzazione dello stadio. Le azioni salienti erano sottolineate da alcune musiche emanate delle enormi casse acustiche e i momenti di pausa erano riempiti dalle domande trasmesse dagli enormi maxi schermi sulla storia del baseball: Chi vinse le World Series nel 1988? Chi segno’ piu’ home run nel 1992?
Molti spettatori scommettevano qualche dollaro con il proprio vicino, poi la partita riprendeva e all’improvviso si sentiva un boato anche se non era successo niente in campo. Lo schermo aveva appena trasmesso la risposta corretta e il boato era di quelli che avevano esultato per aver vinto la scommessa con il proprio vicino. 
A volte volava qualche sfotto’ tra gruppi di tifosi avversari ma se qualcuno alzava troppo i toni e diventava minimamente volgare o offensivo, prontamente intervenivano gli steward dello stadio per accompagnare fuori gli esagitati.
Per gli Americani, insomma, lo sport e’ uno spettacolo, non una guerra. Una partita di baseball, hockey, football o basket non e’ ne’ piu’ ne’ meno che andare al cinema, e’ una forma di intrattenimento in cui tutti gli attori in campo contribuiscono a divertire lo spettatore.
Prendiamo un film come Non ci resta che piangere con Benigni e Troisi. Nessuno al cinema si sognerebbe di urlare Regista Cornuto! per una scena che poteva esser girata in modo diverso. 
E vi immaginate un gruppo di ragazzi che lancia un fumogeno contro altri ragazzi perche’ hanno scoperto che hanno riso di piu’ per una battuta di Troisi? Sono fan di Troisi, lanciamogli un fumogeno! E una altro che tira fuori il coltello per andare a dirne quattro a quell’altro che ha riso troppo per una battuta di Benigni? Sono fan di Benigni, adesso gli faccio vedere io! 
Fuor di metafora, scene come queste non si vedranno mai negli stadi americani anche se ancora non riesco a spiegarmi il perche’.  
Forse perche’ qui hanno uno sentimento di unita’ diverso dal nostro?
Forse perche’ le nostre regioni italiani sono state unite con lo sputo e continuano a persistere antiche rivalita’ tra regioni e citta’?  
Forse perche’ i valori dello sport e dell’educazione civica in America vengono insegnati nelle scuole fin da quando si e’ ragazzini? 
Non ho una risposta, ai lettori le proprie considerazioni. So solo che per quanto riguarda lo sport sono due mondi diversi.
E a noi italiani cosa resta di questi valori nelle tante domeniche di violenza negli stadi?  A noi, troppo spesso, di domenica…Non ci resta che piangere.

lunedì 4 maggio 2015

"Minchia se non do' fuoco a una banca sono un coglione cioe'"

Ciao a tutti, sono tornato! Chiedo venia, sono scomparso da un po' di tempo ma e' un periodo davvero intenso, soprattutto al lavoro. Spero che siate ancora qui pronti a leggere i miei post.

