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domenica 16 luglio 2017

Sapiens: Da Animali a Dei

Cari lettori, qualche mese fa ho deciso di staccare la spina da Fb e dalle distrazioni online per un lungo periodo e ho avuto modo di dedicarmi nuovo a molti miei hobby tra cui la lettura. Tra i libri letti mi sono piaciuti molto Da Animali a Dei e Homo Deus di Yuval Noah Harari e poiché delle sue idee si discute molto nel mondo, inclusi gli Stati Uniti, ho pensato che potrebbe interessarvi un breve articolo che ho scritto per un magazine italiano.

Sapiens: da Animali a Dei
La specie umana secondo
Yuval Noah Harari

Negli ultimi anni negli Stati Uniti stanno suscitando molto interesse le idee di Yuval Noah Harari, storico-saggista di origine israeliana. Il suo libro Da animali a dei: breve storia dell’umanità ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ed è stato consigliato, tra i tanti, anche dall’ex Presidente Obama, Bill Gates e Mark Zuckerberg. Le idee di Harari sono suggestive e provocatorie. Secondo il saggista, gli esseri umani si sono differenziati da tutte le altre specie animali quando hanno iniziato a cooperare in modo flessibile e in grandi numeri. Anche gli animali cooperano tra loro ma in numeri ristretti e seguendo sempre gli stessi rigidi schemi.  “Un alveare non può giustiziare la regina e instaurare una repubblica di api o una dittatura comunista di api operaie”. Il segreto della nostra specie è l’immaginazione che consente, tramite il linguaggio, una comunicazione a due livelli: uno per esprimere la realtà oggettiva (pericolo, cibo, acqua, alberi) e l’altro per esprimere una realtà immaginaria con la creazione di storie in cui tutti crediamo e che, nel bene e nel male, hanno guidato la nostra evoluzione perché “finché crediamo nelle stesse storie, tutti obbediamo e seguiamo le stesse regole, norme e valori.”  Miti, religioni, ma anche stati, nazioni, ideologie sono tutte “storie” che uniscono i membri della nostra specie e rendono possibile la cooperazione tra milioni di sconosciuti. Tra queste, la storia di maggior successo è senza dubbio il denaro. Una banconota da un dollaro è un semplice pezzo di carta colorata che non si puo’ bere, mangiare, indossare. Ma se tutti crediamo in questa storia e attribuiamo alla banconota un valore simbolico, la storia funziona e la banconota può essere scambiata per degli oggetti concreti. “Provate a dare una banconota di un dollaro ad uno scimpanzé chiedendogli in cambio una banana. Se potesse, risponderebbe: mi dai un inutile pezzo di carta e ti aspetti che ti dia una banana in cambio? Ma per chi mi hai preso, per un umano? E’ per questa capacita di cooperare flessibilmente e in grandi numeri che siamo diventati i padroni del pianeta mentre gli scimpanzé restano confinati negli zoo e nei laboratori di ricerca.”  Le idee più interessanti di Harari riguardano il futuro della nostra specie e la probabile, ma inquietante, nascita di nuove classi sociali. Oggi è in atto una rivoluzione silenziosa in cui anno dopo anno l’intelligenza artificiale sostituisce i lavoratori con macchine e robot. E’ già ampiamente avvenuto in campo militare dove le guerre vengono combattute da aerei, missili e droni comandati a distanza e presto accadrà anche ad altre categorie come gli autisti che verranno sostituiti da macchine auto-guidanti e i medici che verranno sostituiti da app elaborate, veloci ed efficienti nel diagnosticare qualsiasi malattia. Milioni di disoccupati andranno a formare quella che cinicamente ma realisticamente Harari definisce “La classe degli inutili”. In un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale ci sarà sempre meno bisogno di esseri umani e non sarà facile una riconversione in altri settori come avvenne durante la rivoluzione industriale quando milioni di lavoratori si spostarono dalle campagne per ricrearsi una nuova vita nelle città industrializzate. Questa nuova classe, priva di valore militare, perderà anche valore produttivo e gli stati (ma anche le dittature) potrebbero quindi decidere di non investire nel loro benessere. Ma non è tutto. I progressi nel campo dell’ingegneria biologica e dell’ingegneria genetica consentiranno ad alcuni esseri umani, probabilmente i più ricchi, di sottoporsi a costosi interventi per migliorare parti del corpo e della mente. Nascerà quindi una nuova classe di superuomini modificata in laboratorio, uomini potenziati che possono permettersi gli “upgrade”. Pessimismo, fantascienza, distopia? Può darsi, intanto il professor Canavero, soprannominato Dr. Frankenstein, ha annunciato che tra qualche mese tenterà il primo trapianto di testa umana. Se ci riuscirà la specie umana non sarà più la stessa. E le visioni di Harari saranno sempre più reali. Il dibattito etico, politico e scientifico è più che mai aperto.


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