Qualche giorno fa c'e' stata l'inaugurazione dell'EXPO a Milano e la citta' e, come avete visto tutti, e' stata messa a ferro e fuoco dai soliti idioti, Black Bloc e compagni belli,  che come da copione hanno cercato lo scontro con le forze dell'ordine, imbrattato muri, incendiato macchine e distrutto vetrine. 
Il personaggio del giorno e' stato questo ragazzo, intervistato subito dopo gli scontri. 
In pochi minuti e' riuscito a dire un sacco di banalita' per giustificare le violenze arrivando anche al limite del ridicolo quando l'intervistatore gli ha chiesto che senso dar fuoco a una banca:
"Minchia ma la banca e' l'emblema della ricchezza, cioe', se non do' fuoco a una banca sono un coglione cioe'"
Insomma il solito luogo comune della ricchezza vista come simbolo del male che giustifica la violenza sostanzialmente, diciamolo, in nome di questa mal celata invidia sociale. La cosa che mi ha rattristato e' che questo ragazzo pur non essendo parte attiva delle violenze avrebbe tanto voluto farne parte e spaccare qualcosa semplicemente perche' perche' intuiva che si trattava di una protesta e quindi era lecito tutto. Facile no? In una protesta e' giusto spaccare tutto a prescindere. Le motivazioni della protesta? Chi le sa, ma ci sta, bella storia, fare bordello. Cosi' ascolteranno la nostra voce. Chi doveva ascoltare questa voce? Neanche lui lo sapeva. Forse le banche, i politici...insomma un bel calderone nella sua mente. Un altro figlio di papa' che gioca a fare la rivoluzione.
Dopo l'intervista il ragazzo e' stato molto criticato da tv e social media e cosi', probabilmente spinto dai genitori che si saranno infuriati, ha voluto rilasciare un'altra intervista in cui ha sostanzialmente cambiato totalmente versione. Inizialmente dopo aver ascoltato la seconda intervista mi sono detto: meno male, ha capito l'errore. Meglio tardi che mai.
Ma poi a pensarci bene mi e' venuta ancora piu tristezza perche' se e' vero che nel primo video si era dimostrato un idiota infarcito di luoghi comuni, comunque sembrava sicuro delle proprie idee.
Nel secondo video mi e' decaduto, se possibile, ancora di piu' perche' si e' rimangiato tutto cio' che aveva detto, andando contro i protestatori che prima aveva osannato.
Ovviamente questo e' solo un ragazzo tra i tanti, preso a caso per strada ma sicuramente rappresenta tanti ragazzi italiani.
E cosi' la mia domanda per voi e': ma sono davvero diventati cosi' i ragazzi italiani?
Privi di un'idea o meglio si appigliano facilmente ad un'idea, a una protesta, perche' fa figo per poi con la stessa facilita' l'abbandonano il giorno dopo per opportunismo magari perche' si e' stati sgridati dai genitori?
Sono davvero cosi' plasmabili, come banderuole al vento? 
Povera Italia se e' questa la generazione del futuro...

mercoledì 4 febbraio 2015

Contratto a progetto in America?

Oggi ho ricevuto un'email da parte di un contatto americano al quale avevo mandato il CV (qui si chiama Resume) alcuni anni fa.
In sostanza questa signora mi chiedeva se conosco qualcuno per lavorare come Customer Service per un contratto a progetto di 4-5 mesi. Un contratto a progetto e' una richiesta strana e piuttosto rara negli Usa, almeno per la mia esperienza.
Ho chiesto alla mia giovane collega americana, che si e' laureata un paio di anni fa: per caso hai qualche amica che puo' essere interessata a un contratto a progetto di 4-5 mesi come Customer Service?
Risposta della collega: no, mi spiace, le mie amiche (nella fascia 23-26 anni) o hanno un lavoro o (quelle piu' giovani) sono al college. E poi che tipo di proposta e'? Contratto a progetto di 4-5 mesi?
Le ho detto che in Italia uno dei contratti piu' diffusi e' proprio quello a progetto di 3 mesi che poi puo' essere rinnovato da parte del datore del lavoro.
Mi ha guardato con uno sguardo come a dire: non ci credo, e' davvero assurdo.
Certo qui possono licenziarti dall'oggi al domani, lo ripeto sempre, pero' un lavoro ha una propria dignita', se ad un colloquio non ti assumono e' perche' pensano che non sei adatto alla posizione e vogliono continuare a cercare ma se ti assumono lo fanno perche' sono convinti di te. Farti lavorare solo per qualche mese e' come dirti: si ti assumiamo, ma non siamo tanto sicuri. Non so, forse per loro e' quasi un'offesa? Insomma tutto puo' succedere ma se ti assumono lo fanno per instaurare con te un rapporto durativo e di fiducia...senza SE e senza MA.

lunedì 26 gennaio 2015

La vita serena di molti giovani americani

Piu' vivo negli Stati Uniti e piu' mi rendo conto di come la vita dei giovani americani sia piuttosto diversa da quella dei giovani italiani.
Ne ho gia' accennato in qualche post tempo fa.
Alcuni esempi: 

La figlia della signora che viaggia con me ha circa 25 anni. Studia all'universita' ed e' prossima alla laurea. Ha perso un paio di anni per stare accanto al padre malato, altrimenti a 23 anni si sarebbe gia' laureata (come tutti qui perche' pratiamente non esiste il fuori corso). L'high school, infatti, dura 4 anni quindi da 18 anni a 22 anni si va al college e normalmente a 23 si e' gia' laureati.
Questa ragazza studia e lavora come baby sitter. E' vero che questa e' una zona di ricchi, comunque e' stata assunta da questa famiglia che le da' uno stipendio fisso mensile di ben $ 3500 al mese! Deve essere sempre disponibile quando hanno bisogno, a volte deve dormire con i bambini ma alla fine va da loro non piu' di tre giorni (o notti) a settimana. Hanno concordato che non la chiamano quando ha i corsi o gli esami.

Il fratello di questa ragazza ha studiato culinary arts in una buona universita'. Appassionato di cibo, ha fatto qualche anno di gavetta in vari ristoranti fin quando, tramite vecchie conoscenze del periodo universitario, ha conosciuto un gruppo di investitori, ragazzi sulla trentina, che hanno da poco aperto cinque ristoranti e gli hanno proposto di fare da manager-coordinatore. Ha 26 anni. Stipendio: 130 mila dollari.

Hanno assunto una ragazza nuova da me. Laureata a 22 anni. Durante il periodo di studi ha lavorato in pizzeria, fast food, negozio di abbigliamento. Dopo la laurea ha lavorato in un ufficio vicino New York e ora e' da noi. Da quanto ho capito il suo stipendio e' tra i 60 e i 70 mila l'anno. Ripeto, 23 anni, con pochissima esperienza alle spalle, a un anno dalla laurea. 
Pochi giorni fa ho conosciuto una sua amica che lavora in ospedale come assistente di un dottore che si occupa  di bambini. Lavora 3 giorni a settimana e fa il turno di notte. Anche lei sui 23 anni e laureata da un anno.  Stipendio...80 mila l'anno. E' vero che per pagarsi il College (l'universita' qui la chiamano cosi, University suona strano) ha dovuto chiedere un loan, ovvero un prestito alla banca ma sembra non avere problemi. In qualche anno di lavoro, dice, riuscira' a saldare i debiti.

Quando parli con questi ragazzi ti rendi conto che sono molto simili: preparati nei loro campi grazie al College che e' focalizzato al mondo del lavoro, con una cultura generale non molto vasta, per usare un eufemismo, con molti lavori alle spalle, molto entusiasmo e voglia di lavorare.
Sono ragazzi normali, certamente non piu' in gamba di milioni ragazzi italiani che pero' vivono il dramma della disoccupazione o la condizione dei lavori precari pagati quattro euro.
Loro invece sono sereni, a 25-30 anni hanno qualche anno di esperienza alle spalle, un buono stipendio, una carriera avviata. Alcuni chiedono gia' il mutuo per acquistare una casa. E naturalmente questa marea di giovani che guadagnano bene gia' cosi' presto fanno una cosa molto semplice: fanno girare l'economia.

Ok e' vero, per tanti ragazzi con un buono stipendio ce ne sono tanti altri sfruttati con il minimum wage, la paga minima,... pero' anche questo minimum wage per lavori meno qualificati come ad esempio il cassiere di supermercato (spesso i ragazzini o i neo emigrati come me anni fa), si puo' aggirare sui 1000 euro italiani. Non proprio male come minimum wage se un ragazzino di 16 anni in USA prende quanto molti professionisti laureati in Italia.  Ma tornando al mio punto, e' assodato: il giovane "medio" ameriano vive un'esistenza serena e puo' programmare un futuro senza problemi.  Spero che arrivi presto il giorno in cui questo sara' possibile anche in Italia.


sabato 17 gennaio 2015

Natale negli Stati Uniti

Ciao a tutti, rieccomi.
Il Natale e' trascorso da qualche settimana e ogni volta che lo ho trascorso lontano dall'Italia, lo ho vissuto con una certa indifferenza.
Mi piace l'atmosfera natalizia ma non poterlo trascorrere con la mia famiglia in Italia me lo rende un giorno normale o quasi.
Comunque voglio parlarvi di alcune particolarita' sul natale americano.

Neverending Christmas
Il periodo natalizio e' infinito, lunghissimo.
Gia' dopo il giorno di Thanksgiving, alla fine di Novembre, tutto inizia a colorarsi di rosso e bianco e ovunque si inizia a respirare l'atmosfera natalizia. Due mesi prima del Natale! 
I negozi riempiono gli scaffali di  luminarie, cioccolattini, cappellini di Santa Claus, alberelli di Natale, decorazioni di tutti i tipi da appendere all'albero. E ovunque iniziano a riecheggiare canzoni come Christmas Time is here, All I want for Christmas is you, Santa is coming to town.

Case illuminate
Come i negozi, anche le case iniziano a colorarsi di Natale. In molte zone residenziali si scatenano delle vere e proprie gare su chi illumina l'esterno della propria casa nel modo piu' creativo e luminoso. Alcune case e alcuni quartieri diventano tanto spettacolari che c'e' gente che va a farsi un giro per visitarli con i propri figli.

Uffici e Secret Santa
Anche se non tutti sono cattolici, l'atmosfera natalizia e' palpabile anche negli uffici. Chi vuole fa dei regalini ai colleghi ai quali e piu' legato...o, come nel mio caso, a tutti i colleghi senza fare differenze.
Alcuni uffici fanno Secret Santa. Si stabilisce una cifra, chesso' $10 o $20, e ogni impiegato deve comprare un regalino ad un altro, non andando oltre la cifra stabilita. Ognuno pesca il bigliettino con il nome di un collega e non dice il nome a nessuno. Appunto un Secret Santa (Claus). E poi pochi giorni prima di Natale, magari alla fine di una cena aziendale, si tirano fuori i regali e ognuno ne ricevera' uno dal suo Secret Santa.

Cartoline di auguri
A parte le classiche cartoline di Auguri che si possono comprare in ogni supermercato, qui usano molto anche le cartoline personalizzate con foto di cani, gatti o figli del mittente. O a volte anche foto del mittente con la propria fidanzata. Non riesco a decidermi se e' una cosa bella o una pacchianata.
Da un lato sembra che il mittente voglia bisogno di attenzione: guardate come e' bello il mio cane, il mio gatto, i miei figli, la mia nuova fidanzata. Dall'altra pero' e' anche un modo simpatico per far sentire per un attimo piu' vicini alla propria famiglia parenti e amici che abitano lontano e che non si vedono da anni.

Senso della famiglia
Dopo un'esperienza personale e dopo averne ascoltate altre simili mi sto convincendo che il senso di famiglia qui e' leggermente diverso da quello in Italia. Si e' vero, festeggiano il Natale come da noi, e tutte le famiglie cercano di essere unite ma mi ha stupito il fatto che spesso non si aspetta che ci siano tutti per iniziare a cenare assieme. Le donne cucinano e si spizzica di qua e di la. Chi c'e' c'e'. Chi arriva prima spizzica di piu'. Non ci si siede tutti attorno alla tavola. "E' pronto! Tutti a tavola!" e' una frase che non ho mai sentito qui.

Radio City Christmas Spectacular
Si tratta dello spettacolo natalizio per eccellenza a NY. Se venite da queste parti nel perido natalizio dovete andare a vederlo. Solo entrare a Radio City vi fara' probabilmente emozionare; con i suiu seimila posti a sedere e' il teatro piu' grande del mondo.
Ho visto questo spettacolo piu' volte ed e' davvero spettacolare. Ancora non riesco a capire come fanno a cambiare quelle scenografie nel giro di pochi secondi.
E' uno show che rispecchia molto lo spirito del Natale americano, molto legato al consumismo, ai regali, ai bambini e a Santa Claus. Anche se questi sono i temi principali i balletti delle Rocketts sono qualcosa di eccezionale, decine di ballerine sincronizzate alla perfezione. 
Devo dire che tutta questa abbuffata di scenografie e balletti tra regali, Babbi Natale, soldatini e ballerine viene poi bilanciata dall'ultima scena della nativita' in cui portano sul palco anche decine di animali e sembra quasi di entrare dentro a un immenso presepe.

Insomma un altro Natale e' passato. Lo ho trascorso lontano dall'Italia ma va bene cosi'.  La mia vita e' qui e tra alti e bassi sento che sta procedendo per il meglio.
Stay tuned for more updates.
E Buon 2015 a tutti! 


sabato 20 dicembre 2014

Brevi aggiornamenti alla rinfusa

Rieccomi qua, dunque cosa e' successo negli ultimi tempi?
Vediamo un po'.
Le pratiche per la Green Card stanno andando avanti. Siamo ancora agli inizi ma si procede. L'avvocato assunto dall'azienda sta preparando le pratiche da inviare al dipartimento del lavoro e sta quindi mettendo annunci online e su quotidiani, da parte dell'azienda, per provare al dipartimento del lavoro che l'azienda ha cercato innanzitutto nel mercato del lavoro americano. Arriveranno quindi in azienda dei CV (si spera pochi) dopodiche' l'azienda tramite l'avvocato deve giustificare perche' i CV arrivati non vanno bene per la posizione e perche' invece preferirebbero offrire a me la posizione permanente per la quale c'e' bisogno della Green Card. E' come un gioco ma bisogna giocare e stare alle regole americane.
Sempre lavoro hanno assunto una nuova ragazza molto carina, giovane e a quanto pare single.
Piace un po' a tutti noi colleghi, sposati e non, e si stanno verificando scene da film. Ogni giorno ce n'e' una. Lei comunque e' un po timida, ride e scherza con tutti ma e' spesso sulle sue, un po' fredda, ma io la capisco, soprattutto se le fanno troppi complimenti: apprezza ma secondo me la mettono a disagio. Potr scrivere un libro con i soli episodi di chi, come e quando le ronzano attorno nei modi piu' ridicoli e disparati...
Poi...vi ricordate il Peruviano? Il tipo che viveva nell'appartamento accanto al mio e che si e' approfittato spesso del figlio un po' handicappato del mio padrone di casa? Uscivano assieme ma faceva pagare sempre al lui. E il padre di F e' riuscito dopo tanta fatica a farlo andare via.
Bene, F mi ha detto che ha riincontrato il peruviano (perche' lavora alla banca in cui lui ha un conto) e lo ha invitato una sera a casa sua a cena. Poi dopo qualche altro giorno lo ha invitato ad andare a uno strip club. F apprezza tutto cio', poiche' non lavora, sta tutto il giorno in casa con il padre e si annoia molto quindi per lui ogni occasione per uscire lo rende felicissimo. Peccato che sia un po' ingenuo. Finora ha pagato il peruviano, per la cena e per lo strip club (probabilmente uno dei tanti molto "cheap" in cui si paga $10 per entrare) e poi si puo' bere una birra al bancone per pochi dollari. Ma temo che una volta che F sia preso con l'amo allora il peruviano iniziera a far pagare lui, cene, centri massaggi e chissa' cosa altro. Ho detto a F di stare attento a questo tipo perche' gia' gli ha spillato tanti soldi in passato. Speriamo bene.
Sempre riguardo F e suo padre M, tempo fa sembrava che M stesse cercando una moglie per F (che ha 43 anni). Poiche un loro parente ha sposato una colombiana questa signora sta cercando di combinare qualcosa con una sua nipote colombiana. Secondo me si stanno mettendo in un bel casino. Comunque da qualche telefonata di M in cui parla con questa colombiana quando non c'e' il figlio F mi e' parso di capire che l'eventuale mogliettina colombiana potrebbe essere non per il figlio ma per lui! Poiche' i muri tra il mio appartamento e il piano di sopra non sono spessi ho sentito Mr M dire cose come: I love you. You venire qua e stare da me. Non potere stare senza di te.  
Non so se mai verra' ma se lo fara' penso che questa gli prosciughera' tutti gli averi. Perche' mai dovrebbe accettare di venire in Usa per sposare un ragazzo un po' handicappato o suo padre pensionato? Per sistemarsi no? Da film anche questa storia.
Per il resto e' un periodo un po' cosi', il periodo natalizio in America e' molto lungo. All'inizio e' molto bello, si respira un'atmosfera di luci e colori molto festiva ma dopo un po' rischia di nauseare con tutte quelle musiche natalizie ad ogni angolo, in TV, su internet, ovunque si parla di Natale e di regali.E' un consumismo che fa bene all'economia ma spesso sconfina nella superficialita'.
E poi sapere che non potro' trascorrerlo con la mia famiglia in Italia mi mette un velo di tristezza. Quasi non vedo l'ora che sia Gennaio. Ma insomma sopravvivero' anche quest'anno. Sono i pro e i contro di essere riusciti a construirsi un'altra vita all'estero.Una vita in cui non si possono  vivere tutte le giornate importanti assieme alla propria famiglia ma e' anche una vita serena in cui si e' riusciti a costruire qualcosa con le proprie mani senza l'aiuto di nessuno.
Ok per ora e' tutto. Se non ci sentiamo prima...
Buon Natale a tutti, cari lettori.

sabato 13 dicembre 2014

Torno subito

Ciao a tutti, e' da tempo che non scrivo sul blog. Alcuni mi hanno inviato delle email per chiedermi il motivo. Non c'e' una ragione in particolare. E' un periodo molto intenso al lavoro e poi ho avuto tanti pensieri per la testa che non mi hanno dato ne' il tempo ne' l'ispirazione per scrivere. Il periodo di Natale poi e' sempre un po particolare per me: viverlo all'estero quando la mia famiglia e' tutta in Italia. Ma va tutto molto bene, non vi preoccupate. Diciamo che sto solo ricaricando le batterie e tornero' molto presto.